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Nessun requiem per mia madre

Genuflessa De Benedictis è morta. Al suo funerale partecipano tutte le persone “per bene”, quelle che più contano nel borghesissimo quartiere romano dei Parioli, dove la donna ha sempre vissuto. Immobili tra la folla ci sono il marito e i tre figli – Stefano, Aldo e Franco -, chiusi in un silenzio che cela, insieme al dolore, una sconcertante verità: dietro l’apparenza di madre totalmente dedita alla famiglia, Genuflessa è stata una donna tirannica ed egocentrica, capace di annientare le loro personalità. Solo il terzogenito, Franco, ha osato sfidarla sottraendosi alla sua ansia di controllo e sposando Marta, una ragazza di colore immigrata dal Brasile, alla quale la suocera ha dichiarato fin da subito una guerra senza quartiere. Scandito in capitoli che si richiamano nel titolo a un comandamento, “Nessun requiem per mia madre” è il monologo ossessivo e delirante di Genuflessa al quale si contrappone la coraggiosa difesa di Franco e Marta del diritto ad avere una propria vita. Ma è anche la crudele metafora di un paese che, dietro la retorica dell’integrazione e della scuola multietnica, nasconde gli egoismi di chi non paga le tasse, il razzismo di chi dice “negro”, il materialismo di chi si prostituisce per fare carriera, continuando ad alimentare un’immagine placida e consolante di sé. Proprio come, fin dalla sua infanzia, fa Genuflessa, artefice e vittima di una rappresentazione falsa e intoccabile della sua vita, per difendere la quale ogni mezzo è lecito.
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Nessun dolore: potere e fantasmi

Un uomo perbene. Questo è il volto di Marco Tagliaferri. Avvocato, padre di famiglia, credente devoto e adesso candidato sindaco nella sua città. Per garantirsi la vittoria ha bisogno di un ultimo pacchetto di voti, quello che dipende dagli interessi di un losco imprenditore con i contatti giusti e un mafioso disprezzo per la legalità. L’uno borghese, l’altro parvenue: due facce della stessa logica di potere. Tutto, però, precipita in una notte. Tagliaferri si lascia sedurre da una ballerina di lap dance e proprio mentre si trova con lei perde il controllo dell’auto che si schianta ai margini della strada. La ragazza non respira. Lui capisce di essere finito. Lo scandalo travolgerà tutto: la sua carriera, la candidatura e la sua vita familiare. E allora…
L’ebook contiene anche il racconto «Un sole che splende per me soltanto».
Riccardo Bruni ha scritto i romanzi «La lunga notte dell’Iguana», «Zona d’ombra», «Nessun dolore», «Il Leone e la Rosa», «La notte delle falene», «La stagione del biancospino» e la raccolta «Sette racconti».
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### Sinossi
Un uomo perbene. Questo è il volto di Marco Tagliaferri. Avvocato, padre di famiglia, credente devoto e adesso candidato sindaco nella sua città. Per garantirsi la vittoria ha bisogno di un ultimo pacchetto di voti, quello che dipende dagli interessi di un losco imprenditore con i contatti giusti e un mafioso disprezzo per la legalità. L’uno borghese, l’altro parvenue: due facce della stessa logica di potere. Tutto, però, precipita in una notte. Tagliaferri si lascia sedurre da una ballerina di lap dance e proprio mentre si trova con lei perde il controllo dell’auto che si schianta ai margini della strada. La ragazza non respira. Lui capisce di essere finito. Lo scandalo travolgerà tutto: la sua carriera, la candidatura e la sua vita familiare. E allora…
L’ebook contiene anche il racconto «Un sole che splende per me soltanto».
Riccardo Bruni ha scritto i romanzi «La lunga notte dell’Iguana», «Zona d’ombra», «Nessun dolore», «Il Leone e la Rosa», «La notte delle falene», «La stagione del biancospino» e la raccolta «Sette racconti».

Nero su bianco

Lo scrittore Mizuno ha scritto una storia sull’omicidio perfetto. La sua vittima fittizia è modellata su un conoscente, un collega scrittore. Poco prima che la storia venga pubblicata, Mizuno scopre che il vero nome dell’uomo è stato riportato nel suo manoscritto; tenta di correggere l’errore, ma è troppo tardi. Terrorizzato dall’idea che l’omicidio avvenga per davvero e che lui venga sospettato come colpevole, Mizuno fa di tutto per trovare un alibi, avventurandosi negli inferi della città. Ma finisce solo più invischiato nelle sue fantasie paranoiche, in cui un misterioso ‘Uomo nero’ tenta di intrappolarlo. Sofisticato romanzo psicologico, Nero su bianco è il magistrale romanzo di un grande scrittore all’apice della sua carriera.

(source: Bol.com)

La nemica del cuore

È un momento molto difficile per Agnes: suo marito Erich è morto, e lei rischia di perdere la casa in cui hanno sempre vissuto insieme. Ancora rinchiusa nella solitudine del suo dolore, Agnes riceve una lettera inaspettata, un affettuoso messaggio da parte di Henny, amica d’infanzia con cui aveva rotto ogni rapporto vent’anni prima. Spinta dalla nostalgia e dalla curiosità, Agnes dà il via a quella che all’inizio sembra solo un’innocente corrispondenza tra vecchie conoscenti. Ma tutto cambia quando Henny svela ad Agnes il suo piano: uccidere il marito che la tradisce e cominciare una nuova vita. Per farlo senza destare sospetti, però, ha bisogno del suo aiuto, e per convincerla è disposta a tutto. Sopraffatta da un passato che credeva non sarebbe più tornato, Agnes sente di non avere scelta. Ma quanto vale una vita umana? Com’è possibile che una donna come lei possa pensare di uccidere qualcuno? Si tratta solo di soldi? O dietro c’è qualcos’altro?

(source: Bol.com)

Nelmondodimezzo. Il romanzo di Mafia capitale

Accade tutto all’improvviso, nel giro di qualche secondo: un uomo comincia a sparare da una finestra, come un cecchino impazzito, su passanti inconsapevoli che si accasciano a terra, uno dopo l’altro. E un silenzio gelido, rotto solo dai colpi d’arma da fuoco, spegne il caos di una città turbolenta e frenetica. Perché? Cosa si nasconde dietro a quel gesto folle? Questa volta è complicato e pericoloso l’intreccio con cui Marco Corvino, indomito cronista di nera, si trova a fare i conti. Perché le sue radici affondano ben oltre il tessuto urbano. Sono tante le gang in lotta tra loro per spartirsi i soldi sporchi e il controllo della città: bande di zingari, gruppi di estrema destra, cosche della camorra e, più potente di tutte, una cupola di insospettabili, le cui manovre partono dai palazzi del potere. Ingranaggi perversi che stritolano deboli e innocenti, pronti a tutto pur di sopravvivere. Finché qualcuno di loro, come una scheggia fuori controllo, non decide di ribellarsi…

**Alla fine rimarrà solo lui.
Il vero boss della città.
L’unico.

Hanno scritto di Massimo Lugli:**

‘Lugli è uno dei migliori cronisti-segugi al lavoro a Roma.’
Corrado Augias

‘Lugli ha fiato narrativo, ha tenuta, appassiona.’
Giovanni Pacchiano, Il Sole 24 ore

‘Marco Corvino, un personaggio che, fossi nel mondo delle fiction, terrei d’occhio.’
**Stefano Clerici, la Repubblica

Dal finalista Premio Strega
200.000 copie**

Massimo Lugli

Giornalista di ‘la Repubblica’, si è occupato di cronaca nera come inviato speciale per 40 anni. Ha scritto Roma Maledetta e per la Newton Compton La legge di Lupo solitario, L’Istinto del Lupo, finalista al Premio Strega, Il Carezzevole, L’adepto, Il guardiano, Gioco perverso, Ossessione proibita, La strada dei delitti, Nelmondodimezzo. Il romanzo di Mafia capitale e, nella collana LIVE, La lama del rasoio. Suoi racconti sono contenuti nelle antologie Estate in giallo, Giallo Natale, Delitti di Ferragosto, Delitti di Capodanno e Delitti in vacanza. Cintura nera di karate e istruttore di tai ki kung, pratica fin da bambino le arti marziali di cui parla nei suoi romanzi.

(source: Bol.com)

Nello specchio del passato

Nei testi che qui presentiamo Illich, paziente e instancabile archeologo del sapere, scava alle radici dei luoghi comuni della modernità per riesaminarli in una prospettiva storica. “Solo nello specchio del passato risulta possibile riconoscere la radicale alterità della topologia mentale del ventesimo secolo e divenire consapevoli dei suoi assiomi generativi, che normalmente rimangono oltre l’orizzonte dell’attenzione dei contemporanei”. Affrontando questi temi, Illich ci stimola a pensare il presente e il futuro con una consapevolezza nuova: “La mia é una ricerca della politica dell’autolimitazione, grazie alla quale il desiderio possa fiorire e i bisogni declinare”.
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Nelle terre di nessuno

Paesaggi di brutale bellezza, alcol e fucili, rabbia e rassegnazione. Segherie abbandonate; vecchie baracche dove si gioca a poker e le partite rischiano di finire a colpi di pistola, bar fumosi in cui tutti gli avventori si conoscono, e molti coltivano antichi rancori. Figli senza padri, alla deriva; famiglie nelle quali nessuno lavora, ma che l’assistenza sociale sembra aver dimenticato. E ad aleggiare su tutto, l’amore lancinante e doloroso per una terra da cui si parte – ma quasi sempre per farvi ritorno e rimanere – e una testarda, assurda, commovente speranza di riscatto. Con Nelle terre di nessuno, Chris Offutt ha scritto uno tra gli esordi più fulminanti degli ultimi decenni, aggiungendo alla grande tradizione del racconto americano un nuovo, potente capitolo. Le sue storie, dure ma cariche di emozione, ci guidano in un Kentucky solo apparentemente marginale, e sanno narrarci con profonda empatia la sublime desolazione, il culto della violenza e la fame d’amore che si nascondono nell’America più ignota e dimenticata; in quei paesi che, come scriveva Mark Strand, nessuno visita mai.
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### Sinossi
Paesaggi di brutale bellezza, alcol e fucili, rabbia e rassegnazione. Segherie abbandonate; vecchie baracche dove si gioca a poker e le partite rischiano di finire a colpi di pistola, bar fumosi in cui tutti gli avventori si conoscono, e molti coltivano antichi rancori. Figli senza padri, alla deriva; famiglie nelle quali nessuno lavora, ma che l’assistenza sociale sembra aver dimenticato. E ad aleggiare su tutto, l’amore lancinante e doloroso per una terra da cui si parte – ma quasi sempre per farvi ritorno e rimanere – e una testarda, assurda, commovente speranza di riscatto. Con Nelle terre di nessuno, Chris Offutt ha scritto uno tra gli esordi più fulminanti degli ultimi decenni, aggiungendo alla grande tradizione del racconto americano un nuovo, potente capitolo. Le sue storie, dure ma cariche di emozione, ci guidano in un Kentucky solo apparentemente marginale, e sanno narrarci con profonda empatia la sublime desolazione, il culto della violenza e la fame d’amore che si nascondono nell’America più ignota e dimenticata; in quei paesi che, come scriveva Mark Strand, nessuno visita mai.

Nella Zona Grigia

Quando, nel 2011, viene sottoposto a risonanza magnetica funzionale presso il Brain and Mind Institute della Western University, in Ontario, Scott è ritenuto privo di coscienza da ormai dodici anni. Un terribile incidente d’auto lo ha ridotto in stato vegetativo, e nessuno, a parte i suoi genitori, lo considera cosciente. Eppure, nel momento in cui il neuroscienziato Adrian Owen gli chiede di immaginare di giocare a tennis o di muoversi nella sua casa, il suo cervello esplode in una miriade di colori, dimostrando così di essere vigile.
Scott è uno fra i pazienti con gravi lesioni al cervello, vittime di traumi o malattie, con i quali Owen è riuscito a stabilire un contatto e che, in alcuni casi, sono usciti dalla cosiddetta «zona grigia», tra la piena consapevolezza e la morte cerebrale. Collaborando con team di ricerca in Inghilterra e in Canada, negli ultimi vent’anni lo scienziato ha trasformato un’idea vaga, un’intuizione, nel fulcro di una tecnica di valutazione cognitiva che punta a svelare la struttura stessa della nostra coscienza. Utilizzando tecnologie di monitoraggio e scanning cerebrale e gli approcci della neuropsicologia, Owen ha messo a punto una serie di esperimenti per mappare l’attività del cervello di pazienti non fisicamente responsivi, in cerca di segni certi della loro consapevolezza. *Nella zona grigia* è l’avvincente e intenso racconto di questa avventura, un percorso in cui esperienza professionale e storia personale si intrecciano in maniera sorprendente, portando lo scienziato a misurarsi con il caso e la fortuna, i limiti di strutture e finanziamenti, l’attenzione dei media, lo scetticismo dei colleghi, le speranze e le sofferenze dei familiari dei pazienti e, soprattutto, l’irriducibile unicità di ogni singolo caso, di ogni persona.
Da una posizione dichiaratamente atea, Owen affronta questioni cruciali sul significato dell’essere umano, sollevando interrogativi che riguardano tutti noi e coinvolgono il diritto, la filosofia, l’etica e la religione. Cosa significa «stato vegetativo»? Perché si entra nella «zona grigia»? A quale livello di funzionamento cerebrale si è coscienti? Cosa desidera chi resta intrappolato nel proprio corpo: vivere o morire? Chi ha diritto di decidere di «staccare la spina»? E perché solo alcuni ritornano dal «regno dei morti»?
In un nuovo dialogo fra ricerca pura e cura terapeutica, fra scienza e tecnologia, le neuroscienze cognitive ci avvicinano alla comprensione del cervello, della coscienza e dei problemi legati a malattie neurodegenerative come Parkinson e Alzheimer, prospettando un futuro in cui sarà possibile comunicare da mente a mente.

Nel Territorio Del Diavolo

Alexander Sarris è un giovane newyorkese che si trova a dover decidere se cedere al fascino seduttivo e intelligente del male. Ha trent’anni, origini greche e lavora in politica; più precisamente è l’assistente di Lee Atwater, il famigerato “Boogie Man”, lo spin doctor più temuto d’America, l’uomo che governa la comunicazione del Partito repubblicano.
È il 1988 e tutti gli Stati Uniti sono convinti che il prossimo presidente sarà un altro uomo politico di origini greche, il democratico Michael Dukakis. Nessuno pensa che lo sfidante, il texano George Bush, possa davvero sconfiggerlo. I sondaggi, all’inizio della campagna elettorale, sono inequivocabili.
Finché non entra in scena Lee Atwater, che imposta una campagna elettorale cinica e spietata, spregiudicata e violenta, volta a screditare Dukakis a colpi di insinuazioni, maldicenze, colpi bassi, falsità. E grazie a quelle che oggi verrebbero chiamate “fake news”, Bush recupera in pochi mesi un distacco di diciassette punti percentuali e vince le elezioni.
Con *Nel territorio del diavolo*, Antonio Monda si conferma come uno degli autori italiani più internazionali, e continua la sua esplorazione letteraria degli Stati Uniti e di New York con un libro profondo, appassionante e di clamorosa attualità, ricostruendo la storia di una delle figure politiche più controverse degli ultimi cinquant’anni.
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### Sinossi
Alexander Sarris è un giovane newyorkese che si trova a dover decidere se cedere al fascino seduttivo e intelligente del male. Ha trent’anni, origini greche e lavora in politica; più precisamente è l’assistente di Lee Atwater, il famigerato “Boogie Man”, lo spin doctor più temuto d’America, l’uomo che governa la comunicazione del Partito repubblicano.
È il 1988 e tutti gli Stati Uniti sono convinti che il prossimo presidente sarà un altro uomo politico di origini greche, il democratico Michael Dukakis. Nessuno pensa che lo sfidante, il texano George Bush, possa davvero sconfiggerlo. I sondaggi, all’inizio della campagna elettorale, sono inequivocabili.
Finché non entra in scena Lee Atwater, che imposta una campagna elettorale cinica e spietata, spregiudicata e violenta, volta a screditare Dukakis a colpi di insinuazioni, maldicenze, colpi bassi, falsità. E grazie a quelle che oggi verrebbero chiamate “fake news”, Bush recupera in pochi mesi un distacco di diciassette punti percentuali e vince le elezioni.
Con *Nel territorio del diavolo*, Antonio Monda si conferma come uno degli autori italiani più internazionali, e continua la sua esplorazione letteraria degli Stati Uniti e di New York con un libro profondo, appassionante e di clamorosa attualità, ricostruendo la storia di una delle figure politiche più controverse degli ultimi cinquant’anni.

Nel giardino delle scrittrici nude

Sara Brivio viaggia per le capitali europee, compra prime edizioni autografate dei romanzi del cuore, colleziona arte contemporanea, cena in ristoranti stellati. Ma soprattutto si gode il sole integrale nel giardino della sua strepitosa villa nel centro di Milano, alle Cinque Vie, il quartiere dei suoi sogni di ragazzina. Insieme a lei, nude come lei, le due amiche più care, Elena e Fanny, scrittrici. Anche Sara è una scrittrice, come le sue amiche conosciuta solo da un ristretto pubblico di lettori affezionati. Divorziata, evitata come la peste dall’unica, amata figlia, fino a non molto tempo prima viveva da sola in uno squallido appartamentino a Vigevano, tirando avanti a fatica con poche migliaia di copie vendute per libro, qualche recensione, qualche rassegna per l’università della terza età. Poi, allo scoccare dei sessant’anni, ecco arrivare un’immensa, inattesa eredità, la cui sola rendita mensile sfiora i due milioni di euro. La soddisfazione più grande che l’eredità le ha permesso di togliersi? Il Premio Brivio: in palio mezzo milione di euro per un vincitore che come Sara, Elena e Fanny dev’essere un eterno escluso, e una cocente umiliazione, invece, per qualche detestatissimo solito noto del jet set editoriale. Come Daniele Castagnèr, alias El Panteròn, avido e spregiudicato autore di inconsistenti spiritual-gialli regolarmente in testa alle classifiche, con un’igiene incerta, una passione per sgargianti camicie fuori moda e un passato che si intreccia a quello di Sara e delle sue amiche. Mentre la finale del premio si avvicina tra risate, batticuori e una sempre più bruciante nostalgia della figlia, prende forma un comico atto di critica al piccolo mondo letterario, cui si contrappone la passione inalienabile e salvifica per la scrittura e la lettura. E allora cosa rimane di gratificante, una volta pubblicata la tua pregevole opera destinata all’anonimato, se non vincere un premio?

La Nazione delle Piante

Finalmente la Nazione delle Piante, la più importante, diffusa e potente nazione della Terra, prende la parola.
«In nome della mia ormai pluridecennale consuetudine con le piante, ho immaginato che queste care compagne di viaggio, come genitori premurosi, dopo averci reso possibile vivere, vengano a soccorrerci osservando la nostra incapacità a garantirci la sopravvivenza. Come? Suggerendoci una vera e propria costituzione su cui costruire il nostro futuro di esseri rispettosi della Terra e degli altri esseri viventi. Sono otto gli articoli della costituzione della Nazione delle Piante, come otto sono i fondamentali pilastri su cui si regge la vita delle piante, e dunque la vita degli esseri viventi tutti.»
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### Sinossi
Finalmente la Nazione delle Piante, la più importante, diffusa e potente nazione della Terra, prende la parola.
«In nome della mia ormai pluridecennale consuetudine con le piante, ho immaginato che queste care compagne di viaggio, come genitori premurosi, dopo averci reso possibile vivere, vengano a soccorrerci osservando la nostra incapacità a garantirci la sopravvivenza. Come? Suggerendoci una vera e propria costituzione su cui costruire il nostro futuro di esseri rispettosi della Terra e degli altri esseri viventi. Sono otto gli articoli della costituzione della Nazione delle Piante, come otto sono i fondamentali pilastri su cui si regge la vita delle piante, e dunque la vita degli esseri viventi tutti.»

La Nave Dei Folli

La Vera è un transatlantico che nell’agosto del 1931 naviga per ventisette giorni da Veracruz nel Messico a Bremerhaven in Germania. Ma è anche, simbolicamente, la nave di questo mondo, su cui s’imbarca una umanità ignara del proprio destino: tedeschi o americani, spagnoli o svedesi, cattolici, protestanti o ebrei, conservatori o rivoluzionari, i passeggeri di questa Narrenschiff del ventesimo secolo non sono soltanto le persone che ci appaiono con i propri pregiudizi, odi, passioni, – ma anche i ciechi strumenti della stoltezza da cui sarà determinata la successiva storia del mondo. Ognuno di questi personaggi ha un proprio «tarlo» intimo: che può essere disperata inquietudine per i propri casi personali, o incertezza per il proprio avvenire più immediato, o gretto conformismo, o irrequieta incomunicabilità, o aberrante delirio razzista; e il dramma del bene e del male nella coscienza di ognuno: Rieber l’antisemita e Löwenthal l’ebreo; una contessa ninfomane ed un medico che se ne innamora; Graf, vecchio paralitico convinto di essere taumaturgo; Herr e Fräu Hütten, coniugi borghesi di mezza età, ansiosi per la salute del loro bulldog Bébé, in preda al mal di mare; un gruppo di studenti cubani; una compagnia di ballerini spagnoli, prostitute le donne, sfruttatori gli uomini, ladri le une e gli altri. Ma presi nel loro complesso, essi hanno l’aria di sapere tutto quello che c’è da sapere sulla vita e sul mondo, e su ciò che vogliono e su ciò che faranno: parlano, agiscono, progettano con la sicurezza di chi è certo che domani sarà vivo in un mondo che non ha perso la propria ben nota, comprensibile fisionomia. Eppure quella fisionomia sta già dissolvendosi, le consuete risposte ai perché della vita si stanno disgregando; e i personaggi, nella loro perfetta coerenza di creature cieche, ci appaiono a volte come le vittime di una catastrofe in un documentario cinematografico proiettato col rallentatore, che ce le mostra pochi minuti prima della disgrazia, ancora ignare ed illuse nella propria sicurezza.
Nessun romanzo contemporaneo dà forse più di questo il senso della disperata condizione umana in un mondo divenuto estraneo, l’agghiacciante frattura fra l’uomo e il proprio destino. Con esso Katherine Anne Porter che è l’ultima rappresentante della grande generazione americana degli Hemingway e dei Faulkner, ma che finora doveva la sua fama solo a un certo numero di magistrali short stories, ha affrontato il romanzo come summa, a un tempo «commedia umana» realistica e allegoria intellettuale, ottenendo una straordinaria, inattesa popolarità nel pubblico più vasto. Quanto al titolo, *Ship of Fools* – o Stultifera Navis, o Narrenschiff, allegorie che si ritrovano nella letteratura teologica e nell’arte figurativa del XV secolo – l’autrice ne spiega l’origine e il significato nell’Avvertenza. Nessuna forse delle parole italiane che più o meno corrispondono a stultus, Narr e fool in questa particolare accezione riesce a renderne il valore precipuo. Ma poiché «Dio toglie la ragione a coloro che vuol perdere», ci sembra che folli possa più di ogni altra esprimere la cecità dell’intelletto di fronte ai moti oscuri della vita.

Naufraghi senza volto

Il corpo di un ragazzo con in tasca un sacchetto di terra del suo paese, l’Eritrea; quello di un altro, proveniente dal Ghana, con addosso una tessera della biblioteca; i resti di un bambino che veste ancora un giubbotto la cui cucitura interna cela la pagella scolastica scritta in arabo e in francese. Sono i corpi delle vittime del Mediterraneo, morti nel tentativo di arrivare nel nostro paese su barconi fatiscenti, che raccontano di come si può “morire di speranza”. A molte di queste vittime è stata negata anche l’identità. L’emergenza umanitaria di migranti che attraversano il Mediterraneo ha restituito alle spiagge europee decine di migliaia di cadaveri, oltre la metà dei quali non sono mai stati identificati. Il libro racconta, attraverso il vissuto di un medico legale, il tentativo di un paese di dare un nome a queste vittime dimenticate da tutti, e come questi corpi, più eloquenti dei vivi, testimonino la violenza e la disperazione del nostro tempo.

(source: Bol.com)

Nati per credere

La teoria darwiniana dell’evoluzione rappresenta uno dei maggiori successi scientifici di ogni tempo; eppure molte persone che non si occupano di scienza a livello professionale la rifiutano e mostrano invece di credere in varie forme di creazionismo. Sembra, come ha osservato Richard Dawkins, che il nostro cervello sia stato specificamente “progettato” per fraintendere il darwinismo e che l’ipotesi di una “mente creatrice superiore” sia per l’uomo più attraente e naturale. In questo volume uno psicologo cognitivo, un filosofo della scienza e un neuroscienziato intrecciano le proprie riflessioni e le proprie esperienze di ricerca per offrire al lettore una tesi affascinante: il meccanismo evolutivo ha fatto sì che credere nel sovrannaturale sia diventato una parte integrante dei nostri normali processi cognitivi. La mente umana si è infatti evoluta, in virtù del meccanismo della selezione naturale, per pensare in termini di obiettivi e di intenzioni, un adattamento biologico importantissimo per un animale sociale come l’uomo.
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Natale Da Chanel

**Un libro che sta bene su tutto

Dall’autrice del bestseller Via Chanel N°5**

Dopo aver trascorso un periodo a Parigi, Rebecca, detta “Coco”, è partita per New York, dove dovrà dirigere una delle filiali dell’agenzia per cui lavora. Coco affronta con grande entusiasmo il nuovo incarico e la vita nella Grande Mela, la città che ha rilanciato la mitica Chanel quando la sua carriera sembrava in declino. Ed è proprio tra le pagine del diario di una donna vissuta ai tempi della sua eroina che Rebecca si perde: storie che parlano di tempi lontani, scelte difficili e di una donna che forse era una spia… La vita della nostra Coco non è certo meno rocambolesca. E per il momento non ancora destinata a trovare pace. Perché Étienne, il suo ritrovato amore, non è partito insieme a lei, ma è rimasto in Francia. Che cosa può essere mai l’Oceano per due che si amano così tanto? Questo hanno pensato entrambi. Ma la lontananza può a volte ingigantire piccoli equivoci trasformandoli in mostruose incomprensioni… Riuscirà Coco a salvare il suo grande amore e a festeggiare con lui il Natale a New York?

**Il regalo che tutte sognano

Un’autrice da oltre 250.000 copie**

‘Ogni donna può essere unica, basta volerlo. E la storia di Rebecca lo dimostra.’
Vanity Fair

‘Ecco come sopravvivere alle tempeste sentimentali.’
Il Venerdì di Repubblica

‘Se a fare da filo conduttore sono gli aforismi della Chanel, quello che ne esce è un bel manuale di sopravvivenza per ragazze. […] Una storia che parla di amori e moda, traslochi e sogni, ambizioni e amicizia.’
ttL – La Stampa

Daniela Farnese

È nata a Napoli e ha vissuto in giro per il mondo prima di fermarsi a Milano. Ha una laurea in Lingue orientali, la passione per il vino e due gatti. Collabora con agenzie di comunicazione, produzioni cinematografiche, riviste, radio e TV. Dal 2003 cura il seguitissimo blog dottoressadania.it. Con la Newton Compton ha pubblicato 101 modi per far soffrire gli uomini, Via Chanel N°5, I love Chanel, A noi donne piace il rosso e l’ebook Un’estate con le amiche. Natale da Chanel è il terzo episodio della vita di Rebecca Bruni.

(source: Bol.com)