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Per Vendetta

Alexander Castillo, prigioniero nei sotterranei di Villa Rafòn, è sottoposto ai viziosi capricci e ai soprusi di Conchita, una donna perversa e senza scrupoli.
Finalmente gli si prospetta l’occasione di fuggire tramite l’ignara Adela che, con un inconsapevole atto di bontà, lo salva regalandogli la libertà.
Alexander da quel momento in poi avrà un solo obiettivo: la vendetta.
Adela, che dovrebbe essere una nemica giurata, inspiegabilmente riesce a suscitare in lui solo una folle attrazione. Non voluto e ostacolato, tra i due si insinuerà un sentimento forte che li attrarrà facendoli precipitare in un vortice di passione senza fine.
ROMANZO AUTOCONCLUSIVO
Lettura consigliata a un pubblico adulto
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### Sinossi
Alexander Castillo, prigioniero nei sotterranei di Villa Rafòn, è sottoposto ai viziosi capricci e ai soprusi di Conchita, una donna perversa e senza scrupoli.
Finalmente gli si prospetta l’occasione di fuggire tramite l’ignara Adela che, con un inconsapevole atto di bontà, lo salva regalandogli la libertà.
Alexander da quel momento in poi avrà un solo obiettivo: la vendetta.
Adela, che dovrebbe essere una nemica giurata, inspiegabilmente riesce a suscitare in lui solo una folle attrazione. Non voluto e ostacolato, tra i due si insinuerà un sentimento forte che li attrarrà facendoli precipitare in un vortice di passione senza fine.
ROMANZO AUTOCONCLUSIVO
Lettura consigliata a un pubblico adulto

Il pensiero cinese

Opera capitale e innovatrice, sia per la sostanza sia per il metodo, ”Il pensiero cinese” è il libro della piena maturità di Marcel Granet, dove vengono a confluire e ad amplificarsi i risultati delle sue geniali ricerche. Il lettore non vi troverà soltanto una storia del pensiero cinese, ordinata per date e autori: ben più ambizioso è il compito che Granet si è scelto. Con questo libro – si può ben dire per la prima volta – un sinologo ha provato, con straordinaria felicità, a ricostruire una per una le categorie in cui il pensiero cinese si è manifestato, superando così, audacemente, il limite più grave che incontriamo anche nelle più attendibili storie della filosofia cinese, per esempio in quella di Forke: e cioè di essere pur sempre una sorta di ritraduzioni del pensiero cinese nel linguaggio filosofico che ci è familiare dalla nostra tradizione. Non solo: applicando con conseguente radicalismo la teoria sociologica della scuola di Durkheim, e soprattutto le formulazioni di Marcel Mauss, Granet non ha ritenuto possibile di dar conto del pensiero cinese senza seguirlo in atto nei più minuti e oscuri aspetti della vita sociale e dell’etichetta, nei presupposti cosmologici e mitologici, e infine nei tanti travestimenti in cui la infida storia cinese ha fatto ricomparire per secoli sempre la stessa serie di princìpi fondamentali. Una rete speculativa immensa si tesse in questo libro, dove le vite dei grandi pensatori, spesso così elusive e sottratte a ogni certezza, si intrecciano con i particolari di un rito, con una antica metafora, con la figurazione di una danza arcaica; dove la musica occupa altrettanto spazio della morale, e anzi spesso vediamo l’una illustrare l’altra; dove alla teoria dei numeri è dedicata una memorabile analisi che forma da sola quasi un libro a parte, analisi che rivela per la prima volta la fisionomia della sottilissima numerologia cinese, scienza qualitativa più che quantitativa, antitetica alla nostra matematica; dove, infine, Lao tseu e Confucio, i due più famosi pensatori della Cina, vengono presentati non tanto come capiscuola di opposte dottrine filosofiche, quanto come due costanti nella fenomenologia del pensiero cinese, sicché la loro opera ci appare, più che come l’irripetibile costruzione di un singolo, come una sorta di ricettacolo dove il fondo stesso del pensiero cinese arcaico si è raccolto e si è dato due forme complementari. Questo libro è valso anche a dimostrare come, più che in ogni altra delle grandi civiltà, in quella cinese i diversi piani, filosofico, religioso e sociale, fossero, in origine, pressoché indistinguibili: Granet è riuscito a darci della Cina arcaica una immagine totale. Uscita nel 1934, e accolta dal silenzio delle riviste specializzate, quest’opera fu così giudicata qualche anno dopo da un altro grande sinologo, J.J.L. Duyvendak: ‘Si possono senz’altro rimproverare a questo libro certe stravaganze, ma esso appartiene in ogni caso a quanto di più splendido sia stato scritto sul pensiero cinese’. In anni più recenti, Joseph Needham, la massima autorità fra i sinologi viventi, ha definito il libro di Granet ‘a suo modo un’opera di genio’. Oggi ”Il pensiero cinese” è universalmente ritenuto come un’opera classica: ma si tratta di un classico ancora in buona parte da scoprire, carico di suggerimenti, suggestioni e ipotesi sorprendenti.

(source: Bol.com)

Pensa magro

”Per prima cosa, non metterti a dieta: il dovere è nemico di chi vuole dimagrire. Poi inizia a cambiare atteggiamento mentale. Comincia ad accettarti come sei, l’autocritica è tra le cause principali del sovrappeso. Svuota la testa dai troppi pensieri, l’accumulo di ”peso mentale” frena anche il metabolismo. E impara a stare nel presente, chi è dominato dai ricordi e dai progetti ingrassa senza accorgersene…”

Pensa magro è il metodo pratico per dimagrire senza mettersi a dieta. Un approccio rivoluzionario che Raffaele Morelli ha esposto la prima volta nel bestseller Dimagrire senza dieta e che in questo nuovo libro trova la sua applicazione più concreta. Passo dopo passo, mossa mentale dopo mossa mentale, lo psichiatra di Riza ci mostra gli errori psicologici che ci fanno ingrassare più di quelli alimentari, e anche le parole ”giuste” che ci aiutano a dimagrire. Ogni capitolo è accompagnato da casi reali, dalle frasi-chiave da ripetersi e dagli esercizi mentali da praticare. Fino a scoprire che dimagrire è più semplice di quanto immagini, se impari a pensare magro.

(source: Bol.com)

La peggio gioventù

**La Banda della Magliana non è mai stata raccontata così

La genesi della Banda della Magliana

La leggenda e i segreti del più potente impero criminale di Roma**

Roma, 18 ottobre 1972. In un bar del quartiere popolare di Tor Marancia è radunato un gruppo di amici, la piccola malavita che controlla i traffici della zona. Sergio, ex promessa del pugilato, è il capo indiscusso. La sua parola è legge nella borgata. Improvvisamente una Fiat 125 si ferma davanti al locale e i colpi di arma da fuoco saturano l’aria. Un episodio di cronaca nera che occuperà le prime pagine dei giornali dell’epoca, destando allarme in una città che si è ormai lasciata alle spalle gli anni della dolce vita ed è attraversata da una spirale di violenza incontrollabile. A infiammare lo scontro tra le bande ci pensa lo spietato e sanguinario Danilo, detto il Camaleonte, che anni dopo compirà un salto decisivo nella sua carriera criminale, entrando a far parte della famigerata Banda della Magliana. Alle vicende dei due rivali si intrecciano, anche sentimentalmente, quelle drammatiche di Chiara e Fabiana, ragazze perdute dal destino già segnato. Un romanzo unico e straordinario che racconta la storia della peggio gioventù, i protagonisti di quella generazione spregiudicata che, tra la fine degli anni Sessanta e gli anni Settanta, ha trasformato per sempre il volto della città eterna.

Una nuova generazione di criminali cresce nelle periferie
Sono quelli della peggio gioventù, e vogliono conquistare Roma

‘Incalzante come un action movie, minuzioso nelle ricostruzioni, “affettuoso” nella descrizione dei personaggi.’
Enzo Lavagnini, Bookciak Magazine

‘Un romanzo d’esordio disarmante per bellezza e armonia. Da leggere tutto d’un fiato.’

Francesco Crispino

È nato a Roma nel 1967. Si occupa di cinema da anni in qualità di filmmaker, studioso e docente di linguaggio audiovisivo. Ha realizzato alcuni documentari e diversi cortometraggi, ha scritto numerosi saggi critici e due volumi sul cinema (con il primo ha ottenuto la menzione speciale al premio “Pier Paolo Pasolini”). La peggio gioventù è il suo primo romanzo.

(source: Bol.com)

Peggio che diventare famoso

Il cinema non è mai quello che sembra, un po’ come la vita. Da un giorno all’altro ti chiami Rino, abiti in Friuli, hai un figlio di quattordici anni e un amico scemo a cui badare. Nello stesso tempo sei sempre Filo, con la sua fame di provare tutto, con un debito d’amore addosso da mancarti il fiato e l’ossessione di una mamma impazzita per la polka. Sul set del film di Salvatores, chiuso in una camera d’albergo, ogni mattina devi spogliarti della tua faccia e mettertene addosso un’altra. Mentre aspetti il ciak il tempo ti trasforma, i sudori si mischiano, il puzzo di uno fermenta col puzzo degli altri, si viene a creare un microclima di umori, ormoni e pulsioni, si ride per delle cazzate incomprensibili al mondo esterno, come una specie di codice infantile, e ci si accoppia, almeno col pensiero, tutti con tutti, è una legge biologica. Fare un film è ferire consapevolmente una storia. Spezzettarla. Sembra poetico ma non lo è. Dopo il successo di Tuttalpiù muoio e di E lasciamole cadere queste stelle, Filippo Timi torna alla scrittura riproponendo in Peggio che diventare famoso il personaggio Filo e la sua voglia di vivere la vita a ogni costo, anche se brucia.
(source: Bol.com)

I Peccati Del Papa. Le Maschere Della Morte

Il quarto episodio del romanzo a puntate di Fabio Delizzos
Le indagini di Bellerofonte Castaldi, investigatore veneziano al servizio del papa
Roma, 1756. Nella città eterna si sta festeggiando uno dei carnevali più rinomati al mondo, insieme a quello di Venezia. È arrivato il momento tanto atteso dei palii, delle sfilate grandiose, dei fuochi d’artificio, dei balli e dei costumi sontuosi. Ma dietro l’allegria che invade le strade si nasconde l’angoscia del popolo. Dietro ogni costume potrebbe celarsi un criminale senza pietà. Bellerofonte Castaldi prosegue la sua indagine sotto lo sguardo vigile di papa Benedetto XIV. Dagli austeri ambienti ecclesiastici, dove i segreti sono inconfessabili, alle feste in costume, dove anche un segreto di Pulcinella può essere fatale, Bellerofonte dovrà dare il meglio di sé, non solo per catturare i criminali a cui sta dando la caccia, ma anche per salvare la sua stessa pelle. Perché un assassino dal volto coperto è più insidioso e letale…
Fabio Delizzos
È nato a Torino nel 1969 e vive a Roma. Laureato in filosofia, copywriter freelance, per la Newton Compton ha già pubblicato con grande successo i romanzi La setta degli alchimisti, La cattedrale dell’Anticristo e La loggia nera dei veggenti.
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### Sinossi
Il quarto episodio del romanzo a puntate di Fabio Delizzos
Le indagini di Bellerofonte Castaldi, investigatore veneziano al servizio del papa
Roma, 1756. Nella città eterna si sta festeggiando uno dei carnevali più rinomati al mondo, insieme a quello di Venezia. È arrivato il momento tanto atteso dei palii, delle sfilate grandiose, dei fuochi d’artificio, dei balli e dei costumi sontuosi. Ma dietro l’allegria che invade le strade si nasconde l’angoscia del popolo. Dietro ogni costume potrebbe celarsi un criminale senza pietà. Bellerofonte Castaldi prosegue la sua indagine sotto lo sguardo vigile di papa Benedetto XIV. Dagli austeri ambienti ecclesiastici, dove i segreti sono inconfessabili, alle feste in costume, dove anche un segreto di Pulcinella può essere fatale, Bellerofonte dovrà dare il meglio di sé, non solo per catturare i criminali a cui sta dando la caccia, ma anche per salvare la sua stessa pelle. Perché un assassino dal volto coperto è più insidioso e letale…
Fabio Delizzos
È nato a Torino nel 1969 e vive a Roma. Laureato in filosofia, copywriter freelance, per la Newton Compton ha già pubblicato con grande successo i romanzi La setta degli alchimisti, La cattedrale dell’Anticristo e La loggia nera dei veggenti.

I peccati del papa. La saga

I sotterranei del Vaticano nascondono un segreto
Un grande thriller
Le indagini dell’investigatore Bellerofonte Castaldi
È il carnevale del 1756. Il giovane barone veneziano Bellerofonte Castaldi, investigatore del tribunale dei Signori della Notte al Criminàl e, quando occorre, spia per il consiglio dei Dieci, è impegnato nel consegnare alla giustizia i peggiori criminali in circolazione. Ma la sfida più difficile per lui deve ancora arrivare: papa Benedetto XIV in persona richiede infatti la sua presenza a Roma, dove qualcuno sta seminando il terrore uccidendo dei ragazzini. Nel frattempo anche il rettore del Collegio dei gesuiti viene misteriosamente avvelenato. Esiste un nesso tra questi crimini? E perché il Santo Uffizio vuole impedire a chiunque di indagare? In una Roma settecentesca, subdola e sordida, Bellerofonte troverà aiuto nella bellissima Anne Marie, una contessa parigina che ama vestirsi da uomo e ha l’aria di custodire molti segreti. Dagli austeri ambienti ecclesiastici ai bui laboratori degli speziali, Bellerofonte dovrà impegnarsi in una caccia molto pericolosa, che lo porterà a scoprire una verità che ha i contorni di un incubo, inconfessabile al mondo…
Un autore da oltre 35.000 copie
Tradotto in 4 Paesi
Roma 1756: una serie di efferati omicidi scuote la città eterna
Decine di bambini vengono ritrovati senza vita nei sotterranei del Vaticano
Bellerofonte Castaldi, abile investigatore veneziano, viene chiamato dal papa per scoprire chi si cela dietro quei delitti
Fabio Delizzos
È nato a Torino nel 1969 e vive a Roma. Laureato in filosofia, musicista, per la Newton Compton ha già pubblicato con grande successo di pubblico e critica i romanzi La setta degli alchimisti, La cattedrale dell’Anticristo e La loggia nera dei veggenti. Ha partecipato all’antologia Giallo Natale. I peccati del papa, prima di essere riunito in un unico volume, è uscito a puntate con grande successo in ebook. I suoi libri sono tradotti in Russia, Spagna, Serbia e Polonia.

I Peccati Del Papa. La Città Dei Veleni

Il secondo episodio del romanzo a puntate di Fabio DelizzosLe indagini di Bellerofonte Castaldi, investigatore veneziano al servizio del papaUna Roma subdola e sordida, regno di sicari e avvelenatoriRoma, febbraio 1756. La città di san Pietro è funestata da crimini inquietanti, mentre fervono i preparativi per l’ultima settimana di carnevale: un bambino castrato è stato ritrovato morto, dissanguato con un pesante salasso; i sospetti ricadono sugli ebrei, accusati da secoli di cibarsi del sangue di bambini cristiani. Ma non è finita. Il rettore del Collegio dei gesuiti, una delle scuole più prestigiose ed esclusive del mondo, è stato ucciso con un potente veleno, ma il più probabile autore dell’omicidio, lo speziale del Collegio, è deceduto alcune settimane prima di lui. C’è un nesso tra l’assassinio del bambino e questo nuovo crimine? E perché il Santo Uffizio sta indagando sui casi? Toccherà a Bellerofonte scoprirlo… Dai bui laboratori degli speziali alle scuole di canto per bambini castrati, la ricerca della verità si fa sempre più difficile e pericolosa. Perché ora, insieme al sangue, comincia a scorrere anche il veleno.Fabio DelizzosÈ nato a Torino nel 1969 e vive a Roma. Laureato in filosofia, copywriter freelance, per la Newton Compton ha già pubblicato con grande successo i romanzi La setta degli alchimisti, La cattedrale dell’Anticristo e La loggia nera dei veggenti.
(source: Bol.com)

Patto con il diavolo

Inghilterra, 1851 – Cresciuto nei bassifondi di Londra e considerato da tutti un assassino, Lucian Langdon si è guadagnato il sinistro soprannome di Conte Diavolo, e qualunque giovane rispettabile che accettasse di farsi vedere con lui rischierebbe ben più che la propria reputazione. Lady Catherine Mabry, però, è convinta di non avere scelta, e per proteggere coloro che ama è disposta persino a stringere un patto con il demonio. Così, pur sapendo che ciò che gli chiede in cambio è pericoloso e a dir poco discutibile, si offre di aiutare il famigerato conte a ottenere ciò che più desidera: la rispettabilità per sé e per la donna che intende sposare. Ma quando si ritrovano a lottare insieme per salvarsi la vita, Catherine scopre di avere accanto un uomo capace di grandi passioni, completamente diverso dall’individuo cinico e spietato con cui credeva di avere a che fare. E inizia a desiderare che l’attrazione fisica che entrambi provano possa trasformarsi in qualcosa di più profondo e duraturo. Miniserie ”I libertini di St. James’s” – Vol. 1

(source: Bol.com)

Passo a due (Sulle punte #2)

Nadia Magni ha due obiettivi: diventare una grande ballerina e ritrovare la madre che l’ha abbandonata quando era bambina.
Anche Jakob Adams ha due obiettivi: portare al successo la sua compagnia di danza e collezionare quante più donne possibile.
Nadia e Jakob hanno condiviso un’intensa passione, ma ora non si fidano più l’uno dell’altra. Lei lo ha lasciato in difficoltà durante uno spettacolo, lui… be’, come fidarsi di qualcuno che tutti chiamano “Il Collezionista”?
Per questo, dopo aver lasciato Londra e la compagnia a causa di un’improvvisa crisi familiare, Nadia è sicura che non lo rivedrà mai più. Difficile però rinunciare alla danza, e quando l’impulso di ballare torna a farsi sentire, Nadia decide di partecipare a un’audizione importantissima a Milano. Ma a giudicarla sarà proprio Jakob…

(source: Bol.com)

La passione secondo G.H.

In un mattino simile a tanti altri G.H., donna sicura della propria identità e delle proprie scelte, si scontra con un fatto, un evento infimo e mostruoso, che avrà sulla sua vita un effetto fortemente traumatico. In un lungo, minuzioso monologo G.H. riferisce il suo viaggio, allucinato, all’interno di una stanza: “Creerò ciò che mi è accaduto. Solamente perché vivere non è narrabile. Vivere non è vivibile”. Solo attraverso la totale perdita dell’identità, nello spaesamento, nel disorientamento, G.H. comprende che il vivere è “cosa sovrannaturale”, che “essere io,” scrisse Alfredo Giuliani in occasione della prima edizione italiana, “non è una peculiarità umana perché proviene da una fonte anteriore e assai più grande, da una materia infinitamente più ricca e sconosciuta”. Una estenuata interrogazione sul senso di vivere e la ricerca continua della faccia nascosta della realtà.
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Passione e ideologia

Passione e ideologia costituisce la massima e – nonostante le apparenze – la più organica espressione dell’attività critica di Pasolini. Al centro del volume sono le due ampie panoramiche dedicate rispettivamente alla poesia dialettale e alla poesia popolare italiane del nostro secolo; nella seconda parte, i saggi su figure di spicco della nostra letteratura: Pascoli, Gadda, Saba, Rèbora, Penna, Bertolucci, fino ad affrontare il problema dello sperimentalismo…
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### Sinossi
Passione e ideologia costituisce la massima e – nonostante le apparenze – la più organica espressione dell’attività critica di Pasolini. Al centro del volume sono le due ampie panoramiche dedicate rispettivamente alla poesia dialettale e alla poesia popolare italiane del nostro secolo; nella seconda parte, i saggi su figure di spicco della nostra letteratura: Pascoli, Gadda, Saba, Rèbora, Penna, Bertolucci, fino ad affrontare il problema dello sperimentalismo…

Partita bollente – Il gioco delle tentazioni

PARTITA BOLLENTE di Elle Kennedy.
Un corpo strepitoso unito a un potere che ti spinge dritto sulle lenzuola? Sì, Hayden Houston sta cercando questo, per rompere col suo passato da brava ragazza. E l’uomo giusto è proprio Brody Croft. Star di hockey, quando incontra la sexy brunetta, lui rimane letteralmente di sasso. È pronto a togliersi gli abiti da cattivo ragazzo e a mettersi comodo. Dopo una notte strabi-liante, capisce che lei è unica e che la faccenda tra loro non può finire lì
IL GIOCO DELLE TENTAZIONI di Nancy Warren.
Per Emily Saunders non è semplice. Si trova in Idaho, in compagnia dell’ingombrante famiglia, per il matrimonio della cugina e per sbaglio le hanno assegnato la stessa camera d’albergo di un poliziotto sexy come il peccato che è lì per partecipare a un torneo di hockey. Per lei, fisioterapista, i muscoli torniti di Jonah Betts sono una vera tentazione e arde dal desiderio di massaggiarli per bene. Lui è d’accordo anche se questo significa fingersi il fidanzato di Emily.

Le parole di Sara

**NERO RIZZOLI È LA BUSSOLA DEL NOIR FIRMATA RIZZOLI.**
Due donne si parlano con gli occhi. Conoscono il linguaggio del corpo e per loro la verità è scritta sulle facce degli altri. Entrambe hanno imparato a non sottovalutare le conseguenze dell’amore. Sara Morozzi l’ha capito molto presto, Teresa Pandolfi troppo tardi. Diverse come il giorno e la notte, sono cresciute insieme: colleghe, amiche, avversarie leali presso una delle più segrete unità dei Servizi. Per amore, Sara ha rinunciato a tutto, abbandonando un marito e un figlio che ha rivisto soltanto sul tavolo di un obitorio. Per non privarsi di nulla, Teresa ha rinunciato all’amore. Trent’anni dopo, Sara prova a uscire dalla solitudine in cui è sprofondata dalla scomparsa del suo compagno, mentre Teresa ha conquistato i vertici dell’unità. Ma questa volta ha commesso un errore: si è fatta ammaliare dagli occhi di Sergio, un giovane e fascinoso ricercatore. Così, quando il ragazzo sparisce senza lasciare traccia, non le resta che chiedere aiuto all’amica di un tempo. E Sara, la donna invisibile, torna sul campo. Insieme a lei ci sono il goffo ispettore Davide Pardo e Viola, ultima compagna del figlio, che da poco l’ha resa nonna, regalandole una nuova speranza. Maurizio de Giovanni esplora le profondità del silenzio e celebra il coraggio della rinascita, perché niente è davvero perduto finché si riescono a pronunciare parole d’amore.
**Le indagini di Sara** sono:
*Sara al tramonto*
*Le parole di Sara*

Parole Armate

La guerra di Liberazione, cui in Italia non è certo mancata la partecipazione civile, ha aperto la speranza di un futuro migliore, tutto da costruire (o ricostruire), donne e uomini insieme. In quella straordinaria stagione dell’Italia, anche le donne hanno partecipato alla Resistenza, prendendo in mano la loro vita e combattendo nei modi più diversi. Hanno sostituito gli uomini nel lavoro, hanno sostenuto le famiglie, hanno offerto solidarietà, rifugio e cura ai partigiani. Pur essendo attive e partecipi, non tutte hanno imbracciato le armi. Alcune di loro hanno scritto, parlato alla radio, istigato al sabotaggio, alla rivolta contro il nazifascismo: insomma hanno usato le parole come armi. La comunicazione è stata la loro trincea. Parole armate ricostruisce questa pagina della storia d’Italia ancora poco nota, seguendo alcune scrittrici italiane, tra cui Anna Banti, Maria Bellonci, Alba de Céspedes e Natalia Ginzburg, e ricostruendo il ruolo che hanno svolto durante la Resistenza e nell’immediato dopoguerra, continuando a combattere con l’arma della parola per una democrazia capace di calarsi fin dentro la relazione tra i due sessi. Un racconto avvincente che intreccia storia, letteratura e vita femminile.

Il Paradiso è altrove

Il gioco appare non soltanto con la forza del ricordo, ma con il suo possente valore simbolico, di ricerca del Paradiso in terra, inteso come giustizia, bellezza, libertà, amore: l’Utopia, insomma. E due utopisti, a diverso titolo, sono Paul Gauguin e Flora Tristán, sua nonna materna, agitatrice sociale e proto-femminista, le cui vicende vengono narrate, in parallelo, da questo trascinante romanzo. Ribelli e impulsivi, sognatori irriducibili ma anche ostinati combattenti. Da un lato l’odissea di Flora Tristán, «la donna che concepisce l’utopia della libertà per la donna dalla condizione di ingiustizia, sfruttamento e discriminazione che soffriva». Dall’altro, le peripezie di Paul Gauguin, che lottò per un’altra utopia, «quella di una società in cui la bellezza fosse patrimonio di tutti e non solo un lusso riservato a pochi».