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Cioccolato fondente

Lei è stanca di rimanere sempre a bocca asciutta. Qui ci vuole un uomo da assaggiare. Karina Sutter è famosa per gli squisiti cioccolatini che riesce a creare. Grazie a una segretissima ricetta di famiglia le sue praline, oltre che buonissime, pare stimolino certe parti del corpo, rendendole più vitali. Pare, perché Karina non ha mai verificato di persona quegli effetti tanto straordinari. Quando Alex Anderson si vede comparire sulla soglia di casa una splendida donna che gli offre una scatola di tartufi al cioccolato è sicuro che sotto ci sia qualcosa di losco. Possibile che sia solo un’azione di buon vicinato? Alex non può credere di essere così fortunato, anche perché non sa cosa siano più invitanti: le curve di Karina o il carico di fondenti calorie che si porta appresso?
(source: Bol.com)

Il cielo è tutto nostro

Rob Coates ha tutto ciò che avrebbe potuto desiderare: Anna, una moglie fantastica, la loro bella casa a Londra e, soprattutto, suo figlio Jack, che rende ogni giorno una straordinaria avventura.
Ma tutto cambia quando una terribile malattia irrompe nelle loro vite.
Ritrovatosi improvvisamente solo, Rob si abbandona a una spirale di disperazione e alcolismo, anche se nei momenti di lucidità cerca conforto fotografando i grattacieli e le scogliere che aveva visto con Jack. Ed è proprio da quelle foto che si dipana un filo di speranza, seguendo il quale Rob intraprende un viaggio straordinario all’interno di se stesso, alla ricerca del perdono e di un nuovo inizio.

Il cielo è tutto nostro è una storia di amore e sofferenza, ma soprattutto una storia piena di vita che entrerà nel cuore dei lettori che hanno affrontato gli ostacoli dell’esistenza. Un esordio travolgente e una testimonianza indimenticabile sul potere della speranza.

(source: Bol.com)

Chiose Alla Cantica Dell’Inferno Di Dante Alighieri

Chiose alla cantica dell’Inferno di Dante Alighieri by Jacopo Alighieri
Figlio di Dante Alighieri e di Gemma Donati, Jacopo nacque sicuramente prima del 1300 e seguì il padre in esilio dopo il 1315, al compimento della maggior età[2][1]. Con tutta probabilità, lui e il fratello Pietro si recarono prima a Verona, da Cangrande della Scala, e successivamente a Ravenna, dove rimase fino al 1322, ancora protetto dai Da Polenta mecenati del padre[1].

La Chimica Degli Opposti

*L’atmosfera è elettrica e la gente è molto carica da entrambe le parti. Poi scorgo lei. I suoi occhi. Non ne ho mai visti così. Di che colore sono? Nocciola e verdi con pennellate d’autunno e frammenti di smeraldo. E io me ne sto lì con in mano il mio cartello, mentre lei è qualche passo più in là, vicino a un poliziotto, e tiene stretto il suo.*
Il primo incontro con Mina è un fulmine a ciel sereno per Michael. Avviene per caso, durante una manifestazione organizzata dal nuovo partito politico fondato dal padre di lui che, con la scusa di difenderne i valori originari, si oppone all’accoglienza dei rifugiati arrivati via mare nel Paese. Il problema è che Mina sta dall’altra parte della barricata. Anni prima, infatti, ancora bambina, è scappata dall’Afghanistan insieme alla mamma e, dopo un viaggio lungo ed estenuante, è sbarcata in Australia, dove, come rifugiata, ha posto le basi per una nuova vita. Non è stato per niente facile, perché, come dice sua madre, “stare in un nuovo Paese è come camminare con una protesi. Ci vuole il doppio del tempo perché la mente e il corpo si adattino”, però Mina sembra avercela fatta. Si è lasciata alle spalle la sofferenza e il dolore passati, è diventata una ragazza coraggiosa e fiera, e una studentessa talmente brillante da riuscire a vincere una borsa di studio per frequentare una scuola privata prestigiosa, la stessa di Michael. Ed è proprio qui che le loro vite si incontrano, o meglio si scontrano, nuovamente. Fin da subito infatti è chiaro a entrambi che appartengono a due mondi diversi, lontani da ogni punto di vista, eppure l’attrazione che li spinge l’uno verso l’altra è troppo grande, troppo potente per ignorarla. E quando la situazione intorno a loro si surriscalda, è altrettanto chiaro che non è più possibile accettare un mondo in cui tutto è bianco o nero. Sarebbe più facile, ma significherebbe rinunciare al sentimento che li unisce. E nessuno dei due è pronto a farlo. Forse, alla fine, ci sono casi in cui bisogna scendere in trincea e combattere contro tutto e tutti. Casi in cui vale la pena di rischiare per proteggere ciò che più amiamo.
**
### Sinossi
*L’atmosfera è elettrica e la gente è molto carica da entrambe le parti. Poi scorgo lei. I suoi occhi. Non ne ho mai visti così. Di che colore sono? Nocciola e verdi con pennellate d’autunno e frammenti di smeraldo. E io me ne sto lì con in mano il mio cartello, mentre lei è qualche passo più in là, vicino a un poliziotto, e tiene stretto il suo.*
Il primo incontro con Mina è un fulmine a ciel sereno per Michael. Avviene per caso, durante una manifestazione organizzata dal nuovo partito politico fondato dal padre di lui che, con la scusa di difenderne i valori originari, si oppone all’accoglienza dei rifugiati arrivati via mare nel Paese. Il problema è che Mina sta dall’altra parte della barricata. Anni prima, infatti, ancora bambina, è scappata dall’Afghanistan insieme alla mamma e, dopo un viaggio lungo ed estenuante, è sbarcata in Australia, dove, come rifugiata, ha posto le basi per una nuova vita. Non è stato per niente facile, perché, come dice sua madre, “stare in un nuovo Paese è come camminare con una protesi. Ci vuole il doppio del tempo perché la mente e il corpo si adattino”, però Mina sembra avercela fatta. Si è lasciata alle spalle la sofferenza e il dolore passati, è diventata una ragazza coraggiosa e fiera, e una studentessa talmente brillante da riuscire a vincere una borsa di studio per frequentare una scuola privata prestigiosa, la stessa di Michael. Ed è proprio qui che le loro vite si incontrano, o meglio si scontrano, nuovamente. Fin da subito infatti è chiaro a entrambi che appartengono a due mondi diversi, lontani da ogni punto di vista, eppure l’attrazione che li spinge l’uno verso l’altra è troppo grande, troppo potente per ignorarla. E quando la situazione intorno a loro si surriscalda, è altrettanto chiaro che non è più possibile accettare un mondo in cui tutto è bianco o nero. Sarebbe più facile, ma significherebbe rinunciare al sentimento che li unisce. E nessuno dei due è pronto a farlo. Forse, alla fine, ci sono casi in cui bisogna scendere in trincea e combattere contro tutto e tutti. Casi in cui vale la pena di rischiare per proteggere ciò che più amiamo.

Chiedo scusa

La nostra vita ha sempre un lato comico, e questo libro, nudo e limpido come una pietra preziosa, lo scopre nel luogo piú impensato. Nel piú estremo dolore. La voce beffarda e innocente di un uomo che si è sempre rifugiato nel sarcasmo e nel risentimento per non soccombere. La sua caduta e rinascita diventano, in questo romanzo asciutto e commovente, il tentativo di risarcire ognuno per la misera condizione di essere umano di fronte al potere spesso crudele della natura. Ma anche un’indimenticabile dichiarazione di speranza.

Chicago

In una Chicago mitica e solforosa troviamo una piccola comunità di egiziani in esilio, forgiata sul modello del dipartimento dell’Università di Chicago che l’autore ha conosciuto bene negli anni della formazione americana. In questo mondo claustrofobico e formicolante di vite, ‘Ala al-Aswani intreccia storie di esistenze che si cercano e si perdono. Sono esistenze strappate alla loro terra d’origine che vivono in un universo strano e straniero: la tentazione di conformarsi all’American way of life non è abbastanza. L’Egitto è lì, nel cuore di un’America traumatizzata dagli attentati terroristici dell’11 settembre. Quando viene annunciata la visita ufficiale del presidente egiziano a Chicago, si mette in moto il sistema di sicurezza dell’ambasciata, orchestrato dal temibile Safuat Shaker, che controlla e sorveglia tutti gli egiziani residenti in America. Complotto, manipolazione, proteste di libertà e sottomissione al potere, coraggio e vigliaccheria: al-Aswani trova così l’ampiezza e l’ambizione del romanzo politico riuscendo al contempo ad esprimere la dolcezza dei sogni e la violenza delle contraddizioni del mondo quale lo conosciamo..

Chiamami col tuo nome

«Un eccezionale debutto, una grande storia d’amore romantico.»The Washington Post«Una scrittura ardita, profonda, esaltante, brutale, tenera, generosa…»Nicole Krauss«Un libro di straordinaria bellezza.»The New York Times Book Review«Una storia d’amore delicata, scritta in maniera impeccabile, con echi di Marguerite Duras e Patrck White.»Kirkus ReviewsVent’anni fa, un’estate in Riviera, una di quelle estati che segnano la vita per sempre. Elio ha diciassette anni, e per lui sono appena iniziate le vacanze nella splendida villa di famiglia nel Ponente ligure. Figlio di un professore universitario, musicista sensibile, decisamente colto per la sua età, il ragazzo aspetta come ogni anno «l’ospite dell’estate, l’ennesima scocciatura»: uno studente in arrivo da New York per lavorare alla sua tesi di post dottorato. Ma Oliver, il giovane americano, conquista tutti con la sua bellezza e i modi disinvolti. Anche Elio ne è irretito. I due condividono, oltre alle origini ebraiche, molte passioni: discutono di film, libri, fanno lunghe passeggiate e nuotate. E tra loro nasce un desiderio inesorabile quanto inatteso, vissuto fino in fondo, dalla sofferenza all’estasi. Chiamami col tuo nome è la storia di un paradiso scoperto e già perduto, una meditazione proustiana sul tempo e sul desiderio, una domanda che resta aperta finché Elio e Oliver si ritroveranno un giorno a confessare a se stessi che «questa cosa che quasi non fu mai ancora ci tenta».

Che Guevara

La vita quotidiana, la famiglia, gli ideali, la simpatia, l’impegno di un uomo diventato il simbolo universale della rivoluzione.
(source: Bol.com)

Le cento migliori ricette con le erbe aromatiche

Ci sono profumi in cucina difficili da dimenticare, piatti il cui successo è inevitabilmente legato a un sapore che diventa ricordo. Il segreto sta nell’inconfondibile essenza delle erbe aromatiche, vere signore del gusto in tutte le ricette. Alcune di esse, come l’origano, il rosmarino, la maggiorana, la salvia, il timo, il dragoncello, il finocchio selvatico e l’erba cipollina, reggono bene la cottura, mentre altre – basilico, prezzemolo, pimpinella, acetosella, cerfoglio, menta – sono più delicate. Accanto agli accostamenti classici, questo volume ne propone altri più moderni e inediti, suggerendoci i tanti possibili usi di questi preziosi elementi.Alba Allottasommelier, scrive di enogastronomia su riviste specializzate. Autrice di diversi libri di cucina tradotti in varie lingue, è da anni impegnata nella scoperta e nella valorizzazione dei sapori perduti della cucina mediterranea, soprattutto attraverso il recupero della tradizione orale e della gastronomia popolare. Con la Newton Compton ha pubblicato, tra l’altro, 1001 ricette da cucinare almeno una volta nella vita, 101 ricette da preparare al tuo bambino, La cucina siciliana, Il cucchiaio di cioccolata, 500 ricette di insalate e insalatone, 500 ricette senza grassi, 500 ricette con i legumi, 500 ricette di riso e risotti.
(source: Bol.com)

Le cento migliori ricette con le erbe aromatiche (eNewton Zeroquarantanove)

Ci sono profumi in cucina difficili da dimenticare, piatti il cui successo è inevitabilmente legato a un sapore che diventa ricordo. Il segreto sta nell’inconfondibile essenza delle erbe aromatiche, vere signore del gusto in tutte le ricette. Alcune di esse, come l’origano, il rosmarino, la maggiorana, la salvia, il timo, il dragoncello, il finocchio selvatico e l’erba cipollina, reggono bene la cottura, mentre altre – basilico, prezzemolo, pimpinella, acetosella, cerfoglio, menta – sono più delicate. Accanto agli accostamenti classici, questo volume ne propone altri più moderni e inediti, suggerendoci i tanti possibili usi di questi preziosi elementi.
Alba Allotta
sommelier, scrive di enogastronomia su riviste specializzate. Autrice di diversi libri di cucina tradotti in varie lingue, è da anni impegnata nella scoperta e nella valorizzazione dei sapori perduti della cucina mediterranea, soprattutto attraverso il recupero della tradizione orale e della gastronomia popolare. Con la Newton Compton ha pubblicato, tra l’altro, 1001 ricette da cucinare almeno una volta nella vita, 101 ricette da preparare al tuo bambino, La cucina siciliana, Il cucchiaio di cioccolata, 500 ricette di insalate e insalatone, 500 ricette senza grassi, 500 ricette con i legumi, 500 ricette di riso e risotti.
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### Sinossi
Ci sono profumi in cucina difficili da dimenticare, piatti il cui successo è inevitabilmente legato a un sapore che diventa ricordo. Il segreto sta nell’inconfondibile essenza delle erbe aromatiche, vere signore del gusto in tutte le ricette. Alcune di esse, come l’origano, il rosmarino, la maggiorana, la salvia, il timo, il dragoncello, il finocchio selvatico e l’erba cipollina, reggono bene la cottura, mentre altre – basilico, prezzemolo, pimpinella, acetosella, cerfoglio, menta – sono più delicate. Accanto agli accostamenti classici, questo volume ne propone altri più moderni e inediti, suggerendoci i tanti possibili usi di questi preziosi elementi.
Alba Allotta
sommelier, scrive di enogastronomia su riviste specializzate. Autrice di diversi libri di cucina tradotti in varie lingue, è da anni impegnata nella scoperta e nella valorizzazione dei sapori perduti della cucina mediterranea, soprattutto attraverso il recupero della tradizione orale e della gastronomia popolare. Con la Newton Compton ha pubblicato, tra l’altro, 1001 ricette da cucinare almeno una volta nella vita, 101 ricette da preparare al tuo bambino, La cucina siciliana, Il cucchiaio di cioccolata, 500 ricette di insalate e insalatone, 500 ricette senza grassi, 500 ricette con i legumi, 500 ricette di riso e risotti.

Le cento migliori ricette con la frutta

Un ricettario di rapida consultazione, semplice e chiaro nella forma espositiva quanto fedele alla ricca tradizione culinaria del nostro paese, concepito per raggiungere il pubblico più vasto con il prezzo più economico.

Il cattivo cronista

Come ci è finito il protagonista di questo romanzo su un letto d’ospedale, delirante di morfina e con braccia e gambe rotte? Lo si saprà avventurandosi all’indietro in un anno della sua esistenza. Lo si saprà seguendo Rodolfo Saporito, Rudy, cronista di nera. Rudy sta al centro della storia: perché è lui, sbruffone ciarliero con carico grosso di vanità, a gestirla con la sua voce la storia, proprio come s’industria o s’illude, nella vita, di gestire e manovrare le persone che gli stanno intorno e i fatti di cronaca che con penna scaltra ri-plasma a suo uso e consumo. Tutt’intorno una giostra di fatti e persone che sono le tante storie e la varia e commovente umanità di questo romanzo.

Le cattive ragazze non muoiono mai

Alexis ha un’unica passione, la fotografia, e passa molto tempo da sola. Odia le ragazze ricche e viziate della scuola e sua madre è troppo presa dai suoi problemi per curarsi di lei. E poi c’è sua sorella Kasey, di dodici anni, che è ossessionata dalle bambole. Ma ultimamente in casa sta succedendo qualcosa di strano. A volte una luce inquietante avvolge le stanze, e le porte sembrano aprirsi da sole. Anche gli elettrodomestici si accendono all’improvviso… E cosa sta accadendo a Kasey? I suoi occhi sembrano diversi, quasi verdi. Parla in modo strano, dice di non ricordare più ciò che è accaduto soltanto poco tempo prima e solleva gli oggetti con una forza che non può appartenere a una ragazzina. Ma soprattutto, diventa sempre più cattiva… E se quella creatura dagli occhi verdi non fosse più la sorellina di Alex?

Il caso Schirmer

Jena, ottobre 1806: il sergente Franz Schirmer, gravemente ferito in battaglia, trova rifugio presso la famiglia locale dei Dutka. Subito dopo, con brusco stacco cinematografico, ci troviamo trasportati in uno studio legale novecentesco, dove l’avvocato George L. Carey viene incaricato di scovare il destinatario della favolosa eredità di Amelia Schneider Johnson, vedova Schirmer. Per raggiungere il suo scopo, Carey – con l’aiuto di una sensuale segretaria e interprete – dovrà spostarsi incessantemente non solo nello spazio ma anche nel tempo, scardinando le serrature di molti armadi della memoria storica, dai quali caverà ogni volta scheletri perturbanti. Per una felice circostanza, “Il caso Schirmer”, che è forse il thriller più compatto e ispirato di Ambler, fu tradotto da Giorgio Manganelli, in anni in cui non era ancora stato riconosciuto come un maestro della prosa italiana. “Il caso Schirmer” apparve per la prima volta nel 1953.
(source: Bol.com)