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La Notte Più Lunga

*«Va bene, Harry. Lavoriamo insieme.
Ma a una condizione: possiamo piegare le regole, non infrangerle.»*
Come a ogni alba, la detective Renée Ballard torna al distretto con addosso tutta la stanchezza della notte. È la sua croce, fin da quando si è scontrata in malo modo con i suoi superiori: essere relegata al turno che va dalle sette di sera alle sette di mattina, quello che i poliziotti chiamano “l’ultimo spettacolo”, e dove se resti troppo a lungo ti appioppano soprannomi come “il Relitto”. Ma stavolta alla stazione di polizia c’è una sorpresa ad aspettarla: uno sconosciuto con i capelli grigi e i baffi, intento a frugare tra i vecchi schedari.
Un intruso che si chiama Harry Bosch. Proprio lui, il detective del LAPD in pensione che adesso si occupa di cold case al distretto di San Fernando. Harry sta indagando sul caso irrisolto della quindicenne Daisy Clayton, una ragazzina scappata di casa e ritrovata morta in un cassonetto. Una giovane vita finita come un sacco di spazzatura. Bosch ha conosciuto la madre della ragazzina, e non riesce ad avere pace sapendo che chi ha fatto del male a Daisy è ancora a piede libero. Non è facile per Renée, la cui natura scontrosa le ha già alienato parecchie amicizie, superare la diffidenza: Harry Bosch l’ha sentito nominare, sì, ma per lei è un perfetto sconosciuto. E comunque, di solito, Renée non si fida degli uomini. Eppure, quando viene a saperne di più sul caso a cui Bosch è tanto interessato, qualcosa in lei si scioglie. Al punto che sarà proprio lei a voler partecipare alle indagini…
Nasce così la più formidabile coppia di detective che si sia mai vista sulla pagina scritta, nel nuovo thriller di Michael Connelly che riesce, ancora una volta, a superare se stesso.

La Notte Della Cometa

“La notte della cometa” è il libro della svolta di Sebastiano Vassalli verso il “romanzo storico” e il personaggio di Dino Campana è quello che ha impegnato la sua energia intellettuale e creativa più di qualunque altro. Nella fase preparatoria del suo “romanzo-verità”, Vassalli agisce da storico per un verso, frequentando archivi e biblioteche, e per l’altro si comporta da giornalista di reportage o d’inchiesta viaggiando, annotando, raccogliendo testimonianze scritte e orali. Ma nell’atto della scrittura Vassalli non teme di colmare con l’immaginazione i vuoti e le lacune di una biografia dalle ampie zone oscure. Nel ricordare il suo primo approccio giovanile ai Canti Orfici, Vassalli ammette di non aver “mai creduto, nemmeno per un attimo, nella favola del ‘poeta pazzo'”. È da qui che parte, per narrare la storia di un “demente” (tra virgolette) perseguitato dalla famiglia, dalla sua cittadina, dalla comunità scientifica, dalle autorità di polizia, infine dalla società letteraria: la vicenda del poeta vittima designata di una congiura. Come dice Vassalli: “Ma se anche Dino non fosse esistito io ugualmente avrei scritto questa storia e avrei inventato quest’uomo meraviglioso e ‘mostruoso’, ne sono assolutamente certo. L’avrei inventato così”. Perché l’avrebbe inventato proprio così? Perché in tutta “evidenza” il Babbo Matto è, con il Sebastiano de “L’oro del mondo”, il personaggio più autobiografico tra i tanti che Vassalli ha narrato, per questo non avrebbe potuto che raccontarlo così e per questo non se n’è mai liberato. Postfazione di Paolo Di Stefano. **

La Notte Allo Specchio

Hellen Alice Brown è una profiler. Era una delle migliori, nel suo lavoro, collaborava con successo a un’unità anticrisi della Omicidi. Finché un fatto ha sconvolto la sua vita. È stata rapita da un serial killer, che l’ha tenuta prigioniera assieme alla figlia della sua migliore amica. E poco importa che si siano salvate. Il prezzo pagato è stato comunque troppo alto. Così Hellen ha rinunciato al suo primo nome e alla sua vita. Ora è solo Alice, e vive a Torino, dove lavora come ricercatrice per le Nazioni Unite.
Un’esistenza piatta e solitaria. Ma l’uccisione di una ragazza la riporterà in un mondo di morte e pulsioni profonde. Controvoglia Alice accetta di partecipare alle indagini in un susseguirsi di morti misteriose, forse opera di una setta religiosa, legata alla simbologia della Sindone. O di un serial killer.
Sulle strade percorse da un’umanità dimenticata e penetrando i segreti dell’alta società, Alice dovrà rendere conto degli errori commessi in passato e provare a scoprire una terribile verità. Accanto a lei Nunzi, un commissario disilluso e incapace di superare la morte della moglie.
Con una scrittura filmica e incalzante, in un libro pieno di tensione e colpi di scena, **Adriana Mazzini** , al suo esordio letterario dopo una carriera in un’organizzazione internazionale, racconta la storia di una donna forte e fragile al tempo stesso, che riprende in chiave italiana la lezione delle più grandi autrici thriller del mondo, da Patricia Cornwell a Kathy Reichs. **
### Sinossi
Hellen Alice Brown è una profiler. Era una delle migliori, nel suo lavoro, collaborava con successo a un’unità anticrisi della Omicidi. Finché un fatto ha sconvolto la sua vita. È stata rapita da un serial killer, che l’ha tenuta prigioniera assieme alla figlia della sua migliore amica. E poco importa che si siano salvate. Il prezzo pagato è stato comunque troppo alto. Così Hellen ha rinunciato al suo primo nome e alla sua vita. Ora è solo Alice, e vive a Torino, dove lavora come ricercatrice per le Nazioni Unite.
Un’esistenza piatta e solitaria. Ma l’uccisione di una ragazza la riporterà in un mondo di morte e pulsioni profonde. Controvoglia Alice accetta di partecipare alle indagini in un susseguirsi di morti misteriose, forse opera di una setta religiosa, legata alla simbologia della Sindone. O di un serial killer.
Sulle strade percorse da un’umanità dimenticata e penetrando i segreti dell’alta società, Alice dovrà rendere conto degli errori commessi in passato e provare a scoprire una terribile verità. Accanto a lei Nunzi, un commissario disilluso e incapace di superare la morte della moglie.
Con una scrittura filmica e incalzante, in un libro pieno di tensione e colpi di scena, **Adriana Mazzini** , al suo esordio letterario dopo una carriera in un’organizzazione internazionale, racconta la storia di una donna forte e fragile al tempo stesso, che riprende in chiave italiana la lezione delle più grandi autrici thriller del mondo, da Patricia Cornwell a Kathy Reichs.

La Mosca Nella Bottiglia + Lo Stile Dell’anatra

Il fil rouge che lega *La mosca nella bottiglia* (1996) e *Lo stile dell’anatra* (2001) – raccolte di annotazioni, elzeviri, brevi apologhi – è la riflessione sul “senso comune”, ovvero l’anticoncettualismo, la naturalezza, cioè quell’utopia personale che Raffaele La Capria ha inseguito per tutta la vita. Sono libri rapidi, vitali, percorsi da una scrittura veloce ed estremamente “naturale”. Ideale prosecuzione l’uno dell’altro, dimostrano come per La Capria saggistica letteraria e saggistica civile siano le due facce di uno stesso modo di scrivere, ispirato a un grande rigore estetico e morale. E, tra momenti di assoluta ragionevolezza e altri di paradossale ironia, raccontano idee e ideali nel segno di una grande libertà intellettuale.

La morte azzurra

Una strana follia va diffondendosi tra gli uomini, che cadono schiavi d’una misteriosa e invisibile personalità, annidata non si sa dove, responsabile d’innumeri delitti, grazie appunto alla incondizionata devozione di questi schiavi, ogni giorno più numerosi. “La Morte Azzurra” miete vittime a migliaia, e un cupo orrore cala sul mondo. Perché si chiama “La Morte Azzurra”? Perché i cadaveri delle sue vittime sono tutti trovati con la pelle misteriosamente tinta di turchino. Così che a poco a poco la enigmatica, sovrumana personalità, che nessuno ha mai visto, e che dal suo nascondiglio nel cuore della metropoli, fra i grattacieli, trama la distruzione del genere umano, diviene il simbolo stesso della Morte Azzurra, del cupo orrore abbattutosi sul mondo. Ma chi è La Morte Azzurra? Chi si nasconde sotto questo nome lividamente demoniaco? E’ quanto tre validi investigatori del F.B.I. si accingono a scoprire. Si dice che il mostro che si nasconde nel seno stesso dell’umanità sia un “mutante”, dotato di poteri telepatici superiori, un rappresentante della nuova specie umana, che si annuncia qua e là, con creature così nuove e diverse, rispetto a quelle da cui proviene, come l’Uomo di Cromagnon lo era rispetto al bestiale e ottuso Uomo Neanderthaliano.. Riusciranno i tre coraggiosi investigatori a superare i pericoli inimmaginabili che sovrastano chiunque intenda opporsi alla volontà fredda e spietata di questo genio del male? O soggiaceranno alla sua forza magnetica straordinaria, cadranno schiavi della sua volontà e da quell’istante, adorandolo come un dio, baceranno le catene che li legheranno a lui per sempre? “La Morte Azzurra” vi darà brivididi autentico terrore.
Copertina di Curt Caesar

La moglie del mercante di zucchero

**Può una famiglia opporsi al proprio destino?**
1850\. Sono passati dieci anni da quando Tom Strong ha lasciato Bristol. Adesso però la sua famiglia, una potente dinastia la cui ricchezza era legata alla coltivazione di zucchero e allo sfruttamento degli schiavi, vuole che torni. È necessario trovare un modo per risollevare le sorti dell’impero economico e Horatia Strong è convinta che suo cugino sia l’unico a poterlo fare. Bristol, intanto, è devastata dal colera: Conrad e sua moglie Blanche sono distrutti per la perdita della figlia e il ritorno di Tom rischia di sconvolgere ulteriormente gli equilibri. Inoltre Tom non sa che i vecchi nemici stanno pianificando la sua rovina. Horatia, ancora disperatamente innamorata del cugino, è disposta a tutto pur di riconquistarlo, anche a usare l’inganno. Quando Tom lo scopre, è determinato a ripartire, ma un segreto che emerge dal passato lo pone di fronte a una scelta impossibile…
**Un amore contrastato
Un destino a cui è difficile sottrarsi
Una saga familiare appassionante**
«Una storia potente, evocativa. Perfetta per viaggiare lontano con la mente.»
«Questo libro è intrattenimento puro. La lettura ideale per chi cerca un mondo in cui immergersi.»
**Erica Brown**
È uno pseudonimo di Lizzie Lane, nota per i suoi romanzi ambientati durante la seconda guerra mondiale. È nata a Bristol ma vive a Bath. È sua madre che le ha trasmesso l’amore per la scrittura e per il raccontare storie.

La Mia Passione Ora Sei Tu

Diego ci racconta la sua storia d’amore travagliata con Andrea. I due si incontrano per caso, una sera, in una discoteca di Verona. Diego si ritrova coinvolto in una conoscenza alquanto insolita e piena di segreti. Grazie ai suoi amici scoprirà cose di Andrea che non si aspetta minimamente e a causa di queste deciderà di allontanarsi da lui. Passeranno mesi, poi un evento e la spinta di qualcuno li riporterà nello stesso posto e da lì inizierà la loro vita insieme. Ma non tutto è facile, soprattutto se non vivi nella stessa città e hai un ragazzo estremamente geloso. **
### Sinossi
Diego ci racconta la sua storia d’amore travagliata con Andrea. I due si incontrano per caso, una sera, in una discoteca di Verona. Diego si ritrova coinvolto in una conoscenza alquanto insolita e piena di segreti. Grazie ai suoi amici scoprirà cose di Andrea che non si aspetta minimamente e a causa di queste deciderà di allontanarsi da lui. Passeranno mesi, poi un evento e la spinta di qualcuno li riporterà nello stesso posto e da lì inizierà la loro vita insieme. Ma non tutto è facile, soprattutto se non vivi nella stessa città e hai un ragazzo estremamente geloso.

La mia ombra è tua

È una storia, questa. Una storia d’amore. Iniziata quarant’anni fa, e mai finita. Ed è anche la storia d’un viaggio nell’Italia del 2019, epico e comico, ebbro e stupefatto, sventatissimo, intrapreso su una Jeep del 1979 senza né tetto né sportelli né parabrezza da Emiliano De Vito, un ventiduenne appena laureato summa cum laude in Lettere Antiche, e Vittorio Vezzosi, lo scrittore d’un solo libro, pubblicato nel 1995 e accolto da un successo planetario che lo convinse a rinchiudersi in una casa colonica sopra Firenze e non farsi più vedere da nessuno, e non pubblicare più neanche una parola. E mentre questi due antieroi se ne vanno litigando – troppo distanti le loro generazioni e visioni del mondo, troppo diversi i destini – verso Milano e la fiera-mercato degli anni Ottanta e Novanta, dove il Vezzosi ha incomprensibilmente accettato di tenere un discorso, infrangendo un silenzio durato un quarto di secolo, l’attenzione d’un mondo impazzito si riversa su di loro, e i social convinceranno l’Italia a fermarsi per ascoltare in diretta il Vezzosi, “l’unica risorsa e l’ultima speranza”, mentre fa i conti col suo e col nostro passato, e soprattutto con l’immenso, pericoloso potere della nostalgia che attanaglia e stringe forte – troppo forte – il presente e il futuro di questo nostro paese perso nel ricordo di sé, e governato dai demagoghi peggiori. Dopo quindici anni da L’età dell’oro, Edoardo Nesi torna in libreria con La mia ombra è tua e firma il suo romanzo migliore: il racconto d’una passione incontenibile, e d’un giorno che “vale una vita intera”.

La mente nel sonno

Un contributo rigoroso e aggiornato al dibattito sui rapporti tra sonno, memoria e sogno dopo la scoperta della fase REM, che tiene conto sia delle ricerche neurofisiologiche, psicologiche e cliniche più recenti, sia della prospettiva storica, attraverso il confronto con altri contesti storico-culturali, in primo luogo la psicoanalisi.

La Mente in Fiamme: Un Nuovo Approccio Alla Depressione

« *Edward Bullmore propone una teoria affascinante che mette in relazione la depressione con l’infiammazione e non, come si è fatto finora, con lo squilibrio della serotonina. Qualunque sia la verità, La mente in fiamme è una lettura stimolante e molto interessante* »
**Wendy Burn, presidente del Royal College of Psychiatrists**
« *La mente in fiamme presenta un modo innovativo ed entusiasmante di affrontare la malattia mentale mettendo al contempo in evidenza l’essenza di un filone nuovo e potente nello studio scientifico del cervello. A ciò si aggiunge che il libro è facile da leggere senza che il tema trattato venga eccessivamente semplificato.* »
**sir Philip Campbell, direttore editoriale di Nature**
La depressione è la bestia nera delle patologie mentali. In un futuro molto prossimo sarà con tutta probabilità la più grave causa di invalidità a livello mondiale; eppure i trattamenti per migliorarne l’approccio terapeutico sono cambiati ben poco negli ultimi trent’anni.
Alla terapia della parola, particolarmente in voga fino a qualche decennio fa, si è gradatamente sostituita, e affiancata, una terapia empirica basta su farmaci inibitori del riassorbimento della serotonina – i cosiddetti SSRI –, che mostrano da tempo effetti terapeutici consolidati e in parte soddisfacenti, ma anche effetti collaterali impossibili da sottovalutare.
Con *La mente in fiamme* Edward Bullmore presenta per la prima volta a un pubblico non specialistico una nuova teoria sulla cura della depressione dalle conseguenze potenzialmente dirompenti. Bullmore mette in discussione le terapie finora utilizzate e propone un quadro teorico e sperimentale del tutto innovativo, che mette in relazione la depressione con gli stati infiammatori del corpo e del cervello, legando strettamente questa condizione e altri disordini mentali al funzionamento del sistema immunitario. È un vero e proprio cambio di paradigma nell’accostarsi a questa malattia debilitante e causa di molte sofferenze, ma non solo: delinea la rivoluzione futura in cui le cure potranno essere calibrate individualmente per riuscire a spezzare il circolo vizioso che unisce stress, infiammazione e depressione. ***La mente in fiamme* * * **si spinge oltre l’ambiente ospedaliero e del laboratorio proponendo un modo interamente nuovo di interpretare le complesse interazioni che avvengono tra mente, cervello e corpo, e per aiutarci a sopravvivere in un ambiente ostile.**

La Mente Del Corvo

Solo una buona dose di follia può aver spinto Bernd Heinrich a intraprendere la ricerca da cui è nato questo libro sulla mente di una delle creature più straordinarie del pianeta, il corvo imperiale («Corvus corax»), l’«uccello-lupo» dei popoli nordici. Per verificare la diffusa credenza, comune a tutte le culture, che i corvi abbiano una intelligenza prodigiosa (per Tucidide erano abbastanza scaltri da non cibarsi di animali morti di peste, e Plinio descrisse il modo ingegnoso in cui riuscivano a bere da un recipiente col collo troppo stretto gettandovi dentro pietruzze per innalzare il livello dell’acqua), Heinrich, poco incline a rimanere nel chiuso di un laboratorio, ha infatti condotto una avventurosa serie di esperimenti e di osservazioni sul campo, vivendo in solitudine nei boschi, arrampicandosi sugli alberi ad altezze vertiginose, e spingendosi a fare da padre adottivo a giovani corvi prelevati dal nido ancora implumi. L’esito è un’indagine che del corvo ci svela tutto: dal comportamento sociale alla sfera affettiva, dalla capacità di riconoscimento individuale alle paure, dai giochi all’alleanza con predatori intelligenti e pericolosi come i lupi. Unendo al rigore scientifico un delizioso senso dell’umorismo e soprattutto la brillantezza dello stile, Heinrich ci racconta in pagine animate da un contagioso entusiasmo quelli che, alla fine di questo libro, non vedremo più come semplici uccelli, bensì come esseri viventi sommamente espressivi, in grado di comunicare emozioni, intenzioni e aspettative – e che si comportano come se ci capissero.

La memoria di Elvira

«La memoria» è il titolo di questa collana che arriva al numero mille nel nome di Elvira Giorgianni Sellerio (1936-2010). I suoi fiori blu parlano di lei, per lei. Questo libro ne onora il ricordo e ne festeggia il traguardo, nel racconto di ventitré tra autori e collaboratori della casa editrice.
Nata nel 1979, «La memoria» deve la sua lunga fortuna ai lumi di Leonardo Sciascia, al prodigio grafico di Enzo Sellerio e alla lungimiranza di certi librai avveduti. Ma soprattutto e sopra tutti, la deve a Elvira Sellerio e alle migliaia di lettori che nel corso di tanti anni ne hanno premiato e condiviso le scelte. «Uno dei più evidenti e gravi difetti della società italiana, e quindi di tutto ciò che – dalla cultura al costume – ne è parte, sta nella mancanza di memoria. Forse per la quantità eccessiva delle cose che dovrebbe contenere, la memoria si smarrisce, si annebbia, svanisce. Intitolare una collana letteraria “La memoria” presuppone questa considerazione d’ordine generale, anche se con intenti più limitati: una esortazione a non dimenticare certi scrittori, certi testi, certi fatti. Una collana che riserva scoperte, riscoperte, rivelazioni, sorprese».
Così Leonardo Sciascia scriveva de «La memoria». Per più di trent’anni Elvira Sellerio ne ha perfezionato gli intenti iniziali, moltiplicato la varietà di titoli, così componendo una biblioteca ideale intesa come mosaico di tante biblioteche ideali.
La signora Elvira – «la Signora», come la chiamavano per una specie di antonomasia – amava le storie, sapeva riconoscerle, custodirle, restituirle nella felicità del proprio racconto e nel talento del mestiere: legarle nella sua collana – preziosa parola femminile – con un solo filo, teso tra l’intuito di lettrice e editrice e la vocazione a «farsi tramite di un rapporto bellissimo tra gente che racconta storie e altra gente che le ascolta».
Aveva il sentimento dei libri e ne ha fatto una ragione.

La Mappa Segreta Delle Stelle

Keira è sola e triste, tutto le sta andando male e vive ancora con i suoi genitori e la sua stramba famiglia, quando durante la festa del Ringraziamento un estraneo suona all’uscio della sua casa dicendo che un’importante Scatola del tempo, seppellita più di cento anni prima, ha rivelato il suo cognome accanto a una cospicua eredità in arrivo, ma soltanto ad alcune condizioni, prima su tutte ritrovare e riunire due famiglie un tempo unite da un grande amore: i loro cognomi devono di nuovo essere legati.
Così è Keira dovrà ritrovare uno strano inglese che porta il cognome incriminato e tra gelosie, situazioni rocambolesche, scene di vita quotidiana, equivoci ed esilaranti vicende, i due protagonisti cominciano a conoscersi, dando presto la colpa alle stelle per quello che sta nascendo tra loro, ma cercando anche la loro mappa per ritrovare la via.
E se la loro strada fosse accanto?
*Una storia brillante, romantica e divertente, che parla di destino e porta a sognare.*

La maledizione di Spira

“La graduale scoperta della verità si intreccia a sempre nuovi livelli di mistero. Un agghiacciante studio delle ossessioni da assaporare lentamente.” The Guardian “Il thriller non fa per voi? Riparliamone dopo che avrete letto questo libro.” Kirkus Reviews  “Uno stile solido, una scrittura sicura e una trama chiara e credibile che si dispiega tra colpi di scena. Un viaggio nel buio della imprevedibilità umana.” Paul Eddy  “Joseph Geary è un maestro nel fotografare i dettagli più cruenti della scena di un omicidio.” Newsday “Straordinario… Un avvertimento: avrete molte difficoltà a smettere di leggerlo.” The New York Sun Nicholas Greer è uno scrittore in crisi e in procinto di divorziare. La vita di Frank Spira, il controverso pittore alla cui biografia ha lavorato per sei anni, è divenuta per lui più reale della sua stessa esistenza. Non appena finisce il suo libro, Nick riceve la notizia che uno degli amici più intimi di Spira, Jacob Grossmann, un uomo sparito nel nulla ventisei anni prima, è ricomparso a Manhattan. Nick rintraccia Grossmann nella speranza di trovare in lui la risposta alle domande che lo assillano. Viene però inaspettatamente a sapere di un’opera di Spira intitolata Incarnazione, dipinta molti anni prima a Tangeri, che sapeva essere andata perduta e che ora vale milioni. Ma un’ora dopo il loro colloquio, Grossmann viene assassinato. Ritrovatosi a essere uno dei sospettati della polizia, per Nick l’unica speranza di provare la propria innocenza è far luce sul mistero riguardante quell’opera controversa. Cosa c’è dietro la ricomparsa del capolavoro perduto? Cosa accadde a Tangeri nel 1957? A sue spese, Nick scoprirà che Incarnazione nasconde una verità molto più terrificante di quanto abbia sospettato.  Una storia oscura, sospesa tra il mistero di un omicidio e la seduzione dell’arte più raffinata.

La Magia Di Un Incontro

Invitato a prendere il tè da Wren Heyden, proprietaria di una tenuta poco distante dalla sua, Alexander Westcott, conte di Riverdale, scopre con stupore di essere l’unico ospite, ed è ancora più stupito quando la giovane gli propone di sposarla. Wren è ricca e benché fino a quel momento abbia sempre vissuto come un’eremita a causa di una voglia che le deturpa il volto, ora desidera farsi una famiglia. Alex invece ha ereditato Brambledean Court, ma non ha i mezzi per ristrutturarla. Non sanno che il destino ha in serbo per loro la più magica delle sorprese…

La Macchina Del Mondo

A cinquecento anni dalla morte, Leonardo da Vinci incarna ancora in modo esemplare l’ideale di intellettuale del Rinascimento e del genio. Artista, matematico, fisico, architetto, ingegnere e molto altro ancora: impossibile non rimanere affascinati dalla sua instancabile analisi del mondo che lo circondava e dalla capacità di tradurre queste osservazioni in una serie infinita di invenzioni, molte delle quali anticipano di secoli la modernità. Il risultato di questa attività incessante di studio è condensato in una produzione enorme di schizzi, disegni e annotazioni che costituiscono un patrimonio inestimabile, disperso dalle vicissitudini storiche in tutto il mondo. In questo volume sono raccolti per la prima volta insieme gli scritti di Leonardo che illustrano le sue osservazioni sul mondo in cui viveva – dai fenomeni naturali come la visione, la luce, il funzionamento dell’occhio umano o lo scorrere dell’acqua di un fiume, alle annotazioni pratiche sulla pittura o la scultura o su come si debba costruire una stalla o erigere una fortezza inespugnabile – impreziositi da splendide immagini tratte dal Codice Atlantico e dalle altre principali raccolte, come quelle degli archivi del Vaticano o della Biblioteca reale di Windsor. Una vera e propria “finestra” aperta sulla mente di un genio, sul suo lavoro e su un’epoca in cui i confini fra le discipline erano ancora incerti e venivano gettate le fondamenta del mondo moderno.