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I canti di Mihyar il damasceno

C’è qualcosa di assoluto, di totale e apertissimo, nei Canti di Mihyar il damasceno. Qualcosa di profondamente astorico, di archetipico, ma che pur dimora costretto nei confini della storia e dell’esilio. Il lettore è coinvolto dalla grande potenza liquida e musicale della parola e del verso del poeta (qui tradotto in ottima poesia italiana da Fawzi Al Delmi), che scrisse questi canti nei primi anni Sessanta, subito affermandosi come voce naturale e coltissima di un popolo e di una cultura, quella araba, in virtù della nobile profondità maestosa del suo canto, vibrante e di ampio respiro. ‘Sono entrato nella liturgia della creazione’ dice Mihyar, il grande ‘santo barbaro’, personaggio che consente al poeta di esprimersi nella mirabile tensione di una parola carica di suggestioni, che si manifesta nelle accensioni essenziali della lirica come negli splendidi svolgimenti in poeticissima prosa dei salmi. Elegie e visioni, momenti epici, popolano questo capolavoro della poesia novecentesca, al cui centro è un personaggio creato da Adonis, Mihyar appunto, che vive nell”incertezza di chi sa ogni cosa’, mosso da una ‘identità in continua ricerca’, come ci avverte nella postfazione Khalida Said, che ci inoltra sulla strada di quella figura mitica che coinvolge e riassume in sé svariati elementi: ‘la crisi del poeta come individuo che vive nel XX secolo’ e insieme, su un altro livello, ‘l’esperienza della trasformazione e della mobilità nella società araba e la crisi dell’uomo che si trova di fronte a temi quali la vita, la morte e l’amore’.
(source: Bol.com)

I cani della peste

Richard Adams, the author of Watership Down, creates a lyrical and engrossing tale, a remarkable journey into the hearts and minds of two canine heroes, Snitter and Rowf.
After being horribly mistreated at a government animal research facility, Snitter and Rowf escape into the isolation–and terror–of the wilderness. Aided only by a fox they call ”the Tod,” the two dogs must struggle to survive in their new environment. When the starving dogs attack some sheep, they are labeled ferocious man-eating monsters, setting off a great dog hunt that is later intensified by the fear that the dogs could be carriers of the bubonic plague.

Campo di sangue

E’ il diario, il resoconto, la storia di un viaggio a piedi da Venezia ad Auschwitz. La madre di Affinati salì su uno di quei treni che portavano ad Auschwitz e solo per un colpo di fortuna riuscì a scendere prima dell’arrivo a destinazione. Partendo da Venezia, città simbolo del mito romantico, Affinati attraversa l’Austria e la Polonia interrogando se stesso, il paesaggio e tutti i libri letti sulla letteratura dei lager per ricercare le ragioni delle pagine più abominevoli, ma non per questo meno irripetibili, della storia dell’uomo.
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Campo del sangue

*Campo del sangue* è il resoconto di un viaggio da Venezia ad Auschwitz, compiuto per gran parte a piedi, sulle orme delle vittime e dei carnefici, intrapreso da Eraldo Affinati insieme a un amico poeta. Un viaggio di conoscenza e di coscienza verso l’incommensurabilità del Male, sotto la guida ideale dei protagonisti della formazione umana e culturale dell’autore: il nonno partigiano, la madre sfuggita alla deportazione, gli autori più amati, i testimoni del massacro.
Alternando diario e memoria, racconto e vicende familiari, riflessione etica e interrogativi religiosi, *Campo del sangue* dà al lettore la possibilità di gettare uno sguardo sulla voragine della natura umana e di scoprire, accanto ai fantasmi di un passato che ancora ci ossessiona, le carte necessarie a capire il secolo più sanguinario della nostra storia.
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### Sinossi
*Campo del sangue* è il resoconto di un viaggio da Venezia ad Auschwitz, compiuto per gran parte a piedi, sulle orme delle vittime e dei carnefici, intrapreso da Eraldo Affinati insieme a un amico poeta. Un viaggio di conoscenza e di coscienza verso l’incommensurabilità del Male, sotto la guida ideale dei protagonisti della formazione umana e culturale dell’autore: il nonno partigiano, la madre sfuggita alla deportazione, gli autori più amati, i testimoni del massacro.
Alternando diario e memoria, racconto e vicende familiari, riflessione etica e interrogativi religiosi, *Campo del sangue* dà al lettore la possibilità di gettare uno sguardo sulla voragine della natura umana e di scoprire, accanto ai fantasmi di un passato che ancora ci ossessiona, le carte necessarie a capire il secolo più sanguinario della nostra storia.

Calila e Dimna

Dalla scoperta delle Mille e una notte, il mondo esotico di un millenario oriente in cui si mescolano tradizioni indiane, persiane e arabe, con i suoi scià e visir, eremiti e bramini, fanciulle belle come la luna e mariti gelosi, servi infidi e improvvidi mercanti, animali parlanti a specchio di umani vizi e virtù, è per noi sinonimo di fiaba, parte inscindibile del nostro immaginario fantastico. È a questa stessa tradizione che appartiene Calila e Dimna, “uno dei sei o sette antichi libri persiani più importanti, la nostra prosa più bella”, dice Kader Abdolah che l’ha voluto rielaborare nel suo olandese icastico e poetico, per offrirlo in moderna versione, filtrata dalla sua sensibilità di scrittore esule, come un “antico gioiello” donato ai lettori occidentali. Al cospetto di Ray Dabashelim, lo scià dell’India, è il bramino Bidpai chiamato a svolgere il ruolo di Shahrazad, e a trovare per ogni caso della vita il giusto hekayat, il racconto che diverta e serva da esempio. Ma in ogni storia un personaggio si fa a sua volta narratore e gli hekayat si incastrano uno nell’altro in una spirale di aneddoti, apologhi ed episodi in cui uomini e animali, come gli emblematici sciacalli del titolo, si alternano per mettere in scena, più che un insegnamento morale, l’infinita varietà della commedia umana. Se l’inganno, il tradimento e i nemici sono sempre in agguato e l’ambizione e l’avidità portano facilmente alla rovina, non sempre i vizi vengono puniti e le virtù premiate: spesso la fortuna vale più del merito, e chi detiene il potere preferisce ascoltare chi lo adula e condanna chi lo critica dicendo la verità. “Nessuno sfugge al suo destino, né le dure montagne, né i cerbiatti con le loro zampette bianche”, ma due cose restano nel fluttuare della sorte: l’amicizia capace di superare antichi odi, e quella sospensione miracolosa del fluire del tempo data dalla parola, l’erba curativa contro gli irrimediabili mali della vita che, come i personaggi del libro, continuiamo a chiedere agli scrittori: “Raccontaci la storia.”

C’è solo un capitano

Quella fra Francesco Totti e la sua città è, semplicemente, un’infinita storia d’amore. Lorenzo e Matteo, due amici e una Vespa, hanno deciso di celebrarla visitando i luoghi e le strade della capitale che hanno fatto da palcoscenico alla vicenda umana e sportiva del loro Capitano. Fra aneddoti e risate, ricordando storie di calcio e di vita, i sogni di gloria e le sconfitte brucianti, le emozioni forti vissute da due ragazzi che, come moltissimi altri a Roma, sono nati e cresciuti con un solo nome scritto sulle spalle, sopra il numero 10. Il loro è il racconto leggero e commovente di un’intera generazione di romanisti e di amanti del calcio, per la quale il Capitano c’era fin dall’inizio del loro amore per i colori giallorossi, c’è nei sogni del presente e, semplicemente, continuerà a esserci per sempre.

(source: Bol.com)

BUON NATALE AMORE MIO

Sono trascorsi quattro mesi dal loro matrimonio e ora Emmalie e Tyler si preparano a trascorrere il loro primo Natale insieme, in relax, nel resort di famiglia. Nessuno, però, può stare tranquillo quando c’è di mezzo la famigerata nonna Bessy. Cosa avrà in serbo per loro questa volta?
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### Sinossi
Sono trascorsi quattro mesi dal loro matrimonio e ora Emmalie e Tyler si preparano a trascorrere il loro primo Natale insieme, in relax, nel resort di famiglia. Nessuno, però, può stare tranquillo quando c’è di mezzo la famigerata nonna Bessy. Cosa avrà in serbo per loro questa volta?

Il buio

Il buio è ambientato nella dilacerata Jugoslavia post-titoista travolta da crisi sociali, politiche e ideologiche. Il protagonista-io-narrante avverte che probabilmente sarà ucciso, e vuole raccontare la propria storia. Vuole spiegare perché è chiuso da dodici giorni in una stanza di albergo, perché ha cercato di camuffare il proprio aspetto, perché vive in uno stato di perenne ansia. La sua vita è cambiata: prima del crollo del comunismo faceva il traduttore di scrittori americani, frequentava i salotti culturali, i party letterari e raccontava tutto quello che vedeva e sentiva all’amico Davor Milo, agente per la sicurezza dello stato a Belgrado. Ora, nascosto in un albergo canadese, deve farla franca, riuscire a ingannare onnipresenti e invisibili cani da guardia che lo vogliono morto poiché sospettano che lui complotti contro le istituzioni dello Stato. Incentrata su una vicenda apparentemente personale e individuale, l’opera si dilata e va ben oltre le caratteristiche storico-ambientali per trasformarsi in un efficace paradigma delle molteplici vicissitudini individuali nel mondo comunista, non solo jugoslavo.
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Il brigante e la mondina. Lomellina 1902

Lomellina, maggio 1902. Pietro Gusmani, fittabile della cascina Confaloniera di Ferrera Erbognone, viene ucciso pochi secondi dopo aver accolto le mondine dell’Oltrepò Pavese.
L’omicida, una donna dalla folta chioma mora, riesce a fuggire al di là del torrente Agogna facendo perdere le sue tracce. Le indagini sono condotte dal brigadiere Angelo Pesenti, che allo stesso tempo dà la caccia al brigante monferrino Francesco De Michelis, detto il Biundén. Intanto, le campagne s’infiammano.
I sindacalisti della Federazione proletaria lomellina, capitanati da Piero Corti, affrontano i padroni. Le mondine, locali e forestiere, sono guidate dalla pasionaria Gina Provera.
Proprio mentre la stagione della monda del riso giunge al termine, il brigadiere risolverà il caso dell’omicidio del fittabile.

(source: Bol.com)

Breve storia di un raggio di sole

La luce solare è capace di trasformare il nostro pianeta in un luogo ricco di storie intricate e affascinanti. Basta un raggio, uno soltanto, per accendere il meccanismo che da milioni di anni fa girare il mondo, permettendo alle piante di crescere, alle api di volare, agli animali di rincorrersi e ai loro corpi di spirare. Una sequenza apparentemente perfetta, ma in realtà piena di contrattempi, perché nel cerchio della vita problemi e soluzioni si susseguono senza sosta. A questo servono i raggi di sole: non a spiegarci come funziona l’universo, ma a illuminarne la complessità. Dai fili d’erba, che si nutrono esclusivamente di luce, agli erbivori che la cercano ruminando nel verde, l’energia del sole si sposta di bocca in bocca incontrando storie straordinarie: alberi immortali, coccinelle ferocissime, fiori disposti a tutto per farsi impollinare. Raccontando il percorso di un raggio di sole dal momento in cui lascia lo spazio siderale a quello in cui vi fa ritorno dopo aver visitato ogni angolo della Terra, Gianumberto Accinelli ci insegna che la natura non è fatta di regole e risposte, ma di caos e meraviglia. Con un linguaggio semplice e incantevole, ci trascina nel grande romanzo del cosmo e ci invita a guardarci intorno con uno sguardo completamente nuovo, perché anche dentro ciò che ci appare piccolo, o brutto, o insignificante, si nasconde un tesoro prezioso: un tesoro fatto di luce.
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### Sinossi
La luce solare è capace di trasformare il nostro pianeta in un luogo ricco di storie intricate e affascinanti. Basta un raggio, uno soltanto, per accendere il meccanismo che da milioni di anni fa girare il mondo, permettendo alle piante di crescere, alle api di volare, agli animali di rincorrersi e ai loro corpi di spirare. Una sequenza apparentemente perfetta, ma in realtà piena di contrattempi, perché nel cerchio della vita problemi e soluzioni si susseguono senza sosta. A questo servono i raggi di sole: non a spiegarci come funziona l’universo, ma a illuminarne la complessità. Dai fili d’erba, che si nutrono esclusivamente di luce, agli erbivori che la cercano ruminando nel verde, l’energia del sole si sposta di bocca in bocca incontrando storie straordinarie: alberi immortali, coccinelle ferocissime, fiori disposti a tutto per farsi impollinare. Raccontando il percorso di un raggio di sole dal momento in cui lascia lo spazio siderale a quello in cui vi fa ritorno dopo aver visitato ogni angolo della Terra, Gianumberto Accinelli ci insegna che la natura non è fatta di regole e risposte, ma di caos e meraviglia. Con un linguaggio semplice e incantevole, ci trascina nel grande romanzo del cosmo e ci invita a guardarci intorno con uno sguardo completamente nuovo, perché anche dentro ciò che ci appare piccolo, o brutto, o insignificante, si nasconde un tesoro prezioso: un tesoro fatto di luce.

La bottega dei miracoli

Jorge Amado è uno dei più grandi narratori del nostro tempo. I suoi romanzi sono un inno alla vitalità e alla ricchezza umana, alle tradizioni, alle lotte e alle speranze del Brasile; e sono un travolgente canto d’amore alla sua città, Bahia, ai suoi abitanti e ai suoi colori. Con i suoi personaggi indimenticabili, ma anche per la sua capacità di dare voce a un intero popolo, Amado ha conquistato milioni di lettori in tutto il mondo.
Pedro Archanjo, gran casanova, scrittore e poeta, eterno e scalpitante adolescente, irresistibile conversatore, litigioso capopopolo, cuore tenero e leale, povero diavolo ma gran signore, vecchio saggio, indovino e stregone, stramazza e muore su un fangoso marciapiede del suo miserabile quartiere di Bahia.
Al funerale accorre una folla innumerevole e composita. La città inconsolabile si ferma al passaggio di un corteo di professori e vagabondi, puttane e bottegai: lì, dietro al feretro, ci sono i compagni (e le compagne) di vita di Pedro Archanjo. Saranno loro ad affollare le pagine di questo libro in cui si racconta dell’esistenza del più straordinario figlio di Bahia. Sulla linea dei romanzi solari di Jorge Amado, *La bottega dei miracoli* è l’ideale continuazione di *Dona Flor e i suoi due mariti*. Condotta su un ritmo galoppante, da samba frenetica e nostalgica, la storia procede in un vortice sempre più veloce, in un capogiro di accadimenti ilari e struggenti.

Bolero. Una perfetta storia italiana

In un’umida notte autunnale, due uomini salgono sul tetto di una casa di Hammamet. Uno è Craxi. L’altro si chiama Umberto. Ha due tatuaggi sul corpo: i cinque punti della malavita sul polso destro e la lettera U appena sopra il pene. È nato in un tugurio alla periferia di Roma. La sera in cui Pasolini viene ammazzato, Umberto c’è. Cresce con la voglia di farsi strada, una voglia che da quelle parti confina con la malavita, dai furtarelli alle rapine, ai traffici di grosso calibro, sempre se riesci a entrarci senza farti ammazzare, perché gira gente che metterà in piedi la Banda della Magliana, come De Pedis e Abbatino. Pezzi grossi. Anche suo zio, però, è un pezzo grosso, comanda la banda della lancia termica che svaligia banche in mezz’Europa, lo chiamano Er Bolero. Ma questo succedeva parecchi anni fa. Prima che accadessero tante altre cose. Prima – ma a volte anche durante – che Umberto diventasse il fotografo di Bettino Craxi, il segretario del partito socialista, il faro della politica italiana. Di più, la sua ombra. L’arma adesso è una Leica, una macchina fotografica pura. Gliel’ha regalata un gangster del clan dei marsigliesi. Da lì in poi, ci sono venticinque anni da raccontare. Perché in quegli anni è successo tutto.
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Blue Moon

Quando Ever scopre di avere delle nuove straordinarie capacità, il suo obiettivo fondamentale diventa quello di imparare a conoscerle e gestirle. Intenzionata a mettercela tutta, intraprende il viaggio nel regno seducente degli Immortali con il fidanzato Damen, che la introduce all’esplorazione dell’ignoto. Ma mentre i poteri della ragazza si accrescono, al giovane sta capitando qualcosa di oscuro che si manifesta sotto forma di una misteriosa malattia, in seguito alla quale i suoi poteri iniziano a scomparire. L’ignota minaccia incombe su Damen, mettendo a repentaglio la sua memoria, la sua identità e addirittura la sua stessa vita. Decisa a salvarlo a ogni costo, Ever si addentra nella dimensione mistica di Summerland, dove tra inaspettate rivelazioni e terrificanti ombre che si annidano nel passato di Damen, scopre un antichissimo testo che rivela le formule del funzionamento del tempo. La luna blu si avvicina: è giunto per Ever il momento di scegliere se riportare indietro l’orologio e sottrarre all’incidente mortale la sua famiglia, oppure restare nel presente e mettere in salvo Damen, che diventa ogni giorno più debole.
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