21649–21664 di 62912 risultati

Guida galattica per gli autostoppisti. Il ciclo completo

Lontano, nei dimenticati spazi non segnati nelle carte geografiche dell’estremo limite della Spirale Ovest della Galassia, c’è un piccolo e insignificante sole giallo. A orbitargli intorno, alla distanza di centoquarantanove milioni di chilometri, si trova un minuscolo, trascurabilissimo pianeta azzurro-verde, le cui forme di vita, discendenti dalle scimmie, sono così incredibilmente primitive da credere ancora che gli orologi da polso digitali siano un’ottima invenzione. Quel pianeta sta per essere distrutto, per lasciare il posto a una gigantesca circonvallazione iperspaziale… Nata da una fortunata serie radiofonica trasmessa dalla BBC, la pentalogia di Adams con le irriverenti e surreali avventure di Arthur Dent e Ford Prefect, viaggiatori delle galassie, è un fenomeno di culto per molti lettori che qui possono trovare riuniti in un unico volume tutti i cinque romanzi.
**

Guida galattica per gli autostoppisti

Il volume contiene il ciclo completo inaugurato dalla “Guida galattica per gli autostoppisti”, che comprende “Il ristorante al termine dell’universo”, “La vita, l’universo e tutto quanto”, “Addio e grazie per tutto il pesce” più un racconto inedito. Una gigantesca autostrada cosmica sta per essere costruita dalle parti del sistema solare. E una banale diramazione deve essere aperta proprio dove ora c’è la terra. Di conseguenza quel vecchio e inutile pianeta va rimosso. Lo viene a sapere Ford Perfect, redattore extraterrestre in incognito che deve aggiornare la monumentale “Guida galattica per gli autostoppisti”, il manuale che insegna ai turisti come destreggiarsi in un cosmo selvaggio, di multinazionali e viaggi organizzati.
**

Guida alla lingua cinese

Un volume scritto con il proposito di fornire al lettore non specialista una via d’accesso facilitata alla lingua cinese, offrendogli un quadro generale di riferimento. La trattazione è organizzata in forma di domande e risposte in modo da aiutarlo a focalizzare l’attenzione di volta in volta su temi-chiave specifici, spesso individuati tenendo conto delle curiosità più frequentemente espresse dai non addetti ai lavori, nella speranza che il disegno d’insieme possa emergere in modo naturale dall’accostamento delle tessere del mosaico, senza che ciò richieda al lettore un impegno particolare.

Guerriero a Scorpio

Le avventure di Dray Prescott, terrestre catapultato nella costellazione dello Scorpione, continuano. I “Signori delle Stelle” vogliono realizzare i loro imperscrutabili voleri e l’eroe nulla può contro di essi. Neppure l’adorata Delia può intercedere per lui.

La guerra non ha un volto di donna. L’epopea delle donne sovietiche nella seconda guerra mondiale

Se la guerra la raccontano le donne, quando prima l’hanno raccontata solo gli uomini… se a farla raccontare è Svetlana Aleksieviéc… se le sue interlocutrici avevano in gran parte diciotto o diciannove anni quando, perlopiù volontarie, sono accorse al fronte per difendere la patria e gli ideali della loro giovinezza contro uno spietato aggressore… allora nasce un libro come questo. 22 giugno 1941: l’uragano di ferro e fuoco che Hitler ha scatenato verso Oriente comporta per l’URSS la perdita di milioni di uomini e di vasti territori e il nemico arriva presto alle porte di Mosca. Centinaia di migliaia di donne e ragazze, anche molto giovani, vanno a integrare i vuoti di effettivi e alla fine saranno un milione: infermiere, radiotelegrafiste, cuciniere e lavandaie, ma anche soldati di fanteria, addette alla contraerea e carriste, genieri sminatori, aviatrici, tiratrici scelte. La guerra “al femminile” – dice la scrittrice – “ha i propri colori, odori, una sua interpretazione dei fatti ed estensione dei sentimenti e anche parole sue”. Lei si è dedicata a raccogliere queste parole, a far rivivere questi fatti e sentimenti, nel corso di alcuni anni, in centinaia di conversazioni e interviste. Cercava l’incontro sincero che si instaura tra amiche e quasi sempre l’ha trovato: le ex combattenti e ausiliarie al fronte avevano serbato troppo a lungo, in silenzio, il segreto di quella guerra che le aveva per sempre segnate…
**

La guerra non ha un volto di donna: L’epopea delle donne sovietiche nella seconda guerra mondiale

Se la guerra la raccontano le donne, quando prima l’hanno raccontata solo gli uomini… se a farla raccontare è Svetlana Aleksievič… se le sue interlocutrici avevano in gran parte diciotto o diciannove anni quando, perlopiù volontarie, sono accorse al fronte per difendere la patria e gli ideali della loro giovinezza contro uno spietato aggressore… allora nasce un libro come questo. 22 giugno 1941: l’uragano di ferro e fuoco che Hitler ha scatenato verso Oriente comporta per l’urss la perdita di milioni di uomini e di vasti territori e il nemico arriva presto alle porte di Mosca. Centinaia di migliaia di donne e ragazze, anche molto giovani, vanno a integrare i vuoti di effettivi e alla fine saranno un milione: infermiere, radiotelegrafiste, cuciniere e lavandaie, ma anche soldati di fanteria, addette alla contraerea e carriste, genieri sminatori, aviatrici, tiratrici scelte. La guerra “al femminile” – dice la scrittrice – “ha i propri colori, odori, una sua interpretazione dei fatti ed estensione dei sentimenti e anche parole sue”. Lei si è dedicata a raccogliere queste parole, a far rivivere questi fatti e sentimenti, nel corso di alcuni anni, in centinaia di conversazioni e interviste. Cercava l’incontro sincero che si instaura tra amiche e quasi sempre l’ha trovato: le ex combattenti e ausiliarie al fronte avevano serbato troppo a lungo, in silenzio, il segreto di quella guerra che le aveva per sempre segnate. E a mano a mano che raccoglie le loro confidenze e rimorsi e afflizioni Svetlana Aleksievič si convince di una cosa: la guerra “femminile” è nella percezione delle donne anche più carica di sofferenza di quella “maschile”. Per colei che dona la vita dispensare la morte non può mai essere facile; e se, come ovvio, celebra con i commilitoni la Vittoria e la fine dell’incubo bellico, nella sua memoria restano incise, più sensibilmente delle eroiche imprese, vicende che parlano di abnegazione, compassione e amore negato.

La guerra non ha un volto di donna

Se la guerra la raccontano le donne, quando prima l’hanno raccontata solo gli uomini… se a farla raccontare è Svetlana Aleksievič… se le sue interlocutrici avevano in gran parte diciotto o diciannove anni quando, perlopiù volontarie, sono accorse al fronte per difendere la patria e gli ideali della loro giovinezza contro uno spietato aggressore… allora nasce un libro come questo. 22 giugno 1941: l’uragano di ferro e fuoco che Hitler ha scatenato verso Oriente comporta per l’urss la perdita di milioni di uomini e di vasti territori e il nemico arriva presto alle porte di Mosca. Centinaia di migliaia di donne e ragazze, anche molto giovani, vanno a integrare i vuoti di effettivi e alla fine saranno un milione: infermiere, radiotelegrafiste, cuciniere e lavandaie, ma anche soldati di fanteria, addette alla contraerea e carriste, genieri sminatori, aviatrici, tiratrici scelte. La guerra “al femminile” – dice la scrittrice – “ha i propri colori, odori, una sua interpretazione dei fatti ed estensione dei sentimenti e anche parole sue”. Lei si è dedicata a raccogliere queste parole, a far rivivere questi fatti e sentimenti, nel corso di alcuni anni, in centinaia di conversazioni e interviste. Cercava l’incontro sincero che si instaura tra amiche e quasi sempre l’ha trovato: le ex combattenti e ausiliarie al fronte avevano serbato troppo a lungo, in silenzio, il segreto di quella guerra che le aveva per sempre segnate. E a mano a mano che raccoglie le loro confidenze e rimorsi e afflizioni Svetlana Aleksievič si convince di una cosa: la guerra “femminile” è nella percezione delle donne anche più carica di sofferenza di quella “maschile”. Per colei che dona la vita dispensare la morte non può mai essere facile; e se, come ovvio, celebra con i commilitoni la Vittoria e la fine dell’incubo bellico, nella sua memoria restano incise, più sensibilmente delle eroiche imprese, vicende che parlano di abnegazione, compassione e amore negato.

(source: Bol.com)

La guerra non ha un volto di donna

Se la guerra la raccontano le donne, quando prima l’hanno raccontata solo gli uomini… se a farla raccontare è Svetlana Aleksievič… se le sue interlocutrici avevano in gran parte diciotto o diciannove anni quando, perlopiù volontarie, sono accorse al fronte per difendere la patria e gli ideali della loro giovinezza contro uno spietato aggressore… allora nasce un libro come questo. 22 giugno 1941: l’uragano di ferro e fuoco che Hitler ha scatenato verso Oriente comporta per l’urss la perdita di milioni di uomini e di vasti territori e il nemico arriva presto alle porte di Mosca. Centinaia di migliaia di donne e ragazze, anche molto giovani, vanno a integrare i vuoti di effettivi e alla fine saranno un milione: infermiere, radiotelegrafiste, cuciniere e lavandaie, ma anche soldati di fanteria, addette alla contraerea e carriste, genieri sminatori, aviatrici, tiratrici scelte. La guerra “al femminile” – dice la scrittrice – “ha i propri colori, odori, una sua interpretazione dei fatti ed estensione dei sentimenti e anche parole sue”. Lei si è dedicata a raccogliere queste parole, a far rivivere questi fatti e sentimenti, nel corso di alcuni anni, in centinaia di conversazioni e interviste. Cercava l’incontro sincero che si instaura tra amiche e quasi sempre l’ha trovato: le ex combattenti e ausiliarie al fronte avevano serbato troppo a lungo, in silenzio, il segreto di quella guerra che le aveva per sempre segnate. E a mano a mano che raccoglie le loro confidenze e rimorsi e afflizioni Svetlana Aleksievič si convince di una cosa: la guerra “femminile” è nella percezione delle donne anche più carica di sofferenza di quella “maschile”. Per colei che dona la vita dispensare la morte non può mai essere facile; e se, come ovvio, celebra con i commilitoni la Vittoria e la fine dell’incubo bellico, nella sua memoria restano incise, più sensibilmente delle eroiche imprese, vicende che parlano di abnegazione, compassione e amore negato.

(source: Bol.com)

Guerra agli umani

Il romanzo d’esordio solista di Wu Ming 2 narra le avventure tragicomiche di un aspirante troglodita che lascia la civiltà condannata al declino per fondarne una nuova. Un collezionista di lavori precari tenta di riscattare se stesso indossando i panni del supereroe troglodita: andrà a vivere in una caverna, armato di manuali di sopravvivenza. Da lì muovera i primi passi verso la fondazione di una nuova civiltà unica alternativa al collasso personale e planetario. Ma quasi niente va come dovrebbe, forse perché c’è qualcosa di sbagliato nell’idea stessa di civiltà. O forse è solo il posto ad essere sbagliato. Un posto dove imperversa una banda di ecoterroristi, insieme ai cinghiali divenuti stranamente incontrollabili…
**

I guardiani della notte

Bahia, ancora Bahia! Questo romanzo di Amado è un grido alla sua musa di sempre, alla città più affascinante del Brasile, un grido d’amore alle sue notti, i suoi misteri, ardori e deliri. L’autore mescola i suoi passi a quelli dei nottambuli nelle viuzze tortuose del porto, sulle spiagge illuminate dalla luna. Con lui ascoltiamo la storia del Caporale Martini e del suo matrimonio così complicato, conosciamo Curio l’eterno romantico, sempre travolto da terribili passioni, Jesuino Gallo Pazzo vagabondo sapiente e tenerissimo, Tibéria tanto materna ed efficiente nella conduzione del suo bordello, Otàlia che desidera con ostinazione accasarsi, Marialva la bella, moglie non poco criticata di Martim, Beatriz la celebre cartomante, assistiamo all’esilarante battesimo del piccolo mulatto Felicio che ha per padrino una divinità locale… E tanti altri personaggi divertenti, struggenti, sorprendenti che parlano attraverso la voce arrochita di Amado: “… racconto cose che so per averle vissute, e non per sentito dire. Racconto cose accadute veramente… Tante cose sono cambiate da allora, tante ancora dovranno cambiare. Ma la notte di Bahia era la stessa, fatta d’argento e d’oro, di brezza e di calore, odorosa di pitanga e gelsomino. Prendevamo la notte per la mano e le offrivamo dei doni.” Questa edizione è arricchita dal racconto “Come il mulatto Porciùncula si liberò del suo defunto.”
**

I Grandi Romanzi

I grandi romanzi by Louisa May Alcott
Piccole donne • Piccole donne crescono • Piccoli uomini • I ragazzi di Jo • Un lungo, fatale inseguimento d’amore
Introduzione di Chiara Gamberale
Premesse di Berenice e Silvano Ambrogi
Edizioni integrali
Intorno al 1860, più o meno quando l’americana Louisa May Alcott cominciava la sua carriera letteraria, gli Stati Uniti venivano chiamati ancora il Nuovo Mondo, e da questo grande Paese la vecchia Europa si aspettava molte cose veramente nuove. Forse l’autrice non immaginava che Piccole donne, dedicato alle adolescenti del proprio tempo, diventato subito e rimasto per sempre famoso, avrebbe rappresentato una di queste novità, scavalcando i confini della nazione e dell’epoca in cui la scrittrice visse per trasmetterci intatti il fascino della sua vicenda e il messaggio della sua forza educatrice. La Alcott seppe dimostrare, col suo primo romanzo, con quanta vitale energia anche le ragazze fossero capaci di affrontare le difficoltà della famiglia e i disagi e le perturbazioni dell’età; ma fu una novità anche leggere un libro per fanciulle tanto aderente alla realtà in pieno secolo romantico; un’epoca in cui le giovani donne in età da marito, almeno nei romanzi, dovevano svenire per un’emozione e accogliere lo sguardo di un ragazzo come pegno di amore eterno. Un lungo, fatale inseguimento d’amore, uno dei suoi primi scritti, è ancora più trasgressivo dei capolavori: racconta infatti certamente e soprattutto una storia romantica ma torbida e sensuale, fatta di fughe, sospetti e colpi di scena. Piccole donne e Piccole donne crescono usciranno con grande successo a breve distanza l’uno dall’altro; seguirà Piccoli uomini, scritto a Roma; ultimo della serie, I ragazzi di Jo.
Louisa May Alcott
nacque a Germantown (Pennsylvania) nel 1832. Nutrita degli ideali educativi del padre, filosofo e pedagogista, iniziò a scrivere giovanissima. Pubblicò diversi volumi di novelle e romanzi non solo per ragazzi (tra cui, nel 1866, Un lungo, fatale inseguimento d’amore, firmato con lo pseudonimo A. M. Barnard) e divenne scrittrice affermata con Piccole donne (1868), al quale poi seguirono Piccole donne crescono (1869), Piccoli uomini (1871) e I ragazzi di Jo (1886). Morì a Boston nel 1888.

I grandi delitti italiani risolti o irrisolti

La diffusione della criminalità è una piaga sociale. Ogni nuovo rapporto fotografa con spietata nitidezza un fenomeno che non si riesce a controllare, e che istilla inquietudine negli italiani, minando la pace sociale. L’ansia verso uno scenario quasi apocalittico colpisce infatti molti cittadini, sgomenti – complice anche la risonanza data dai mass media – di fronte al dilagare della violenza non solo per le strade, ma anche dentro le sempre più rischiose mura domestiche. Nel mondo gli omicidi si verificano soprattutto tra le fasce a basso reddito, con una maggioranza di vittime tra i 10 e i 29 anni; in Italia, i cosiddetti “omicidi di prossimità”, ossia quelli che colpiscono familiari, amici, conoscenti, vicini e colleghi, sono un fenomeno grave quanto quello della criminalità organizzata. Le cause sono l’instabilità mentale, la frustrazione, l’incapacità di superare un evento stressante o doloroso. L’omicida sembra agire in preda a un raptus, ma in realtà si è gradualmente convinto di essere perseguitato dalle persone a lui più vicine, e non trova altra soluzione se non uccidere, e spesso, suicidarsi.
**

Il grande Meaulnes

### Product Description
Sullo sfondo della campagna francese di inizio secolo, l’avventura, fantastica e insieme realista, di un eroe adolescente, che tragicamente insegue una felicità che non è di questo mondo, e di un bambino timido, che lentamente abbandona i sogni dell’infanzia e impara a conoscere il sapore dell’esistenza.

Il grande Meaulnes

“C’era fra noi, più chiara che se avessimo detto mille parole, un’intesa segreta” “Il piccolo immenso gioiello lasciato da Alain-Fournier ha cristallizzato per generazioni di lettori la poesia misteriosa della giovinezza. È un romanzo che ben presto sgattaiola via dalle reti delle letture critiche, si sottrae alle analisi e diventa qualcosa di più, qualcosa d’altro, come lo sono diventati Siddharta o Il giovane Holden o Sulla strada. È uno di quei casi in cui l’esperienza stessa della lettura prolunga, amplifica, sdoppia la suggestione dell’opera: ricordiamo i pomeriggi in cui sottolineavamo paragrafi di Hesse fumando sul letto, ricordiamo il corridoio del liceo dove seduti per terra leggevamo Holden ed eravamo Holden, ricordiamo il sacco a pelo dentro al quale, sul ponte della nave, leggevamo una copia di Sulla strada incartapecorita dalla salsedine, ricordiamo l’estate gialla e immobile di calore in cui leggevamo Meaulnes e sentivamo palpitare in noi la sua irrequietezza. Questa capacità di riecheggiare forte, di trovare la muta sintonia con una sensibilità acuminata, è la vera profonda grandezza del romanzo, che non sta nell’intreccio, […] ma in una sorta di finissima eppure possente costruzione mitica di cui vogliamo cogliere tre motivi chiave: l’infanzia, l’avventura, il meraviglioso.” Dalla Postfazione di Yasmina Melaouah Finalmente una nuova traduzione per un romanzo magico, un libro che come pochi altri sa trasmettere la fantasmagoria della giovinezza.

Grammatica della lingua toscana

###
Grammatica della lingua toscana
Leon Battista Alberti, architetto, scrittore, matematico, umanista, crittografo, linguista, filosofo, musicista e archeologo italiano (1404-1472)
Questo libro elettronico presenta «Grammatica della lingua toscana», di Leon Battista Alberti.
Indice interattivo:
-01- A proposito di questo libro
-02- ORDINE DELLE LETTERE
-03- VOCALI
-04- NOMI
-05- SEQUITANO E’ VERBI
-06- SEQUITANO E’ VERBI ATTIVI
-07- SEQUITA LA CONIUGAZIONE IN E
-08- SEQUITANO LE PREPOSIZIONI
-09- SEQUITANO GLI AVVERBI
-10- INTERIEZIONI
-11- CONIUNZIONI
**
### Sinossi
Grammatica della lingua toscana
Leon Battista Alberti, architetto, scrittore, matematico, umanista, crittografo, linguista, filosofo, musicista e archeologo italiano (1404-1472)
Questo libro elettronico presenta «Grammatica della lingua toscana», di Leon Battista Alberti.
Indice interattivo:
-01- A proposito di questo libro
-02- ORDINE DELLE LETTERE
-03- VOCALI
-04- NOMI
-05- SEQUITANO E’ VERBI
-06- SEQUITANO E’ VERBI ATTIVI
-07- SEQUITA LA CONIUGAZIONE IN E
-08- SEQUITANO LE PREPOSIZIONI
-09- SEQUITANO GLI AVVERBI
-10- INTERIEZIONI
-11- CONIUNZIONI