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I Peccati Del Papa. La Città Dei Veleni

Il secondo episodio del romanzo a puntate di Fabio DelizzosLe indagini di Bellerofonte Castaldi, investigatore veneziano al servizio del papaUna Roma subdola e sordida, regno di sicari e avvelenatoriRoma, febbraio 1756. La città di san Pietro è funestata da crimini inquietanti, mentre fervono i preparativi per l’ultima settimana di carnevale: un bambino castrato è stato ritrovato morto, dissanguato con un pesante salasso; i sospetti ricadono sugli ebrei, accusati da secoli di cibarsi del sangue di bambini cristiani. Ma non è finita. Il rettore del Collegio dei gesuiti, una delle scuole più prestigiose ed esclusive del mondo, è stato ucciso con un potente veleno, ma il più probabile autore dell’omicidio, lo speziale del Collegio, è deceduto alcune settimane prima di lui. C’è un nesso tra l’assassinio del bambino e questo nuovo crimine? E perché il Santo Uffizio sta indagando sui casi? Toccherà a Bellerofonte scoprirlo… Dai bui laboratori degli speziali alle scuole di canto per bambini castrati, la ricerca della verità si fa sempre più difficile e pericolosa. Perché ora, insieme al sangue, comincia a scorrere anche il veleno.Fabio DelizzosÈ nato a Torino nel 1969 e vive a Roma. Laureato in filosofia, copywriter freelance, per la Newton Compton ha già pubblicato con grande successo i romanzi La setta degli alchimisti, La cattedrale dell’Anticristo e La loggia nera dei veggenti.
(source: Bol.com)

Patto con il diavolo

Inghilterra, 1851 – Cresciuto nei bassifondi di Londra e considerato da tutti un assassino, Lucian Langdon si è guadagnato il sinistro soprannome di Conte Diavolo, e qualunque giovane rispettabile che accettasse di farsi vedere con lui rischierebbe ben più che la propria reputazione. Lady Catherine Mabry, però, è convinta di non avere scelta, e per proteggere coloro che ama è disposta persino a stringere un patto con il demonio. Così, pur sapendo che ciò che gli chiede in cambio è pericoloso e a dir poco discutibile, si offre di aiutare il famigerato conte a ottenere ciò che più desidera: la rispettabilità per sé e per la donna che intende sposare. Ma quando si ritrovano a lottare insieme per salvarsi la vita, Catherine scopre di avere accanto un uomo capace di grandi passioni, completamente diverso dall’individuo cinico e spietato con cui credeva di avere a che fare. E inizia a desiderare che l’attrazione fisica che entrambi provano possa trasformarsi in qualcosa di più profondo e duraturo. Miniserie ”I libertini di St. James’s” – Vol. 1

(source: Bol.com)

Passo a due (Sulle punte #2)

Nadia Magni ha due obiettivi: diventare una grande ballerina e ritrovare la madre che l’ha abbandonata quando era bambina.
Anche Jakob Adams ha due obiettivi: portare al successo la sua compagnia di danza e collezionare quante più donne possibile.
Nadia e Jakob hanno condiviso un’intensa passione, ma ora non si fidano più l’uno dell’altra. Lei lo ha lasciato in difficoltà durante uno spettacolo, lui… be’, come fidarsi di qualcuno che tutti chiamano “Il Collezionista”?
Per questo, dopo aver lasciato Londra e la compagnia a causa di un’improvvisa crisi familiare, Nadia è sicura che non lo rivedrà mai più. Difficile però rinunciare alla danza, e quando l’impulso di ballare torna a farsi sentire, Nadia decide di partecipare a un’audizione importantissima a Milano. Ma a giudicarla sarà proprio Jakob…

(source: Bol.com)

La passione secondo G.H.

In un mattino simile a tanti altri G.H., donna sicura della propria identità e delle proprie scelte, si scontra con un fatto, un evento infimo e mostruoso, che avrà sulla sua vita un effetto fortemente traumatico. In un lungo, minuzioso monologo G.H. riferisce il suo viaggio, allucinato, all’interno di una stanza: “Creerò ciò che mi è accaduto. Solamente perché vivere non è narrabile. Vivere non è vivibile”. Solo attraverso la totale perdita dell’identità, nello spaesamento, nel disorientamento, G.H. comprende che il vivere è “cosa sovrannaturale”, che “essere io,” scrisse Alfredo Giuliani in occasione della prima edizione italiana, “non è una peculiarità umana perché proviene da una fonte anteriore e assai più grande, da una materia infinitamente più ricca e sconosciuta”. Una estenuata interrogazione sul senso di vivere e la ricerca continua della faccia nascosta della realtà.
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Passione e ideologia

Passione e ideologia costituisce la massima e – nonostante le apparenze – la più organica espressione dell’attività critica di Pasolini. Al centro del volume sono le due ampie panoramiche dedicate rispettivamente alla poesia dialettale e alla poesia popolare italiane del nostro secolo; nella seconda parte, i saggi su figure di spicco della nostra letteratura: Pascoli, Gadda, Saba, Rèbora, Penna, Bertolucci, fino ad affrontare il problema dello sperimentalismo…
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### Sinossi
Passione e ideologia costituisce la massima e – nonostante le apparenze – la più organica espressione dell’attività critica di Pasolini. Al centro del volume sono le due ampie panoramiche dedicate rispettivamente alla poesia dialettale e alla poesia popolare italiane del nostro secolo; nella seconda parte, i saggi su figure di spicco della nostra letteratura: Pascoli, Gadda, Saba, Rèbora, Penna, Bertolucci, fino ad affrontare il problema dello sperimentalismo…

Partita bollente – Il gioco delle tentazioni

PARTITA BOLLENTE di Elle Kennedy.
Un corpo strepitoso unito a un potere che ti spinge dritto sulle lenzuola? Sì, Hayden Houston sta cercando questo, per rompere col suo passato da brava ragazza. E l’uomo giusto è proprio Brody Croft. Star di hockey, quando incontra la sexy brunetta, lui rimane letteralmente di sasso. È pronto a togliersi gli abiti da cattivo ragazzo e a mettersi comodo. Dopo una notte strabi-liante, capisce che lei è unica e che la faccenda tra loro non può finire lì
IL GIOCO DELLE TENTAZIONI di Nancy Warren.
Per Emily Saunders non è semplice. Si trova in Idaho, in compagnia dell’ingombrante famiglia, per il matrimonio della cugina e per sbaglio le hanno assegnato la stessa camera d’albergo di un poliziotto sexy come il peccato che è lì per partecipare a un torneo di hockey. Per lei, fisioterapista, i muscoli torniti di Jonah Betts sono una vera tentazione e arde dal desiderio di massaggiarli per bene. Lui è d’accordo anche se questo significa fingersi il fidanzato di Emily.

Le parole di Sara

**NERO RIZZOLI È LA BUSSOLA DEL NOIR FIRMATA RIZZOLI.**
Due donne si parlano con gli occhi. Conoscono il linguaggio del corpo e per loro la verità è scritta sulle facce degli altri. Entrambe hanno imparato a non sottovalutare le conseguenze dell’amore. Sara Morozzi l’ha capito molto presto, Teresa Pandolfi troppo tardi. Diverse come il giorno e la notte, sono cresciute insieme: colleghe, amiche, avversarie leali presso una delle più segrete unità dei Servizi. Per amore, Sara ha rinunciato a tutto, abbandonando un marito e un figlio che ha rivisto soltanto sul tavolo di un obitorio. Per non privarsi di nulla, Teresa ha rinunciato all’amore. Trent’anni dopo, Sara prova a uscire dalla solitudine in cui è sprofondata dalla scomparsa del suo compagno, mentre Teresa ha conquistato i vertici dell’unità. Ma questa volta ha commesso un errore: si è fatta ammaliare dagli occhi di Sergio, un giovane e fascinoso ricercatore. Così, quando il ragazzo sparisce senza lasciare traccia, non le resta che chiedere aiuto all’amica di un tempo. E Sara, la donna invisibile, torna sul campo. Insieme a lei ci sono il goffo ispettore Davide Pardo e Viola, ultima compagna del figlio, che da poco l’ha resa nonna, regalandole una nuova speranza. Maurizio de Giovanni esplora le profondità del silenzio e celebra il coraggio della rinascita, perché niente è davvero perduto finché si riescono a pronunciare parole d’amore.
**Le indagini di Sara** sono:
*Sara al tramonto*
*Le parole di Sara*

Parole Armate

La guerra di Liberazione, cui in Italia non è certo mancata la partecipazione civile, ha aperto la speranza di un futuro migliore, tutto da costruire (o ricostruire), donne e uomini insieme. In quella straordinaria stagione dell’Italia, anche le donne hanno partecipato alla Resistenza, prendendo in mano la loro vita e combattendo nei modi più diversi. Hanno sostituito gli uomini nel lavoro, hanno sostenuto le famiglie, hanno offerto solidarietà, rifugio e cura ai partigiani. Pur essendo attive e partecipi, non tutte hanno imbracciato le armi. Alcune di loro hanno scritto, parlato alla radio, istigato al sabotaggio, alla rivolta contro il nazifascismo: insomma hanno usato le parole come armi. La comunicazione è stata la loro trincea. Parole armate ricostruisce questa pagina della storia d’Italia ancora poco nota, seguendo alcune scrittrici italiane, tra cui Anna Banti, Maria Bellonci, Alba de Céspedes e Natalia Ginzburg, e ricostruendo il ruolo che hanno svolto durante la Resistenza e nell’immediato dopoguerra, continuando a combattere con l’arma della parola per una democrazia capace di calarsi fin dentro la relazione tra i due sessi. Un racconto avvincente che intreccia storia, letteratura e vita femminile.

Il Paradiso è altrove

Il gioco appare non soltanto con la forza del ricordo, ma con il suo possente valore simbolico, di ricerca del Paradiso in terra, inteso come giustizia, bellezza, libertà, amore: l’Utopia, insomma. E due utopisti, a diverso titolo, sono Paul Gauguin e Flora Tristán, sua nonna materna, agitatrice sociale e proto-femminista, le cui vicende vengono narrate, in parallelo, da questo trascinante romanzo. Ribelli e impulsivi, sognatori irriducibili ma anche ostinati combattenti. Da un lato l’odissea di Flora Tristán, «la donna che concepisce l’utopia della libertà per la donna dalla condizione di ingiustizia, sfruttamento e discriminazione che soffriva». Dall’altro, le peripezie di Paul Gauguin, che lottò per un’altra utopia, «quella di una società in cui la bellezza fosse patrimonio di tutti e non solo un lusso riservato a pochi».

Panikkar. Un uomo e il suo pensiero

Immergersi nella biografia di Raimon Panikkar (1918-2010) è come aprire una finestra su quelle che saranno le vite degli uomini di domani. Nato a Barcellona da madre catalana e padre hindu, Panikkar è stato chimico, filosofo, teologo, numerario dell’Opus Dei, sacerdote cattolico, docente universitario, marito, scrittore, ma anche amico, “maestro”, “profeta” e molto altro ancora. Vestito all’europea o in sandali e dhoti, a Bonn, Roma, Varanasi, Santa Barbara o Tavertet, quest’uomo ha penetrato la saggezza di culture e religioni diverse e ha saputo gettare un nuovo sguardo sulla tradizione cristiana e occidentale. La figura di Panikkar appartiene oggi alla leggenda, alimentata in parte da lui stesso, in parte “dilatata, rafforzata e diffusa da tutti quelli che l’hanno conosciuto”. Bielawski la riprende con dedizione e rispetto, prova a distillare l’uomo dal “mito” raccontandone la vita e presentando il suo pensiero. In questo viaggio incontriamo teorie ardite, come la visione cosmoteandrica o advaitica, e riflessioni sulla secolarità sacra, sul buddhismo e sulla trinità radicale. Passo dopo passo, il percorso apparentemente erratico del filosofo di Tavertet rivela una profonda coerenza, poiché l’apertura universale, la fiducia cosmica, la passione per Cristo e una coraggiosa ricerca della libertà fanno da filo rosso. Bielawski individua il senso di questo cammino unico e ci guida con trasporto nel “labirinto” Panikkar.
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Il padre

«*Ho letto tutti i libri di Elizabeth von Arnim … Straordinaria.*»
**Edmund de Waal, autore di Un’eredità di avorio e ambra**
«*Una folla di raffinati lettori ha scoperto a poco a poco i romanzi di questa scrittrice ironica, spregiudicata, fuori da ogni corrente letteraria, spesso crudelissima nel descrivere una società boriosa, superficiale, vecchia, ingiusta soprattutto verso le donne.*»
**la Repubblica – Natalia Aspesi**
«*Cattiva, spiritosa, anticonvenzionale, lungimirante, Elizabeth von Arnim… racconta con verve e un acuto occhio sociale i tic e i tabù della buona società.*»
**Vanity Fair – Irene Bignardi**
«*La donna più intelligente della sua epoca, capace di confliggere, attraverso il dono di una grazia urticante, con il durissimo velluto della società che la circonda.*»
**TTL – La Stampa – Mirella Appiotti**
«*Irresistibile per humour, sottigliezza psicologica, fini descrizioni d’ambiente.*»
**Corriere della Sera – Serena Zoli**
Il libro narra le vicende di Jennifer, una matura ragazza nubile poco amata e molto sfruttata dal padre, illustre scrittore. Jennifer fa una promessa alla madre morente: occuparsi di lui fino alla sua morte. Tuttavia, il giorno in cui l’anziano genitore torna a casa con una giovanissima e alquanto spaurita moglie, Jennifer si sente finalmente libera di lasciare la casa paterna, di trasferirsi in campagna, suo sogno da sempre, e di mettere fine all’esistenza insulsa che conduce a Londra, un’esistenza imperniata sulla dedizione forzata e il lavoro, priva di ogni affetto. Si stabilisce dunque in un piccolo cottage fuori città e con il giovane ecclesiastico suo padrone di casa, James, nasce un’amicizia che presto si trasforma in uno speranzoso amore. Non ha fatto però i conti con il padre, che la rivuole a casa a tutti i costi non trovando una segretaria con un addestramento pari al suo, né con la sorella di James, una zitella dispotica e attempata che da sempre piega il fratello alla propria volontà con la sua soverchiante personalità e il suo smisurato egoismo, né tanto meno con la giovane matrigna, terrorizzata e pentita di quel matrimonio frettoloso e azzardato…
**Elizabeth von Arnim **(Mary Annette Beauchamp 1866-1941), nata a Sydney in Australia e cresciuta in Inghilterra, fu cugina di Katherine Mansfield e amica di E.M. Forster. H.G. Wells nella sua autobiografia la descrisse come «la donna più intelligente della sua epoca». Tutti i suoi romanzi sono pubblicati da Bollati Boringhieri: *Il giardino di Elizabeth* (1989), *I cani della mia vita* (1991), *Un incantevole aprile* (1993), *La memorabile vacanza del barone Otto *(1995), *Elizabeth a Rügen* (1996), *Amore* (1998), *Un’estate da sola *(2000), *Mr Skeffington* (2002), *La moglie del pastore* (2003), *Cristoforo e Colombo* (2004), *Lettere di una donna indipendente* (2005), *Vera* (2006), *Il padre* (2007), *Vi presento Sally* (2008), *La storia di Christine* (2009), *Colpa d’amore *(2010), *La fattoria dei gelsomini* (2011), *Il circolo delle ingrate* e *Uno chalet tutto per me *(2012), *Una principessa in fuga *(2013).
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### Sinossi
«*Ho letto tutti i libri di Elizabeth von Arnim … Straordinaria.*»
**Edmund de Waal, autore di Un’eredità di avorio e ambra**
«*Una folla di raffinati lettori ha scoperto a poco a poco i romanzi di questa scrittrice ironica, spregiudicata, fuori da ogni corrente letteraria, spesso crudelissima nel descrivere una società boriosa, superficiale, vecchia, ingiusta soprattutto verso le donne.*»
**la Repubblica – Natalia Aspesi**
«*Cattiva, spiritosa, anticonvenzionale, lungimirante, Elizabeth von Arnim… racconta con verve e un acuto occhio sociale i tic e i tabù della buona società.*»
**Vanity Fair – Irene Bignardi**
«*La donna più intelligente della sua epoca, capace di confliggere, attraverso il dono di una grazia urticante, con il durissimo velluto della società che la circonda.*»
**TTL – La Stampa – Mirella Appiotti**
«*Irresistibile per humour, sottigliezza psicologica, fini descrizioni d’ambiente.*»
**Corriere della Sera – Serena Zoli**
Il libro narra le vicende di Jennifer, una matura ragazza nubile poco amata e molto sfruttata dal padre, illustre scrittore. Jennifer fa una promessa alla madre morente: occuparsi di lui fino alla sua morte. Tuttavia, il giorno in cui l’anziano genitore torna a casa con una giovanissima e alquanto spaurita moglie, Jennifer si sente finalmente libera di lasciare la casa paterna, di trasferirsi in campagna, suo sogno da sempre, e di mettere fine all’esistenza insulsa che conduce a Londra, un’esistenza imperniata sulla dedizione forzata e il lavoro, priva di ogni affetto. Si stabilisce dunque in un piccolo cottage fuori città e con il giovane ecclesiastico suo padrone di casa, James, nasce un’amicizia che presto si trasforma in uno speranzoso amore. Non ha fatto però i conti con il padre, che la rivuole a casa a tutti i costi non trovando una segretaria con un addestramento pari al suo, né con la sorella di James, una zitella dispotica e attempata che da sempre piega il fratello alla propria volontà con la sua soverchiante personalità e il suo smisurato egoismo, né tanto meno con la giovane matrigna, terrorizzata e pentita di quel matrimonio frettoloso e azzardato…
**Elizabeth von Arnim **(Mary Annette Beauchamp 1866-1941), nata a Sydney in Australia e cresciuta in Inghilterra, fu cugina di Katherine Mansfield e amica di E.M. Forster. H.G. Wells nella sua autobiografia la descrisse come «la donna più intelligente della sua epoca». Tutti i suoi romanzi sono pubblicati da Bollati Boringhieri: *Il giardino di Elizabeth* (1989), *I cani della mia vita* (1991), *Un incantevole aprile* (1993), *La memorabile vacanza del barone Otto *(1995), *Elizabeth a Rügen* (1996), *Amore* (1998), *Un’estate da sola *(2000), *Mr Skeffington* (2002), *La moglie del pastore* (2003), *Cristoforo e Colombo* (2004), *Lettere di una donna indipendente* (2005), *Vera* (2006), *Il padre* (2007), *Vi presento Sally* (2008), *La storia di Christine* (2009), *Colpa d’amore *(2010), *La fattoria dei gelsomini* (2011), *Il circolo delle ingrate* e *Uno chalet tutto per me *(2012), *Una principessa in fuga *(2013).

Padre Ricco Padre Povero

Padre ricco padre povero vi insegnerà a:
* eliminare la convinzione che occorre uno stipendio alto per diventare ricchi
* Non pensare più che la casa sia un attivo
* Dimostrare ai genitori che il sistema scolastico non fornisce una preparazione economico-finanziaria
* Spiegare una volta per tutte la differenza tra attivi e passivi
* Insegnare ai vostri figli come conseguire il successo economico

La Pace Mancata

Fra il gennaio 1919 e quello del 1920, a Parigi si decise il destino del mondo. Al termine del grande conflitto che secondo la promessa wilsoniana avrebbe dovuto ‘porre fine a tutte le guerre’, in un momento decisivo per un possibile riscatto dopo anni di atrocità, i leader delle quattro potenze vincitrici si riunirono nella capitale francese per discutere i termini della pace: ridisegnare i confini politici e stabilire gli equilibri dell’Europa e del mondo.

La trattativa, che avrebbe dovuto creare un ordine fondato sulla giustizia e il rispetto dei diritti dei popoli, non seppe dare al continente, e al mondo, un assetto per quanto possibile giusto e pacifico. Ai vinti vennero imposte dure condizioni, spesso a scopo vendicativo e sotto la minaccia di continuare ad affamare la popolazione civile. Sulle rovine degli imperi sconfitti nacquero nuovi Stati, in cui si affermarono i nazionalismi più gretti, sorsero problemi insolubili e numerose guerre locali. Le decisioni prese in relazione alla Germania sconfitta, contornata da piccoli Stati con forti minoranze tedesche, contribuirono in maniera determinante alla salita al potere di Hitler. Il presidente Wilson, che volle rappresentare il proprio paese al tavolo delle trattative senza essere un diplomatico, né tantomeno possedere alcuna esperienza di negoziati internazionali, complicò ulteriormente la già ingarbugliata situazione postbellica, finalizzando la Conferenza di pace alla costituzione della Società delle Nazioni, alla quale gli stessi Stati Uniti non aderirono.

Franco Cardini e Sergio Valzania ripercorrono in questo libro i fatti occorsi a Parigi in quell’anno fondamentale per la storia mondiale, le vicende che precedettero e seguirono la firma dei trattati di pace con i paesi sconfitti. La Conferenza di Parigi del 1919 per i suoi protagonisti – il presidente Woodrow Wilson e i primi ministri Lloyd George, Clemenceau e Orlando – fu l’occasione mancata di stabilire un giusto ordine internazionale. I quattro leader ebbero nelle loro mani il destino del mondo, un potere e una responsabilità mai avuti prima, ma costruirono una pace che non ha funzionato, una ‘pace mancata’, uno dei fallimenti più importanti e decisivi del secolo scorso.

(source: Bol.com)

L’ossessione identitaria

È doveroso richiamare l’attenzione sulle conseguenze pericolose e sui guasti ai quali si va incontro quando a essere rivendicate sono le identità – religiose, etniche o culturali – e le loro pretese di conservazione e purezza. È ciò che fa Remotti in questo libro, mettendo in discussione non solo l’utilità, ma anche la stessa coerenza logica del concetto di identità. Alessandro Cavalli, “L’Indice”
«Identità è una parola avvelenata. Il veleno contenuto in questa parola così nitida e bella, così fiduciosamente condivisa, di uso pressoché universale, può essere tanto oppure poco, talvolta persino impercettibile e quasi innocuo. Ma anche quando è impercettibile, la tossicità è presente in numerose idee che la parola contiene e, accumulandosi, può manifestarsi alla lunga, in maniera inattesa e imprevista. Perché e in che senso identità è una parola avvelenata? Semplicemente perché promette ciò che non c’è; perché ci illude su ciò che non siamo; perché fa passare per reale ciò che invece è una finzione o, al massimo, un’aspirazione. Diciamo allora che l’identità è un mito, un grande mito del nostro tempo.»
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### Sinossi
È doveroso richiamare l’attenzione sulle conseguenze pericolose e sui guasti ai quali si va incontro quando a essere rivendicate sono le identità – religiose, etniche o culturali – e le loro pretese di conservazione e purezza. È ciò che fa Remotti in questo libro, mettendo in discussione non solo l’utilità, ma anche la stessa coerenza logica del concetto di identità. Alessandro Cavalli, “L’Indice”
«Identità è una parola avvelenata. Il veleno contenuto in questa parola così nitida e bella, così fiduciosamente condivisa, di uso pressoché universale, può essere tanto oppure poco, talvolta persino impercettibile e quasi innocuo. Ma anche quando è impercettibile, la tossicità è presente in numerose idee che la parola contiene e, accumulandosi, può manifestarsi alla lunga, in maniera inattesa e imprevista. Perché e in che senso identità è una parola avvelenata? Semplicemente perché promette ciò che non c’è; perché ci illude su ciò che non siamo; perché fa passare per reale ciò che invece è una finzione o, al massimo, un’aspirazione. Diciamo allora che l’identità è un mito, un grande mito del nostro tempo.»

Osservazioni sulla filosofia della psicologia

Wittgenstein concluse la prima parte delle “Ricerche filosofiche” nel 1945. A partire dal 1946, si concentrò sui temi della filosofia della psicologia, accumulando le osservazioni che compongono questo volume, apparso nel 1980. Esse vanno lette, per un verso, in parallelo con la seconda parte delle “Ricerche”, dove alcune di queste note andarono a confluire. Ma, per altro verso, esse valgono come indicazione delle nuove vie cercate da Wittgenstein negli ultimi anni, anche al di là delle “Ricerche”. In piena evidenza apparirà in questi scritti una certa impronta antropologica, se con essa intendiamo la convinzione che i problemi della teoria della conoscenza – a cui Wittgenstein aveva dedicato tutta la sua vita – non possano essere affrontati senza considerare quei «binari fissi su cui corre tutto il nostro pensiero». È questo il Wittgenstein paziente, minuzioso, acutissimo, che non parla soltanto di logica ma dei nostri sentimenti elementari – dal dolore alla sorpresa – e del modo in cui li esprimiamo correntemente, non stancandosi mai di individuarvi cose che rimangono da capire. Il presupposto di questo Wittgenstein estremo, per noi oggi particolarmente affascinante, è che «la malattia del pensiero deve seguire il suo corso naturale» – e di fronte a essa il filosofo deve contare soltanto su una «lenta guarigione».
(source: Bol.com)

Gli ospiti paganti

«**GRANDISSIMO, MAESTOSO ROMANZO. È COSÌ CHE SI SCRIVE!**» **STEPHEN KING** 
«*Gli ospiti paganti conferma il talento superbo della Waters, insuperata testimone letteraria di epoche perdute e vite segrete.*»
**The Times **
«*Come accade con tutti i romanzi della Waters, verrete stregati da ogni pagina… Invano ho cercato di trovare anche un sola cosa negativa da dire su questo libro.*»
**Financial Times **
«*Con Gli ospiti paganti Sarah Waters ha scritto sia una bella storia d’amore, sia un romanzo psicologico cupamente ricco di suspance… il lettore dovrà affrontare un giro sulle montagne russe che lo lascerà letteralmente senza fiato.*»
**The Washington Post **
«*Se ne è accorto Stephen King, ammiratore entusiasta della Waters, la cui prosa avanza (come in King) con un’incrollabile ricchezza di tensione e di azione*»
**la Repubblica – Leonetta Bentivoglio**
«*Sarah Waters è una delle migliori narratrici viventi.*»
**The Indipendent **
«*Sarah Waters immerge il lettore nella vita londinese del dopoguerra… E, alla fine, la sua bella rievocazione storicca, ricca dell’atmosfera del tempo, cede il passo a una domanda più universale: cosa fai tu per amore?*»
**The Economist **
«*Un intreccio magistrale di crimine, vita domestica e passione romantica.*»
**Los Angeles Times **
Londra, 1922. La città porta ancora i segni della recente guerra: sono molte le cose che hanno bisogno di essere ricostruite, restaurate, molte le ferite da sanare, molti i cuori da riscaldare. Una madre e una figlia, i cui uomini di famiglia son stati portati via dalla guerra, sono costrette ad affittare alcune stanze della loro casa per sbarcare il lunario. Gli ospiti paganti sono una coppia di giovani sposi, che con la loro allegria e sensualità portano una ventata di aria fresca nelle polverose stanze dell’appartamento. Ma anche turbamento. I rumori, i passi, gli incontri in bagno, sul pianerottolo, la condivisione della vita quotidiana: un’intimità con estranei a cui le due donne non sono abituate. Lo scenario cambia velocemente, e molti fatti accadono nel vecchio appartamento che sembrava destinato a una vita fatta di piccole abitudini e di noia: un amore inaspettato e travolgente; una misteriosa aggressione; e da ultimo un omicidio. Con la maestria narrativa che l’ha già consacrata al successo di pubblico e critica, Sarah Waters imbastisce un racconto avvincente sulla passione amorosa, i desideri inconfessati e le loro travolgenti conseguenze. Un romanzo raffinato, che inserisce nell’affresco di un’epoca storica personaggi destinati a rimanere nel cuore e nella memoria del lettore, così vivi, così autentici nella loro drammatica brama di felicità.
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### Sinossi
«**GRANDISSIMO, MAESTOSO ROMANZO. È COSÌ CHE SI SCRIVE!**» **STEPHEN KING** 
«*Gli ospiti paganti conferma il talento superbo della Waters, insuperata testimone letteraria di epoche perdute e vite segrete.*»
**The Times **
«*Come accade con tutti i romanzi della Waters, verrete stregati da ogni pagina… Invano ho cercato di trovare anche un sola cosa negativa da dire su questo libro.*»
**Financial Times **
«*Con Gli ospiti paganti Sarah Waters ha scritto sia una bella storia d’amore, sia un romanzo psicologico cupamente ricco di suspance… il lettore dovrà affrontare un giro sulle montagne russe che lo lascerà letteralmente senza fiato.*»
**The Washington Post **
«*Se ne è accorto Stephen King, ammiratore entusiasta della Waters, la cui prosa avanza (come in King) con un’incrollabile ricchezza di tensione e di azione*»
**la Repubblica – Leonetta Bentivoglio**
«*Sarah Waters è una delle migliori narratrici viventi.*»
**The Indipendent **
«*Sarah Waters immerge il lettore nella vita londinese del dopoguerra… E, alla fine, la sua bella rievocazione storicca, ricca dell’atmosfera del tempo, cede il passo a una domanda più universale: cosa fai tu per amore?*»
**The Economist **
«*Un intreccio magistrale di crimine, vita domestica e passione romantica.*»
**Los Angeles Times **
Londra, 1922. La città porta ancora i segni della recente guerra: sono molte le cose che hanno bisogno di essere ricostruite, restaurate, molte le ferite da sanare, molti i cuori da riscaldare. Una madre e una figlia, i cui uomini di famiglia son stati portati via dalla guerra, sono costrette ad affittare alcune stanze della loro casa per sbarcare il lunario. Gli ospiti paganti sono una coppia di giovani sposi, che con la loro allegria e sensualità portano una ventata di aria fresca nelle polverose stanze dell’appartamento. Ma anche turbamento. I rumori, i passi, gli incontri in bagno, sul pianerottolo, la condivisione della vita quotidiana: un’intimità con estranei a cui le due donne non sono abituate. Lo scenario cambia velocemente, e molti fatti accadono nel vecchio appartamento che sembrava destinato a una vita fatta di piccole abitudini e di noia: un amore inaspettato e travolgente; una misteriosa aggressione; e da ultimo un omicidio. Con la maestria narrativa che l’ha già consacrata al successo di pubblico e critica, Sarah Waters imbastisce un racconto avvincente sulla passione amorosa, i desideri inconfessati e le loro travolgenti conseguenze. Un romanzo raffinato, che inserisce nell’affresco di un’epoca storica personaggi destinati a rimanere nel cuore e nella memoria del lettore, così vivi, così autentici nella loro drammatica brama di felicità.
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