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Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve

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Allan Karlsson compie cento anni e per l’occasione la casa di riposo dove vive intende festeggiare la ricorrenza in pompa magna, con tutte le autorità. Allan, però, è di un’altra idea. Così decide, di punto in bianco, di darsela a gambe. Con le pantofole ai piedi scavalca la finestra e si dirige nell’unico luogo dove la megera direttrice dell’istituto non può riacciuffarlo, alla stazione degli autobus, per allontanarsi anche se non sa bene verso dove. Nell’attesa del primo pullman in partenza, Allan si imbatte in un ceffo strano, giovane, biondo e troppo fiducioso che l’attempato Allan non sia capace di colpi di testa. Non potendo entrare nella piccola cabina della toilet pubblica insieme all’ingombrante valigia cui si accompagna, il giovane chiede ad Allan, con una certa scortesia, di vigilare bene che nessuno se ne appropri mentre disbriga le sue necessità. Mai avrebbe pensato, il biondo, quanto gli sarebbe costata questa fiducia malriposta e quella necessità fisiologica. La corriera per-non-si-sa-dove sta partendo, infatti. Allan non può perderla se vuole seminare la megera che ha già dato l’allarme, e così vi sale, naturalmente portando con sé quella grossa, misteriosa valigia. E non sa ancora che quel biondino scialbo è un feroce criminale pronto a tutto per riprendersi la sua valigia e fare fuori l’arzillo vecchietto. Un centenario capace di incarnare i sogni di ognuno, pronto a tutto per non lasciarsi scappare questo improvviso e pericoloso dono del destino.
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Celestina. Il Mistero Del Volto Dipinto

Novara, novembre 1902.
In una notte di nebbia qualcuno ha ucciso Celeste Ragazzi, nota come la Celestina, una *merveilleuse*, cioè una prostituta d’alto bordo. È stata trovata morta in casa sua, seminuda e con il viso dipinto di nero.
Le indagini vengono affidate al delegato di Pubblica sicurezza Deodato Marchini, uomo pieno di senso di responsabilità e fiducioso nella scienza e nel progresso, nonché appassionato di letteratura. È bravo, ma non molto considerato: ha trascorso l’infanzia in orfanotrofio e non ha appoggi né raccomandazioni. In cuor suo spera che il caso della Celestina sia il trampolino di lancio verso una meritata carriera.
Poiché si mormora del coinvolgimento di alcuni militari, ad affiancare Marchini viene chiamato Otto Stoffel, capitano dell’esercito e giocatore votato alla sconfitta, bevitore incallito ossessionato da tragici trascorsi in Africa: fatalista e travolto dal caos della propria vita.
Le indagini li portano a conoscere Ernestina, una sarta bella come una regina vichinga, fidanzata con un uomo che non la merita. Forse starebbe meglio sola, che così male accompagnata… che effetto le faranno la serietà appassionata di Marchini e la dignità malinconica di Stoffel?
In un difficile equilibrio tra ricerca della verità e ragion di Stato – mentre l’iniziale diffidenza reciproca si trasforma in rispetto e poi in stima –, Marchini e Stoffel raccolgono indizi ciascuno secondo il proprio metodo, spaziando dalla lussuosa residenza di un generale alle bettole dove ci si ubriaca fino a perdere i sensi e alle case delle comari dai mobili carichi di ninnoli e con l’aria greve di cavolo messo a bollire.
Un noir dal ritmo incalzante e di grande atmosfera, in cui le buone cose di pessimo gusto della provincia italiana incontrano la sensualità della Belle Époque, gaia e decadente insieme. Una coppia di detective straordinari che, per ragioni diverse, troveranno in questa indagine una nuova ragione di vita. Finché al comune interesse professionale si unirà quello per una donna…
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### Sinossi
Novara, novembre 1902.
In una notte di nebbia qualcuno ha ucciso Celeste Ragazzi, nota come la Celestina, una *merveilleuse*, cioè una prostituta d’alto bordo. È stata trovata morta in casa sua, seminuda e con il viso dipinto di nero.
Le indagini vengono affidate al delegato di Pubblica sicurezza Deodato Marchini, uomo pieno di senso di responsabilità e fiducioso nella scienza e nel progresso, nonché appassionato di letteratura. È bravo, ma non molto considerato: ha trascorso l’infanzia in orfanotrofio e non ha appoggi né raccomandazioni. In cuor suo spera che il caso della Celestina sia il trampolino di lancio verso una meritata carriera.
Poiché si mormora del coinvolgimento di alcuni militari, ad affiancare Marchini viene chiamato Otto Stoffel, capitano dell’esercito e giocatore votato alla sconfitta, bevitore incallito ossessionato da tragici trascorsi in Africa: fatalista e travolto dal caos della propria vita.
Le indagini li portano a conoscere Ernestina, una sarta bella come una regina vichinga, fidanzata con un uomo che non la merita. Forse starebbe meglio sola, che così male accompagnata… che effetto le faranno la serietà appassionata di Marchini e la dignità malinconica di Stoffel?
In un difficile equilibrio tra ricerca della verità e ragion di Stato – mentre l’iniziale diffidenza reciproca si trasforma in rispetto e poi in stima –, Marchini e Stoffel raccolgono indizi ciascuno secondo il proprio metodo, spaziando dalla lussuosa residenza di un generale alle bettole dove ci si ubriaca fino a perdere i sensi e alle case delle comari dai mobili carichi di ninnoli e con l’aria greve di cavolo messo a bollire.
Un noir dal ritmo incalzante e di grande atmosfera, in cui le buone cose di pessimo gusto della provincia italiana incontrano la sensualità della Belle Époque, gaia e decadente insieme. Una coppia di detective straordinari che, per ragioni diverse, troveranno in questa indagine una nuova ragione di vita. Finché al comune interesse professionale si unirà quello per una donna…
### Dalla seconda/terza di copertina
Marco Scardigli è nato a Novara nel 1959 e quando non si dedica ai romanzi gialli scrive di guerra, soprattutto delle battaglie della storia d’Italia. Peccato che sia un convinto pacifista. Tra i suoi libri: Lo scrittoio del generale (2006), La lancia, il gladio, il cavallo (2010), Le battaglie del Risorgimento (2010), Le battaglie dei cavalieri (2012), Cavalieri, mercenari e cannoni (2014), Viaggio nella terra dei morti. La vita dei soldati nelle trincee della Grande Guerra (2014) e con Andrea Santangelo “Le armi del diavolo. Anatomia di una battaglia: Pavia, 24 febbraio 1525 (2015).

Castel Gavone Storia del Secolo XV

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Castel Gavone Storia del secolo XV by Anton Giulio Barrili
Quest’opera (edizione rilegata) fa parte della collana di libri TREDITION CLASSICS. La casa editrice tredition di Amburgo pubblica nell’ambito della collana TREDITION CLASSICS opere datate più di 2000 anni. Queste opere erano in gran parte esaurite o reperibili solo come pezzi d’antiquariato. La serie di libri contribuise a preservare la letteratura e a promuovere la cultura. Essa aiuta inoltre ad evitare che migliaia di opere cadano nel dimenticatoio. L’obiettivo della serie è di ripubblicare migliaia di classici della letteratura mondiale in diverse lingue… in tutto il mondo!

La casta: così i politici italiani sono diventati intoccabili : [e continuano ad esserlo]

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Aerei di Stato che volano 37 ore al giorno, pronti al decollo per portare Sua Eccellenza anche a una festa a Parigi. Palazzi parlamentari presi in affitto a peso d’oro da scuderie di cavalli. Finanziamenti pubblici quadruplicati rispetto a quando furono aboliti dal referendum. “Rimborsi” elettorali 180 volte più alti delle spese sostenute. Organici di presidenza nelle regioni più “virtuose” moltiplicati per tredici volte in venti anni. Spese di rappresentanza dei governatori fino a dodici volte più alte di quelle del presidente della Repubblica tedesco. Province che continuano ad aumentare nonostante da decenni siano considerate inutili. Indennità impazzite al punto che il sindaco di un paese aostano di 91 abitanti può guadagnare quanto il collega di una città di 249mila. Candidati “trombati” consolati con 5 buste paga. Presidenti di circoscrizione con l’autoblu. La denuncia di come una certa politica, o meglio la sua caricatura obesa e ingorda, sia diventata una oligarchia insaziabile e abbia allagato l’intera società italiana. Storie stupefacenti, numeri da bancarotta, aneddoti nel reportage di due famosi giornalisti.

Capitani coraggiosi

Introduzione di Gianluigi MelegaEdizione integraleI capitani coraggiosi sono i marinai dei pescherecci impegnati nelle stagioni di pesca tra i ghiacci dell’Islanda e i banchi di Terranova, nel tempestoso Atlantico del nord. È gente abituata a una vita aspra e a una fatica durissima. Un ragazzo miliardario e viziato, Harvey, caduto in mare da un transatlantico, viene miracolosamente raccolto da uno di questi pescherecci, la We’re Here. A bordo non credono ai racconti della sua vita ricca e agiata, e così Harvey condividerà per una stagione l’esistenza difficile e rude dei pescatori, tra i quali trova, ascoltatore attento e partecipe, Dan, figlio del comandante e suo coetaneo. Le settimane in mare, tra avventure, sfide e pericoli, forgiano un’amicizia profonda tra i due ragazzi e trasformano Harvey in un uomo che, dopo quest’esperienza, saprà per sempre distinguere i valori positivi che determinano il carattere e la vita di una persona.«Harvey fu gettato a terra dallo sbalzo della goletta, al brusco gonfiarsi del fiocco e della vela di trinchetto perché l’ancora fu strappata di colpo e issata, quando già la barca era in movimento. Un genere di manovra alla quale si ricorre di rado, solo quando si tratta di vita o di morte…»Rudyard J. KiplingJoseph Rudyard Kipling nacque a Bombay nel 1865. Fu ricondotto in Inghilterra per studiare: da questo periodo terribile della sua vita uscì minato nella salute, piegato nel corpo e nello spirito. Tornato in India nel 1882, divenne redattore della «Civil and Military Gazette» e cominciò a pubblicare liriche e racconti. Ben presto divenne lo scrittore più amato e popolare del suo tempo, oltre che il meglio pagato. Nel 1889 tornò in Inghilterra, e nel 1907 gli venne conferito il premio Nobel per la Letteratura. Morì nel 1936. Di Rudyard Kipling la Newton Compton ha pubblicato Poesie; I libri della Jungla; Kim; Capitani coraggiosi; Tutte le storie di Puck il folletto e il volume I grandi romanzi, racconti e poesie.

Canti orfici (rist. anast. 1914)

Il caso di Campana per troppo tempo, e ancora oggi, continua a destare quella curiosità e quel fascino che hanno gli spiriti incompresi i quali sembrano avere molti più cose da dirci da morti che da vivi. La verità è che poeta incompreso Campana non lo fu mai, e se di lui e delle sua opera si cominciò a parlare diffusamente solo dopo l’internamento a Castel Pulci ciò non significa che il messaggio dei “Canti Orfici” non fosse già stato ben recepito. Al poeta non si chiederà mai di avere fama e gloria nel mondo, ma più concretamente e durevolmente di rendersi “opera”, di rendere cioè l’esistenza più bella e più degna di essere vissuta. Per quanto ad una prima lettura la sua poesia possa apparire orfana di riferimenti essa in realtà respira appieno il clima culturale italiano, e non solo, di quegli anni.
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Candido

Attraverso la parabola del povero Candido, un inguaribile ottimista, il narratore continua a “portare uno sguardo rapido su tutti i secoli, tutti i paesi, e di conseguenza, su tutte le sciocchezze di questo piccolo globo”. Pubblicato a Ginevra nel 1759, e immediatamente ristampato a Parigi, Londra, Amsterdam e altre città d’Europa, Candido consente a Voltaire di perfezionare il nuovo genere letterario da lui creato, il conte philosophique. Le convulse e mirabolanti disavventure del protagonista offrono all’autore l’opportunità di dimostrare la vanità dell’ottimismo razionalista leibniziano, che vedeva realizzato nell’universo il migliore dei mondi possibili, nonché di sviluppare una straordinaria lezione di sopravvivenza alle catastrofi della natura e della storia.
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Il cammino immortale

Con oltre un milione di visitatori dal 2005 ad oggi, Santiago di Compostela è senza ombra di dubbio una delle mete di pellegrinaggio più gettonate dei nostri tempi. Tra viandanti, mistici, coppiette in scarpe da ginnastica e turisti seduti sui sedili di comodi pullman, il medico e autore di best seller Jean Christophe Rufin affronta il suo personale “apprendistato del vuoto”. Ottocento chilometri da Hendaye, all’estremo sudovest della Francia, fino alla maestosa Cattedrale di San Giacomo. Un lungo tragitto raccontato con piglio demistificante, ironico, intenso. Tra dettagli concreti, riflessioni storiche e religiose e il desiderio di smascherare gli impostori degli ultimi chilometri, l’autore restituisce al Cammino per antonomasia la sua verità. Si tratta di una verità fatta di organizzazione capillare ed esasperante improvvisazione; di fango, case sbilenche e meravigliose coste battute dalle onde; di pellegrini solitari ingabbiati in una lunga sequenza di mode e tic alla ricerca di se stessi. È un percorso che può cominciare ovunque, e finire nella piazza dell’Obradoiro o tra le pagine di un libro. Perché anche se la caratteristica del Cammino è far dimenticare in fretta le ragioni per cui si è partiti, la strada continua ad agire su chi l’ha percorsa. Lo fa lentamente, in maniera sottile e discreta, come è nel suo stile. Un’ “alchimia dell’anima” che non necessita di spiegazioni. Basta partire, lungo i sentieri o sulla carta poco importa. Come Rufin ben sa, il Cammino immortale è fatto per chi va alla ricerca di niente. Tranne la voglia di continuare ad andare.

(source: Bol.com)

La caccia allo Snualo

Una ciurma variamente assortita e bizzarra, capeggiata da un iracondo ma amorevole Banditore, approda, dopo un lungo viaggio per mare, sulla terraferma. Scopo della spedizione: stanare e catturare lo Snualo, adorato e temuto essere di una specie sconosciuta, estroso oggetto di fa- bulazione ed entusiasmo, ma anche di timore quando si scopre che esiste un tipo di Snualo, il Bugium, dai sinistri poteri. Esso infatti provoca Fimmediata scomparsa di colui che è riuscito a stanarlo. Pubblicato nel marzo del 1876, The Hunting of the Snark si situa nella produzione letteraria di Carroll a metà strada tra le sue opere più rilevanti: cinque anni prima era uscito il secondo libro di Alice e subito dopo sarebbe cominciato il lungo lavoro del romanzo Sylvie and Bruno. Il valore di questo poemetto sta innanzitutto nei giochi linguistici e nelle stranezze delle associazioni ci è parso quindi opportuno accostare alla traduzione italiana il testo inglese.

C’è sempre una guerra

Sta succedendo agli scrittori di fantascienza quello che sembra sia successo agli strateghi del Pentagono. Per quasi vent’anni dopo Hiroshima, la loro attenzione è stata, come si dice, “polarizzata” dalla guerra nucleare totale, ossia, in pratica, dalla fine istantanea cataclismatica, della civiltà, o addirittua di ogni forma di vita sul pianeta. E su questo tema – che fa ormai parte dei temi tradizionali, obbligati, della f.s., al pari della cronomacchina e della telepatia – sono stati scritti innumerevoli romanzi e racconti, dal capolavoro all’apologo bene intenzionato. Sennonchè, col passare del tempo, si è visto che la catastrofe atomica presenta dal punto di vista narrativo un serio inconveniente: dura poco. Ci si può dilungare, naturalmente, sui precedenti e sulle conseguenze, ma resta il fatto che il dramma vero e proprio, il grande bagliore, l’enorme fungo, si consuma in cinque righe. Di qui dunque, come per i generali di Washington, la necessità di riprendere in considerazione la guerra “minore”, cioè quella guerreggiata, sia in cielo sia in terra. Con quali sensazionali innovazioni il lettore (o il critico militare) potrà vedere nei tre esemplari “studi bellici” che abbiamo raccolto in questa antologia.