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Darth Plagueis

i hanno mai raccontato della tragica fine di Darth Plagueis il Saggio? È una leggenda Sith. Darth Plagueis era un Signore Oscuro dei Sith, così potente e così sapiente da poter usare la Forza per indurre i midi-chlorian a creare la vita. Aveva tale conoscenza del Lato Oscuro che riusciva a impedire a coloro che amava di morire” — Supremo Cancelliere Palpatine, Star Wars: Episodio III La Vendetta dei Sith
Darth Plagueis: uno dei più brillanti Signori dei Sith mai vissuti. Tutto quello che desiderava era il potere. L’unica cosa di cui aveva paura era perderlo. Da apprendista, aveva abbracciato le spietate vie dei Sith, e quando era giunto il momento opportuno aveva distrutto il suo Maestro… giurando che non avrebbe mai subito lo stesso destino. Perché a differenza di qualunque altro discepolo del Lato Oscuro, Darth Plagueis aveva ottenuto il potere più grande di tutti: quello sulla vita e sulla morte.
Darth Sidious: l’apprendista scelto da Plagueis. Sotto la guida del suo Maestro, Sidious ha studiato le vie dei Sith in segreto, aumentando contemporaneamente il suo prestigio in pubblico presso il governo della galassia, prima come Senatore e poi come Cancelliere, fino a diventare Imperatore.
Darth Plagueis e Darth Sidious, Maestro e apprendista, vogliono conquistare la galassia e annientare l’Ordine dei Jedi. Ma saranno in grado di sottrarsi alla spietata tradizione dei Sith? E se nel desiderio del primo di vivere per sempre, e in quello del secondo di dominare su tutto e tutti, fossero piantati i semi della loro stessa distruzione?

Danny il campione del mondo

Riecco Dahl, con il suo stile geniale e tagliente, che ci racconta la storia di un papà speciale, e del suo bimbo, Danny, che con lui si diverte come non mai e vivrà un'avventura fantastica, assolutamente straordinaria.
Età di lettura: 6-10 anni

Dall’odio all’amore

Erano passati solo cinque minuti da quando ero stata assunta per occuparmi dei suoi figli, e già odiavo Greydon West. Non riuscivo a capire perché avesse mai voluto avere dei bambini. Uno scorbutico padre single che non sembrava nemmeno conoscere il significato della parola divertimento. L’unica cosa a cui il mio serissimo, affascinante capo mostrava affetto, erano i suoi maledetti fogli di calcolo.  Ma per qualche ragione, le sue maniere intransigenti mi affascinavano. Sapevo che sotto la sua scorza dura era nascosto qualcosa. E così, ho cercato la chiave per capire chi fosse davvero Mister West. E ho cominciato a pensare a lui ogni notte, facendo del mio meglio per nascondere di giorno i sogni che avvenivano nella mia testa.  Ma poi ci siamo baciati. È stato come superare l’ultimo confine prima dell’ignoto. Perché sapevo che dal momento in cui le nostre labbra si fossero sfiorate, non sarebbe più stato possibile tornare indietro. Un incendio mi è divampato nel cuore e so di non avere il minimo potere di spegnerlo.
**Lei è una babysitter
Lui un padre single
Tutti e due sapevano che poteva finire male**
«Un amore che cuoce a fuoco deliziosamente lento. Questo romanzo sa conquistare!»
«Non so nemmeno da dove cominciare per dire quanto mi sia piaciuto questo libro. Comincia con il botto e appassiona di più a ogni pagina.»
«Le emozioni che questa scrittrice sa suscitare sono autentiche, reali. Questa storia mi resterà nel cuore.» 
**A.M. Hargrove**
è un’autrice bestseller di USA Today che un giorno, tornando a casa dopo una lunga giornata di lavoro, ha deciso che era il momento di occuparsi finalmente del romanzo che aveva sempre sognato di scrivere. E così, ha reinventato la sua vita. Per quanto incredibili, tutte le sue folli storie hanno un fondo di verità. **
### Sinossi
Erano passati solo cinque minuti da quando ero stata assunta per occuparmi dei suoi figli, e già odiavo Greydon West. Non riuscivo a capire perché avesse mai voluto avere dei bambini. Uno scorbutico padre single che non sembrava nemmeno conoscere il significato della parola divertimento. L’unica cosa a cui il mio serissimo, affascinante capo mostrava affetto, erano i suoi maledetti fogli di calcolo.  Ma per qualche ragione, le sue maniere intransigenti mi affascinavano. Sapevo che sotto la sua scorza dura era nascosto qualcosa. E così, ho cercato la chiave per capire chi fosse davvero Mister West. E ho cominciato a pensare a lui ogni notte, facendo del mio meglio per nascondere di giorno i sogni che avvenivano nella mia testa.  Ma poi ci siamo baciati. È stato come superare l’ultimo confine prima dell’ignoto. Perché sapevo che dal momento in cui le nostre labbra si fossero sfiorate, non sarebbe più stato possibile tornare indietro. Un incendio mi è divampato nel cuore e so di non avere il minimo potere di spegnerlo.
**Lei è una babysitter
Lui un padre single
Tutti e due sapevano che poteva finire male**
«Un amore che cuoce a fuoco deliziosamente lento. Questo romanzo sa conquistare!»
«Non so nemmeno da dove cominciare per dire quanto mi sia piaciuto questo libro. Comincia con il botto e appassiona di più a ogni pagina.»
«Le emozioni che questa scrittrice sa suscitare sono autentiche, reali. Questa storia mi resterà nel cuore.» 
**A.M. Hargrove**
è un’autrice bestseller di USA Today che un giorno, tornando a casa dopo una lunga giornata di lavoro, ha deciso che era il momento di occuparsi finalmente del romanzo che aveva sempre sognato di scrivere. E così, ha reinventato la sua vita. Per quanto incredibili, tutte le sue folli storie hanno un fondo di verità.

Cuore Di Jagoda

ROMANZO AUTOCONCLUSIVO
Ambientato in Norvegia, tra lo splendore verdeggiante del fiordo di Olden e l’impervio ghiacciaio che lo sovrasta, Cuore di Jagoda è la storia di un amore contrastato, quello tra Aase e Lhase, due ragazzi come tanti. L’unica loro colpa è quella di essere nati dalla parte opposta del bosco.
Due mondi divisi dalle rispettive culture. Da una parte i norvegesi e il loro scetticismo, e dall’altra il popolo nomade, chiamato barbaramente “zingaro”, pieno di orgoglio e tradizioni ormai lontane nel tempo.
Due innamorati in cerca della libertà.
Due cuori che battono all’unisono in un unico petto.
“Di che cosa hai paura, Jagoda?”
“Che l’amore non basti.”

Cose morte: Wonderwall of Dead Things

Nel 2016, il Lee-Chang, un morbo di tipo prionico, simile alla malattia della “mucca pazza”, ha causato la distruzione della civiltà umana e l’annientamento quasi totale del genere homo sapiens sapiens.
In questo mondo postapocalittico i pochi sopravvissuti lottano per sopravvivere dagli attacchi dei Gialli, gli infettati dal morbo.
David è uno di questi, da mesi non ha contatti con nessuno, sano o infetto che sia, la radio non trasmette più niente da tempo.
Vive recluso in un vecchio palazzo, trascorrendo le sue giornate nella ricerca di provviste o di qualcosa di utile, con l’unica compagnia di Linus, un gatto grigio e solitario.
Poi un giorno nota una strana scritta su un muro: “Chi sei?”
Che non sia più solo?
Nei giorni seguenti David scoprirà la verità dietro a quelle due parole.
Contiene anche la blog novel COSE MORTE, che ha partecipato al progetto di scrittura condivisa SURVIVAL BLOG, ideato da Alessandro Girola. **
### Sinossi
Nel 2016, il Lee-Chang, un morbo di tipo prionico, simile alla malattia della “mucca pazza”, ha causato la distruzione della civiltà umana e l’annientamento quasi totale del genere homo sapiens sapiens.
In questo mondo postapocalittico i pochi sopravvissuti lottano per sopravvivere dagli attacchi dei Gialli, gli infettati dal morbo.
David è uno di questi, da mesi non ha contatti con nessuno, sano o infetto che sia, la radio non trasmette più niente da tempo.
Vive recluso in un vecchio palazzo, trascorrendo le sue giornate nella ricerca di provviste o di qualcosa di utile, con l’unica compagnia di Linus, un gatto grigio e solitario.
Poi un giorno nota una strana scritta su un muro: “Chi sei?”
Che non sia più solo?
Nei giorni seguenti David scoprirà la verità dietro a quelle due parole.
Contiene anche la blog novel COSE MORTE, che ha partecipato al progetto di scrittura condivisa SURVIVAL BLOG, ideato da Alessandro Girola.

Cosa Vedere a Firenze

Firenze è conosciuta come una delle città più affascinanti e suggestive d’Italia.
Nel suo passato può vantare di essere stata il centro del Granducato di Toscana, la culla del Rinascimento e successivamente capitale D’Italia.
Ad oggi è riconosciuta come patrimonio dell’umanità dall’Unesco e attrae ogni anno turisti da ogni parte del mondo.
In questo libro l’autore indica i monumenti e i musei più importanti dagli Uffizi al Duomo unitamente a luoghi meno conosciuti ma di impareggiabile valore artistico e culturale.

Cos’hai da guardare

Lui, Roberto Rondelli, è uno degli ultimi “maledetti” della canzone e della poesia italiana, un artista che porta con sé la beffarda, dolente, orgogliosa eredità umana e politica della sua Livorno, fondata, come racconta lui stesso, “da ladri, prostitute, prigionieri politici”.
Rondelli ha scritto e continua a scrivere canzoni che sanno di amori difficili, di rabbia e malinconia, e soprattutto continua a fare del palco, da vero performer, la sua vera patria, mescolando il graffio della comicità e della provocazione al ripiegamento della ballata.
In *Cos’hai da guardare* Rondelli fa i conti con chi l’ha messo al mondo, con la città che lo ha visto crescere, con le donne – beatitudine e dannazione -, con la solitudine, con l’alcol e la droga, con la musica – sfida e bellezza. Attraverso uno sbilenco andare e venire di immagini e un benefico disordine degli affetti tornano la dolce figura della madre, lo sguardo interrogativo del padre, i fantasmi dell’apprendistato sessuale, le prime grandi avventure musicali (i Beatles, Lou Reed, Iggy Pop ma anche Guccini, e naturalmente il faccia a faccia con l’altro grande livornese, Piero Ciampi), il premere del mondo a cavallo del millennio, il dolce sgomento di avere figli a cui passare il testimone. Lo vediamo farsi portare in galera per “atti osceni”, patire la morte dell’amico bassista Alessandro, suonare per ragazzini leucemici, ricominciare sempre da una donna, vivere la nicchia preziosa della propria arte come la vera salvezza. Bobo Rondelli, ovvero una storia esemplare, una storia con tante aperture e nessun finale possibile: solo la nettezza di quella domanda senza punto interrogativo, “Cos’hai da guardare”.

Consigli per essere un bravo immigrato

Siete scampati alla guerra, alla fame, ai pericoli dei viaggi clandestini. Adesso che siete finalmente in un luogo dove forse avrete qualche possibilità di rifarvi una vita, dovete però convincere una commissione di estranei che avete avuto valide ragioni per sopportare tutto ciò. A Ismail, un ragazzo gambiano, non hanno creduto, e adesso gira con un pezzo di carta in tasca nel quale si attesta che la sua storia non è plausibile. Ma perché, si chiede Ismail? Quali caratteristiche deve avere il racconto di una vita perché appaia convincente? La stessa domanda se la pone Elvira, una scrittrice italo-bosniaca, arrivata in Italia vent’anni prima di lui. Dal dipanarsi delle loro vicende, nasce il racconto – sul filo dell’assurdo – dell’imprevedibile violenza della burocrazia. Muovendosi tra scomparse, nostalgie e rabbia, con l’ostinato desiderio di salvaguardare la propria dignità e sfuggire allo stereotipo dell’immigrato, i due protagonisti riflettono, non senza ironia, sul potere che traccia il confine tra verità incredibili e finzioni accettabili senza considerare che la vita troppo spesso supera di gran lunga la fantasia. **
### Sinossi
Siete scampati alla guerra, alla fame, ai pericoli dei viaggi clandestini. Adesso che siete finalmente in un luogo dove forse avrete qualche possibilità di rifarvi una vita, dovete però convincere una commissione di estranei che avete avuto valide ragioni per sopportare tutto ciò. A Ismail, un ragazzo gambiano, non hanno creduto, e adesso gira con un pezzo di carta in tasca nel quale si attesta che la sua storia non è plausibile. Ma perché, si chiede Ismail? Quali caratteristiche deve avere il racconto di una vita perché appaia convincente? La stessa domanda se la pone Elvira, una scrittrice italo-bosniaca, arrivata in Italia vent’anni prima di lui. Dal dipanarsi delle loro vicende, nasce il racconto – sul filo dell’assurdo – dell’imprevedibile violenza della burocrazia. Muovendosi tra scomparse, nostalgie e rabbia, con l’ostinato desiderio di salvaguardare la propria dignità e sfuggire allo stereotipo dell’immigrato, i due protagonisti riflettono, non senza ironia, sul potere che traccia il confine tra verità incredibili e finzioni accettabili senza considerare che la vita troppo spesso supera di gran lunga la fantasia.

Conan!

Il grande eroe di quest’epoca fu Conan, il quale, disceso in gioventù dalla gelida Cimmeria, giunse infine a conquistare la corona di una delle nazioni più potenti. Le storie scritte da Howard seguono passo dopo passo la vita di Conan, nel cor-so di una carriera che lo porta a contatto con i regni della sua epoca. Il presente romanzo, mostra Conan all’inizio delle sue avventure. Altri due romanzi già pubblicati in questa collana, Conan l’Avventuriero e Conan il Conquistatore, descri-vono successivi episodi della sua vita. Robert Erwin Ho-ward (1906-36) è il fondatore della fantascienza eroica e il suo scrittore più apprezzato: fu lui a fondere i ‘temi’ della fantascienza con le leggende della tradizione. I suoi romanzi di Conan e di Kull di Valusia sono oggi i più celebrati e-sempi di questo appassionante tipo di narrativa.

Conan l’usurpatore

Tra le opere di fantascienze eroica, le avventure di Conan il Cimmero scritte da Howard restano insuperate per fantasia e ricchezza d’azione. Il presente volume ci presenta le avventure di Conan immediatamente precedenti il romanzo “Conan il Conquistatore”. Due di queste avventure, “La fenice sulla spada” e “La cittadella scarlatta” sono tra le opere più famose del loro autore.

Conan l’avventuriero

Tra i mondi immaginari creati dalla fantasia degli scrittori, l’Era hyboriana di Robert E. Howard è uno dei più coerenti: un mondo provvisto di una sua geografia, di una sua storia e di una sua preistoria, che è nato da un’epoca di forze oscure e minacciose e che crollando ha dato origine alla nostra attuale civiltà. Dodicimila anni or sono – dice Howard – tra la distruzione di Atlantide e i primi documenti storici, quando il Mediterraneo era ancora una distesa di terraferma, il nostro pianeta conobbe l’Era hyboriana: un’epoca di regni dai nomi fantastici e tuttavia familiari, di splendore e di leggende, in cui le tracce di un passato ancora più lontano disputavano il passo all’uomo e alla sua civiltà . In quest’epoca esotica e turbolenta, il grande eroe fu Conan, che, disceso in gioventù dalla gelida Cimmeria, giunse a conquistare nella maturità la corona di una delle nazioni più potenti. Le storie scritte da R.E. Howard seguono a passo a passo la vita di Conan, da mercenario ad avventuriero, a stratega e a conquistatore: una carriera che lo porta a contatto con le principali nazioni civili della sua epoca e con i loro affascinanti usi e costumi. Questo libro descrive le vicende di Conan negli anni in cui pensa di sfruttare per i propri fini l’eterna ostilità tra le città delle pianure e i pastori degli altipiani.

Con Venature D’Oro

Un fotografo che soffre di disturbo post-traumatico da stress si innamora di un disegnatore di fumetti incontrato su una selvaggia spiaggia neozelandese. Riuscirà a trovare il vero amore dopo essere stato ferito così profondamente dalla vita?
L’esplosione di quella bomba aveva cambiato tutto. Alex Cox, quarantacinque anni, è un fotografo di fama internazionale finché un’esplosione mortale non comincia a farlo soffrire di disturbo post-traumatico da stress. Emotivamente ferito e disperatamente alla ricerca di un senso di sicurezza, cerca rifugio in Nuova Zelanda, nella remota e selvaggia Kahawai Bay.
Nelle peggiori circostanze possibili, Alex incontra Joe, un giovane e timido autore di fumetti. Joe lascia entrare Alex nel mondo giocoso e delicato delle sue storie e presto Alex si innamora di lui e vorrebbe di più, ma Joe sembra reticente. È solo timidezza? Oppure Joe non vuole avere un compagno più grande di lui e con molti problemi? O forse c’è qualcosa di segreto che li tiene separati?
Una storia romantica e positiva su creatività, avversità, vero amore e fumetti.

Come una notte a Bali

«Trascorri anni a immaginare il momento in cui la tua vita cambierà. Quel momento però non arriva. La vita va avanti come sempre, senza sorprese, senza novità, senza grandi emozioni. Ma poi, proprio quando ormai credi che nulla possa cambiare, ecco che succede qualcosa di totalmente inaspettato. È il destino? È colpa di Dio? O forse è l’Universo? O è semplicemente il caso? Dopo anni di calma piatta, ora il mare è in tempesta. Puoi tornare in fretta al porto sicuro che conosci alla perfezione. Oppure farti trasportare lontano dalle nuove correnti. Così facendo, potresti trovare qualcosa che non riuscivi nemmeno a immaginare nei tuoi sogni più sfrenati. Potresti scoprire di non aver mai capito niente su di te e di non aver mai amato davvero. Potresti riacquistare un sorriso che neanche sapevi di avere: quello vero, che nasce dal cuore. E un giorno potresti ritrovarti sulla cima di un promontorio a Bali. Di fronte all’immensità dell’oceano. Felice come non eri mai stato nella tua vita.»
Dopo averci ispirato dalle pagine del **suo blog “Mangia Vivi Viaggia”** raccontandoci di viaggi e di scelte di vita alternative, Gianluca Gotto ci regala un romanzo pieno di saggezza e di luce, dedicato a chiunque creda nel valore del cambiamento, nella forza dei sogni, nella possibilità di realizzare la propria felicità, qui e ora. E nel potere dell’amore: per se stessi, per gli altri, per il mondo intero.

Come Nelle Favole

*«Una prosa chiara, precisa, scintillante che si distingue sia come testimonianza che come letteratura.»* Booklist
Dopo aver perso la moglie in un incidente stradale, Steve Abbott, scrittore, poeta, attivista e bisessuale, si trasferisce a San Francisco insieme alla figlia di due anni, Alysia. Lì scoprono una città nel pieno di una rivoluzione, pullulante di omosessuali in lotta per i diritti e per la libertà, ben pochi dei quali impegnati ad allevare un bambino.
Steve si butta sulla vibrante scena culturale della città. Porta la figlia a feste turbolente, la spinge al microfono ai reading di poesia e la introduce al mondo di artisti, pensatori, scrittori.
Ma i due vivono come nomadi, da un appartamento all’altro, in un continuo avvicendamento di compagni di letto del padre e poche regole. Da bambina, Alysia vede il padre come un affettuoso compagno di giochi, che sa trasformare l’ordinario in magia, ma crescendo sente il bisogno di normalità. Impara che il mondo è ostile alla diversità.
Durante gli anni dell’adolescenza, Alysia vede gli amici di suo padre ammalarsi e morire di AIDS. Un giorno, mentre si trova a New York a studiare, riceve una chiamata che la costringerà a fare i conti con il suo passato.

Come mi batte forte il tuo cuore: Storia di mio padre

«Hanno ucciso papà. Ma queste cose succedono nei film, non può essere vero. I compagni dell’asilo non mi credono. Allora insisto: “Hanno ammazzato papà, gli hanno sparato, bum! bum!, con la pistola” e mimo con le dita la forma dell’arma. Una P38».
Walter Tobagi è stato ucciso a Milano il 28 maggio 1980. Gli hanno sparato sotto casa alcuni membri di una semisconosciuta formazione terroristica di sinistra, la «Brigata XXVIII marzo». Tobagi era un giornalista del «Corriere della Sera», era uno storico e il presidente del sindacato dei giornalisti lombardi.
Quando è morto aveva trentatre anni, il figlio Luca sette, Benedetta tre.
Si può dire che Benedetta non ha conosciuto il padre, di lui conserva solo alcuni fotogrammi di ricordo, qualche sguardo ritrovato e una grande incolmabile mancanza. Una volta cresciuta, ha deciso di andare alla scoperta di questo padre immensamente amato, e ne ha raccolto ogni traccia.
Per ricostruirne la figura pubblica e privata, Benedetta ha scavato fra le carte professionali come fra quelle intime. Ha riletto i suoi libri, gli articoli di giornale, le pagine di diario, gli appunti in cui il Tobagi storico riflette sulla situazione politica e le lettere sentimentali dove, giovane studente, cerca di affascinare una ragazza misteriosa.
Ha ascoltato i ricordi di chi lo ha conosciuto: i famigliari, gli amici, i politici, i colleghi del «Corriere», la gente che lo ha incontrato solo di passaggio e i molti personaggi, a volte ambigui o restii, che hanno incrociato la sua storia.
Ha letto e studiato gli atti processuali, con rabbia, amarezza e tanta voglia di capire un periodo complesso come gli anni Settanta; ancor più difficile da comprendere per chi in quegli anni nasceva. E lo ha analizzato con rigore, cercando il distacco dello storico.
Ne nasce un libro tenero e terribile, in cui si muovono figure e personaggi, buoni e cattivi, potenti e innocenti; in cui riecheggiano voci forti e silenzi senza fondo, gioie famigliari perdute e ferite mai rimarginate. E dove si intrecciano analisi storiche lucide e dettagliate e, per questo, spesso desolanti.
Il racconto possiede una forza narrativa che fa parlare i vuoti, una voce solida e vibrante che scandaglia i confini tra zone di luce e zone d’ombra, alla ricerca di una verità che sembra sempre sfuggire dalle mani. **
### Sinossi
«Hanno ucciso papà. Ma queste cose succedono nei film, non può essere vero. I compagni dell’asilo non mi credono. Allora insisto: “Hanno ammazzato papà, gli hanno sparato, bum! bum!, con la pistola” e mimo con le dita la forma dell’arma. Una P38».
Walter Tobagi è stato ucciso a Milano il 28 maggio 1980. Gli hanno sparato sotto casa alcuni membri di una semisconosciuta formazione terroristica di sinistra, la «Brigata XXVIII marzo». Tobagi era un giornalista del «Corriere della Sera», era uno storico e il presidente del sindacato dei giornalisti lombardi.
Quando è morto aveva trentatre anni, il figlio Luca sette, Benedetta tre.
Si può dire che Benedetta non ha conosciuto il padre, di lui conserva solo alcuni fotogrammi di ricordo, qualche sguardo ritrovato e una grande incolmabile mancanza. Una volta cresciuta, ha deciso di andare alla scoperta di questo padre immensamente amato, e ne ha raccolto ogni traccia.
Per ricostruirne la figura pubblica e privata, Benedetta ha scavato fra le carte professionali come fra quelle intime. Ha riletto i suoi libri, gli articoli di giornale, le pagine di diario, gli appunti in cui il Tobagi storico riflette sulla situazione politica e le lettere sentimentali dove, giovane studente, cerca di affascinare una ragazza misteriosa.
Ha ascoltato i ricordi di chi lo ha conosciuto: i famigliari, gli amici, i politici, i colleghi del «Corriere», la gente che lo ha incontrato solo di passaggio e i molti personaggi, a volte ambigui o restii, che hanno incrociato la sua storia.
Ha letto e studiato gli atti processuali, con rabbia, amarezza e tanta voglia di capire un periodo complesso come gli anni Settanta; ancor più difficile da comprendere per chi in quegli anni nasceva. E lo ha analizzato con rigore, cercando il distacco dello storico.
Ne nasce un libro tenero e terribile, in cui si muovono figure e personaggi, buoni e cattivi, potenti e innocenti; in cui riecheggiano voci forti e silenzi senza fondo, gioie famigliari perdute e ferite mai rimarginate. E dove si intrecciano analisi storiche lucide e dettagliate e, per questo, spesso desolanti.
Il racconto possiede una forza narrativa che fa parlare i vuoti, una voce solida e vibrante che scandaglia i confini tra zone di luce e zone d’ombra, alla ricerca di una verità che sembra sempre sfuggire dalle mani.

Come Imparare a Parlare in Pubblico

Ho imparato a parlare in pubblico negli anni novanta, a Milano. Ricordo ancora quel giorno: è scolpito nella mia mente e non potrò mai più dimenticarlo. Ero stato da poco “accettato” all’interno di un’importante associazione nazionale, ed era la prima volta che mi recavo a Milano, per partecipare a una riunione associativa. Quel giorno, non immaginavo neppure quello che mi sarebbe capitato.
Arrivai almeno dieci minuti prima degli altri e vidi entrare, uno a uno i “pezzi grossi” dell’Associazione. Mi sedetti nelle prime file, sobbalzando sulla sedia per l’emozione di essere presente e aspettai con impazienza l’inizio. Il Presidente di allora, con il quale entrai subito in reciproca simpatia, prese la parola e presentò tutte le varie iniziative associative, il bilancio e altre cose. Io ero lì, e gongolavo nell’ascoltarlo. Finalmente facevo parte di un’Associazione famosa.
A un certo punto, cominciò a nominare, uno a uno tutti i nuovi soci, sino ad arrivare anche al mio nome. Ero il più giovane in assoluto e volle premiarmi (secondo lui), invitandomi sul palco a dire due parole. Il mio volto cambiò espressione, dalla gioia che avevo poco prima dipinta, si tramutò in un vero e proprio terrore: “Oddio, adesso me la faccio sotto”, dissi tra me e me. Mi alzai lentamente, col capo chino mi avvicinai al tavolo della Dirigenza e strinsi in maniera agitata la mano al Presidente e, per l’emozione, non la strinsi a tutti gli altri Consiglieri che erano seduti accanto a lui (che figura, cominciavo bene!). Poi mi girai verso la platea e alzai gli occhi: c’erano più di cento persone in sala e le gambe si piegarono. Il Presidente m’invitò a prendere la parola, ma la mia voce non usciva. Ero letteralmente terrorizzato. La gola era secca, la voce impastata e le parole si strozzavano in bocca. Riuscii a stento a dire grazie e poc’altro, poi rosso come il peperone, corsi subito a sedermi al mio posto e mi feci piccolo piccolo. Per tutto il resto della riunione non dissi più una parola e alla fine, sgattaiolai via, senza salutare nessuno dalla vergogna.
Era stato il mio battesimo nel parlare in pubblico. Tornando a casa, promisi a me stesso di non fare, MAI più, una figura del genere e negli anni successivi partecipai a seminari e corsi sul public speaking a iosa. Lessi libri e ascoltai audio corsi (più di trenta). Sino a diventare il “Giancarlo Fornei” di oggi. Coloro che mi abbiano visto in azione su di un palco, mi considerano come una sorta di “animale da palcoscenico”, e in effetti, ogni volta che parlo in pubblico mi esalto, mi diverto tantissimo.
Come ho imparato io a parlare in pubblico, puoi farlo anche tu. Leggi con attenzione il mio ebook e poi chiamami, usa la sessione di coaching gratuita che trovi come Bonus, per lavorare sugli aspetti che devi migliorare.
Sommario:
\- Premessa;
\- Presentare al meglio se stessi;
\- Breve introduzione alla Programmazione Neuro-Linguistica;
\- Pensa in positivo e aspettati il meglio;
\- La preparazione dell’intervento;
\- Rompere il ghiaccio;
\- Come porsi di fronte alla platea;
\- I supporti visivi;
\- Come entrare in simbiosi con la platea;
\- L’importanza di saper ascoltare;
\- Come imparare a conoscere e controllare l’ansia;
\- Alcune regole per incantare l’uditorio;
\- Conclusioni;
\- Bibliografia;
\- Bonus Speciale;
\- Chi è Giancarlo Fornei.
ATTENZIONE: l’ebook contiene un BUONO per fare una sessione telefonica di coaching (30 MINUTI), GRATUITA, con Giancarlo Fornei (vedere istruzioni interne).
Giancarlo Fornei è un formatore motivazionale, uno scrittore e un mental coach. In rete è conosciuto come “Il Coach delle Donne” per la sua esperienza di lavoro con l’Universo Femminile. Dal 1999 ho sviluppato tutte le aree della Crescita Personale: comunicazione efficace e interpersonale, autostima, pensiero positivo, motivazione, definizione obiettivi, mental coaching, allenamento mentale per sportivi, coaching per donne, ecc.
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### Sinossi
Ho imparato a parlare in pubblico negli anni novanta, a Milano. Ricordo ancora quel giorno: è scolpito nella mia mente e non potrò mai più dimenticarlo. Ero stato da poco “accettato” all’interno di un’importante associazione nazionale, ed era la prima volta che mi recavo a Milano, per partecipare a una riunione associativa. Quel giorno, non immaginavo neppure quello che mi sarebbe capitato.
Arrivai almeno dieci minuti prima degli altri e vidi entrare, uno a uno i “pezzi grossi” dell’Associazione. Mi sedetti nelle prime file, sobbalzando sulla sedia per l’emozione di essere presente e aspettai con impazienza l’inizio. Il Presidente di allora, con il quale entrai subito in reciproca simpatia, prese la parola e presentò tutte le varie iniziative associative, il bilancio e altre cose. Io ero lì, e gongolavo nell’ascoltarlo. Finalmente facevo parte di un’Associazione famosa.
A un certo punto, cominciò a nominare, uno a uno tutti i nuovi soci, sino ad arrivare anche al mio nome. Ero il più giovane in assoluto e volle premiarmi (secondo lui), invitandomi sul palco a dire due parole. Il mio volto cambiò espressione, dalla gioia che avevo poco prima dipinta, si tramutò in un vero e proprio terrore: “Oddio, adesso me la faccio sotto”, dissi tra me e me. Mi alzai lentamente, col capo chino mi avvicinai al tavolo della Dirigenza e strinsi in maniera agitata la mano al Presidente e, per l’emozione, non la strinsi a tutti gli altri Consiglieri che erano seduti accanto a lui (che figura, cominciavo bene!). Poi mi girai verso la platea e alzai gli occhi: c’erano più di cento persone in sala e le gambe si piegarono. Il Presidente m’invitò a prendere la parola, ma la mia voce non usciva. Ero letteralmente terrorizzato. La gola era secca, la voce impastata e le parole si strozzavano in bocca. Riuscii a stento a dire grazie e poc’altro, poi rosso come il peperone, corsi subito a sedermi al mio posto e mi feci piccolo piccolo. Per tutto il resto della riunione non dissi più una parola e alla fine, sgattaiolai via, senza salutare nessuno dalla vergogna.
Era stato il mio battesimo nel parlare in pubblico. Tornando a casa, promisi a me stesso di non fare, MAI più, una figura del genere e negli anni successivi partecipai a seminari e corsi sul public speaking a iosa. Lessi libri e ascoltai audio corsi (più di trenta). Sino a diventare il “Giancarlo Fornei” di oggi. Coloro che mi abbiano visto in azione su di un palco, mi considerano come una sorta di “animale da palcoscenico”, e in effetti, ogni volta che parlo in pubblico mi esalto, mi diverto tantissimo.
Come ho imparato io a parlare in pubblico, puoi farlo anche tu. Leggi con attenzione il mio ebook e poi chiamami, usa la sessione di coaching gratuita che trovi come Bonus, per lavorare sugli aspetti che devi migliorare.
Sommario:
\- Premessa;
\- Presentare al meglio se stessi;
\- Breve introduzione alla Programmazione Neuro-Linguistica;
\- Pensa in positivo e aspettati il meglio;
\- La preparazione dell’intervento;
\- Rompere il ghiaccio;
\- Come porsi di fronte alla platea;
\- I supporti visivi;
\- Come entrare in simbiosi con la platea;
\- L’importanza di saper ascoltare;
\- Come imparare a conoscere e controllare l’ansia;
\- Alcune regole per incantare l’uditorio;
\- Conclusioni;
\- Bibliografia;
\- Bonus Speciale;
\- Chi è Giancarlo Fornei.
ATTENZIONE: l’ebook contiene un BUONO per fare una sessione telefonica di coaching (30 MINUTI), GRATUITA, con Giancarlo Fornei (vedere istruzioni interne).
Giancarlo Fornei è un formatore motivazionale, uno scrittore e un mental coach. In rete è conosciuto come “Il Coach delle Donne” per la sua esperienza di lavoro con l’Universo Femminile. Dal 1999 ho sviluppato tutte le aree della Crescita Personale: comunicazione efficace e interpersonale, autostima, pensiero positivo, motivazione, definizione obiettivi, mental coaching, allenamento mentale per sportivi, coaching per donne, ecc.