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Piccolo manuale di guerriglia urbana

Il “Piccolo manuale di guerriglia urbana” è l’opera più nota del rivoluzionario brasiliano Carlos Marighella. In questo saggio, conciso e ben leggibile, egli sviluppò metodologie, regole e principi della guerriglia urbana da applicare alla lotta armata contro la dittatura brasiliana degli anni ’60. Dopo che Marighella fu ucciso dalla polizia politica brasiliana in un agguato nel 1969, questo testo fu pubblicato clandestinamente e diffuso in tutto il mondo, ottenendo un clamoroso successo nonostante la censura imposta da molti Stati.
(source: Anobii.com)

Piccolo manuale di Arduino. Il cuore della robotica fai da te

Avete sentito parlare di Arduino e del suo fantastico mondo? Sapete che con Arduino potete creare piccoli robot e progetti interattivi originali, ma non sapete da che parte cominciare? Ecco il libro che fa per voi. Questo manuale vi accompagnerà alla scoperta di questo progetto open source che non smette di raccogliere consensi in tutto il mondo. Scoprirete come è fatto Arduino, esaminandone nel dettaglio la scheda. Quindi prenderete confidenza con l’ambiente di programmazione e vedrete come far dialogare Arduino con il mondo esterno e con il vostro computer, anche via Internet. Tutto questo senza dimenticare i consigli per gli acquisti, ovvero dove comprare e quale modello di Arduino scegliere. Infine creerete il vostro primo robot.
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Il pianeta nero

Il grande satellite artificiale – il Pianeta Nero – leva la sua sagoma colore della notte al centro dei Progetto Magellanco, come è stato battezzato il campo di costruzione e di prova, ,e ormai sta per essere lanciato negli spazi cosmici. Ma quante lotte sovrumane per giungere a questo momento, quanti odii, quante avversità! Nel momento più importante della sua storia, l’uomo ancora una volta sta per commettere l’errore fatale che la sua cecità e la sua superbia seminano lungo ogni passo della sua strada. E i missili radiocomandati, gli aerei supersonici, le bombe a razzo lanciate dai sottomarini emersi presso la costa della Calìfornia minacciano la partenza dei Pianeta Nero per l’infinito. Ma c’è il Magellanio, lo strano elemento dalla densità incredibile, il quale sente l’attrazione della compagna oscura di Sìrìo, permettendo alla fine al Pianeta Nero di tentare le vie dei cosmo. E c’è la grotta segreta, meravigliosa, entro la cerchia del Progetto Magellano, col suo laghetto dalle acque tiepide, dove Susan si bagnerà un giorno, prima che l’incubo spaventevole abbia inizio… Serratò, incalzante, avvincente, li Pianeta Nero narra avventure che non riguardano il lontano futuro e indaga in una scienza che non è materiata di fantasia, ma fonda il suo pregio narrativo su una realtà che è già possibile, una realtà che forse sta già avvenendo… Perché Pianeta Nero? Da un verso di George Meredith, che dice, pressappoco: “Ora il Pianeta Nero gettò la sua ombra sulle nevi, e alle stelle, che son la mente dei cielo, guardò e cadde.”
Copertina di Curt Caesar

Pescemangiacane

Un serial killer si aggira nella Bassa padana, lungo le sponde del Po. È qui che uccide le sue vittime con un macabro rituale e le fa ritrovare con la testa infilata nella sabbia. A indagare sugli omicidi sono il magistrato Federica Della Lovere, bella e grintosa, e il burbero maresciallo Barillà, del Cta, il Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente di Milano. E sullo sfondo, il grande fiume malato, il “cocaine river” nelle cui acque si concentra tutta la cocaina consumata nell’Italia settentrionale. Un fiume depredato e sfruttato: dai furti sistematici di sabbia alle discariche abusive nelle golene, dai rifiuti tossici alle secche che danneggiano le colture, fino alle piene, ogni anno più terrificanti e disastrose. E poi ancora i ricordi della gente del fiume, e le parole di un vecchio pescatore che ha negli occhi la piena del 1951 e nelle mani una canna per catturare il pesce siluro, il nuovo Marlin del Po.
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Le Persone Sensibili Sanno Dire No

“Era da tempo che non sottolineavo un libro con tanta foga” Chiara Gamberale Vi è difficile ritagliarvi del tempo per voi? Vi sentite invasi? Dopo il grande successo di Le persone sensibili hanno una marcia in più, Rolf Sellin offre una nuova guida indispensabile, con consigli concreti, per ridisegnare i propri confini e perché l’attenzione verso gli altri e la tendenza ad assecondarli non si trasformi in una gabbia che impedisca di rispettare se stessi. È facile dire o sentirsi dire: “Stabilisci dei limiti!”, ma farlo non lo è affatto, soprattutto se si è persone sensibili e attente ai bisogni degli altri. Rolf Sellin spiega finalmente le ragioni per cui spesso non riusciamo a riconoscere i nostri limiti e a fissare giusti confini nella pratica: farlo, infatti, non è solo questione di volontà. Richiede allenamento! E una convinzione: “Buone recinzioni fanno buoni vicini”. Sellin propone metodi concreti e di comprovata efficacia, a livello mentale, comunicativo, fisico e soprattutto energetico, che aiutano a sviluppare la nostra capacità di autodeterminazione senza sensi di colpa. Perché rispettare i nostri limiti e saper dire no serve a noi, ma spesso anche agli altri.

(source: Bol.com)

Persi E Ritrovati

Aveva promesso di non lasciarmi mai. Ma, quando avevo avuto più bisogno di lui, è stato esattamente ciò che ha fatto…
Dalle due delle autrici più vendute, Sloane Kennedy e Lucy Lennox, arriva un’emozionante nuova serie, dove uno scherzo del destino può cambiare ogni cosa…
Aveva promesso di non lasciarmi mai. Ma, quando avevo avuto più bisogno di lui, è stato esattamente ciò che ha fatto…
La guida escursionistica Xander Reed ha passato quindici anni a cercare di dimenticare la notte in cui, nel momento più difficile della sua vita, si era rivolto al suo migliore amico, solo per scoprire che il ragazzino che gli aveva promesso di stare sempre dalla sua parte gli stava voltando le spalle. Tremila chilometri e quindici anni dopo, si è costruito una nuova vita in un luogo tranquillo ai piedi delle Montagne Rocciose. Dovrebbe essere abbastanza per togliersi dalla mente il ricordo di Bennett Crawford, ma le vecchie ferite sono dure a rimarginarsi e, quando Bennett riappare all’improvviso in quanto membro della spedizione che lui dovrebbe capeggiare, le cicatrici si riaprono.
Avevo sempre e solo desiderato proteggere Xander da altri dolori. Non avevo mai pensato che dovesse essere difeso proprio da me…
Bennett Crawford ha dovuto affrontare una scelta impossibile la notte in cui il suo migliore amico gli ha chiesto aiuto. E ha preso quella sbagliata.
In qualità di unico erede di una delle famiglie più abbienti del New England, avrebbe dovuto avere il mondo ai suoi piedi, ma perdere il suo migliore amico alla giovane età di quattordici anni ha cambiato tutto. E benché Bennett sia riuscito a nascondersi dietro una maschera di contentezza e abbia preso posto accanto al padre alla guida dell’azienda di famiglia, dentro di sé sta cercando quella parte che è andata persa la notte in cui Xander Reed è uscito dalla sua vita. L’unica ancora di salvezza di Bennett è il suo lavoro con un gruppo di ragazzini di città e, quando gli viene data la possibilità di mostrare loro che esiste un mondo molto più vasto ad attenderli là fuori, se hanno il coraggio di farsi avanti, la sfrutta.
Ma quando scende dal pullman, per una settimana che avrebbe dovuto essere di solo divertimento e avventura, viene catapultato nel passato non appena scopre che la loro guida altri non è che il ragazzino che ha lasciato andare così tanti anni prima. Solo che il ragazzo insicuro e dall’animo dolce che conosceva non esiste più e, al suo posto, c’è un uomo amareggiato e ombroso che non è interessato a offrire seconde possibilità.
Le persone se ne vanno. Adesso lo so, e nulla di ciò che Bennett ha da dirmi cambierà qualcosa…
Tutto ciò che Bennett desidera è mostrare a Xander che la loro amicizia era solo l’inizio. Ma quando questi si rifiuta di ascoltarlo, si rende conto che dovrà giocare sporco.
Perché ora che lo ha ritrovato, non lo lascerà andare una seconda volta…

Un Perfetto Libertino (I Romanzi Classic)

Anna è figlia di Rebecca Wrayburn, regina del demi-monde londinese. Una compagnia di cortigiane che mal si addice al carattere di Anna! Una sera, durante un ricevimento della madre, la ragazza si imbatte in Maximilian Dane. Max, che ha saputo da poco della morte del fratello e di aver ereditato il titolo di visconte, è affascinante, ma completamente ubriaco. La conversazione è talmente accattivante che lui le propone il matrimonio, giurando di farsi vivo nei giorni seguenti, ma poi scompare nel nulla. Solo quattro anni dopo Anna ritrova quel giovane che le aveva fatto battere il cuore così ardentemente, e nonostante le convenienze

Il perdente radicale

Con la forza intellettuale e l’acume che lo hanno reso celebre, Enzensberger disegna il profilo del perdente radicale di ogni tempo. Ieri il combattente nazista, oggi il terrorista islamico. Colui che ha resuscitato la tradizione del nichilismo autolesionista, amalgamando istanze religiose, politiche e sociali in una strategia di distruzione a vasto raggio. Contro l’America, contro il capitale internazionale, contro il sionismo, contro gli infedeli. Perché il perdente radicale non conosce la soluzione del conflitto, il compromesso. E quanto più è assurdo il suo progetto, tanto più fanaticamente lo persegue. Come era accaduto con Hitler, il suo vero obiettivo non è la vittoria ma lo sterminio, non è il controllo ma il dissolvimento, non è la vita ma il suicidio collettivo e la fine con orrore. Convinto della propria superiorità e animato da cieco vittimismo, l’islamista chiede a gran voce rispetto per sé senza riconoscerlo agli altri. Riservando solo alla propria minoranza di eletti la salvezza da un mondo che condanna alla morte.
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Perché non siamo il nostro cervello. Una teoria radicale della coscienza

Come diceva il poeta Novalis, alla base di ogni grande disciplina scientifica si annida una sorta di mito fondatore che motiva la ricerca ma rischia di cristallizzarsi in una gabbia intellettuale. Nel caso delle attuali neuroscienze il mito per eccellenza è che la coscienza sia qualcosa che sta nella nostra testa e che noi possiamo comprendere solo “guardando” dentro il cervello. Ma così si perde ogni connessione del cervello con il resto del mondo e si resta schiavi del dogma cartesiano che vedeva la coscienza come “qualcosa che accade” solo entro il soggetto. Alva Noë, invece, l’intende come “qualcosa che facciamo” interagendo con l’ambiente circostante. Si tratta di una proposta “provocatoria e stimolante, che costringerà esperti e largo pubblico a rivedere qualunque ortodossia in fatto di mente”, come ha osservato Daniel Dennett: una proposta che non mira solo a riqualificare vecchi problemi della filosofia, ma ad aprire nuove strade alla pratica scientifica.
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Perché io credo in Colui che ha fatto il mondo. Tra Fede e Scienza

Fin troppo spesso si sente dire che il mondo della scienza e quello della religione sono in completa opposizione e che non condividono alcuna esperienza o caratteristica in comune. Nulla potrebbe essere più falso di queste affermazioni secondo Antonino Zichichi, che in questa sua ultima opera ci mostra come la ricerca scientifica e l’esperienza religiosa abbiano in comune molto più di quanto si possa pensare. Allo stesso modo in cui nessun grande scienziato del passato si è mai dichiarato nemico della religione, non esistono prove concrete per affermare l’antitesi di questi due campi dell’esperienza umana. Per Zichichi semplicemente attuano la loro ricerca su campi molto diversi dell’esperienza, ma accomunati dalla medesima tendenza a ricercare la verità e migliorare la condizione dell’essere umano.

Per Vendetta

Alexander Castillo, prigioniero nei sotterranei di Villa Rafòn, è sottoposto ai viziosi capricci e ai soprusi di Conchita, una donna perversa e senza scrupoli.
Finalmente gli si prospetta l’occasione di fuggire tramite l’ignara Adela che, con un inconsapevole atto di bontà, lo salva regalandogli la libertà.
Alexander da quel momento in poi avrà un solo obiettivo: la vendetta.
Adela, che dovrebbe essere una nemica giurata, inspiegabilmente riesce a suscitare in lui solo una folle attrazione. Non voluto e ostacolato, tra i due si insinuerà un sentimento forte che li attrarrà facendoli precipitare in un vortice di passione senza fine.
ROMANZO AUTOCONCLUSIVO
Lettura consigliata a un pubblico adulto
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### Sinossi
Alexander Castillo, prigioniero nei sotterranei di Villa Rafòn, è sottoposto ai viziosi capricci e ai soprusi di Conchita, una donna perversa e senza scrupoli.
Finalmente gli si prospetta l’occasione di fuggire tramite l’ignara Adela che, con un inconsapevole atto di bontà, lo salva regalandogli la libertà.
Alexander da quel momento in poi avrà un solo obiettivo: la vendetta.
Adela, che dovrebbe essere una nemica giurata, inspiegabilmente riesce a suscitare in lui solo una folle attrazione. Non voluto e ostacolato, tra i due si insinuerà un sentimento forte che li attrarrà facendoli precipitare in un vortice di passione senza fine.
ROMANZO AUTOCONCLUSIVO
Lettura consigliata a un pubblico adulto

Il pensiero cinese

Opera capitale e innovatrice, sia per la sostanza sia per il metodo, ”Il pensiero cinese” è il libro della piena maturità di Marcel Granet, dove vengono a confluire e ad amplificarsi i risultati delle sue geniali ricerche. Il lettore non vi troverà soltanto una storia del pensiero cinese, ordinata per date e autori: ben più ambizioso è il compito che Granet si è scelto. Con questo libro – si può ben dire per la prima volta – un sinologo ha provato, con straordinaria felicità, a ricostruire una per una le categorie in cui il pensiero cinese si è manifestato, superando così, audacemente, il limite più grave che incontriamo anche nelle più attendibili storie della filosofia cinese, per esempio in quella di Forke: e cioè di essere pur sempre una sorta di ritraduzioni del pensiero cinese nel linguaggio filosofico che ci è familiare dalla nostra tradizione. Non solo: applicando con conseguente radicalismo la teoria sociologica della scuola di Durkheim, e soprattutto le formulazioni di Marcel Mauss, Granet non ha ritenuto possibile di dar conto del pensiero cinese senza seguirlo in atto nei più minuti e oscuri aspetti della vita sociale e dell’etichetta, nei presupposti cosmologici e mitologici, e infine nei tanti travestimenti in cui la infida storia cinese ha fatto ricomparire per secoli sempre la stessa serie di princìpi fondamentali. Una rete speculativa immensa si tesse in questo libro, dove le vite dei grandi pensatori, spesso così elusive e sottratte a ogni certezza, si intrecciano con i particolari di un rito, con una antica metafora, con la figurazione di una danza arcaica; dove la musica occupa altrettanto spazio della morale, e anzi spesso vediamo l’una illustrare l’altra; dove alla teoria dei numeri è dedicata una memorabile analisi che forma da sola quasi un libro a parte, analisi che rivela per la prima volta la fisionomia della sottilissima numerologia cinese, scienza qualitativa più che quantitativa, antitetica alla nostra matematica; dove, infine, Lao tseu e Confucio, i due più famosi pensatori della Cina, vengono presentati non tanto come capiscuola di opposte dottrine filosofiche, quanto come due costanti nella fenomenologia del pensiero cinese, sicché la loro opera ci appare, più che come l’irripetibile costruzione di un singolo, come una sorta di ricettacolo dove il fondo stesso del pensiero cinese arcaico si è raccolto e si è dato due forme complementari. Questo libro è valso anche a dimostrare come, più che in ogni altra delle grandi civiltà, in quella cinese i diversi piani, filosofico, religioso e sociale, fossero, in origine, pressoché indistinguibili: Granet è riuscito a darci della Cina arcaica una immagine totale. Uscita nel 1934, e accolta dal silenzio delle riviste specializzate, quest’opera fu così giudicata qualche anno dopo da un altro grande sinologo, J.J.L. Duyvendak: ‘Si possono senz’altro rimproverare a questo libro certe stravaganze, ma esso appartiene in ogni caso a quanto di più splendido sia stato scritto sul pensiero cinese’. In anni più recenti, Joseph Needham, la massima autorità fra i sinologi viventi, ha definito il libro di Granet ‘a suo modo un’opera di genio’. Oggi ”Il pensiero cinese” è universalmente ritenuto come un’opera classica: ma si tratta di un classico ancora in buona parte da scoprire, carico di suggerimenti, suggestioni e ipotesi sorprendenti.

(source: Bol.com)

Pensa magro

”Per prima cosa, non metterti a dieta: il dovere è nemico di chi vuole dimagrire. Poi inizia a cambiare atteggiamento mentale. Comincia ad accettarti come sei, l’autocritica è tra le cause principali del sovrappeso. Svuota la testa dai troppi pensieri, l’accumulo di ”peso mentale” frena anche il metabolismo. E impara a stare nel presente, chi è dominato dai ricordi e dai progetti ingrassa senza accorgersene…”

Pensa magro è il metodo pratico per dimagrire senza mettersi a dieta. Un approccio rivoluzionario che Raffaele Morelli ha esposto la prima volta nel bestseller Dimagrire senza dieta e che in questo nuovo libro trova la sua applicazione più concreta. Passo dopo passo, mossa mentale dopo mossa mentale, lo psichiatra di Riza ci mostra gli errori psicologici che ci fanno ingrassare più di quelli alimentari, e anche le parole ”giuste” che ci aiutano a dimagrire. Ogni capitolo è accompagnato da casi reali, dalle frasi-chiave da ripetersi e dagli esercizi mentali da praticare. Fino a scoprire che dimagrire è più semplice di quanto immagini, se impari a pensare magro.

(source: Bol.com)

La peggio gioventù

**La Banda della Magliana non è mai stata raccontata così

La genesi della Banda della Magliana

La leggenda e i segreti del più potente impero criminale di Roma**

Roma, 18 ottobre 1972. In un bar del quartiere popolare di Tor Marancia è radunato un gruppo di amici, la piccola malavita che controlla i traffici della zona. Sergio, ex promessa del pugilato, è il capo indiscusso. La sua parola è legge nella borgata. Improvvisamente una Fiat 125 si ferma davanti al locale e i colpi di arma da fuoco saturano l’aria. Un episodio di cronaca nera che occuperà le prime pagine dei giornali dell’epoca, destando allarme in una città che si è ormai lasciata alle spalle gli anni della dolce vita ed è attraversata da una spirale di violenza incontrollabile. A infiammare lo scontro tra le bande ci pensa lo spietato e sanguinario Danilo, detto il Camaleonte, che anni dopo compirà un salto decisivo nella sua carriera criminale, entrando a far parte della famigerata Banda della Magliana. Alle vicende dei due rivali si intrecciano, anche sentimentalmente, quelle drammatiche di Chiara e Fabiana, ragazze perdute dal destino già segnato. Un romanzo unico e straordinario che racconta la storia della peggio gioventù, i protagonisti di quella generazione spregiudicata che, tra la fine degli anni Sessanta e gli anni Settanta, ha trasformato per sempre il volto della città eterna.

Una nuova generazione di criminali cresce nelle periferie
Sono quelli della peggio gioventù, e vogliono conquistare Roma

‘Incalzante come un action movie, minuzioso nelle ricostruzioni, “affettuoso” nella descrizione dei personaggi.’
Enzo Lavagnini, Bookciak Magazine

‘Un romanzo d’esordio disarmante per bellezza e armonia. Da leggere tutto d’un fiato.’

Francesco Crispino

È nato a Roma nel 1967. Si occupa di cinema da anni in qualità di filmmaker, studioso e docente di linguaggio audiovisivo. Ha realizzato alcuni documentari e diversi cortometraggi, ha scritto numerosi saggi critici e due volumi sul cinema (con il primo ha ottenuto la menzione speciale al premio “Pier Paolo Pasolini”). La peggio gioventù è il suo primo romanzo.

(source: Bol.com)

Peggio che diventare famoso

Il cinema non è mai quello che sembra, un po’ come la vita. Da un giorno all’altro ti chiami Rino, abiti in Friuli, hai un figlio di quattordici anni e un amico scemo a cui badare. Nello stesso tempo sei sempre Filo, con la sua fame di provare tutto, con un debito d’amore addosso da mancarti il fiato e l’ossessione di una mamma impazzita per la polka. Sul set del film di Salvatores, chiuso in una camera d’albergo, ogni mattina devi spogliarti della tua faccia e mettertene addosso un’altra. Mentre aspetti il ciak il tempo ti trasforma, i sudori si mischiano, il puzzo di uno fermenta col puzzo degli altri, si viene a creare un microclima di umori, ormoni e pulsioni, si ride per delle cazzate incomprensibili al mondo esterno, come una specie di codice infantile, e ci si accoppia, almeno col pensiero, tutti con tutti, è una legge biologica. Fare un film è ferire consapevolmente una storia. Spezzettarla. Sembra poetico ma non lo è. Dopo il successo di Tuttalpiù muoio e di E lasciamole cadere queste stelle, Filippo Timi torna alla scrittura riproponendo in Peggio che diventare famoso il personaggio Filo e la sua voglia di vivere la vita a ogni costo, anche se brucia.
(source: Bol.com)