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La città delle bestie

Alex ha quindici anni. La malattia della madre lo costringe a lasciare una tranquilla cittadina californiana per seguire l’eccentrica nonna Kate, reporter di professione, in una spedizione nel centro dell’Amazzonia. Bisogna cercare una Bestia mostruosa e gigantesca che paralizza con il suo odore chi la incontra. Alex si trova così ad affrontare eventi e situazioni eccezionali, dalle banali punture d’insetti all’incontro con animali feroci, come l’affascinante giaguaro. Nel gruppo della spedizione c’è anche Nadia, figlia tredicenne della guida: è nata nella foresta e si muove in perfetta armonia con la natura selvaggia. Questo è il primo romanzo di una trilogia pensata per gli adolescenti, ma adatta anche al pubblico adulto della scrittrice.
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La Citta Delle Bestie

Alex ha quindici anni. La malattia della madre lo costringe a lasciare una tranquilla cittadina californiana per seguire l’eccentrica nonna Kate, reporter di professione, in una spedizione nel centro dell’Amazzonia. Bisogna cercare una Bestia mostruosa e gigantesca che paralizza con il suo odore chi la incontra. Alex si trova così ad affrontare eventi e situazioni eccezionali, dalle banali punture d’insetti all’incontro con animali feroci, come l’affascinante giaguaro. Nel gruppo della spedizione c’è anche Nadia, figlia tredicenne della guida: è nata nella foresta e si muove in perfetta armonia con la natura selvaggia. Questo è il primo romanzo di una trilogia pensata per gli adolescenti, ma adatta anche al pubblico adulto della scrittrice.

Città d’ombra

«La vita comincia da qualche parte con il profumo della lavanda.» Partendo così da un ricordo ispirato dalla fragranza del dopobarba del padre, il maestro della nostalgia André Aciman esplora il concetto di memoria e l’esperienza della perdita in tutte le loro sfaccettature: dall’infanzia perduta ad Alessandria sotto l’abbagliante sole egiziano agli anni vissuti a Roma da ragazzino, dove adorava perdersi per i meravigliosi vicoli in acciottolato del centro; dalle visite al padre nella Parigi «collerica e piovosa di Baudelaire», in cui ha sempre sognato di vivere, agli studi universitari a Cambridge; dall’armonioso caos di Barcellona alla «caccia» agli scorci dei quadri di Monet a Bordighera. Un dedalo di impressioni, tra gli angoli sperduti di un’esistenza vissuta in esilio permanente prima di stabilirsi a Manhattan, nella speranza di riuscire finalmente a cogliere e fissare la propria identità, laddove invece, come in una fotografia, l’immagine vera è solo «un’infinita sovrapposizione di immagini instabili».
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### Sinossi
«La vita comincia da qualche parte con il profumo della lavanda.» Partendo così da un ricordo ispirato dalla fragranza del dopobarba del padre, il maestro della nostalgia André Aciman esplora il concetto di memoria e l’esperienza della perdita in tutte le loro sfaccettature: dall’infanzia perduta ad Alessandria sotto l’abbagliante sole egiziano agli anni vissuti a Roma da ragazzino, dove adorava perdersi per i meravigliosi vicoli in acciottolato del centro; dalle visite al padre nella Parigi «collerica e piovosa di Baudelaire», in cui ha sempre sognato di vivere, agli studi universitari a Cambridge; dall’armonioso caos di Barcellona alla «caccia» agli scorci dei quadri di Monet a Bordighera. Un dedalo di impressioni, tra gli angoli sperduti di un’esistenza vissuta in esilio permanente prima di stabilirsi a Manhattan, nella speranza di riuscire finalmente a cogliere e fissare la propria identità, laddove invece, come in una fotografia, l’immagine vera è solo «un’infinita sovrapposizione di immagini instabili».

Citarsi addosso

C’è un mistero nella vita di Woody Allen: non si capisce bene se sia un grande scrittore umoristico che, come hobby, fa del cinema e del teatro, o viceversa. Oreste del Buono ha scritto che a vedere i suoi film pare di ascoltare una lettura dei suoi libri. Ma è certo che chi legge i suoi libri ha l’impressione di vedere uno dei suoi film. Storicamente la questione è chiara; Allen inizia come scrittore, non solo stendendo i copioni per altri comici ma anche collaborando con note, novelle, parodie, al New Yorker e ad altri giornali; poi scrive due commedie di successo (Don’t drink the water e Play it again, Sam), quindi passa alle sceneggiature cinematografiche (What’s New, Pussycat?) e infine inizia a concepire e a interpretare i film che lo hanno reso famoso: Prendi i soldi e scappa, Bananas, Provaci ancora, Sam. Tre successi. Seguono Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso, Il dormiglione e Amore e guerra (un gioco di citazioni cinematografiche, una specie di saccheggio di cineteca). Infine, nel 1977, Io e Annie, vincitore di quattro premi Oscar. I libri del nostro autore sono dei saccheggi di biblioteca. Il gusto parodico di Allen scrittore lo porta a rileggere e a deformare con travolgente vis comica le situazioni più “classiche” della cultura contemporanea: il balletto russo, il giallo d’azione, la corrispondenza dei pittori maledetti, le memorie delle cortigiane degli anni venti, la narrativa ebreo-newyorkese, i diari filosofici, la critica joyciana, e così via. Woody Allen si cita addosso, con una incontinenza dovuta al duplice eccesso della sua stralunata intelligenza critica e del suo sense of humour. Concludono questa seconda raccolta degli scritti di Allen (la prima è già apparsa presso Bompiani col titolo Saperla lunga) due atti unici che sanno di tragedia classica, situazione kafkiana, teatro dell’assurdo, cabaret d’avanguardia. Forse il nostro è un parere interessato, ma l’attore Woody Allen è essenzialmente uno scrittore satirico.

Cioccolato fondente

Lei è stanca di rimanere sempre a bocca asciutta. Qui ci vuole un uomo da assaggiare. Karina Sutter è famosa per gli squisiti cioccolatini che riesce a creare. Grazie a una segretissima ricetta di famiglia le sue praline, oltre che buonissime, pare stimolino certe parti del corpo, rendendole più vitali. Pare, perché Karina non ha mai verificato di persona quegli effetti tanto straordinari. Quando Alex Anderson si vede comparire sulla soglia di casa una splendida donna che gli offre una scatola di tartufi al cioccolato è sicuro che sotto ci sia qualcosa di losco. Possibile che sia solo un’azione di buon vicinato? Alex non può credere di essere così fortunato, anche perché non sa cosa siano più invitanti: le curve di Karina o il carico di fondenti calorie che si porta appresso?
(source: Bol.com)

Il cielo è tutto nostro

Rob Coates ha tutto ciò che avrebbe potuto desiderare: Anna, una moglie fantastica, la loro bella casa a Londra e, soprattutto, suo figlio Jack, che rende ogni giorno una straordinaria avventura.
Ma tutto cambia quando una terribile malattia irrompe nelle loro vite.
Ritrovatosi improvvisamente solo, Rob si abbandona a una spirale di disperazione e alcolismo, anche se nei momenti di lucidità cerca conforto fotografando i grattacieli e le scogliere che aveva visto con Jack. Ed è proprio da quelle foto che si dipana un filo di speranza, seguendo il quale Rob intraprende un viaggio straordinario all’interno di se stesso, alla ricerca del perdono e di un nuovo inizio.

Il cielo è tutto nostro è una storia di amore e sofferenza, ma soprattutto una storia piena di vita che entrerà nel cuore dei lettori che hanno affrontato gli ostacoli dell’esistenza. Un esordio travolgente e una testimonianza indimenticabile sul potere della speranza.

(source: Bol.com)

Chiose Alla Cantica Dell’Inferno Di Dante Alighieri

Chiose alla cantica dell’Inferno di Dante Alighieri by Jacopo Alighieri
Figlio di Dante Alighieri e di Gemma Donati, Jacopo nacque sicuramente prima del 1300 e seguì il padre in esilio dopo il 1315, al compimento della maggior età[2][1]. Con tutta probabilità, lui e il fratello Pietro si recarono prima a Verona, da Cangrande della Scala, e successivamente a Ravenna, dove rimase fino al 1322, ancora protetto dai Da Polenta mecenati del padre[1].

La Chimica Degli Opposti

*L’atmosfera è elettrica e la gente è molto carica da entrambe le parti. Poi scorgo lei. I suoi occhi. Non ne ho mai visti così. Di che colore sono? Nocciola e verdi con pennellate d’autunno e frammenti di smeraldo. E io me ne sto lì con in mano il mio cartello, mentre lei è qualche passo più in là, vicino a un poliziotto, e tiene stretto il suo.*
Il primo incontro con Mina è un fulmine a ciel sereno per Michael. Avviene per caso, durante una manifestazione organizzata dal nuovo partito politico fondato dal padre di lui che, con la scusa di difenderne i valori originari, si oppone all’accoglienza dei rifugiati arrivati via mare nel Paese. Il problema è che Mina sta dall’altra parte della barricata. Anni prima, infatti, ancora bambina, è scappata dall’Afghanistan insieme alla mamma e, dopo un viaggio lungo ed estenuante, è sbarcata in Australia, dove, come rifugiata, ha posto le basi per una nuova vita. Non è stato per niente facile, perché, come dice sua madre, “stare in un nuovo Paese è come camminare con una protesi. Ci vuole il doppio del tempo perché la mente e il corpo si adattino”, però Mina sembra avercela fatta. Si è lasciata alle spalle la sofferenza e il dolore passati, è diventata una ragazza coraggiosa e fiera, e una studentessa talmente brillante da riuscire a vincere una borsa di studio per frequentare una scuola privata prestigiosa, la stessa di Michael. Ed è proprio qui che le loro vite si incontrano, o meglio si scontrano, nuovamente. Fin da subito infatti è chiaro a entrambi che appartengono a due mondi diversi, lontani da ogni punto di vista, eppure l’attrazione che li spinge l’uno verso l’altra è troppo grande, troppo potente per ignorarla. E quando la situazione intorno a loro si surriscalda, è altrettanto chiaro che non è più possibile accettare un mondo in cui tutto è bianco o nero. Sarebbe più facile, ma significherebbe rinunciare al sentimento che li unisce. E nessuno dei due è pronto a farlo. Forse, alla fine, ci sono casi in cui bisogna scendere in trincea e combattere contro tutto e tutti. Casi in cui vale la pena di rischiare per proteggere ciò che più amiamo.
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### Sinossi
*L’atmosfera è elettrica e la gente è molto carica da entrambe le parti. Poi scorgo lei. I suoi occhi. Non ne ho mai visti così. Di che colore sono? Nocciola e verdi con pennellate d’autunno e frammenti di smeraldo. E io me ne sto lì con in mano il mio cartello, mentre lei è qualche passo più in là, vicino a un poliziotto, e tiene stretto il suo.*
Il primo incontro con Mina è un fulmine a ciel sereno per Michael. Avviene per caso, durante una manifestazione organizzata dal nuovo partito politico fondato dal padre di lui che, con la scusa di difenderne i valori originari, si oppone all’accoglienza dei rifugiati arrivati via mare nel Paese. Il problema è che Mina sta dall’altra parte della barricata. Anni prima, infatti, ancora bambina, è scappata dall’Afghanistan insieme alla mamma e, dopo un viaggio lungo ed estenuante, è sbarcata in Australia, dove, come rifugiata, ha posto le basi per una nuova vita. Non è stato per niente facile, perché, come dice sua madre, “stare in un nuovo Paese è come camminare con una protesi. Ci vuole il doppio del tempo perché la mente e il corpo si adattino”, però Mina sembra avercela fatta. Si è lasciata alle spalle la sofferenza e il dolore passati, è diventata una ragazza coraggiosa e fiera, e una studentessa talmente brillante da riuscire a vincere una borsa di studio per frequentare una scuola privata prestigiosa, la stessa di Michael. Ed è proprio qui che le loro vite si incontrano, o meglio si scontrano, nuovamente. Fin da subito infatti è chiaro a entrambi che appartengono a due mondi diversi, lontani da ogni punto di vista, eppure l’attrazione che li spinge l’uno verso l’altra è troppo grande, troppo potente per ignorarla. E quando la situazione intorno a loro si surriscalda, è altrettanto chiaro che non è più possibile accettare un mondo in cui tutto è bianco o nero. Sarebbe più facile, ma significherebbe rinunciare al sentimento che li unisce. E nessuno dei due è pronto a farlo. Forse, alla fine, ci sono casi in cui bisogna scendere in trincea e combattere contro tutto e tutti. Casi in cui vale la pena di rischiare per proteggere ciò che più amiamo.

Chiedo scusa

La nostra vita ha sempre un lato comico, e questo libro, nudo e limpido come una pietra preziosa, lo scopre nel luogo piú impensato. Nel piú estremo dolore. La voce beffarda e innocente di un uomo che si è sempre rifugiato nel sarcasmo e nel risentimento per non soccombere. La sua caduta e rinascita diventano, in questo romanzo asciutto e commovente, il tentativo di risarcire ognuno per la misera condizione di essere umano di fronte al potere spesso crudele della natura. Ma anche un’indimenticabile dichiarazione di speranza.

Chicago

In una Chicago mitica e solforosa troviamo una piccola comunità di egiziani in esilio, forgiata sul modello del dipartimento dell’Università di Chicago che l’autore ha conosciuto bene negli anni della formazione americana. In questo mondo claustrofobico e formicolante di vite, ‘Ala al-Aswani intreccia storie di esistenze che si cercano e si perdono. Sono esistenze strappate alla loro terra d’origine che vivono in un universo strano e straniero: la tentazione di conformarsi all’American way of life non è abbastanza. L’Egitto è lì, nel cuore di un’America traumatizzata dagli attentati terroristici dell’11 settembre. Quando viene annunciata la visita ufficiale del presidente egiziano a Chicago, si mette in moto il sistema di sicurezza dell’ambasciata, orchestrato dal temibile Safuat Shaker, che controlla e sorveglia tutti gli egiziani residenti in America. Complotto, manipolazione, proteste di libertà e sottomissione al potere, coraggio e vigliaccheria: al-Aswani trova così l’ampiezza e l’ambizione del romanzo politico riuscendo al contempo ad esprimere la dolcezza dei sogni e la violenza delle contraddizioni del mondo quale lo conosciamo..

Chiamami col tuo nome

«Un eccezionale debutto, una grande storia d’amore romantico.»The Washington Post«Una scrittura ardita, profonda, esaltante, brutale, tenera, generosa…»Nicole Krauss«Un libro di straordinaria bellezza.»The New York Times Book Review«Una storia d’amore delicata, scritta in maniera impeccabile, con echi di Marguerite Duras e Patrck White.»Kirkus ReviewsVent’anni fa, un’estate in Riviera, una di quelle estati che segnano la vita per sempre. Elio ha diciassette anni, e per lui sono appena iniziate le vacanze nella splendida villa di famiglia nel Ponente ligure. Figlio di un professore universitario, musicista sensibile, decisamente colto per la sua età, il ragazzo aspetta come ogni anno «l’ospite dell’estate, l’ennesima scocciatura»: uno studente in arrivo da New York per lavorare alla sua tesi di post dottorato. Ma Oliver, il giovane americano, conquista tutti con la sua bellezza e i modi disinvolti. Anche Elio ne è irretito. I due condividono, oltre alle origini ebraiche, molte passioni: discutono di film, libri, fanno lunghe passeggiate e nuotate. E tra loro nasce un desiderio inesorabile quanto inatteso, vissuto fino in fondo, dalla sofferenza all’estasi. Chiamami col tuo nome è la storia di un paradiso scoperto e già perduto, una meditazione proustiana sul tempo e sul desiderio, una domanda che resta aperta finché Elio e Oliver si ritroveranno un giorno a confessare a se stessi che «questa cosa che quasi non fu mai ancora ci tenta».

Che Guevara

La vita quotidiana, la famiglia, gli ideali, la simpatia, l’impegno di un uomo diventato il simbolo universale della rivoluzione.
(source: Bol.com)

Le cento migliori ricette con le erbe aromatiche

Ci sono profumi in cucina difficili da dimenticare, piatti il cui successo è inevitabilmente legato a un sapore che diventa ricordo. Il segreto sta nell’inconfondibile essenza delle erbe aromatiche, vere signore del gusto in tutte le ricette. Alcune di esse, come l’origano, il rosmarino, la maggiorana, la salvia, il timo, il dragoncello, il finocchio selvatico e l’erba cipollina, reggono bene la cottura, mentre altre – basilico, prezzemolo, pimpinella, acetosella, cerfoglio, menta – sono più delicate. Accanto agli accostamenti classici, questo volume ne propone altri più moderni e inediti, suggerendoci i tanti possibili usi di questi preziosi elementi.Alba Allottasommelier, scrive di enogastronomia su riviste specializzate. Autrice di diversi libri di cucina tradotti in varie lingue, è da anni impegnata nella scoperta e nella valorizzazione dei sapori perduti della cucina mediterranea, soprattutto attraverso il recupero della tradizione orale e della gastronomia popolare. Con la Newton Compton ha pubblicato, tra l’altro, 1001 ricette da cucinare almeno una volta nella vita, 101 ricette da preparare al tuo bambino, La cucina siciliana, Il cucchiaio di cioccolata, 500 ricette di insalate e insalatone, 500 ricette senza grassi, 500 ricette con i legumi, 500 ricette di riso e risotti.
(source: Bol.com)