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Pandora – Il risveglio di Samael

Mashbir, il primo dei sei Angeli della Morte liberati da Pandora, è stato rinchiuso nell’antico scrigno egizio in cui da secoli era confinato. Ma altri cinque demoni si aggirano per le strade di Roma, sotto sembianze umane. La loro identità è avvolta nel mistero, tranne quella di Samael, il più oscuro e potente, che si è impossessato di un ragazzo su cui nessuno avrebbe mai scommesso, ma che dimostrerà cuore e coraggio. Pandora può contare solo su di lui, l’alleato che da un istante all’altro potrebbe trasformarsi in un demone, per trovare le creature maligne e restituirle alla loro dimensione. E mentre le ricerche sembrano a un punto morto alcuni bambini cominciano misteriosamente a sparire. I loro occhi sono rossi come braci e una musica ammaliante guida i loro passi verso il nascondiglio di Mashhit, il demone che si nutre delle loro anime innocenti.
(source: Bol.com)

Pandemonio a rue des rosiers

Un amico pittore coinvolge Nestor Burma nelle indagini sull’omicidio di una giovane ebrea, ma ben presto il detective finirà per ritrovarsi ingaggiato da una banda di malviventi perché scopra dove si nasconde un misterioso personaggio, unico sopravvissuto della propria famiglia all’Olocausto, dietro il quale forse si cela un pericoloso gangster in fuga. Filo conduttore delle indagini è un giornalista, che si occupa di malavita e frequentava la ragazza uccisa, partito per un viaggio, la cui macchina viene trovata sul luogo del delitto.
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La pancia degli italiani: Berlusconi spiegato ai posteri

Spiegare Silvio Berlusconi ai contemporanei è una perdita di tempo. Ognuno di noi ha un’idea, raffinata in anni di indulgenza o idiosincrasia, e discuterla è inutile. Meglio rivolgersi ai posteri, sostiene
Beppe Severgnini, a coloro che un giorno si chiederanno: com’è potuto succedere? Com’è possibile che gli italiani abbiano appoggiato e/o sopportato Berlusconi per tanto tempo?
In questa versione aggiornata c’è spazio anche per gli ultimi avvenimenti: i festini di Arcore, Ruby, la sfida ai giudici, i segni di sfaldamento nel partito e nel consenso. Un libro che spiega – forse più di ogni altro – il segreto, la forza e la debolezza di un uomo. “Berlusconi”
scrive Severgnini “è il rabdomante delle debolezze italiane: per molti anni è stato il nostro complice, ma noi avevamo bisogno di un leader.” Un racconto che ci costringe a riflettere sulle nostre scelte e
sul cammino che stiamo tracciando per i nostri figli.
nuova edizione aggiornata
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### Sinossi
Spiegare Silvio Berlusconi ai contemporanei è una perdita di tempo. Ognuno di noi ha un’idea, raffinata in anni di indulgenza o idiosincrasia, e discuterla è inutile. Meglio rivolgersi ai posteri, sostiene
Beppe Severgnini, a coloro che un giorno si chiederanno: com’è potuto succedere? Com’è possibile che gli italiani abbiano appoggiato e/o sopportato Berlusconi per tanto tempo?
In questa versione aggiornata c’è spazio anche per gli ultimi avvenimenti: i festini di Arcore, Ruby, la sfida ai giudici, i segni di sfaldamento nel partito e nel consenso. Un libro che spiega – forse più di ogni altro – il segreto, la forza e la debolezza di un uomo. “Berlusconi”
scrive Severgnini “è il rabdomante delle debolezze italiane: per molti anni è stato il nostro complice, ma noi avevamo bisogno di un leader.” Un racconto che ci costringe a riflettere sulle nostre scelte e
sul cammino che stiamo tracciando per i nostri figli.
nuova edizione aggiornata

Le paludi di Hesperia

Il lutto e il dolore funestano il ritorno degli Achei dopo la caduta di Troia. Su Aiace Oileo si abbatte l’ira di Poseidone; Agamennone muore per mano di Egisto e Klitemnestra; Ulisse deve affrontare interminabili peregrinazioni. E Diomede, tradito e odiato dalla moglie, è costretto a fuggire da Argo e a cercare nelle inospitali regioni di Hesperia una nuova patria per sé e per i suoi fedeli seguaci. Avversità naturali e uomini selvaggi non danno tregua agli stanchi guerrieri. Fino a quando Diomede non si trova ancora una volta di fronte a Enea e ingaggia con lui l’ultimo duello. Ma anche la conquista della pace e di un nuovo regno non impediscono che si compia la tragedia dell’ultimo eroe omerico… Traendo ispirazione dai miti e dalla storia, da Omero e dagli aedi, Valerio Massimo Manfredi ci regala un romanzo poderoso e affascinante sul tramonto della gloria achea. E sulla nascita di un nuovo mondo.
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### Sinossi
Il lutto e il dolore funestano il ritorno degli Achei dopo la caduta di Troia. Su Aiace Oileo si abbatte l’ira di Poseidone; Agamennone muore per mano di Egisto e Klitemnestra; Ulisse deve affrontare interminabili peregrinazioni. E Diomede, tradito e odiato dalla moglie, è costretto a fuggire da Argo e a cercare nelle inospitali regioni di Hesperia una nuova patria per sé e per i suoi fedeli seguaci. Avversità naturali e uomini selvaggi non danno tregua agli stanchi guerrieri. Fino a quando Diomede non si trova ancora una volta di fronte a Enea e ingaggia con lui l’ultimo duello. Ma anche la conquista della pace e di un nuovo regno non impediscono che si compia la tragedia dell’ultimo eroe omerico… Traendo ispirazione dai miti e dalla storia, da Omero e dagli aedi, Valerio Massimo Manfredi ci regala un romanzo poderoso e affascinante sul tramonto della gloria achea. E sulla nascita di un nuovo mondo.

La palude delle ombre

*Dalla carrozza, John Rawlings guardò verso il pascolo che fiancheggiava la strada e vide un uomo in piedi al chiaro di luna. Dietro di lui c’era una vecchia chiesa dalla forma bizzarra e tutt’intorno si incurvavano i canali della palude. John si domandò che cosa ci facesse un essere umano là in mezzo, così lontano dalle case e così stranamente immobile. Poi capì che era solo uno spaventapasseri. Ma si era sbagliato. Al posto di un fantoccio c’è il cadavere di una spia francese conosciuta, guarda caso, come “lo Spaventapasseri”.*
Incaricato dal giudice Fielding, Rawlings dovrà scoprire il perché della macabra messinscena. Che forse è collegata alle gesta di un misterioso avvelenatore.

Palude

Nel South Carolina, un giovane nero, Atys Jones, è accusato di aver stuprato e ucciso la fidanzata bianca Marianne Larousse, figlia di uno degli uomini più ricchi e importanti dello Stato. Per Atys si profila un’inevitabile condanna a morte, e nessuno ha voglia di occuparsi del suo caso. Nessuno tranne il detective Charlie “Bird” Parker, che ben presto sarà inghiottito da un incubo infestato dallo spettro di una donna incappucciata, da killer deformi e spietati, dalla sete di vendetta del perverso predicatore Faulkner. Nella palude in cui si incarna un Male antico convergono i percorsi dei vivi e dei morti, dei fantasmi delle vittime e dei carnefici, e si intrecciano i destini di Parker e dei crudeli assassini che insegue e dai quali è braccato.

La pallottola silenziosa

”Scoprire il colpevole di un delitto è come cercare una verità scientifica nascosta”. Per provare quanto sia giustificata questa affermazione di partenza, Reeve ci presenta una collezione dei primi ”casi” brillantemente risolti dall”’investigatore scientifico” Craig Kennedy con l’aiuto del suo fedele amico, il giornalista Walter Jameson. In ognuno dei ”casi” gioca un ruolo determinante la criminologia; ma anche l’intuito e l’inventiva di Kennedy hanno la loro parte nel guidare il processo deduttivo verso la soluzione. Ne risulta un’opera decisamente particolare, capace di coinvolgere ogni volta il lettore fino alla conclusione del ”caso” illustrato; conclusione che, come è di rigore in un giallo con le carte in regola, è sempre tanto rapida quanto imprevedibile.Arthur B. Reeve(1880-1936), avvocato e giornalista americano, è famoso per aver creato, con questo libro, il personaggio di Craig Kennedy, che venne accolto dalla critica dell’epoca come lo ”Sherlock Holmes americano”.
(source: Bol.com)

Il palazzo delle pulci

Un professore universitario che si divide tra la passione per le donne e quella per Kierkegaard, la misteriosa Amante Blu, la stramba Igiene Tijen con la figlioletta Su, la vecchia Madama Zietta: sono gli stravaganti inquilini di Palazzo Bonbon, un edificio signorile ormai fatiscente nel cuore di Istanbul. Costruito a metà degli anni Sessanta da un ricco emigrato russo per la moglie pazza, è diventato un condominio, infestato dagli insetti e appestato da un odore terribile di cui non si conosce l’origine. Un eccentrico palcoscenico per le intricate vicende e le ossessioni dei protagonisti del Palazzo delle pulci, che intrecciano i loro destini sullo sfondo di una inquieta e vitale Istanbul, sospesa tra modernità e tradizione. Dopo lo straordinario successo della Bastarda di Istanbul, Elif Shafak ci regala un memorabile affresco della città sul Bosforo, da cui emergono i mille volti di una terra dal fascino senza fine.

Il palazzo delle illusioni

C’erano una volta due bambini: un futuro re e un povero bramino. I due crebbero insieme nella scuola di un grande saggio, ma venne il giorno in cui dovettero separarsi tra le lacrime. Il futuro re fece allora una promessa: quando si fossero rincontrati, metà delle sue ricchezze sarebbero state dell’altro. Poi gli anni passarono, e quando gli amici si rincontrarono si scoprirono acerrimi nemici; e la promessa che entrambi ricordavano non venne mantenuta; e il seme della Grande Guerra fu gettato. Comincia così l’epopea del Mahabarata , l’antico poema che tra mito e favola, tra racconto d’amore e trattato filosofico condensa la millenaria cultura indiana in un pantheon unico di eroi: da Krishna, il dio incarnato, a Vyasa, il profeta che ha già visto e scritto ogni cosa; da Dhri, nato dal fuoco per vendicare il vecchio padre, a Karna, eroe invincibile per gli uomini ma condannato dal suo oscuro passato. Un tesoro di storie ancora poco conosciuto che Chitra Divakaruni torna a raccontare per i lettori occidentali. È però nel ritratto della principessa Panchaali, causa prima e testimone privilegiata del conflitto, che la sapienza narrativa dell’autrice tocca il suo apice: scegliendo di affidare il racconto a una donna – alla donna più amata e odiata della mitologia indiana – l’autrice ci regala infatti un punto di vista nuovo e sorprendente su un tema antico come il mondo, facendo riemergere d’incanto tutta la freschezza e l’attualità del poema e restituendogli il suo immenso potere di stupire, commuovere, divertire. «Un libro magico… Con la sua prosa poetica e densa di lirismo, Chitra Divakaruni riesce a comunicare speranza senza offrire false rassicurazioni, mostrando come l’identità – tanto quella individuale quanto quella condivisa – sia modellata in ugual misura da ciò che si perde e da ciò che si crea». San Francisco Chronicle

Il palazzo della mezzanotte

Calcutta, 1916. Una locomotiva infuocata squarcia la notte e un giovane tenente si sacrifica per salvare due gemelli neonati. Calcutta, 1932. Ben compie sedici anni e sta per lasciare l’orfanotrofio, celebrando lo scioglimento della Chowbar Society, il club segreto di sette orfani che per anni si sono riuniti in un antico edificio in rovina, il Palazzo della Mezzanotte. Ma pochi minuti prima della mezzanotte, una bellissima ragazza si unisce a loro, e le braci dell’incendio ricominciano ad ardere… Età di lettura: da 12 anni.

Il palazzo del desiderio

È il secondo dei tre romanzi che compongono la trilogia.Narra le vicende di una famiglia cairota, alternando ad esse la descrizione degli avvenimenti storici più significativi e fornendo uno grande affresco della vita egiziana con immagini vivide che ci trasportano in un mondo lontano, esotico, comunque affascinante. Protagonista principale è Kamal, appassionato di poesia e filosofia, rispettoso della morale tradizionale e fortemente legato alle idee nazionaliste che, scontrandosi con il mondo e le sue crudeltà, perde ad uno ad uno tutti i suoi sogni di purezza e bellezza: Kamal o il disincanto della vita.

Pagina Azzurra

This is a reproduction of a book published before 1923. This book may have occasional imperfections such as missing or blurred pages, poor pictures, errant marks, etc. that were either part of the original artifact, or were introduced by the scanning process. We believe this work is culturally important, and despite the imperfections, have elected to bring it back into print as part of our continuing commitment to the preservation of printed works worldwide. We appreciate your understanding of the imperfections in the preservation process, and hope you enjoy this valuable book. ++++ The below data was compiled from various identification fields in the bibliographic record of this title. This data is provided as an additional tool in helping to ensure edition identification: ++++ Pagina Azzurra Matilde Serao E. Quadrio, 1885

Pagherò quando passano gli sgombri

Un diario che è un libro sul mare vissuto dalla terraferma, un ritratto della vita quotidiana dei pescatori normanni del secondo Ottocento. Se non mancano descrizioni di terribili tempeste e di naufragi, in primo piano c’è soprattutto la fatica di tirare avanti di una donna, moglie e madre, che giorno dopo giorno deve arrabattarsi, comprare a credito, accudire sedici figli, sposare le femmine, veder partire i maschi o vederli morire; che aspetta il ritorno di battelli dispersi nelle burrasche della Manica e che, con la stessa ansia, attende il frutto della pesca da cui dipende la sopravvivenza della famiglia. Un libro che racconta un’avventura incredibile: quella di sopravvivere alla “malora”.
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Il paese delle maree

Piya è appena arrivata a Canning, l’ultima fermata per i Sundarban, l’immenso arcipelago che si stende fra il mare e le pianure del Bengala e che, secondo la leggenda, è sorto il giorno in cui la treccia del dio Shiva si è disfatta e i suoi capelli bagnati si sono sciolti in un immenso e intricato groviglio. Piya, giovane biologa marina nata in Bengala ma cresciuta negli Stati Uniti, è arrivata in questo dedalo di fiumi e foreste per scandagliare le profondità marine. Sui corsi d’acqua di mezzo mondo, Piya si è sempre sentita protetta dalla sua inequivocabile estraneità, dai suoi capelli neri corti, dalla sua pelle scura, dai suoi lineamenti delicati di giovane donna indiana. Qui, in un posto in cui si sente più straniera che altrove, sa che il suo aspetto la priva di ogni protezione. Per Kanai Dutt, invece, l’interprete diretto a Lusibari per decifrare un misterioso diario lasciatogli da uno zio, l’arcipelago è soltanto il paesaggio dove poter sfoggiare l’agilità e la prontezza del viaggiatore capace di cogliere istintivamente l’attimo. Soltanto per Fokir, il pescatore, i Sundarban sono il mondo. A bordo della sua barca, fatta di canne, foglie di bambù e fragili assi di legno, Fokir conosce ogni angolo di quest’universo, e sa che qui non esistono confini tra acqua dolce e salata, fiume e mare, terra e acqua, poiché quotidianamente le maree penetrano fin dentro le pianure del Bengala e foreste e isole intere scompaiono.