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Il messaggio dell’imperatore

“Il messaggio dell’imperatore” è la prima e più celebre raccolta di racconti di Kafka che sia apparsa in Italia. Il volume contiene i seguenti testi: “La condanna”; “La metamorfosi”; “Il nuovo avvocato”; “Un medico condotto”; “In galleria”; “Una vecchia pagina”; “Sciacalli e Arabi”; “Una visita nella miniera”; “Il prossimo villaggio”; “Il cruccio del padre di famiglia”; “Undici figli”; “Un fratricidio”; “Un sogno”; “Una relazione accademica”; “Nella colonia penale”; “Primo dolore”; “Una donnina”; “Un digiunatore”; “Josefine la cantante”; “La costruzione della muraglia cinese”; “Intorno alla questione delle leggi”; “Lo stemma della città”; “Delle allegorie”; “La verità su Sancio Pancia”; “Il silenzio delle sirene”; “Prometeo”; “Il cacciatore Gracco”; “Il colpo contro il portone”; “Un incrocio”; “Il ponte”; “Piccola favola”; “Una confusione che succede ogni giorno”; “Il cavaliere del secchio”; “Una coppia di coniugi”; “Il vicino”; “La tana”; “La talpa gigante”; “Indagini di un cane”. «L’imperatore – così dice la leggenda – ha inviato a te, singolo individuo, miserabile suddito, ombra minuscola fuggita dall’abbagliante sole imperiale nelle più remote lontananze, proprio a te ha inviato un messaggio dal suo letto di morte» (Franz Kafka).
(source: Bol.com)

La messaggera delle anime

Libera dalla maledizione che l’aveva spinta sull’orlo della follia, Ista dy Chalion vive nei castello di Valenda, ma ha come unici compagni dolorosi ricordi e amari rimpianti. Per sottrarsi all’inquietudine crescente, Ista decide d’intraprendere un pellegrinaggio che la conduca il più lontano possibile e le offra altresì la possibilità di chiedere ammenda agli dei per il crimine che ritiene di aver commesso. Insieme con una piccola scorta, la donna si mette quindi in viaggio, ma la gioia scaturita dalla ritrovata libertà si dilegua quasi subito, prima a causa di una terribile visione – un castello sconosciuto, un uomo privo di sensi con una profonda ferita al torace e una linea di fuoco che scaturisce dal suo cuore – e poi da un improvviso scontro armato. Quale destino ha condotto Ista su quella strada, verso un luogo in cui sembrano radunarsi le sue peggiori paure?
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La Messa Di Nozze

L’arrivo del piroscafo Senegal dall’Africa dovrebbe riunire un marito lontano alla moglie e sancire la fine di un amore clandestino. Lodovico Bertini, scultore fiorentino, ama la bella Rosanna Lariani, sposata in Africa ad un inglese. La donna decide tuttavia di ricelebrare le nozze cattoliche in Italia. Sarà lo stesso amante ad assisterla come testimone alla messa di nozze…
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Merrick la strega

Chi potrebbe aiutare Louis de Point du Lac a ritrovare la sua amata e perduta Claudia, se non una strega? La bellissima Merrick discende dalle “gens de couleur libres”, una potente casta legata al voodoo nella quale si congiunge il sangue degli africani e dei francesi di New Orleans. Sue antenate sono le grandi streghe Mayfair, delle quali lei non sa nulla, pur avendone ereditato il potere e il sapere magico. Ed è David Talbot, eroe, narratore, avventuriero e vampiro a narrare la fascinosa e inquietante storia di Merrick, detta la strega di Endor, che spazia dalla New Orleans passata e presente alle giungle del Guatemala, dalle rovine dei Maya fino ad antiche civiltà ancora inesplorate.
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I mercenari

«Ella e io ci coricammo alle due e mezzo. Spegnemmo la luce, ci girammo l’uno verso l’altra, e il campanello squillò. Imprecai, e la mano di Ella si strinse attorno al mio braccio. ? Forse se ne andranno ? bisbigliò lei nel buio. Per tutta risposta ci fu un’altra violenta scampanellata… A tentoni raggiunsi il soggiorno, deciso a rompere il muso a qualcuno… Spalancai la porta e affrontai il seccatore. Era Billy-Billy Cantell.» Il visitatore importuno non è un amico, ma uno che a quest’ora della notte cerca un rifugio, perché ha bisogno di aiuto. Ubriaco, si è ritrovato in una stanza con una donna sconosciuta, ma soprattutto morta. Morta ammazzata.
E siamo appena all’inizio di una storia dura, violenta, con colpi di scena come tante raffiche di mitra. Una storia scritta da un Westlake prima maniera che non fa ancora dell’umorismo, ma che sottolinea la drammatica vicenda con profondi graffi di ironia.

Le meraviglie del Duemila

Toby Holker, un medico statunitense che detiene il segreto di una scoperta eccezionale, si ritrova, insieme al suo giovane e annoiato amico James Brandok, proiettato cento anni nel futuro, nel 2013. Lì incontrerà un mondo diverso, che evoluzione e tecnologia hanno modificato e stravolto. Attraverso un rocambolesco e lungo viaggio tra l’America, i ghiacci del Polo Nord e l’Europa, per terra, aria e mare, i due compagni scopriranno le meraviglie del futuro: macchine volanti, treni sotterranei, nuovi dispositivi tecnologici e mezzi di comunicazione, città sottomarine e tanto, tanto altro. “Edizioni DrawUp” propone ai propri lettori, con la Collana “Classici Young”, questo formidabile romanzo scientifico di Emilio Salgari, edito per la prima volta nel 1907 dalla “R. Bemporad & Figlio” di Firenze e considerato il testo più rilevante della “protofantascienza italiana”. Tra i lavori meno noti e ripubblicati del grande scrittore veronese, questo libro d’avventura rappresenta un connubio magistrale di narrativa d’intrattenimento e premonitoria: il lettore resterà a bocca aperta davanti alle intuizioni di Salgari, che dipinge, ma con cent’anni di anticipo, la nostra società attuale in maniera del tutto sorprendente per aderenza al reale mutamento del mondo e delle vicende umane. Aerei, metropolitane, radio e Tv, sommergibili, progresso tecnologico e scientifico, ma soprattutto evoluzione demografica, sociale e politica: vere e proprie profezie salgariane, che fanno di questo romanzo un’opera che non si può non aver letto.

La meraviglia della vita

È l’estate del 1923 quando Franz Kafka raggiunge sua sorella Elli a Müritz, una piccola stazione balneare sul Baltico. È molto malato, la tubercolosi lo ha costretto a trascorrere settimane a letto durante l’inverno. Elli spera che in quella residenza sul mare chiamata «Alla salute» Franz riesca a riprendersi un poco. Il Dottore – così lo chiamano nella casa – è felice di avere una stanza tutta sua, lontano da sanatori e luoghi di cura che gli procurano ormai soltanto nausea. Si sveglia dopo oltre otto ore di sonno e si siede un po’ sul balcone ad ascoltare le voci dei bambini che giocano davanti alla casa vicina. Sono piccoli ebrei dell’Est, di una colonia proveniente da Berlino.
Una mattina, mentre è intento a osservarli, allegri e vocianti attorno a un lungo tavolo, nota per la prima volta Dora Diamant, una giovane di non più di venticinque anni che sussurra qualcosa ai ragazzi in yiddish. Uno sguardo fugace, che si trasforma però in incanto quando la rivede nelle cucine della colonia, intenta a pulire il pesce con le sue mani delicate.
Nei giorni successivi la reincontrerà sulla spiaggia. Si siederà con lei a contemplare il mare e si sentirà come dentro una campana che inghiotte qualsiasi rumore. In uno stentato ebraico le parlerà – le farà mille domande, da dove viene, come vive –, guarderà la sua bocca e le sussurrerà qualcosa sui suoi capelli e sul suo corpo, mentre lei gli dirà di suo padre, e di come se n’è andata, prima a Cracovia e poi fino a Breslavia, con il solo scopo – penserà senza osare sussurrarlo davvero – di trovarsi un giorno a Müritz, accanto a lui, Franz Kafka, lo scrittore.
Magnifica opera sull’ultimo grande amore di Kafka, sulla passione che lo spinse a rompere con Praga, la famiglia, la solitudine e a stabilirsi nella Berlino antisemita del tempo per sognare infine, lui ebreo assimilato totalmente estraneo a ogni tradizione religiosa, di raggiungere la Palestina in compagnia di una giovane ebrea dell’Est, *La meraviglia della vita* è un romanzo sulla felicità che può irrompere improvvisa, anche quando i giorni della vita volgono al termine, poiché lo stupore dell’esistenza è «sempre a disposizione di ognuno in tutta la sua pienezza, anche se rimane nascosto, profondo, invisibile» (Franz Kafka, *Diari*, 1921).

Le menzogne dell’impero e altre tristi verità. Perché la junta petrolifera Cheney-Bush vuole la guerra con l’Iraq e altri saggi

La tesi centrale del saggio che dà il titolo a questo libro, e che viene qui presentato in prima mondiale, è inquietante: Bush e i suoi conoscevano ciò che stava per succedere l’11 settembre e avrebbero intenzionalmente deciso di “lasciarlo succedere”, per poter scatenare una serie di guerre già da tempo programmate e consolidare così le proprie posizioni di dominio politico ed economico all’interno del paese e nel mondo intero. Quanto basta perché Vidal richieda, senza mezzi termini, l’impeachment del presidente americano. E alle bugie degli “ultimi imperatori” sono dedicati anche gli altri dieci brevi saggi presenti nel volume.

La Mente Medica

Il paziente dei nostri servizi sanitari è una persona o un numero? Un soggetto o un oggetto? Una persona sofferente o un insieme di meccanismi da aggiustare in una catena di montaggio di tanti specialisti?A ragione si parla oggi di umanizzazione della medicina e di demedicalizzazione dei servizi. Ci sono oltre venti lauree sanitarie ognuna delle quali dovrebbe comportare una professione diversa da quella del medico, e “più umana”: nel percorso formativo di queste lauree sono previste diverse discipline psicologiche e sociali. Ma l’impresa è difficile. Giustamente definite sanitarie, anziché mediche, anzi meglio “della salute”, o “di aiuto”, queste professioni dovrebbero essere diverse da quella medica: sono di fatto diventate altrettante “altre” professioni mediche. La “mente medica”, nel collettivo delle Organizzazioni si è appropriata di queste professioni come fossero “sue”.Le diverse scienze psicologiche in primis la Psicologia Clinica e la Psicosomatica, dovrebbero essere al centro della formazione, anzi di una nuova forma mentis, di questi nuovi operatori. Ma come viene applicato l’intento del legislatore nell’Università Italiana e nella cultura sanitaria? Il grande mantello della medicina, di una certa medicina, copre gli scopi che erano stati intuiti come necessari per le differenti professione della Salute.Il presente testo intende chiarire misconoscimenti e riduzionismi che paralizzano il pur auspicato mutamento della medicina e le sue articolazioni in differenti professionalità. La Psicologia Clinica si pone come chiave per leggere la mentalità collettiva che sottende l’attuale cultura sanitaria medicalizzante, che si scontra con le esigenze della persona umana, negando, oltretutto, quanto la psicosomatica oggi ci dice circa la costante modulazione psichica di tutti i processi organici, nella salute così come in tutte le malattie. L’umanizzazione della medicina non è un surplus eticamente giusto per il malato: è un indispensabile agente terapeutico. La sua mancanza è iatrogena.
(source: Bol.com)

La mente di Marte

Dopo “John Carter di Marte” e “Le pedine di Marte” già apparsi in questa collana, presentiamo “La mente di Marte”, che raccoglie nuovi episodi della serie di Marte di Edgar Rice Burroughs, forse il ciclo più famoso di tutta la letteratura fantascientifica. Una delle caratteristiche principali del Ciclo di Marte, è quella di non obbligare il lettore a leggere dall’inizio le storie che lo compongono. Infatti, anche se abbiamo voluto indicare la successione cronologica dei racconti, essi possono essere letti indipendentemente l’uno dall’altro, poiché ognuno di essi è compiuto. In questo volume Burroughs ci presenta nuovi aspetti del suo Marte, il «Barsoom» delle città-stato e dei mari morti, popolati di barbari giganteschi e feroci. La sua fervida immaginazione ha libero sfogo nella creazione di epiche avventure tra razze bizzarre, mostri orrendi, ragni giganti, e mitiche città perdute tra le giungle e i deserti del pianeta rosso. E accanto ai familiari eroi della serie, John Thoris, incontriamo qui nuovi personaggi: Ulysses Paxton, il capitano della fanteria degli Stati Uniti che, in punto di morte, viene misteriosamente trasportato sul Marte dei suoi sogni (come era accaduto allo stesso John Carter mezzo secolo prima); Tan Hadron, intrepido guerriero marziano; e la singolare figura di Ras Tavas, la «mente» di Marte, il più grande mago-scienziato del pianeta rosso, i cui sinistri esperimenti concernono il trapianto dei cervelli in una folle ricerca dell’immortalità.

Memorie di un nano gnostico

Roma, 1496. In un palazzo di una famiglia dell’aristocrazia romana, si svolge uno strano rito di iniziazione gnostico. Pochi giorni dopo, l’inquisitore fra Tomaso della Croce fa arrestare la bella Laura de’ Collini. Ma non riesce a mettere le mani sul Maestro della confraternita. Firenze, 1503. Nella città fa tappa la carovana di mastro Antonio: un triste baraccone itinerante di “scherzi di natura”, deformi esseri umani tra i quali si nascondono criminali, eretici e ogni sorta di sopravvissuti. Tra di loro il nano Peppe, costretto ogni notte a esibirsi in uno spettacolo disgustoso. Ma una sera qualcuno si presenta alla sua tenda per offrirgli di prendere parte a una missione molto particolare. Qual è il filo nascosto che lega questi eventi? Per poterlo raccontare, Peppe dovrà passare indenne attraverso i segreti dei palazzi rinascimentali e i ferri roventi degli inquisitori. Un romanzo che ricsotruisce la storia di una vendetta e dello scontro, cruciale per il destino dell’Europa, tra inquisizione e movimenti eretici.
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Memorie di Adriano. Seguite da Taccuini di appunti

Giudicando la propria vita di uomo e l’opera politica, Adriano non ignora che Roma finirà un giorno per tramontare; e tuttavia il suo senso dell’umano, eredità che gli proviene dai Greci, lo sprona a pensare e servire sino alla fine. “Mi sentivo responsabile della bellezza del mondo” afferma, personaggio che porta su di sé i problemi degli uomini di ogni tempo, alla ricerca di un accordo tra la felicità e il metodo, fra l’intelligenza e la volontà. I “Taccuini di appunti” dell’autrice (annotazioni di studio, lampi di autobiografia, ricordi, vicissitudini della scrittura) perfezionano la conoscenza di un’opera che fu pensata, composta, smarrita, corretta per quasi un trentennio.

Memorie del Presbiterio: Scene di provincia

Nel 1875 all’età di trentasei anni Emilio Praga moriva a Milano, lasciando un vuoto d’affetti nell’animo degli amici e un romanzo incompiuto dal titolo “Memorie del presbiterio”. È la storia di Emilio, un giovane ventenne con la valigia del pittore sulle spalle, che intraprende un cammino per montagne e convalli che lo porta in un piccolo paese delle Alpi, Sulzena, ospite del curato. La felicità di quella natura viva, brillante e profumata lascerà però il posto ad una difficile e sofferta scoperta del male, proprio in quei luoghi che lo fanno sentire così in armonia con se stesso, ma che si riveleranno saturi di corruzione e violenza. Fedele all’amico, “alla sua immaginazione ineguale, splendida a lampi, al suo sentimento profondo e malato, bizzarro e delicatissimo” Roberto Sacchetti concluderà l’opera e la darà alle stampe nel 1881: oggi Ellera Edizioni la presenta in versione digitale.

Memorie dalla casa dei morti

I personaggi dell’opera (cioè i reclusi condannati ai lavori forzati, ma anche i loro carcerieri e le figure del popolo russo sullo sfondo) sono descritti facendo emergere la loro nascosta umanità e i loro sentimenti più profondi. L’autore ha così modo di inserire nel romanzo delle riflessioni di ampio respiro sulla condizione umana, specialmente riguardo alle speranze che si provano nei momenti di sofferenza. Il condannato, osserva Dostoevskij, vive attendendo la propria liberazione, e tale attesa è tanto più insostenibile quanto più il momento agognato si avvicina, ma poi, giunta la liberazione, ecco che a una sofferenza se ne sostituisce un’altra non prevista.