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Il gatto che scattò la foto

Pickax City, celebrazione dei centocinquant’anni dalla fondazione. Concerti, mostre, spettacoli teatrali, sfilate di moda. Del comitato per i festeggiamenti fanno parte il giornalista Jim Qwilleran e, naturalmente, anche Koko e Yum Yum, i suoi gatti. Nel turbine delle celebrazioni, Harvey Ledfield, dissoluto nipote di una ricca, influente coppia di Pickax City, chiede di ritrarre il loft di Jim quale ottimo esempio di architettura d’interni. Ma quello che in città nessuno si aspetta è un doppio funerale, quello degli anziani zii di Harvey, deceduti in circostanze fin troppo sospette.

Il gatto che regalava il buonumore

«Rachel Wells non sbaglia un colpo e arriva dritta al cuore dei lettori con una nuova avventura dell’amato Alfie. »The BooksellerQuando hai paura di non farcela.Lasciati guidare dalle mie fusa.Ti indicherò la strada per la felicità.Avevo insegnato tanto ai miei umani, ma anche gli umani mi avevano insegnato parecchie cose.Avevo scoperto che nulla è per sempre e devi acchiappare tutta la felicità che puoi, quando puoi.Devi tenerti stretto ciò che è importante per te. Devi apprezzare chi ami ogni singolo giorno.Da quando si è trasferito in Edgar Road, il gatto Alfie non conosce altro posto che possa chiamare casa. Solo qui si sente a proprio agio: passeggia indisturbato nei giardini delle villette e colleziona coccole dai vicini affettuosi. Ormai è uno di famiglia. Perché Alfie non è un gatto come gli altri. Gli basta un attimo per leggere nel cuore degli uomini e aiutarli a ritrovare la serenità. Adesso poi non è più solo. Al suo fianco c’è George, un cucciolo cui rivolge tutta la sua attenzione. Ma Alfie sa che non bisogna mai abbassare la guardia e non tarda a fiutare che qualcosa non va tra gli abitanti del quartiere. Jonathan non sa se adottare un figlio per paura di fare un torto alla primogenita Summer. La timida Polly si preoccupa troppo per il marito, rimasto all’improvviso senza lavoro e costretto a fare il «mammo». E la bella Tasha ha smesso di sorridere dopo che il fidanzato l’ha lasciata senza spiegazioni. Non c’è un minuto da perdere. Alfie deve intervenire subito se vuole insegnare ai suoi amici come ritrovare la gioia che la vita ci offre ogni giorno. Perché solamente lui sa trasformare un problema in un’opportunità e una ferita del cuore in una nuova occasione d’amore. Perché con la sua sensibilità Alfie può arrivare a toccare le corde giuste e far vibrare la felicità anche quando i problemi sembrano non avere soluzione. Dopo il successo strepitoso di Il gatto che aggiustava i cuori e Il gatto che insegnava a essere felici, sempre in vetta alle classifiche internazionali, Rachel Wells torna a sorprendere i suoi lettori con una nuova avventura dell’amatissimo Alfie. Una storia che ci invita a non avere paura del cambiamento, ma ad affrontarlo con coraggio per trasformalo ogni volta in un’occasione di riscatto.

Il gatto che annusava la colla

La vita nella cittadina di Pickax è tranquilla ma non monotona. Quanto meno non lo è per lo scapolo più ambito dalle donne, l’ex giornalista Jim Qwilleran che ha ereditato un grande patrimonio. Lui e i suoi due amici gatti, i siamesi Koko e Yum Yum, cominciano ad avere problemi quando in città viene trovata uccisa una giovane coppia che fa parte della migliore società. La polizia brancola nel buio ma poi all’improvviso Koko rivela uno strano interesse per un’antica stampa e per un barattolo di colla. Da questo momento il caso comincerà ad apparire meno misterioso e Jim riuscirà a risolverlo con l’aiuto delle sue due impareggiabili spalle.

Un gatto attraversa la strada

«È bene cominciare a discorrere di Comisso da un libro di racconti quale *Un gatto attraversa la strada*, vincitore, con altissima votazione, del Premio Strega 1955. Comisso è sopratutto uno scrittore di racconti o di avventure successive, il cui legame principale consiste nel loro apparire l’una dopo l’altra nel tempo… Più che “narrare”, gli si adatta il verbo “raccontare”; sfoglia la propria vita (suoi sentimenti, cose viste, cose inventate), come un seguito d’illustrazioni. Ricorda un po’ quegli orientali, che fanno passare tra le dita le sfere di una corona; a ogni sfera, un racconto.Tutto si presenta alla pari sotto le dita che lo palpano e poi passano oltre. E non perché sia uno scrittore freddo, distaccato, indifferente. È piuttosto il contrario.
Partecipa e risponde sempre, infallibilmente coi sensi, qualche volta col cuore. Passano sotto quelle dita estasi paesaggistiche, sfoghi sentimentali, osservazioni psicologiche, spesso molto sottili, pause di riflessione. Sente di volta in volta, intensamente, l’amicizia, la pietà per il disgraziato, simpatia e antipatia, amore e odio, indignazione, rimorsi, apprensioni superstiziose. Ha il gusto del viaggiare, e ce lo comunica; ci porta dentro, con amore, nella vita bizzarra, conviviale della provincia, nella misantropia che vi si occulta, tra il popolo delle campagne» (Dalla Prefazione di Guido Piovene).

I gatti lo sapranno

“Chiamatemi pure sbirro. Sono vecchio del mestiere, per queste cose non mi offendo più”. Con la sua voce disincantata, eppure lucido e attento a cogliere ogni dettaglio, il commissario Ottavio Ponzetti si aggira per le strade del centro storico di Roma, tra quartiere Esquilino e rione Monti, alle prese con la sua nuova indagine. Un caso apparentemente semplice, ma che s’ingarbuglia presto nel più classico dei ” pasticciacci “. Hanno investito la sora Giovanna, la gattara, lasciandola mezza morta in via Turati. Nessuno ha visto né sentito niente. Ma c’è qualcosa di strano, dettagli fuori posto che il commissario Ponzetti cerca di riordinare con la sua logica lenta e testarda. Mentre l’anziana donna è ricoverata in coma al San Giovanni, nel mirino dell’indagine via via finiscono Arturo, il barbone della zona, e Alex, il giornalaio di via Principe Amedeo. E ancora i condomini del palazzo della vittima, Martina e Matteo, e Olga Portinari, di professione maga. Intanto, una confidenza dopo l’altra, emerge il passato tragico delta sora Giovanna: un marito violento, un figlio morto e forse un altro figlio, scomparso. Giovanni Ricciardi presenta la figura di un commissario come non ce ne sono più, passo stanco e pensiero veloce, che al cinismo e agli spari sostituisce l’eroismo di uno sguardo sempre umano e partecipe al dolore delle vicende altrui.

Gatti

Sébasto è rimasto a casa quest’estate, niente campeggio al mare con i compagni di classe. A consolare il ragazzo c’è il caro vecchio Da che abita non lontano dalla casa della sua famiglia in una radura al limitare di un bosco. Sébasto diviene per lui un nipote adottivo e un amico caro. Appena può Sébasto inforca la sua bicicletta e va dal suo amico. In un giorno come tanti il ragazzo trova in prossimità della casa di Da un gatto nero e ne rimane turbato. Sente che non è un animale come gli altri, lo sguardo freddo e metallico lo intimidiscono. Chiede notizie all’amico sullo strano animale, ma anche Da è turbato da quel gatto nero. Età di lettura: da 11 anni.
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La Gatta Bianca

“La gatta bianca” è uno scritto dell’autrice francese Marie Catherine d’Aulnoy. In questo volume viene riproposta la traduzione di Carlo Collodi del 1875.
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Il garofano rosso

La storia di un liceale e del suo amore timido per una compagna di scuola. Ma anche l’analisi di una maturazione sentimentale, politica e sociale nell’Italia degli anni Venti, quando le passioni erano ardenti e anche un garofano rosso all’occhiello, un ingenuo pegno d’amore, può apparire come un simbolo sovversivo…

Garibaldi ha dormito qui: storia tragicomica dell’unita d’Itala

Pazzaglia è l’inviato speciale nel passato di un inesistente giornale. Parte con i garibaldini da Quarto, ma poiché questi ultimi non sanno nulla del Regno delle Due Sicilie, approfitta di una sosta sotto un pergolato subito dopo lo sbarco “al marsale” per raccontare loro che cosa è successo negli ultimi anni a Napoli, a Torino e a Parigi. Il libro ricostruisce l’unificazione italiana da un’ottica originale: quella dei matrimoni, a cominciare dall’unione tra una principessa bigotta di Casa Savoia e Ferdinando III, da cui nacque Francesco I, fino alle vicende d’alcova della contessa Castiglione.
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Il gangster

«Questo libro è un colpo. compratelo: è da restarci secchi.» James EllroyLa vera storia di Mickey Cohen, il criminale dei criminaliEra un pugile dilettante, diventò il padrone di Los Angeles. Questo era Mickey Cohen, un uomo capace di corrompere, terrorizzare, dominare l’intera città dagli anni Quaranta fino al 1976.Rapine, omicidi, estorsioni, traffico di droga, prostituzione, scommesse clandestine, gioco d’azzardo: c’era la sua firma su ogni crimine. Il suo nome era in prima pagina, a caratteri cubitali, sui maggiori giornali americani. Viveva in una specie di fortezza e andava in giro solo con automobili blindate, dopo essere scampato a un attentato con dell’esplosivo. Eppure era ammirato come una celebrità, sempre circondato da bellissime donne, sempre in compagnia delle più splendenti stelle di Hollywood.La sua storia, e la sua vita, sono intrecciate in maniera indissolubile con la storia della L.A. degli anni Cinquanta. Dai retroscena dei suoi incontri segreti, il libro ricostruisce la fitta trama di relazioni di Mickey Cohen con la bella vita della Città degli angeli, con politici insospettabili come Robert Fitzgerald Kennedy e Richard Nixon o con famose attrici come Shirley Temple e Lana Turner.La vita violenta di un gangster tanto potente quanto pericoloso, che ha ispirato romanzi e film di successo, come L.A. Confidential e Gangster Squad. Più famoso di una star del cinema, più potente della legge: il criminale più temuto d’AmericaLa vita violenta di un gangster tanto potente quanto pericoloso, che ha ispirato romanzi e film di successo, come L.A. Confidential e Gangster Squad.«Raccomandato agli amanti dei vecchi film sui gangster in doppio petto.»Library JournalTere Terebaè una pluripremiata giornalista di Los Angeles. Ha scritto per «Interview», «Vogue Italia». Per questo libro ha compiuto meticolose ricerche d’archivio, consultando documenti originali, interviste e articoli dell’epoca. Vive a Los Angeles. Per saperne di più visitate il suo sito web: www.teretereba.com.

Gangbank

«Caro risparmiatore, i suoi soldi sono i nostri. Pertanto non ce li chieda, perché noi li facciamo girare nel nostro interesse. Nel caso non fosse soddisfatto del servizio, non importa: tanto non ci troverà. Siamo nell’era del mondo liquido, dei servizi immateriali, dei call center ». Non sarebbe meglio se ce lo dicessero così chiaramente, invece di illuderci con pubblicità da Baci Perugina? Almeno uno lo sa. Lo sa Quelle che ci mancano in realtà sono le informazioni, è la conoscenza. Noi andiamo sulla fiducia, loro sulla nostra ignoranza. Loro sono il GangBank: un sistema di saccheggio instaurato dalle élite – colossi bancari, fondi d’investimento, agenzie di rating, multinazionali – che controllano la finanza globale. Dilagano come orde barbariche mosse da una sete inestinguibile, non limitandosi ad applicare le loro spietate strategie, ma spacciandole addirittura per interventi salvifici. L’Italia è un tragico esempio. Per venticinque anni è stata un perfetto terreno di caccia. Con il beneplacito di politici complici, interessati, spesso inetti, il modello sociale e imprenditoriale italiano – che il mondo ci invidiava – è stato indebolito e smantellato. Al grido, ripetuto come un mantra da media e politici, di «il pubblico è male, il privato è bene», «siamo troppo spreconi» e «ce lo chiede l’Europa», ci siamo indebitati, abbiamo perso il lavoro, i diritti, le tutele sociali e democratiche. I danni ormai sono così gravi che non si può fingere di non vederli. GangBank è un atto d’accusa senza sconti, che non ha paura di fare i nomi dei colpevoli e di svelarne i misfatti. Ma è anche uno sprone a informarsi e tutelarsi e un appello alla riscossa. A riprendersi, con l’arma della democrazia, tutto quello che ci spetta di diritto.