21169–21184 di 62912 risultati

Terre pericolose. La fantascienza catastrofica 1919/1979

Un’antologia dedicata al pianeta più affascinante della fantascienza: la Terra. Una Terra « pericolosa » perchè teatro di strani eventi: invasioni cosmiche e morbi orrendi, biforcazioni nel tempo ed esperimenti scientifici sconsiderati, conflitti immensi e apparizioni enigmatiche; una Terra che nelle sue viscere nasconde creature mostruose, e sulla superficie alimenta società strane, distopie e anti-utopie. Insomma, il più imprevedibile pianeta dell’universo, protagonista assoluto di un romanzo (il famoso « Time Trap » di Henry Kuttner, che valse la prima accusa di immoralità nella storia della fantascienza), di quindici racconti stranieri e quattro storie italiane. In appendice, due saggi e una bibliografia completa sui « pericoli del futuro ». Illustrazioni dei migliori artisti specializzati.
Murray Leinster: « Le fuga del grattacielo» (1919);
G. Peyton Wertenbaker: «La Camera della Vita » (1929);
Chad Oliver e Charles Beaumant: « L’ultima parola » (1956);
J. Scott Campbell: « Pellicola di morte » (1948);
Howard Fast: «La ferita » (1969);
Philip K. Dick: « L’Uomo Dorato» (1954);
Allen Kirn lang: « L’esperto ospite » (1951);
Richard Stockham: « La valle » (1954);
William Tenn: « Giu, tra i morti » (1954);
R. A. Lafferty: « Un pomeriggio su Eretz » (1976);
Fritz Leiber: « Piu tardi di quel che credete > (1950);
Henry Kuttner: « La Trappola del Tempo» (1938);
Jack Vance: « Il ritorno della causalità » (1957);
Brian W. Aldiss: « Le eresie del Dio Immane » (1966);
Arthur C. Clarke: « Se mai ti dimenticassi, o Terra… » (1951);
Gustavo Gasparini: « L’Ora della Vendetta » (1966);
Paolo Mompellio: « Il signor Ballard, suppongo » (1979);
Enrico Ranfili: « Esplosione C. T. » (1978);
Renato Pestriniero: « Inquinamento acustico » (1979);
Dionisio Castello: « Il futuro minacciato »;
Alan E. Nourse: « Lo shock del futuro ».

Terre del finimondo

Le terre del finimondo sono le foreste amazzoniche che si estendono a sud di Bahia: viluppi fantastici di piante e animali, luoghi di meraviglie e portenti, di pericoli fatali. All’inizio del secolo, quelle regioni vennero aggredite dai coloni che le disboscarono per farvi sorgere le loro piantagioni di cacao. Sono queste le vicende cui il giovane Amado, rampollo di una famiglia di fazendeiros, dedicò una serie di romanzi nota come il “ciclo del cacao”, di cui questo volume rappresenta la seconda tappa. Grande protagonista rimane la foresta, con i suoi tronchi centenari, paradiso di uccelli e rifugio di giaguari: due famiglie se la contendono in una saga di violenza e di morte.
**

Terra incognita

Otto racconti inediti o rari di sette tra gli astri più brillanti della galassia fantascientifica: Asimov, Bloch, Bradbury, Clarke, Hamilton, Simak, Van Vogt… più un geniale “outsider” nella persona di Earle Stanley Gardner, il creatore di Perry Mason. Quanto al filo conduttore dell’antologia, sarebbe difficile immaginarne un altro così solido e nello stesso tempo così semplice: tutte e otto le storie qui raccolte si svolgono sul pianeta più misterioso, più inquietante, più imprevedibile, più drammatico, più pericoloso, più affascinante che ci sia: il nostro.
INDICE
HUNATI Alien Earth EDMOND HAMILTON
UFO TEMPORALE The Past Master ROBERT BLOCH
IL MONDO DI KK-KK Rain Magic EARLE STANLEY GARDNER
RITMO ASSOLUTO Ultimate Melody ARTHUR C. CLARKE
LA MACCHINA DI PASCAL The Loot of Time CLIFFORD D. SIMAK
OGGI SI VOTA Franchise ISAAC ASIMOV
AUTOMI Automation A. E. VAN VOGT
LA BOTTEGA DEL COSAIO Doodad RAY BRADBURY

Terminologia filosofica

Queste «lezioni», che Adorno tenne all’Università di Francoforte tra il 1962 e il 1963, si propongono in primo luogo di offrire un esame storico e tematico di alcuni concetti fondamentali della filosofia (universale e particolare, soggetto e oggetto, dialettica, essere, coscienza, ecc.), poiché, come scrive lo stesso Adorno, «alla filosofia il suo linguaggio è essenziale, e i problemi filosofici sono in larga misura problemi di linguaggio».
Questa introduzione alla terminologia diventa dunque una vera e propria introduzione alla filosofia, condotta al di fuori dei tradizionali schemi manualistici e sistematici, con un linguaggio accessibile che nulla sacrifica al rigore critico, e senza false semplificazioni.
Adorno concentra la sua riflessione attorno a certi punti focali, nei modi storico-dialettici che gli sono propri. Procedendo per grandi «tagli», egli affronta i principali movimenti della storia del pensiero (idealismo e realismo, empirismo e razionalismo, spiritualismo e materialismo), dandoci una sorta di panorama della filosofia, in particolare di quella moderna, per temi e problemi, ricco di aperture, di spunti e di suggestioni.

Teresa Batista stanca di guerra

Un romanzo popolare, una saga che Amado immagina di aver raccolto qua e là dalla bocca della gente che ha veramente conosciuto la ragazza Teresa, simbolo della forza misteriosa che appartiene solo alle donne. Vita e miracoli di Teresa Batista venduta tredicenne dai parenti a un turpe orco stupratore, giustiziera del suo tiranno, prostituta capace di ridiventar vergine a ogni nuovo amore, sambista inarrivabile, irriducibile debellatrice del diavolo nero, indomita sindacalista dei bordelli, generosa animatrice di ogni rivolta contro l’ingiustizia terrena; santa, probabilmente figlia della divinità guerriera Iansã, o addirittura, Iansã stessa, eternata con divertimento e golosità inesauribili dal piú popolare narratore brasiliano.
**

Terapia mortale

Frank Clevenger è uno psichiatra legale del tutto particolare. La sua psiche ferita e tormentata lo rende capace di “sentire il dolore” dei criminali di cui deve occuparsi. In questo libro è alle prese con un caso sconvolgente: nel manicomio criminale in cui è rinchiuso, Trevor Lucas, un chirurgo plastico geniale ma psicopatico, ha ucciso alcune persone e ne ha prese altre in ostaggio. Vuole incontrare Clevenger. Nessuno sa che Lucas conosce un segreto che metterebbe fine alla carriera di Clevenger. Un segreto che agisce sullo psichiatra come un ricatto inducendolo ad accettare la richiesta di Lucas, sebbene potrebbe costargli la vita. E quando Clevenger entra nel manicomio si scatena l’inferno.
**

Teoria generale dell’oblio

Portogallo, 1975. A Ludovica Fernandes Mano, detta Ludo, non è mai piaciuto affrontare il cielo. Terrorizzata dagli spazi aperti, capaci di farla sentire fragile e vulnerabile come una tartaruga alla quale abbiano strappato la corazza, Ludo vive con la sorella maggiore Odete senza mai mettere piede fuori di casa. Un giorno Odete si innamora di Orlando, un ingegnere minerario angolano che lavora per una società di diamanti, e tutto cambia per Ludo. Orlando insiste perché vada a vivere con lui e Odete in Angola, in un appartamento all’ultimo piano di uno dei palazzi più lussuosi di Luanda, il Palazzo degli Invidiati. In una soleggiata mattina di aprile, Luanda cade in preda a una grande confusione, la guerra per l’Indipendenza dal Por-togallo esplode per le strade e i giorni si susseguono, agitati, tra manifestazioni, scioperi e comizi. I primi spari segnano l’inizio delle grandi feste di commiato: il Palazzo degli Invidiati si svuota rapidamente ed è durante una di queste feste che Orlando e Odete svaniscono nel nulla. Davanti all’orrore di essere rimasta sola, alla mercé di rivoluzionari e mercenari che hanno invaso la città, Ludo non si fa remore. Servendosi di cemento, sabbia e mattoni tira su una parete in mezzo al corridoio del piano, separando il suo appartamento dal resto del palazzo. Lì, isolata dal mondo esterno che tanto la spaventa, deve ingegnarsi per non morire di stenti e paura. Per dissetarsi raccoglie l’acqua piovana in secchi, catini e bottiglie vuote. Nell’orto sul terrazzo pianta semi di limone, mais, fagioli, patate. Sulle pareti di ogni stanza, anno dopo anno, annota i suoi pensieri, l’unica cosa capace di tenerla ancorata a una realtà che, ogni giorno di più, va dissolvendo i suoi contorni. Il tempo corre veloce e mentre Ludo sembra svanire nell’oblio, dimenticata da tutti, nel mondo esterno si intrecciano le storie di altri personaggi: il Capitano Jeremias Carrasco, detto il boia, un avido mercenario desideroso di impossessarsi di alcune pietre preziose conservate nell’appartamento di Orlando; l’investigatore Monte, un fervente comunista con un odio viscerale nei confronti dei portoghesi; Daniel Benchimol, un giornalista che colleziona storie di sparizioni in Angola… Con una prosa impeccabile, Eduardo Agualusa ci regala una storia profondamente toccante, in cui la potenza visionaria della narrazione si mescola alla realtà cruda degli ultimi quarant’anni di storia angolana. Nominato per il prestigioso Man Booker International Prize 2016. ‘Agualusa è senza ombra di dubbio lo scrittore in lingua portoghese più importante della sua generazione’. Antonio Lobo Antunes ‘Un narratore che è un vero maestro’. Washington Independent Review of Books ‘Come il portoghese Pessoa e l’argentino Borges, José Eduardo Agualusa è un furfante letterario capace di abbagliare con le sue creazioni fantastiche’. Minneapolis Star Tribune

(source: Bol.com)

Teoria estetica

Teoria estetica, che qui si presenta in una nuova traduzione attenta a restituirne le peculiarità stilistico-espressive, è l’ultima opera a cui ha lavorato Adorno. Rimasto allo stato di grande frammento per l’improvvisa morte dell’autore (1969), questo testo rappresenta l’estremo punto di approdo della riflessione adorniana, che si volge alla realtà dell’arte rimeditando esperienze che hanno segnato il Novecento (da Valéry a Beckett, da Schönberg a Celan, da Klee a Brecht), per tentare però di cogliere le dinamiche costitutive dell’opera d’arte in generale e documenta un pensiero all’atto del suo stesso istituirsi nel confronto con ciò che maggiormente sfugge alla discorsività razionale, appunto la dimensione concreta dell’arte. L’estetico viene inteso da Adorno come il luogo di massima negatività per la ragione, ma non nel senso di qualcosa da esiliare nell’irrazionale, bensí nel senso di ciò che, in quanto costitutivamente altro, muove dall’interno e sollecita il pensiero dialettico nell’epoca della piena affermatività. La presa di distanza da facili schemi ideologici che riducono la creazione artistica a veicolo di messaggi, la demistificazione dell’edonismo che impera nella concezione dell’esperienza estetica propria del senso comune borghese, la sottile analisi delle implicazioni sottese ai rapporti dialettici tra arte, natura e mito, e non da ultimo la lucida enucleazione delle difficoltà in cui è invischiata la stessa tradizione della filosofia moderna dell’arte, fanno di Teoria estetica di Adorno uno dei massimi testi del Novecento filosofico ed estetico, in grado di dialogare con l’orizzonte culturale dell’odierna contemporaneità.

(source: Bol.com)

Il teorema dell’apocalisse

L’annuncio delle agenzie di stampa è dirompente: l’Iran ha costruito e testato una bomba atomica. Nel giro di poche ore, però, David Swift, professore di Storia della scienza alla Columbia University, riceve notizie ancor più gravi: anzitutto, un suo ex compagno d’università lo contatta per rivelargli che, per una brevissima frazione di secondo, l’esplosione dell’atomica iraniana ha creato un’anomalia nello spazio-tempo, un evento paragonabile soltanto al Big Bang; poi lui e la moglie Monique vengono informati dalle autorità che Michael, il loro figlio adottivo, è stato rapito. La paura più grande di David è diventata realtà: nella sua geniale mente di ragazzo autistico, infatti, Michael custodisce la formula completa della «teoria unificata dei campi», l’equazione messa a punto da Einstein che spiega tutte le leggi dell’universo. E l’aspetto più inquietante della vicenda è che i rapitori sono adepti di una setta di fondamentalisti cristiani, il cui obiettivo finale è «aprire le porte del Regno dei Cieli». Incaricata delle indagini, l’agente dell’FBI Lucille Parker sospetta che quegli avvenimenti facciano parte di un vasto complotto internazionale e che l’unico modo per fermare il conto alla rovescia sia proprio ritrovare Michael. Così, seguendo una labile serie d’indizi, si reca insieme a David e a Monique prima a Gerusalemme e poi nelle lande desertiche del Turkmenistan, dove stanno per aprirsi le porte dell’inferno.

Un teologo contro Hitler: sulle tracce di Dietrich Bonhoeffer

“Dietrich Bonhoeffer, pastore evangelico, uno fra i massimi teologi del Novecento, membro attivo della resistenza al nazismo, morì il 9 aprile 1945, a trentanove anni, impiccato per ordine di Adolf Hitler. Quando decisi di rievocarne le principali vicende, compresi che le opere di Bonhoeffer mi spingevano verso i luoghi in cui lui era vissuto. Ho cercato a Roma i riscontri del viaggio che Dietrich compì insieme al fratello Klaus. Sono stato nelle case aristocratiche che lo videro crescere. Ho voluto conoscere le chiese nere di Harlem, tappa decisiva per la sua formazione. Mi sono aggirato fra le dune sabbiose di Zingst sul Mar Baltico e i calcinacci di Finkenwalde, in Polonia. Ho visitato l’abbazia di Ettal, in Baviera. Ho raggiunto il patibolo di Flossenbürg. Questo libro è il racconto di quell’itinerario, fisico e spirituale, nel cristianesimo di Dietrich Bonhoeffer, un uomo che non ha esitato a misurarsi con le tragedie della storia e la cui vita rappresenta, ancora oggi, una ragione di speranza per molti in ogni parte del mondo.” (Eraldo Affinati)
**

Un Teologo Contro Hitler

Un teologo contro Hitler by Eraldo Affinati
«Dietrich Bonhoeffer, pastore evangelico, uno fra i massimi teologi del Novecento, membro attivo della resistenza al nazismo, morì il 9 aprile 1945, a trentanove anni, impiccato per ordine di Adolf Hitler. La sua vita rappresenta, ancora oggi, una ragione di speranza per molti uomini in ogni parte del mondo. Quando decisi di rievocarne le principali vicende, sulla base della grande biografia composta dall’amico e discepolo Eberhard Bethge, compresi che le opere di Bonhoeffer, da *Vita comune* a *Resistenza e resa*, mi spingevano verso luoghi in cui era vissuto e scoprivano, dentro di me, una serie di tracce che avrei dovuto percorrere.
Questo libro racconta un’avventura dello spirito nel cristianesimo di Dietrich Bonhoeffer che non esitò a misurarsi con le tragedie della storia.»
*Eraldo Affinati*

LA TENTAZIONE DI MAGGIE

La vita è stata avara con Maggie: giovane vedova, vive in una piccola fattoria in compagnia della sua bambina. Ma il destino bussa alla sua porta, e ha il volto di uno sconosciuto, ferito. inseguito dalla sventura.
Un uomo destinato a sconvolgere la sua esistenza, e a infiammare il suo cuore.

Tempo di seconda mano

NOBEL PER LA LETTERATURA 2015 “Per me non è tanto importante che tu scriva quello che ti ho raccontato, ma che andando via ti volti a guardare la mia casetta, e non una ma due volte”. Così si è rivolta a Svetlana Aleksievič, congedandosi da lei sulla soglia della sua chata, quella contadina bielorussa. La speranza di avere affidato il racconto della sua vita a qualcuno capace di vero ascolto non poteva essere meglio riposta. Far raccontare a donne e uomini, protagonisti e vittime e carnefici, un dramma corale, quello delle “piccole persone” coinvolte dalla Grande Utopia comunista, che ha squassato la storia dell’URSS-Russia per settant’anni e fino a oggi, è il cuore del lavoro letterario di Svetlana Aleksievič. Questo nuovo libro, sullo sfondo del grande dramma collettivo del crollo dell’Unione Sovietica e della tormentosa e problematica nascita di una “nuova Russia”, costituisce il coronamento ideale di un lavoro di trent’anni: qui sono decine i protagonisti-narratori che raccontano cos’è stata l’epocale svolta tuttora in atto: contadini, operai, studenti, intellettuali, dalla semplice militante al generale, all’alto funzionario del Cremlino, al volonteroso carnefice di ieri forse ormai consapevole dei troppi orrori dello spietato regime che serviva. Nonché misconosciuti eroi sovietici del tempo di pace e del tempo di guerra, i quali non sanno rassegnarsi al tramonto degli ideali e alle mediocri servitù di un’esistenza che, rispettando solo successo e denaro, esclude i deboli e gli ultimi. È uno spaccato della tramontata “civiltà sovietica”, quasi un’enciclopedia dei sogni dell’“uomo rosso”, fecondata dal dono che ha l’autrice di saper penetrare l’anima di coloro che hanno vissuto quell’epoca anche esaltante e stentano oggi ad adattarsi a un “tempo di seconda mano”.
(source: Bol.com)

Il tempo delle farfalle

La bellezza, la vivacità e l’indomabile fragilità delle quattro sorelle Mirabal – passate alla storia come le eroine della lotta di liberazione domenicana contro la terribile dittatura del generale Trujillo – avevano fatto conquistare loro il nome di battaglia di las mariposas, le farfalle. Nate in una famiglia benestante e colta, le quattro ragazze rimasero sempre legate da un affetto complesso e profondo, nonostante le notevoli diversità d’indole e di destino. Julia Alvarez, d’origine dominicana, autrice di romanzi, saggi e poesie oltre che insegnante universitaria di letteratura e scrittura creativa negli Stati Uniti, ha dedicato un romanzo alle quattro ”farfalle” perché la passione vitale e la sfida quotidiana e umanissima delle sorelle Mirabal siano liberate dalle incrostazioni del mito, attraverso l’invenzione narrativa.

Tempi difficili

*Tempi difficili* è il primo dei tre «quadri» che compongono *I sotterranei della libertà*: il grande e indimenticabile affresco creato da Amado per narrare la storia del «suo» Brasile durante i terribili momenti che precedono la seconda guerra mondiale.
Dopo aver raccontato il mondo dei lavoratori delle piantagioni, dei pescatori e della gente più umile, Amado – dall’esilio cecoslovacco in cui era costretto — decide di affrontare in modo diretto la storia politica del suo amatissimo Paese descrivendone il buio periodo della dittatura instaurata in Brasile nel 1937 da Getúlio Vargas, il cosiddetto *Estado Novo*. E nel fare ciò, come suo solito, utilizza al meglio le proprie capacità di narratore e di «cantastorie», mescolando vicende e personaggi, intrecciando storie vere e inventate, sapidi fondali tropicali e squallidi panorami metropolitani. Dando in questo modo maggior forza alla propria indomabile passione politica, alla denuncia della repressione e della violenza, al desiderio di giustizia e alla speranza in un’utopia che pareva a portata di mano.

Taxi brousse. Sulle strade d’Africa

Le immagini che di solito arrivano dall’Africa, ci raccontano di occhioni sgranati, pancioni gonfi su corpi scheletriti, mucchi di cadaveri, soldati impazziti, colonne di profughi. Racconti e romanzi usano spesso l’Africa solo come scenario magico per innescare le passioni dell’autore, per visitare i vari “immaginari collettivi”, per fotografare i tanti “luoghi dell’anima” personale. Partite le telecamere, partiti gli “esploratori di nessuno che non sia io o me”, l’Africa rimane là con i suoi bambini che si rincorrono impolverati, le feste, le danze.
**