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Poesie

Poesie by Federico García Lorca
Nel *Libro de poemas*, composto dal 1918 al 1920, Lorca documenta il suo grande amore per il canto e la vita. Dialoga con il paesaggio e con gli animali con il tono modernista di un Rubén Darío o un Juan Ramón Jiménez facendo affiorare le sue inquietudini sotto forma di nostalgia, di abbandoni, di angosce e di protesta ponendosi domande di natura esistenziale:
*Che cosa racchiudo in me
in questi momenti di tristezza?
Ahi, chi taglia i miei boschi
dorati e fioriti!
Che cosa leggo nello specchio
d’argento commosso
che l’aurora mi offre
sull’acqua del fiume?*.

Le più antiche storie del mondo

« Sono tutte narrazioni splendidamente fantasiose ed emotive… Il legame con l’amico, l’amore per la bellezza femminile, l’avido desiderio del segreto di vita eterna, la perduta speranza del ritorno di giovinezza che cosa sono se non l’universale umano? Ebbene, circa cinquemila anni or sono, già questi temi si facevano poesia.»
Franco Antonicelli
Composte oltre quaranta secoli fa da popoli che vivevano nel vicino Oriente-Babilonesi, Assiri, Ittiti e Cananei – queste storie furono graffite su tavolette d’argilla e recuperate soltanto verso la metà del secolo scorso (o, in alcuni casi, solo negli ultimi decenni) dalle rovine di città inghiottite dal tempo, dove gli archeologi trassero alla luce antichissime biblioteche, come quella di Assurbanipal a Ninive o quella del tempio di Ugarit. Il professor Theodor H. Gaster, insigne studioso inglese delle letterature primitive, per la prima volta ha portato al livello di lettura corrente i testi pazientemente decifrati da scritture siilabiche, ideografiche, cuneiformi. Queste storie, che erano destinate ad essere lette ad alta voce o recitate, sono epopee di eroi, grottesche narrazioni familiari degli dèi, interpretazioni mitiche dei fenomeni naturali, racconti tragici, favole di animali e di mostri. I loro simboli riportano il lettore a un’arcaica visione del mondo piena di ansie, incubi e speranze.

Piccole donne

Crescere non è facile per le sorelle March. La povertà minaccia la loro casa e l’adorato padre è stato chiamato a combattere nella guerra di Secessione. Su di loro, però, veglia l’amorevole mamma, preoccupata per il loro avvenire e, al contempo, fiera delle loro scelte. Anche i sogni non mancano: costruire una nuova famiglia per la pacata Meg; diventare scrittrice per quel maschiaccio di Jo; vivere serenamente nella casa paterna per la dolce Beth; intraprendere la carriera d’artista per la vanitosa Amy. Realizzarli non sarà facile, ma nulla sembra impossibile per chi conosce il segreto dell’affetto, dell’ottimismo e della solidarietà. Età di lettura: da 10 anni.
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Picatrix – La scala ser l’Inferno

1361, Saragozza. Il regno dei cristiani, è stato profetizzato, finirà “tra teste di cane e alberi di sangue”: a Nicolas Eymerich, Inquisitore di Saragozza, l’incarico di scoprire cosa si nasconde dietro quell’orrenda similitudine. Nel futuro, a La Palma. Due sconosciuti prelevano il professor Frullifer, per accompagnarlo in una clinica molto particolare. Là, durante la cerimonia del Sinforiano, i pazienti si mettono ad abbaiare come cani. E smettono solo quando l’effigie del Diavolo è stata arsa sul rogo…

Il pianeta del deserto

Dopo le avventure narrate in *Ribelle genetico* (“Urania n. 1425), C. J. Cherryh getta i suoi personaggi in una crudele missione di ricerca e di morte. Fra le stelle del Commonwealth c’è un’oasi di soli G-5, e in un angolo remoto della regione ruota un pianeta solitario, i cui abitanti considerano leggendaria l’antica Discesa delle Navi. E’ un mondo duro su cui si gioca una partita spietata. Marak ne è uno degli attori: il figlio diseredato dell’unico uomo che abbia osato opporsi alla Ila, immortale padrona del pianeta. Ma la Ila è veramente una creatura eterna? Questo e altri misteri si addensano sul pianeta del deserto dove è ormai il momento della resa dei conti.

Il Piacere

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Il Piacere by Gabrielle D’Annunzio
Andrea Sperelli è un nobile romano (nato però in Abruzzo) che risiede a Palazzo Zuccari a Roma. Il suo amore per Elena Muti, anch’essa nobile, conosciuta ad una festa mondana, è ormai finito, così Andrea, dopo la definitiva separazione da lei, si lascia andare ad incontri amorosi. Ferito durante un duello, Andrea viene ospitato dalla cugina nella villa di Schifanoja a Francavilla, dove conosce la ricca Maria Ferres, moglie del ministro plenipotenziario di Guatemala, di cui subito s’innamora e dalla quale viene ricambiato. Andrea, appena guarisce, torna a Roma e si rituffa nella sua solita vita mondana. Anche Donna Elena è tornata a Roma dopo due anni, durante i quali aveva preso in seconde nozze Lord Heathfield. Andrea è combattuto tra due amori: Elena Heathfield e Maria Ferres, anche lei trasferitasi a Roma con il marito e la figlia Delfina. Presto Andrea viene a sapere di una crisi finanziaria del marito di Maria che, avendo perso un’ingente somma di denaro ad una partita a carte, è costretto a trasferirsi con tutta la famiglia. Prima di partire, Donna Maria vuole concedersi per l’ultima notte ad Andrea, ma lui, essendo troppo innamorato di Elena, rovina tutto. Ad Andrea non resta che la solitudine e la consapevolezza di stare osservando un’epoca storica che cambia: ossia il passaggio del potere della nobiltà di Roma alla democrazia popolare.

Per amore di Elena

Sinossi

Elena è un incanto. Bella e sexy, conquista tutti. Ha vent’anni e vive a Cambridge dove studia e dove si è creata una propria vita, indipendente da quella del padre e della matrigna. Quando Elena viene trovata cadavere ai margini di un bosco, con il volto deturpato dalla violenza dell’assassino, per le indagini viene convocato l’ispettore Thomas Lynley e il suo aiuto, il sergente Barbara Havers. Nel rarefatto mondo dell’università di Cambridge, Lynley metterà alla luce un complicato arazzo di delitti e di rapporti umani problematici.

Passi di tango in riva al mare (Riccardo Ranieri Vol. 4)

Il cronista più imprevedibile d’Italia diventa freelance.
Un reportage su un pericoloso evaso dal carcere di Padova può essere l’occasione della vita per Riccardo Ranieri, che ha lasciato *Il Mattino di Padova* per lavorare in proprio. Se poi ci fosse la possibilità di mettersi sulle tracce del fuggiasco, il suo futuro professionale sarebbe assicurato. E la sua situazione finanziaria ne trarrebbe indubbi benefici. Ad aiutarlo nelle indagini, e a evitare che si cacci nei guai, questa volta le donne sono due: la sua caustica e bellissima compagna, il procuratore Giulia Dal Nero, e una silenziosa psicologa che lo segue ovunque come un’ombra.
Riccardo Ranieri torna a divertire e appassionare, tra siparietti spassosi e amare riflessioni sul senso della giustizia e del perdono.
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### Sinossi
Il cronista più imprevedibile d’Italia diventa freelance.
Un reportage su un pericoloso evaso dal carcere di Padova può essere l’occasione della vita per Riccardo Ranieri, che ha lasciato *Il Mattino di Padova* per lavorare in proprio. Se poi ci fosse la possibilità di mettersi sulle tracce del fuggiasco, il suo futuro professionale sarebbe assicurato. E la sua situazione finanziaria ne trarrebbe indubbi benefici. Ad aiutarlo nelle indagini, e a evitare che si cacci nei guai, questa volta le donne sono due: la sua caustica e bellissima compagna, il procuratore Giulia Dal Nero, e una silenziosa psicologa che lo segue ovunque come un’ombra.
Riccardo Ranieri torna a divertire e appassionare, tra siparietti spassosi e amare riflessioni sul senso della giustizia e del perdono.
### L’autore
Federico Maria Rivalta è nato a Milano dove si è laureato in Economia e Commercio. Nel capoluogo lombardo ha vissuto i suoi primi 46 anni, per poi trasferirsi in Veneto, sui Colli Euganei, dove ha scritto *Un ristretto in tazza grande*, *Come tracce sulla sabbia* e *Il segno mancante*.
*Passi di tango in riva al mare* è il quarto della serie di gialli che ha per protagonista il giornalista Riccardo Ranieri. Come il suo personaggio, Federico non può vivere senza i suoi pastori tedeschi, ama il golf ed è appassionato di thriller, meglio se con un tocco di umorismo.

Il paese del maleficio

Sinossi

Ellery Queen si trasferisce nella tranquilla cittadina di Wrightsville per scrivere il suo nuovo romanzo. Intanto si appassiona ai pettegolezzi della comunità locale, incentrati sul matrimonio improvviso tra la ricca Nora Wright e Jim, il giovane che anni prima l’aveva abbandonata. Ma quando la donna comincia a soffrire di un male misterioso, tutta Wrightsville è pronta a puntare il dito contro il marito. Ma è davvero possibile che Jim abbia sposato Nora solo per avvelenarla?

Il paese dei Mezarat

“Tutto dipende da dove sei nato, diceva un grande saggio. E, per quanto mi riguarda forse il saggio ci ha proprio azzeccato” dice Dario Fo, e infatti, di quella grande avventura umana, artistica e politica che è stata la sua vita leggiamo solo una parte, la prima: l’infanzia e la giovinezza, a sostegno della convinzione di Bettelheim, ampiamente condivisa dall’autore, secondo la quale i primi sette anni sono decisivi per la formazione di un uomo. Fo prende le mosse dai luoghi natii – la riva lombarda del lago Maggiore – e si avventura nel turbine della memoria restituendoci le imprese del padre ferroviere, Felice Fo, i tetti di cioccolata di una Svizzera immaginaria, le visite estive in Lomellina al nonno Bristìn, ortolano contastorie, la scoperta dell’arte – del tratto e del colore – che incrocia quella dei fabulatori della Valtravaglia – il paese dei mezaràt – e delle loro storie beffarde e pungenti -, il mito degli Argonauti reinterpretato dal bizzarro professor Civolla. Fo indugia su episodi di volta in volta teneri e drammatici: la prima pudica storia d’amore con una ragazza salvata dalle acque del lago in tempesta, la torrida passione della bella Nofret, legata al capo della malavita, per un giovane squinternato, le sfide tra i piccoli balordi della valle e il figlio del ferroviere, capace di arrivare con intelligenza e furbizia là dove il suo fisico sembra non potere. La storia continua con l’apprendistato all’Accademia di Brera di Milano, gli stratagemmi per campare, la guerra, i bombardamenti, il reclutamento forzato e, per finire, con un salto temporale in avanti, i funerali di Pa’ Fo, figura centrale di questo straordinario “romanzo di formazione”, di questa mitica evocazione di storie, nomi, personaggi leggendari in cui fluiscono, come un fiume in piena, le ragioni del cuore, le illuminazioni della memoria, le emozioni della coscienza civile.

Orestea

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L'”Orestea” è, scrive Savino nella sua Nota, “un indimenticabile pezzo di maestria teatrale”. II fasto architettonico della scena e la sua ricchezza di suggestioni; il saggio impiego dell’ambiguità, in un dramma di nascosti rancori e di sospirate vendette; la lingua poetica che non parla, ma scolpisce e dipinge, evoca spazi e solitudini immense, addensa emozioni e sentimenti contrastanti; il variare sapiente del ritmo e l’uso della ‘suspense’, che inceppa l’azione sospesa sull’orlo del gesto, quadro plastico d’orrore teso: ecco gli elementi di questa ‘maestria’. La volontà degli eroi di Eschilo è un rovello interiore, non più un dio che dall’esterno guida e sospinge. Il dovere di scegliere è il polo tragico del suo teatro: colpire o ritrarsi? Soffocare o sciogliere la guerra interiore che ci strazia? Nota storica e note di Ezio Savino.

Ogni giorno della mia vita (Super bestseller)

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Jeremy si ritrova a cercare casa nella minuscola Boone Creek, lui che non avrebbe mai lasciato New York! Ma è stata Lexie, il suo grande amore, a far compiere al suo cuore questo e altri inaspettati cambiamenti. In più, c’è una bimba in arrivo. Tutto andrebbe per il meglio se Jeremy non vedesse Lexie incontrare di nascosto un vecchio spasimante. E chi ha cominciato a rivelargli per e-mail fatti del passato di Lexie che la donna gli aveva tenuto segreti? Forse ha ragione il suo amico Alvin: poche settimane non sono sufficienti per conoscersi davvero e rivoluzionare tutta la propria esistenza. Per fortuna, la vita a due si rivela tenera, eccitante, comica, romantica, piena di progetti e desideri. Finché un evento imprevedibile rivoluziona di nuovo tutto.
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### Sinossi
Jeremy si ritrova a cercare casa nella minuscola Boone Creek, lui che non avrebbe mai lasciato New York! Ma è stata Lexie, il suo grande amore, a far compiere al suo cuore questo e altri inaspettati cambiamenti. In più, c’è una bimba in arrivo. Tutto andrebbe per il meglio se Jeremy non vedesse Lexie incontrare di nascosto un vecchio spasimante. E chi ha cominciato a rivelargli per e-mail fatti del passato di Lexie che la donna gli aveva tenuto segreti? Forse ha ragione il suo amico Alvin: poche settimane non sono sufficienti per conoscersi davvero e rivoluzionare tutta la propria esistenza. Per fortuna, la vita a due si rivela tenera, eccitante, comica, romantica, piena di progetti e desideri. Finché un evento imprevedibile rivoluziona di nuovo tutto.

Novelle per un anno. Vol. 1: Lo scialle nero – La vita nuda – La rallegrata

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Queste tre raccolte pubblicate nel 1922 comprendono novelle risalenti agli anni tra il 1894 e il 1920: la spietata radiografia di un’umanità dominata dal demone del caso, che si aggira sul ristretto, soffocante palcoscenico della realtà.
Il primo volume della raccolta completa della narrativa breve è arricchito da un’introduzione che mette in luce temi e peculiarità di ciascuna raccolta, da una dettagliata cronologia, un’aggiornata bibliografia e infine uno studio della variantistica che ricostruisce il multiplo e accidentato itinerario dei testi.

Novecento (Universale economica)

Il Virginian era un piroscafo. Negli anni tra le due guerre faceva la spola tra Europa e America, con il suo carico di miliardari, di emigranti e di gente qualsiasi. Dicono che sul Virginian si esibisse ogni sera un pianista straordinario, dalla tecnica strabiliante, capace di suonare una musica mai sentita prima, meravigliosa. Dicono che la sua storia fosse pazzesca, che fosse nato su quella nave e da lì non fosse mai sceso. Dicono che nessuno sapesse il perché.Il libro è uscito per la prima volta nel 1994. Nel 1998 Giuseppe Tornatore ne ha tratto il film La leggenda del pianista sull’oceano.
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### Recensione
**Novecento, magia e paura della vita**
*Gaia Berruto*, Tuttolibri – La Stampa
«Un testo che sta in bilico tra una vera messa in scena e un racconto da leggere ad alta voce». Così **Baricco** descrive il suo primo testo teatrale. Un monologo di sessanta pagine che ci porta a solcare l’oceano centinaia di volte per seguire le rotte del Virginian, piroscafo che fra le due guerre fa da spola tra Vecchio e Nuovo Mondo.
Il Virginian è un’imbarcazione come tante altre, con marinai, camerieri, banda e folle di ogni genere a bordo. Ma sopra di lei si consuma una storia fuori dal comune, la storia di Novecento: il pianista nato, cresciuto e morto senza mai toccare con piede la terraferma. Il pianista sull’Oceano. La storia di Danny Boodmann T.D. Lemon Novecento è la storia di un uomo legato al suo destino. Osservandola con gli occhi di un passeggero, la sua vita appare romantica: un uomo e la sua barca, un uomo e il suo pianoforte, un uomo e la sua vita, che si arricchisce a ogni viaggio con nuovi incontri ma che è, in fin dei conti, sempre uguale. Prevedibile. Finita.
Novecento diviene presto una leggenda: per i marinai, per i passeggeri, per il mondo della terraferma lui è il più grande. Ma cosa c’è dentro Novecento? Nel suo modo di suonare, che è poi il suo modo di vivere, Novecento non ha eguali. Ma cosa c’è dentro Novecento? Dietro la leggenda, dietro la magia, dietro l’Oceano, cosa resta? Resta la paura. La paura di un uomo davanti all’immensità della vita, alla molteplicità della strade, alla sterminatezza dei paesaggi. In fondo questa è la vita di ognuno: altalena fra «la voglia di scendere/la paura di farlo» (pag. 58). Novecento arriva al terzo gradino della scaletta, osserva la terraferma che si allunga davanti ai suoi occhi e poi risale a bordo. Paura. Segreta paura trasformata in pubblica magia. Ecco la genialità di Novecento: «Io, che non ero stato capace di scendere da questa nave, per salvarmi sono sceso dalla mia vita. (…) i desideri stavano strappandomi l’anima. Potevo viverli, ma non ci sono riuscito. Allora li ho incantati». (p. 58) 
### Sinossi
Il Virginian era un piroscafo. Negli anni tra le due guerre faceva la spola tra Europa e America, con il suo carico di miliardari, di emigranti e di gente qualsiasi. Dicono che sul Virginian si esibisse ogni sera un pianista straordinario, dalla tecnica strabiliante, capace di suonare una musica mai sentita prima, meravigliosa. Dicono che la sua storia fosse pazzesca, che fosse nato su quella nave e da lì non fosse mai sceso. Dicono che nessuno sapesse il perché.Il libro è uscito per la prima volta nel 1994. Nel 1998 Giuseppe Tornatore ne ha tratto il film La leggenda del pianista sull’oceano.