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La voce invisibile del vento

Spagna, località di Las Marinas. La luce si è ritirata verso qualche luogo nel cielo. Il buio della notte avvolge le viuzze del paese e il mare è nero come la pece. Julia ha perso la strada di casa: è circondata dal silenzio e sente solo la voce del vento che soffia dal mare, e profuma di sale e di fiori. Non ricorda cosa sia successo: era uscita a prendere del latte per suo figlio, ma sulla strada del ritorno all’improvviso si è ritrovata in macchina senza soldi, documenti e cellulare. In pochi minuti quella che doveva essere una vacanza da sogno si è trasformata in un incubo. Per le strade non c’è nessuno, le case sulla spiaggia sembrano tutte uguali e Julia non riesce a ritrovare l’appartamento nel quale l’attendono il marito Félix e il figlio di pochi mesi. Prova a contattarli da un telefono pubblico, ma la linea è sempre occupata. Tutto, intorno a lei, è così familiare eppure così stranamente irreale. Tra le vie oscure e labirintiche c’è solo una luce, quella di un locale notturno. A Julia non resta altra scelta che raggiungerlo, nella speranza di trovare qualcuno che l’aiuti. Qui, quasi ad aspettarla, c’è un uomo, un tipo affascinante, con la barba incolta e l’accento dell’Est Europa, che sembra sapere tante, troppe cose su di lei. Si chiama Marcus: Julia ha la sensazione di averlo già incontrato da qualche parte. Fidarsi di lui è facile. Eppure Marcus non è quello che sembra e nasconde qualcosa, come ha appena scoperto anche Félix, che sta cercando in tutti i modi di riavere Julia con sé. Ma la donna può affidarsi solo a sé stessa. Deve ascoltare il vento che continua a soffiare intorno a lei. Deve capire cosa sta accadendo. Perché è lì, nel suo istinto di sopravvivenza, che può trovare finalmente la strada di casa.Dopo l’incredibile successo del Profumo delle foglie di limone, un fenomeno editoriale unico, ancora nella classifica dei bestseller a un anno dall’uscita, Clara Sánchez torna con un romanzo dalla forza dirompente. La voce invisibile del vento racconta una storia di fiducia e di perdono, di colpa e di memoria individuale, di amore e di segreti, una storia che sarà impossibile dimenticare.
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### Sinossi
Spagna, località di Las Marinas. La luce si è ritirata verso qualche luogo nel cielo. Il buio della notte avvolge le viuzze del paese e il mare è nero come la pece. Julia ha perso la strada di casa: è circondata dal silenzio e sente solo la voce del vento che soffia dal mare, e profuma di sale e di fiori. Non ricorda cosa sia successo: era uscita a prendere del latte per suo figlio, ma sulla strada del ritorno all’improvviso si è ritrovata in macchina senza soldi, documenti e cellulare. In pochi minuti quella che doveva essere una vacanza da sogno si è trasformata in un incubo. Per le strade non c’è nessuno, le case sulla spiaggia sembrano tutte uguali e Julia non riesce a ritrovare l’appartamento nel quale l’attendono il marito Félix e il figlio di pochi mesi. Prova a contattarli da un telefono pubblico, ma la linea è sempre occupata. Tutto, intorno a lei, è così familiare eppure così stranamente irreale. Tra le vie oscure e labirintiche c’è solo una luce, quella di un locale notturno. A Julia non resta altra scelta che raggiungerlo, nella speranza di trovare qualcuno che l’aiuti. Qui, quasi ad aspettarla, c’è un uomo, un tipo affascinante, con la barba incolta e l’accento dell’Est Europa, che sembra sapere tante, troppe cose su di lei. Si chiama Marcus: Julia ha la sensazione di averlo già incontrato da qualche parte. Fidarsi di lui è facile. Eppure Marcus non è quello che sembra e nasconde qualcosa, come ha appena scoperto anche Félix, che sta cercando in tutti i modi di riavere Julia con sé. Ma la donna può affidarsi solo a sé stessa. Deve ascoltare il vento che continua a soffiare intorno a lei. Deve capire cosa sta accadendo. Perché è lì, nel suo istinto di sopravvivenza, che può trovare finalmente la strada di casa.Dopo l’incredibile successo del Profumo delle foglie di limone, un fenomeno editoriale unico, ancora nella classifica dei bestseller a un anno dall’uscita, Clara Sánchez torna con un romanzo dalla forza dirompente. La voce invisibile del vento racconta una storia di fiducia e di perdono, di colpa e di memoria individuale, di amore e di segreti, una storia che sarà impossibile dimenticare.

Una voce di notte

Tutto congiura perché Montalbano prenda atto del proprio compleanno e, bravando e brontolando, si lasci ferire dalla ruvida evidenza dei suoi cinquantotto anni. Soliloquista e monologatore, il commissario di Vigàta scivola talvolta in una dimensione immaginativa di minacciosa intensità, ma sa come governare la giostra che il mondo gli fa intorno e deludere i toni di urgenza e le intimazioni di resa. Nuovi accidenti e strani, vili crudeltà e ampie atrocità, messinscene squallide o di fastosa turpitudine, si incastrano capziosamente in un gioco di scatole cinesi irto di replicazioni. Tutto comincia con il furto degli incassi in un supermercato. Seguono a valanga, come per una reazione a catena, delitti di crescente impatto. Il medico legale, Pasquano, ha il suo da fare fra tanto aroma di sangue. È burbero come sempre, nei suoi larghi giri di indisponenza; ma è cauteloso come mai. Si fiuta aria d’intimidazione tutt’attorno. Si intuisce un disegno criminale guidato, con mano di ghiaccio e cinica impudicizia, lungo la zona d’ombra nella quale il potere politico convive e si confonde con quello del malaffare e della mafia: non senza i dimenamenti, le scorrettezze o le connivenze, più o meno attive, persino di alcune autorità preposte al rispetto della legge. Lo stesso Montalbano, che è un rigoroso supervisore di dettagli e ha esatta intuizione scenica, è indotto a una cordialità cauta con i superiori ipocriti e pelosamente prudenti.” (Salvatore Silvano Nigro)

La voce della notte

In nessun luogo si sanno raccontare storie come a Damasco, e Salim è indiscutibilmente il suo narratore più famoso. Ma una notte perde la voce a causa di un misterioso incantesimo: muto e inconsolabile, il vecchio cocchiere si rivolge ai suoi più grandi amici perché lo aiutino. Per sette notti saranno loro a narrare di maghi e principesse, del contadino che vendette la sua voce al demonio, della lontana New York, del re bugiardo e della sua collezione di menzogne… fino all’ultima, insospettabile e decisiva storia. La voce della notte è il più grande successo di Rafik Schami: in testa alle classifiche tedesche per mesi, acclamato in America e in Europa, ci introduce ai misteri di Damasco facendoci scoprire l’antica arte della narrazione e le splendide fiabe della tradizione orientale, capaci di far volare la fantasia come una rondine che torna a solcare il cielo.
(source: Bol.com)

La voce della notte

Il timido, goffo, impacciato Colin ha improvvisamente trovato il suo migliore amico in Roy Borden, che al contrario di lui ha tutto per piacere e riuscire con successo. Ma è proprio l’amicizia tra i due ragazzi che spinge Colin a seguire Roy in una investigazione che riguarda un orrendo crimine commesso vent’anni prima. L’amicizia dei due adolescenti assume l’aspetto di un’ossessione, poi quello di una sinistra avventura. E’ l’inizio di una discesa agli inferi che sconvolge tutta la tranquilla cittadina di Santa Leone.
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La voce del violino

«Il commissario invece era di Catania, di nome faceva Salvo Montalbano, e quando voleva capire una cosa, la capiva». Questo «capire» di Montalbano, essendo fondamentalmente una immersione ambientale, un annusare, un soppesare a occhio, è distante dallo «spiegare» deduttivo dei segugi di impostazione scientifica. Ma non collima neppure col simpatetico «comprendere» dei detectives più filantropi: anzi per il commissario di Vigàta – celebre per il laconico sarcasmo – identificare la molla che fa scattare l’assassinio costituisce «la parte peggiore» della ricostruzione poliziesca. E di comprensione per chi ammazza non se ne parla nemmeno. *La voce del violino* è la storia di una giovane donna assassinata, di un grande artista che vive da eremita e d’altro ancora. Soprattutto, è una storia di scambi: e Montalbano dovrà decidere se scambiare la propria esistenza per una nuova.

La voce del tuono

Sean Courteney sta tornando dalla foresta col frutto della propria carabina: le zanne di cinquecento elefanti. È ricco, ma sente che qualcosa è cambiato, che l’epopea delle grandi cacce nella savana sta volgendo al termine e che si sta approssimando una nuova èra. È stanco della vita errabonda, preoccupato per il figlio Dirk, che è cresciuto senza madre, con un carro come casa e l’avventura come scuola. Sean è ancora un leone, ma un leone ormai adulto, e la guerra anglo-boera che scoppia di lì a poco ancora una volta gli toglie tutto, mettendo a dura prova il suo coraggio e la sua lealtà. Solo dopo cinque anni di vedovanza Sean s’innamora di nuovo, però Ruth è un tipo di donna che gli è sconosciuto: tenera ma autonoma, intraprendente, ribelle. È la donna del ‘tempo nuovo’ presentito e che si è definitivamente instaurato, con il quale Sean è chiamato a misurarsi. Grazie al cieco gioco del destino ha riconquistato tutto: accanto alle stalle dei cavalli adesso ha parcheggiato la Rolls, i recinti delle mandrie hanno lasciato il posto alle piantagioni e agli stabilimenti, e Sean deve tenere a freno i pugni (non riuscendovi sempre) ora che la lotta si è spostata dagli sterminati spazi selvaggi al terreno della politica. Non è una lotta meno dura o più avara di colpi di scena: questi anzi si susseguono con il ritmo incalzante tipico di quel gran maestro della suspense che è Wilbur Smith.
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(source: Bol.com)

La Voce del Padrone

Prima che Stanislaw Lem scrivesse i suoi capolavori, l’immaginario fantascientifico era ostaggio dei propri deperibili eccessi, ossia di congegni mirabolanti, di abissi siderali sempre minacciosi, di astruserie pseudomatematiche: un armamentario godibile, ma spinto a rapida obsolescenza dall’innovazione tecnologica e dalla scienza vera, non fantasticata. Lem invece ha saputo costruire perfette macchine narrative che non invecchiano, consegnando la fantascienza alla grande letteratura. Pubblicato nel 1968 e finora inedito in Italia, La Voce del Padrone non cade nelle trappole dello spirito del tempo, anzi risulta ancora più avvincente oggi, a distanza di decenni da quel sentore di guerra fredda che allora rischiava di ipotecarne la lettura. Certo, anche qui tutto è innescato dal mistero di un messaggio venuto dallo spazio, come in un romanzo di genere, ma l’oggetto è l’immane scenario che si allestisce nel tentativo di decifrarlo. Vi hanno fatto parte il potere politico e le gerarchie militari, ingerenti e depistanti, e una ridda di scienziati divisi da rivalità personali, congetture, stili di ricerca, presupposti morali. Niente di più romanzesco del fuoco d’artificio intellettuale e del corpo a corpo che li impegnano per due anni in pieno deserto, raccontati attraverso il diario di uno di loro. Laggiù si consumano i drammi della scienza incarnata, si rifà all’inverso il cammino che l’ha separata dal mito, e soprattutto si commettono sapientissimi errori. Si tratti di una musica delle sfere celesti o della voce neutrinica di un cosmo morente, di una sciarada non destinata agli umani o dei derivati del metabolismo planetario, la «lettera dalle stelle» mette alla prova i protocolli della nostra civiltà, i soli che interessino davvero a Lem e ai suoi lettori. Se tanti hanno scoperto con Solaris il potenziale letterario della fantascienza, ne riconosceranno in questo libro gli incanti più sottili e vertiginosi.

La voce del male

Due cadaveri, di due studentesse universitarie apparentemente senza nulla in comune: diversa la razza, l’estrazione sociale, il giro di amicizie. Eppure Darby McCormick, agente della Scientifica, non ha dubbi: l’assassino è lo stesso. Non solo perché le ragazze sono state uccise con un colpo di pistola alla nuca e ritrovate mesi dopo nel fiume che attraversa Boston, ma soprattutto perché entrambe avevano una statuetta della Vergine Maria nascosta in tasca. Al di là di questo dettaglio, tuttavia, non ci sono altri indizi: l’acqua ha cancellato ogni traccia e la polizia brancola nel buio. Finché, durante un sopralluogo nella casa di una delle vittime, Darby non s’imbatte in Malcolm Fletcher, un ex profiler dell’FBI, ora ricercato per una serie di efferati delitti. L’uomo fugge non appena comprende di essere stato riconosciuto, ma stabilisce un contatto telefonico con Darby, lasciando intendere di conoscere l’identità del killer. Naturalmente lei diffida di Fletcher ma, quando una terza studentessa viene rapita, intuisce di non avere scelta e, pur di salvare la ragazza, si lascia coinvolgere da quell’uomo manipolatore e perverso – in un ambiguo e angosciante confronto a distanza. Un gioco molto pericoloso, che costringerà Darby ad affrontare reticenze e segreti legati a un passato che nessuno vuole ricordare…
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La voce del fuoco

Anno 304 dopo Cristo. Si chiama Agnus, ma per i cristiani è la “Voce del fuoco”. Vagabonda nelle province dell’Impero romano e compie prodigi sovrannaturali: risana ciechi, resuscita morti. Eppure, quando l’imprenditore Marco Lupo muore per la seconda volta pochi giorni dopo la sua “resurrezione”, l’inviato imperiale Elio Sparziano comincia a sospettare che dietro quei miracoli possa nascondersi qualcosa di assai più terreno, e sinistro. Soldato e investigatore al servizio di Diocleziano, Elio si getta sulle tracce di Agnus. Da Treviri a Milano, fino al Danubio infestato dai barbari, la sua inchiesta lo costringe ad affrontare mille pericoli, mentre gli omicidi si moltiplicano e ai vertici la lotta intestina per il potere si fa feroce. Passo dopo passo, tra insidie letali e ambigue seduzioni femminili, Elio si avvicina sempre più al cuore dell’enigma, finché, nell’ultimo atto dell’indagine, eccolo a tu per tu non solo col vero volto dell’assassino, ma col cuore rovente di una fiamma che potrebbe incenerire tutto ciò che ha di più caro: il suo mondo, i suoi valori, la sua stessa vita.
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La voce del destino

Oggi è un’anziana clochard costretta a vivere per le strade di Parigi, ma il suo passato le ha regalato fama e successo. Qualcuno la vuole morta, ed è solo l’intervento di Oswald Breil e Sara Terracini a salvare la vita di Luce de Bartolo. Ma qual è il segreto che custodisce, così potente da sconvolgere l’ordine mondiale? Chi è davvero quella donna? La sua storia inizia nell’Argentina fra le due guerre e racconta un’amicizia straordinaria, quella fra Luce e una tra le donne più ammirate di tutti i tempi: Eva Duarte. Mentre Luce diventa il soprano più famoso al mondo, Eva sposa il colonnello Juan Domingo Peron: nasce così il mito intramontabile di Evita. Le due amiche incontrano grandi soddisfazioni, ma anche tragedie e violenze che sembrano sgorgare dalla fonte stessa del male: il nazismo. Un’ideologia che trova la sua forza simbolica in un oggetto dal potere immenso: la leggendaria lancia di Longino, la cui punta trafisse il costato di Cristo. Il Reich sopravvive alla sconfitta, ed è proprio in Argentina che il male nazista intreccia le proprie trame oscure di rinascita con l’ascesa di Peron, per poi estendere i propri tentacoli sino a raggiungere le stanze più inviolabili: quelle delle alte sfere del Vaticano e della finanza più spregiudicata. E il male nazista oggi è pronto a risollevare la testa. Perché si scateni, manca soltanto una chiave: quella in possesso di una donna sopravvissuta con coraggio e determinazione a tutto ciò che il destino le ha riservato. Una straordinaria protagonista femminile. Un viaggio tra le pieghe oscure della Storia sulle tracce di un mistero leggendario. Un’avventura coinvolgente, emozionante, maestosa.
(source: Bol.com)

La voce dei morti

“A prima vista avrebbe potuto essere qualsiasi cosa – una pietra, una radice imputridita – fino a quando non ci si avvicinava. Era una mano in decomposizione, con le ossa visibili attraverso brandelli di carne, quella che spuntava dalla terra bagnata.” Tutti erano sicuri si trattasse di una delle vittime adolescenti di Jerome Monk, il serial killer delle brughiere del Dartmoor, e che ci fossero solo altre due vittime da ritrovare, le gemelle Bennett. Le ricerche non avevano tuttavia dato frutti, e con Monk al sicuro dietro le sbarre, si erano presto arenate. Per l’antropologo forense David Hunter, e per tutta la squadra che aveva lavorato al caso, la vita era andata avanti. E il sonno eterno delle gemelle era continuato indisturbato. Adesso, a otto anni dal ritrovamento di quel cadavere seppellito nella brughiera, si apre però uno scenario da incubo. Monk è fuggito di prigione e per qualche oscuro motivo sembra dare la caccia a chiunque abbia partecipato a quelle infruttuose ricerche. Hunter, tornato nelle brughiere del Dartmoor in risposta a una disperata richiesta di aiuto, si rende conto lentamente che nulla è come sembra. Mentre la spirale di violenza innescata da Monk si stringe intorno a lui, appare sempre più evidente che il passato non è affatto morto e sepolto.
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La voce dal sepolcro

Un anziano emigrato italiano viene trovato ucciso nel suo letto; la nipote diciassettenne scompare quella stessa notte. Col passare degli anni, il mistero si infittisce: fino a quando compare in Inghilterra, dall’Italia, l’affascinante vedova di un baronetto, stranamente somigliante alla ragazza scomparsa…Joseph S. FletcherJoseph Smith Fletcher nacque a Halifax e, rimasto orfano a otto mesi, crebbe con la nonna a Darrington, nello Yorkshire. A diciotto anni partì per Londra, dove iniziò a scrivere per alcuni giornali. Pubblicò novelle, poesie, biografie, commedie e drammi teatrali, ma il suo nome è rimasto legato ai racconti polizieschi e del mistero. Si interessò inoltre di archeologia e antiquariato. I suoi gialli sono stati tradotti in molte lingue: in Italia la sua notorietà si è particolarmente diffusa nel periodo tra le due guerre e nel secondo dopoguerra.
(source: Bol.com)

La vocazione teatrale di Wilhelm Meister

La passione per il teatro di un giovane della borghesia tedesca del Settecento, al quale il destino ha riservato specifici segni di una vocazione che lo inducono a fondare un teatro nazionale. Tra realtà e utopia, l’opera di Goethe si situa nella tradizione del grande romanzo europeo.
(source: Bol.com)

Vivi e lascia morire

A Ian Fleming viene universalmente attribuita l’invenzione di una figura letteraria prima di lui non esistente, la Bond Girl: e la Solitaire di “Vivi e lascia morire”, una veggente vudù con gli occhi quasi viola, i capelli quasi blu e un legittimo sospetto di verginità è una delle rappresentanti più autorevoli della categoria. Ma meno attenzione si presta, in genere, al secondo grande copyright di Fleming, il Bond Villain. Anche qui, Mr Big occhi gialli, pelle grigia, il corpo enorme sorretto a stento da un cuore malato, e il più che legittimo sospetto di essere, in realtà, lo zombie del sommo sacerdote vudù, Baron Samedi – ha pochi rivali. Si aggiungano, a piacere, una notte brava nei locali notturni di Harlem, la scoperta dell’America e della Giamaica, una incredibile sequenza sottomarina, e sullo sfondo la caccia al tesoro di Morgan il Sanguinario. Gli ingredienti per l’avventura più leggera, crudele e incalzante di 007 insomma ci sono tutti: basta solo agitarli, una pagina dopo l’altra.

Vivere alla fine dei tempi

Non c’è più alcun dubbio: il capitalismo si sta avvicinando ai suoi ultimi giorni. I quattro cavalieri che annunciano la ventura Apocalisse sono secondo Slavoj Žižek: la crisi ecologica globale; i gravi squilibri del sistema economico-finanziario; la rivoluzione biogenetica; le esplosive fratture sociali. Ma se per molti la crisi del capitalismo è Armageddon tout court, in che modo la società occidentale sta vivendo il ‘tempo della fine’? Nello stesso modo in cui si vive un lutto, ovvero, secondo il classico modello psicoanalitico, attraverso le cinque fasi della negazione (nel nostro caso, ideologica), la rabbia, la contrattazione (con il ritorno della critica dell’economia politica), la depressione (ovvero, nei termini di Žižek, la nascita del ‘Cogito Proletario’) e infine l’accettazione: ciascuna di esse costituisce una parte del libro. Solo attraversando questi momenti potremo fare della crisi la possibilità reale, concreta di un nuovo inizio, il viatico per la fondazione della società futura. Per dirla con Mao Zedong: ‘Grande disordine sotto il cielo: la situazione è eccellente’.
(source: Bol.com)