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L’uomo che fissa le capre

Un gregge di capre è chiuso in un centro di comando delle forze speciali americane, le truppe le fissano cercando di stordirle con gli occhi. Soldati americani cantano al nemico canzoncine per bambini. Il direttore dei servizi segreti militari statunitensi si lancia contro un muro convinto di poterlo attraversare, e si spacca il naso. Jon Ronson ricostruisce la storia vera delle incredibili attività tuttora praticate dalla Sicurezza Interna americana, svelando gli aspetti più sconcertanti del conflitto made in Usa in un libro tanto esilarante quanto agghiacciante. Dopo la traumatica esperienza in Vietnam, il colonello Jim Channon propose al Pentagono di rivoluzionare l’esercito americano attraverso il suo Manuale del Primo Battaglione Terra: un testo new age che sostituiva i classici strumenti bellici di distruzione e morte con espedienti piú etici. Musiche ambient per placare gli animi del nemico, agnellini per sciogliergli il cuore, schiuma appiccicosa immobilizzante, strumenti divinatori, manipolazione psichica. Gli uomini di Channon erano certi di poter attraversare i muri o di uccidere con la sola forza dello sguardo. E facevano sul serio. Tanto che le loro tecniche sono state impiegate dopo l’11 settembre nella guerra al Terrore. Un reportage documentato e, al tempo stesso, comico sull’esercito e l’intelligence americani.
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L’uomo che dipingeva il silenzio

Iasi, Romania, inizio degli anni Cinquanta. Nella città grigia e monocolore come una fotografia, un uomo giunge alla stazione ferroviaria, poi a fatica si trascina fino all’ospedale dove viene soccorso dalle infermiere di turno, estenuato dalla debolezza e dalla tosse. Non ha documenti, solo un mucchietto di pezzi di carta incomprensibili in tasca, non parla. La caposala, Adriana, intuisce che potrebbe essere sordo e una delle infermiere, Safta, lo riconosce pur senza rivelarne l’identità: è Augustin, detto Tinu, come lo chiamavano affettuosamente a Poiana, nella grande residenza di campagna dei Valeanu, dove entrambi sono nati e cresciuti come fratelli, lei rampolla di una famiglia benestante, lui unico figlio illegittimo di Paraschiva, la cuoca di casa. Nel tentativo di comunicare con Tinu, Safta comincia a rievocare vicende sepolte nella sua memoria da anni: monologhi attraverso cui esprime il fluire dei pensieri, come se l’amico d’infanzia potesse udirla, come se solo la sua presenza silenziosa e indifferente potesse accogliere il dolore di quei racconti. Paradossalmente Augustin con la sua sordità incarna l’ascoltatore ideale, colui al quale confidare emozioni, segreti, reminiscenze che non potrebbero piú altrimenti riaffiorare. È cosí che il lettore passo dopo passo scopre le vicende dei due protagonisti: Augustin, che impara a usare la matita come la bacchetta di un rabdomante con cui intercettare la realtà e fissarla in forme del bello che siano per lui suoni e parole, e Safta, che sotto gli abiti del generoso servizio nasconde le ferite di privilegi spezzati e sogni infranti. Ed è in questo gioco di prospettive che la storia si dipana in un ritmico alternarsi tra presente e passato, tra Iasi e Poiana: la vita agiata dei Valeanu in contrasto con le fatiche quotidiane di domestici e contadini; la Romania precedente alla Seconda guerra mondiale e quella precipitata di lí a pochi anni sotto il regime comunista. Un passato scorto attraverso la lente della nostalgia e un presente tetro e difficile in cui anche gli essere umani scontano il trascorrere degli anni e delle esperienze vissute trasformandosi un poco alla volta in altri da sé: «Cosa importa chi siamo o chi siamo stati? … Abbiamo tutti tante di quelle identità, di questi tempi… C’è la persona che siamo dentro di noi, quella che eravamo in passato e poi quella che appare agli occhi degli altri». *** «Una tempesta di immagini ed emozioni». «Independent on Sunday» *** «Adoperando le parole, Harding ha creato il ritratto indimenticabile di un esilio dalla lingua». «Kirkus Review»

L’uomo che credeva di essere se stesso

Rick Hamilton ha una vita perfetta: una bella moglie, Anne, di cui è teneramente innamorato; un figlio, Charlie, che adora; il lavoro dei suoi sogni alla testa di un noto gruppo editoriale. Ma quel mattino c’è qualcosa di strano, e non è solo la tensione per l’appuntamento in banca da cui dipende un importante finanziamento. Durante l’incontro Rick ha la premonizione di un pericolo imminente: si alza di scatto e si precipita verso casa. Sulla via del ritorno, fa la terribile scoperta: in un incidente stradale, l’auto della moglie, che accompagnava Charlie a scuola, è rimasta schiacciata sotto un camion. I soccorritori riescono a estrarre Anne dalla carcassa e Rick fa appena a tempo a vedere che è illesa, prima di svenire per l’emozione. Quando si riprende è in un letto d’ospedale. La prima cosa che vuole sapere è cos’è successo a loro figlio. E la risposta di Anne lo colpisce come una frustata: “Nostro figlio? Tesoro, noi non abbiamo figli…” Rick ripete la domanda ai suoi amici, al suo avvocato, a tutti quelli che sono intorno al suo letto. Ma la risposta non cambia: tu non hai figli. E tutto d’un tratto Rick comincia a capire di non avere una vita così perfetta come credeva…

L’uomo che comprò Londra

Quando su un giornale londinese appare il titolo “King Kerry comprerà Londra” lo scalpore è senza limiti. King Kerry è il miliardario avvezzo ad audaci operazioni finanziarie, ma stavolta sembra aver superato se stesso: acquistare un’intera città! Ma c’è un nemico che trama contro di lui: così l’operazione, già di per sé rischiosa, lo diventa ancora di più. Chi uscirà vincitore?Edgar Wallacenacque nel 1875 a Greenwich (Londra). Cominciò a lavorare giovanissimo; a diciott’anni si arruolò nell’esercito ma nel 1899 riuscì a farsi congedare. Fu corrispondente di guerra per diversi giornali. Ottenne il suo primo successo come scrittore con I quattro giusti, nel 1905. Da allora scrisse, in ventisette anni, circa 150 opere narrative e teatrali di successo, nonché la sceneggiatura del celeberrimo King Kong. Definito “il re del giallo”, è morto nel 1932.

L’uomo che cercava la verità

Michael, un giovane rabbino nato e cresciuto nella New York dei primi decenni del Novecento, ama Leslie, la figlia di un pastore protestante. Un amore che sembra impossibile. Ma nonostante l’inevitabile e prevedibile opposizione delle famiglie e dell’ambiente sociale circostante, i due giovani riusciranno a vivere liberamente il destino che si sono scelti.

L’uomo che amava troppo

In un bosco, vicino ad Augsburg, viene scoperto il cadavere di una ragazza brutalmente uccisa. La polizia brancola nel buio e la sorella della vittima, Lisa, si trova a fare i conti con il proprio passato per ricucire, almeno nella memoria, un rapporto con la sorella che si era allontanata da casa sei anni prima per non dare più notizie di sé. Nel frattempo, a centinaia di chilometri di distanza, a Francoforte, una giovane donna si suicida buttandosi dal balcone sotto gli occhi sconvolti di una testimone, Leona Dorn. Per Leona, abbandonata improvvisamente dal marito per un’altra, il tragico episodio di cui è stata testimone si trasforma in un punto di svolta di una vita che è uscita dai consueti binari e che rischia di prendere una piega molto pericolosa… Due vicende separate e che invece risulteranno strettamente intrecciate, due misteri da risolvere che confluiranno in un unico mistero.

L’uomo che amava le tenebre

Il giovane e affermato scrittore Christopher Snow è affetto da una rara malattia genetica che lo rende pericolosamente vulnerabile alla luce, costringendolo a un’esistenza notturna. Nel mondo di tenebre in cui vive, assiste a una serie di allarmanti episodi che lo proiettano nel cuore di un terribile enigma, qualcosa che lo obbligherà a fare appello a tutte le sue forze per affrontare gli inspiegabili eventi che accadono intorno a lui.
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L’uomo cannone

Non è facile per l’ispettore Bagni destreggiarsi nel caso della cascina, venti chilometri dalla Città di M. Giovani immigrati assassinati, morie di pecore, pastori prematuramente deceduti. E personaggi potenti, molto potenti. Tutto comincia con l’arresto di un uomo elegante e ricoperto di sangue. Offre risposte sconclusionate a un terzetto di detective parecchio stufi di essere presi in giro. Quella sera scoppierà un caso clamoroso. O forse non scoppierà affatto, dipende dal Diavolo. E anche da Bagni: se sarà capace di decidere in fretta, prima che altri decidano per lui.

L’uomo caduto dal tetto del mondo (La Gaja scienza)

Londra, 1909. Chi era davvero John Stone, facoltoso industriale londinese e burattinaio occulto della grande finanza mondiale, misteriosamente precipitato dalla finestra della propria abitazione in St James’s Square? Se lo chiede Matthew Braddock, cronista di nera completamente estraneo all’ambiente della Borsa, che dopo il funerale di Stone viene ingaggiato dalla giovane e avvenente vedova per cercare un figlio misterioso citato nel testamento del marito. Inizia così un travolgente romanzo costruito a cerchi concentrici, in cui il lettore percorre a ritroso l’irresistibile ascesa di Stone, cominciata a Venezia e a Parigi, in parallelo alla scalata sociale di sua moglie Elizabeth, donna dal passato torbido e inconfessabile, forse all’origine della nemesi che si abbatterà all’improvviso su uno degli uomini più potenti e scaltri del pianeta.
Con L’uomo caduto dal tetto del mondo l’autore della Quarta verità ci consegna un altro romanzo di limpida eleganza, perfetto nell’impianto narrativo e magistrale nell’ambientazione storica.
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### Sinossi
Londra, 1909. Chi era davvero John Stone, facoltoso industriale londinese e burattinaio occulto della grande finanza mondiale, misteriosamente precipitato dalla finestra della propria abitazione in St James’s Square? Se lo chiede Matthew Braddock, cronista di nera completamente estraneo all’ambiente della Borsa, che dopo il funerale di Stone viene ingaggiato dalla giovane e avvenente vedova per cercare un figlio misterioso citato nel testamento del marito. Inizia così un travolgente romanzo costruito a cerchi concentrici, in cui il lettore percorre a ritroso l’irresistibile ascesa di Stone, cominciata a Venezia e a Parigi, in parallelo alla scalata sociale di sua moglie Elizabeth, donna dal passato torbido e inconfessabile, forse all’origine della nemesi che si abbatterà all’improvviso su uno degli uomini più potenti e scaltri del pianeta.
Con L’uomo caduto dal tetto del mondo l’autore della Quarta verità ci consegna un altro romanzo di limpida eleganza, perfetto nell’impianto narrativo e magistrale nell’ambientazione storica. 

L’uomo a una dimensione

Scritto in inglese nel 1964 e pubblicato nel 1967 in Europa e in Italia, L’uomo a una dimensione, a suon di centinaia di migliaia di copie,fece di Herbert Marcuse il maestro della nuova sinistra,che in quegli anni andava mettendo vigorose radici nelle università europee. Nel libro di Marcuse i giovani del ’68 trovarono gli argomenti e le parole atte a dare forma definita a un’idea che in modo meno articolato circolava già da tempo in Europa, l’idea che le società europee, uscite ormai da vent’anni dall’esperienza del fascismo e della guerra e dedicatesi con devozione alla pratica della democrazia,fossero in realtà, ciascuna a suo modo,forme di “società bloccata”, sul piano sia politico sia culturale e ideale.
A oltre trent’anni dalla sua apparizione, e nonostante i non pochi elementi rimasti ancorati a uno scenario politico e sociale profondamente diverso da quello attuale, L’uomo a una dimensione, una delle più radicali disamine e contestazioni della condizione umana nelle società industriali avanzate, non ha certo esaurito la forza del suo impatto critico e polemico. L’attualità dell’opera non è soltanto legata al persistere delle stesse distorsioni, nelle società industriali avanzate, che il suo autore intravvide all’epoca con lucidità. È la storia più recente che si è incaricata di restituire al libro un’inquietante presa diretta.

L’uomo a rovescio

Ma è davvero un lupo che uccide le pecore tra le montagne del Mercantour? Mentre superstizioni e leggende cominciano a girare, un sospetto si diffonde: non è un animale, potrebbe essere un lupo mannaro. E quando una donna viene ritrovata sgozzata, il dubbio diventa certezza.

Uomini e no

Lampi d’umanità e d’amore nella torva, violenta Milano del 1944. La stagione più dura della Resistenza in uno dei migliori romanzi del dopoguerra, una delle pagine più alte della nostra letteratura civile.
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### Sinossi
Lampi d’umanità e d’amore nella torva, violenta Milano del 1944. La stagione più dura della Resistenza in uno dei migliori romanzi del dopoguerra, una delle pagine più alte della nostra letteratura civile.

Uomini di mais

Uomini di mais non è un fiume che si può navigare dalla sorgente alla foce seguendo un unico percorso, un’unica rotta. È piuttosto come la foresta tropicale che del romanzo è protagonista: un intrico, un intreccio di passioni, di racconti, di metamorfosi in cui farsi largo. Volendo trovarvi un centro, un protagonista, possiamo pensare a Goyo Yic, che attraversa le montagne in cerca della moglie fuggita, o a Nicho Aquino, misterioso uomo-coyote, oppure a Gaspar Ilóm, eroe mitico e poderoso guerriero, incarnazione della lotta del popolo guatemalteco che rivendica il proprio diritto a coltivare il mais senza scopi commerciali. Perché dal mais non dipende solo la sopravvivenza fisica dei contadini discendenti dei Maya, ma anche quella della loro cultura, che trae diretta origine dal Popol Vuh, il libro sacro. E proprio partendo dalle leggende, dalle tradizioni, dal sistema di credenze contenute in questo testo che Asturias, facendo incontrare la poesia surrealista con le suggestioni delle civiltà precolombiane, dà vita a un grande affresco di storie e personaggi che è al tempo stesso un lucido manifesto politico di denuncia.

L’uno dall’altro

Bernie Gunther, l’iconoclasta detective privato della serie di thrillers storici conosciuta come ‘Trilogia Berlinese’, torna in questo romanzo a fare i conti con la sua vita di prima della guerra solo per trovarsi tradito dal suo passato e braccato ingiustamente come criminale nazista. L’intrico nel quale è caduto inghiotte Gunther nelle sue spire. Non avendo mai nutrito illusioni, Gunther è il narratore ideale di questa oscura vicenda di sporchi patteggiamenti tra vincitori e vinti. Avendo dovuto imparare che non c’è modo di distinguere ‘l’uno dall’altro’, il cinico detective possiede una chiarezza morale sufficiente a penetrare la falsità e l’ipocrisia sia dell’amico che del nemico. (New York Times Book Review)

Unico indizio la luna piena

Il primo urlo agghiacciò la notte del plenilunio di gennaio. A Tarker’s Mills comincia così un anno di terrore. Quando le morti si susseguono ogni mese al plenilunio quello che ciascuno penserà sarà di essere impazzito, eppure è così, ogni notte di luna piena porta con se una morte…

L’unico figlio

«Hanne Wilhelmsen è la piccola grande sorpresa che Anne Holt ci regala¿ ironica, determinata al limite della durezza, elegantemente gay…» Piero Soria, Ttl «Impossibile non restare affascinati dalla detective Wilhelmsen…» Tiziana Lo Porto, D di Repubblica «Ecco, un personaggio cosí è perfetto per raccontare una storia come questa, che dimostra come la società, anche quella norvegese e scandinava, non sia perfetta per niente…» Carlo Lucarelli, la Repubblica In un gelido e plumbeo febbraio norvegese, l’arrivo di un ragazzino in una casa famiglia alle porte di Oslo è causa di grande scompiglio. Il dodicenne Olav infatti, sottratto alla madre dai servizi sociali, pare infinitamente piú duro e indocile degli altri ragazzini e tutti i tentativi di domarlo sembrano fallire. Quando Agnes Vestavik, direttrice della casa famiglia, viene trovata uccisa con un coltello da cucina nel suo ufficio ed emerge che il piccolo Olav è scomparso dopo un brutale litigio con lei, la polizia di Oslo tenta di far luce sul caso. Prima fra tutti l’ispettore capo Hanne Wilhelmsen, che non ci pensa due volte a scendere per le strade di Oslo, tra il peggior degrado ma anche nell’umanità piú dolorosamente viva.