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Lo spaventapasseri

“Abbiamo cercato di beccare gli uccellacci in mezzo al raccolto ma, nel buio, ci siamo fermati davanti allo spaventapasseri.” Franco, un diciassettenne innamorato della narrazione, scopre nella villetta familiare in campagna, una confezione di sostanze dopanti e inizia a indagare con il sospetto che siano destinate al cugino Roberto, promettente tennista. Tra intercettazioni, pedinamenti e dinamiche parentali, in mezzo a boschi, feste notturne sul fiume, cimiteri e scorci di una Genova assolata, il ragazzo prova a porre un argine agli eventi e arriva a una conclusione rocambolesca, in cui si rende conto che la storia è soltanto in parte reale e per il resto frutto della sua fantasia da aspirante scrittore, con il dubbio di essere stato a sua volta protagonista e vittima di una trama. Un romanzo di formazione, in cui il protagonista, attraverso problematiche che emergono gradualmente durante le indagini viene traghettato definitivamente all’uscita dall’adolescenza.

La spartizione

Emerenziano Paronzini, solerte funzionario statale e reduce di guerra, giunto scapolo alla soglia della mezza età, ha maturato la solenne decisione di prendere moglie. La scelta è caduta sulla non più giovane ma benestante Fortunata Tettamanzi, che vive insieme alle due sorelle minori, Camilla e Tarsilla. L’inaspettata corte dell’interessato pretendente mette però a rischio il consolidato ménage familiare delle tre zitelle, ciascuna ben determinata a farlo innamorare di sé. All’uomo non rimarrà altra soluzione che accettare la situazione e farsi “spartire” fra le tre. Pubblicato per la prima volta nel 1964.
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Spartacus

Fra il 73 e il 71 a.C. la penisola italica fu scossa da una delle più grandi rivolte di schiavi della storia. La ribellione scoppiò a Capua, in una famosa scuola di gladiatori e la guidava Spartaco, di origine tracia, forte e colto. Lui riuscì a raccogliere schiere di traci, celti e germani, e sconfiggere i due eserciti dei consoli C. Claudio Glabro e Publio Varinio, che Roma gli aveva inviato contro. Nel 72 Spartaco riuscì ad arrivare persino alla Pianura Padana. Ma i ribelli erano poco organizzati e senza basi e furono fermati a Lucania. Spartaco morì sul campo, combattendo valorosamente, gli insorti furono catturati e crocifissi, e la rivolta fu stroncata sul campo.
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La sparizione

‘Tra suspense e ironia la conferma di un grande talento.’ Marco Vichi ‘È nato un nuovo, autentico narratore del giallo italiano. Ma è svizzero, e si chiama Andrea Fazioli.’ Gianni Biondillo Natalia ha diciassette anni, studia al liceo, è una ragazza graziosa, con una vita normale. Ma il dolore bussa alla sua porta: il padre, un medico di Lugano, muore d’infarto e lei, per affrontare il lutto, si rifugia con la madre nella loro casa di Corvesco, tra le montagne del Canton Ticino. E lì un delitto sconvolge il suo già difficile equilibrio. Natalia, di colpo, smette di parlare. I suoi ricordi sono confusi, forse ha visto qualcosa, ma non riesce a esprimersi: lo shock le ha chiuso la bocca. Suo padre ha lasciato in giro delle carte che nascondono un mistero inquietante, e nel paese cresce la tensione. Natalia ha paura, non sa più di chi fidarsi, fugge. Ma poi fa uno strano incontro. Il caso vuole che a Corvesco abiti anche Elia Contini, il protagonista dei precedenti romanzi di Andrea Fazioli. Il fatto che abbia smesso di fare il poliziotto privato e si arrabatti in un giornale di provincia non toglie nulla alla sua curiosità e alla sua vocazione a tuffarsi nei guai. Così, suo malgrado, Contini si trova alle prese con un nuovo enigma: cosa faceva Natalia nel bosco, da chi si sentiva minacciata? Attorno all’ex detective e alla ragazza che tace si muovono personaggi soltanto in apparenza irreprensibili: poliziotti, medici, avvocati. È nella geografia circoscritta del Canton Ticino che si succedono i colpi di scena di una storia il cui sottile filo d’ironia non cancella i risvolti drammatici. E dove il silenzio della paura diventa la paura del silenzio.

(source: Bol.com)

La spada

Con una verve e un gusto del *pastiche* che fanno irresistibilmente pensare a un certo Borges, Landolfi ci offre in questa silloge novellistica un breve ma strabiliante repertorio di pezzi di bravura, che rinnoverà nei suoi lettori più fedeli il sottile piacere di essere partecipi, e complici, del gioco di alta prestidigitazione della scrittura landolfiana. E il piacere verrà moltiplicato dalle innumerevoli sfaccettature dei temi e delle tonalità: dal racconto eponimo – una perfetta parabola sulla tormentosa gestione del talento e dell’irresolutezza –, dove si narra di un nobiluomo che usa una spada avita per tagliare in due la fanciulla che ama in una sorta di rito dolcissimo e struggente; alla relazione accademica di un cane – un professore arzebeigiano, Onisammot Iflodnal –, il quale annuncia a un pubblico parecchio irritato che anche gli uomini, sebbene non tutti, «intendono, sentono, pensano»; a «una cronaca brigantesca» che già nell’epigrafe, tratta da *Michael Kohlhaas*, evoca atmosfere kleistiane; al solo apparentemente comico *Il babbo di Kafka*, in cui l’ironia vela a malapena risvolti dolorosamente autobiografici… Uscito da Vallecchi nel 1942 e poi confluito nei *Racconti*, sempre vallecchiani, del 1961, *La spada* raduna – con l’eccezione di *Nuove rivelazioni della psiche umana* e *Voltaluna*, inediti – testi originariamente apparsi in quotidiani e riviste fra il 1939 e il 1941.

La spada

* La spada, di Yukio Mishima
* Riflessioni sulla morte di Mishima, di Henry Miller
* Proclama, di Yukio Mishima
* L’ideologia della morte folle, di Hashikawa Bunzô
* Dietro tanta vivacità un senso di vuoto, di Donald Keene
* Mishima, di Marguerite Yourcenar
24 foto in appendice.

La spada spezzata

Nel 1954 vennero pubblicati due libri simili. Il primo, uscito negli Stati Uniti, era “La spada spezzata” di Poul Anderson. Il secondo, uscito in Inghilterra, era “La compagnia dell’anello” di J.R.R. Tolkien. Entrambi i romanzi si rifacevano ai miti scandinavi e anglosassoni, ma quello di Anderson era per molti versi più vicino a quelle origini: una composizione quasi lirica, dal ritmo rapido, nella quale elementi umani come l’eroismo, l’amore e l’ambizione, manipolati da dèi malvagi, elfi e troll, si scontravano con un destino ineluttabilmente tragico.

La spada incantata

Andrew Carr, terrestre di passaggio su Darkover, vede il volto della bellissima Guardiana Callista Alton riflesso in una sorta di sfera di cristallo. Per trovare la ragazza decide di fermarsi sul Pianeta. Durante una missione di ricognizione, il suo aereo precipita e Andrew, unico superstite, viene salvato proprio da Callista, che si mette in comunicazione con lui telepaticamente e lo guida ad Armida, la residenza degli Alton. Una volta a destinazione, Andrew scopre che Callista è stata rapita…
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La spada e l’onore. L’impero

Marco Valerio Aquila, giovane pretoriano, è appena sbarcato in Britannia, scampato miracolosamente all’orrenda strage di tutta la famiglia perpetrata da Commodo. L’imperatore, accecato dal potere, ha emesso contro la sua stirpe una condanna a morte senza appello. Inseguito, braccato, costretto a nascondersi, grazie al favore di un misterioso legato romano, Marco Valerio è accolto sotto falso nome in una legione di stanza presso il Vallo di Adriano, al confine settentrionale della provincia. Qui, grazie al suo valore e alla sua onestà, si procura presto amici fidati fra i soldati della Cohors Tungrorum, la leggendaria coorte dei Tungri. E altrettanti nemici, che sembrano guidati dalla stessa mano che ha sterminato i suoi familiari. Il giovane “Due spade” così lo hanno soprannominato – diventa centurione, ed è chiamato ogni giorno a dimostrare le sue capacità mentre affronta i compiti che il grado e l’onore del soldato romano gli impongono. Nell’infuriare della sanguinosa e impari battaglia contro i Britanni, il suo coraggio, il rispetto e il sostegno incondizionato degli uomini che comanda, uniti all’amore di una donna forte e determinata come lui, gli permetteranno di salvare molte vite. E di conquistare un prezioso trofeo: la certezza che la Roma dei padri, la città e l’ideale difesi nei secoli da eserciti ineguagliabili, non è stata ancora sopraffatta dalla pazzia dei suoi imperatori.
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La spada e il calice

L’episodio conclusivo della ricerca del Sacro Graal ambientato al tempo della Guerra dei cent’anni, che sconvolse l’Europa tra il 1300 e il 1400. Le avventure di Thomas di Hookton si avviano alla conclusione. Un dettaglio nel libro che gli ha lasciato il padre gli indicherà la giusta via per il ritrovamento della coppa tanto contesa. Dopo aver fatto credere al suo signore che la reliquia causa di tante lotte è andata perduta, torna nel suo paese natale, in Inghilterra, perché è proprio lì dove tutto è cominciato che il cerchio si chiude…

La spada di Cartagine

L’omicidio del nobile Abdosir sconvolge Cartagine, amplificando la tensione per le imminenti elezioni governative. Sono passati dieci anni dalla prima guerra punica e a contendersi l’arena politica sono ancora la fazione del diabolico Annone e quella del grande stratega Amilcare Barca. Il reo confesso viene subito catturato, ma non convince Bomilcare, l’intraprendente capo delle guardie: che interesse ha un piccolo delinquente dei bassifondi a uccidere uno dei dignitari punici, assicurandosi un’atroce condanna a morte? E perché il delitto coincide con la misteriosa scomparsa di un’antica spada sacra, che secondo la leggenda è stata portata dalla Fenicia dalla stessa Elissa, la mitica fondatrice della città? Chi muove i fili di un vasto complotto per il potere che sembra coinvolgere i mercenari numidi? Gli indizi conducono Bomilcare fino ad Alessandria, quindi in Iberia e in una tenebrosa valle del deserto libico. Ad accompagnarlo in questo incerto viaggio, costellato di pericoli, tranelli e colpi di scena, la sensuale compagna Aspasia e il romano Letilio, l’audace amico-nemico di vecchia data.
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La spada di Avalon

Allertata da una delle sue visioni, Anderle, somma sacerdotessa e Signora di Avalon, riesce a mettere in salvo il piccolo Mikantor, figlio di sua cugina, da un incendio scatenato dagli uomini di Galid, l’usurpatore del trono della loro tribù. Mikantor è infatti colui che le profezie acclamano come il Figlio di Cento Re, il guerriero che riunirà le tribù per guidarle nella battaglia contro le forze della disgregazione e del caos in cui il mondo sembra destinato a sprofondare. Perché ciò si avveri, però, Mikantor dovrà prendere coscienza del proprio destino e affrontare un percorso irto di ostacoli e rinunce, in un viaggio che lo priverà dell’affetto dei compagni e della dolce e caparbia Tirilan e che lo vedrà approdare, come schiavo, sulle lontane sponde del Mare di Mezzo. Qui le sue sorti si intrecceranno a quelle del nuovo padrone, Velantos, cui gli dei hanno riservato il compito di forgiare una spada di un materiale venuto dalle stelle, una spada invincibile che chiuderà un’era, giungendo intatta fino alle mani di re Artù… Dalla regina del fantasy, un nuovo capitolo del ciclo di Avalon che intreccia mirabilmente storia e mito, leggenda e realtà, accompagnando il lettore in un tempo antico e perduto, testimone dell’infanzia della civiltà.
(source: Bol.com)

La spada dell’aurora

Quando Dorian Hawkmoon strappò l’Amuleto Rosso dal collo del Dio Pazzo e si impossessò del potente talismano, tornò a rifugiarsi nel Castello di Brass insieme ai pochi eroi che ancora si opponevano alle devastazioni dell’Alfiere del Caos, il barone Meliadus di Kroiden. Ma ormai le legioni dell’Impero Nero erano cosi potenti da minacciare perfino la provincia più ribelle e meglio agguerrita, e venne cosi a porsi l’incognita di un «viaggio» spaventoso offerto dalle leggi della stregoneria verso un’altra Kamarg, verso una base sicura ove gli orrori della Gran Bretagna devastata dalle Orde Nere non esistessero, e ove fosse possibile organizzare una nuova lotta contro le armate trionfanti del Caos in quell’altro universo… in quel mondo dal quale li separava solo l’artificio di una mocchina di cristallo e la necessità di preparare nuove armi ben affilate da opporre al barone Mediadus.

La spada del littore

Severian, il giovane Torturatore, continua il suo cammino verso Thrax, la città dove è stato mandato in esilio per essersi innamorato di una delle sue vittime, la bella castellana Thecla, e aver disobbedito alle regole della sua corporazione. Arrivato a destinazione scopre però di non essere più in grado di infliggere le torture così, dopo avere liberato un prigioniero, fugge sulle montagne e adotta un giovane. Questi però presto morirà ucciso da una rivificazione di Typhon, un antico nemico del Conciliatore, che ha lasciato a Severian “in eredità” un gioiello dai poteri terrificanti e miracolosi: l’Artiglio.
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La spada del destino: La saga di Geralt di Rivia

Geralt di Rivia è uno strigo, un assassino di mostri. Ed è il migliore: solo lui può affrontare un basilisco, sopravvivere a un incontro con una sirena, sgominare un’orda di goblin o portare un messaggio alla regina delle driadi, fiere guerriere dei boschi che uccidono chiunque si avventuri nel loro territorio. Geralt però non è un mercenario senza scrupoli, disposto a compiere qualsiasi atrocità dietro adeguato compenso: al pari dei cavalieri, ha un codice da rispettare. Ecco perché re Niedamir è sorpreso di vederlo tra i cacciatori da lui radunati per eliminare un drago grigio, un essere intoccabile per gli strighi. E, in effetti, Geralt è lì per un motivo ben diverso: ha infatti scoperto che il re ha convocato pure la maga Yennefer, l’unica donna che lui abbia mai amato. Lo strigo sarà dunque obbligato a fare una dolorosa scelta: difendere il drago e perdere Yennefer per sempre, o infrangere il codice degli strighi pur di riconquistare il suo cuore…