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La ragazza di giada

Cina, XVII secolo. Peonia ha quasi sedici anni e come tutte le ragazze della sua età è già stata promessa in sposa dalla famiglia a un uomo di cui lei ignora tutto, persino il nome. Per il suo sedicesimo compleanno il padre uomo illuminato, per il suo tempo, che desidera per la figlia una formazione culturale completa, al di là delle condizioni di segregazione in cui essa vive – le regala una rappresentazione teatrale di un classico della letteratura cinese di epoca Ming: Il padiglione delle peonie, nella cui trama sembra rispecchiarsi il destino della ragazza. L’opera infatti racconta di una fanciulla che si lascia morire per amore pur di non accettare un matrimonio combinato. Proprio la sera della rappresentazione, Peonia incrocia lo sguardo di un giovane di cui si innamora a prima vista, riuscendo poi a incontrarlo fortunosamente altre tre volte. Ma il suo destino è segnato: dovrà sposare l’uomo che la famiglia ha scelto per lei. E anche Peonia, come la sua eroina, sceglie di lasciarsi morire per amore… E dopo la morte, dal mondo dell’aldilà, la voce di Peonia continua a raccontarci le vicende del mondo dei vivi, ricordandoci la voce narrante di un romanzo molto amato come Amabili resti di Alice Sebold.
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La ragazza di città

Lui è veramente innamorato.
Lei è semplicemente nei guai.
Sposarsi potrebbe essere la soluzione ideale.
Oren, ricco proprietario terriero, si reca a un party di amici a New York per incontrare di nuovo Stacey. Alcuni mesi prima, infatti, i due si erano conosciuti e per Oren era stato amore a prima vista. Senza mezzi termini, aveva chiesto a Stacey di sposarlo, ma lei, ricca ereditiera, aveva rifiutato la proposta, snobbandolo e considerandolo troppo rozzo per i suoi gusti. Ora, però, le cose potrebbero cambiare. Stacey si trova nei guai: il curatore degli affari di famiglia è fuggito portandosi via tutti i suoi soldi. Forse, a questo punto, potrebbe essere conveniente accettare quella proposta e optare per un nuovo stile di vita. E magari rischiare anche di innamorarsi!
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### Sinossi
Lui è veramente innamorato.
Lei è semplicemente nei guai.
Sposarsi potrebbe essere la soluzione ideale.
Oren, ricco proprietario terriero, si reca a un party di amici a New York per incontrare di nuovo Stacey. Alcuni mesi prima, infatti, i due si erano conosciuti e per Oren era stato amore a prima vista. Senza mezzi termini, aveva chiesto a Stacey di sposarlo, ma lei, ricca ereditiera, aveva rifiutato la proposta, snobbandolo e considerandolo troppo rozzo per i suoi gusti. Ora, però, le cose potrebbero cambiare. Stacey si trova nei guai: il curatore degli affari di famiglia è fuggito portandosi via tutti i suoi soldi. Forse, a questo punto, potrebbe essere conveniente accettare quella proposta e optare per un nuovo stile di vita. E magari rischiare anche di innamorarsi!

La ragazza di Charlotte Street

Una ragazza misteriosa. Un incontro casuale tra le vie di Londra. Un sorriso. Poi più nulla. O forse no? “Danny Wallace è uno dei più brillanti talenti inglesi.” GQ“Il bestseller annunciato del 2012. Una geniale rivisitazione del buon vecchio colpo di fulmine.” Daily Mirror

La ragazza di Cassidy

James Cassidy, un tempo giovane pilota d’aereo di successo, è finito in rovina per via di un incidente del quale non aveva colpa. Passato attraverso alcolismo, arresti per rissa, vagabondaggio e simili vicende, si è riciclato come autista di pullman stabilendosi nella zona del porto di Philadelphia; in lotta con un rivale per colpa della moglie Mildred (una donna crudele e sensuale, provocante e infedele), Cassidy viene incastrato, accusato di aver causato un nuovo disastro; inseguito dalla polizia dovrà scegliere se lasciare il paese dandosi alla fuga o cercare di dimostrare la propria innocenza…
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La ragazza di Bube

Mara è una giovane di Monteguidi, piccolo paese della Val d’Elsa, che all’indomani della Liberazione conosce il partigiano Bube, eroe della Resistenza, e se ne innamora. Questi, tornato alla vita civile imbottito di precetti di violenza e vendetta, ha commesso un delitto e, dopo un periodo alla macchia, viene catturato e condannato a quattordici anni di carcere. Mara, maturata proprio grazie alla forza del sentimento per Bube e divenuta ormai donna, decide di aspettare l’amato con animo fedele e ostinato.
Con questo romanzo – pubblicato nel 1960 e seguito nel 1963 da una celebre versione cinematografica interpretata da Claudia Cardinale – Cassola si aggiudica il premio Strega e raggiunge il successo anche internazionale. La ragazza di Bube segna una profonda cesura nella narrativa italiana del dopoguerra: benché ispirato a una vicenda realmente accaduta, il romanzo si arricchisce di elementi psicologici e lirici superando le istanze neorealiste, tanto per il linguaggio quanto per il rifiuto dei dogmatismi ideologici. «Il romanzo» sostiene infatti Cassola «viene prima di ogni interpretazione della realtà, è la ricerca continua della verità degli uomini.»
(source: Bol.com)

La ragazza dello Sputnik

La storia ce la racconta un giovane senza nome, prima studente, poi maestro elementare. È innamorato di una sua coetanea, Sumire, una ragazza con il mito di Kerouac e della generazione beat. Sumire però non lo ricambia: lo accetta come amico e confidente, ma niente sesso. Lei è invece innamorata di un’altra donna: Myu, una bellissima imprenditrice quarantenne di origine coreana. Solo che anche Myu, pur attratta da Sumire, non vuole concretizzare in amore il loro sentimento. Non vuole o non può: c’è qualcosa di misterioso nel suo passato che le impedisce di amare, che la separa dal mondo. E così i destini dei tre protagonisti si inseguono senza mai congiungersi, vagano nello spazio e nel tempo come un satellite alla deriva.
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La ragazza della torre

Mentre gli audaci Cavalieri della Tempesta atterrano coi loro splendidi stalloni alati sulla maestosa Torre di Isse, portando ricchezza e prosperità ai nobili dei Dodici Casati, i servi che lavorano nelle viscere della Torre mitigano la loro estenuante fatica quotidiana raccontandosi storie e leggende sugli esseri soprannaturali che popolano le sterminate foreste di Erith, un mondo che nessuno di loro ha mai potuto esplorare.
Sembra infatti che laggiù si nascondano innumerevoli creature, animate dall’unico scopo di ingannare e uccidere gli uomini: alcune hanno il potere di cambiare forma – come l’Each Uisge, che assume le sembianze di uno splendido cavallo e invita i mortali a salirgli in groppa, per poi costringerli a un folle, mortale galoppo -, altre possiedono una malizia letale – come i druegar, una razza di nani neri dagli occhi di fuoco, capaci di qualunque trucco pur di dare sfogo alla loro atroce crudeltà – e altre ancora sono sottili come giunchi, pallide come la nebbia, adorabili e delicate come le ninfee… ma determinate ad annegare chiunque risponda al loro richiamo. Ad ascoltare queste storie, nascosta nell’ombra, c’è anche una persona muta, dal volto orrendamente deforme e dal passato misterioso, che i servi superstiziosi evitano e disprezzano. Eppure soltanto lei avrà il coraggio di fuggire dalla schiavitù della Torre e affrontare davvero tutte le creature di cui ha sentito parlare – e molte altre, ancora più temibili -, spinta unicamente dal bruciante desiderio di scoprire se qualcuno può guarirla e svelare il segreto dei suoi ricordi perduti. Il suo viaggio sarà lungo e difficile, punteggiato da insidie in agguato a ogni svolta della strda e dietro ogni albero, ma di certo la porterà a conoscere l’amicizia e forse addirittura l’amore…

La ragazza della porta accanto

Una ricca cittadina del New Jersey, una tranquilla sera di primavera. E un omicidio tra i più efferati. Duncan Avery, lo stimato medico locale, accoltella a morte la moglie. Passati quindici anni da quella notte di sangue, Nina Avery, attrice emergente, decide di tornare alle origini. Suo padre, della cui innocenza Nina non ha mai dubitato, è stato appena rilasciato in libertà vigilata. Un nuovo inizio per una famiglia alla disperata ricerca di una pace disgregata? No, solo l’inizio di un nuovo incubo. La morte colpisce ancora e Nina Avery non sa più né a chi né a cosa credere.

La ragazza del secolo scorso

‘Questo non è un libro di storia. È quel che mi rimanda la memoria quando colgo lo sguardo dubbioso di chi mi è attorno: perché sei stata comunista? perché dici di esserlo? che intendi? senza un partito, senza cariche, accanto a un giornale che non è piú tuo? è una illusione cui ti aggrappi, per ostinazione, per ossificazione? Ogni tanto qualcuno mi ferma con gentilezza: ”Lei è stata un mito!” Ma chi vuol essere un mito? Non io. I miti sono una proiezione altrui, io non c’entro. Mi imbarazza. Non sono onorevolmente inchiodata in una lapide, fuori del mondo e del tempo. Resto alle prese con tutti e due. Ma la domanda mi interpella. La vicenda del comunismo e dei comunisti del Novecento è finita cosí malamente che è impossibile non porsela. Che è stato essere un comunista in Italia dal 1943? Comunista come membro di un partito, non solo come un momento di coscienza interiore con il quale si può sempre cavarsela: ”In questo o in quello non c’entro”. Comincio dall’interrogare me. Senza consultare né libri né documenti ma non senza dubbi. Dopo oltre mezzo secolo attraversato correndo, inciampando, ricominciando a correre con qualche livido in piú, la memoria è reumatica. Non l’ho coltivata, ne conosco l’indulgenza e le trappole. Anche quelle di darle una forma. Ma memoria e forma sono anch’esse un fatto tra i fatti. Né meno né piú’.

Rossana Rossanda

(source: Bol.com)

La ragazza del Nord

Con LA RAGAZZA DEL NORD, Elisabeth Lynn conduce il lettore in un mondo di fantasia assolutamente singolare ed inconsueto. Questo volume, pieno di lirismo e di azione è un romanzo assai corpo so nel quale la gente è più importante della guerra, così come i legami familiari sono più importanti della Magia. Magia che scaturisce dalla Terra di Arun e dalla gente che vive lì. Ma l’abilità della Lynn consiste proprio nel fatto che, narrando della Magia che afferisce ai suoi personaggi, riesce a far vibrare quel tanto di magico che c’è anche nella nostra vita di tutti i giorni.

La ragazza dei corpi

Per dieci anni le era rimasto alle calcagna, ma poi era stata lei a catturarlo, distillandogli per dieci giorni le più atroci torture, sul filo della morte, con sottile piacere. Poi, inspiegabilmente, lo aveva liberato e si era consegnata alla polizia. Ora la serial killer Gretchen Lowell, ex psichiatra, è detenuta in un carcere di massima sicurezza. Ma anche il detective Archie Sheridan è chiuso nella sua prigione personale: dipendente da antidolorifici e psicofarmaci, incapace di tornare a una vita normale, ancora ossessionato dalla sua aguzzina. Gli è impossibile dimenticarla: Gretchen lo ha marchiato a vita, incidendogli con un chiodo un cuore sul petto. Ora ogni domenica, lui la va a trovare in carcere, con lo scopo di estorcerle i nomi delle sue vittime e informazioni per ritrovarne i resti. Adesso Sheridan è in congedo forzato dalla polizia ma viene richiamato in servizio: per Portland si aggira un nuovo mostro, che predilige ragazzine quattordicenni. Alle indagini si unisce la giovane reporter Susan Ward, che aspira allo scoop della sua vita. Le indagini portano a tracciare un potenziale identikit dell’assassino, ma non ci sono prove per incastrare nessuno. Sheridan sa chi può aiutarlo a scovare il killer: solo una psicopatica può entrare nella mente di un proprio simile. Ma anche Gretchen lo sa e dà inizio a un sottile gioco di manipolazione, per intrappolare nella sua rete sia il detective sia Susan, ancora ignari che è lei a tenere le fila dei delitti di Portland.
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La ragazza dal cuore d’acciaio

Cason Statler, ex candidato al Premio Pulitzer ed ex soldato, è appena tornato dalla guerra in Iraq; disilluso e affetto da compulsioni ossessive, non fa che pensare al suo amore perduto, Gabby. È tornato al paese natale per riconquistarla e dimenticare la guerra, per allontanarsi dalle cattive amicizie, come quella di Booger, suo commilitone, pericoloso come un serpente a sonagli in un bosco dove infuria un incendio. Cason comincia a lavorare per un quotidiano locale e scopre, quasi per caso, che Caroline Allison, una giovane donna scomparsa, di una bellezza mozzafiato, è in qualche modo legata a suo fratello e al tempo stesso a una gang del luogo. Statler teme che il fratello possa essere in qualche modo coinvolto in quella sparizione; ma la situazione è peggiore di quanto creda, e per scoprire la verità sarà costretto ad affidarsi proprio a Booger, immergendosi con lui in un abisso di depravazione, mentre nella città di Camp Rapture cominciano a convergere razzisti bianchi e di colore per discutere di una scuola per neri che nessuno vuole realmente…

La ragazza dai capelli strani

Quando fu pubblicata per la prima volta negli Stati Uniti, nel 1989, questa raccolta di racconti confermò David Foster Wallace (all’epoca già autore di un inconsueto romanzo, ”La scopa del sistema”) come astro nascente della nuova narrativa americana: uno di quei rari talenti che, come dichiara la scrittrice Zadie Smith, è magistralmente in grado di ”unire testa, cuore e viscere” nella sua scrittura. Dagli anni Sessanta di Lyndon Johnson al jazz patinato di Keith Jarrett al talk show dissacratorio di David Letterman, dai quiz televisivi ai ranch dell’Oklahoma, dagli yuppies ai punk, dai giovani matematici di Harvard ai proletari della provincia depressa, nelle sue storie ”Wallace descrive e commenta l’intera cultura americana (e soprattutto le nevrosi, le ossessioni, le passioni, il disagio emotivo di tutto l’Occidente contemporaneo) con un’acutezza e un vigore avanguardistico che a distanza di vent’anni mantengono inalterata la potenza di questo libro”. Il volume contiene un racconto inedito dal titolo ”Brave persone” uscito nel febbraio 2007 sul ”New Yorker”.

(source: Bol.com)

La ragazza dai capelli strani (I Quindici)

Quando fu pubblicata per la prima volta negli Stati Uniti, nel 1989, questa raccolta di racconti confermò David Foster Wallace (all’epoca già autore di un inconsueto romanzo, “La scopa del sistema”) come astro nascente della nuova narrativa americana: uno di quei rari talenti che, come dichiara la scrittrice Zadie Smith, è magistralmente in grado di “unire testa, cuore e viscere” nella sua scrittura. Dagli anni Sessanta di Lyndon Johnson al jazz patinato di Keith Jarrett al talk show dissacratorio di David Letterman, dai quiz televisivi ai ranch dell’Oklahoma, dagli yuppies ai punk, dai giovani matematici di Harvard ai proletari della provincia depressa, nelle sue storie “Wallace descrive e commenta l’intera cultura americana (e soprattutto le nevrosi, le ossessioni, le passioni, il disagio emotivo di tutto l’Occidente contemporaneo) con un’acutezza e un vigore avanguardistico che a distanza di vent’anni mantengono inalterata la potenza di questo libro”. Il volume contiene un racconto inedito dal titolo “Brave persone” uscito nel febbraio 2007 sul “New Yorker”.
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### Recensione
**Uno sberleffo per Johnson. I racconti del giovane Wallace**
*Culicchia Giuseppe*, Tuttolibri – La Stampa
Più che nel caso de La ragazza con i capelli strani – il testo che dà il titolo alla raccolta di racconti tradotti da Francesco Piccolo -,è in Lyndon che maggiormente si apprezzano le invenzioni di David Foster Wallace: trentaseienne autore, tra l’altro, di Infinite Jest, smisurato romanzo che con le sue mille e cento pagine lo ha consacrato, un paio di anni fa, tra gli ultimi exploit del mercato letterario americano. Sistemato dalla critica nell’apposita casella destinata a raccogliere gli scrittori “post-moderni” (etichetta peraltro mai rifiutata da Wallace), l’ex studente di filosofia presso l’Università di Harvard adopera infatti al meglio le sue armi nella surreale “ricostruzione” della vicenda che vede come protagonisti un indimenticabile L. B. J. – Lyndon Baines Johnson, ritratto nel periodo in cui diventò, da Senatore democratico del Texas, il vice di Kennedy, e poi, in seguito all’assassinio di questi, Presidente egli stesso e protagonista dell’escalation che portò gli Stati Uniti ad imboccare la strada per il disastro del Vietnam – e il suo assistente David Boyd, ingaggiato tra i collaboratori di Johnson in qualità di addetto allo smistamento della posta dopo un grottesco colloquio d’assunzione con il Senatore medesimo. “Mi chiamo Lyndon Baines Johnson. E questo cazzo di pavimento che stai calpestando, ragazzo, è mio”: il futuro Presidente esordisce così, e nel giro di poche righe sia Boyd che il lettore si ritrovano al cospetto dell’incredibilmente credibile – nonostante la palese incredibilità – figura dell’uomo destinato a segnare con l’irruenza del suo carattere e la spericolatezza delle sue decisioni non solo il destino dell’America ma anche di tanto cinema, giornalismo e saggistica americani, fornendo loro l’inossidabile soggetto della guerra nel Sud-Est asiatico. La capacità mimetica di Wallace è per certi versi folgorante, e gli inserti tratti da documenti dell’epoca (autentici o falsificati? Impossibile stabilirlo senza accurate ricerche, e del resto non importa: ciò che conta è che l’autore ci lasci nel dubbio. Come nel caso di un brano apparentemente tratto dal discorso di Johnson al Congresso dei Giovani Democratici del 21 maggio 1966: “Non stiamo cambiando il nostro programma. Stiamo cambiando idea sul modo di realizzarlo”, oppure del frammento ipoteticamente pronunciato dallo stesso in occasione di un discorso in tv dalla Stanza Ovale della Casa Bianca nel novembre del 1967: “Allora, gente, animo, e state allegri, Cristo santo”) contribuiscono alla costante sensazione di spiazzamento che si prova di fronte a pagine nelle quali realtà e finzione paiono tanto bene amalgamate da non poter più essere distinte con precisione in alcun modo. È tutto finto, naturalmente, e insieme – così come quando la “fiction” funziona sul serio – anche tutto assolutamente vero. Il fatto che Boyd, omosessuale sposatosi pro-forma con una ragazza ma convivente con un giovane haitiano che cucina per lui “vestito solo con un grembiule e i tacchi alti”, si trasformi in breve nella persona più vicina a Johnson da semplice ragazzo della posta qual era (tanto da poter assistere alle pisciate del Presidente nel cestino di metallo dell’ufficio) ci permette di dare un’occhiata tra le pieghe di una Storia tramutatasi anch’essa in Spettacolo (la scena dell’omicidio di Kennedy a Dallas diventa esilarante, vista dalla posizione di Boyd, seduto sopra gli uomini dei servizi segreti seduti sopra Lyndon schiacciato sotto i sedili posteriori della sua limousine), al pari della cronaca e della quotidianità. E Wallace gioca altrettanto felicemente tra le macerie della realtà americana sgretolatasi nel confronto con la diretta televisiva anche nel raggelante La mia ap parizione in tv, nel quale un’attrice quarantenne, moglie di un dirigente di un network e grande consumatrice di Xanax, viene invitata a confessarsi in prima serata al “David Letterman Show”. Angosciata come il marito all’idea di essere ridicolizzata dal perfido conduttore dinnanzi a milioni di spettatori, Edilyn è indecisa se mostrarsi “autentica” o se stare alla finzione e interpretare un’altra da sé sufficientemente ironica e distaccata da reggere il confronto; opta istintivamente per la prima soluzione quando si trova già davanti alle telecamere, e neutralizza così la minaccia: ma agli occhi dell’uomo che ha sposato da più di vent’anni, che la sta guardando in tv, lei invece ha recitato. “E per questo, mentre la limousine messa a nostra disposizione ci portava (…) a bere e mangiare dall’altra parte del fiume a spese della Nbc, ho chiesto a mio marito chi pensava che fossimo realmente, io e lui. Domanda che non avrei mai dovuto fare”. Proprio il racconto del titolo, invece, risulta essere nel complesso del libro il meno convincente: qua, nell’arco di una serata e di un concerto di Keith Jarret, Wallace si muove tra i cosiddetti “giovani”, mettendo in scena un gruppo di punk tra i quali si è insediato quale corpo estraneo – ma assai danaroso e disposto a sborsare considerevoli cifre pur di poter soddisfare una sua peculiare perversione sessuale – tale Fi ghettodelcazzo, brillante professionista in carriera nonché rampollo di una famiglia repubblicana dalle grandi tradizioni militari. Ma in questo caso i personaggi non riescono a sollevarsi da una caratterizzazione alquanto stereotipata e – contrariamente a quanto mostrato altrove – assai povera di spunti originali. Adesso, però, la curiosità per Infinite Jest vorrebbe un po’ di coraggio: da parte di un editore che voglia assumersi il rischio di una traduzione.
### Sinossi
Quando fu pubblicata per la prima volta negli Stati Uniti, nel 1989, questa raccolta di racconti confermò David Foster Wallace (all’epoca già autore di un inconsueto romanzo, “La scopa del sistema”) come astro nascente della nuova narrativa americana: uno di quei rari talenti che, come dichiara la scrittrice Zadie Smith, è magistralmente in grado di “unire testa, cuore e viscere” nella sua scrittura. Dagli anni Sessanta di Lyndon Johnson al jazz patinato di Keith Jarrett al talk show dissacratorio di David Letterman, dai quiz televisivi ai ranch dell’Oklahoma, dagli yuppies ai punk, dai giovani matematici di Harvard ai proletari della provincia depressa, nelle sue storie “Wallace descrive e commenta l’intera cultura americana (e soprattutto le nevrosi, le ossessioni, le passioni, il disagio emotivo di tutto l’Occidente contemporaneo) con un’acutezza e un vigore avanguardistico che a distanza di vent’anni mantengono inalterata la potenza di questo libro”. Il volume contiene un racconto inedito dal titolo “Brave persone” uscito nel febbraio 2007 sul “New Yorker”.

La ragazza dai capelli di fiamma

Buenos Aires, 2001. Perla Correa è sempre riuscita a ingannare tutti quelli che la circondano. Ogni mattina si sveglia e lucida la sua superficie di studentessa modello, bella ragazza radiosa, irreprensibile figlia di buona famiglia. Sua madre è avvolta di bellezza e foulard importati e suo padre è un uomo forte e fiero nella sua uniforme militare perfettamente stirata. Perla è sempre stata considerata molto fortunata ad averli come genitori. Eppure questa è solo una maschera che la ragazza indossa per nascondere il dubbio che le si agita dentro, e sul quale invano tenta di chiudere gli occhi. Un dubbio che si nutre di mezze frasi delle compagne di classe, sguardi impauriti dei vicini, libri di storia sui desaparecidos che suo padre le ha tassativamente proibito di leggere. Ma una notte, mentre è sola in casa, un uomo entra nel suo salotto. Sembra solo, disperato e affamato. È lì per raccontarle una storia. Una storia che narra di due ragazzi giovani che si amavano, di pesanti stivali neri che sfondano la porta di casa, di un carcere senza scampo e di un ultimo volo sul Río de la Plata. E che incendia la vita perfetta di Perla riducendola in fumo. Inizia così un viaggio che la costringe a confrontarsi con la vera sé stessa e con la storia più dolorosa del suo paese. Dove solo il fuoco del coraggio che ha sempre nascosto sotto una falsa tranquillità l’aiuterà a nascere una seconda volta dalle sue ceneri. Dopo il grandissimo successo della Bambina nata due volte, Carolina De Robertis si riconferma una voce unica nel panorama letterario mondiale. Appena uscito, La ragazza dai capelli di fiamma è stato recensito con entusiasmo dalle più importanti testate americane e ha conquistato il cuore dei lettori. La prosa luminosa di Carolina De Robertis ci regala un gioiello pieno di dolore e magia, il ritratto indimenticabile di una donna che si ribella al silenzio della Storia.

Una ragazza da sposare

A diciotto anni, Milly è una ragazza allegra e spensierata che ha tanta voglia di divertirsi e nessuna fretta di diventare adulta. Così quando Allan, un suo conoscente gay, durante una vacanza studio a Cambridge le chiede di sposarlo per permettergli di rimanere in Inghilterra con Rupert, il ragazzo di cui è innamorato, lei accetta senza esitazioni. Come se fosse un gioco – ma è tutto vero –, Milly si veste da sposa, pronuncia le promesse di matrimonio e posa con Allan per le foto di rito. Ora, per la legge, è la signora Kepinski. Dieci anni dopo quell’episodio ormai lontano e dimenticato, Milly è una ragazza molto diversa. Si è fidanzata con Simon, che la adora, e i due hanno deciso di sposarsi con una cerimonia da sogno, voluta soprattutto dall’insopportabile madre di lei. Il futuro genero è davvero un ottimo partito, bisogna approfittarne! Milly è felice e lascia fare. E poi nessuno sa del suo precedente matrimonio, quindi è come se non fosse mai accaduto, no? Peccato che, a soli quattro giorni dal fatidico “sì”, il passato ritorni con prepotenza rischiando di rovinare la sua bella favola. Come fare con Simon? E, soprattutto, come tenere a bada sua madre? Ma la futura sposa non è certo l’unica in famiglia ad avere un segreto… Con la leggerezza e lo sguardo divertito e acuto che la contraddistinguono da sempre, Madeleine Wickham va dritto al cuore dei rapporti affettivi, dando vita al ritratto pungente di un mondo in cui le apparenze rischiano di prendere il sopravvento su ciò che conta realmente nella vita. Tra rivelazioni inattese, amare scoperte e riconciliazioni insperate, i protagonisti di questa deliziosa commedia si rendono conto della forza dei sentimenti e di quanto sia importante essere davvero se stessi. Madeleine Wickham è il vero nome di Sophie Kinsella. Come La signora dei funerali (2008), La compagna di scuola (2010) e Vacanze in villa (2011), pubblicati da Mondadori, questo romanzo è stato scritto dall’autrice prima di diventare famosa in tutto il mondo con la formidabile serie di “I love shopping”.