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Certe Fortune: I Casi Del Maresciallo Ernesto Maccadò

«*Vitali, che si presenta con l’umiltà dell’artigiano, oggi è uno dei più bravi narratori italiani.*»
**Panorama – Massimo Boffa**
**Allarme rosso a Bellano: ****un toro, noleggiato per ben altri scopi, ****a causa di una maliziosa imprudenza ****semina feriti come piovesse**.
*La bestia era… era…*
*Né il Piattola né la moglie riuscirono a trovare le parole giuste per descrivere la sorpresa.*
*Mai vista una bestia così insomma, così grossa e che emanava un senso di potenza pronta a esplodere.*
*«D’altronde si chiama Benito», riassunse il bergamasco con l’intento di spiegare tutto.*
*Milleduecento chili di peso, centosettanta centimetri al garrese.*
*Ma fosse stato solo quello!*
Alle prime ore del 5 luglio 1928, come concordato, Gustavo Morcamazza, sensale di bestiame, si presenta a casa Piattola. Il Mario e la Marinata, marito e moglie, non avrebbero scommesso un centesimo sulla sua puntualità. Invece il Morcamazza è arrivato in quel di Ombriaco, frazione di Bellano, preciso come una disgrazia, portando sull’autocarro il toro promesso e due maiali, che non c’entrano niente ma già che era di strada… Il toro serve alla Marinata, che da qualche anno ha messo in piedi un bel giro intorno alla monta taurina: lei noleggia il toro e poi lucra sulla monta delle vacche dei vicini e sulle precedenze, perché, si sa, le prime della lista sfruttano il meglio del seme. Ma con un toro così non ci sarebbero problemi di sorta. Se non lo si ferma a bastonate è capace di ingravidare anche i muri della stalla. Almeno così lo spaccia il Morcamazza, che ha gioco facile, perché la bestia è imponente. Ma attenzione: se un animale del genere dovesse scappare, ce ne sarebbe per terrorizzare l’intero paese, chiamare i carabinieri, o solleticare il protagonismo del capo locale del Partito, tale Tartina, che certe occasioni per dimostrare di saper governare l’ordine pubblico meglio della benemerita le fiuta come un cane da tartufo. E infatti…
Con *Certe fortune* torna sulla scena allestita da Andrea Vitali il maresciallo Ernesto Maccadò. Già alle prese con gli strani svenimenti della moglie Maristella, che fatica ad ambientarsi, il maresciallo deve anche destreggiarsi tra la monta taurina, la prossima inaugurazione del nuovo tiro a segno e un turista tedesco chiuso a chiave nel cesso del battello: quanto basta per impegnare a fondo la pazienza e la tenuta di nervi perfino di un santo.
**
### Sinossi
«*Vitali, che si presenta con l’umiltà dell’artigiano, oggi è uno dei più bravi narratori italiani.*»
**Panorama – Massimo Boffa**
**Allarme rosso a Bellano: ****un toro, noleggiato per ben altri scopi, ****a causa di una maliziosa imprudenza ****semina feriti come piovesse**.
*La bestia era… era…*
*Né il Piattola né la moglie riuscirono a trovare le parole giuste per descrivere la sorpresa.*
*Mai vista una bestia così insomma, così grossa e che emanava un senso di potenza pronta a esplodere.*
*«D’altronde si chiama Benito», riassunse il bergamasco con l’intento di spiegare tutto.*
*Milleduecento chili di peso, centosettanta centimetri al garrese.*
*Ma fosse stato solo quello!*
Alle prime ore del 5 luglio 1928, come concordato, Gustavo Morcamazza, sensale di bestiame, si presenta a casa Piattola. Il Mario e la Marinata, marito e moglie, non avrebbero scommesso un centesimo sulla sua puntualità. Invece il Morcamazza è arrivato in quel di Ombriaco, frazione di Bellano, preciso come una disgrazia, portando sull’autocarro il toro promesso e due maiali, che non c’entrano niente ma già che era di strada… Il toro serve alla Marinata, che da qualche anno ha messo in piedi un bel giro intorno alla monta taurina: lei noleggia il toro e poi lucra sulla monta delle vacche dei vicini e sulle precedenze, perché, si sa, le prime della lista sfruttano il meglio del seme. Ma con un toro così non ci sarebbero problemi di sorta. Se non lo si ferma a bastonate è capace di ingravidare anche i muri della stalla. Almeno così lo spaccia il Morcamazza, che ha gioco facile, perché la bestia è imponente. Ma attenzione: se un animale del genere dovesse scappare, ce ne sarebbe per terrorizzare l’intero paese, chiamare i carabinieri, o solleticare il protagonismo del capo locale del Partito, tale Tartina, che certe occasioni per dimostrare di saper governare l’ordine pubblico meglio della benemerita le fiuta come un cane da tartufo. E infatti…
Con *Certe fortune* torna sulla scena allestita da Andrea Vitali il maresciallo Ernesto Maccadò. Già alle prese con gli strani svenimenti della moglie Maristella, che fatica ad ambientarsi, il maresciallo deve anche destreggiarsi tra la monta taurina, la prossima inaugurazione del nuovo tiro a segno e un turista tedesco chiuso a chiave nel cesso del battello: quanto basta per impegnare a fondo la pazienza e la tenuta di nervi perfino di un santo.

Cercasi Buon Partito Disperatamente

Emma, trentenne, single per scelta, fa una vita tranquilla, ha un lavoro monotono, e se non fosse per le incursioni del suo più caro amico Tommaso, bello e incallito donnaiolo, passerebbe le giornate a guardare serie Tv.
La routine della ragazza viene infranta a causa della morte improvvisa della zia Agnese, a cui era molto affezionata. A sorpresa, la cara parente, le lascia in eredità la villetta di Borgo dei Larici, in un paesino fuori Milano, con l’unica clausola che per Emma è quasi insormontabile: sposarsi entro un anno.
Proprio lei che ha una vita sociale pari a zero? E dove lo trova un buon partito in così poco tempo? È così importante per lei trasferirsi a Borgo dei Larici?
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### Sinossi
Emma, trentenne, single per scelta, fa una vita tranquilla, ha un lavoro monotono, e se non fosse per le incursioni del suo più caro amico Tommaso, bello e incallito donnaiolo, passerebbe le giornate a guardare serie Tv.
La routine della ragazza viene infranta a causa della morte improvvisa della zia Agnese, a cui era molto affezionata. A sorpresa, la cara parente, le lascia in eredità la villetta di Borgo dei Larici, in un paesino fuori Milano, con l’unica clausola che per Emma è quasi insormontabile: sposarsi entro un anno.
Proprio lei che ha una vita sociale pari a zero? E dove lo trova un buon partito in così poco tempo? È così importante per lei trasferirsi a Borgo dei Larici?

Cercasi amore vista lago

Bianca Maffei: 33 anni, una laurea in architettura e una passione per i cantieri. Nonostante lavori in uno studio importante, non perde tempo in riunione con i capi, ma adora mettersi scarponcini e caschetto e andare dove le gru lavorano e i carpentieri danno forma allo spazio. Lei riesce a sentire la forma che la casa prenderà, a vederla quando ancora è fatta di pochi segni tracciati sul terreno, e questo la rende felice. Fino a che, con la crisi, non capita anche a lei di essere vittima di una “riorganizzazione”…
Il solo lavoro che riesce a trovare è in un’agenzia immobiliare fuori città, nel paesino di Verate.
Lascia cosí Milano per mettersi alle dipendenze del geometra Volpe, pittoresco individuo dalle cravatte sgargianti e dall’etica discutibile. Eppure, appena arrivata a Verate, Bianca trova per sé un incantevole abbaino con vista sul fiume, proprio sopra la mitica Osteria Moretti dove le oche bianche chiacchierano con gli avventori e basta ascoltare attentamente per sapere tutto quello che accade in paese.
Sarà proprio lí, all’ombra della plumbago in fiore, che Bianca scoprirà che cosa cercano davvero le persone, quando “cercano casa”: e quanto pericoloso sia giocare senza scrupoli con i loro desideri. Armata solo del suo “fiuto” specialissimo, dovrà fare i conti con monolocali all’apparenza tristissimi, grandi metrature cui nessuno sembra interessato e con la terribile sensazione di essere finita in un vicolo cieco. Senza rendersi conto di essere invece partita per una grande avventura che la condurrà fino alla casa più meravigliosa che potesse immaginare…

(source: Bol.com)

I cavalli non scommettono sugli uomini (e neanche io). Testo inglese a fronte

Si tratta della terza parte della raccolta uscita postuma negli Stati Uniti con il titolo “The Night Torn Mad with Footsteps”. Poesie che sono ritratti, piccoli racconti o ironici aforismi sul senso, o il non-senso, della vita: la poetessa femminista in minigonna, il compagno di banco idiota, le risse nei bar e le fughe nei parcheggi, le spogliarelliste dal cuore d’oro e le padrone di casa che ti chiedono di dare il becchime ai polli, i biondi letterati vanesi e la varia umanità sugli spalti dell’ippodromo. Bukowski ne trae l’indimenticabile affresco, disincantato e innamorato al tempo stesso, di un mondo che, proprio come quello dei suoi lettori, è fatto di cocenti disillusioni e istantanei incanti.
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Il cavaliere di Artù. Io, Lancillotto

Un vecchio cavaliere franco, accompagnato da una scorta di giovani guerrieri, attraversa lo Stretto della Manica e sbarca a Glastonbury, dove sorge la più antica ecclesia d’Inghilterra. Gli uomini si addentrano nella zona, attraverso le dolci colline dove non molti anni prima sorgeva il meraviglioso regno di Camelot, il dominio di Artù, la patria della nobiltà e della cavalleria. Il vecchio cavaliere conosce bene questi luoghi: qui ha passato gli anni migliori della sua vita, qui ha combattuto, ha sofferto, ha amato. E adesso “il Franco”, come ancora lo chiamano gli abitanti della zona, è tornato per onorare un’antica promessa: dare degna sepoltura al vecchio amico Merlino, e recuperare Excalibur, la mitica spada di Artù, il simbolo di Camelot.
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Le cause innocenti

**«È venuto il momento di ridare tutto indietro. Di regolare il conto con la Storia, finché sono vivo. Prima che i miei errori ricadano sulla mia stirpe. E una generazione sbagliata dilaghi in dinastia.»**
Antonio Capace appartiene alla razza di quelli a cui tutto sembra dovuto: è giovane, benestante, vive nel centro di Roma grazie alla rendita del padre scrittore, si atteggia a intellettuale e non ha mai pubblicato un libro. Eppure un giorno decide di scrivere una dettagliata lettera al suo consulente finanziario per disfarsi dei suoi beni: conti in banca, buoni del tesoro, azioni. Liquida ogni proprietà e svuota il posacenere. Sono le ultime volontà di un suicida? Le parole di un fuggitivo? O è semplicemente un grande inganno? In un racconto sempre in bilico tra confessione e requisitoria, tra resa e atto d’accusa, la tragedia di Antonio Capace dà voce alla solitudine di una generazione senz’altro orizzonte se non il presente, ferita dall’impossibilità di trovare un ruolo in un mondo pieno di contraddizioni in cui tutto è relativo e niente può entusiasmare, in cui nulla è vero, autentico, umano se non, paradossalmente, un attentato terroristico. Attraverso le storie famigliari di genitori colpevolmente perfetti e i ricordi di amori traditi e di amicizie perdute, *Le cause innocenti* incarna una pastorale italiana e piccoloborghese in grado di scavare tra le macerie di un’epoca sbagliata, la più inutile della nostra storia, e ci costringe a fare i conti con noi stessi e con quel senso di inadeguatezza che, come un’ulcera, sembra non lasciare via di scampo all’esistenza.
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### Sinossi
**«È venuto il momento di ridare tutto indietro. Di regolare il conto con la Storia, finché sono vivo. Prima che i miei errori ricadano sulla mia stirpe. E una generazione sbagliata dilaghi in dinastia.»**
Antonio Capace appartiene alla razza di quelli a cui tutto sembra dovuto: è giovane, benestante, vive nel centro di Roma grazie alla rendita del padre scrittore, si atteggia a intellettuale e non ha mai pubblicato un libro. Eppure un giorno decide di scrivere una dettagliata lettera al suo consulente finanziario per disfarsi dei suoi beni: conti in banca, buoni del tesoro, azioni. Liquida ogni proprietà e svuota il posacenere. Sono le ultime volontà di un suicida? Le parole di un fuggitivo? O è semplicemente un grande inganno? In un racconto sempre in bilico tra confessione e requisitoria, tra resa e atto d’accusa, la tragedia di Antonio Capace dà voce alla solitudine di una generazione senz’altro orizzonte se non il presente, ferita dall’impossibilità di trovare un ruolo in un mondo pieno di contraddizioni in cui tutto è relativo e niente può entusiasmare, in cui nulla è vero, autentico, umano se non, paradossalmente, un attentato terroristico. Attraverso le storie famigliari di genitori colpevolmente perfetti e i ricordi di amori traditi e di amicizie perdute, *Le cause innocenti* incarna una pastorale italiana e piccoloborghese in grado di scavare tra le macerie di un’epoca sbagliata, la più inutile della nostra storia, e ci costringe a fare i conti con noi stessi e con quel senso di inadeguatezza che, come un’ulcera, sembra non lasciare via di scampo all’esistenza.

Caterina d’Aragona

Inghilterra, 1501. In piedi sul ponte della nave, con le ciocche di capelli rosso e oro che le sferzano il viso, Caterina d’Aragona, figlia di Ferdinando il Cattolico e d’Isabella di Castiglia, scruta con trepidazione la costa inglese, domandandosi cosa le riserverà il futuro. Promessa sposa dell’erede al trono, il Principe Arturo, Caterina sa che sarà suo dovere dimenticare la Spagna e adeguarsi agli usi e costumi del nuovo regno, di cui un giorno sarà regina. Giunta a Londra, tuttavia, la giovane fatica a mascherare lo sgomento quando si trova davanti il futuro marito: Arturo è gracile e smunto e, alla luce fioca delle candele, Caterina nota che le gote non sono affatto rosee, come apparivano nel ritratto che le ha donato, bensì bianche, accese solo da un rossore febbrile. Ben diverso da Arturo è il fratello minore, il Principe Enrico, di stazza robusta e innegabile fascino, capace di suscitare in Caterina un inspiegabile turbamento, quel turbamento che sempre si prova dinnanzi a coloro che ci sono destinati. Otto anni dopo sarà infatti Enrico, salito al trono come Enrico VIII, a sposare Caterina, e con lei regnerà per sedici anni, prima che l’arrivo a corte della seducente e intrigante Anna Bolena, intenzionata a fare breccia nel cuore del re, muti le sorti del regno, segnando per sempre il futuro di Caterina. Imprigionata da Enrico nel castello di Kimbolton, ripudiata e spogliata di ogni privilegio, Caterina non rinuncerà mai a farsi chiamare Regina, mentre intorno a lei andrà raccogliendosi un notevole ancorché violentemente represso consenso popolare…
Attraverso pagine capaci di evocare un mondo perduto pieno di splendore e brutalità, e una corte in cui l’amore – o il gioco dell’amore – dominava su tutto, Alison Weir dà vita a un romanzo storico sulla tumultuosa vita della Regina Caterina d’Aragona, sposa devota fino alla fine e unica «vera» moglie di Enrico VIII.

Catechismo della dottrina cristiana

Voluto da San Pio X per assicurare l’uniformità dell’insegnamento religioso dei ragazzi nella diocesi di Roma e in quelle limitrofe, il Catechismo della Dottrina Cristiana è divenuto il catechismo universale usato per circa 60 anni in tutte le parrocchie italiane. Organizzato in formule a domanda e risposta, da imparare a memoria al fine di assimilare meglio i principali contenuti della fede cristiana, questo piccolo catechismo nasce dall’idea che memorizzare le formule sarebbe tornato utile ai bambini una volta raggiunta l’età adulta, quando ne avrebbero compreso pienamente il significato. Il papa era convinto infatti che, per raggiungere l’obiettivo di far conoscere le più importanti verità della fede anche alle persone più umili, fosse necessaria la lettura non tanto dei testi voluminosi destinati ai sapienti, quanto di un piccolo libro contenente tutta la sapienza della Tradizione Cattolica.
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Cat Person: Racconti

‘Guardandolo cosí, goffamente piegato, la pancia grassa e molle e coperta di peli, Margot pensò: oh, no. Ma il pensiero di quello che ci sarebbe voluto per interrompere quello che aveva avviato era insostenibile; avrebbe dovuto metterci un tatto e una delicatezza di cui sentiva di non disporre. Non era per paura che lui cercasse di costringerla a fare qualcosa contro la sua volontà, ma che insistendo per fermarsi, adesso, dopo tutto quello che aveva fatto per arrivare fin qui, sarebbe sembrata viziata e capricciosa, come una che ordina qualcosa al ristorante e poi, quando arriva il piatto, cambia idea e lo manda indietro’.

Una coppia ossessionata dal proprio inquilino, senza il quale non riesce piú a fare l’amore. Il compleanno di una ragazzina che ha una svolta inaspettata quando la festeggiata decide di desiderare qualcosa di ‘cattivo’. Una donna che morde, ama mordere e morde da sempre, protetta dal perbenismo imperante. Sono solo alcuni dei dodici, provocatori, racconti su sesso, amicizia, piacere e rimpianto compresi in questa raccolta. E poi c’è Cat Person, la short story diventata un vero e proprio fenomeno della rete perché capace di raccontare, senza scrupoli o ipocrisie, la verità sulle relazioni di questo inizio millennio.

(source: Bol.com)

Il caso Sparsholt

Passano i decenni, e di **David Sparsholt** si continua a parlare. Fin dall’autunno del 1940, quando in una Oxford rabbuiata dalla guerra, tra cortili oscuri e veglie notturne per individuare aerei nemici, la sua bellezza abbagliante fulmina il circolo di giovani intellettuali raccolti intorno all’insicuro erede di un celebre romanziere, **Evert Dax**. Tutti nel gruppo ne sono allo stesso modo ammaliati. Attratti dal suo corpo statuario di canottiere quanto dall’apparente innocenza di David, recluta diciottenne in procinto di partire per il fronte, preda dei loro sguardi di esteti ma capace di approfittare di ogni loro debolezza. Aleggia ancora quell’apparizione più di trent’anni dopo, quando Evert e gli amici si riuniscono nel suo decadente appartamento di storico dell’arte in una Londra non più oscurata dai bombardamenti ma dagli scioperi dei minatori. E la fama conturbante di David insegue implacabile il figlio Johnny, aspirante pittore nella swinging London e poi ritrattista affermato per i nuovi ricchi della finanza e dei reality, lo perseguita nei suoi amori giovanili quanto nelle tardive trasgressioni notturne. Il suo nome sopravvive all’epoca degli scandali pruriginosi che stroncano ministri, imprenditori ed eroi di guerra, supera i tempi degli incontri clandestini nei bagni delle stazioni e nei parchi pubblici, delle passioni decennali celate dietro pudichi giri di parole, delle allusioni e dei segreti inconfessabili, per approdare nelle stanze di un amore alla luce del sole, affascinante e impenetrabile enigma sullo sfondo di tre generazioni che vivono sulla loro pelle i cambiamenti sociali e i passaggi cruciali di un secolo.
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### Sinossi
Passano i decenni, e di **David Sparsholt** si continua a parlare. Fin dall’autunno del 1940, quando in una Oxford rabbuiata dalla guerra, tra cortili oscuri e veglie notturne per individuare aerei nemici, la sua bellezza abbagliante fulmina il circolo di giovani intellettuali raccolti intorno all’insicuro erede di un celebre romanziere, **Evert Dax**. Tutti nel gruppo ne sono allo stesso modo ammaliati. Attratti dal suo corpo statuario di canottiere quanto dall’apparente innocenza di David, recluta diciottenne in procinto di partire per il fronte, preda dei loro sguardi di esteti ma capace di approfittare di ogni loro debolezza. Aleggia ancora quell’apparizione più di trent’anni dopo, quando Evert e gli amici si riuniscono nel suo decadente appartamento di storico dell’arte in una Londra non più oscurata dai bombardamenti ma dagli scioperi dei minatori. E la fama conturbante di David insegue implacabile il figlio Johnny, aspirante pittore nella swinging London e poi ritrattista affermato per i nuovi ricchi della finanza e dei reality, lo perseguita nei suoi amori giovanili quanto nelle tardive trasgressioni notturne. Il suo nome sopravvive all’epoca degli scandali pruriginosi che stroncano ministri, imprenditori ed eroi di guerra, supera i tempi degli incontri clandestini nei bagni delle stazioni e nei parchi pubblici, delle passioni decennali celate dietro pudichi giri di parole, delle allusioni e dei segreti inconfessabili, per approdare nelle stanze di un amore alla luce del sole, affascinante e impenetrabile enigma sullo sfondo di tre generazioni che vivono sulla loro pelle i cambiamenti sociali e i passaggi cruciali di un secolo.

Case Di Vetro

Tutti hanno un talento. Quello di Armand Gamache, commissario della Sûreté du Québec, è trovare i criminali. Deciso e sempre misurato, Gamache crede nella legge ma risponde prima di tutto alla propria coscienza. E considera i suoi concittadini gente come lui, da proteggere e rispettare. E talvolta da arrestare.

‘Il commissario trascorreva le sue giornate immerso negli aspetti piú tragici, spaventosi, violenti e moralmente abietti dell’esistenza. Poi tornava a casa, a Three Pines. Al suo santuario. Sedeva davanti al camino del bistrot insieme ai suoi amici, oppure si rifugiava nell’intimità del suo soggiorno insieme a Reine-Marie. Al sicuro’.

Louise Penny ha venduto oltre 5 milioni di copie negli Stati Uniti.

(source: Bol.com)

La casa Russia

Mentre il mondo festeggia il terzo anniversario della perestrojka, da Mosca una giovane donna, Katja, trova il modo di far giungere a Londra un manoscritto esplosivo. Segreti militari che potrebbero cambiare il corso della storia, indirizzati a Barley Blair, uno scalcinato editore inglese pluridivorziato, gran bevitore, appassionato di jazz, sassofonista dilettante. Barley capisce di essersi cacciato suo malgrado in un delicatissimo intrigo dal quale può uscire solo scoprendo l’identità e le intenzioni dell’autore del manoscritto. Si trova così arruolato nei Servizi Segreti britannici, ma i tempi stanno cambiando e così pure gli eroi. In questo scenario a Barley non resta altro che ascoltare le voci del cuore: nonostante i matrimoni falliti, crede ancora nell’amore e negli ideali. E in Katja sembra aver trovato entrambi… Un thriller, una storia di spionaggio e passioni tra le più amate di le Carré; un romanzo che è anche un ritratto della Russia post-sovietica e degli oscuri personaggi che si muovevano tra i rottami della cortina di ferro.
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La casa nell’albero

Sam Gribley, quindici anni, abitante a New York, lascia la città e decide di andare a vivere da solo fra le montagne. Superati alcuni iniziali insuccessi, il ragazzo diventa un eccezionale Robinson: si scava la casa in un vecchio abete, impara ad accendere il fuoco, a cacciare, a pescare, a farsi vestiti, mobili ed utensili, a conoscere piante, fiori e radici e a prepararsi strani e gustosi pranzi. Divenuto nel frattempo inseparabile amico di uno splendido falchetto, di una simpatica donnola e di un buffo procione, Sam trascorre fra i monti il volgere di un intero indimenticabile anno.

**JEAN GEORGE** , nella sua intensa attività di autrice di libri per ragazzi – prevalentemente sul mondo della natura e degli animali – si avvale quasi sempre della collaborazione del marito, con il quale realizza, come in questo volume, anche la parte illustrativa.

**OSCAR RAGAZZI** – I libri per vivere ogni genere di avventura. Avventure in paesi lontani e nelle periferie delle grandi città, western, spionaggio, fantascienza, viaggi marini e sottomarini, esplorazioni di terre sconosciute, ma anche della soffitta di casa.

Carezze Di Velluto

Ostricara nella taverna dei genitori sulle coste del Kent, astro nascente dello scintillante firmamento del varietà londinese, prostituta da strada e infine mantenuta di una capricciosa dama: nonostante la giovane età, in pochi anni Nancy si è ritrovata a interpretare così tanti ruoli da credere di dover ormai prendere posto nel buio della sala e limitarsi a fare da spettatore al magico teatro della vita. Ma proprio quando tutto sembra perduto, la sua innata passione la spinge a recitare il ruolo più impegnativo ed esaltante: essere finalmente se stessa, libera di amare ed essere riamata senza condizionamenti di sorta. In quello che ha rappresentato il suo esordio letterario, Sarah Waters regala al lettore un erotico e picaresco romanzo d’iniziazione alla vita – in tutte le sue molteplici, spesso dolorose, sfaccettature –, tanto più straordinario perché, inseguendo i rovesci di fortuna della sua eroina, riesce a pizzicare tutte le corde dei sentimenti, a far ridere e a commuovere, a suscitare entusiasmo e compassione. Ma come sempre, anche qui il talento narrativo dell’autrice raggiunge esiti d’eccezione nel ricostruire la Londra vittoriana, l’altra grande protagonista della storia, che in queste pagine rivive sapientemente in tutta la sua atmosfera, grazie ai suoi raffinati salotti, agli scintillanti music-hall, alle squallide strade di vita, ai luoghi di dibattito politico e impegno sociale.

Cardinal – La Stagione Delle Mosche

*Chiunque abbia trascorso del tempo ad Algonquin Bay vi dirà che ci sono moltissime buone ragioni per vivere altrove.
C’è la distanza dalla civiltà, che per i canadesi significa Toronto.
C’è la graduale decadenza del centro cittadino.
Naturalmente ci sono gli inverni, lunghi e feroci.
*
*E poi, ci sono le mosche.*
La primavera ha fatto solo una fugace comparsa, ma è bastato quel breve accenno di disgelo perché ad Algonquin Bay arrivassero le mosche nere. Una sola di quelle bestiacce basterebbe a far impazzire una persona, e loro arrivano a sciami, ben attrezzate per pungere e succhiare il sangue a qualunque essere vivente. Soltanto un pazzo, o un ubriaco perso, uscirebbe senza protezione durante la stagione delle mosche ad Algonquin Bay. E invece, coperta di punture dalla testa ai piedi, piomba nella *World Tavern* una giovane donna, bellissima, con i capelli rossi fiammeggianti, e completamente priva di memoria. Soccorsa da Jerry Commanda, il poliziotto locale di origini indiane, la ragazza viene subito portata in ospedale. Dove presto i medici scoprono che i morsi delle mosche sono il minore dei suoi problemi. Qualcuno, infatti, le ha sparato alla testa, e il proiettile è rimasto nel cranio. Mentre i chirurghi tentano di salvarle la vita, John Cardinal e Lise Delorme indagano sulla sua identità. E ben presto si imbattono in un secondo raccapricciante crimine.
Se c’è un legame tra i due fatti di sangue, John Cardinal è l’unico che può trovarlo. L’unico che può interrompere la catena.
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### Sinossi
*Chiunque abbia trascorso del tempo ad Algonquin Bay vi dirà che ci sono moltissime buone ragioni per vivere altrove.
C’è la distanza dalla civiltà, che per i canadesi significa Toronto.
C’è la graduale decadenza del centro cittadino.
Naturalmente ci sono gli inverni, lunghi e feroci.
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*E poi, ci sono le mosche.*
La primavera ha fatto solo una fugace comparsa, ma è bastato quel breve accenno di disgelo perché ad Algonquin Bay arrivassero le mosche nere. Una sola di quelle bestiacce basterebbe a far impazzire una persona, e loro arrivano a sciami, ben attrezzate per pungere e succhiare il sangue a qualunque essere vivente. Soltanto un pazzo, o un ubriaco perso, uscirebbe senza protezione durante la stagione delle mosche ad Algonquin Bay. E invece, coperta di punture dalla testa ai piedi, piomba nella *World Tavern* una giovane donna, bellissima, con i capelli rossi fiammeggianti, e completamente priva di memoria. Soccorsa da Jerry Commanda, il poliziotto locale di origini indiane, la ragazza viene subito portata in ospedale. Dove presto i medici scoprono che i morsi delle mosche sono il minore dei suoi problemi. Qualcuno, infatti, le ha sparato alla testa, e il proiettile è rimasto nel cranio. Mentre i chirurghi tentano di salvarle la vita, John Cardinal e Lise Delorme indagano sulla sua identità. E ben presto si imbattono in un secondo raccapricciante crimine.
Se c’è un legame tra i due fatti di sangue, John Cardinal è l’unico che può trovarlo. L’unico che può interrompere la catena.

I capolavori di Jack Kerouac

Da “Sulla strada” a “Big Sur” a “I vagabondi del Dharma” questo volume riunisce i capolavori narrativi di Kerouac, che già li aveva concepiti non come unità a se stanti, ma come parti di una vera e propria “Recherche dell’epoca contemporanea”. Si tratta quindi di romanzi che si richiamano l’un l’altro, trame fitte di echi e di riprese, in uno stile che volutamente cerca le cadenze sincopate del jazz. Testi che hanno fatto la storia della letteratura contemporanea e che dipingono con straordinaria efficacia il clima di una stagione culturale irripetibile, rivelando appieno la straordinaria personalità artistica di uno degli scrittori che hanno segnato più in profondità il Novecento.