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AT-1 non risponde

L’autore di “Colossus” (Urania n. 475) ritorna con un nuovo grandioso, spettacolare romanzo, dal quale stanno già traendo il film. Il “colosso” è questa volta l’AT-1 (“Automatic Tanker n. 1”), una gigantesca petroliera comandata da un computer, che rinnova le leggende dell’Olandese Volante e del Vascello Fantasma attraversando gli oceani senza equipaggio. A bordo c’è soltanto una scorta armata, composta da quattro ex militari (più una ex hostess), e tutto sembra procedere nel modo più tranquillo, quando fulmineamente… Non possiamo, beninteso, dirvi altro. Ma possiamo garantirvi che di rado dei puntini di sospensione hanno annunciato un suspense più prolungato e perfetto di questo.

Astroincendio doloso

Esplosione. Incendio. Il transatlantico spaziale è in fiamme. Sull’astroscialuppa di salvataggio duecento uomini di bassa casta e una dozzina di Nareth dell’equipaggio “vogano verso la terraferma”. Ma il punto non è di sapere se il carburante sarà sufficiente, se i viveri basteranno, se la rotta è quella giusta… Il punto è di sapere se – come pare – l’incendio che ha distrutto l’astronave è stato provocato intenzionalmente da qualcuno, e se questo “qualcuno” è tra i superstiti… Il thriller che segue porta due firme prestigiose che ci garantiscono uno scioglimento all’altezza della… catastrofe iniziale.

Appendici del futuro

By Grania Davis,Jack Dann,George Zebrowski,George Alec Effinger,Bob Shaw,Vittorio Curtoni,Arthur C. Clarke,Stephen Tall,Fred Saberhagen,Franco Forte,Algernon Blackwood,Richard Frede,Gary Alan Ruse,Shinichi Hoshi,Stephen R Donaldson,Barry Norman Malzberg,Lawrence Mayeu,Larrie Eisenberg,Robert F. Young

Angelico Lombrico

Il primo dei due lunghi e splendidi racconti di Fredric Brown che costituiscono la presente antologia è stato scritto nel lontano 1943. Ma, per la ragione che il lettore troverà indicata nelle “note”, non era mai stato tradotto in italiano. Le difficoltà di traduzione sembravano insormontabili. E invece la soluzione era semplice. Bastava pensarci. E bastava, soprattutto, aver fiducia nei lettori: i quali, specialmente se l’inglese non lo sanno ancora, saranno ben lieti di imparare una decina di “parole chiave” in quella utilissima lingua e in questa singolarissima storia.
**INDICE**

**L’ANGELICO LOMBRICO**
The angelic angleworm (1943) |
**VIENI E IMPAZZISCI**
Come and Go Mad (1949) |
**DOSSIER LUCERTOLA**
The Tocsin (1970) |
D. F. JONES

Angelica Alla Corte Dei Miracoli

Costretta a vivere nei bassifondi di Parigi, Angelica riesce tuttavia a ricostruire la sua fortuna, dividendo i suoi sentimenti tra un feroce bandito e un giovane poeta prima di intraprendere la conquista dell’elegante quartiere del Marais, tappa importante sulla via che la riporterà alla corte di Versailles.

American pulp

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“American pulp” raccoglie una selezione dei racconti pubblicati sulle riviste poliziesche dagli anni Trenta agli anni Cinquanta. Storie di intrighi, delitti, misteri, confezionate per puro intrattenimento e per soddisfare un genuino bisogno di fiction quando ancora non esistevano i libri tascabili e la televisione. Crime stories animate da mitici personaggi che hanno fatto delle pulp magazines un culto indiscusso. E a ragione, se si pensa che questo genere produsse autentici capolavori e diede notorietà ad autori del calibro di Dashiell Hammett e Raymond Chandler.

Amedeide

Amedeide by Gabriello Chiabrera
Quest’opera (edizione rilegata) fa parte della collana di libri TREDITION CLASSICS. La casa editrice tredition di Amburgo pubblica nell’ambito della collana TREDITION CLASSICS opere datate più di 2000 anni. Queste opere erano in gran parte esaurite o reperibili solo come pezzi d’antiquariato. La serie di libri contribuise a preservare la letteratura e a promuovere la cultura. Essa aiuta inoltre ad evitare che migliaia di opere cadano nel dimenticatoio. L’obiettivo della serie è di ripubblicare migliaia di classici della letteratura mondiale in diverse lingue… in tutto il mondo!

Un’amabile Storia D’Amore

L’amore secondo Bukowski. O meglio uno dei possibili amori, uno di quegli amori che di amabile hanno poco più che l’intenzione. Tratto da Storie di ordinaria follia, pubblicato da Feltrinelli. Numero di caratteri: 20.947.

(source: Bol.com)

L’Altra Realtà

Quando vi svegliate e il sole non è al suo posto, quando guardate dal buco della serratura e un Occhio vi spia mostruosamente dall’altra parte, quando avete l’impressione che un complotto pazzesco sia stato organizzato contro di voi, il paese in cui vivete, e l’intero pianeta, non correte subito dallo psichiatra. C’è il caso che le vostre non siano allucinazioni, c’è l’orrenda possibilità che i vostri non siano soltanto incubi. Allora che fare? Rassegnatevi al fatto che siete entrati nell’Altra Realtà e preparatevi a vender cara la pelle…

L’altare del passato. Racconti

Racconti che tratteggiano una borghesia fine secolo animata da vecchi nobili nostalgici di stagioni più felici, da anziane signore che vivono nel ricordo di un antico amore, da ex ballerine favorite di regnanti rinchiuse nell’isolamento della decadenza e della vecchiaia.

Allucinazioni

Charles Bonnet, naturalista ginevrino del Settecento, si era occupato di tutto: dall’entomologia alla riproduzione dei polpi, dalla botanica alla filosofia. Quando seppe che suo nonno, ormai semicieco, iniziava ad a­vere «visioni» di strani oggetti flottanti e di ospiti immaginari, volle stenderne un minuzioso resoconto, che passò inosservato per oltre un secolo e mezzo. Oggi la sindrome descritta da Charles Bonnet, che collegava l’insorgere di stati allucinatori con la regressione della vista – come se il cervello intervenisse, a modo suo, per compensare il senso perduto –, è ormai riconosciuta dalla letteratura medica, anche se viene raramente diagnosticata perché le allucinazioni sono associate alla demenza, alla psicosi, e chi ne soffre tende spesso a tacerne. Ma non è sempre stato così: in altri tempi e in altre culture, gli stati alterati di coscienza venivano percepiti come condizione privilegiata – da ricercare e indurre con la meditazione, l’ascesi, le droghe – e hanno influenzato l’arte, il folclore, il senso del divino. Con questa «storia naturale delle allucinazioni» Sacks aggiunge un ulteriore tassello alla sua «scienza romantica», capace di tramutare la casistica medica in una forma d’arte empatica. E prosegue il racconto au­tobiografico avviato con *Zio Tungsteno*: dopo l’infanzia, scopriamo così la giovinezza del neurologo più famoso del mondo, trascorsa sulle spiagge della California e costellata di azzardate sperimentazioni psicotrope. Allucinazioni olfattive, uditive, tattili, spaziali, arti fantasma, *Doppelgänger*, e­pifanie mistiche, squilibri chimici: ogni argomento viene affrontato con la consueta capacità di immedesimazione, con curiosità ed eleganza innate, e analizzato sotto le lenti della ricerca specialistica, della letteratura e dell’esperienza – clinica e personale – di Sacks. Il risultato è una conferma di quanto scriveva Goethe: «La scienza è nata dalla poesia».

Acquazzoni in Montagna (Italian Edition)

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Acquazzoni in Montagna (Italian Edition) by Giuseppe Giacosa
Acquazzoni in montagna è una commedia di Giuseppe Giacosa. Venne rappresentata per la prima volta al Teatro Valle di Roma il 20 febbraio 1876, dalla compagnia Ciotti-Marini. La vicenda ha luogo presso l’Hôtel du Mont-Rose a Gressoney.

Acquazzoni in Montagna

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Giuseppe Giacosa (21 October 1847 – 1 September 1906) was an Italian poet, playwright and librettist. He was born in Colleretto Parella, now Colleretto Giacosa, near Turin. His father was a magistrate. Giuseppe went to the University of Turin, studying in the University of Turin, Faculty of Law. Though he gained a degree in law, he did not pursue a legal career. He gained initial fame for his play Una Partita a Scacchi (“A Game of Chess”) in 1871. His main field was playwriting, which he accomplished with both insight and simplicity, using subjects set in Piedmont and themes addressing contemporary bourgeois values. He wrote La Dame de Challant for noted French actress Sarah Bernhardt, which she produced in New York in 1891. He also wrote the librettos used by Giacomo Puccini in La bohème, Tosca and Madama Butterfly in conjunction with Luigi Illica.
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Gli abitatori del miraggio

Merritt, è stato una figura dominante della Letteratura Americana del Fantastico e fu il capostipite di una scuola che ha annoverato tra i suoi esponenti Fritz Leiber, Jack Vance e Ira Levin, Merritt è un dei più grandi ed affascinanti creatori di mondi fantastici: mondi dimenticati in luoghi inaccessibili, nascosti tra le pieghe del tempo, perduti tra i labirinti di dimensioni sconosciute. In questo romanzo Merritt trasporta i suoi personaggi dalla magica desolazione del deserto di Gobi, agli universi misteriosi che si celano aldilà delle illusioni e dei miraggi. Universi popolati da figure mitiche, da genti e creature favolose, sulle quali domina l’ombra minacciosa del Kraken, che guida l’eterna battaglia tra il Bene e il Male, incarnati da due figure di donna egualmente enigmatiche ed inafferrabili.
L’autore, Abraham Merritt, nato a Beverly in New Jersey nel 1884, si trasferì a Filadelfia nel 1894. Abbandonò il praticantato come avvocato per dedicarsi al giornalismo, prima come corrispondente e in seguito come direttore. Dal 1912 al 1937 è stato vice-direttore del The American Weekly, per poi diventarne direttore dal 1938 fino alla sua morte.
La sua produzione letteraria fu poco più che un’attività di svago, e ciò spiega il numero basso di sue pubblicazioni. Merritt era uno dei giornalisti più pagati della sua epoca, basti pensare che nel 1919 guadagnava $25.000 all’anno, fino ad arrivare ai $100.000 all’anno sul finire della carriera. Il suo successo economico gli consentì di viaggiare molto, specialmente in Giamaica ed Ecuador, luoghi in cui possedeva delle abitazioni e dove poteva dedicarsi alla coltivazione di piante esotiche, tra cui orchidee e marjuana.
Merritt si sposò due volte: la prima nel 1910 con Eleanore Ratcliffe, insieme alla quale adottò una bambina, la seconda nel 1930 con Eleanor H. Johnson. Nella sua casa di Hollis Park Gardens a Long Island accumulò collezioni di armi, sculture e maschere primitive raccolte durante i suoi viaggi. Inoltre, la sua personale biblioteca di libri dedicati all’occulto contava oltre 5000 volumi.
Morì a causa di un attacco di cuore nel 1943 a Indian Rocks Beach (Florida), dove era solito trascorrere il periodo invernale.
Gli scritti di Merritt erano fortemente influenzati dall’opera di H. Rider Haggard e Gertrude Barrows Bennett (che scriveva dietro lo pseudonimo di Francis Stevens). I racconti di Merritt avevano al centro i temi tipici dei pulp magazine dell’epoca: civiltà perdute, mostruose creature e via discorrendo. I suoi eroi erano sempre valorosi guerrieri irlandesi o scandinavi, i cattivi di turno provenivano spesso dalla Germania e dalla Russia (in accordo con la politica estera americana di quei tempi), mentre i personaggi femminili erano verginali e scarsamente vestiti. Ciò che ha reso Merritt diverso dagli altri autori pulp è stata la sua prosa ricca e la ricerca ossessiva del dettaglio.
Nel 1917 pubblicò il suo primo racconto fantasy, intitolato Through the Dragon Glass. Inoltre contribuì alla stesura del racconto Sfida dall’ignoto (1935) insieme a Howard Phillips Lovecraft, Robert E. Howard, C. L. Moore e Frank Belknap Long.

Abissi d’acciao

Chi ha ucciso Roj Sarton sulla soglia di casa con una scarica di disintegratore? Da qualunque parte la si prenda, è una “patata bollente”. La vittima viveva a Spacetown, la misteriosa città che gli Spaziali hanno eretto, dietro un impenetrabile campo di forza, vicino a New York; era uno scienziato specializzato nella costruzione di robot positronici, e la sua morte costituisce un incidente diplomatico gravissimo, e può scatenare fra i Terrestri contraccolpi ancora più gravi. Ecco allora Elijah Baley, il detective della polizia di New York già noto ai nostri lettori (Urania 507, “Il sole nudo”) prendere in mano il caso. Ma non lavorerà solo, questa volta: avrà uno strano, e non proprio gradito, collaboratore, il signor R. Daneel Olivaw. Dove R. sta per Robot.