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La vera storia del pirata Long John Silver

Ci sono libri che danno pura gioia. È quel che capita con il romanzo di Larsson: ci ritroviamo adulti a leggere una storia di pirati con lo stesso gusto dell’infanzia, riscoprendo quella capacità di sognare che ci davano i porti affollati di vascelli, le taverne fumose, i tesori, gli arrembaggi, le tempeste improvvise e le insidie delle bonacce. Chi racconta in prima persona è Long John Silver, il terribile pirata con una gamba sola dell'”Isola del Tesoro”, fatto sparire da Stevenson nel nulla per riapparirci ora vivo e ricco nel 1742 in Madagascar, intento a scrivere le sue memorie. E non è solo a quell'”e poi”? che ci veniva sempre da chiedere alla fine delle storie che risponde Larsson, è al prima, al durante, al dietro.
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Il ventre di Napoli

Nel libro, scritto in tre momenti diversi a partire dal 1884, Matilde Serao fa un’accorata descrizione dei quartieri più diseredati della Napoli del tempo. Protagonisti sono, quindi, il “popolo” napoletano e la sua vita quotidiana con le peculiarità che li contraddistinguono: tipo di alimentazione, forme di religiosità , lotto clandestino, usura, relazioni sociali… La situazione di totale abbandono in cui versano i suoi concittadini spinge l’autrice a muovere aspre critiche al sistema politico dell’epoca e all’amministrazione cittadina facendo risaltare per contrasto fulgide figure di “spiriti retti e puri che si ribellano all’infamia sociale”.Nota: gli e-book editi da E-text in collaborazione con Liber Liber sono tutti privi di DRM; si possono quindi leggere su qualsiasi lettore di e-book, si possono copiare su più dispositivi e, volendo, si possono anche modificare.Questo e-book aiuta il sito di Liber Liber, una mediateca che rende disponibili gratuitamente migliaia di capolavori della letteratura e della musica.

Vento scomposto

“Siamo una famiglia felice e normale. Ha capito? Felice e normale.”I coniugi Pitt si sono appena trasferiti nella loro nuova casa nell’elegante quartiere di Kensington. Mike lavora nella City come merchant banker, Jenny è consulente di una prestigiosa catena di negozi; hanno due figlie, Amy e Lucy. Una famiglia borghese, benestante, “normale”. E tuttavia qualcosa comincia a non funzionare quando la maestra della piccola Lucy legge nei comportamenti della bambina turbamento e disagio. Sembrerebbe soltanto una seccatura, invece per Mike Pitt è l’inizio di un incubo. Per uscire dal labirinto di accuse che lo mettono con le spalle al muro si rivolge a Steve Booth, avvocato specializzato in diritto di famiglia abituato a confrontarsi con la clientela disagiata e multietnica di Brixton. Mentre Jenny continua a ripetere che “Lucy sta benissimo” e crede fermamente nell’innocenza del marito – cosa che esaspera il clima di sospetto e l’ostilità dei servizi sociali –, Steve Booth e il suo studio devono muoversi in una ragnatela di accuse che si infittisce di giorno in giorno, in un gioco sempre più paradossale di ambiguità e ossessioni. Romanzo giudiziario e di costume, thriller sociale e familiare in cui innocenza e colpevolezza si dividono la scena fino all’ultima pagina, Vento scomposto sorprende i lettori di Simonetta Agnello Hornby per il teatro contemporaneo della vicenda, una Londra di interni alto-borghesi e appartamenti di periferia, di aule di tribunale, parchi, strade e mercati..

Vento nero

La NUMA ha un nuovo capo. L’ammiraglio Sundecker si è ritirato, ma ha lasciato il suo posto al migliore dei suoi agenti, e Dirk Pitt ha assunto il comando dell’agenzia americana che si occupa di misteri riguardanti il mondo sottomarino: dopo una lunga carriera di agente sul campo, ha accettato di dirigere le operazioni. Ma non ha certo perso il gusto per l’avventura e il pericolo affrontati in prima persona. E, quando riceve allarmanti informazioni su un complotto che potrebbe distruggere milioni di vite umane, sa che la NUMA è l’agenzia più indicata per reagire alla minaccia. E sa che i suoi figli gemelli, la bellissima Summer e Dirk Jr, possono aiutarlo…

Il vento e le rose

Quando Mary Toliver, ricca proprietaria terriera, decide di cambiare il testamento e di escludere la giovane nipote dalla successione alla grande proprietà su cui i Toliver hanno fondato la loro fortuna, sono in molti a stupirsi. Eppure non si tratta del capriccio di una vecchia signora. Mary vuole proteggere la nipote da quella che ritiene una sorta di maledizione legata a Somerset, il loro feudo, che, se da una parte ha reso i Toliver ricchi, dall’altra parte li ha privati della felicità. Mary lo sa, l’ha vissuto sulla sua pelle, e il segreto che nasconde ha radici profonde nel passato. Aveva solo sedici anni quando il padre, morendo, l’aveva nominata unica proprietaria di Somerset e lei, nonostante fosse così giovane, aveva dedicato a quella terra tutte le sue energie. Ma la decisione aveva distrutto la famiglia, sua madre e suo fratello non le avevano mai perdonato di essere la prescelta ed entrambi erano scivolati lungo una china di autodistruzione. Poi c’era stato l’amore. Un amore appassionato e ricambiato per il giovane Percy Warwick, la cui famiglia era da sempre amica dei Toliver, interrotto solo dall’esplodere della prima guerra mondiale. Ma quando Percy era tornato e le aveva chiesto di sposarlo, purché rinunciasse a Somerset, lei non se l’era sentita di tradire la promessa fatta al padre e così la sua vita aveva preso una piega diversa. Ma ora, passati gli anni, una decisione imprevedibile imprime una svolta fatale nella vita di chi le sta attorno. Una storia di conflitti e di passioni, che ci travolge e non si fa dimenticare.

Vento di magia: romanzo

Tutti in paese considerano Kate una mezza strega, forse anche per quegli strani occhi a mandorla di un azzurro chiaro, per il suo viso bianchissimo e contornato da capelli neri e lucenti che le arrivano fino alla vita. Lui, Jarrod, sente immediatamente una forte attrazione per quella ragazza, e nello stesso tempo un’inquietudine che lo spinge ad allontanarsi. Jarrod non capisce, Kate sì: lui ha il dono, come lei, ma non ne è consapevole e soprattutto non sa gestire i suoi poteri. Kate non ha una storia: non ha mai conosciuto il padre e la madre e vive da sempre con la nonna ai margini della foresta pluviale. La storia della famiglia di Jarrod invece si perde in un passato lontano, in un castello ai confini tra Scozia e Inghilterra.

La ventisettesima città

‘Un romanzo immaginifico e fantasioso sui nostri tempi’.

Los Angeles Times

St. Louis, nel Missouri, è una città paralizzata dall’immobilismo e dall’apatia e l’unico avvertimento che un giorno riesce a scuoterla dal torpore è l’arrivo del nuovo capo della polizia, S. Jammu, indiana di Bombay. Jammu è giovane, ha un grande carisma, e, non appena si insedia, comincia a rendersi conto che a St. Louis i cittadini piú in vista sono coinvolti in un intrigo politico-economico di dimensioni gigantesche. Cosí decide di mettere loro alle calcagna degli uomini fidati per frugare fin negli angoli piú reconditi della loro esistenza. Senza sapere che questo la costringerà a frugare anche nella propria.

(source: Bol.com)

La venticinquesima ora

Con la sua Corvette, caricata a dovere di «roba» dagli uomini di Uncle Blue, Monty scorazza per New York, accolto come una rock star nelle scuole bene di Manhattan, negli infimi locali dei gangster russi di Downtown e negli attici lussuosi dei brokers e degli attori pieni di grana.
Ora, però, ha chiuso per sempre. Entro 24 ore salirà sul bus per Otisville e domani mattina cederà il suo nome in cambio di un numero… 24 ore soltanto, una sola misera notte da passare ancora con i suoi amici: Frank Slattery, un tipo svitato che lavora a Wall Street e sa tutto di tasso d’inflazione, rilevazioni statistiche, condizioni meteorologiche e oscillazioni di mercato; e Jakob Elinsky, un insegnante di inglese che passa il tempo a fantasticare sulle sue giovani allieve. Un’ultima notte per fare casino, un’ultima notte di libertà, a meno che da Uncle Blue…
Romanzo-culto che ha dato origine a un film-culto, *La 25a Ora* ci svela il lato oscuro della New York di oggi, tra i club privati di Downtown e i freddi locali di Wall Street, dove si aggirano non soltanto brokers e uomini d’affari, ma gangster senza scrupoli e giovani senza illusioni.

Venticinque Anni Di Mafia

Pubblicato per la prima volta nel 1990, e più volte aggiornato nelle successive edizioni, questo libro fornisce una ricostruzione documentata e plausibile di venticinque anni di delitti, latitanze, omertà, collusioni, inerzie istituzionali, proposte legislative disattese, ma anche di battaglie vinte dallo Stato. Una storia che, se non fosse tragicamente vera, sembrerebbe uscita dalla fantasia di un grande scrittore di thriller. L’autore è stato testimone delle vicende raccontate: ha conosciuto Dalla Chiesa e Falcone, Caponnetto e Borsellino, Caselli e il cardinale Pappalardo, ma anche Totò Riina; ha seguito i processi di mafia più importanti che si celebravano in giro per l’Italia.
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Venti racconti allegri e uno triste

Stanco di storie tristi, reali o immaginarie, Mauro Corona ha deciso che è arrivato il momento dell’allegria: basta disgrazie o morti ammazzati, esiste un tempo per la gioia. E quale modo migliore per rallegrarsi se non recuperando storie antiche perdute tra i boschi? ”Barzellette letterarie” come quella di Rostapita, Clausura e Santamaria, riuniti per ammazzare il maiale ma troppo ubriachi per riuscirci davvero, o racconti che l’autore ha raccolto a Erto e dintorni, nei paesi e nelle osterie, come quello di don Chino, prete anziano, incapace di arrampicarsi fino alla casa più arroccata del borgo e di Polte che, per ripagarlo della mancata benedizione, quasi lo uccide lanciandogli addosso una forma di formaggio. Così, scolpiti dalle sapienti mani di Corona, momenti di vita di montagna, episodi tragicomici ed esilaranti diventano novelle, piccole grandi leggende da tramandare alle generazioni future.
Chi legge percepisce subito quanto l’autore si sia divertito nello scrivere – ”come mi sono sempre divertito a fare libri, a raccontarmi storie per rimanere a galla” dice -, eppure lui stesso ammette di essersi accorto, procedendo nella stesura, di non essere stato fedele fino in fondo all’intento iniziale: a ben guardare, infatti, le storie raccolte in questo volume non sono tanto allegre. Traggono tutte origine da fallimenti, solitudini, tristezze, ”ricordano gente semplice, vissuta senza luci di ribalta, passata al buio del mondo in silenzio”. Ma proprio qui è racchiuso, forse, il senso profondo di queste pagine: con la sua scrittura scabra ma ricca di sfumature, con ironia, disincanto e un realismo unito a una intima partecipazione, Mauro Corona apre la sua coraggiosa ”via” per la leggerezza, e ci invita a ritrovare la capacità di sorridere anche quando non sembra essercene motivo. ”Forse perché la vera allegria è prendere l’esistenza al contrario. Ridere a crepapelle là dove si dovrebbe piangere.”
(source: Bol.com)

Venti milioni di dollari

Una banda specializzata ha immesso sui mercati valutari europei venti milioni di dollari falsi. La notizia sconvolge il Ministero del Tesoro degli Stati Uniti che non sa come fronteggiare l’alluvione di cartamoneta. La situazione è gravissima, tutto il sistema economico appare in pericolo… Edgar Wallace fa ricorso a tutte le sue doti di narratore per intessere un giallo finanziario che è un autentico capolavoro.Edgar Wallacenacque nel 1875 a Greenwich (Londra). Cominciò a lavorare giovanissimo, a diciott’anni si arruolò nell’esercito ma nel 1899 riuscì a farsi congedare. Fu corrispondente di guerra per diversi giornali. Ottenne il suo primo successo come scrittore con I quattro giusti, nel 1905. Da allora scrisse, in ventisette anni, circa 150 opere narrative e teatrali di successo. Tradotto in moltissime lingue, ha influenzato la letteratura gialla mondiale ed è considerato il maestro del romanzo poliziesco. È morto nel 1932.

Venti di tempesta

La notizia dello scoppio della prima guerra mondiale infrange la serena atmosfera estiva della campagna intorno a Domberg, nella Prussia orientale, dove la ricca famiglia Degnelly trascorre le vacanze. Felicia, nipote diciottenne del patriarca, si trova catapultata in un mondo violento e caotico, in cui, tuttavia, riesce a sopravvivere grazie al suo spirito ribelle e anticonformista. Contesa da due uomini, un ricco industriale tedesco e un giovane rivoluzionario, parte per il fronte come crocerossina, assiste alla rivoluzione bolscevica, torna in Germania con una figlia, e dopo la guerra si trasforma in imprenditrice di successo, determinata a salvare l’amata casa di famiglia.

Venti corpi nella neve

Case Rosse, minuscolo borgo nell’Appennino tosco-emiliano, ha un primato: è la sede del commissariato più piccolo d’Italia, diretto da Roberto Serra – che viene da Roma ed è considerato uno ed fòra – con l’aiuto dell’agente Manzini. Non succede mai nulla se non qualche rissa tra ubriachi il sabato sera. Ma la notte del Capodanno del 1995 una telefonata sveglia Manzini in piena notte. Ci sono tre cadaveri al Prà grand, uccisi senza pietà. I due poliziotti accorrono sul luogo del delitto e uno spettacolo raccapricciante si presenta ai loro occhi: un uomo, una donna e una bambina sono stati colpiti a morte da distanza ravvicinata con un fucile. È un’esecuzione, senza alcun dubbio. Ma non ci sono schizzi di sangue intorno alle vittime e la loro posizione non combacia con la traiettoria degli spari. A chi appartengono questi corpi straziati che chiedono giustizia? Chi ha violato la pace di quel piccolo paese perso tra le montagne, e per quale motivo? E perché così tanta violenza da sorprendere anche un uomo come Roberto Serra, abituato a omicidi ben più efferati? Per il commissario comincerà un’indagine che lo porterà a rivivere il passato del luogo in cui si è rifugiato, e ad affrontare i demoni che albergano nella sua anima e nel suo cuore. Un romanzo che affonda le radici nelle pagine più sanguinose della storia del Ventesimo secolo. Un nuovo autore italiano che lancia la sfida ai maestri del thriller internazionale.

Il ventaglio

Nel 1972, al culmine di una crisi che è insieme professionale e artistica, Goldoni lascia Venezia per un contratto biennale alla Comédie Italienne di Parigi. L’impresa non è facile: attori diffidenti, pubblico indifferente, un contesto completamente diverso da quello in cui è nato il suo teatro. Dall’esigenza di incontrare il gusto dei francesi, nasce Il ventaglio, una commedia agile e festosa, al cui centro non sta un personaggio, ma un oggetto: un ventaglio, pegno di due innamorati, la cui perdita scatena una serie di equivoci, gelosie e ripicche, che si risolvono in un lieto fine. Un divertente gioco scenico orchestrato con magistrale perizia.

La venexiana

La Venexiana, come dire la ‘commedia veneziana’, sembra indicare già fin dal titolo il posto che essa occupa nell’evoluzione del teatro veneto rinascimentale. L’ignoto veneziano che la scrisse pare affermarvi non tanto l’ambizione, quanto la consapevolezza di aver creato l’opera per eccellenza rappresentativa di una società e di un costume. Se nelle farse e nelle commedie che cronologicamente la precedono – come ad esempio l’anonima Bulesca – era ancora possibile rintracciare gli elementi costitutivi attinti alla cronaca, nella Venexiana la ricerca diventa in pratica inattuabile; la commedia – e in ciò è il suo miracolo d’arte – contamina con perfetta naturalezza schemi convenzionali e modi, per i tempi,d’avanguardia.

Venere lesa: romanzo

Per una ben nota legge della termodinamica, l’amore risulta sempre una partita patta in cui anche il più grande dei vantaggi viene ben presto rimontato, e tutto finisce in pareggio, tutto tende alla quiescenza; e di eterno, non restano che le regole del giuoco.