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Immigrazione

Le migrazioni ci sono. Sono sempre di più e saranno ancora di più in futuro. Non è più il tempo dei problemi senza risposta: è il momento delle soluzioni. L’immigrazione è un fenomeno strutturale da decenni. Tuttavia è sempre stato affrontato in termini di emergenza, come fosse un fatto episodico. Ma l’estensione, la qualità e la quantità del processo sono tali da esigere una soluzione complessiva al nostro sistema di convivenza che non sottovaluti il malessere diffuso nell’opinione pubblica. Le recenti polemiche intorno al ruolo delle ong nei salvataggi sono l’ultimo degli esempi. Per non dire della crescente xenofobia che rischia di indebolire la coesione sociale del nostro paese. L’immigrazione irregolare, il trafficking (i suoi costi e i suoi morti), i salvataggi, i respingimenti, la gestione dei richiedenti asilo con le sue inefficienze, le forme dell’accoglienza. E ancora, i problemi legati ai rimpatri, alla cittadinanza, alle implicazioni delle diverse appartenenze religiose: è urgente e necessaria una riflessione critica onesta su tutte le questioni che accompagnano le migrazioni attuali, affrontando quelle più spinose, con il coraggio di proposte radicali.

(source: Bol.com)

Il sommo re

Il Ciclo di Prydain, di Lloyd Alexander, è composto da cinque volumi, scritti tra il 1964 e il 1968, uno all’anno. In Italia è stato pubblicato nella Fantacollana in due volumi, il primo, La Saga Di Prydain, comprendente i primi tre libri, il secondo, Taran Di Prydain, i restanti due. Portato sullo schermo in un film di animazione della Disney, Taron E La Pentola Magica, la cui sceneggiatura incorpora i primi due romanzi del ciclo. Hen Wen ha tutte le caratteristiche di una normalissima scrofa, e il giovane Taran, se è per questo, non si distingue in nulla da un qualsiasi altro guardiano di porci. Tuttavia quando Hen Wen scompare, rapita da emissari del Signore di Annuwin, l’oscuro padrone delle Tenebre, è evidente che qualcosa di straordinario sta per succedere. Taran vede così appagata la sua aspirazione di diventare un eroe, ed è costretto ad iniziare un viaggio attraverso la Terra di Prydain, che sazierà tutta la sua sete di avventure. Accompagnato da una schiera sempre più fitta ed eterogenea di straordinari compagni – dal nano Doli, che ha la capacità di rendersi invisibile, al bardo Fflam, alla principessa Eilonwy, fino a quella indescrivibile e indimenticabile creatura che è Gurgi Taran, affronta le più incredibili difficoltà e le più oscure negromanzie, nel tentativo di ritrovare Hen Wen. Dimostrando una straordinaria sensibilità ed una rara capacità letteraria, Lloyd Alexander ha saputo, in questo ciclo, rivisitare il ricco patrimonio simbolico e avventuroso della mitologia celtica e gallese, costruendo su di essa una vicenda fantastica gradevolissima e avvincente, senza mai consentire peraltro che l’esigenza narrativa o la tentazione dell’ironia prevaricassero il rigore della citazione mitica.

Il ritorno di Campion

Dopo tre anni al fronte, Albert Campion torna in licenza nella sua casa di Londra. E nel suo letto trova ad aspettarlo, sorpresa macabra, il cadavere di una donna. È subito chiaro che la sconosciuta non è morta lì. Infatti vi è stata portata da Lugg, il fedele valletto di Campion, e da lady Carados, madre di Johnny, celebre eroe della RAF. Ma perché lo hanno fatto? E chi è la misteriosa vittima? Campion non ha scelta se non mettersi a indagare…

Il libro dei tre

Il Ciclo di Prydain, di Lloyd Alexander, è composto da cinque volumi, scritti tra il 1964 e il 1968, uno all’anno. In Italia è stato pubblicato nella Fantacollana in due volumi, il primo, La Saga Di Prydain, comprendente i primi tre libri, il secondo, Taran Di Prydain, i restanti due. Portato sullo schermo in un film di animazione della Disney, Taron E La Pentola Magica, la cui sceneggiatura incorpora i primi due romanzi del ciclo. Hen Wen ha tutte le caratteristiche di una normalissima scrofa, e il giovane Taran, se è per questo, non si distingue in nulla da un qualsiasi altro guardiano di porci. Tuttavia quando Hen Wen scompare, rapita da emissari del Signore di Annuwin, l’oscuro padrone delle Tenebre, è evidente che qualcosa di straordinario sta per succedere. Taran vede così appagata la sua aspirazione di diventare un eroe, ed è costretto ad iniziare un viaggio attraverso la Terra di Prydain, che sazierà tutta la sua sete di avventure. Accompagnato da una schiera sempre più fitta ed eterogenea di straordinari compagni – dal nano Doli, che ha la capacità di rendersi invisibile, al bardo Fflam, alla principessa Eilonwy, fino a quella indescrivibile e indimenticabile creatura che è Gurgi Taran, affronta le più incredibili difficoltà e le più oscure negromanzie, nel tentativo di ritrovare Hen Wen. Dimostrando una straordinaria sensibilità ed una rara capacità letteraria, Lloyd Alexander ha saputo, in questo ciclo, rivisitare il ricco patrimonio simbolico e avventuroso della mitologia celtica e gallese, costruendo su di essa una vicenda fantastica gradevolissima e avvincente, senza mai consentire peraltro che l’esigenza narrativa o la tentazione dell’ironia prevaricassero il rigore della citazione mitica.

Il castello di Llyr

Il Ciclo di Prydain, di Lloyd Alexander, è composto da cinque volumi, scritti tra il 1964 e il 1968, uno all’anno. In Italia è stato pubblicato nella Fantacollana in due volumi, il primo, La Saga Di Prydain, comprendente i primi tre libri, il secondo, Taran Di Prydain, i restanti due. Portato sullo schermo in un film di animazione della Disney, Taron E La Pentola Magica, la cui sceneggiatura incorpora i primi due romanzi del ciclo. Hen Wen ha tutte le caratteristiche di una normalissima scrofa, e il giovane Taran, se è per questo, non si distingue in nulla da un qualsiasi altro guardiano di porci. Tuttavia quando Hen Wen scompare, rapita da emissari del Signore di Annuwin, l’oscuro padrone delle Tenebre, è evidente che qualcosa di straordinario sta per succedere. Taran vede così appagata la sua aspirazione di diventare un eroe, ed è costretto ad iniziare un viaggio attraverso la Terra di Prydain, che sazierà tutta la sua sete di avventure. Accompagnato da una schiera sempre più fitta ed eterogenea di straordinari compagni – dal nano Doli, che ha la capacità di rendersi invisibile, al bardo Fflam, alla principessa Eilonwy, fino a quella indescrivibile e indimenticabile creatura che è Gurgi Taran, affronta le più incredibili difficoltà e le più oscure negromanzie, nel tentativo di ritrovare Hen Wen. Dimostrando una straordinaria sensibilità ed una rara capacità letteraria, Lloyd Alexander ha saputo, in questo ciclo, rivisitare il ricco patrimonio simbolico e avventuroso della mitologia celtica e gallese, costruendo su di essa una vicenda fantastica gradevolissima e avvincente, senza mai consentire peraltro che l’esigenza narrativa o la tentazione dell’ironia prevaricassero il rigore della citazione mitica.

L’ignoto davanti a noi

Da sempre sogno e scoperta vanno assieme. L’uno ha alimentato l’altra e viceversa. Questo libro racconta che, a ben guardare, di ignoto e di stupore è ancora pieno il mondo Spingersi al di là dei limiti geografici, solcare acque ignote, studiando venti e correnti, superando deserti e montagne: che ne è di quel sogno della scoperta che da sempre gli uomini hanno condiviso? Oggi che quasi tutto è stato esplorato, cartografato, mappato, cosa rimane per alimentare la nostra fantasia? Dai monaci buddhisti a Marco Polo, dal musulmano Ibn Battuta sino a Cristoforo Colombo, Hudson o James Cook: per quanto la mappa sembri infine conclusa, vi sono ancora infiniti elementi di stupore in serbo per noi, e nuovi spunti da cui ripartire per ricominciare a sognare.
(source: Bol.com)

L’ibisco viola

L’ibisco viola (Purple Hibiscus) by Chimamanda Ngozi Adichie
Kambili ha quindici anni. Vive a Enugu, in Nigeria, con i genitori e il fratello Jaja. Suo padre Eugene, proprietario dell’unico giornale indipendente in un Paese sull’orlo della guerra civile, è agli occhi della comunità un modello di generosità e coraggio politico: conduce una battaglia incessante per la legalità, i diritti civili, la democrazia. Ma nel chiuso delle mura domestiche, il suo fanatismo cattolico lo trasforma in un padre padrone che non disdegna la violenza. Cosí Kambili e Jaja crescono in un clima di dolorose contraddizioni fino a che, dopo un colpo di Stato, non vanno a vivere dalla zia Ifeoma. E nella nuova casa, tra musica e allegria, i due ragazzi scoprono una vita fatta di indipendenza, amore e libertà: una rivelazione che cambierà il loro futuro.
*L’ibisco viola*, opera d’esordio di Chimamanda Ngozi Adichie, racconta le trasformazioni civili e politiche del postcolonialismo, ma è anche un romanzo sulla linea sottile che divide l’adolescenza dall’età adulta, l’amore dall’odio.
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«La storia delicata e toccante di un bambino che ha conosciuto troppo presto l’intolleranza religiosa e il lato piú oscuro del suo Paese, la Nigeria».
**J. M. Coetzee**

Havana glam

“Havana glam” utilizza un classico cliché della fantascienza, il viaggio nel tempo e i mondi paralleli che ne scaturiscono, per raccontare una storia del tutto estranea ai romanzi di fantascienza. Una storia che mette in collisione la cultura popolare e il pensiero politico, il presente e il futuro, l’immaginario e il reale, parlando di reggae e di glam, di David Bowie e Fidel Castro, di spie e delatori, di incubi e miraggi.

Hakawati. Il cantore di storie

“Hakawati. Il cantore di storie” di Rabih Alameddine è un caso letterario: sia perché l’autore, giordano, di origine libanese apre una finestra su un mondo problematico; sia perché, mantenendo un alto livello di qualità letteraria, Alameddine, al suo terzo romanzo, riesce a mettere a confronto l’arte dello storytelling di tradizione araba con la cultura americana che il protagonista e l’autore hanno assorbito per molti anni. Nel romanzo, il protagonista, Osama al-Kharrat, lascia nel 2003 gli Stati Uniti, dove vive da tempo, per recarsi al capezzale del padre a Beirut. E se scopre la sua città natale irrimediabilmente cambiata, trova invece intatti gli affetti famigliari e il modo di comunicarli attraverso le storie. Cantastorie di professione era infatti il nonno di Osama, e le avventure del suo arrivo in Libano dalla Turchia si mescolano a quelle dei principi delle Crociate come pure ai pettegolezzi della vita di tutti i giorni.
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Guida galattica per gli autostoppisti. Il ciclo completo

Lontano, nei dimenticati spazi non segnati nelle carte geografiche dell’estremo limite della Spirale Ovest della Galassia, c’è un piccolo e insignificante sole giallo. A orbitargli intorno, alla distanza di centoquarantanove milioni di chilometri, si trova un minuscolo, trascurabilissimo pianeta azzurro-verde, le cui forme di vita, discendenti dalle scimmie, sono così incredibilmente primitive da credere ancora che gli orologi da polso digitali siano un’ottima invenzione. Quel pianeta sta per essere distrutto, per lasciare il posto a una gigantesca circonvallazione iperspaziale… Nata da una fortunata serie radiofonica trasmessa dalla BBC, la pentalogia di Adams con le irriverenti e surreali avventure di Arthur Dent e Ford Prefect, viaggiatori delle galassie, è un fenomeno di culto per molti lettori che qui possono trovare riuniti in un unico volume tutti i cinque romanzi.
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Guida galattica per gli autostoppisti

Il volume contiene il ciclo completo inaugurato dalla “Guida galattica per gli autostoppisti”, che comprende “Il ristorante al termine dell’universo”, “La vita, l’universo e tutto quanto”, “Addio e grazie per tutto il pesce” più un racconto inedito. Una gigantesca autostrada cosmica sta per essere costruita dalle parti del sistema solare. E una banale diramazione deve essere aperta proprio dove ora c’è la terra. Di conseguenza quel vecchio e inutile pianeta va rimosso. Lo viene a sapere Ford Perfect, redattore extraterrestre in incognito che deve aggiornare la monumentale “Guida galattica per gli autostoppisti”, il manuale che insegna ai turisti come destreggiarsi in un cosmo selvaggio, di multinazionali e viaggi organizzati.
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Guida alla lingua cinese

Un volume scritto con il proposito di fornire al lettore non specialista una via d’accesso facilitata alla lingua cinese, offrendogli un quadro generale di riferimento. La trattazione è organizzata in forma di domande e risposte in modo da aiutarlo a focalizzare l’attenzione di volta in volta su temi-chiave specifici, spesso individuati tenendo conto delle curiosità più frequentemente espresse dai non addetti ai lavori, nella speranza che il disegno d’insieme possa emergere in modo naturale dall’accostamento delle tessere del mosaico, senza che ciò richieda al lettore un impegno particolare.

Guerriero a Scorpio

Le avventure di Dray Prescott, terrestre catapultato nella costellazione dello Scorpione, continuano. I “Signori delle Stelle” vogliono realizzare i loro imperscrutabili voleri e l’eroe nulla può contro di essi. Neppure l’adorata Delia può intercedere per lui.

La guerra non ha un volto di donna. L’epopea delle donne sovietiche nella seconda guerra mondiale

Se la guerra la raccontano le donne, quando prima l’hanno raccontata solo gli uomini… se a farla raccontare è Svetlana Aleksieviéc… se le sue interlocutrici avevano in gran parte diciotto o diciannove anni quando, perlopiù volontarie, sono accorse al fronte per difendere la patria e gli ideali della loro giovinezza contro uno spietato aggressore… allora nasce un libro come questo. 22 giugno 1941: l’uragano di ferro e fuoco che Hitler ha scatenato verso Oriente comporta per l’URSS la perdita di milioni di uomini e di vasti territori e il nemico arriva presto alle porte di Mosca. Centinaia di migliaia di donne e ragazze, anche molto giovani, vanno a integrare i vuoti di effettivi e alla fine saranno un milione: infermiere, radiotelegrafiste, cuciniere e lavandaie, ma anche soldati di fanteria, addette alla contraerea e carriste, genieri sminatori, aviatrici, tiratrici scelte. La guerra “al femminile” – dice la scrittrice – “ha i propri colori, odori, una sua interpretazione dei fatti ed estensione dei sentimenti e anche parole sue”. Lei si è dedicata a raccogliere queste parole, a far rivivere questi fatti e sentimenti, nel corso di alcuni anni, in centinaia di conversazioni e interviste. Cercava l’incontro sincero che si instaura tra amiche e quasi sempre l’ha trovato: le ex combattenti e ausiliarie al fronte avevano serbato troppo a lungo, in silenzio, il segreto di quella guerra che le aveva per sempre segnate…
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