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Credere disobbedire combattere

Non cambi il mondo, e non difendi la democrazia, facendo sempre quello che ti dicono di fare. Occorre assumersi la responsabilità di contravvenire a leggi ingiuste senza aspettare che qualcuno gentilmente lo conceda. L’obiettivo non è violare le regole, ma cambiarle, la cosa giusta da fare quando la legge si scontra con il vissuto delle persone, trascurando diseguaglianze rese ancora più profonde dalle proibizioni. È questo che ha fatto Marco Cappato accompagnando in Svizzera dj Fabo, aiutandolo a porre fine alla sua sofferenza a costo di essere perseguito penalmente nel nostro Paese. Ed è questo – ha dichiarato – che farà ancora, per difendere il diritto di tutti di essere “liberi di sorridere, fino alla fine”. Eutanasia e fine vita, dunque, ma anche droghe, sesso, internet, genetica, scienza e diritti umani: contro le molte norme che in diversi campi minacciano la libertà e criminalizzano comportamenti diffusi e realtà sociali ineliminabili, Cappato si batte da anni con gli strumenti della disobbedienza civile e della nonviolenza – che indica non una semplice assenza di violenza, ma la costante opera attiva per convertire la violenza nel suo opposto – seguendo le orme di illustri personalità come Gandhi e di compagni di viaggio come Pannella. Intrecciando pratica e teoria, la sua storia radicale e le sue azioni – dall’arresto a Manchester per la campagna antiproibizionista alla difesa della ricerca sul genoma e le staminali, alla battaglia contro l’informazione manipolata e la limitazione della libertà digitale -, spiega oggi in questo libro perché disobbedire (civilmente) è lo strumento indispensabile per chi vuole migliorare il sistema e difendere la libertà di tutti, cominciando dai settori, la scienza in primis, dove la presenza dello Stato spesso non è soltanto inutile, ma controproducente. E perché occorre farlo in prima persona: “assumendoci la responsabilità delle nostre azioni, sperimentando alternative, creando conoscenza”.
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### Sinossi
Non cambi il mondo, e non difendi la democrazia, facendo sempre quello che ti dicono di fare. Occorre assumersi la responsabilità di contravvenire a leggi ingiuste senza aspettare che qualcuno gentilmente lo conceda. L’obiettivo non è violare le regole, ma cambiarle, la cosa giusta da fare quando la legge si scontra con il vissuto delle persone, trascurando diseguaglianze rese ancora più profonde dalle proibizioni. È questo che ha fatto Marco Cappato accompagnando in Svizzera dj Fabo, aiutandolo a porre fine alla sua sofferenza a costo di essere perseguito penalmente nel nostro Paese. Ed è questo – ha dichiarato – che farà ancora, per difendere il diritto di tutti di essere “liberi di sorridere, fino alla fine”. Eutanasia e fine vita, dunque, ma anche droghe, sesso, internet, genetica, scienza e diritti umani: contro le molte norme che in diversi campi minacciano la libertà e criminalizzano comportamenti diffusi e realtà sociali ineliminabili, Cappato si batte da anni con gli strumenti della disobbedienza civile e della nonviolenza – che indica non una semplice assenza di violenza, ma la costante opera attiva per convertire la violenza nel suo opposto – seguendo le orme di illustri personalità come Gandhi e di compagni di viaggio come Pannella. Intrecciando pratica e teoria, la sua storia radicale e le sue azioni – dall’arresto a Manchester per la campagna antiproibizionista alla difesa della ricerca sul genoma e le staminali, alla battaglia contro l’informazione manipolata e la limitazione della libertà digitale -, spiega oggi in questo libro perché disobbedire (civilmente) è lo strumento indispensabile per chi vuole migliorare il sistema e difendere la libertà di tutti, cominciando dai settori, la scienza in primis, dove la presenza dello Stato spesso non è soltanto inutile, ma controproducente. E perché occorre farlo in prima persona: “assumendoci la responsabilità delle nostre azioni, sperimentando alternative, creando conoscenza”.

Cowboy di città

Brighton McKenzie ha ereditato l’ultimo appezzamento di terra adibito a fattoria alla periferia di Baltimora. Appartiene alla sua famiglia da quando il Maryland era una colonia, ed è rimasto inattivo per anni. Venderlo come area edificabile sarebbe facile, ma Brighton vuole onorare il desiderio di suo nonno e riprendere a farlo fruttare. Sfortunatamente, un incidente lo obbliga a usare un bastone per camminare e ha quindi bisogno di aiuto. Tanner Houghton ha lavorato in un ranch nel Montana fino a quando un ex vendicativo non lo ha fatto licenziare a causa della sua sessualità. Arriva nel Maryland invitato dal cugino ed è entusiasta di tornare a fare il lavoro che ama.
Brighton è immediatamente attratto da Tanner che, alto e bello da togliere il fiato, rappresenta tutto ciò che lo affascina in un uomo. Non se la sente però di fare la prima mossa, innanzitutto perché è un suo dipendente, e poi perché non riesce a capire come un uomo così virile possa essere interessato a lui. Ma quello non è il più grave dei loro problemi. Devono affrontare le macchinazioni della zia di Brighton e dell’ex di Tanner, che all’improvviso lo rivuole con sé, e devono trovare il modo per rendere redditizia la fattoria prima che il patrimonio della famiglia di Brighton sia perduto per sempre.
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### Sinossi
Brighton McKenzie ha ereditato l’ultimo appezzamento di terra adibito a fattoria alla periferia di Baltimora. Appartiene alla sua famiglia da quando il Maryland era una colonia, ed è rimasto inattivo per anni. Venderlo come area edificabile sarebbe facile, ma Brighton vuole onorare il desiderio di suo nonno e riprendere a farlo fruttare. Sfortunatamente, un incidente lo obbliga a usare un bastone per camminare e ha quindi bisogno di aiuto. Tanner Houghton ha lavorato in un ranch nel Montana fino a quando un ex vendicativo non lo ha fatto licenziare a causa della sua sessualità. Arriva nel Maryland invitato dal cugino ed è entusiasta di tornare a fare il lavoro che ama.
Brighton è immediatamente attratto da Tanner che, alto e bello da togliere il fiato, rappresenta tutto ciò che lo affascina in un uomo. Non se la sente però di fare la prima mossa, innanzitutto perché è un suo dipendente, e poi perché non riesce a capire come un uomo così virile possa essere interessato a lui. Ma quello non è il più grave dei loro problemi. Devono affrontare le macchinazioni della zia di Brighton e dell’ex di Tanner, che all’improvviso lo rivuole con sé, e devono trovare il modo per rendere redditizia la fattoria prima che il patrimonio della famiglia di Brighton sia perduto per sempre.

Le cose di Hold Hill: i segreti di Animantia

Le cose non sono mai soltanto delle cose ma hanno un’anima pulsante, celata sotto l’apparente immobilità e sono molto più che semplici mezzi per i nostri fini.
Quando Cristél ed Erik si trasferiscono a Hold Hill non sanno di certo ciò che li aspetta.
Infatti, dopo la morte del padre e con il grave peso della malattia di Erik, il più piccolo di casa, la madre si trasferisce là dove la tranquillità potrà permetterle di seguire i suoi figli, nonostante le pessime condizioni economiche che gravano sulla famiglia.
Ma giunti nella nuova casa cominciano ad accader loro cose strane, spaventose e vivide, sotto forma di presenze, rumori e sussurri, e persino la casa e il bosco di fronte a questa hanno uno strano aspetto: respirano e quasi possiedono la vita.
Nessuno di loro sembra crederci davvero, almeno fino a quando tutto precipita.
In un iniziale esplosione di tensione, i due fratelli scopriranno che in quella strana cittadina ogni cosa possiede un’anima e vive… Ma perché?
Attraverso un viaggio fantastico e terribile insieme, accompagnati da amici magici e incredibili, Cristél ed Erik si troveranno a lottare contro qualcosa di più grande di loro, per imparare il coraggio, l’accettazione e l’amore.
Le cose di Hold Hill dicono che nella vita, come nella morte, tutto torna.
E affermano anche che l’amore salva, sempre.
Della stessa autrice:
Sceglierò sempre te (Amazon)
Toccami L’anima (Amazon)
Tradiscimi se hai coraggio (Newton Compton Editori)
Un adorabile bugiardo (You Feel, Rizzoli)
Quel mostro di mia cugina (You Feel, Rizzoli)
Tutto quello che volevo da te? (You Feel, Rizzoli)
Il potere del sangue (0111 Edizioni)
Altri su Amazon:
Crimson Moon
La Foglia di Ambra
Mitochondrial
Ambrosia
Mamma: istruzioni per l’uso
Scelte d’amore
Nevaeh, il paradiso non ha l’abito bianco
Per contattare l’autrice: [email protected]
Facebook: https://www.facebook.com/deblorymartivale
Sito internet: http://deborahfasola2.wixsite.com/deborahfasola
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### Sinossi
Le cose non sono mai soltanto delle cose ma hanno un’anima pulsante, celata sotto l’apparente immobilità e sono molto più che semplici mezzi per i nostri fini.
Quando Cristél ed Erik si trasferiscono a Hold Hill non sanno di certo ciò che li aspetta.
Infatti, dopo la morte del padre e con il grave peso della malattia di Erik, il più piccolo di casa, la madre si trasferisce là dove la tranquillità potrà permetterle di seguire i suoi figli, nonostante le pessime condizioni economiche che gravano sulla famiglia.
Ma giunti nella nuova casa cominciano ad accader loro cose strane, spaventose e vivide, sotto forma di presenze, rumori e sussurri, e persino la casa e il bosco di fronte a questa hanno uno strano aspetto: respirano e quasi possiedono la vita.
Nessuno di loro sembra crederci davvero, almeno fino a quando tutto precipita.
In un iniziale esplosione di tensione, i due fratelli scopriranno che in quella strana cittadina ogni cosa possiede un’anima e vive… Ma perché?
Attraverso un viaggio fantastico e terribile insieme, accompagnati da amici magici e incredibili, Cristél ed Erik si troveranno a lottare contro qualcosa di più grande di loro, per imparare il coraggio, l’accettazione e l’amore.
Le cose di Hold Hill dicono che nella vita, come nella morte, tutto torna.
E affermano anche che l’amore salva, sempre.
Della stessa autrice:
Sceglierò sempre te (Amazon)
Toccami L’anima (Amazon)
Tradiscimi se hai coraggio (Newton Compton Editori)
Un adorabile bugiardo (You Feel, Rizzoli)
Quel mostro di mia cugina (You Feel, Rizzoli)
Tutto quello che volevo da te? (You Feel, Rizzoli)
Il potere del sangue (0111 Edizioni)
Altri su Amazon:
Crimson Moon
La Foglia di Ambra
Mitochondrial
Ambrosia
Mamma: istruzioni per l’uso
Scelte d’amore
Nevaeh, il paradiso non ha l’abito bianco
Per contattare l’autrice: [email protected]
Facebook: https://www.facebook.com/deblorymartivale
Sito internet: http://deborahfasola2.wixsite.com/deborahfasola
### L’autore
L’autrice Deborah Fasola, classe ’78, è autrice ed editor freelance. Il suo esordio letterario avviene nel 2011 con la sua prima opera fantasy; in seguito ha pubblicato altri romanzi dello stesso genere e alcuni manuali e racconti, per poi dedicarsi solo al romance e fare il grande salto. Nel 2015 pubblica infatti due romanzi con You Feel, Rizzoli, e il 30 giugno del 2016 esordisce in libreria con la commedia romantica Tradiscimi se hai coraggio, edita Newton Compton editori. Continuerà a pubblicare romance e fantasy e a sognare insieme ai suoi lettori.

La coscienza imperfetta. Le neuroscienze e il significato della vita

Il mondo vero è un grigio contenitore di molecole, silenzioso e opaco, null’altro che atomi e campi elettromagnetici in vibrazione. Invece nella nostra esperienza la realtà è una tavolozza di colori, odori, sapori, un flusso ininterrotto di emozioni, desideri, sentimenti. Il mondo in cui viviamo è dunque creato dal cervello. Ma perché vediamo le case e l’albero? Il suono è nella nostra mente, e però lo proiettiamo nell’orchestra oppure nel fastidioso motorino che sfreccia sotto casa. Che cosa ci fa credere che il contenuto della coscienza non sia dentro di noi, ma fuori, nello spazio e nel tempo? Per capire i meccanismi della coscienza, è utile studiarla quando il cervello è leso: per esempio, la vigilanza senza coscienza dello stato vegetativo, il crollo nella demenza, il dolore fisico o il prurito, i disturbi del movimento, del senso dello spazio e del tempo. Ma sono utili anche il suono, la musica e il silenzio. Pur seguendo questa strada, e avvalendosi delle più recenti acquisizioni delle neuroscienze, la definizione della coscienza continua a sfuggirci. La concezione che la riduce alla sequenza di scariche elettrochimiche nelle reti neurali ci pare una minaccia. A questa visione pare oltretutto opporsi un limite invalicabile, perché l’organo che studia la coscienza – il nostro cervello – è anche quello che la crea. Allora siamo forse condannati a cercare all’infinito i criteri per indagare su noi stessi, rimettendoli in discussione a ogni nuova scoperta.
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Cosa fare delle nostre ferite? La fiducia e l’accettazione dell’altro

Dopo il grande successo di Etica oggi (il titolo Erickson più venduto in libreria nel 2011), un nuovo libro di Michela Marzano, dedicato al rapporto con se stessi e con gli altri: una raccolta di tre saggi in un’edizione agile (nelle dimensioni e nel prezzo), dedicata al grande pubblico. Una piccola grande opera da una delle pensatrici più conosciute e apprezzate della nostra epoca.Questo libro asciutto e al tempo stesso soave e profondo affronta un tema particolarmente spinoso ai nostri giorni: la trappola in cui moltissime persone si impigliano ascoltando le sirene di una società che propone e impone un modello di individuo vincente e autocentrato, costantemente capace di esercitare controllo e padronanza. Le nostre ferite — le faglie, le fratture, le mancanze del nostro essere — vengono messe al bando dalla società «performante» e spesso ci rassegniamo a considerarle gravi errori e a trattarle come pattume che finiamo per nascondere sotto il tappeto della nostra consapevolezza. Capita così di produrre un corto circuito fra la nostra parte «accettabile», con cui ci identifichiamo, e quella parte di noi che è fragile, spaventata e per ciò stesso «impresentabile», sfoderando agli occhi del mondo e ai nostri stessi occhi un’autonomia posticcia che non solo ci dissocia ma ci impedisce persino di accettare gli altri, come noi abitati da debolezze e imperfezioni, in una spirale di proiezioni che ci lasciano sempre più soli e ciechi rispetto alle occasioni di creare legami autentici. È indispensabile fare i conti con le proprie fragilità, riconoscerle in se stessi, per conquistare un piccolo ma saldo spazio interiore di certezza che possa permetterci di rimanere in piedi quand’anche arrivassero le immancabili delusio i. La fiducia ci espone al rischio del tradimento, ma se non si accetta di correre questo rischio si resta murati nei ruoli dello spettatore e dell’antagonista. Vivere sul serio la propria vita è molto più di questo.

Coraggio, ricominciamo

Un grande medico che diventa paziente, una malattia devastante che nei Paesi sviluppati è la prima causa di invalidità, un racconto che ci porta alla definizione di una nuova Sanità, più umana e meno influenzata da business e burocrazie. Gianni Bonadonna, oncologo di fama internazionale, sfoglia il diario di una lunga e difficile riabilitazione dopo un ictus che rischiava di condannarlo al silenzio e all’immobilità.
Con una grande forza di volontà è riuscito a vincere l’afasia e a recuperare in parte i movimenti e ora, dopo aver passato tutta la sua vita a studiare le terapie per la lotta ai tumori, cerca di dare aiuto e fiducia ai tanti malati e ai loro familiari alle prese con lesioni cerebrali che causano paralisi agli arti, disturbi al linguaggio e alla vista.
Bonadonna descrive con parole asciutte ed essenziali la sua vita spezzata, in un prima normale e in un dopo dai contorni problematici, ma detta anche il codice etico per una medicina dalla parte del paziente («Entrando in questo ruolo ho avuto la conferma che il miglior medico può essere lui»): dialogo, informazione, rispetto ma anche riscoperta dell’arte medica, per sottrarsi all’eccesso dei tecnicismi e riprendere il tema della Sanità più umana, in cui le donne possono giocare un ruolo quasi rivoluzionario. Come aveva fatto negli anni in cui le sue ricerche segnarono una svolta nella cura dei tumori, Bonadonna cerca di dare una bussola a migliaia di persone anche nella battaglia per reinventarsi una vita dopo l’ictus. Un modo per essere sempre in prima linea, dalla parte del medico e del malato.

La coppia del numero 9

Quando Gav e Lou si trasferiscono nella villetta di fianco, Sara passa le giornate a cercare il coraggio di farsi avanti e dare loro il benvenuto. I nuovi vicini sono creativi, eccentrici, così speciali che un po’ la intimidiscono. Guadagnarsi la loro amicizia è tutt’altro che scontato, e quando accade Sara ne è ovviamente lusingata. Ma la cosa più incredibile è che a loro volta Gav e Lou vedono qualcosa di straordinario in lei e in suo marito Neil, qualcosa di autentico e che vale la pena di coltivare. In un attimo i quattro diventano amici per la pelle, organizzano spuntini di mezzanotte innaffiati da buon vino, si danno una mano con i bambini e condividono storie e segreti fino a tarda notte.
Ispirata e incoraggiata dai nuovi amici, Sara inizia ad apportare dei cambiamenti alla propria vita, lascia il lavoro che detesta, abbandona i vecchi, noiosissimi amici, si convince a ritirare i bambini dalla scuola per dare loro lezioni a casa. Ma questi cambiamenti hanno un prezzo, e ben presto Gav e Lou iniziano a pretendere cose che non hanno il diritto di chiedere, con conseguenze disastrose per tutti loro…
*Un romanzo dark e affascinante sull’amicizia, l’invidia e il tradimento, che spinge a chiedersi fino a che punto si è disposti a tradire se stessi e quanto si è pronti a perdonare.*
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### Sinossi
Quando Gav e Lou si trasferiscono nella villetta di fianco, Sara passa le giornate a cercare il coraggio di farsi avanti e dare loro il benvenuto. I nuovi vicini sono creativi, eccentrici, così speciali che un po’ la intimidiscono. Guadagnarsi la loro amicizia è tutt’altro che scontato, e quando accade Sara ne è ovviamente lusingata. Ma la cosa più incredibile è che a loro volta Gav e Lou vedono qualcosa di straordinario in lei e in suo marito Neil, qualcosa di autentico e che vale la pena di coltivare. In un attimo i quattro diventano amici per la pelle, organizzano spuntini di mezzanotte innaffiati da buon vino, si danno una mano con i bambini e condividono storie e segreti fino a tarda notte.
Ispirata e incoraggiata dai nuovi amici, Sara inizia ad apportare dei cambiamenti alla propria vita, lascia il lavoro che detesta, abbandona i vecchi, noiosissimi amici, si convince a ritirare i bambini dalla scuola per dare loro lezioni a casa. Ma questi cambiamenti hanno un prezzo, e ben presto Gav e Lou iniziano a pretendere cose che non hanno il diritto di chiedere, con conseguenze disastrose per tutti loro…
*Un romanzo dark e affascinante sull’amicizia, l’invidia e il tradimento, che spinge a chiedersi fino a che punto si è disposti a tradire se stessi e quanto si è pronti a perdonare.*

Contro Le Elezioni

Che la democrazia sia in crisi è ormai un luogo comune del dibattito politico in Occidente. In tutta Europa, i cittadini votano sempre meno, sono sempre più inclini a prestare fede a retoriche populiste, non credono più nella classe politica. Che fare? In molti si sono posti questo interrogativo, ma in pochi hanno risposto con una proposta altrettanto radicale e sorprendente di quella di David van Reybrouck: abolire le elezioni, non scegliere più con il meccanismo elettorale i componenti del Parlamento. E affidarsi al sorteggio per determinare chi ha la responsabilità di scrivere le leggi dello stato. Se ci sembra inconcepibile un simile scenario, sostiene van Reybrouck, è perché abbiamo un’idea sbagliata della funzione e dei vantaggi delle elezioni come metodo di selezione della classe dirigente: per molti di noi le libere elezioni a suffragio universale sono sinonimo di democrazia, e solo i regimi totalitari le hanno abolite. Ma la storia dell’affermarsi delle elezioni nei sistemi politici europei è molto meno lineare e contiene diverse sorprese. Cosa significa per una società contemporanea fare a meno delle elezioni? Come potrebbero essere prese le decisioni politiche? Da chi? Con quali regole e garanzie? E perché sorteggiare i parlamentari più o meno come si fa con le giurie popolari nei tribunali potrebbe dare risultati migliori di quelli attuali? Van Reybrouck porta alla luce un dibattito sui pregi e i difetti della democrazia partecipativa in corso da tempo nelle università, e offre al lettore una serie di idee nuove, esperienze pratiche, tentativi concreti di nuovi modelli di governance. Un libro che apre la mente, toglie molta polvere e ragnatele dal dibattito sulla crisi della democrazia, fa strage di luoghi comuni e retoriche consolidate, per andare al nocciolo di un problema attualissimo, che potrebbe avere una soluzione radicale e inaspettata.

Contro il sacrificio: Al di là del fantasma sacrificale

La passione per il sacrificio è solo umana. Gli uomini non si sono limitati a sacrificare sull’altare animali offerti ai loro Dei ma hanno sacrificato su quell’altare anche la loro vita. È il caso dell’uomo ipermorale che sacrifica il suo desiderio, o del martire del terrorismo che si immola per una Causa. Il sacrificio non è una semplice rinuncia al soddisfacimento ma una forma masochistica del soddisfacimento. È un fantasma che proviene da una interpretazione solo colpevolizzante del cristianesimo. La psicoanalisi, insieme alla parola più profonda di Gesù, si impegna invece a liberare la vita dal peso del sacrificio. Il che comporta un diverso pensiero della Legge: l’uomo non è schiavo della Legge perché la Legge – come sostiene la lezione cristiana e quella di Lacan – non è fatta che per l’uomo.
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### Sinossi
La passione per il sacrificio è solo umana. Gli uomini non si sono limitati a sacrificare sull’altare animali offerti ai loro Dei ma hanno sacrificato su quell’altare anche la loro vita. È il caso dell’uomo ipermorale che sacrifica il suo desiderio, o del martire del terrorismo che si immola per una Causa. Il sacrificio non è una semplice rinuncia al soddisfacimento ma una forma masochistica del soddisfacimento. È un fantasma che proviene da una interpretazione solo colpevolizzante del cristianesimo. La psicoanalisi, insieme alla parola più profonda di Gesù, si impegna invece a liberare la vita dal peso del sacrificio. Il che comporta un diverso pensiero della Legge: l’uomo non è schiavo della Legge perché la Legge – come sostiene la lezione cristiana e quella di Lacan – non è fatta che per l’uomo.

Contro Evoluzione

La Strada è un tunnel attraverso lo spazio e il tempo che ha cambito per sempre l’umanità. Dall’asteroide cavo di Thistledown e dalla stazione spaziale di Axis City inizia il viaggio verso altri mondi e atre epoche, ma nella Strada si combatte anche una guerra intermnabile contro la misteriosa razza aliena degli Jart, che guadagnano terreno anno dopo anno.La Strada si apre su un’infinità di mondi, alcuni simili alla Terra, altri diversissimi. L’Hexamon, il governo centrale di Axis City e della razza umana, ha decretato che alcuni di quei mondi siano preservati in caso di necessità future. Ma l’Hexamon ha scoperto che un nutrto gruppo di coloni ha infranto il divieto, entrando segretamente nel mondo protetto di Lamarckia. Per alcuni aspetti, Lamarckia è moto simile alla Terra, ma la sua biologia è straordinaria e l’evoluzine ha seguito un cammino incredibile. Quello che i coloni hanno trvato sul pianeta è una bellezza sconfinata ma anche un’eredità terrbile: guerre, carestie e catastrofi ecologiche.

Contratto inevitabile

**L’ultimo capitolo della serie dei *Contratti***
Dopo un umiliante tradimento, Caterina fugge in Italia per ricostruirsi una vita e quando la speranza di trovare l’uomo giusto sembrava ormai smarrita, Ripley le appare una sera al Bar Brera a Milano, dove si era stabilita da un anno. Subito il suo sguardo magnetico, la sua voce profonda e quella sua aria cupa e tormentata la catturano come non le capitava da tempo. Dal canto suo, Rip resta sorpreso dalla spontaneità di Cat e dalla sua capacità di fargli perdere il controllo. Nessuna donna ha mai conosciuto il suo lato oscuro e lui pensava che nessuna sarebbe stata in grado di gestirlo, invece con lei tutto è diverso. L’intesa è perfetta, ma per poter realizzare il suo sogno Rip dovrà dimostrare a Cat di saper andare oltre l’attrazione profonda che li unisce e dimostrarle che finalmente lei può lasciarsi andare e avere fiducia in lui.

Il Conte di Chanteleine. Un episodio del Terrore

Tra le prime opere di Giulio Verne, “Il Conte di Chanteleine”, ispirata a fatti e personaggi reali, fu una dei romanzi più contrastati dello scrittore francese: apparso a puntate su una rivista nel 1864, poiché l’autore sposa decisamente la causa legittimista, “Il Conte di Chanteleine”, che forse doveva essere il primo di una serie di racconti storici sulla controrivoluzione, è stato fortemente ostracizzato in Francia, tanto da essere pubblicato in volume solo oltre un secolo dopo, mentre in Italia ne uscirono sei edizioni tra 1876 e 1894. L’autore fa rivivere un episodio della guerra di Vandea, facendo entrare il lettore nel brutale clima di violenza imposta dai giacobini che cercavano di sterminare chiunque osasse opporsi al nuovo verbo rivoluzionario: l’armamentario del Terrore è descritto a vividi colori e con esso la coraggiosa decisione di opporsi con tutte le proprie forze a chi voleva distruggere il Trono e l’Altare.

Confusione. La saga dei Cazalet

È il 1942: da quando abbiamo salutalo i Cazalet per l’ultima volta è trascorso un anno. I raid aerei e il razionamento del cibo sono sempre all’ordine del giorno, eppure qualcosa comincia a smuoversi: per le giovani Cazalet la lunga attesa è finita e finalmente Louise, Polly e Clary fanno il loro ingresso nel mondo. Quella che le aspetta è una vita nuova, più moderna e con libertà inedite, soprattutto per le donne. Le cugine si avviano su strade disparate, tutte sospese tra la vecchia morale vittoriana del sacrificio e un costume nuovo, più disinvolto, in cui le donne lavorano e vivono la loro vita amorosa e sessuale senza troppe complicazioni. Mentre Louise si imbarca in un matrimonio prestigioso ma claustrofobico, sul quale incombe l’ingombrante presenza della suocera. Polly e Clary lasciano finalmente le mura di Home Place per trasferirsi a Londra e fare i loro primi passi nell’agognata età adulta, che si rivela ingarbugliata ma appagante. Per quanto riguarda il resto del clan, fra nascite, perdite, matrimoni che vanno in frantumi e relazioni clandestine che si moltiplicano, i Cazalet vanno avanti a testa alta e labbra serrate, sognando, insieme ai loro amici e ai loro amanti, la fine della guerra: “il momento in cui sarebbe iniziata una vita nuova, le famiglie si sarebbero ricongiunte, la democrazia avrebbe prevalso e le ingiustizie sociali sarebbero state sanate in blocco”. Ormai ci sembra di conoscerli personalmente, e non possiamo che attendere insieme a loro quel momento.
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Confesso che sono stata uccisa. A private war

**In contemporanea con l’uscita del film *A private war*
La vera storia di Marie Colvin**
Marie Colvin era la repor¬ter di guerra più famosa al mondo, sempre in prima li¬nea e pronta a tutto pur di far bene il suo lavoro. La ferita all’occhio sinistro e la perdita della vista, a causa della quale portava una benda nera, se l’era procurata proprio così, sul campo. Quando il «Sunday Times» la manda in Siria senza visto, insieme con il fotografo Paul Conroy, Marie capisce che si tratta di un viaggio molto pericoloso: lei e Paul dovranno infatti infiltrarsi tra i ribelli della città di Homs, nel cuore del conflitto, per raccontare al mondo intero gli orrori di una guerra senza quartiere. Si ritrovano all’inferno: edifici in fiamme, artiglieria pesante, centinaia di civili morti. Un missile centra la zona dove i due sono nascosti e nell’attacco Paul viene ferito, mentre Marie resta uccisa. In questo libro, Conroy ci racconta non solo la drammatica vicenda umana di Marie Colvin – una donna straordinaria, mossa dall’implacabile desiderio di testimoniare in prima persona atrocità e ingiustizie, e insignita di prestigiosi premi per la sua attività giornalistica, dal riconoscimento come Miglior Giornalista Inviato dell’Anno al Premio Anna Politkovskaya – ma anche la storia di una profonda amicizia, nata proprio sulle basi di una missione in comune: far sapere a tutti che cos’è davvero una guerra.
**Una testimonianza unica e in presa diretta sull’omicidio di Marie Colvin al cinema il film con la candidata all’oscar Rosamund Pike
Un racconto sulla guerra che da anni insanguina le strade della Siria e che ha causato la morte di migliaia di persone **
«Il collega della Colvin, Paul Conroy, fotografo di guerra, descrive la loro esperienza in Siria, dove la giornalista è stata uccisa da un missile. Il libro di Conroy racconta la loro avventura sotto copertura tra le linee nemiche per seguire il fallimento delle forze governative contro i ribelli.»
**The Bookseller**
«Impressionante. Lo sconvolgente resoconto di un gruppo di coraggiosissimi reporter e fotografi inviati in Siria e del prezzo che costa raccontare la guerra.»
**The Sunday Times**
«Un libro potente, che racconta in presa diretta le ultime ore di vita di Marie Colvin e l’escalation di terrore che attanaglia la Siria.»
**Liverpool Echo**
**Paul Conroy**
Dopo essere stato per alcuni anni al servizio dell’esercito britannico, è diventato fotoreporter e documentarista. Inviato nelle principali zone di guerra in tutto il mondo, ha collaborato con la BBC, Sky TV e il «Sunday Times». È stato corrispondente dal Congo, dall’Iraq e dal Kosovo e – insieme a Marie Colvin – dalla Libia e dalla Siria. *Confesso che sono stata uccisa. A private war* è il suo primo libro.