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Sam Durell a doppio regime

Un commando cinese è riuscito a sottrarre ai sovietici, in Siberia, tutto il materiale e le munizioni di un’unità di artiglieria nucleare. I razzi sono stati sbarcati in Albania e ora minacciano tanto l’Unione Sovietica quanto le potenze occidentali. Durell deve lavorare fianco a fianco coi russi, possibilmente dando un colpo al cerchio e uno alla botte, per bloccare le mine dei,«super-rossi». Ma a Durell la cosa non va, perché il suo collega sovietico non lo convince del tutto. Intuito di spia rotta a tutto, oppure qualcosa di più? Sta di fatto che Durell deve fare molta strada, prima di risolvere i due corni del problema, un problema che minaccia di risolversi troppo tardi, all’ombra di un attacco in grande stile che minaccerebbe tutto il mondo

Sam Durell – Destinazione: Base 4

Alla Base Quattro succedono cose strane: il professor Uvaldi, noto scienziato americano,.non dà più segni di vita. E si che dovrebbe comunicare a Washington importantissime notizie e inviare un nastro su cui ha registrato quello che ha scoperto. Ma insieme al professore è scomparso anche il nastro. Non si hanno più notizie neppure di Anderson, il corriere diplomatico inviato sul posto dalle autorità americane. Sam Durell, incaricato di recarsi alla Base Quattro, deve scoprire soprattutto che fine ha fatto il nastro registrato da Uvaldi e, se possibile, riportare in salvo il professore. Ma il suo cammino è intralciato da un terremoto, poi da una serie di atti di violenza, che vanno dall’omicidio alle percosse, e alla fine da un’infinità di punti interrogativi, che vorticano attorno a uno strano missionario, a una.ancor più strana ragazza bionda, a un tenente turco e alla bellissima Francesca, figlia del professor Uvaldi. Sam sa che non può fidarsi di nessuno, eppure ha bisogno di una mano, di qualcuno che gli permetta di cavarsela dall’inferno in cui è precipitato.

Il salmone del dubbio

L’11 maggio 2001 il mondo ha pianto la prematura scomparsa di Douglas Adams, stroncato da un infarto a soli quarantanove anni. Fortunatamente Douglas ci ha lasciato qualcosa. Il fascinoso materiale che compone questo libro è stato recuperato dai suoi quattro computer e comprende tra l’altro: una lettera al direttore di una rivista per ragazzi (scritta a dodici anni); un elaborato e sognante ricordo della sua lunga storia d’amore per i Beatles; un pezzo del 1991 intitolato Il mio naso; un articolo in cui Adams chiarisce approfonditamente la sua spiccata preferenza per il whiskey; un reportage su un suo surreale pellegrinaggio in giro per l’Africa travestito da rinoceronte, divagazioni su computer, e-book e nuove tecnologie, racconti umoristici e i dieci capitoli del romanzo che stava completando, dal titolo appunto Il salmone del dubbio. Per i suoi fan vecchi e nuovi questo libro è l’ultimo, inatteso vagabondaggio in giro per una galassia più che mai piena di follie, meraviglie e risate.

Saggio sopra l’imperio degl’incas

Il 3 novembre del 1735, da Cirey sur la Blaise, Voltaire scrive a un amico: «È qui con noi il marchese Algarotti, giovine che conosce le lingue e i costumi di ogni paese, che compone versi al pari dell’Ariosto e che ne sa di Locke e Newton; ci legge i dialoghi che ha scritto su certe parti interessanti della filosofia; anch’io ho fatto il mio piccolo corso di metafisica; perché bisogna pur tenersi al corrente delle cose di questo mondo. Leggiamo un canto di *Jeanne la Pucelle*, o qualche mia tragedia, o capitolo del *Siècle de Louis XIV*. Ritorniamo poi a Newton e Locke, senza comunque privarci di champagne e di ottimi cibi, perché siamo filosofi voluttuosissimi». E tra le voluttà, per Algarotti, predominanti erano i viaggi e un’indomabile curiosità per il diverso: segni di un’ansia a superare i limiti, a espandersi. Nasce da questa il *Saggio sopra l’Impero degl’Incas*, vent’anni dopo la lettera di Voltaire, che anticipa future fantasie europee su un’America sconfinata, eden di libertà. Ma a scorrerne le pagine piene di confronti tra la grandezza del remoto Perù e quella di Roma, si indovina il senso dell’angustia da cui fuggiva Algarotti, e s’avverte la passione della sua lotta solitaria per il libero pensiero in Italia.

Il sacramento del linguaggio. Archeologia del giuramento

Il giuramento riveste un ruolo essenziale, in quanto “sacramento del potere”, nella storia politica e religiosa dell’Occidente. Tuttavia, malgrado i numerosi studi di linguisti, antropologi e storici del diritto e delle religioni, manca una visione d’insieme del problema, che cerchi di dar ragione della funzione strategica che questa istituzione ha svolto all’incrocio di diritto, religione e politica. Che cos’è il giuramento, se sembra mettere in questione l’uomo stesso come animale politico? Da questa domanda deriva l’attualità dell’archeologia del giuramento proposta dal libro. Attraverso un’indagine di prima mano sulle fonti greche e romane, che ne mette in luce il nesso con le legislazioni arcaiche, la maledizione, i nomi degli dei e la bestemmia, Giorgio Agamben situa l’origine del giuramento in una prospettiva nuova, che ne fa l’evento decisivo nell’antropogenesi, ovvero nel diventar umano dell’uomo, iI giuramento ha potuto costituirsi come “sacramento del potere” perché esso è innanzitutto il “sacramento del linguaggio”, in cui l’uomo, che si è scoperto parlante, decide di legarsi al suo linguaggio e di mettere in gioco, in esso, la vita e il destino.
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La Sacra Bibbia

La Bibbia cristiana comprende l’Antico Testamento ed il Nuovo Testamento, specifico cristiano, cioè la parte relativa a Gesù e alla nascente Chiesa apostolica. La maggior parte delle chiese protestanti, seppure con differenze a seconda dei periodi, segue per l’Antico Testamento il canone ebraico. La Chiesa cattolica e quelle ortodosse seguono invece il canone alessandrino (con qualche differenza), che comprende libri sia in ebraico che in greco. I libri che non appartengono al canone della Bibbia ebraica sono detti deuterocanonici dai cattolici e apocrifi dai protestanti, i quali il più delle volte li inserivano come appendice a parte fra i due testamenti. Anche per il Nuovo Testamento, scritto in greco (anche se forse l’evangelista Matteo compose il suo libro in ebraico o aramaico), in età antica vi erano state differenze fra le varie chiese sul numero dei libri da recepire come ispirati. In particolare erano sorti dubbi sulle epistole non attribuite a Paolo di Tarso e sull’Apocalisse. I libri controversi del Nuovo Testamento furono detti nell’antichità antilegomena. L’indice della Bibbia cattolica non segue la cronologia dei testi, ma è divisa in quattro parti in base al contenuto: cioè il Pentateuco, i Libri Profetici (anteriori = Libri Storici e posteriori = profetici propriamente detti), Scritti (tra i quali i Libri Sapienziali), Deuterocanonici. Il numero, l’ordine ed il titolo dei vari libri varia a seconda dei diversi canoni. I libri contenuti al suo interno sono 46 e parlano del popolo ebraico, dei suoi padri, re e profeti. Ci sono anche testi appartenenti all’epoca ellenistica, prima della nascita di Gesù, tranne Sapienza ultimo libro della Bibbia (Antico Testamento) scritto nell’era cristiana all’inizio del I secolo d.C. Il Nuovo Testamento, facente parte della sola Bibbia cristiana, redatto originariamente in greco con numerosi semitismi, è composto dai quattro Vangeli, dalle lettere dell’apostolo Paolo, dalle Lettere cattoliche, dagli Atti degli Apostoli e dall’Apocalisse, per un totale di 27 scritti (tra parentesi l’abbreviazione usata nelle citazioni bibliche). Tra le diverse confessioni cristiane (cattolica, ortodossa, protestante) c’è un sostanziale accordo sul numero e l’ordine dei libri, con la sola differenza che nell’ordine luterano gli ultimi libri sono i deuterocanonici neotestamentari, cioè Ebrei, Giacomo, Giuda e Apocalisse, separando Ebrei dal corpus paolino e Giacomo e Giuda dalle lettere cattoliche.

I sabotatori

Un medico. La sua infermiera nonché fidanzata. Un giovane reduce specializzato in demolizioni. Un mormone con tre mogli. Un improbabile quartetto di aspiranti guerriglieri, eco-terroristi decisi a salvare quel che resta della natura di Utah e Arizona, del selvaggio paesaggio del deserto. Intraprenderanno una lunga serie di sabotaggi e di avventurose incursioni fino al progetto più ambizioso: far saltare la diga del Glen Canyon, intollerabile scempio ambientale.

La Russia Post-Sovietica

Dalla scomparsa dell’Unione Sovietica, la Federazione Russa s’interroga sulla propria posizione nel mondo, tra la nostalgia del passato imperiale e il ridimensionamento della nuova Russia. Le risposte a questo interrogativo sono state diverse negli anni, riflettendo, da un lato, la situazione politica ed economica interna e, dall’altro, i mutamenti del contesto strategico globale. Si è passati così dall”occidentalizzazione’ della presidenza Elstin al cambio di rotta di Putin, con il recupero del ruolo di potenza euroasiatica, la centralizzazione e verticalizzazione del potere e la promozione dei valori considerati permanenti della civiltà russa. Questo saggio, a cura di ISPI, analizza i vari aspetti storici, economici, politici di questi passaggi cruciali, fornendo una mappa fondamentale per comprendere le complesse dinamiche di un attore di primaria importanza nell’ordine mondiale degli ultimi decenni.

(source: Bol.com)

Le rughe del sorriso

Sahra si muove nel mondo con eleganza e fierezza ed è accesa, sotto il velo, da un sorriso enigmatico, luminoso. È una giovane somala che vive con la cognata Faaduma e la nipotina Maryan nel centro di seconda accoglienza di un paese in Calabria. Finché un giorno sparisce, lasciando tutti sgomenti e increduli. A mettersi sulle sue tracce, “come un investigatore innamorato”, è il suo insegnante di italiano, Antonio Cerasa, che mentre la cerca ne ricostruisce la storia segreta e avvincente, drammatica e attualissima: da un villaggio di orfani alla violenza di Mogadiscio, dall’inferno del deserto e delle carceri libiche fino all’accoglienza in Calabria.
Anche quando tutti, amici compresi, sembrano voltargli le spalle, Antonio continua con una determinazione incrollabile la sua ricerca di Sahra e di Hassan, il fratello di lei, geologo misteriosamente scomparso.
Dopo aver raccontato l’emigrazione italiana in Europa e nel mondo, Carmine Abate affronta di petto la drammatica migrazione dall’Africa verso l’Italia e lo fa con un romanzo corale e potente.
Sahra, la giovane somala che anima il romanzo con la sua presenza (non meno che con la sua assenza), è un personaggio memorabile, destinato a rimanere definitivamente nella galleria dei grandi personaggi letterari femminili.
Con naturalezza e autorevolezza, come accade solo con i grandi scrittori, Carmine Abate sa portarci nel cuore della Storia dei nostri giorni, là dove si decide il destino di tutti. E sa coinvolgerci senza artifici ideologici, moralismi o compiacimenti letterari, restituendoci un sentimento del mondo che – malgrado tutto – si apre alla meraviglia di esistere.
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### Sinossi
Sahra si muove nel mondo con eleganza e fierezza ed è accesa, sotto il velo, da un sorriso enigmatico, luminoso. È una giovane somala che vive con la cognata Faaduma e la nipotina Maryan nel centro di seconda accoglienza di un paese in Calabria. Finché un giorno sparisce, lasciando tutti sgomenti e increduli. A mettersi sulle sue tracce, “come un investigatore innamorato”, è il suo insegnante di italiano, Antonio Cerasa, che mentre la cerca ne ricostruisce la storia segreta e avvincente, drammatica e attualissima: da un villaggio di orfani alla violenza di Mogadiscio, dall’inferno del deserto e delle carceri libiche fino all’accoglienza in Calabria.
Anche quando tutti, amici compresi, sembrano voltargli le spalle, Antonio continua con una determinazione incrollabile la sua ricerca di Sahra e di Hassan, il fratello di lei, geologo misteriosamente scomparso.
Dopo aver raccontato l’emigrazione italiana in Europa e nel mondo, Carmine Abate affronta di petto la drammatica migrazione dall’Africa verso l’Italia e lo fa con un romanzo corale e potente.
Sahra, la giovane somala che anima il romanzo con la sua presenza (non meno che con la sua assenza), è un personaggio memorabile, destinato a rimanere definitivamente nella galleria dei grandi personaggi letterari femminili.
Con naturalezza e autorevolezza, come accade solo con i grandi scrittori, Carmine Abate sa portarci nel cuore della Storia dei nostri giorni, là dove si decide il destino di tutti. E sa coinvolgerci senza artifici ideologici, moralismi o compiacimenti letterari, restituendoci un sentimento del mondo che – malgrado tutto – si apre alla meraviglia di esistere.

Rubare l’erba

Rubare l’erba by Marco Aime
«Partivano. La gente di queste parti è sempre partita». I ricordi di Toni e Margherita, un anziano pastore e sua moglie, disegnano a tratti scarni ma decisi la loro storia, la storia della gente di Roaschia, nel Piemonte rurale di oltre mezzo secolo fa. Pastori, acciugai, venditori di capelli, uomini perennemente in viaggio: l’etnografo si chiede se abbia senso parlare di «radici», quando esistono «terre dove vivere è un lusso che non ci si può concedere sempre», quando si è costretti a fuggire dal proprio villaggio per scampare alla povertà, per sopravvivere, «rubando l’erba» per le proprie pecore. Eppure continuiamo a pensare che il nomade, il randagio, il bastardo, siano l’eccezione, e che il sedentario sia la norma. Marco Aime, che in quelle terre è nato e cresciuto, stempera il «dato» antropologico e oggettivo in un racconto vivido, «in prima persona», e proprio per questo vitale, nonostante la patina del ricordo e della nostalgia. La vita del pastore, segnata dall’universale diffidenza che i sedentari covano per i migranti di ogni tempo e luogo, diventa l’emblema – e la guida – di tutte le nostre peregrinazioni: «È quello il suo sapere, uno dei saperi del pastore, che tu non sai: conoscere la strada, trovarla sempre».

Le Rovine Di Marte

INDICE
LE ROVINE DI MARTE A glass of Mars (1965) ROBERT F. YOUNG
ANONIMA SILENZIO The ear-friend (1958) R. E. BANKS
COMPAGNO DI GIOCHI Short trip to nowhere (1965) ROBERT MOORE WILLIAMS
LA GUERRA, LA PACE, E ANNIE An ounce of emotion (1965) GORDON. R. DICKSON
INVITO A NOZZE The smiling future (1965) MIRIAM ALLEN DE FORD
Dizionario scientifico – Una nuova ipotesi sulla natura del pianeta Mercurio

Rose in fiore

Revisione elettronica a cura di
iPBook Scan Group
http://www.ipmart-italia.com

La rosa del califfo

Dall’autrice del bestseller La moglie del califfo Shahrzad è stata la moglie del califfo del Khorasan. Era giunta nella sua dimora con lo scopo di vendicare la morte di altre fanciulle andate in sposa a lui. Poi il suo piano è saltato, Khalid non è infatti il mostro che tutti credono. È un uomo tormentato dai sensi di colpa, vittima di una potente maledizione. Ora che è tornata dalla sua famiglia, Shahrzad dovrebbe essere felice, ma quando scopre che Tariq, suo amore d’infanzia, è alla guida di un esercito e sta per muovere guerra al califfo, la ragazza capisce che deve intervenire se vuol salvare ciò che ama. Per tentare di evitare una sciagura, spezzare quella maledizione, ricongiungersi a un uomo di cui ora scopre di essersi innamorata, Shahrzad farà appello ai suoi poteri magici, a lungo rimasti sopiti dentro di lei… Bestseller del New York Times Finalista al Goodreads Choice Awards 2016 «Il giusto mix tra azione e romanticismo.» School Library Journal «Un’eroina piena di coraggio. Una storia d’amore ardente.» Booklist «Eccitante, pieno di sentimento. Un racconto da mille e una notte.» Kirkus Reviews Renée AhdiehVive a Charlotte, in North Carolina, con il marito e il loro cane. La rosa del califfo è il seguito del suo primo romanzo di grande successo, uscito per la Newton Compton in Italia, dal titolo La moglie del califfo.

Roma vista controvento

“Roma è il racconto di come una città può diventare universo nell’interpretazione di uno scrittore. Se volete sapere che cose uno scrittore – estremizzando – avete due modi. Uno è soffermarvi per un attimo sui versi iniziali di ‘Il suonatore Jones’ di Fabrizio De André: ‘in un vortice di polvere gli altri vedevan siccità, a me ricordava la gonna di Jenny in un ballo di tanti anni fa’. Il secondo è – appunto – leggere questo libro: di quei versi, declinazione sontuosa che diverte e commuove. Perché uno scrittore è prima di tutto il suo sguardo e la sua capacità di creare storie, indipendentemente dalla forma che si sceglie. E se De André riesce a raccontarne una puntando il suo su un vortice di polvere, immaginatevi che cosa è in grado di fare Fulvio Abbate orientando il suo, ugualmente immune da ogni conformismo, sulla Città Eterna, generatrice millenaria di narrazioni. Non ne voglio qui anticipare nessuna per non togliere al lettore la sorpresa di tutte le gonne di Jenny che di pagina in pagina Fulvio Abbate vede e rievoca nel suo viaggio patafisico tra cronaca e memoria nelle vie di Roma. Anche quelle ancora oggi capaci di stupirci a ogni angolo svoltato, serbatoio infinito, come sono, di bellezza e di miserie: esattamente nello stesso modo del paese di cui Roma è capitale.” (Francesca Serafini) Introduzione di Carlo Verdone.

Robot 5

Macchine spaventose combatteranno, in un futuro più o meno remoto, le guerre degli uomini? È l’idea prospettata da Keith Laumer in COLLAUDO SUL CAMPO (Test Field), il cui vero protagonista è un gigantesco carrarmato, troppo intelligente e troppo umano per sopravvivere alla sua prima «prova del fuoco». Edgar Pangborn, da quell’affascinante poeta che era, ci trasporta in un mondo che tenta disperatamente di rimettersi in piedi dopo la catastrofe atomica; ma quando arriva IL RAGAZZO DELLA TIGRE (Tiger Boy), quando il suo canto si alza su una terra contaminata dalle radiazioni, molti nodi vengono al pettine. Arthur Sellings, l’autore inglese scomparso da qualche anno, immagina che strani oggetti cadano dal cielo su una tranquilla cittadina: sono davvero I DONI DEGLI DÈI (Gifts of the Gods)? O non, piuttosto, il prologo ad un’atroce invasione? Piero Prosperi, l’italiano di turno, ha scritto un racconto «ucronico», cioè un racconto che si svolge in un presente alternativo, e lo ha intitolato IL PRESIDENTE IN CINA. È la storia di John F. Kennedy e del suo incontro con Mao… Piuttosto amara, a conti fatti.