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Firdaus

Firdaus è una donna spinta all’estremo, dalla sua disperazione e dal suo stesso coraggio. Il coraggio di sfidare quelle forze che strappano alle persone il diritto di vivere e di amare, oltre che il diritto alla libertà.

(source: Bol.com)

I fiori di sabbia

Zoe Fleming, figlia di un senatore del Congresso americano, ha seguito la passione per la giustizia e, anche se giovanissima, è già un avvocato di successo. Per lei, vivere in un mondo giusto è più di un sogno: è la sua ragione di vita. Per questo ha deciso di partire, e di mettersi al servizio di chi ha meno di tutti. Arriva così in Zambia, a Lusaka, per lavorare in un’associazione non profit che difende i diritti dei bambini. Qui, una notte, viene chiamata all’ospedale locale per occuparsi di una ragazzina vittima di una brutale violenza. E sotto shock e incapace di parlare. Come scoprirà Zoe, si chiama Kuyeya e, anche se ha solo quattordici anni, di cose ne ha già viste molte. Il suo sguardo è buio come un pozzo, svuotato dalla luce dei sogni. Zoe la prende sotto la sua protezione e decide di dare la caccia al colpevole. L’unico che ha il coraggio di seguirla nella sua indagine è Joseph, un poliziotto del luogo. Un angelo che vive tutti i giorni all’inferno. Insieme con lui Zoe condurrà la sua battaglia: fino a scoprire che il responsabile è qualcuno di molto potente, protetto dal governo corrotto del Paese. Ma nonostante questo la loro lotta non si ferma: perché quello che Zoe e Joseph vogliono più di tutto è far tornare il sorriso sulle labbra di Kuyeya. Un tema di schiacciante attualità, quello della violenza sulle bambine, l’affascinante ambientazione di un’Africa bella e perduta.
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Il Fiore

Questo ebook è un testo di pubblico dominio. Potete trovare il testo liberamente sul web. La presente edizione è stata realizzata per Amazon da Simplicissimus Book Farm per la distribuzione gratuita attraverso Kindle.

La fine del mondo arriva di venerdì

Può una piccola decisione, apparentemente priva d’importanza, cambiare un’intera esistenza? Può l’amore, il sentimento più brillante e puro che esista, risvegliare un cuore assopito e renderlo allo stesso tempo così vulnerabile?
Giulia avrebbe potuto ottenere la vita perfetta: una brillante carriera da avvocato, due splendidi bambini, un marito medico elegante e distinto. Invece si ritrova sola, in una mattinata di fine giugno, a boccheggiare per i trenta gradi della sua casa e il post-sbronza del venerdì sera.
Durante il suo viaggio verso una meta solida e sfarzosa, uno strano meccanismo arriva a cambiare la direzione dei binari su cui il treno Giulia si sta muovendo: un meccanismo che porta il nome di Lia.
È la sua nuova coinquilina, romana, con una zazzera enorme di riccioli in testa, a scuotere Giulia dall’apatia che tormenta le sue giornate, portandola con sé nel mondo della rievocazione storica. È là, tra allegri festeggiamenti, danze intorno al fuoco, abiti di lino e radure immerse nei monti che Giulia conosce la libertà, la spensieratezza, l’amore.
È là che conosce Fran.
Fran, capace di portare l’oro dell’estate nel grigio inverno di Giulia. In estate, però, nascono anche le tempeste e non sempre le tempeste si placano. A volte possono lasciare dietro di loro un vuoto oscuro, come se ci si trovasse, tutto a un tratto, alla fine del mondo.
La fine del mondo può arrivare nel momento più inaspettato, prendendo da sola un appuntamento con ognuno di noi. Per Giulia ha scelto il venerdì.
— L’autrice —
Isabel C. Alley: emiliana, impiegata, cosplayer. Passa tutto il giorno con la testa tra le nuvole, anche se a volte è costretta a tornare con i piedi per terra per buttare giù un bilancio o una dichiarazione dei redditi.
Nerd fino al midollo, se non vi risponde si è probabilmente persa nella lista dei saldi di Steam. Ama la lettura, la scrittura, i videogiochi e la rievocazione storica. Doveste mai capitare a casa sua, vi accoglierebbe con le mani piene di stoffe, sogni e colla a caldo, insieme ai suoi bellissimi gatti.
Ha scritto la serie de “I Diari di Isabel” e il libro “La Boulevard“. “La fine del mondo arriva di venerdì” è il suo quinto romanzo.
Sito ufficiale: www.isabelcalley.com
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### Sinossi
Può una piccola decisione, apparentemente priva d’importanza, cambiare un’intera esistenza? Può l’amore, il sentimento più brillante e puro che esista, risvegliare un cuore assopito e renderlo allo stesso tempo così vulnerabile?
Giulia avrebbe potuto ottenere la vita perfetta: una brillante carriera da avvocato, due splendidi bambini, un marito medico elegante e distinto. Invece si ritrova sola, in una mattinata di fine giugno, a boccheggiare per i trenta gradi della sua casa e il post-sbronza del venerdì sera.
Durante il suo viaggio verso una meta solida e sfarzosa, uno strano meccanismo arriva a cambiare la direzione dei binari su cui il treno Giulia si sta muovendo: un meccanismo che porta il nome di Lia.
È la sua nuova coinquilina, romana, con una zazzera enorme di riccioli in testa, a scuotere Giulia dall’apatia che tormenta le sue giornate, portandola con sé nel mondo della rievocazione storica. È là, tra allegri festeggiamenti, danze intorno al fuoco, abiti di lino e radure immerse nei monti che Giulia conosce la libertà, la spensieratezza, l’amore.
È là che conosce Fran.
Fran, capace di portare l’oro dell’estate nel grigio inverno di Giulia. In estate, però, nascono anche le tempeste e non sempre le tempeste si placano. A volte possono lasciare dietro di loro un vuoto oscuro, come se ci si trovasse, tutto a un tratto, alla fine del mondo.
La fine del mondo può arrivare nel momento più inaspettato, prendendo da sola un appuntamento con ognuno di noi. Per Giulia ha scelto il venerdì.
— L’autrice —
Isabel C. Alley: emiliana, impiegata, cosplayer. Passa tutto il giorno con la testa tra le nuvole, anche se a volte è costretta a tornare con i piedi per terra per buttare giù un bilancio o una dichiarazione dei redditi.
Nerd fino al midollo, se non vi risponde si è probabilmente persa nella lista dei saldi di Steam. Ama la lettura, la scrittura, i videogiochi e la rievocazione storica. Doveste mai capitare a casa sua, vi accoglierebbe con le mani piene di stoffe, sogni e colla a caldo, insieme ai suoi bellissimi gatti.
Ha scritto la serie de “I Diari di Isabel” e il libro “La Boulevard“. “La fine del mondo arriva di venerdì” è il suo quinto romanzo.
Sito ufficiale: www.isabelcalley.com

Filosofie nel mondo

Un’opera originale che affianca alla storia del pensiero occidentale quella altrettanto ricca ma meno esplorata delle culture non europee, presentando i contributi dei maggiori studiosi della filosofia islamica, del mondo ebraico, della tradizione latino-americana, del continente africano, dell’India, dell’Estremo Oriente e del Pacifico. Vero e proprio atlante del pensiero, questo libro offre uno strumento rigoroso ma accessibile per il dialogo interculturale che il mondo contemporaneo ci obbliga ad affrontare: risalendo alle radici delle più significative tradizioni culturali, restituisce tutta la ricchezza della trama di corrispondenze che ha dato forma al pensiero umano come lo conosciamo oggi.

Filosofia della musica moderna

A distanza di circa cinquant’anni dalla sua prima pubblicazione, la Filosofia della musica moderna di Theodor W. Adorno può a buon diritto essere annoverata tra gli esiti piú alti della riflessione musicologica e filosofica del secondo Novecento. Nell’interpretazione di Adorno le linee di fondo del Novecento musicale (quantomeno della prima metà del secolo) sono rappresentate da due figure contrapposte, Schönberg e Strawinsky, la cui opera, profondamente immersa nella dialettica storica, riflette le ansie, i timori, le contraddizioni e la violenza del tempo. I due compositori, attraverso la musica, rivelano in vario modo la crisi del soggetto, minacciato da forme di dominio che avversano o spengono ogni aspirazione alla libertà. Schönberg dà voce a solitarie istanze individuali che si confrontano con ‘tutta la tenebra e la colpa del mondo’; Strawinsky crea un universo sonoro il cui ‘furore antipsicologico’ è modellato a immagine della totalità che reprime l’aspirazione del singolo a esprimersi in forme autonome. In entrambi i casi, per Adorno, la musica non è solo oggetto di interpretazione filosofica, ma si pone essa stessa come soggetto teoretico dal momento che elabora una articolata visione del mondo, della quale le pagine del volume si propongono come traduzione in termini concettuali. A partire dai microcosmi sonori dei due compositori, dunque, è possibile intraprendere un’analisi (non priva di risvolti etici) degli aspetti piú profondi della contemporaneità. Per questi motivi la Filosofia della musica moderna è qualcosa di piú di un saggio di critica, o di sociologia, o di estetica musicale: è un tentativo – per il quale si possono individuare solo pochissimi precedenti nella storia della cultura – di intendere la musica come strumento di indagine della realtà.

(source: Bol.com)

Filippo

Filippo è una tragedia in versi ispirata al Tiberius di Tacito, ideata nel 1775 da Vittorio Alfieri e pubblicata nel 1783, dopo una lunga serie di travagliate revisioni e ritocchi da parte dell’autore, che ne ridussero la mole da oltre 2000 a meno di 1400 versi.
Il precedente storico era noto: Filippo II di Spagna sposò, dopo la pace di Cateau-Cambrésis del 1559, Elisabetta di Valois (Isabella, nella tragedia), che sarebbe dovuta andare in sposa al figlio Don Carlos. Nel 1568 Filippo fece imprigionare, senza svelarne pubblicamente i motivi, il figlio che, successivamente, morì in prigione: solo più tardi si seppe che, in realtà, Don Carlos aveva tentato di tramare con i rivoltosi delle Fiandre nel corso della guerra degli ottant’anni oltre che tentare il parricidio. Alcune voci vollero attribuire una storia d’amore tra Don Carlos ed Elisabetta di Valois: a queste l’Alfieri attinge per sviluppare l’intreccio drammatico sull’impossibile amore tra i due.

La figlia di Istanbul

Il romanzo narra la vita di un gruppo assai variegato di artisti: il pianista italo spagnolo Peregrini, la giovane cantante Rabia e l’attore di strada Tevfik. I personaggi sono inseriti in una rete fittissima di relazioni familiari e sociali, che vanno dal nonno di Rabia – il severo e avaro imam del quartiere, il primo ad accorgersi delle straordinarie qualità vocali della nipote e a volerle utilizzare per fare di lei una pia cantrice dei versetti del Corano – fino al potente Pascià, buono con i familiari e feroce con i nemici del Sultano, tra i quali un giorno scopre suo figlio Hilmi. Un affascinante affresco in cui personaggi appassionati e intimamente veri vivono le loro vicende sentimentali, politiche e artistiche al tramonto dell’impero ottomano, mentre già si affaccia sul palcoscenico della storia la generazione dei Giovani Turchi.

La figlia della strega

Anche quest’inverno si rinnova con i lettori l’appuntamento della ricca *compilation* inedita che abbiamo inaugurato con successo in tempo di vacanze estive. Questa volta offriamo un romanzo completo, *La figlia della strega* , e una scelta di racconti classici e contemporanei effettuata da quel grande antologista che è Lin Carter. Ci spingeremo, così, negli abissi del passato e della negromanzia, in quella regione che forse non è mai esistita, ma che ognuno coltiva appassionatamente, dove la molla dell’azione è il desiderio. Laggiù, come nei sogni, affiorano in modo colorito e appassionante le cose cui aspiriamo e quelle che temiamo. Ma il lettore di fantasy sa farsi coraggio e non teme di avventurarsi nella Terra Incognita del mistero: dunque, buon viaggio a tutti.
*Supplemento a Urania Fantasy n. 54*

**INDICE**

**LA FIGLIA DELLA STREGA**
The Witch’s Daughter (1991) |
R. A. SALVATORE
**LA DEMONE**
The Demoness (1976) |
TANITH LEE
**LA NOTTE DELL’UNICORNO**
The Night of the Unicorn (1975) |
THOMAS BURNETT SWANN
**AL LUPO! AL LUPO!**
Cry Wolf (1975) |
PAT MCINTOSH
**IN BALIA DEGLI DEI**
Under the Thumbs of the Gods (1974) |
FRITZ LEIBER
**IL GUARDIANO DEL SIGILLO**
The Guardian of the Vault (1976) |
PAUL SPENCER
**LA LAMPADA DI ATLANTIDE**
The Lamp from Atlantis (1975) |
L. SPRAGUE DE CAMP
**XIURHN**
Xiurhn (1975) |
GARY MYERS
**LA CITTA’ ETERNA**
The City in the Jewel (1975) |
LIN CARTER
**LA CITTA’ DELLE OMBRE**
In ‘Ygiroth (1975) |
WALTER C. DEBILL Jr.
**LA PERGAMENA DI MORLOC**
The Scroll of Morloc (1975) |
CLARK ASHTON SMITH
**A CIASCUNO IL SUO**
Payment in Kind (1975) |
C. A. CADOR
**MILORD SIR SMIHT, MAGO INGLESE**
Milord Sir Smiht, the English Wizard (1975) |
AVRAM DAVIDSON

La figlia della fortuna

“Tutti nascono con qualche talento speciale ed Eliza Sommers scoprì presto di averne due”
Cile, 1832: Eliza viene abbandonata ancora neonata sulla soglia di casa dei fratelli inglesi Jeremy, John e Rose Sommers, che si sono trasferiti a Valparaíso. L’eccentrica Rose insiste perché la piccola cilena venga adottata ed entri a far parte della famiglia. Eliza vive tra due mondi: le viene impartita un’educazione rigidamente anglosassone, nella speranza di un futuro sereno coronato da un buon matrimonio, e al contempo le vengono fatte conoscere dalla cuoca di casa, Mama Freisa, la vitalità, la magia e la carnalità del suo popolo. Si innamora perdutamente di un giovane idealista che lavora per Jeremy, Joaquín Andieta, il quale però nel 1849, alla notizia che in California sono stati scoperti favolosi giacimenti d’oro, decide di salpare in cerca di fortuna. Eliza si mette sulle sue tracce e, assieme al medico cinese Tao Chi’en, si imbarca alla volta di San Francisco. Passa così da un’America all’altra, dove andrà alla ricerca dell’amato, tra dolore, sofferenza, speranza, fra avventurieri e banditi assetati di giustizia, sfidando sogni e sentimenti. La figlia della fortuna è la storia di molte passioni, amorose e politiche, per la terra, il mare, l’oro, per la libertà e la gioia d’esistere.
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### Sinossi
“Tutti nascono con qualche talento speciale ed Eliza Sommers scoprì presto di averne due”
Cile, 1832: Eliza viene abbandonata ancora neonata sulla soglia di casa dei fratelli inglesi Jeremy, John e Rose Sommers, che si sono trasferiti a Valparaíso. L’eccentrica Rose insiste perché la piccola cilena venga adottata ed entri a far parte della famiglia. Eliza vive tra due mondi: le viene impartita un’educazione rigidamente anglosassone, nella speranza di un futuro sereno coronato da un buon matrimonio, e al contempo le vengono fatte conoscere dalla cuoca di casa, Mama Freisa, la vitalità, la magia e la carnalità del suo popolo. Si innamora perdutamente di un giovane idealista che lavora per Jeremy, Joaquín Andieta, il quale però nel 1849, alla notizia che in California sono stati scoperti favolosi giacimenti d’oro, decide di salpare in cerca di fortuna. Eliza si mette sulle sue tracce e, assieme al medico cinese Tao Chi’en, si imbarca alla volta di San Francisco. Passa così da un’America all’altra, dove andrà alla ricerca dell’amato, tra dolore, sofferenza, speranza, fra avventurieri e banditi assetati di giustizia, sfidando sogni e sentimenti. La figlia della fortuna è la storia di molte passioni, amorose e politiche, per la terra, il mare, l’oro, per la libertà e la gioia d’esistere.

Figli di sangue e ossa

Un tempo i maji, dalla pelle d’ebano e i capelli candidi, erano una stirpe venerata nelle lussureggianti terre di Orisha. Ma non appena il loro legame con gli dei si spezzò e la magia scomparve, lo spietato re Saran ne approfittò per trucidarli. Zélie, che non dimentica la notte in cui vide le guardie di palazzo impiccare sua madre a un albero del giardino, ora sente giunto il momento di rivendicare l’eredità degli antenati. Al suo fianco c’è il fratello Tzain, pronto a tutto pur di proteggerla, e quando la loro strada incrocia quella dei figli del re si produce una strana alchimia tra loro. Ha inizio così un viaggio epico per cercare di riconquistare la magia, traverso una terra stupefacente e pericolosa, dove si aggirano le leopardere delle nevi e dove gli spiriti vendicatori sono in agguato nell’acqua. Un’esperienza umana che non risparmia nessuno, in un turbine di amore e tradimento, violenza e coraggio. Nella speranza di ridare voce a un popolo che era stato messo a tacere. Età di lettura: da 12 anni.

Fidanzata con un libertino

Bruxelles/Londra, 1815 – Lo scontro decisivo con l’armée di Napoleone è ormai prossimo e Bruxelles è affollata di diplomatici e ufficiali della coalizione che aspettano il giorno fatidico. Per Julia, giovane di ottima famiglia e scarsi mezzi, a caccia di un marito, è la situazione ideale per trovare un’adeguata sistemazione. Ma pur sognando di sposare un uomo rispettabile e agiato, la giovane è irresistibilmente attratta da un noto libertino, l’affascinante maggiore Hal Carlow. E quando lui non ritorna da Waterloo, Julia decide di affrontare gli orrori del campo di battaglia per cercarlo. Chiedendosi se il proprio amore basterà a salvarlo.

La Fiamma della Vita

La vita tranquilla di tre ragazzi quindicenni viene sconvolta da una serie di fatti misteriosi. L’incontro con un singolare professore di teologali mette a conoscenza dell’incredibile ragione di quanto sta accadendo: uno di loro è un angelo e non lo sa. Soprattutto, non sa di custodire segretamente nel cuore “la Fiamma della Vita”, una delle due entità fondamentali che consentono di governare l’universo. Ma quale dei tre ragazzi è l’angelo? Qual è la sua storia? E quale sarà il suo destino? Mentre si rendono conto che quella che si è scatenata intorno a loro è una vera e propria caccia, vengono rapiti da due strane creature che li conducono in un mondo a parte, situato in un’altra dimensione: quella di Sefira, la meravigliosa valle dove vivono gli angeli. A Sefira, i ragazzi avranno finalmente modo di scoprire chi di loro custodisce la Fiamma della Vita. Conosceranno quindi il mondo degli angeli e saranno coinvolti nell’incredibile e misteriosa storia di Unika, l’affascinante angelo guerriero sacrificatosi per il bene dell’umanità. In un avvincente susseguirsi di coli di scena, vivranno un’esaltante avventura che si concluderà con l’Adlivun, l’epica battaglia tra il Bene e il Male dall’esito incerto e dal finale imprevedibile.

La fiaccola dell’Onore

L’attacco contro New Finland, un remoto avamposto della Lega dei Pianeti, è solo il primo atto della guerra fra i terrestri ed i misteriosi Guardiani, umanoidi dalle origini sconosciute. Il compito di indagare sull’attacco a New Finland è affidato al terrestre Terrance Larson e a sua moglie, il tenente Marie Cooper. I due scoprono che i Guardiani si sono alleati con una razza aliena che apparentemente fa il loro gioco, ma in realtà persegue tutt’altri obiettivi…

La festa del ritorno

Un padre e un figlio. Il primo racconta la sua vita di emigrante, sospesa tra partenze e ritorni, tra Francia e paese. Il secondo ricorda il suo spaesamento e la sua rabbia nei periodi senza il padre, ma anche l’incanto dell’infanzia, immersa in un paesaggio vivido, esuberante. Davanti a loro, un grande fuoco acceso sul sagrato, la notte di Natale.
Tutti e due hanno un segreto da nascondere, un segreto legato all’amore della figlia maggiore per un uomo misterioso. Un enigma che si svela poco a poco, fino all’inattesa conclusione.
Ambientato in un paese arbëresh della Calabria, *La festa del ritorno* è insieme romanzo di formazione, storia d’amore, atto di denuncia verso le condizioni di vita che spingono tanta gente del Sud a cercare fortuna emigrando.
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### Recensione
**Inseguendo il cuore antico di Calabria**
*Sergio Pent*, Tuttolibri – La Stampa
**Carmine Abate** è uno di quei rari scrittori che, con volontà quasi anacronistica in tempi di romanzi che “fiutano” l’onda della moda, ancora perseguono una linea ben definita di qualità letteraria, tra impegno rievocativo e recupero delle tradizioni: una sorta di Carlin Petrini della nostra narrativa, se sostituiamo lo “slow food” col passo lento del racconto che prende per mano il lettore e lo guida su un percorso minimo ma preciso, appartato.
Le tradizioni evocate da **Abate** si radicano nel territorio di una Calabria in cui le minoranze “arberesh” cercano di sopravvivere sfidando i tempi nuovi con la voce della leggenda, si nutrono di coralità popolari per non spezzare il ritmo di unioni secolari destinate a smarrirsi nell’omologazione del tessuto sociale. Senza timore di presentarsi come scrittore “datato”, **Abate** segue dunque una linea narrativa che – pur sfiorando il presente – si cala volentieri nel terreno fertile del passato, in un tempo dove gli uomini riuscivano ancora a percorrere le loro stagioni – tra fatiche ed esilio – senza dimenticare mai di essere espressioni individuali uniche di una storia unica. Vengono in mente nomi come quello ormai troppo accantonato di Saverio Strati, ma anche i “terroni” della Fontamara di Silone, le geografie grezze e rocciose di confine del primo Tomizza, la Sardegna elegiaca di Dessì, le boscaglie impervie e fascinose della Lucchesia mitizzata da Vincenzo Pardini.
**Carmine Abate** celebra il suo mondo attraverso storie semplici, familiari, che recuperano nel ricordo la memoria stessa di un popolo, la cantano in coro per diffonderne e concretizzarne l’esistenza, la circondano di attenzioni come accade alle specie – umane, animali, vegetali – in via di estinzione.
Nel precedente *Tra due mari*, l’autore aveva tentato la carta del romanzo picaresco, ricavandone un’elegia commossa e ricca di pagine memorabili. In questo breve, limpido *La festa del ritorno*, in gara per il SuperCampiello, si ha l’impressione che **Abate** scriva inconsciamente per lasciare tracce di sé e del suo mondo nelle antologie scolastiche: descrizioni intense e precise, quasi fotografiche, dove la cucina, il paesaggio, i riti delle feste assumono una posa involontariamente assoluta, e perciò naturale, vera. Sono pagine dettate tra memoria e cuore, quelle che percorriamo, in una Calabria remota dalla quale i padri partivano per cercare lavoro all’estero e tornavano a casa per Natale, portando doni e nostalgia, aneddoti da godere intorno alla fiamma del camino, fino alla prossima partenza. La festa del ritorno questa volta è quella definitiva, e il protagonista tredicenne sorseggia la sua prima birra accanto al padre, seguendo le tracce del ricordo tra le volute di fumo del fuoco di legna, finalmente al sicuro. Da questa sicurezza nasce la storia lieve e faticosa della famiglia: i giochi con gli amici, le corse con Spertina – il cane ferito dal cinghiale – le rabbie irrisolte di Elisa, la sorella maggiore nata dal primo matrimonio del padre, rimasto vedovo con una bimba di due anni. E’ la forza dell’amore a prevalere, in questo percorso dove le attese dei ritorni sono compensate dal contatto con un paesaggio vivo e luminoso, reso dall’autore in tutte le sue febbrili mutazioni stagionali. Ma il percorso è anche crescita, presa di coscienza di un confronto col mondo in cui rischia di perdersi Elisa, amante di un uomo sposato, volontà di cambiare il corso di un destino avaro di carezze e di regali.
Il mondo ricreato da **Abate** conserva tutte le suggestioni di un’epoca vista dalle finestre di un habitat marginale, in cui il senso della vita cresce e si sviluppa nel breve tragitto d’affetti di una famiglia semplice e straordinaria. E il piccolo Marco può seguire in pace i riti del Natale, accanto a un padre che ha finalmente gettato lontano la sua valigia di finta pelle da emigrante. Ancora non sa che la prossima partenza, in un futuro neanche troppo lontano, sarà la sua.
### Sinossi
Un padre e un figlio. Il primo racconta la sua vita di emigrante, sospesa tra partenze e ritorni, tra Francia e paese. Il secondo ricorda il suo spaesamento e la sua rabbia nei periodi senza il padre, ma anche l’incanto dell’infanzia, immersa in un paesaggio vivido, esuberante. Davanti a loro, un grande fuoco acceso sul sagrato, la notte di Natale.
Tutti e due hanno un segreto da nascondere, un segreto legato all’amore della figlia maggiore per un uomo misterioso. Un enigma che si svela poco a poco, fino all’inattesa conclusione.
Ambientato in un paese arbëresh della Calabria, *La festa del ritorno* è insieme romanzo di formazione, storia d’amore, atto di denuncia verso le condizioni di vita che spingono tanta gente del Sud a cercare fortuna emigrando.