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Innamorarsi (Solo tu Vol. 2)

Quando cadi, devi accettarlo.
Thomas.
Lavorare duramente è una cosa che sempre fatto, ma non ha mai dovuto sforzarsi così tanto per farsi notare da qualcuno. Clay non è interessato, o forse sì?
Il viaggio sulla sua barca è un test, ma finirà in suo favore? La tentazione infiamma Thomas, ma Clay se ne andrà dalla Florida prima che lui possa provarci? Deve correre il rischio o non potrà mai perdonarselo.
Clay.
C’è qualcosa in Thomas che lo fa sentire accaldato sotto i vestiti. Non è solo il calore della Florida; è l’uomo sexy al suo fianco che lo fa sudare. Clay vorrebbe provarci, ma come potrebbe sollevare la questione? Farsi coinvolgere potrebbe far finire la loro amicizia, e quella è l’ultima cosa che desidera.
Solo un bacio cambierà tutto. Sarà coraggioso quando si presenterà l’opportunità, o ignorerà l’attrazione e lascerà la Florida, senza nemmeno correre il rischio?
**
### Sinossi
Quando cadi, devi accettarlo.
Thomas.
Lavorare duramente è una cosa che sempre fatto, ma non ha mai dovuto sforzarsi così tanto per farsi notare da qualcuno. Clay non è interessato, o forse sì?
Il viaggio sulla sua barca è un test, ma finirà in suo favore? La tentazione infiamma Thomas, ma Clay se ne andrà dalla Florida prima che lui possa provarci? Deve correre il rischio o non potrà mai perdonarselo.
Clay.
C’è qualcosa in Thomas che lo fa sentire accaldato sotto i vestiti. Non è solo il calore della Florida; è l’uomo sexy al suo fianco che lo fa sudare. Clay vorrebbe provarci, ma come potrebbe sollevare la questione? Farsi coinvolgere potrebbe far finire la loro amicizia, e quella è l’ultima cosa che desidera.
Solo un bacio cambierà tutto. Sarà coraggioso quando si presenterà l’opportunità, o ignorerà l’attrazione e lascerà la Florida, senza nemmeno correre il rischio?

L’inganno delle religioni

Le religioni promettono pace e piena realizzazione dell’umanità; molte persino una vita ultraterrena. Eppure, una lunga scia di sangue ne segna la storia. Il loro grande inganno è stato mettere l’uomo in conflitto con la sua stessa natura, separando materia e spirito, e la pretesa di controllare la sessualità ha favorito la manipolazione di pensieri e comportamenti. Esistono però, lontane da dogmi e prescrizioni, linee di ricerca spirituale che propongono visioni rispettose del valore degli esseri viventi e dell’ambiente. Le tradizioni aborigene ci descrivono come esseri complessi e affascinanti, multidimensionali e connessi all’intero universo. L’antica filosofia indiana e la fisica contemporanea, pur così lontane nel tempo, convengono nell’affermare che osservando la realtà la possiamo modificare. Con “L’inganno delle religioni” Francesco Cavalli-Sforza ci invita a liberarci dalle fedi e ad esplorare la pienezza della natura umana.
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L’indomabile Virginia: Palermo 1906

Palermo 1906. Virginia è una giovane donna dal carattere forte e indipendente, abile automobilista vorrebbe partecipare come pilota all’evento dell’anno : la prima Targa Florio. Peccato che il regolamento preveda che le donne possano partecipare solo come secondo. Andrea è un uomo maturo e responsabile, ha visto crescere Virginia e l’ha amata a distanza. Tra i fasti della bella epoque, in una Palermo ricca e sfavillante i due s’innamoreranno e realizzeranno i propri sogni.
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### Sinossi
Palermo 1906. Virginia è una giovane donna dal carattere forte e indipendente, abile automobilista vorrebbe partecipare come pilota all’evento dell’anno : la prima Targa Florio. Peccato che il regolamento preveda che le donne possano partecipare solo come secondo. Andrea è un uomo maturo e responsabile, ha visto crescere Virginia e l’ha amata a distanza. Tra i fasti della bella epoque, in una Palermo ricca e sfavillante i due s’innamoreranno e realizzeranno i propri sogni.

L’incubo nero

Che cosa resta a un uomo, il quale ha visto assassinare sotto i propri occhi la donna che il destino aveva messo sulla sua strada e di cui si era perdutamente innamorato? La donna che si era illuso di sottrarre a un marito gretto ed egoista? Che cosa può fare, solo in una città straniera dove sognava di vivere la sua storia d’amore e si trova invece accusato di quello sconvolgente delitto? Ma c’è un filo di speranza, una remota possibilità di dimostrare la propria innocenza. C’è un inconsapevole testimone, infatti, che può scagionarlo…

Incompatibile

**Dall’autrice bestseller di USA Today Sky Corgan arriva un nuovo sensuale romanzo.**
Ho passato la maggior parte della mia vita adulta ad evitare di frequentare gli uomini, il che è divertente se pensate che lavoro per un’agenzia che organizza incontri. Il mio capo mi chiama “La Bestia” a causa del mio temperamento. Il mio lavoro è quello di mandare via i clienti problematici—gli incompatibili.
Ed ecco che arriva il signor Alfred Barnes. È pieno di sé, sfacciato, e assolutamente bellissimo. Gli uomini come luicredono di possedere il mondo, ma qui sono io che comando. Sbatterlo fuori dal mio ufficio è uno dei miei piaceri più grandi…fino a quando non scopro che ha mentito sulla sua identità.
Qualcuno verrà licenziato, e probabilmente quel qualcuno sarò io.
Ora il signor Barnes mi vuole. Mi vuole nel modo più inaspettato. Non ho mai avuto a che fare con qualcuno come lui prima d’ora, e anni di terapia mi dicono che è esattamente ciò di cui non ho affatto bisogno.
Ma che ne sa però la mia psicologa?Anche lei ha i suoi segreti, e sto iniziando a pensare che vogliano tutti distruggermi. Sto iniziando a credere di essere io quella incompatibile.
Questo romanzo non ha un seguito.
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### Sinossi
**Dall’autrice bestseller di USA Today Sky Corgan arriva un nuovo sensuale romanzo.**
Ho passato la maggior parte della mia vita adulta ad evitare di frequentare gli uomini, il che è divertente se pensate che lavoro per un’agenzia che organizza incontri. Il mio capo mi chiama “La Bestia” a causa del mio temperamento. Il mio lavoro è quello di mandare via i clienti problematici—gli incompatibili.
Ed ecco che arriva il signor Alfred Barnes. È pieno di sé, sfacciato, e assolutamente bellissimo. Gli uomini come luicredono di possedere il mondo, ma qui sono io che comando. Sbatterlo fuori dal mio ufficio è uno dei miei piaceri più grandi…fino a quando non scopro che ha mentito sulla sua identità.
Qualcuno verrà licenziato, e probabilmente quel qualcuno sarò io.
Ora il signor Barnes mi vuole. Mi vuole nel modo più inaspettato. Non ho mai avuto a che fare con qualcuno come lui prima d’ora, e anni di terapia mi dicono che è esattamente ciò di cui non ho affatto bisogno.
Ma che ne sa però la mia psicologa?Anche lei ha i suoi segreti, e sto iniziando a pensare che vogliano tutti distruggermi. Sto iniziando a credere di essere io quella incompatibile.
Questo romanzo non ha un seguito.

INCOGNITA FUTURO

Hayford Peirce è l’autore che i nostri lettori hanno tanto gradito in La scacchiera del tempo, e come in quel fortunato romanzo anche qui ci offre un’avventura fitta di sorprese ma affrontata con humor garbato, tipico della miglior fantascienza. Peirce ci trasporta in un futuro abbastanza lontano, quando il pianeta Marte non riserverà più sorprese agli esseri umani (si fa per dire). Sullo sfondo di una situazione tanto tranquillizzante, ecco improvvisamente apparire un enigma che è insieme biologico, politico e legato al mistero di enigmatiche intelligenze extraterrestri. Un romanzo di alto divertimento che riserva più di una sorpresa, e non solo nel finale.
Copertina di Vicente Segrelles

Un Incendio in Montagna

***Serie Le montagne, Libro 1***
Prendersi una pausa dallo studio, godersi le Colorado Rockies e spegnere un incendio ogni tanto: questo è tutto ciò che Jake Landon si aspettava quando aveva deciso di fare il ranger. Avrebbe avuto come compagno un vecchio montanaro, avrebbero fatto dei giri di ricognizione su una jeep, scambiato poche parole, e il montanaro sarebbe stato tutto tranne che attraente. Un parco nazionale è abbastanza grande da nascondere il segreto di Jake, che ha deciso di passare il suo tempo libero a pescare.
Se non fosse che il vecchio montanaro si rivela Kurt Carlson: competente, sicuro di sé e con parecchia esperienza. Per non parlare del fatto che è giovane, bello, amichevole, e considera i vestiti un optional quando si sta in mezzo alla natura insieme a un altro uomo. Condividere il piccolo rifugio con quella tentazione vivente mette a dura prova la resistenza di Jake: gli sta inviando dei segnali oppure è il comportamento abituale di Kurt? E come reagirebbe Kurt se scoprisse che il suo nuovo partner ha intenzione di occuparsi di incendi di tutt’altra natura? Jake è terrorizzato perché, qualsiasi cosa succeda, dovranno vivere insieme per cinque mesi.
Tra i due ranger ci sono abbastanza scintille da far andare a fuoco gli alberi, ma servirà un inferno di fiamme per far ammettere a Jake e Kurt la passione che divampa tra loro.

INCANTO: La Novella (Finale Di Nemesi)

Io avevo lei, lei aveva me.
Niente era mai stato così perfetto,
eppure mancava ancora qualcosa per
completare la nostra realizzazione.
Proprio quando il destino si è messo da parte,
ci ha provato la mia Tigre a opporsi all’inevitabile… Com’è andata a finire?
Piuttosto scontato.
Ho vinto io.
Dopo Claustrofobia e Nemesi,
Zoe Blac firma l’ultimo avvincente viaggio
di Lucas ed Elettra.
Un autentico omaggio ai tantissimi lettori che hanno apprezzato questa straordinaria duologia erotica.
**
### Sinossi
Io avevo lei, lei aveva me.
Niente era mai stato così perfetto,
eppure mancava ancora qualcosa per
completare la nostra realizzazione.
Proprio quando il destino si è messo da parte,
ci ha provato la mia Tigre a opporsi all’inevitabile… Com’è andata a finire?
Piuttosto scontato.
Ho vinto io.
Dopo Claustrofobia e Nemesi,
Zoe Blac firma l’ultimo avvincente viaggio
di Lucas ed Elettra.
Un autentico omaggio ai tantissimi lettori che hanno apprezzato questa straordinaria duologia erotica.

Inattesa tentazione

Robert Hawthorne, legittimo duca di Killingsworth, è stato tenuto prigioniero per anni dal fratello gemello, che ne aveva preso il posto in società. Ora, dopo essere riuscito a risostituirsi a lui senza che nessuno se ne accorgesse, vuole recuperare tutto quello che gli è stato portato via. E innanzitutto dovrà vedersela con una donna che lo sta aspettando all’altare, Victoria Lambert, che ha accettato per dovere un matrimonio senza amore. Celebrate le nozze, la sposa ha però la strana sensazione che il marito sembri un’altra persona, più gentile e sensuale dell’uomo con il quale era fidanzata. Come può essere? Victoria è decisa a scoprire il mistero di quella trasformazione…

In viaggio con Leopardi: La partita sul destino dell’uomo

Siamo capaci di reggere lo spettacolo dell’infelicità generale? Di guardare al nulla in cui ci muoviamo senza per questo perderci nella vertigine della sua immensità? L’opera di Leopardi è una grande critica della civiltà. Può sembrare che egli stesso favorisca l’impressione di muoversi nella direzione indicata da Rousseau. Eppure c’è ben altro. Leopardi anticipa Nietzsche, anticipa il cuore del pensiero di Nietzsche: il tema della “morte di Dio”.
In viaggio con Leopardi nasce come una partita a tre sul destino dell’uomo. Leopardi è il Giocatore Nero, il parricida che vede l’incapacità del Giocatore Bianco, cioè della tradizione dell’Occidente, di arrestare la frana gigantesca da cui è travolto. Ma in queste pagine la partita è giocata anche da un Terzo Giocatore, che in realtà non “gioca” come gli altri due ma vede tutto l’errare e la violenza della civiltà occidentale. Ed è all’immensità di questo vedere che si rivolgono le pagine di Severino, diventando uno strumento prezioso di interpretazione anche del nostro tempo e delle nostre cose quotidiane.

In un chiaro, gelido mattino di gennaio all’inizio del ventunesimo secolo

In un chiaro, gelido mattino di gennaio all’inizio del ventunesimo secolo un lupo attraversa il confine polacco-tedesco e si dirige verso Berlino. Un manovale polacco bloccato in autostrada a causa di un incidente lo vede e lo fotografa. La sua compagna fa pubblicare la foto. Negli stessi giorni due adolescenti scappano di casa e dalla provincia brandeburghese si mettono in viaggio per raggiungere la capitale, dove sperano di rintracciare un amico; un padre alcolista esce dalla clinica e si mette sulle tracce dei due ragazzi; una madre depressa torna nei luoghi della sua radiosa gioventù; un losco cileno proprietario di un locale tinteggiato di nero ospita i due ragazzini… E mentre la città, coperta di neve, s’impregna di un misto di paura e attrazione verso il lupo e crede di avvistarlo in ogni angolo, l’animale si nasconde, si sottrae, per poi apparire dove nessuno se lo aspetta. Una silenziosa parabola del cercare, del morire, del bere, del perdersi e del ritrovarsi segna il debutto narrativo del drammaturgo tedesco più tradotto al mondo.
In un chiaro, gelido mattino di gennaio all’inizio del ventunesimo secolo è una fiaba metropolitana ambientata sul palcoscenico minimalista della Berlino dei nostri giorni: Schimmelpfennig posiziona i riflettori in modo da illuminare di volta in volta un solo angolo della scena, mostrandoci personaggi incapaci di uscire dalla solitudine del loro cono di luce; sullo sfondo, i fantasmi della DDR incontrano i mostri della gentrificazione.
«Una geniale favola dai molti risvolti».
«Financial Times»
«Un romanzo potente, straordinariamente impetuoso e contemporaneo – una narrazione ad anelli avvincente e perturbante».
«Der Spiegel»
«Schimmelpfennig connette il quotidiano con il mitico, e lo fa con una leggerezza che è tedesca quanto García Márquez in un giorno di sole».
«The Village Voice»
«Un libro commovente, che cattura in modo delicato ed esperto un’atmosfera predominante nella società: quella del disorientamento, della desolazione, dei sentimenti inespressi».
«Deutschlandradio Kultur»
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### Sinossi
In un chiaro, gelido mattino di gennaio all’inizio del ventunesimo secolo un lupo attraversa il confine polacco-tedesco e si dirige verso Berlino. Un manovale polacco bloccato in autostrada a causa di un incidente lo vede e lo fotografa. La sua compagna fa pubblicare la foto. Negli stessi giorni due adolescenti scappano di casa e dalla provincia brandeburghese si mettono in viaggio per raggiungere la capitale, dove sperano di rintracciare un amico; un padre alcolista esce dalla clinica e si mette sulle tracce dei due ragazzi; una madre depressa torna nei luoghi della sua radiosa gioventù; un losco cileno proprietario di un locale tinteggiato di nero ospita i due ragazzini… E mentre la città, coperta di neve, s’impregna di un misto di paura e attrazione verso il lupo e crede di avvistarlo in ogni angolo, l’animale si nasconde, si sottrae, per poi apparire dove nessuno se lo aspetta. Una silenziosa parabola del cercare, del morire, del bere, del perdersi e del ritrovarsi segna il debutto narrativo del drammaturgo tedesco più tradotto al mondo.
In un chiaro, gelido mattino di gennaio all’inizio del ventunesimo secolo è una fiaba metropolitana ambientata sul palcoscenico minimalista della Berlino dei nostri giorni: Schimmelpfennig posiziona i riflettori in modo da illuminare di volta in volta un solo angolo della scena, mostrandoci personaggi incapaci di uscire dalla solitudine del loro cono di luce; sullo sfondo, i fantasmi della DDR incontrano i mostri della gentrificazione.
«Una geniale favola dai molti risvolti».
«Financial Times»
«Un romanzo potente, straordinariamente impetuoso e contemporaneo – una narrazione ad anelli avvincente e perturbante».
«Der Spiegel»
«Schimmelpfennig connette il quotidiano con il mitico, e lo fa con una leggerezza che è tedesca quanto García Márquez in un giorno di sole».
«The Village Voice»
«Un libro commovente, che cattura in modo delicato ed esperto un’atmosfera predominante nella società: quella del disorientamento, della desolazione, dei sentimenti inespressi».
«Deutschlandradio Kultur»

In Tutto C’è Stata Bellezza

«*Un narrare che arriva al cuore della verità, e fa della vita di un personaggio un insegnamento universale.*»
**EL PAÍS **
«*Una confessione bella e autentica, un tentativo di salvare la propria famiglia con la verità di un libro straordinario.*»
**LA RAZÓN **
«*Un libro potente, sincero, a tratti crudo, sulla perdita dei genitori, sul dolore delle parole non dette e sulla necessità di amare ed essere amati.*»
**Fernando Aramburu**
«*Magnifico, coraggioso, vi spezzerà il cuore.*»
**Javier Cercas**
«*Un’opera che nasce dalla perdita, e al tempo stesso dalla luminosità dell’amore.*»
**LA VANGUARDIA**
«*Questo è un libro scritto con una chiarezza e una forza portentose. Nessuna retorica, o menzogna.*»
**EL MUNDO **
**«*Ci farebbe bene scrivere delle nostre famiglie, senza nessuna finzione, senza romanzare. Solo raccontando ciò che è successo, o ciò che crediamo sia successo.*» **
Animato da questa convinzione, Manuel Vilas intreccia con una voce coraggiosa, disincantata, a tratti poetica, il racconto intimo di una vita sullo sfondo degli ultimi decenni di storia spagnola. Allo stesso tempo figlio e padre, Vilas celebra la presenza costante e sotterranea di chi non c’è più, il passato che riemerge a fatica dai ricordi, la lotta per la sopravvivenza che lega indissolubilmente le generazioni. Una narrazione che sottolinea l’umana fragilità, le inevitabili sconfitte, ma anche la nostra forza unica, l’inesauribile capacità di rialzarci e andare avanti, persino quando tutto sembra essere crollato. Perché i legami con la famiglia, con chi ci ha amato, continuano a sostenerci e a definirci, anche quando sono apparentemente allentati o interrotti. E proprio quei legami ci permettono di vedere, a distanza di tempo, che in tutto c’è stata bellezza, in molti gesti quotidiani e anche nelle parole non dette, nell’affetto trattenuto, inconfessato, a cui non possiamo fare a meno di credere e di aggrapparci.
Manuel Vilas ha scritto un libro unico nella sua capacità di coinvolgere il lettore e di mescolare destino personale e collettivo, romanzo e autobiografia: «*Sono due verità diverse, ma sono entrambe verità: quella del libro e quella della vita. E insieme fondano una menzogna.*»
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### Sinossi
«*Un narrare che arriva al cuore della verità, e fa della vita di un personaggio un insegnamento universale.*»
**EL PAÍS **
«*Una confessione bella e autentica, un tentativo di salvare la propria famiglia con la verità di un libro straordinario.*»
**LA RAZÓN **
«*Un libro potente, sincero, a tratti crudo, sulla perdita dei genitori, sul dolore delle parole non dette e sulla necessità di amare ed essere amati.*»
**Fernando Aramburu**
«*Magnifico, coraggioso, vi spezzerà il cuore.*»
**Javier Cercas**
«*Un’opera che nasce dalla perdita, e al tempo stesso dalla luminosità dell’amore.*»
**LA VANGUARDIA**
«*Questo è un libro scritto con una chiarezza e una forza portentose. Nessuna retorica, o menzogna.*»
**EL MUNDO **
**«*Ci farebbe bene scrivere delle nostre famiglie, senza nessuna finzione, senza romanzare. Solo raccontando ciò che è successo, o ciò che crediamo sia successo.*» **
Animato da questa convinzione, Manuel Vilas intreccia con una voce coraggiosa, disincantata, a tratti poetica, il racconto intimo di una vita sullo sfondo degli ultimi decenni di storia spagnola. Allo stesso tempo figlio e padre, Vilas celebra la presenza costante e sotterranea di chi non c’è più, il passato che riemerge a fatica dai ricordi, la lotta per la sopravvivenza che lega indissolubilmente le generazioni. Una narrazione che sottolinea l’umana fragilità, le inevitabili sconfitte, ma anche la nostra forza unica, l’inesauribile capacità di rialzarci e andare avanti, persino quando tutto sembra essere crollato. Perché i legami con la famiglia, con chi ci ha amato, continuano a sostenerci e a definirci, anche quando sono apparentemente allentati o interrotti. E proprio quei legami ci permettono di vedere, a distanza di tempo, che in tutto c’è stata bellezza, in molti gesti quotidiani e anche nelle parole non dette, nell’affetto trattenuto, inconfessato, a cui non possiamo fare a meno di credere e di aggrapparci.
Manuel Vilas ha scritto un libro unico nella sua capacità di coinvolgere il lettore e di mescolare destino personale e collettivo, romanzo e autobiografia: «*Sono due verità diverse, ma sono entrambe verità: quella del libro e quella della vita. E insieme fondano una menzogna.*»

In America

Nel 1966, un giovanissimo Tiziano Terzani ha già messo le prime basi della sua eccezionale avventura di giornalista e viaggiatore: un lavoro per l’Olivetti che gli permette di girare il mondo e gli dà la possibilità di scrivere i primi articoli per l’Astrolabio, settimanale della sinistra indipendente diretto da Ferruccio Parri.

Inquieto per temperamento, Terzani vuole però realizzare il suo sogno di ragazzo e fare il reporter a tempo pieno. Così, l’anno successivo, coglie al volo l’occasione di una borsa di studio per un master alla Columbia University, si dimette dall’Olivetti e s’imbarca a Genova con la moglie Angela, per scoprire gli Stati Uniti e poterli finalmente raccontare.
Come scoprirà il lettore nella densa prefazione di Angela Terzani Staude, saranno due anni molto intensi, vissuti prima a New York, poi in California, dove Tiziano comincia a studiare il cinese alla Stanford University, e per il resto del tempo in un fondamentale viaggio attraverso ‘la pancia dell’America’ – come Tiziano chiamava gli stati interni del Midwest e del Deep South.

Ma sarà anche un periodo in cui, in un continuo alternarsi di entusiasmi e delusioni, si riveleranno in tutta la loro forza i conflitti generazionali e politici del ’68 destinati di lì a poco a travolgere l’intero Occidente.
Come racconterà in seguito nella Fine è il mio inizio: ‘Quando partii per l’America Parri mi disse ‘Ti prego, scrivi, ne sarò felicissimo’. E io per due anni ogni settimana ho scritto sull’America, sulle elezioni, sui negri, sulla protesta contro la guerra in Vietnam, la marcia su Washington e gli assassinii di Robert Kennedy e Martin Luther King’.

Proprio questi sorprendenti reportage inediti, corredati di fotografie dell’archivio familiare, vengono qui raccolti da Àlen Loreti. Sono cronache da un mondo in rivolta, in cui Terzani dà prova per la prima volta del suo straordinario istinto da grande reporter, che gli permette di individuare e di raccontare gli eventi più importanti ed emozionanti della Storia.

(source: Bol.com)

L’impero del cotone: Una storia globale

Il cotone è stato il primo prodotto attraverso il quale è stata avviata la costituzione di un’economia globalizzata e il mondo ha assunto, pur tra metamorfosi e trasformazioni ancora in corso, la forma che ancora oggi possiede. Ben prima dell’avvento della produzione con le macchine nel 1780, imprenditori europei e potenti uomini politici ridisegnarono l’industria manifatturiera mondiale, la cui espansione imperialista poggiava sullo sfruttamento inumano degli schiavi nelle piantagioni e degli operai nelle fabbriche. In apparenza, il volume si propone come una storia, dalle origini ai giorni nostri, del prodotto più importante del XVIII e del XIX secolo: la sua produzione, trasformazione, circolazione. In realtà, attraverso il prisma del cotone, è del capitalismo industriale che Sven Beckert vuole tracciare la storia globale, nelle sue dimensioni e componenti fondamentali, non solo economiche e tecnologiche, ma anche sociali, giuridiche, politiche. E il cotone può legittimamente assurgere al ruolo di prisma, poiché è proprio a partire da esso che il capitalismo industriale è nato. Beckert definisce «capitalismo di guerra» l’insieme dei processi di insediamento imperialista, conquista coloniale, espropriazione della terra, sfruttamento intensivo di forza lavoro schiavistica, che consentiranno al Regno Unito di controllare, già nei primi decenni del XIX secolo, il mercato mondiale del cotone. In seguito, dopo la Guerra di secessione del 1861-65, sarà il turno degli Stati Uniti. Fino all’apparizione di nuovi grandi protagonisti su scala globale, come la Cina, la cui egemonia sembra provenire dall’applicazione dei medesimi meccanismi, ma questa volta all’interno del paese e nel resto del Sudest asiatico.

L’immagine infranta: Linguaggio e mondo da Vico a Pollock

L’immagine infranta descrive la parabola del moderno attraverso una fitta trama di rapporti tra romanzieri e poeti (da Cervantes a Celan), filosofi (da Vico a Benjamin), pittori e scultori (da Manet a Fontana, a Pollock). Il filo conduttore è la crisi del linguaggio figurale: il mondo non offre più un’immagine stabile di sé, né il ‘pensiero’ sembra capace di creare nuove immagini per dare ordine al mondo. La profondità di questa crisi, che ha raggiunto la stessa origine dell’esistenza umana, quell’“iconologia della mente” che ha segnato il passaggio da natura a storia, è testimoniata dalle decisioni estreme di due tra gli artisti più significativi del nostro tempo, Pollock e Celan, che non esitarono a ‘ripetere’, per stanchezza, e disperazione, il gesto dell’Empedocle hölderliniano – già compiuto, in altra forma, da Nietzsche. Tramonto o nuova alba? L’immagine infranta termina con questa domanda, che è anche una speranza: e se la crisi del linguaggio immaginale fosse il prezzo necessario per aprirsi alla possibilità di un linguaggio più umile, ma insieme più largo e profondo? Il linguaggio del corpo e della natura, il linguaggio che non ‘immagina’, che non ‘fa-segno’, ma è la cosa stessa: l’“essere-accanto”di uomini e cose, tra “pietre ed erbe”.

Identità. L’altra faccia della storia

La ‘barbarie’ la troviamo a viso scoperto o celata sotto sinonimi. Tra questi sta conoscendo una fortuna crescente ‘identità’. E accanto a ‘identità’, ‘radici’, ma anche ‘etnicità’, con gli antenati ‘nazione’ e ‘nazionalità’. Parole che sono diventate abituali nel nostro linguaggio ma che possono diventare pietre perché, come tutto ciò che serve a distinguere e a prendere coscienza di una separazione, contengono un potenziale violento pronto a giustificare aggressioni civili e guerre. È dietro queste parole che vediamo alzarsi in piedi individui collettivi di cui si presuppone una naturalistica e inassimilabile diversità. Se, come scriveva Saul Bellow, l’identità di un essere umano è quella definita dal racconto della sua vita, per estensione l’identità di un popolo o di una società umana sarebbe la sua storia. Ma nessuna definizione, per quanto acuta ed elegante, può impedirci di avvertire dietro questa parola, apparentemente così semplice e innocua, l’eco sorda della risacca della storia e dei rapporti di forza che ha ripreso a fare intensamente il suo antico lavoro: scaraventa sulle rive più diverse popoli e individui, quando non li cancella inabissandoli nel fondo del mare.
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