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Sul candore della Luna

Galileo Galilei è stato il primo a puntare il telescopio verso il cielo, e le sue scoperte, note al pubblico grazie ai trattati maggiori *Sidereus nuncius* e *Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo* , hanno ridisegnato per sempre la nostra concezione del cosmo. Eppure alcune delle sue pagine più belle sono ancora oggi poco note: tra queste, una lettera straordinaria inviata nella primavera del 1640 al principe Leopoldo di Toscana. Qui lo scienziato espone le proprie teorie sulla luce della Luna, mosso «dal natural desiderio» di spiegare le cause del suo splendido «candore». L’astro più amato dagli artisti e dai poeti incontra così il suo più illustre osservatore: l’occhio di Galileo, «il più nobil occhio, che abbia mai fabbricato la natura».

Storie della buonanotte per bambine ribelli: 100 vite di donne straordinarie

Alle bambine ribelli di tutto il mondo: sognate più in grande, puntate più in alto, lottate con più energia. E, nel dubbio, ricordate: avete ragione voi. C’era una volta una bambina che amava le macchine e amava volare; c’era una volta una bambina che scoprì la metamorfosi delle farfalle… Da Serena Williams a Malala Yousafzai, da Rita Levi Montalcini a Frida Kalo, da Margherita Hack a Michelle Obama, sono 100 le donne raccontate in queste pagine e illustrate da 60 illustratrici provenienti da tutto il mondo. 100 esempi di forza e coraggio al femminile, per tutte le donne, grandi e piccole, che puntano sempre in alto. 100 donne straordinarie che hanno cambiato il mondo, 100 favole per sognare in grande! **

Storia mondiale della Sicilia

Al centro del Mediterraneo, dalla più remota antichità, la Sicilia si è trovata ad essere cerniera tra popoli, culture, religioni ed economie. Greci, fenici, romani, arabi, bizantini, normanni, francesi, spagnoli, austriaci l’hanno abitata nei secoli, governata, custodita o devastata, lasciando ogni volta a sedimentare relazioni, incontri e scontri. Un’isola, certamente, ma tutto meno che una terra ‘isolata’ o chiusa nel suo orgoglio insulare. Piuttosto un vero e proprio caleidoscopio che ritroviamo nei suoi peculiari ‘caratteri originali’: la molteplicità dei popoli, la ricchezza delle città, la varietà di riti e cibi. Un cammino lungo 7 mila anni, un racconto in 114 tappe per capire quanto di ‘mondiale’ ci sia in Sicilia e quanto di Sicilia nel mondo.
«La Sicilia è la chiave di ogni cosa. (…) Trovarsi di persona nel centro prodigioso cui convergono tanti raggi della storia del mondo non è cosa da poco.» Johann Wolfgang von Goethe
Nel 4500 avanti Cristo a Lipari già si producevano bicchieri in vetro vulcanico, esportati in tutto il Mediterraneo. Fin da questa prima traccia, agli albori della storia umana, la Sicilia si presenta sulla scena mondiale come un luogo in cui convergono e da cui si irraggiano popoli, culture, politiche, merci. Provoca quasi un senso di vertigine guardare la profondità della sua storia, la ricchezza, la complessità e la varietà di questi sedimenti millenari. Questo libro prova a entrarci dentro scegliendo eventi decisivi, personaggi noti e meno noti, libri, merci, cibi. Rovesciando mappe precostituite e portando al centro ciò che fino ad ora si era lasciato al margine, costruisce un percorso guidato da una chiave di lettura originale e innovativa. Il risultato è un’opera che provoca, spiazza e sorprende. Un lavoro collettivo che allarga lo sguardo e lo sincronizza con le grandi questioni del nostro tempo. **
### Sinossi
Al centro del Mediterraneo, dalla più remota antichità, la Sicilia si è trovata ad essere cerniera tra popoli, culture, religioni ed economie. Greci, fenici, romani, arabi, bizantini, normanni, francesi, spagnoli, austriaci l’hanno abitata nei secoli, governata, custodita o devastata, lasciando ogni volta a sedimentare relazioni, incontri e scontri. Un’isola, certamente, ma tutto meno che una terra ‘isolata’ o chiusa nel suo orgoglio insulare. Piuttosto un vero e proprio caleidoscopio che ritroviamo nei suoi peculiari ‘caratteri originali’: la molteplicità dei popoli, la ricchezza delle città, la varietà di riti e cibi. Un cammino lungo 7 mila anni, un racconto in 114 tappe per capire quanto di ‘mondiale’ ci sia in Sicilia e quanto di Sicilia nel mondo.
«La Sicilia è la chiave di ogni cosa. (…) Trovarsi di persona nel centro prodigioso cui convergono tanti raggi della storia del mondo non è cosa da poco.» Johann Wolfgang von Goethe
Nel 4500 avanti Cristo a Lipari già si producevano bicchieri in vetro vulcanico, esportati in tutto il Mediterraneo. Fin da questa prima traccia, agli albori della storia umana, la Sicilia si presenta sulla scena mondiale come un luogo in cui convergono e da cui si irraggiano popoli, culture, politiche, merci. Provoca quasi un senso di vertigine guardare la profondità della sua storia, la ricchezza, la complessità e la varietà di questi sedimenti millenari. Questo libro prova a entrarci dentro scegliendo eventi decisivi, personaggi noti e meno noti, libri, merci, cibi. Rovesciando mappe precostituite e portando al centro ciò che fino ad ora si era lasciato al margine, costruisce un percorso guidato da una chiave di lettura originale e innovativa. Il risultato è un’opera che provoca, spiazza e sorprende. Un lavoro collettivo che allarga lo sguardo e lo sincronizza con le grandi questioni del nostro tempo.

Storia di un oblio

Un uomo entra in un supermercato all’interno di un grande centro commerciale di una città francese, ruba una lattina di birra e viene bloccato da quattro addetti alla sicurezza che lo trascinano nel magazzino e lo ammazzano di botte. Questo scarno fatto di cronaca è narrato da Mauvignier in una sola frase, un flusso di parole ininterrotto teso quasi allo spasimo, per raccontare quella mezz’ora in cui finisce insensatamente una vita, per fare il resoconto minuzioso di una morte assurda, per non dimenticare, per farci indignare. Torna così il suo sguardo purissimo su un universo di “umili” che la scrittura rigorosa accoglie senza un briciolo di retorica, senza un’ombra di furbizia. Raro, oggi, nel trionfo dei format narrativi nei quali la realtà diventa un reality, uno stile così impeccabilmente morale, una prosa così pudica e vera.

Storia Della Psicologia

Venticinque anni di vita, ventiquattro ristampe, il manuale storico che ha formato generazioni di psicologi in una nuova edizione rivista e aggiornata alle più recenti ricerche in ambito scientifico.

Storia della decadenza e rovina dell’impero romano

Storia della decadenza e rovina dell’impero romano (volume 1 to 13 of 13) by Edward Gibbon
Io ti presento, o lettore, la Storia della Decadenza e Rovina dell’Imperio romano, scritta da Edoardo Gibbon, ed ora interamente e fedelmente trasportata dall’originale inglese nella lingua italiana. Non una idea, non una parola importante, venne ad essa tolta, mutata od aggiunta. Il testo a cui mi sono attenuto, è quello impresso da Strahan e Cadell, in Londra, colla data del 1791 in 8.º, ottima e sicura edizione, di cui fa cenno l’Autore nelle sue Memorie.
Di due parti è composto il mio lavoro: una comprende l’emendazione de’ volumi di questa Istoria, già pubblicati in italiano colle stampe di Pisa, per opera di monsignor Fabbroni: l’altra risguarda i rimanenti volumi, da me per la prima volta recati nella nostra favella.
Intorno a questa seconda parte non moverò parola. A te spetta, o Lettore, di giudicare la mia fatica. Ti prego soltanto a por mente che essendomi fatto continuatore di una traduzione, non ho potuto nè dovuto governarmi come se fossi stato l’unico traduttore di tutta l’Opera.
Per rispetto al racconciamento della Traduzione Pisana, avvertirai che la prima mia cura fu intesa a confrontare, linea per linea, parola per parola, il testo italiano col testo inglese, onde restaurare le numerose imperfezioni e troncature di quello, raddrizzarne le rilevanti diversità, ed emendarne i notabilissimi errori. Mi diedi poscia a ripulirne lo stile, ma confesso di non aver moltissimo esercitato la lima, tranne intorno al primo tomo, di cui ho dovuto rifare le intere pagine. Gli altri tomi mi apparvero lodevolmente tradotti, per quanto concerne la qualità del dire, e se non sempre esprimono l’enfasi dell’originale, spiccano tuttavia per una chiarezza che di rado s’incontra ne’ volgarizzamenti ricavati dalle lingue settentrionali.
Altra cosa ora debbo soggiugnere. Lo scetticismo di Odoardo Gibbon in materia di religione, ha tirato addosso a lui molte veementi censure. Tra suoi avversari, splende primissimo Nicola Spedalieri, celebre Autore dei «Diritti dell’Uomo», e rivale ben degno di starsi a fronte di un tanto istorico e filosofo. Per tranquillare le menti, ed opporre, come altri dice, l’antidoto al veleno, ho messo infine al capitolo 16.º il Compendio della Confutazione di Gibbon, scritta dall’Apologista della Chiesa Romana. Le tre Lettere dirette ai signori Foothead e Kirk, Inglesi cattolici, seguiteranno il capitolo 25.º, e con ciò sarà proveduto ai timori dei più riguardosi.
Avrei potuto inserire moltissime note di erudizione, giovandomi a tal fine dei lavori di varj cospicui stranieri. Ma sì abbondanti già sono quelle dell’Autore, che non ho giudicato opportuno di seppellire il testo sotto le note; e mi sono ristretto ad apporne alcune pochissime e brevissime che troverai impresse in corsivo. Di queste sole mi si aspetta il rendere conto. Potrebbe avvenire che nel corso della stampa fossero richieste alcune altre postille, alle quali sin dal presente dichiaro di non aver parte veruna. Le materie teologiche non sono di mia pertinenza, nè voglio che alcuno abbia ad applicarmi la nota sentenza di Apelle. **
### Sinossi
Storia della decadenza e rovina dell’impero romano (volume 1 to 13 of 13) by Edward Gibbon
Io ti presento, o lettore, la Storia della Decadenza e Rovina dell’Imperio romano, scritta da Edoardo Gibbon, ed ora interamente e fedelmente trasportata dall’originale inglese nella lingua italiana. Non una idea, non una parola importante, venne ad essa tolta, mutata od aggiunta. Il testo a cui mi sono attenuto, è quello impresso da Strahan e Cadell, in Londra, colla data del 1791 in 8.º, ottima e sicura edizione, di cui fa cenno l’Autore nelle sue Memorie.
Di due parti è composto il mio lavoro: una comprende l’emendazione de’ volumi di questa Istoria, già pubblicati in italiano colle stampe di Pisa, per opera di monsignor Fabbroni: l’altra risguarda i rimanenti volumi, da me per la prima volta recati nella nostra favella.
Intorno a questa seconda parte non moverò parola. A te spetta, o Lettore, di giudicare la mia fatica. Ti prego soltanto a por mente che essendomi fatto continuatore di una traduzione, non ho potuto nè dovuto governarmi come se fossi stato l’unico traduttore di tutta l’Opera.
Per rispetto al racconciamento della Traduzione Pisana, avvertirai che la prima mia cura fu intesa a confrontare, linea per linea, parola per parola, il testo italiano col testo inglese, onde restaurare le numerose imperfezioni e troncature di quello, raddrizzarne le rilevanti diversità, ed emendarne i notabilissimi errori. Mi diedi poscia a ripulirne lo stile, ma confesso di non aver moltissimo esercitato la lima, tranne intorno al primo tomo, di cui ho dovuto rifare le intere pagine. Gli altri tomi mi apparvero lodevolmente tradotti, per quanto concerne la qualità del dire, e se non sempre esprimono l’enfasi dell’originale, spiccano tuttavia per una chiarezza che di rado s’incontra ne’ volgarizzamenti ricavati dalle lingue settentrionali.
Altra cosa ora debbo soggiugnere. Lo scetticismo di Odoardo Gibbon in materia di religione, ha tirato addosso a lui molte veementi censure. Tra suoi avversari, splende primissimo Nicola Spedalieri, celebre Autore dei «Diritti dell’Uomo», e rivale ben degno di starsi a fronte di un tanto istorico e filosofo. Per tranquillare le menti, ed opporre, come altri dice, l’antidoto al veleno, ho messo infine al capitolo 16.º il Compendio della Confutazione di Gibbon, scritta dall’Apologista della Chiesa Romana. Le tre Lettere dirette ai signori Foothead e Kirk, Inglesi cattolici, seguiteranno il capitolo 25.º, e con ciò sarà proveduto ai timori dei più riguardosi.
Avrei potuto inserire moltissime note di erudizione, giovandomi a tal fine dei lavori di varj cospicui stranieri. Ma sì abbondanti già sono quelle dell’Autore, che non ho giudicato opportuno di seppellire il testo sotto le note; e mi sono ristretto ad apporne alcune pochissime e brevissime che troverai impresse in corsivo. Di queste sole mi si aspetta il rendere conto. Potrebbe avvenire che nel corso della stampa fossero richieste alcune altre postille, alle quali sin dal presente dichiaro di non aver parte veruna. Le materie teologiche non sono di mia pertinenza, nè voglio che alcuno abbia ad applicarmi la nota sentenza di Apelle.

Sorvegliati speciali: Gli intellettuali spiati dai gendarmi

Nessuno si aspetterebbe di ritrovarli in mattinali e rapporti riservatissimi della polizia. Eppure, i più importanti scrittori, pittori, registi, attori, filosofi, giornalisti italiani sono stati spiati per decenni. L’incredibile vicenda prende avvio nel dopoguerra e s’intensifica in epoca scelbiana quando si lavora intensamente per schedare l’intellighenzia di sinistra, che è ritenuta non solo un covo di potenziali sovversivi ma anche la longa manus della propaganda dei partiti dell’opposizione, i tentacoli di una polipesca operazione socialista e comunista per conquistare consensi. Emerge così dai rapporti di polizia il resoconto insolito di riunioni riservate, assemblee e conventicole che impegnano i più noti intellettuali di sinistra, dagli anni in cui si genuflettono al mito dell’Unione Sovietica agli incontri più carbonari e segreti degli anni Settanta. Lavorando su archivi fino a oggi mai esplorati, Mirella Serri riporta alla luce non solo la sotterranea caccia all’intellettuale scatenata dai governi a maggioranza democristiana ma anche il profilo nascosto della storia della cultura di sinistra in Italia, con le sue grandi illusioni e i suoi atroci abbagli. **
### Sinossi
Nessuno si aspetterebbe di ritrovarli in mattinali e rapporti riservatissimi della polizia. Eppure, i più importanti scrittori, pittori, registi, attori, filosofi, giornalisti italiani sono stati spiati per decenni. L’incredibile vicenda prende avvio nel dopoguerra e s’intensifica in epoca scelbiana quando si lavora intensamente per schedare l’intellighenzia di sinistra, che è ritenuta non solo un covo di potenziali sovversivi ma anche la longa manus della propaganda dei partiti dell’opposizione, i tentacoli di una polipesca operazione socialista e comunista per conquistare consensi. Emerge così dai rapporti di polizia il resoconto insolito di riunioni riservate, assemblee e conventicole che impegnano i più noti intellettuali di sinistra, dagli anni in cui si genuflettono al mito dell’Unione Sovietica agli incontri più carbonari e segreti degli anni Settanta. Lavorando su archivi fino a oggi mai esplorati, Mirella Serri riporta alla luce non solo la sotterranea caccia all’intellettuale scatenata dai governi a maggioranza democristiana ma anche il profilo nascosto della storia della cultura di sinistra in Italia, con le sue grandi illusioni e i suoi atroci abbagli.

Sogni E Favole

**Il nuovo «libro strano» di Emanuele Trevi, un quasi-romanzo di tre vite vere. La memoria fantastica di una Roma disfatta, la giovinezza e la mezza età degli umani, l’illusione che le fa felici, l’imprudente verità dell’arte.**
**Roma** , **1983**. Il Novecento brilla ancora. Emanuele, neppure ventenne, lavora in un cineclub del centro. Una notte, al termine di un film di Tarkovskij, entra in sala e vi trova un uomo solo, in lacrime. È Arturo Patten, statunitense trapiantato a Roma, uno dei più grandi fotografi ritrattisti. Per tutto lo scorcio del secolo, Emanuele ascolterà la lezione del suo amico, Lucignolo e Grillo Parlante assieme, che vive la vita con invidiabile intensità, e grazie a lui incontrerà Cesare Garboli, il «grande critico» cui è qui dedicato uno splendido cammeo, che prima di morire gli affiderà la missione di indagare su Metastasio e sul suo sonetto *Sogni, e favole io fingo*. «Favole finge» tutta la grande letteratura moderna qui evocata, da Puškin a Pessoa fino ad Amelia Rosselli, somma poetessa italiana del Novecento, che abita nella stessa strada di Arturo e che come lui lascerà la vita per scelta; Emanuele incontrerà più volte quel meteorite umano, sempre in fuga da oscuri e spietati nemici, e con Arturo è lei, e la sua eredità, l’altra protagonista di questo folgorante «libro strano» di Trevi – romanzo autobiografico e divagazione saggistica assieme, sette anni dopo *Qualcosa di scritto*.
Arturo, Amelia, Metastasio guidano lui e noi nel cuore di una Roma piovosa e arcaica, nel cerchio simbolico della depressione e dell’insensatezza, verso l’approdo vitale dell’illusione: se, come scrive Metastasio, le storie inventate suscitano in noi la stessa commozione delle vicende reali, forse di sogni e favole è fatta la vera vita.

Sognando Bologna

All’opera terza, la scrittura di Riccardo Bassi si tinge di mistero. Intrighi polizieschi, strane appari-zioni, incredibili sparizioni e spunti di fantapolitica sono gli ingredienti portanti del suo nuovo ro-manzo con i quali, sullo sfondo di una Bologna carbonara (in odor di carboneria mazziniana e di rock alla Luca Carboni), cucina un piatto tutto italiano, tra Montalbano e Nikita.
Non mancano l’amore, la palestra, i motori, le birre e le ragazze facili.
Kevin, un belloccio dal passato non facile e dallo spessore piuttosto medio, vive così, insieme ad Alice, agente appartenente a corpi speciali indefiniti, un incubo che dura un libro intero.
Sparatorie e gioielli, corruzione e terrorismo, mentori e filantropi.
Dalla sua Milano nebbiosa e affumicata, dobbiamo immaginarci un Bassi giallista, diventato sposo e papà nel giro di pochi libri, che scrive questa storia a tratti commovente, ma spesso divertente, so-gnando le colline e le piazze della Grassa e Materna Bologna.
E dopo qualche riga eccoci lì, in Piazza Maggiore, dove tra i rumori di sottofondo e la multietnicità dei nuovi residenti, pare di sentire ancora le voci di Dalla e di Carboni cantare insieme. **
### Sinossi
All’opera terza, la scrittura di Riccardo Bassi si tinge di mistero. Intrighi polizieschi, strane appari-zioni, incredibili sparizioni e spunti di fantapolitica sono gli ingredienti portanti del suo nuovo ro-manzo con i quali, sullo sfondo di una Bologna carbonara (in odor di carboneria mazziniana e di rock alla Luca Carboni), cucina un piatto tutto italiano, tra Montalbano e Nikita.
Non mancano l’amore, la palestra, i motori, le birre e le ragazze facili.
Kevin, un belloccio dal passato non facile e dallo spessore piuttosto medio, vive così, insieme ad Alice, agente appartenente a corpi speciali indefiniti, un incubo che dura un libro intero.
Sparatorie e gioielli, corruzione e terrorismo, mentori e filantropi.
Dalla sua Milano nebbiosa e affumicata, dobbiamo immaginarci un Bassi giallista, diventato sposo e papà nel giro di pochi libri, che scrive questa storia a tratti commovente, ma spesso divertente, so-gnando le colline e le piazze della Grassa e Materna Bologna.
E dopo qualche riga eccoci lì, in Piazza Maggiore, dove tra i rumori di sottofondo e la multietnicità dei nuovi residenti, pare di sentire ancora le voci di Dalla e di Carboni cantare insieme.

Smettere di Fumare adesso

Questo libro è la chiave che vi permetterà di uscire dalla prigione del fumo con facilità. Il metodo Easyway (letteralmente modo facile) non si basa su inutili tattiche intimidatorie, non fa appello alla forza di volontà né porta ad ingrassare, ma, capitolo dopo capitolo, dimostra come sia il fumatore accanito sia quello occasionale possano, serenamente, liberarsi dalla schiavitù della nicotina per sempre. Tutto quel che occorre per diventare felici non fumatori è solo il tempo di leggere queste pagine, come testimoniano i milioni di persone che l’hanno già letto, perché – nonostante sembri impossibile – smettere di fumare è facile, se sai come farlo. ** 

Silver Moon – Il Serpente Di Pietra

Yelena torna alla terra e alla famiglia cui era stata strappata e comincia il durissimo addestramento alla magia. Belve feroci, complotti e minacce di oscuri avversari non sono tuttavia i soli pericoli che deve affrontare nella selvaggia Sitia: un misterioso assassino, che paralizza e uccide come un serpente, ha deciso infatti di impadronirsi dei suoi poteri. Nella lotta per salvare se stessa e il suo mondo, Yelena troverà gli amici di un tempo e soprattutto Valek, l’unico uomo impermeabile alla magia, ma non al suo amore.

Senza via di scampo

Se «la vecchia» ha proprio con lui, Vladimir, un rapporto così speciale, è perché loro due si somigliano: provano entrambi un profondo disgusto per tutto quanto li circonda, e la medesima pietà per se stessi. Due mascalzoni infelici, intrisi di amarezza e di cinismo, questo sono. Perciò, lasciando che gli scrocconi vaghino annoiati nella grande villa, Jeanne Papelier si ubriaca insieme a lui; finisce sempre che si mettono a piangere, e poi vanno a letto insieme. Sono anni che Vladimir ricopre il duplice ruolo di amante e di domestico; e che si occupa dell’Elektra, lo yacht attraccato nel porticciolo di Golfe-Juan, insieme a Blinis, russo bianco come lui, con il quale ha diviso l’esilio e la miseria prima che trovassero la gallina dalle uova d’oro. Un equilibrio apparentemente perfetto, che si romperà allorché farà la sua comparsa una donna giovane e bella, la figlia della vecchia Papelier – una che non ha nulla a che fare né con quella ricchezza né con quell’abiezione. Per Vladimir comincerà allora una storia diversa, una storia in cui ci sarà prima il desiderio, poi il tradimento, poi il rimorso, e poi anche una sorta di delitto espiatorio. Per finire in un naufragio che sarà per lui come una liberazione.

Se Segui La Luna Tutto È Permesso: (Al Momento Giusto)

In che modo si può mangiare sano e prendersi cura del corpo rispettando il proprio carattere, in armonia con i ritmi della luna e della natura? Il segreto, secondo gli autori, è capire che esistono due categorie di persone i tipi alfa e i tipi omega e che se si segue unalimentazione commisurata al proprio tipo è possibile stare bene senza il bisogno di seguire rigide restrizioni. Nel libro, in cui sono ripresentate e approfondite le nozioni base sulla luna, Johanna Paungger e Thomas Poppe offrono consigli alimentari in cui colori ed erbe giocano un ruolo fondamentale e ci accompagnano in un esauriente giro attraverso il corpo e lo zodiaco, per insegnarci cosa fa bene allorganismo e in quale preciso momento. Insomma «tutto è permesso»: basta solo fare attenzione al momento giusto, dare ascolto al proprio personale intuito e fidarsi della proprie sensazioni. Così facendo nulla potrà andare più storto.

Satyricon

Cura e traduzione di G.A. Cibotto Edizione integrale con testo latino a fronte Scritto nel linguaggio diretto e colloquiale tipico del volgo, il Satyricon, misto di prosa e di poesia, è molto più di un’audace e brillante parodia del romanzo greco d’amore e d’avventura: attraverso le vicende di Encolpio e Ascilto, coppia “irregolare”, si viene infatti illuminando lo straordinario affresco di una Roma imperiale brulicante di arricchiti, matrone lussuriose, poetastri e parassiti. Giocando con apparente noncuranza con le infinite possibilità narrative di imprevisti e bizzarri richiami e affinità sottili e sorprendenti, Petronio si avvale di un gusto compiaciuto e divertito dello scrivere che gli consente una particolare felicità espressiva, oscillante ironicamente tra il virtuosismo stilistico e la concretezza descrittiva. Il Satyricon è il capolavoro parodistico e satirico della latinità: l’opera con cui “l’arbitro del gusto” ci ha lasciato un quadro insuperato della sensualità pagana e una chiave di lettura sottile e arguta dei sintomi di decadenza dell’impero romano. «Ci stavamo tuffando in simili delizie, quando fra canti e suoni apparve Trimalcione. Lo adagiarono fra montagne di cuscini, sicché non riuscimmo a trattenerci dal ridere. Infatti, da un mantello rosso fuoco si vedeva spuntare una zucca pelata, che intorno al collo tutto infagottato sfoggiava un tovagliolo ornato di rosso, da senatore, con delle frange che pendevano da tutte le parti.» Petronio Petronio Arbitro, scrittore latino del I secolo d.C., nominato da Nerone “arbitro del gusto e dell’eleganza”, ci viene descritto nel XVI libro degli Annales di Tacito (unica fonte certa di dati biografici relativi all’autore del Satyricon) come un uomo incredibilmente raffinato, amante del lusso e di tutti i piaceri della vita. La sua opera è stata apprezzata in particolar modo durante il Rinascimento e l’Ottocento.

Sangue antico

John Madison, mercante d’arte americano di origine turca, è tormentato dal senso di colpa: era lui al volante nel terribile incidente in cui ha perso la vita l’anziano fratello Samuel, celebre archeologo ed esperto di antichità mesopotamiche. Quando un amico d’infanzia viene ucciso con un’overdose di eroina, John si rende conto di essere finito in un gioco più grande di lui… Tutto ruota attorno a una preziosa tavoletta babilonese, che riporta un’incisione con le parole del profeta biblico Naum, ed era stata sottratta – o salvata – dal fratello Samuel durante il saccheggio del Museo Nazionale di Baghdad nel 2003. Potrebbe contenere le istruzioni per ritrovare un favoloso tesoro, e qualcosa di infinitamente più importante: la chiave per penetrare un’antica sapienza trasmessa nei secoli da generazioni di iniziati. Ma la tavoletta è scomparsa. Per averla qualcuno è disposto a uccidere, e l’ha già fatto. La soluzione sta in una chiavetta usb fatta pervenire a John. Risolvendo gli enigmi che contiene, con l’aiuto di alleati che potrebbero trasformarsi in nemici mortali, John si avvicina sempre più alla sua meta, in Iraq, in uno dei luoghi più pericolosi del pianeta, alla ricerca della verità. Dalla Ninive del settimo secolo avanti Cristo alla Baghdad insanguinata di oggi, D.J. McIntosh ci trascina in un’avventura che, a partire dalle leggende babilonesi, dalle profezie bibliche e dai racconti degli storici greci arriva al mistero della dea che nella Bibbia era chiamata la prostituta di Babilonia, ISHTAR, e al potere occulto che ancora oggi muove il mondo: quello dell’alchimia.

Saluti (poco) cordiali

« *Un’immaginazione straordinaria e una delicatezza squisita. Incantevole.* »
**Amélie Nothomb**
« *Un piccolo romanzo crudele, bonariamente misantropico, ben costruito. Una prosa elegante, chiara come l’acqua illuminata dal sole, con un tocco poetico.* »
**LA QUINZAINE LITTÉRAIRE**
È arrivato l’autunno e su un’isola al largo della costa bretone Gabriel, il postino,consegna a Théodore una busta anonima. È solo la prima di una serie di lettere che fanno irruzione nelle case degli abitanti, e che con poche parole insinuanti ne turbano la tranquillità, portando a galla segreti e paure. In un tempo in cui gli scambi epistolari stanno ormai scomparendo, questi brevi messaggi danno inizio a un gioco crudele che finisce per coinvolgere tutti, destabilizzando l’equilibrio della vita quotidiana. Al bar La Marine, i clienti lanciano le prime accuse… Chi è il corvo che si diverte a risvegliare i fantasmi e a smascherare le debolezze degli isolani? È forse Valérie, la barista? O il giovane e squattrinato Tommy? O ancora Irène, la solitaria? A poco a poco, si inizia a sospettare di chiunque, anche del proprio vicino, e l’inquietudine cresce fino a che gli eventi prendono una piega alquanto spiacevole… Spetterà a Gwenegan, il poliziotto venuto dalla terraferma, scoprire l’identità dell’anonimo autore e riportare la vita dell’isola alla normalità.
Con questo **giallo raffinato** , che rende omaggio all’arte di scrivere lettere, **Christophe Carlier** esplora, in **tono ironico e leggero,** le dinamiche dei rapporti umani all’interno di una piccola comunità, con le loro convenzioni e ipocrisie, per indagare ciò che si cela nel fondo dell’animo umano.