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Al servizio del Reich. Come la fisica vendette l’anima a Hitler

Durante il nazismo alcuni fisici cercarono di dar vita a una fisica ariana che escludesse ogni “idea giudaica”, molti altri fecero compromessi e concessioni pur di continuare a lavorare. Tra questi vi erano tre fisici di levatura mondiale, attraverso i quali Philip Ball racconta la storia della fisica tedesca sotto Hitler. Max Planck, il pionere della teoria dei Quanti, universalmente stimato per la condotta morale che seppe mantenere durante il regime; Peter Debye, un fisico nederlandese che arrivò a dirigere il più importante istituto di ricerca del Reich prima di andarsene negli Stati Uniti nel 1940; Werner Heisenberg, lo scopritore del principio di indeterminazione, che ebbe un ruolo di primo piano nella corsa tedesca alla bomba atomica. Alla fine della guerra molti scienziati tedeschi rivendicarono la propria apoliticità e la propria opposizione al regime: Debye affermò di essere andato in America per fuggire dalle interferenze naziste alle sue ricerche; Heisenberg sostenne, insieme ad altri, di aver deliberatamente rallentato la fabbricazione della bomba atomica… Muovendosi tra storia, biografia e storia della fisica, l’autore inquadra le difficili e ambigue scelte morali di tre vite intrappolate tra gli ideali della scienza e un’ideologia tirannica; illuminando di nuova luce i vari modi in cui la maggioranza degli scienziati, tra complicità e resistenza, fece i conti con il regime nazista.
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Al muro del tempo

Sin dalla più remota antichità i passaggi d’epoca sono stati considerati chiusure e aperture di cicli, in obbedienza a una concezione del tempo quale sostanza non uniforme e neppure lineare – come invece l’età moderna si è abituata a pensarlo. Ma anche per i moderni il tempo rimane un’entità oscura, scandita da soglie che suscitano attese esaltanti e crudeli incubi: anzitutto i millenni. Ed è proprio uno di tali momenti che stiamo ora vivendo, in coincidenza con quella che, secondo l’antica concezione astrologica fondata sulla precessione degli equinozi, è la transizione dall’Età dei Pesci (dominata da Cristo ‘Ichthys’) all’Età dell’Acquario, i cui caratteri possiamo solo presagire. A questo grande tema, adatto a ogni superstizione come alla speculazione più alta, Ernst Jünger dedicò in ‘Al muro del tempo’ una delle sue meditazioni più chiaroveggenti. Insieme arcaico e proiettato in avanti, lo spirito di Jünger sa prepararci meglio di chiunque altro a un ominoso evento che ci obbliga a confrontarci con la più enigmatica dimensione della nostra vita: il tempo.

(source: Bol.com)

Al “Trunk” Mahoney, Defensive Line (First & Ten Vol. 6)

Quando sua moglie lo lasciò, i progetti di Al Trunk Mahoney sul formare con lei la famiglia che non aveva mai avuto andarono in fumo. Trunk era uno dei migliori difensori della NFL, ma il successo in campo non si estendeva anche al resto della sua vita. Avere avventure di una sola notte con varie donne era facile per il sensuale lineman, ma il suo segreto gli aveva sbarrato le porte del matrimonio. La felicità che desiderava sarebbe sempre rimasta appena al di fuori della sua portata?
La bellissima Carla Ricci, proprietaria di un bar e donna indipendente, poteva scegliere chiunque volesse. Era una donna che seduceva e abbandonava gli uomini, e aveva preso una decisione che scoraggiava il novantanove virgola nove percento di loro dallo sposarla, ma non le importava. Poi, arrivò Trunk Mahoney. Carla si convinse che sarebbe rimasta fedele a se stessa, ma la sua forza di volontà sarebbe stata in grado di rimanere salda per sempre, o alla fine si sarebbe accontentata di una breve storia che le avrebbe spezzato il cuore?
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### Recensione
Cari romantici, oggi vi parlo dell’ultimo romanzo di Jean Joachim, “Al “Trunk” Mahoney, Defensive Line”, il sesto volume della serie sport-romance “First & Ten”, tradotto dalla “Quixote Translations”.
Questa è la storia del Defensive Line dei Kings “Al Trunk Mahoney”, grande giocatore e un bravo uomo. Si è sposato con Mary per creare una famiglia e non rimanere più solo. Però la “dolce e brava” Mary lo lascia all’improvviso con un messaggino.
Rabbioso con se stesso, con Mary e con chiunque gli capiti davanti, e desolato per essere rimasto nuovamente solo. Il desiderio di essere amato e di far parte di qualcosa è importante per lui poiché dopo la morte dei suoi genitori non ha ricevuto più amore da nessuno.
L’unico conforto lo trova nel bar della sua amica Carla Ricci “The Savage Beast”, bella e sensuale, l’unica in grado di fargli provare uno spiraglio di pace e amore.
Dal suo primo incontro con Trunk, la bellissima Carla è consapevole di provare qualcosa di più per il grande e grosso giocatore. È determinata nel suo lavoro e cerca di restare a galla nonostante le grandi difficoltà che sta affrontando.
Spinta dall’impeto del momento, invita il giocatore ad affittare la stanza sopra il bar. È così che i due iniziano una strana convivenza che ha l’intenzione di diventare qualcosa di più profondo ed emozionante.
Carla lo desidera ardentemente nonostante sappia che lui le spezzerà il cuore. Trunk ha sempre pensato che Carla fosse assolutamente sbalorditiva e ora che è di nuovo single, decide di lasciarsi andare con lei solo dopo aver provveduto a firmare le carte del divorzio.
La loro storia parte lentamente perché entrambi sono spaventati e hanno dei segreti che rischiano di intromettersi tra loro.
È stato bello leggere questa storia piena di emozioni, conoscere i rapporti tra i giocatori e come siano di sostegno l’uno con l’altro e assaporare il rapporto dolce e passionale tra Carla e Trunk.
Abbastanza scorrevole e intrigante, il libro mostra le vulnerabilità dei personaggi soprattutto di Trunk. Nessuno si aspetta che un grande e grosso giocatore sia insicuro e tanto sensibile, il suo desiderio di essere amato è talmente emozionante che mi ha fatta adorare il giocatore.
Carla invece è forte e determinata, e riesce nei suoi obbiettivi da sola. Proveniente da una grande famiglia è ostinata a non avere figli e questo per lei diventa un grande ostacolo in qualsiasi relazione.
Non ho letto i libri precedenti, ma recupererò presto perché questa storia va letta assolutamente.
Buona lettura!
Marianna Pucci, collaboratrice Passion For Books.
### Sinossi
Quando sua moglie lo lasciò, i progetti di Al Trunk Mahoney sul formare con lei la famiglia che non aveva mai avuto andarono in fumo. Trunk era uno dei migliori difensori della NFL, ma il successo in campo non si estendeva anche al resto della sua vita. Avere avventure di una sola notte con varie donne era facile per il sensuale lineman, ma il suo segreto gli aveva sbarrato le porte del matrimonio. La felicità che desiderava sarebbe sempre rimasta appena al di fuori della sua portata?
La bellissima Carla Ricci, proprietaria di un bar e donna indipendente, poteva scegliere chiunque volesse. Era una donna che seduceva e abbandonava gli uomini, e aveva preso una decisione che scoraggiava il novantanove virgola nove percento di loro dallo sposarla, ma non le importava. Poi, arrivò Trunk Mahoney. Carla si convinse che sarebbe rimasta fedele a se stessa, ma la sua forza di volontà sarebbe stata in grado di rimanere salda per sempre, o alla fine si sarebbe accontentata di una breve storia che le avrebbe spezzato il cuore?

L’agente di Bisanzio

La grandezza di Bisanzio non conosce confini e come sempre i nemici dell’impero sono in agguato. Ma a difenderlo da trame e congiure c’è Basil Argyros, protagonista di mille avventure.Provate a immaginare se… nel IV secolo invece di fondare l’Islam, Maometto si fosse convertito al Cristianesimo! Il mondo non avrebbe mai conosciuto la grande espansione araba, che si estese dalle coste dell’Atlantico alle frontiere della Cina. L’Impero Bizantino non sarebbe mai stato costretto a cedere la Siria, la Palestina, l’Egitto e l’Africa del Nord agli invasori, né a difendere Costantinopoli dall’assedio che sarebbe stato il principio della sua rovina. Anzi, senza più alcuna pressione a oriente, Bisanzio avrebbe potuto giocare un ruolo decisivo nel mondo occidentale, sottraendo terre e dominii nel corso dei secoli a Visigoti, Franchi e Longobardi. E da tutti i popoli risparmiati dai suoi eserciti, l’impero di Costantinopoli sarebbe stato guardato con invidia e terrore.Ebbene, questo mondo esiste davvero, ricostruito dalla fantasia e dal rigore storico di Harry Turtledove! E in questo mondo splendido vive Basil Argyros, il più abile agente dell’Impero, chiamato a vivere mille avventure per sgominare le trame ordite dai nemici di Bisanzio.

Agatha Raisin e una cucchiaiata di veleno

I begli occhi verdi di un fascinoso vedovo, George Selby, convincono Agatha a dare una mano nella promozione di una festa di paese. Peccato che un innocuo concorso di marmellate dia il via a una serie di omicidi e violenze. Agatha decide di prendersi un periodo di stacco dal lavoro presso la sua agenzia investigativa. Ma il ritorno alla quiete domestica significa anche… non sapere che cosa fare durante il giorno. Il sacerdote di un villaggio vicino a Carsely; però, coinvolge subito Agatha nella promozione di una festa parrocchiale, incarico che lei accetta al volo anche perché il responsabile dell’evento, George Selby, è bello e… libero. Sulle prime la festa è un successone, ma poi alcuni degli assaggiatori della gara di marmellate muoiono in seguito all’assunzione di LSD. E poi ammanchi, furti, sospetti (anche su George). Pur avendo cercato un’innocente distrazione paesana, Agatha si ritrova suo malgrado coinvolta in una brutta faccenda.
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Agatha Raisin e l’amore infernale

Le avventure di Agatha Raisin.Agatha Raisin è una cinquantenne dal carattere difficile. Ottenutosuccesso e denaro con un’agenzia di PR, decide di mollare tutto, Londra compresa, e trasferirsi a Carsely, fiabesco villaggio dei Cotswolds. Lí, per la prima volta, capisce di essere sola: un matrimonio breve e disastroso alle spalle, un’infanzia misera edifficile l’hanno resa sospettosa verso gli altri, tanto poco incline ai rapporti umani quanto desiderosa di averne. E proprio per essere accettata, Agatha si trova invischiata nella sua prima avventura.Da lí in poi, un po’ per caso un po’ per scelta – tutto sommato in pensione si annoia – Agatha sarà coinvolta in unconsiderevole numero di casi.Nei venticinque libri che a oggi costituiscono la serie, Agathaappare un’eroina non convenzionale: quasi interamente priva di capacità introspettive, cosí piena di difetti da risultare talvolta seccante, tra i pochi ancora a mangiare male e abere e fumare peggio, Agatha alla fine conquista. Letta da un pubblico eterogeneo, della serie di Agatha Raisin astoria ha finora pubblicato: nel 2011 ”La quiche letale”, ”Il veterinario crudele” e ”La giardiniera invasata”; nel 2012 ”I Camminatori di Dembley” e ”Il matrimonio assassino”; nel 2013 ”La turista terribile”, ”La Sorgente della morte” e ”Il mago di Evesham”; nel 2014 ”La strega di Wyckhadden” e ”Le fate di Fryfam”.

(source: Bol.com)

Agatha Raisin e il mago di Evesham

Anche per Agatha è arrivato il momento da tante temuto: sono spuntati i primi capelli grigi. Dopo aver provato a risolvere il problema in modo casalingo, sbucando dal bagno con i capelli sfumati di un atroce color viola, Agatha decide di provare quello che le signore locali definiscono il “mago”, e cioè John, il parrucchiere di Evesham.L’uomo oltre a essere bravo è anche di gran fascino, e Agatha si abbandona, come solo lei sa fare, a qualche sogno a occhi aperti: lei nelle braccia del Mago, James che la vede e finalmente capisce… Torna quindi con una certa frequenza a Evesham, anche perché mai era stata così ben pettinata, ma prima che qualcosa si possa realizzare, il parrucchiere, durante una messa in piega, cade a terra e muore, avvelenato.I sogni d’amore di Agatha nuovamente s’infrangono. Chi sarà il colpevole?

(source: Bol.com)

Affare Fatto 2: NOVELLA

NOVELLA
La diversità d’opinione può arricchire, ma anche dividere. Samuel e Isabel hanno costruito la loro storia sull’amore e sui compromessi, ma a volte le priorità possono cambiare. Quando il destino ci mette lo zampino, gli equilibri della coppia sono messi a dura prova e la stabilità che hanno conquistato con fatica rischia di sgretolarsi tra le loro mani.
Lui non riesce ancora ad affrontare ciò che gli è successo.
Lei vuole andare avanti.
Samuel sarà abbastanza coraggioso da combattere i fantasmi del passato o perderà tutto ancora una volta?
Il destino toglie, il destino dà.
«È questo che fai mentre dormo? Mi fissi?».
«La smetti di dire cavolate? Io non ti stavo affatto fissando» mento.
«A questo punto mi sembra giusto confessarti che ero sveglio da un po’» svela ridacchiando.
Bastardo!
«Ero soprappensiero. Lo sanno tutti che quando si ha la testa tra le nuvole è usuale fissare il vuoto».
«Il vuoto?» chiede, portando entrambe le mani all’altezza del cuore. Samuel e le sue sceneggiate, un film già visto e rivisto. «Io sarei il vuoto?».
«Un’intera voragine vuota, proprio come il tuo cervello».
«Rimangiati subito quello che…».
Non riesce a completare la frase perché lo prendo a cuscinate; il primo colpo gli arriva dritto in faccia e lo coglie di sorpresa e per un attimo resta fermo a realizzare quello che è appena accaduto, poi si riprende e mi disarma con facilità. Mi dimeno e combatto per la mia libertà, ma lo stronzo è decisamente più grosso e forte di me, e mi blocca contro il materasso, usa il suo corpo per tenermi ferma.
«Voglio vedere se hai il coraggio di ripetere quello che hai detto poco fa da questa posizione di svantaggio» mi provoca.
«Che il tuo cervello è come una voragine vuota?» chiedo sorridendo.
«Sei impertinente e non rispetti affatto il tuo bellissimo e intelligentissimo marito».
«Ti ricordo che ci siamo promessi sincerità reciproca».

Adoro essere uccisa

Al centro di queste sette narrazioni c’è una presenza ossessiva, minacciosa, ricorrente, che è quella della città di Londra. Il campionario dei personaggi è composto da falliti, scoppiati, mitomani, inadeguati, che la città spinge ai margini; di queste identità nomadi, tra pensiero e delirio, lo scrittore si fa cantore in storie dove sarcasmo e pietas convivono.

Adesso muori

Siamo alla resa dei conti finale per l’affascinante coppia di detective Liz Montario e Georg Stadler.
Sono bionde, sono giovanissime, e qualcuno le ha lasciate morire dissanguate sulla riva di un fiume, il corpo nudo esposto in una posa innaturale, i capelli che ondeggiano sulla superficie dell’acqua. Mentre il commissario Georg Stadler indaga sull’efferata uccisione di un’adolescente a Düsseldorf, che sembra opera di un omicida seriale, la celebre profiler Liz Montario, sua partner in molte cacce all’uomo, sta tenendo un seminario all’università di Liverpool per formare le migliori promesse della psicologia criminale. Ed è proprio la sua allieva più brillante, Zoe Fischer, a riaprire alcuni cold case che ripercorrono il modus operandi di un famigerato serial killer di trent’anni prima: Jeremy Dunn, un artista che aveva fatto furore dipingendo quadri con il proprio sangue. O almeno così sosteneva. Perché in realtà si trattava del sangue delle sue vittime, giovani donne che lasciava dissanguare lentamente fino alla morte. Ma Liz ha forti dubbi su questa teoria, anche perché il “Macellaio” è chiuso in carcere da molti anni. Finché non scopre che Stadler, a molti chilometri di distanza, sta indagando su un caso del tutto simile: che si tratti di un emulatore? O c’è qualcosa di più complesso e morboso dietro la catena di nuovi omicidi? Magari qualcosa che ha a che fare con il misterioso stalker che da tempo perseguita Liz, lasciandole inquietanti “regali” sulla soglia della porta?

L’acquaiola

Maria ha quindici anni, vive in un paesino dell’Appennino centro meridionale d’Italia e mantiene se stessa e l’anziano padre malato facendo la bracciante nei campi dei signori, un lavoro incerto e molto gravoso, fino a quando non viene assunta come acquaiola nella casa di don Francesco, il signorotto del paese, con il compito di recarsi più volte al giorno e con qualunque tempo alla fonte, che dista tre chilometri dal paese, per rifornire la famiglia di acqua. A don Francesco, infatti, è nato il quinto figlio, Luigi, il quale rivela fin dall’infanzia una natura ribelle, precoce e assetata di libertà.
I destini di Maria e Luigi, così diversi fra loro, si intrecceranno in una serie di vicende dolorose ma, nello stesso tempo, intense e salvifiche per entrambi. Intorno a loro, una umanità umile, legata alla terra e alle antiche tradizioni, assuefatta a una vita di miseria, sacrifici e secolari soperchierie sopportate con fatalistica rassegnazione e per questo spesso dura e inflessibile, ma anche capace di pietà e umana solidarietà.
Con il romanzo ***L’acquaiola***, **Carla Maria Russo** fornisce una prova di grande maturità letteraria e regala ai lettori un personaggio grandioso, che merita un posto di rilievo nella storia della narrativa italiana e sta alla pari delle grandi protagoniste della letteratura del Novecento.
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### Sinossi
Maria ha quindici anni, vive in un paesino dell’Appennino centro meridionale d’Italia e mantiene se stessa e l’anziano padre malato facendo la bracciante nei campi dei signori, un lavoro incerto e molto gravoso, fino a quando non viene assunta come acquaiola nella casa di don Francesco, il signorotto del paese, con il compito di recarsi più volte al giorno e con qualunque tempo alla fonte, che dista tre chilometri dal paese, per rifornire la famiglia di acqua. A don Francesco, infatti, è nato il quinto figlio, Luigi, il quale rivela fin dall’infanzia una natura ribelle, precoce e assetata di libertà.
I destini di Maria e Luigi, così diversi fra loro, si intrecceranno in una serie di vicende dolorose ma, nello stesso tempo, intense e salvifiche per entrambi. Intorno a loro, una umanità umile, legata alla terra e alle antiche tradizioni, assuefatta a una vita di miseria, sacrifici e secolari soperchierie sopportate con fatalistica rassegnazione e per questo spesso dura e inflessibile, ma anche capace di pietà e umana solidarietà.
Con il romanzo ***L’acquaiola***, **Carla Maria Russo** fornisce una prova di grande maturità letteraria e regala ai lettori un personaggio grandioso, che merita un posto di rilievo nella storia della narrativa italiana e sta alla pari delle grandi protagoniste della letteratura del Novecento.

L’Accarezzatrice

Gioia è una ragazza come tante, trent’anni e molti progetti nel cuore: ancora non sa che la vita le riserva una missione straordinaria, e che il suo destino è racchiuso nel suo stesso nome.
Gioia ha appena perso il lavoro da infermiera in ospedale, il fidanzato l’ha lasciata, è preoccupata per suo padre malato. I giorni passano, l’ansia cresce, nulla si muove: non c’è lavoro, gli orizzonti sembrano chiusi. Finché una mattina Gioia risponde a un annuncio nel quale si richiede “un’infermiera con spiccata sensibilità” a Bellinzona. È così che conosce Rosaria, una donna malata di sclerosi multipla, che cerca per il suo amatissimo marito, anch’egli gravemente invalido, un’assistente sessuale…
Comincia per Gioia – dopo l’iniziale turbamento – la scoperta di un mondo, quello dei disabili, dei loro bisogni, dell’apartheid in cui spesso la società li confina. La scoperta di un universo vibrante di speranza e di coraggio.
Molte persone portatrici di handicap sono private della possibilità di sperimentare il piacere fisico o semplicemente un contatto corporeo diverso da quello medicalizzato. Sono private dell’esperienza dell’empatia e dell’emozione di una carezza, con esiti psicologici spesso devastanti. In Svizzera e in diversi Paesi del Nord Europa la figura degli “assistenti sessuali” – dotati di una formazione medica e psicologica – è prevista dalla legge. Non in Italia, dove un moralismo diffuso finisce per lasciare sulle spalle delle famiglie la gestione di queste esperienze, fondamentali per dare dignità alla vita.
Nessuno si scandalizza se qualcuno legge per i ciechi. Perché allora indignarsi se qualcuno si occupa di far sperimentare la tenerezza a una donna o un uomo intrappolati nel proprio stesso corpo? Questo romanzo racconta di come Gioia decida di diventare un’accarezzatrice, di come un incontro speciale faccia cadere tutti i suoi pregiudizi e di come, da quel giorno, la sua vita e quella di tante persone intorno a lei cambi per sempre. Giorgia Würth illumina con coraggio esistenze difficili, tocca il nervo scoperto di tante nostre paure, prova con semplicità e con forza a immaginare un futuro più umano per tutti noi.

L’accarezzatrice

Gioia è una ragazza come tante, trent’anni e molti progetti nel cuore: ancora non sa che la vita le riserva una missione straordinaria, e che il suo destino è racchiuso nel suo stesso nome.
Gioia ha appena perso il lavoro da infermiera in ospedale, il fidanzato l’ha lasciata, è preoccupata per suo padre malato. I giorni passano, l’ansia cresce, nulla si muove: non c’è lavoro, gli orizzonti sembrano chiusi. Finché una mattina Gioia risponde a un annuncio nel quale si richiede “un’infermiera con spiccata sensibilità” a Bellinzona. È così che conosce Rosaria, una donna malata di sclerosi multipla, che cerca per il suo amatissimo marito, anch’egli gravemente invalido, un’assistente sessuale…
Comincia per Gioia – dopo l’iniziale turbamento – la scoperta di un mondo, quello dei disabili, dei loro bisogni, dell’apartheid in cui spesso la società li confina. La scoperta di un universo vibrante di speranza e di coraggio.
Molte persone portatrici di handicap sono private della possibilità di sperimentare il piacere fisico o semplicemente un contatto corporeo diverso da quello medicalizzato.
Sono private dell’esperienza dell’empatia e dell’emozione di una carezza, con esiti psicologici spesso devastanti. In Svizzera e in diversi Paesi del Nord Europa la figura degli “assistenti sessuali” – dotati di una formazione medica e psicologica – è prevista dalla legge. Non in Italia, dove un moralismo diffuso finisce per lasciare sulle spalle delle famiglie la gestione di queste esperienze, fondamentali per dare dignità alla vita.
Nessuno si scandalizza se qualcuno legge per i ciechi. Perché allora indignarsi se qualcuno si occupa di far sperimentare la tenerezza a una donna o un uomo intrappolati nel proprio stesso corpo? Questo romanzo racconta di come Gioia decida di diventare un’accarezzatrice, di come un incontro speciale faccia cadere tutti i suoi pregiudizi e di come, da quel giorno, la sua vita e quella di tante persone intorno a lei cambi per sempre. Giorgia Würth illumina con coraggio esistenze difficili, tocca il nervo scoperto di tante nostre paure, prova con semplicità e con forza a immaginare un futuro più umano per tutti noi.

L’abbraccio: Vol.2 (Il Paradigma Dell’amore)

Cosa accade quando finisce un amore?
Giuditta ha perso l’amore, è stata sedotta, illusa e abbandonata. Prova a scappare dai ricordi, rincorrendo l’illusione di lenire il mal d’amore con nuove e allettanti frequentazioni.
In questo lungo e doloroso peregrinaggio sentimentale Giuditta incontra due uomini che le mostrano le diverse sfumature dell’amore: quello pericoloso, possessivo e violento di Edoardo, e l’amore misterioso, frenato e inafferrabile di Flavio.
Questa è la storia di una donna e del percorso che intraprende per la purificazione dal dolore, dalla dipendenza affettiva e dall’abbandono.
Dopotutto, per trovare l’uomo giusto, spesso si passa attraverso quello sbagliato.
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### Sinossi
Cosa accade quando finisce un amore?
Giuditta ha perso l’amore, è stata sedotta, illusa e abbandonata. Prova a scappare dai ricordi, rincorrendo l’illusione di lenire il mal d’amore con nuove e allettanti frequentazioni.
In questo lungo e doloroso peregrinaggio sentimentale Giuditta incontra due uomini che le mostrano le diverse sfumature dell’amore: quello pericoloso, possessivo e violento di Edoardo, e l’amore misterioso, frenato e inafferrabile di Flavio.
Questa è la storia di una donna e del percorso che intraprende per la purificazione dal dolore, dalla dipendenza affettiva e dall’abbandono.
Dopotutto, per trovare l’uomo giusto, spesso si passa attraverso quello sbagliato.

Abbiamo Fame E Nostalgia Di Eucaristia

Padre Jihad Youssef tra la settimana santa del 2016 e l’agosto del 2017 ha visitato per tre volte le comunità dei profughi cristiani dell’Iraq, che si trovano attualmente in Turchia. L’ebook presenta le sue note di diario scritte quasi sempre a tarda sera sul cellulare. Dice una giovane profuga: ‘Questo è un bel Paese, ma preferisco le rovine del mio villaggio in Iraq. È da tanto che non vediamo un sacerdote e ci piace sentire le tue parole e pregare con te… Abbiamo fame e nostalgia di Eucaristia, tanto tanto’.Pensieri e testimonianze che riscaldano il cuore, briciole di missione che hanno il sapore degli Atti degli Apostoli.

(source: Bol.com)

A. I. Era spaziale

Charles Hennenberg, russo d’origine, parigino d’adozione, autore anche di “La nascita degli Dei” che i nostri lettori conoscono per essere stato pubblicato in questa collezione, è scomparso improvvisamente l’anno scorso, giovane ancora. Questa sua opera postuma, è senz’altro fra i migliori romanzi di fantascienza che siano stati scritti fino ad oggi su quegli esseri dell’avvenire che non appartengono del tutto al regno della fantascienza: i mutanti. La poesia, la chiaroveggenza, l’impeto quasi delirante che accompagna le parole dell’autore, si fonde mirabilmente con la penetrazione psicologica di questi esseri ancora umani e nello stesso tempo non più umani, dotati di straordinarie facoltà percettive, di genio, di precocità, e anche di un metabolismo differente dal nostro. Attraverso la mente di Nan de Nagis, una mutante di diciotto anni che possiede la facoltà di “ricordare” passato e avvenire, il romanzo fa rivivere il mito favoloso dell’Atlantide, il mondo scomparso del quale Nan fu l’ultima Profetessa, e fa seguire “in anticipo” l’avventura del Temerario, un’astronave che vola verso Andromeda, il satellite artificiale distrutto da misteriose scosse orbitali, che un gruppo di pionieri va a ricostruire. Attorno alla figura di Nan si muovono altri personaggi, umani, con le loro passioni, e creature mitiche a mezzo fra l’angelo e il demonio. E a tutti, Hennenberg ha dato vita, fascino e vigore di creature vere.
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