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La Moglie Inaspettata del Miliardario

### ***“Lo pensavo davvero. Quando te l’ho chiesto, intendo. Volevo solo te. Mi credi, non è vero?”***
“C’erano un sacco di ragazze fuori dal tuo ufficio” gli feci notare. “Erano lì per il colloquio?”
Lo sguardo cupo nei suoi occhi scomparve, sostituito da qualcosa che somigliava al panico.
“È una lunga storia” rispose. “Te la racconterò più avanti.”
Non me n’ero accorta, ma ora le nostre ginocchia si toccavano. Allungò l’indice e sfiorò un lato della mia coscia. Durò solo un paio di secondi, si trattò solo di una carezza impercettibile, ma riuscì a farmi scorrere il sangue dritto tra le gambe.
“Non devi essere così gentile con me” dissi.
Pensai di avere ancora le vene colme di una buona quantità di alcool. Non mi ero mai spinta così avanti con un ragazzo, mai.
“Mi piace essere gentile” rispose.
Il suo dito tornò a toccarmi la coscia, ma questa volta rimase fermo. Il mio respiro si fece irregolare. Potevo sentire il rumore del sangue che scorreva nelle vene, e una fastidiosa pressione tra le gambe.
“Sei così bella” mi disse. “Lasceresti che io ti baci?”
“Non ti fermerei mai.”
* * *
**Hazel:**
*La vita non sempre è giusta. *
All’età di ventitré anni, Hazel Smith lo sa bene.
La sua sorellina è affetta da un male incurabile, che sta distruggendo anche la sua famiglia.
Per cui, quando Hazel riesce finalmente a trovare un lavoro dopo averlo cercato per mesi, non riesce quasi a credere alla propria fortuna.
Non solo è ben pagato, ma la compagnia è anche disposta a pagare le spese mediche per tutta la famiglia.
Deve solamente lavorare duro e non perdere il posto.
Ma l’impresa si rivela più dura del previsto.
*Specialmente quando incontra Harry, il suo nuovo capo. *
Non solo è gentile e premuroso, **ma è anche il miliardario più sexy del mondo**.
E sembra averle messo gli occhi addosso…
Hazel sa che non dovrebbe avvicinarsi troppo a lui. Conosce bene la sua reputazione da donnaiolo.
*Sa che sta giocando con il fuoco. *
**Allora cosa ci fa nella sua cucina alle tre del mattino, con addosso nient’altro che un lenzuolo? **
**Harry:**
Soldi. Fama. Donne sexy. Il miliardario inglese Harry Gentry possiede tutto.
Ma, a trentacinque anni, si accorge che alla sua vita lussuosa manca qualcosa. Non è felice.
E il suo mondo perfetto sembra lentamente andare in pezzi.
Prima la sua fidanzata, Sonja, ex pornoattrice gelosa e avida, che l’ha lasciato.
Poi, il visto che sta per scadere, e l’unica soluzione per restare negli Stati Uniti sembra quella di trovarsi una moglie.
**Ma, persino per un miliardario, non è semplice trovare una moglie in tre settimane. **
Soprattutto da quando ha incrociato lo sguardo della nuova ragazza assunta in ufficio, la graziosa, intelligente e sensuale Hazel.
**Lei è tutto ciò che ha sempre sognato. E lui sa che lei lo desidera.**
Sfortunatamente, sa che non può averla.
Non ora. Non quando la sua vita è un disastro.
Harry però sta per rendersi conto che non ha più molto tempo a disposizione.
*Se vuole davvero fare la sua mossa, deve sbrigarsi. *
**Ma come farà a convincerla che i suoi sentimenti sono reali, non solo un inganno per ottenere uno stupido visto? **
**
### Sinossi
### ***“Lo pensavo davvero. Quando te l’ho chiesto, intendo. Volevo solo te. Mi credi, non è vero?”***
“C’erano un sacco di ragazze fuori dal tuo ufficio” gli feci notare. “Erano lì per il colloquio?”
Lo sguardo cupo nei suoi occhi scomparve, sostituito da qualcosa che somigliava al panico.
“È una lunga storia” rispose. “Te la racconterò più avanti.”
Non me n’ero accorta, ma ora le nostre ginocchia si toccavano. Allungò l’indice e sfiorò un lato della mia coscia. Durò solo un paio di secondi, si trattò solo di una carezza impercettibile, ma riuscì a farmi scorrere il sangue dritto tra le gambe.
“Non devi essere così gentile con me” dissi.
Pensai di avere ancora le vene colme di una buona quantità di alcool. Non mi ero mai spinta così avanti con un ragazzo, mai.
“Mi piace essere gentile” rispose.
Il suo dito tornò a toccarmi la coscia, ma questa volta rimase fermo. Il mio respiro si fece irregolare. Potevo sentire il rumore del sangue che scorreva nelle vene, e una fastidiosa pressione tra le gambe.
“Sei così bella” mi disse. “Lasceresti che io ti baci?”
“Non ti fermerei mai.”
* * *
**Hazel:**
*La vita non sempre è giusta. *
All’età di ventitré anni, Hazel Smith lo sa bene.
La sua sorellina è affetta da un male incurabile, che sta distruggendo anche la sua famiglia.
Per cui, quando Hazel riesce finalmente a trovare un lavoro dopo averlo cercato per mesi, non riesce quasi a credere alla propria fortuna.
Non solo è ben pagato, ma la compagnia è anche disposta a pagare le spese mediche per tutta la famiglia.
Deve solamente lavorare duro e non perdere il posto.
Ma l’impresa si rivela più dura del previsto.
*Specialmente quando incontra Harry, il suo nuovo capo. *
Non solo è gentile e premuroso, **ma è anche il miliardario più sexy del mondo**.
E sembra averle messo gli occhi addosso…
Hazel sa che non dovrebbe avvicinarsi troppo a lui. Conosce bene la sua reputazione da donnaiolo.
*Sa che sta giocando con il fuoco. *
**Allora cosa ci fa nella sua cucina alle tre del mattino, con addosso nient’altro che un lenzuolo? **
**Harry:**
Soldi. Fama. Donne sexy. Il miliardario inglese Harry Gentry possiede tutto.
Ma, a trentacinque anni, si accorge che alla sua vita lussuosa manca qualcosa. Non è felice.
E il suo mondo perfetto sembra lentamente andare in pezzi.
Prima la sua fidanzata, Sonja, ex pornoattrice gelosa e avida, che l’ha lasciato.
Poi, il visto che sta per scadere, e l’unica soluzione per restare negli Stati Uniti sembra quella di trovarsi una moglie.
**Ma, persino per un miliardario, non è semplice trovare una moglie in tre settimane. **
Soprattutto da quando ha incrociato lo sguardo della nuova ragazza assunta in ufficio, la graziosa, intelligente e sensuale Hazel.
**Lei è tutto ciò che ha sempre sognato. E lui sa che lei lo desidera.**
Sfortunatamente, sa che non può averla.
Non ora. Non quando la sua vita è un disastro.
Harry però sta per rendersi conto che non ha più molto tempo a disposizione.
*Se vuole davvero fare la sua mossa, deve sbrigarsi. *
**Ma come farà a convincerla che i suoi sentimenti sono reali, non solo un inganno per ottenere uno stupido visto? **

La Moglie Del Re

Inghilterra/Irlanda, 1170 – In un’epoca in cui Irlandesi e Normanni sono acerrimi nemici, il matrimonio tra Re Patrick MacEgan e Isabel de Godred pare l’unica speranza per garantire una pace duratura tra i due popoli. Insignita di una così importante funzione, la nobile normanna ha intenzione di impegnarsi per conquistare la fiducia dei suoi nuovi sudditi, ma una volta giunta a Laochre, il piccolo regno irlandese del marito, viene relegata su un’isoletta lontana. Rifiutata come moglie e come sovrana, Isabel si vede destinata a un futuro di solitudine, a cui però il suo animo combattivo non vuole assoggettarsi. E così, nonostante i continui rifiuti, decide di dimostrare al marito di che cosa è capace una vera regina, e una vera moglie.

Il Mito Dei Neuroni Specchio

Nel 1992 un gruppo di neuroscienziati dell’Università di Parma annunciò la scoperta di una nuova classe di cellule nella corteccia motoria dei macachi. Queste cellule, in seguito battezzate «neuroni specchio», rispondevano allo stesso modo sia che la scimmia compisse in prima persona un’azione motoria, sia che osservasse un’altra scimmia compiere quell’azione. Si affacciò subito l’idea, affascinante e plausibile, che questi neuroni avrebbero permesso alle scimmie di comprendere le azioni dei loro simili simulando nel proprio cervello le azioni che vedevano compiere, cioè in qualche modo «sentendole», come se fossero loro stesse, effettivamente, a compierle. Col tempo l’idea si è dimostrata talmente seducente che presto i neuroni specchio hanno abbandonato i macachi e sono approdati nella testa degli uomini, causando una vera tempesta tra gli scienziati di tutto il mondo. Un fiume in piena di studi ha da allora invocato queste cellule miracolose per spiegare praticamente ogni cosa: l’evoluzione del linguaggio, lo sviluppo dell’empatia umana, le basi neurologiche dell’autismo, e poi la schizofrenia, l’abuso di droghe, l’orientamento sessuale, la contagiosità dello sbadiglio e molto, molto altro. Forse troppo. Nel Mito dei neuroni specchio Gregory Hickok riesamina criticamente l’intera vicenda. Muovendo da un corpus imponente di osservazioni, dagli studi sul comportamento animale fino alle moderne tecniche di neuroimaging, Hickok sostiene che le basi teoriche dei neuroni specchio in realtà non reggono di fronte all’evidenza sperimentale. Ci sono altre possibili interpretazioni, che l’autore espone con competenza e semplicità, che sembrano più promettenti. Ma Hickok non ha scritto un libro «distruttivo», né un pamphlet dissacratore, di quelli che scuole di pensiero tra loro in competizione si lanciano spesso addosso. Il mito dei neuroni specchio è un saggio completo, che ci fornisce una storia molto istruttiva su come procede l’indagine scientifica e ci regala intuizioni profonde sull’organizzazione e le funzioni del cervello umano e sulla natura della cognizione e della comunicazione.

Mistero Di Strada

Méndez è un vecchio poliziotto, praticamente una carogna. Ma tanti anni sulla strada non gli hanno ancora estirpato dal cuore la ribalda innocenza del ragazzino che sognava di salvare il mondo da se stesso. David è un padre che ha perso l’unico figlio e, con lui, il gusto della vita. Uno che cerca testardamente la morte e non s’accorge che la bellezza della vita ha ancora in serbo per lui una sorpresa. Eva Exposito è nata nel posto sbagliato nel momento sbagliato e sembra che faccia sempre le cose più sbagliate. Ma forse sono solo le più sagge, in un tempo che ha smarrito la saggezza. E poi c’è un assassino senza scrupoli che è anche un abile e spregiudicato imprenditore. Vecchie e giovani puttane dal cuore d’oro. Sbirre sensuali dalle forme prorompenti. Avvocati tormentati. E il peso di un passato violento che non smette di esigere il suo prezzo di sangue. La «Barcelona posa’t guapa» del miracolo economico catalano, la splendente città dell’Olimpiade, di Ronaldinho e degli Erasmus, stenta a imporre il suo look profumato di «euro» mal guadagnati. Dalle Ramblas al Barrio Chino, da Poble Sec su a Montjuic, sino alle spiagge della Barceloneta, esala ancora l’odore bruciante e vitale di acido fenico del vecchio porto di pirati, e le strade brulicano di fantasmi con gli occhi accesi che fra una «tapa» e una «cana», ti afferrano le braccia e ti costringono ad ascoltare le mille storie sordide delle loro vite disperate. Francisco González Ledesma quelle strade le conosce tutte. Ancora adesso che ha ottant’anni lo immaginiamo aggirarsi fra vicoli e dimore moderniste, come un vecchio leone furente, a caccia di giustizia, verità, indignazione. Pronto a ridarci, in cambio, il fascino incomparabile della sua scrittura acre, poetica, musicale. Affascinante, come la Barcellona di oggi e di sempre. Giancarlo De Cataldo

Il mistero della reliquia dimenticata

**Dall’autore di La mappa della città morta

Potente come Clive Cussler

Il nuovo talento del thriller d’avventura italiano**

Mentre un’epidemia di antrace flagella gli allevamenti della Val d’Agri, il cuore petrolifero della Basilicata, qualcuno fa apparire dei misteriosi altari nelle campagne, opera forse della stessa mano che ha tentato di sottrarre una preziosa reliquia da una chiesa locale. Quando, su un altare, tra croci e candele viene deposto il cadavere di una vecchia, gli eventi prendono una piega inattesa. Le accuse ricadono su Lucio Lobello, trentenne ludopatico e tossicodipendente che nasconde un segreto inconfessabile: quello di essere il diavolo, il principe delle tenebre in persona, che da millenni erra per il mondo sotto mentite spoglie sfuggendo a un gruppo di arcangeli che vorrebbe ricacciarlo negli inferi. O almeno così crede lui. Ma per scampare a una condanna per omicidio, stavolta Lobello dovrà allearsi proprio con uno dei suoi inveterati avversari: un prete…

‘Chiuso l’ultimo capitolo, si ha la sensazione di essere tornati da un viaggio incredibile e questo, in un libro, non è facile da trovare.’

Stefano Santarsiere

è nato nel 1974, vive e lavora a Bologna. Ha diretto il cortometraggio Scaffale 27, aggiudicandosi il primo premio nel contest Complete Your Fiction 2012. Ha pubblicato i romanzi L’arte di Khem, Ultimi quaranta secondi della storia del mondo, e con la Newton Compton La mappa della città morta e I guardiani dell’isola perduta.

(source: Bol.com)

Mister Rochester

Per 170 anni, Edward Fairfax Rochester è stato uno degli eroi romantici più complessi e accattivanti della letteratura. A volte crudele, a volte tenero, l’enigmatico protagonista di Jane Eyre per generazioni ha incantato, ingannato e sconcertato tutti i lettori del capolavoro di Charlotte Brontë. Ma la sua storia non è mai stata raccontata. In questo appassionante romanzo, incontriamo questo eroe brillante e tormentato all’inizio come un ragazzo senza madre che vagabonda nei solitari corridoi di Thornfield. La mattina dell’ottavo compleanno di Edward, suo padre emette un decreto: deve essere mandato via per ottenere un’istruzione, esiliato da tutto ciò che ha sempre amato. Il viaggio che il giovane Edward intraprenderà lo porterà attraverso l’Inghilterra della classe operaia e la decadenza dell’Europa continentale fino alle calde e languide spiagge della lontana Giamaica, dove vivrà un’appassionata storia d’amore con l’affascinante, ma psicologicamente instabile, ereditiera Bertha Antoinetta Mason. Dopo un terribile tradimento, Edward tornerà in Inghilterra con la moglie, ormai sprofondata nel baratro della follia, per assumere il controllo di Thornfield. Ed è qui che si compirà il suo destino, grazie all’incontro con la giovane Jane, che gli ruberà il cuore e gli insegnerà ad amare di nuovo. Un travolgente romanzo di formazione, pieno di avventura, romanticismo e inganno. Fedele in ogni particolare all’originale di Charlotte Brontë, ma ricco di inaspettati colpi di scena, questo libro è capace di gettare una nuova luce su uno dei personaggi più contraddittori della letteratura.

(source: Bol.com)

Il mio viso davanti a voi

Hollywood, fine anni Cinquanta. Durante una festa in una grande villa sulla spiaggia, un uomo salva una giovane donna che sta per annegare con un bicchiere di Martini in mano. Lui è uno sceneggiatore annoiato con la moglie a New York. Quasi senza intenzione, si lascia coinvolgere dalla giovane, bella e già amareggiata dall’amore, soprattutto da quello vissuto con uomini sposati. Una relazione fortuita che si gonfia come un’onda, raggiungendo un’intensità tale da risultare distruttiva. Sono due solitudini di segno opposto, del tutto impreparate a frantumare la parete che separa l’egoismo dalla condivisione, due solitudini che accomunano chi è alla ricerca di successo e che spesso è destinato a sopportare il peso del fallimento. Storia di una passione impossibile, Il mio viso davanti a voi è un romanzo in cui l’alcool e le notti di Hollywood sono lo sfondo caldo e perfetto perché si consumi un certo tipo di amore.
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### Sinossi
Hollywood, fine anni Cinquanta. Durante una festa in una grande villa sulla spiaggia, un uomo salva una giovane donna che sta per annegare con un bicchiere di Martini in mano. Lui è uno sceneggiatore annoiato con la moglie a New York. Quasi senza intenzione, si lascia coinvolgere dalla giovane, bella e già amareggiata dall’amore, soprattutto da quello vissuto con uomini sposati. Una relazione fortuita che si gonfia come un’onda, raggiungendo un’intensità tale da risultare distruttiva. Sono due solitudini di segno opposto, del tutto impreparate a frantumare la parete che separa l’egoismo dalla condivisione, due solitudini che accomunano chi è alla ricerca di successo e che spesso è destinato a sopportare il peso del fallimento. Storia di una passione impossibile, Il mio viso davanti a voi è un romanzo in cui l’alcool e le notti di Hollywood sono lo sfondo caldo e perfetto perché si consumi un certo tipo di amore.

Mio padre, il pornografo

Quando Andrew Offutt muore, suo figlio Chris eredita una scrivania, un fucile e otto quintali di narrativa pornografica. Romanzi scritti in pochi giorni e venduti in decine di migliaia di copie, approfittando della fame di erotismo che aveva travolto un’intera nazione dopo la rivoluzione sessuale degli anni Sessanta e il successo cinematografico di «Gola profonda». Una carriera, quella di Andrew, cominciata per pagare le cure dentistiche del figlio e poi trasformatasi in un’autentica ossessione, consumata nel chiuso di uno studio inaccessibile ai suoi cari: eccetto che alla moglie, pronta a dattiloscrivere alla velocità della luce le sue spericolate incursioni nella pornografia. Impegnato ad aiutare la madre nel trasloco dalla casa della sua infanzia, Chris si immerge nei manoscritti, nelle lettere e nei diari del padre, e si rende ben presto conto di trovarsi davanti un’opportunità irripetibile per comprendere finalmente, e fino in fondo, l’uomo difficile, instabile, a volte crudele che ha amato e temuto in eguale misura. E per raccoglierne, così, l’eredità più autentica. «Mio padre, il pornografo» ci racconta la vita di uno scrittore professionista, che sa di poter sostenere la propria famiglia solo attraverso l’incessante lavorio della sua penna, ma ci rivela anche il carico di rabbia e dolore che ogni padre, inconsapevolmente, trasmette ai propri figli; il conflitto fra creatività e produzione di massa; soprattutto, cosa significhi crescere sulle colline degli Appalachi, in un mondo isolato nel quale la libertà, la felicità, la spensieratezza sono inestricabilmente legati a un retaggio di povertà, ribellione e violenza.
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Il mio insegnamento e Io parlo ai muri

Questo testo raccoglie due gruppi di conferenze: le prime tre, pubblicate nella parte intitolata “Il mio insegnamento”, sono state tenute tra il 1967 e il 1968 rispettivamente a Lione, Bordeaux e Strasburgo. Il metodo di Lacan, qui, è quello di partire da ciò che tutti sanno. Poi, insensibilmente, con astuzia, come per gioco, fa sprizzare a cascata concetti sorprendenti: un pensiero che non si pensa da sé; un inconscio che è linguaggio; un linguaggio che sta “sul cervello come un ragno”; una sessualità che “fa buco nella verità”; un Altro in cui questa verità si inaugura; un desiderio che ne viene generato, e che ne viene fuori solo a prezzo di una perdita, sempre; e l’idea che tutti questi paradossi corrispondano a una logica, distinta da quello che viene chiamato “lo psichismo”. Il secondo gruppo di testi riunisce sotto il titolo “Io parlo ai muri” tre dei sette “incontri” all’Ospedale Sainte-Anne, che Lacan pronunciò per i medici psichiatri “internes” tra il 1971 e 1972. I muri sono quelli della cappella di Sainte-Anne. Lacan vi ritrova la sua giovinezza come medico psichiatra dell’ospedale. Si diverte, improvvisa, si lascia andare. L’intenzione è polemica: i suoi migliori allievi, avvinti dall’idea che l’analisi faccia il vuoto di ogni sapere preliminare, hanno issato la bandiera del non-sapere, preso da Bataille. No, dice Lacan, la psicoanalisi procede con un sapere supposto, quello dell’inconscio.
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Le Mille E Una Notte

In questa edizione, libero da aggiunte arbitrarie, contaminazioni, interventi e censure, Le mille e una notte riacquista il suo fascino originario. A tessere la sterminata e labirintica trama di storie è Shahrazâd, eroina e affascinante odalisca. Per scampare alla condanna dello spieiato re Shahriyâr, che intende vendicare sulle vergini del suo regno il tradimento subito, Shahrazâd sfrutta le proprie doti affabulatorie offrendo al sovrano, notte dopo notte, racconti straordinari, rinchiusi l’uno nell’altro come in un sistema di scatole cinesi. Rapito dalla magia della narrazione, e dal fascino della cantastorie, Shahriyâr dimentica le ragioni dell’odio e annulla la condanna.
Traduzione di Antoine Galland.

Milano sotterranea

Un viaggio alla scoperta del sottosuolo milanese in luoghi inesplorati custodi di straordinari segreti

Sapevate che sotto il Castello Sforzesco si estende un labirinto di passaggi segreti, cunicoli e gallerie che arrivano fino a Santa Maria delle Grazie? E che nel cuore della città è presente ancora oggi il cosiddetto “bunker di Mussolini”?
La vita della metropoli milanese, indiscussa capitale della moda e del design, si svolge frenetica in superficie. Eppure, nelle viscere del sottosuolo, permangono zone inesplorate, testimonianze di una storia millenaria che la città sembra voler dimenticare. Da più di vent’anni gli speleologi dell’Associazione SCAM (Speleologia Cavità Artificiali Milano) si calano nei sotterranei di Milano per strapparli all’oblio del tempo. E in questo libro ci consegnano il resoconto delle loro esplorazioni: dall’antico Canale Vetra ai ricoveri antiaerei sotto la Stazione Centrale, dal passaggio segreto della chiesa di San Marco al putridarium di San Bernardino alle Ossa, dai sotterranei del manicomio di Mombello ai misteriosi labirinti di Baggio, gli speleologi milanesi vi condurranno in un appassionante viaggio alla scoperta di antichi cunicoli, gallerie, pozzi, cripte e canali sotterranei.

Sotto la città c’è un incredibile spettacolo tutto da scoprire

Tra gli argomenti:

La Roggia Castello
La Strada Segreta Coperta
La Darsena
L’Olona e la Roggia delle Lavandaie
Il passaggio segreto della chiesa di San Marco
Il “putridarium” del Santuario di San Bernardino alle Ossa
Il rifugio antiaereo di via Luini
Il “bunker di Mussolini”
I sotterranei della Stazione Centrale
Il tunnel della Gladio
I misteri di Baggio

Gianluca Padovan
è nato a Verona nel 1959. Da più di vent’anni conduce ricerche nel sottosuolo milanese. Nel 1984 costituisce il Gruppo SCAM (Speleologia Cavità Artificiali Milano) poi diventato Associazione. Nel 2000 fonda la FNCA (Federazione Nazionale Cavità Artificiali). Assieme ad altri soci inaugura la collana Hypogean Archaeology dei British Archaeological Reports di Oxford. Ha pubblicato saggi e organizzato congressi in collaborazione con il Politecnico di Milano.

Ippolito Edmondo Ferrario
Classe 1976, vive e lavora a Milano, dove si occupa dell’organizzazione di eventi e di comunicazione. È stato giornalista e ha pubblicato romanzi e saggi. Nel 2005 ha ricevuto la Cittadinanza Onoraria del Comune di Triora, il borgo medioevale ligure famoso per il processo alle streghe.

(source: Bol.com)

Dei miei vini estremi

Agli occhi di un devoto eterodosso come Camillo Langone, il degustatore amatoriale di oggi ha come unico (dannoso) interesse la ‘trasparenza’ delle etichette e l”onestà’ delle certificazioni biologiche. Continua ad accostarsi alla bevanda che mette in contatto Dio e gli uomini come un sonnambulo, inconsapevole di quali eredità stia dissipando tra i finti Bordeaux e le ‘spremute di legno’ dei vini in barrique, gli onnipresenti Chardonnay e le inutili fiere dai nomi anglofoni. Contro l’appiattimento del palato e la pervasività di cru stranieri, in questo excursus tra i prodotti e protagonisti della più umana e nobile delle culture, Langone si inserisce nella tradizione di Soldati e Monelli, scrittori prestati al racconto della tradizione vinicola e del paesaggio italiano, raccontando la geografia del paese con il rispetto religioso dell’innamorato, insofferente al mito farlocco del dio Bio, nella consapevolezza che ‘l’unico vino naturale è l’aceto’. Disegna così una geografia dell’Italia eccentrica e ‘peculiarista’, in cui accanto ad alcune cantine famose si trovano storie di vini rarissimi e uomini esemplari, autoctoni fino al parossismo, dove la lingua concisa e tagliente dell’autore ridà senso al mondo dal sapore globalizzato dei wine instagrammer.

(source: Bol.com)

Le mie tele-visioni

Mi sento come in un viaggio che finirà per mancanza di benzina, non di voglia. Sono onestamente uno soddisfatto di sé. E come potrei non esserlo. Penso di aver avuto molto, e talvolta mi sono detto che forse ho avuto anche di più di quello che meritassi. Ho faticato e lavorato tanto. Per questo mio vizio del lavoro “ho fatto saltare matrimoni, mi sono dedicato meno di quanto avrei voluto ai miei figli piccoli, ho rinunciato a cose importanti della vita. Ma non ho nessun rimpianto”. Del resto ho scritto venti film, pubblicato venti libri, viste rappresentate oltre venti delle mie commedie, più migliaia di ore in tv e radio: che vado cercando? Boh, a saperlo: forse solo un distributore per continuare il viaggio.
Il rispetto che Maurizio Costanzo ha sempre avuto per il suo pubblico, insieme alla sua mente per natura libera da censure, all’autonomia di cui comunque ha goduto da parte dei suoi editori, oltre al suo innato talento di comunicatore gli hanno permesso di fare televisione o meglio “la” televisione per oltre quarant’anni, mettendo in scena giorno dopo giorno l’Italia dell’epoca. A distanza di anni, dopo che il tempo ha comunque permesso di rileggere avvenimenti e personaggi, Costanzo torna a parlare di televisione e lo fa ancora una volta a modo suo: non lesinando aneddoti, ricordi personali, acute riflessioni. E il racconto fluisce ammiccante e sornione, partendo proprio da Bontà Loro – primo esperimento di quello che verrà poi chiamato talk-show – su su fino al Maurizio Costanzo Show il cui straordinario e longevo successo ha fatto del suo autore una sorta di “memoria storica” della televisione italiana
(source: Bol.com)

Michelangelo. Una vita inquieta

Selvatico. Avido. Fragile. Ossessionato dall’arte, nella quale convogliava tutta la sua straripante energia, Michelangelo fu segnato dal fuoco della genialità e attraversò la magnifica stagione del Rinascimento italiano. Con raro talento letterario, Forcellino fa rivivere l’uomo e i suoi anni. Antonio Forcellino è tra i maggiori studiosi europei di arte rinascimentale. Ha realizzato restauri di opere di valore assoluto, come il Mosè di Michelangelo e l’Arco di Traiano.
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Michelangelo, Vittoria Colonna E Gli “Spirituali”

Questo libro analizza il rapporto fra Michelangelo Buonarroti, il gruppo di riformatori capeggiati dal cardinale inglese Reginald Pole e Vittoria Colonna, principessa romana e celebrata poetessa, sullo sfondo della Roma di Paolo III. L’importanza di quelle relazioni per l’opera del grande artista viene qui indagata attraverso l’analisi dei disegni di Pietà e Crocefissione realizzati per l’amica poetessa, ma anche delle statue della tomba di Giulio II in San Pietro in Vincoli da poco riproposte all’attenzione critica da un restauro che ha segnalato aspetti inediti e inquietanti del loro autore. Accanto ad essi vengono esaminati anche due piccoli dipinti che ebbero grande diffusione fra gli “spirituali”, due prototipi di Pietà e di Crocefissione, che si ritengono, per la prima volta, eseguiti sotto la diretta supervisione di Michelangelo. Tale acquisizione finisce con incrinare però una consolidata tradizione critica, secondo la quale egli avrebbe preferito affidare al solo disegno e alle sue ultime sculture la grandezza del suo tormentato animo di uomo e di artista.