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BRAMA OSCURA

Mak Vanderwall, canadese, affascinante studiosa di psicologia forense e modella internazionale, è sopravvissuta al killer dei tacchi a spillo. Diciotto mesi dopo la fine di quell’incubo, Mak torna a Sydney per il processo. Ma appena viene emesso il verdetto, accade l’impensabile: il killer fugge, aiutato da un complice insospettabile. Mak sa di essere nuovamente al centro del vortice maledetto. Come se non bastasse, i fotografi e i giornalisti le stanno addosso, rendendola un bersaglio perfetto per il killer.

I benpensanti. Contro i tutori dell’ordine filosofico

C’è un’aria di restaurazione che spira in filosofia, soprattutto in Italia. Idee come Realtà e Verità, che per tutto il Novecento sono state sottoposte a critica serrata, tornano oggi come nuovi idoli o feticci del pensiero accademico. Sotto l’apparenza di una confutazione del postmodernismo, la filosofia dell’università diffonde una sorta di catechismo o di manuale d’istruzione per gli scettici. Ed ecco riapparire le maschere di sempre del teatro filosofico: oltre alla Realtà e alla Verità, l’Oggettività, il Realismo, la Morale, l’Educazione… Etichette a cui non corrisponde alcun contenuto originale di pensiero, ma che vorrebbero soddisfare la domanda di conformismo che sale da una cultura spaventata dalla mancanza di punti fermi. Questo saggio non vuole essere certamente una critica del Nuovo Realismo, una moda che già mostra la corda. Piuttosto, riprende alcuni grandi temi del pensiero del secondo Novecento, oggi per lo più trascurati o minimizzati, mostrandone fecondità e attualità. Ed ecco in questo libro discussioni serrate del ruolo del linguaggio per il pensiero (in cui alcuni filosofi medievali appaiono più avanzati dei neo-realisti d’oggi…), dell’idea di verità scientifica e storica, dei mondi possibili, del governo delle menti, del rapporto tra credenze e razionalità, dell’infondatezza ultima del pensiero morale e altre ancora. **

L’asso nella manica a brandelli

Questo saggio vuole fornire alcune indicazioni su come affrontare i problemi della vecchiaia con serenità e sicurezza. L’autrice non parte da considerazioni etiche, sociologiche o psicologiche, bensì scientifiche, con le quali dimostra che il cervello umano invecchiando perde alcune prerogative, ma le sostituisce con altre che in parte compensano e superano quelle perdute. L’autrice accompagna la sua dimostrazione con una serie di esempi di personalità attive fino alla vecchiaia, come Michelangelo, Galileo Galilei, Bertrand Russell e Pablo Picasso. **

L’arte dissente

In questi dieci saggi brillanti e provocatori Jeanette Winterson, una delle più stimate e anticonformiste narratrici contemporanee, rivela il suo personale e imprevedibile talento come critica d’arte e di letteratura. Le sue riflessioni sugli argomenti più eterogenei – dalla *Gioconda* all’autobiografia di Gertrude Stein, dalla ghettizzazione degli scrittori omosessuali alla nascita della sua passione per la lingua, dalla pittura moderna a Virginia Woolf – ci presentano una nuova prospettiva sul mondo e sulla creatività: la Winterson offre infatti una risposta all’eterno interrogativo su cosa sia l’arte e libera i capolavori di ogni genere dai preconcetti, per restituirceli con tutta la loro forza nel colpire, stupire, emozionare, trasformare. Tutta la loro forza nel generare l’estasi con la loro invereconda sfrontatezza.

Una alternativa alla laicità

È piuttosto raro trovare pronunciamenti critici a proposito della laicità. A volte se ne ammette un momento di difficoltà, ma per serrare le fila a sua difesa. La laicità è davvero un valore tra i più condivisi; non solo: spesso è addirittura identificata con la modernità, e quasi sempre con l’identità stessa dell’Europa. Dello stesso autore de “II rompicapo della secolarizzazione italiana”, questo libro si chiede se non sia il caso di avviare una più attenta discussione sulla laicità, e se non sia il caso di sostituire alcune certezze con altrettante domande. La ricerca muove dalle spiegazioni del momento difficile attraversato dai regimi di laicità, le quali, curiosamente, sovrastimano il cosiddetto ritorno della religione. Dopo aver proposto una serie di interrogativi, termina avanzandone un ultimo: serve a qualcosa parlare di laicità “sana”, o “buona”, o “positiva”, o …? E se si trattasse di riconoscere le alternative alla laicità? E dunque di relativizzare la laicità?

Al cinema con il mostro

Vampiri assetati di sangue, maghi dai poteri tenebrosi, mostri orripilanti e malefici, belve sanguinarie: sono alcune delle molteplici facce che l’orrore è andato rivelando sugli schermi di tutto il mondo da quando il cinema ha fatto la sua comparsa. Come dimenticare le maschere di Christopher Lee e Boris Karloff, di Bela Lugosi e Vincent Price? Spesso dietro le sceneggiature di questi film stanno racconti famosi, usciti dalle penne dei più importanti scrittori di ogni nazione, dalla fantasia cupa di un Poe, dall’umorismo grottesco di un Gogol’, dal lirismo tragico di un Bradbury, o dall’immaginazione tormentata di un Lovecraft. Ve ne offriamo un succoso festival, 18 racconti celebri da cui sono nati altrettanti film di successo. A voi assegnare l’Oscar, guidati da due esperti come Vincent Price e Christopher Lee.

Agr e la scomparsa di Omber

Risolto da poco il caso Carpino, prima inchiesta di Italo Agrò, il giovane e talentuoso sostituto procuratore della Repubblica di Roma si ritrova a investigare su una serie di persone collegate alla sua precedente indagine, a causa della sparizione del socio di Abramo Carpino, il commerciante Omber Pagliotta – denunciata dalla figlia Alicante – e di quella del suo autista Sabino Utignaro. Agrò indaga nel mondo degli affari del commerciante scomparso, scoprendo che è destinatario di molti quattrini, inviatigli via Malta e via San Marino da organizzazioni criminali, che vengono impiegati da Pagliotta per finanziamenti e partecipazioni azionarie. Ma nelle indagini si innesta anche un filone di pedofilia e di frequentazione di prostitute, che sembra ingarbugliare maggiormente la già intricata matassa della vicenda. Un nuovo coinvolgente caso per Italo Agrò, dalla penna di Domenico Cacopardo, per una storia che incrocia la trama del giallo al racconto dell’Italia, nella quotidianità dei protagonisti della vicenda, ma anche e soprattutto nei contorni politici e sociali del nostro paese.

Acqua da tutte le parti: Viaggio in 102 paesi e città dell’Italia che fiorisce o sparisce

Da una delle penne più felici del nostro giornalismo, un nuovo straordinario Viaggio in Italia: da Avegno a Favare, da Cassacco a Decollatura, da Petrosino a Fossombrone, quasi quindicimila chilometri alla scoperta delle meraviglie e delle disgrazie di un Paese che fa «acqua da tutte le parti» ma continua miracolosamente a galleggiare. L’Italia è lunga e stretta. Se sei sull’Aurelia e scendi verso sud, il mare ti accompagna a destra; se invece guidi lungo l’Adriatico, l’acqua occhieggia da sinistra. Ma per guardare l’Italia bisogna dare quasi sempre le spalle al mare e rivolgersi verso l’interno. Per tre anni, ogni giorno ho riversato nel taccuino le tracce di ogni viaggio, dettagli anche minuscoli. Il bottino che stipavo era tutto ciò che non aveva possibilità di comparire sul mio giornale, una montagna di informazioni minute, secondarie, accessorie, o di storie che lasciavo ai margini delle inchieste nell’attesa che, dopo tanta semina, un giorno potessero germogliare e insieme costituire l’anima di un altro racconto, di un nuovo viaggio. Così è nato questo resoconto sull’eternità di certi luoghi e certi paesaggi italiani dove il passato non finisce mai e il futuro stenta ad arrivare. Ci sono paesi che si raggiungono solo a piedi, come Topolò al confine con la Slovenia, e paesi senza tempo dove si fabbricano orologi, come Uscio in Liguria; paesi dove la terra finisce, come Depressa nel Salento, e paesi abitati da capre, come Craco in Lucania. Soprattutto, ci siamo noi italiani in questo libro: una sequenza di carità e di imbrogli, di anime morte e di anime belle, di volti sorridenti e di predoni da strada. Una volta messi in fila non si sa se abbracciarli tutti oppure darsi alla fuga il più rapidamente possibile. (Antonello Caporale)

A testa in su

“Oggi indignarsi non basta più. Occorre un’ondata di partecipazione alla vita politica, uno tsunami di interesse per tutto quel che è comune. Occorre cospirare. Non solo votare, ma partecipare.” Alessandro Di Battista, uno dei più noti e attivi esponenti del Movimento 5 Stelle, ha le idee chiare quando si parla di partecipazione: bisogna mettersi in viaggio e andare a scoprire il Paese reale, piazza dopo piazza, come ha fatto nella lunga estate del 2016. Ma questa è stata solo l’ultima di molte partenze – verso l’America Latina, il Guatemala, il Congo – che Di Battista ha intrapreso nella sua vita, anche prima di entrare nel Movimento.A testa in su invita a riappropriarsi della propria vita sociale. È un appello a mettersi in gioco per sostituire il politico di professione con il cittadino responsabile.Attraverso molti incontri – con Gianroberto Casaleggio, Beppe Grillo e migliaia di persone – e altrettanti scontri – con i partiti e la stampa – Di Battista spiega le ragioni della sua scelta, le posizioni del Movimento e le regole che si è dato per non farsi travolgere dalla spirale del potere e agire nell’interesse della collettività.La Rete e la crisi della democrazia rappresentativa, l’ambiguità dei media e le lotte del Movimento sono raccontate senza filtri o ipocrisie. È una chiamata a mettersi in viaggio per scardinare le regole sporche del sistema, riprendendosi, da cittadini, la sovranità del Paese.Perché la battaglia del presente, e del futuro, non sarà tra destra e sinistra ma tra chi si china e chi cammina a testa in su.

A Sua Insaputa

Le poesie di Vendola e Bossi, i dialoghi tra Di Pietro e i suoi pulcini, le vacanze di Formigoni, i complessi estetici di D’Alema. Mentre la Seconda Repubblica arriva al capolinea, quattordici dei suoi protagonisti si raccontano. Per la prima volta a loro insaputa. Lo fanno attraverso un esilarante blob costruito con le frasi più surreali e divertenti rilasciate in centinaia di interviste, conferenze stampa, comparsate televisive, autobiografie ufficiali e intercettazioni, mixate in una lunga confessione senza freni inibitori. Ogni ritratto si trasforma in un monologo ininterrotto che rivela vizi, tic, contraddizioni ideali e caratteriali di un’intera classe dirigente. Da Bersani a Fini a Bertinotti a D’Alema, passando per Mastella, Prodi e Casini, tutti si confessano in prima persona. Tutti tranne Silvio Berlusconi. A raccontare il Cavaliere ci pensano le donne che lo hanno conosciuto. In un crescendo molto poco istituzionale che dal bunga bunga arriva allo squit squit, ultima moda delle cene di Arcore.

9 settimane e ½

Direttore responsabile GIGI VESIGNA Edizione speciale per “NOI il settimanale degli italiani” I Edizione digitale a cura di Hammurabi Titolo originale dell’opera: Nine and a Half Weeks Traduzione di Paola Campioli 1978 Arnoldo Mondadori Editore Copertina: design Graffiti Edizione fuori commercio non in vendita separatamente Ambientato a New York e i suoi protagonisti sono un arbitraggista di Wall Street, ed una gallerista d’arte divorziata. Dopo essersi conosciuti in una rosticceria a Chinatown, i due intavolano un rapporto difficile, in cui John coinvolge Elizabeth in alcune esperienze erotiche. Tali esperienze finiranno peraltro per stravolgere la salute mentale della protagonista, che rischia di diventare una marionetta del suo compagno (simbolo di tale sconvolgimento emotivo è un pesce rosso che viene inforchettato, ucciso e mangiato in una delle scene). Così Elizabeth, dopo aver conosciuto il pittore Farnsworth, che compie un percorso di vita antipodico al suo, inizia a ribellarsi. Poi scopre che John è solito frequentare il sesso a pagamento, e rimane un’ultima notte con lui. Infine, dopo una relazione di nove settimane e mezzo (da cui il titolo del film) lo abbandona tra le lacrime, tornando al lavoro di gallerista.

Lo zoo stregato

Peggy Sue e il cane blu si preparano a trascorrere delle piacevoli settimane sul lago d’Aqualia, ma una tremenda sorpresa li attende al loro arrivo: gli animali che dovevano intrattenere i turisti non sono più gli stessi, hanno preso il potere e occupato la città, trasformando la spiaggia e il parco di divertimenti in un caos generale. Sono creature bizzarre venute chissà da dove, con poteri magici e inimmaginabili: il serpente contorsionista è dotato di un veleno esplosivo, i telefoni cellulari sussurrano segreti che catturano la mente di chi li usa, un gruppo di balene bersaglia le case con pietre infiammabili e un drago tossisce fuoco al punto di mettere a repentaglio l’intera città!

Wall Street 1929

«Certi anni, come certi poeti e uomini politici e certe belle donne, si distinguono nettamente per fama dai loro simili: il 1929 fu evidentemente un anno del genere. Come il 1066, il 1766 e il 1914 è un anno che tutti ricordano. Uno è entrato all’università prima del 1929, si è sposato dopo il 1929 o non era ancora nato nel 1929…». John Kenneth Galbraith

Vuoi giocare

Da tempo, padre Newberry si è convinto che i preti cattivi vengano spediti a predicare nel gelido e selvaggio Wisconsin. Ma di quale cattiveria si saranno macchiati due dei suoi più assidui (per non dire bigotti) parrocchiani per finire uccisi proprio in chiesa, in un’alba gelida e impietosa? E perché quei due non hanno mai rivelato al mondo di essere benestanti… anzi davvero molto ricchi? Le cose non vanno meglio nel vicino (e altrettanto gelido) Minnesota. Prima un ragazzo che faceva jogging viene trovato ucciso sull’argine del fiume che attraversa Minneapolis; poi il cadavere di una ragazza viene scoperto appeso a un angelo di pietra, nel cimitero della città. Il filo rosso che lega quegli omicidi emerge in fretta: l’assassino sta imitando i delitti di un videogame, che tuttavia non è ancora in commercio. E i cinque creatori del gioco – che formano la società Monkeewrench -appaiono ancora più sconcertati dei detective Magozzi e Rolseth, incaricati delle indagini. E c’è qualcosa che rende più complessa la partita. Perché nessuno dei soci della Monkeewrench sembra avere un passato? Perché una di loro, Grace MacBride, gira sempre armata e vive in una specie di casa-fortezza? Primo volume della serie dei Monkeewrench, arrivato a quota quattro e unico finora tradotto in Italia, opera di un’insolita coppia di autrici, madre e figlia, ovvero P.J. e Traci Lambrecht.

Vortice

Gli agenti federali Mulder e Scully vengono assegnati ai casi irrisolti che l’FBI vuole sbrigare con discrezione e rapidità, prima che venga resa pubblica l’esistenza delle forze soprannaturali, o innaturali, o forse incredibilmente naturali, che li hanno originati. È un viaggio nient’affatto facile, che richiede una buona dose di sangue freddo davanti a morti efferate e insensate, di intelligenza per seguire le indagini, e di equilibrio mentale per accettare la soluzione senza cadere in preda al panico e al terrore. Non sono situazioni irreali, che coinvolgono temporaneamente e non lasciano tracce: sono casi ai limiti della realtá, il cui confine nebuloso e confuso ci costringe dubitanti e palpitanti a chiederci se non potrebbe accadere anche qui, anche a noi, perché la ragione si rifiuta di confermarcene l’impossibilità. I due agenti, un uomo e una donna che rifuggono da canoni e pregiudizi, per affiatamento e complementaritá sono i piú adatti a svelare i presunti misteri, senza fermarsi di fronte a nulla, nemmeno agli aspetti piú insoliti, raccapriccianti, eppure logici e inconfutabili, della vita, oppure della morte. E quella che si trovano ad affrontare in Vortice è una delle morti piú agghiaccianti e dolorose che si possano immaginare: le vittime sono state scorticate vive, ma come, e da chi o da cosa, e per quale motivo? Non sarà facile scoprirlo, e Mulder e Scully ci riusciranno solo mettendo a repentaglio la loro vita.

Il volto della paura

New York. C’è un maniaco scatenato nelle strade della metropoli. È il Macellaio. Il suo nemico più pericoloso non è la polizia, ma il sensitivo Graham Harris, che in una trasmissione televisiva ha incautamente rivelato di poter svelare l’identità del mostro. Ma non ha fatto i conti con la lucida determinazione del suo avversario: e così una sera il grattacielo di Manhattan dove il sensitivo e la fidanzata Connie sostano fino a tardi diventa una trappola mortale. Harris deve liberarsi entro l’alba, e c’è qualcosa del Macellaio che egli purtroppo ignora…