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Poirot e il mistero di Styles Court. Ediz. integrale

Styles Court è un’estesa proprietà terriera che John Cavendish dovrebbe ereditare. Ma, contrariamente a ogni previsione, sarà la sua matrigna Emily la sola beneficiaria. La donna sposa Alfred Inglethorp, un cacciatore di dote. E poi una notte, improvvisamente, la tragedia: Emily muore fra atroci sofferenze, dì fronte agli occhi increduli dei familiari. Il misterioso caso cattura l’attenzione dell’investigatore Poirot, ex capo della polizia belga, che decide di ritornare al lavoro per seguire le tracce dell’assassino. Il primo romanzo della “Signora del giallo” in cui fa la sua comparsa Hercule Poirot, l’ometto belga dalle acutissime intuizioni, l’investigatore privato che diverrà famoso in tutto il mondo.

La poetessa e il cavaliere (I Romanzi Oro)

Medioevo, Inghilterra. Stryder di Blackmoor è il cavaliere più intrepido della Confraternita della Spada, ambito da tutte le dame del regno quanto totalmente disinteressato al matrimonio. La regina Eleonora d’Aquitania, stanca delle pressioni della nobiltà per accaparrarsi l’ottimo partito, decide di trovare personalmente una moglie per Stryder. La prescelta è Rowena de Vitry, una poetessa che però detesta con tutto il cuore i cavalieri. Sembra un’unione impossibile, eppure…
(source: Bol.com)

Il poeta

“La morte è il mio mestiere, ci guadagno da vivere, ci costruisco la mia reputazione professionale. Io tratto la morte con la passione e la precisione di un becchino…”. Protagonista di questo thriller è un giornalista di Denver, specializzato nel raccontare storie a largo respiro: un killer uccide ragazzi in diverse città degli Stati Uniti. I poliziotti che indagano poco dopo si suicidano. Il fratello gemello di uno di questi non vuole ammettere che suo fratello si sia ucciso. Così, attraverso qualche indagine e facendo alcuni collegamenti, dimostra alla polizia che per la città si aggira un assassino abilissimo. Il killer è chiamato Il Poeta perché fa scrivere alle sue vittime uno o due versi di Edgar Allan Poe.
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Il poeta è tornato

Rachel Walling, l’agente dell’FBI che si era occupata del caso del Poeta, non aveva mai smesso di sognarselo. Ma il giorno in cui dall’FBI la chiamano perché il killer ha ripreso a colpire, capisce che quell’incubo è tornato realtà. Anche Harry Bosch è alle prese con un’indagine: quella sulla morte del suo amico Terry McCaleb, il cui cuore trapiantato ha ceduto per sempre. La moglie di McCaleb non è convinta che si tratti di un decesso naturale, dall’autopsia risulta che i medicinali indispensabili alla sopravvivenza del marito sono stati alterati e resi del tutto inefficaci. Perquisendo la barca dell’amico, Bosch trova le prove che anche dietro quest’omicidio si nasconde l’ombra del Poeta. E quando Rachel e Bosch si incontrano nel deserto del Nevada, dove il killer ha sepolto le sue vittime, capiscono che solo unendo le forze riusciranno a incastrarlo. In un crescendo di suspense, la scia di morte lasciata dal criminale più spietato e ingegnoso della storia di Los Angeles li porta dalle sabbie del Nevada, alle luci scintillanti di Las Vegas, fino agli angoli bui di Los Angeles, dove Harry Bosch giocherà la partita più drammatica e pericolosa della sua vita.
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Poesie e prose

Per poche altre figure della lirica italiana novecentesca si può dire, come scrisse di Vittorio Sereni l’amico e critico Pier Vincenzo Mengaldo, che «l’uomo e il poeta facevano tutt’uno». Per il poeta di Luino, infatti, la poesia era una divorante passione, vissuta senza falsi pudori; una passione fatta di attese, della capacità di selezionare i componimenti, tanto che ognuno appare a noi inevitabile. Come Leopardi, come Mallarmé, Sereni concentra suo estro su pochi testi, essenziali, derivati da una assoluta necessità interiore e dotati di una impareggiabile finitezza formale. Ma accanto all’esigenza di scrivere versi, Sereni sentì altrettanto potente quella che egli stesso chiamava «la tentazione della prosa». Dell’una e dell’altra produzione dà conto questo ricco volume che riunisce integralmente le raccolte poetiche, da Frontiera (1941) a Stella variabile (1981), la sua scelta di traduzioni Il musicante di Saint-Merry , i due volumi di prose, Gli immediati dintorni e La traversata di Milano , infine un’ampia scelta di testi critici dedicati all’arte e alla letteratura.
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### Recensione
**Sereni è nudo tra diario e memoria**
*Giovanni Tesio*, Tuttolibri – La Stampa
“Sereni è bello quando è nudo; invece molte volte egli si esibisce vestito, e di vesti che si riconoscono non sue a un miglio di distanza”. Questo il giudizio che capitò a Saba di dare al suo più giovane amico e corrispondente. Un giudizio severo, ma non ingiusto, anche se un po’ troppo perentorio, come del resto a Saba accadeva di essere. A verificare la natura contingente di questo giudizio (e tuttavia quanta ragione aveva Saba di amare il Sereni prosatore!) ecco giungere in libreria due volumi di diverso spessore e di diversa impostazione, ma di eguale impegno critico e di garantita utilità. Con il robustissimo Oscar, Poesie e prose, a cura di Giulia Raboni e con uno scritto di Pier Vincenzo Mengaldo tutto l’itinerario di Sereni (a cento anni dalla nascita, a trenta dalla scomparsa) passa tra le pagine di poesia e quelle di prosa critica, di diario e di memoria. Con il meno grosso ma tanto più intensivo e minuto commento delle prime due opere poetiche, Frontiera e Diario d’Algeria, la porzione inaugurale dell’itinerario poetico viene documentata con abbondanza di riferimenti consentendo di leggere i testi con evidente vantaggio esegetico. Ciò significa che mentre il primo libro si dedica a segnare i punti di cesura e di sutura di una vocazione sempre ostinatamente perplessa almeno quanto ostinatamente (e diversamente costante), il secondo – tra residui ermetici e già consistenti avvisi oggettuali – lavora a commentare un momento di più circoscritta e manifesta compattezza stilistica: non senza per altro tratteggiare dentro quella (per semplificare, dal ’41 al ’47) i punti di dissonanza, i momenti di transizione e di tensione, gli elementi di discontinuità e di frattura capaci di registrare le ferite e gli strappi del tempo storico, ossia della guerra e della prigionia. Ne consegue in tutt’e due i casi un rigoroso invito di lettura che nulla concede al dilettantismo e all’improvvisazione. Nella diversa impostazione e nel diverso spessore, due volumi che risultano dunque integrabili. Degni tutt’e due di essere ascoltati.
### Sinossi
Per poche altre figure della lirica italiana novecentesca si può dire, come scrisse di Vittorio Sereni l’amico e critico Pier Vincenzo Mengaldo, che «l’uomo e il poeta facevano tutt’uno». Per il poeta di Luino, infatti, la poesia era una divorante passione, vissuta senza falsi pudori; una passione fatta di attese, della capacità di selezionare i componimenti, tanto che ognuno appare a noi inevitabile. Come Leopardi, come Mallarmé, Sereni concentra suo estro su pochi testi, essenziali, derivati da una assoluta necessità interiore e dotati di una impareggiabile finitezza formale. Ma accanto all’esigenza di scrivere versi, Sereni sentì altrettanto potente quella che egli stesso chiamava «la tentazione della prosa». Dell’una e dell’altra produzione dà conto questo ricco volume che riunisce integralmente le raccolte poetiche, da Frontiera (1941) a Stella variabile (1981), la sua scelta di traduzioni Il musicante di Saint-Merry , i due volumi di prose, Gli immediati dintorni e La traversata di Milano , infine un’ampia scelta di testi critici dedicati all’arte e alla letteratura.

Poesie catartiche

Poesie, monologhi, aforismi, battute: la comicità di Flavio Oreglio è semplice ed essenziale. Con uno stile che si rifà ai maestri della comicità milanese, da Gaber a Jannacci, da Nanni Svampa ai Gufi, Oreglio è un comico completo: autore, attore, cantante, non lascia nulla al caso. Questo libro raccoglie le sue “poesie” che sono diventate un vero e proprio “cult”. Al libro è allegato un cd audio per ascoltare le poesie dalla viva voce di Flavio Oreglio. Il cd audio contiene 26 poesie catartiche.

Poesie

Carlo Porta (1775 – 1821) è considerato il maggior poeta dialettale milanese. La sua attività letteraria inizia nel 1812 con le Desgrazzi de Giovannin Bongee, e prosegue fino alla morte con una produzione costante e di altissima qualità, seguendo tre filoni tematici: la polemica contro le superstizioni e l’ipocrisia religiosa del tempo, la descrizione di vivissime figure di popolani milanesi, e la politica. Le sue poesie oggi si possono leggere in una versione digitale supportata da un accurato apparato critico accessibile in modo interattivo.

Poema paradisiaco – Odi navali (e-Meridiani Mondadori)

Notizia sul testo e Note di commento a cura di Niva Lorenzini. Cronologia della vita di Gabriele d’Annunzio a cura di Annamaria Andreoli. Nell’ebook si ripropone il testo di Poema Paradisiaco e Odi navali raccolti nei Versi d’amore e di gloria, edizione diretta da Luciano Anceschi, a cura di Annamaria Andreoli e Niva Lorenzini, vol. I, ”I Meridiani”, Mondadori, Milano 1982. Gli apparati informativi riproducono quelli pubblicati nell’edizione dei ”Meridiani”; la Cronologia riproduce quella pubblicata nel primo tomo delle Prose di ricerca (a cura di Annamaria Andreoli e Giorgio Zanetti, ”I Meridiani”, Mondadori, Milano 2005). Libro centrale nella poesia dannunziana, antefatto della nuova cifra poetica delle Laudi, il Poema paradisiaco (1893) nasce sotto l’impulso di stimoli alternativi al simbolismo e al parnassianesimo che aveva informato le raccolte precedenti, e rappresenta uno dei testi di riferimento del decadentismo italiano. Anch’esso pubblicato nel 1893 (e in seconda edizione, accresciuta, insieme al Poema paradisiaco) le Odi navali riprendono il tema dei problemi della marina – che d’Annunzio aveva già affrontato nelle prose dell’Armata d’Italia – sotto l’influsso della lettura degli scritti di Nietzsche, nei quali d’Annunzio trova una perfetta concordanza con il vitalismo superumano di cui era già istintivamente pervasa la sua prima poesia.
(source: Bol.com)

Il Podere

Accolta e superata l’esperienza naturalista, Tozzi si apre all’influsso della narrativa europea (e di Dostoevskij in particolare) e partecipa pienamente alla sensibilità culturale e sociale novecentesca. La campagna senese fornisce – qui come negli altri romanzi maggiori di Tozzi – l’ambientazione e la rete di relazioni entro cui si muovono i personaggi, che sono anche quelle della personale biografia dell’autore. La vicenda del Podere si dipana entro una violenta società contadina: violenta perché avida, per secolare povertà, e violenta perché debole, per altrettanto secolare storia. Remigio, il protagonista, è agitato e condizionato da una tensione autodistruttiva che lo spinge a desiderare di spossessarsi dell’eredità paterna, della “roba”, ma la tensione degli animi e il turbamento degli interessi provocano la tragedia. La percezione dell’incapacità di vivere e il senso dell’ineluttabile danno alla narrazione toni ora aspri ora di lirismo doloroso.
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Pochi inutili nascondigli

Sette racconti, sette storie, sette viaggi verso non si sa dove. Intorno a ognuno di noi, dentro a ognuno di noi, c’è sempre una parte oscura, un lato in ombra che la luce della ragione ha timore di illuminare per paura di ritrovarsi sconfitta. E in questa zona buia e fantastica si muovono i personaggi di questa antologia, uomini e donne che si trasformano in vittime o carnefici quando si trovano all’improvviso di fronte a un mondo sconosciuto, a un nuovo volto nello specchio, a quella cupa forma di angoscia che solo l’incomprensibile può trasformare in orrore.

Un po’ più in là sulla destra

Tre storici allo sbando e uno sbirro in disarmo: tornano gli stralunati protagonisti di “Io sono il Tenebroso” e “Chi è morto alzi la mano”. Mentre è in appostamento su una panchina Louis Kehlweiler, detto il Tedesco, trova per terra un frammento di osso umano. Una traccia perduta dentro la città. All’apparenza ormai definitivamente. Eppure Kehlweiler la segue, con i suoi due aiutanti, Marc e Mathias. La segue con ostinazione e ossessione fino ad arrivare in un piccolo villaggio della Bretagna. Qui trova un collezionista di macchine per scrivere, fanatico di qualsiasi meccanismo ben oliato, un sindaco pavido e untuoso che non vuole problemi, un losco individuo ferocemente razzista, pronto a tutto pur di diventare sindaco lui. Con la pazienza e la fredda ferocia dell’indagatore, Kehlweiler toglie la maschera a tutti e ricostruisce la storia, le sue follie, le sue mostruosità. Inseguendo le tracce. Come chi scrive. Pubblicato per la prima volta in Francia nel 1996, il romanzo si distingue per il linguaggio terso, lo stile ironico e incisivo, la capacità di prendere per mano il lettore fino alla rivelazione finale, e l’accuratezza nei dettagli più sorprendenti, che deriva all’autrice dalla passione medievalista e dalla professione di zooarcheologa. Da qui il gusto per la detection, per le impronte, le tracce, le piccole cose senza importanza che permettono di dedurre, per una qualche “associazione di idee”, la soluzione di un caso.
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Plotone Sette

Maggio 1998: Andy McNab inaugura finalmente la sua casa e invita i ragazzi del plotone Sette, gli Ice Cream Boys, per festeggiare. La gioia di ritrovarsi è però guastata dal recentissimo fatto di sangue che ha visto protagonista Thomas Shanks, vera leggenda del reggimento, in carcere per omicidio. Solo qualche anno prima era toccato a Nish Bruce, il giovane più scanzonato, colto e fragile del gruppo: in un raptus aveva aggredito a forbiciate la fidanzata… Ma cosa ha spinto Tommy, Nish e tanti altri fino a quel punto? Andy capisce che, per trovare le risposte, deve rivisitare i tanti teatri delle guerre di cui lui e i compagni sono stati protagonisti, spesso nell’ombra, di azioni estreme, ricostruendo la fittissima trama dei rapporti fra quei giovani, uniti dal dovere e dalla lealtà più assoluti, ma anche da rancori e sensi di colpa dilanianti. Sfilano così i giorni nella giungla della Malaysia; l’Irlanda del Nord, Belfast e Derry insanguinate dalla guerriglia; e infine la prigionia nel lager di Abu Ghraib, dove l’autore, nonostante le torture subite, è riuscito a mantenere l’unico bene che gli fosse rimasto: la propria mente. Un nuovo memoir, crudo e sconvolgente, dell’autore di Pattuglia Bravo Two Zero e Azione immediata. Un racconto che disegna la traiettoria di un destino fiero e tragico, quello che sembra accomunare gli uomini che hanno scelto di combattere contro un nemico per poi spesso scoprire che il vero nemico era la vita, che il fronte da assalire era rappresentato dalle loro stesse ossessioni.
(source: Bol.com)

Le piume dei dinosauri

A sole due settimane dall’agognata discussione di laurea, Anna Bella scopre il professor Lars Helland, della facoltà di Scienze naturali di Copenaghen, riverso sulla sua tesi di biologia. La sua ira è incontrollabile. Studentessa e ragazza madre, Anna odia tutti: i genitori, la vita precaria, il compagno che l’ha mollata, e soprattutto Helland, che l’ha tormentata a lungo. Ora è nei guai fino al collo: le sue ricerche scientifiche sul legame evolutivo tra dinosauri e uccelli stanno per impantanarsi e finisce addirittura tra i sospettati per l’omicidio. Il professore è stato deliberatamente infettato da un esercito di larve, proveniente dal laboratorio dell’università, che ha invaso il suo organismo e l’ha divorato vivo. Nel mirino della polizia finiscono anche un dottorando dalle frequentazioni ambigue e il rivale storico di Helland, noto per le sue teorie sull’origine degli uccelli. Il commissario Søren Marhauge è incuriosito da quel mondo accademico, all’apparenza così nobile e in realtà traboccante di odio, miserie e slealtà. A complicare le cose è l’attrazione che sente da subito per quella ragazza battagliera, tutta slanci e istinti. È l’inizio di un’appassionante avventura, che costringerà entrambi a mettere in discussione una vita di presunte certezze. Ambientato in una Copenaghen inedita e suggestiva, ammantata di neve e sfavillante di luci, una storia intensa e avvincente che parla dei legami di cuore e di sangue, e di segreti che possono avvelenare l’esistenza.

La piuma del diavolo

Connie Burns, giornalista sudafricana, vive la sua professione con coraggio e passione. Corrispondente in Sierra Leone, è già stata testimone di molti orrori, e lei, donna bianca, impegnata e consapevole del suo ruolo, non può stare inerte a guardare. Una serie di omicidi di prostitute la porta sulle tracce di un mercenario. Lo stesso militare di carriera senza ideali e figlio della violenza che qualche anno dopo ritroverà in Iraq. Connie non si da per vinta: lo accusa, richiama l’attenzione internazionale, però nessuno vuole rivelare le atrocità che si accompagnano a una guerra già impopolare. Ma poi Connie viene rapita, e il suo aguzzino è l’uomo che lei stessa ha cercato di incastrare.
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La pittrice di anime

Ella è una ritrattista di grande successo e sensibilità: dalle sue opere emergono le sfumature più intime e vere di chi le si rivolge. Il suo atelier diviene così un luogo nel quale tirare fuori sé stessi, conoscersi meglio. Perché dietro ogni volto si nasconde una storia che vale la pena di essere raccontata. C’è una donna che guarda al passato, con l’animo di riconciliarsi con la sua lunga vita,
ce n’è una che tenta di convivere con i primi segni del tempo, e poi c’è lui, un uomo che col passare
delle ore le si fa sempre più vicino. Incontro dopo incontro, Ella percorre un cammino fatto di empatia e conoscenza, fino a che una lettera inattesa la obbligherà a riscrivere la propria storia familiare, confermando con ancor più forza l’ingannevole peso delle apparenze.
Ora le rimane un ritratto da dipingere, quello che la illuminerà come solo la vita stessa,con tutta la sua meraviglia, sa fare.

Il pittore che visse due volte

Un giovane pittore maledetto, un critico d’arte assassinato, una Londra cupa e lugubre dei primi del Novecento. Reilly è un giovane artista alla ricerca del successo e della fama: non ancora baciato dalla fortuna, vive in una misera soffitta in compagnia del fedele cane Nimrod, circondato da quadri invenduti e tele incomplete. Una sera di pioggia battente il critico più potente di tutta Londra bussa alla sua porta, affascinato dal suo talento. Potrebbe essere la svolta che aspettava da tanto, ma proprio il giorno dopo il critico viene trovato assassinato in un canale, gli occhi orribilmente strappati. E nelle indagini, inchiodato da uno strano indizio, viene coinvolto lo stesso Reilly… Dopo quasi un secolo, in un’antica galleria di Londra, una ragazza di nome Samantha si imbatte in un quadro di Reilly e ne è immediatamente rapita. Decide di scoprire di più su chi lo ha dipinto e inizia a scavare tra archivi polverosi, vecchi ritagli di giornale e racconti di persone che conobbero il pittore, fino a imbattersi nell’omicidio accaduto tanti anni prima e ancora avvolto nella nebbia. Chi ha ucciso il critico d’arte? Chi ha incastrato Reilly e per quale crudele scopo? Quale mistero si cela dietro quel quadro maledetto? Passo dopo passo, Samantha si troverà a svelare i dettagli di una trama mortale, fatta di odio e desiderio di vendetta.