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La cultura letteraria a Roma

Le linee essenziali dei rapporti fra la letteratura da un lato, la società e la sfera politica dall’altro, dello sviluppo delle istituzioni culturali, degli orientamenti del gusto e dei mutamenti delle forme letterarie a Roma dalle origini fino alla dissoluzione dell’impero. Una sintesi di altissima divulgazione, scritta da uno dei massimi specialisti a livello internazionale.

La Cortigiana e altre opere

Le opere proposte in questo volume ricostruiscono a vari livelli il percorso culturale dell’Aretino fino al 1534: la prima redazione della Cortigiana (1525), commedia che mette in scena una divertita rappresentazione icastica della Roma vivace e colorita dei papi medicei; l’Opera nova (1512), raccolta “scolastica” di versi in linea col fortunato filone della lirica tardo-quattrocentesca, qui riproposta in edizione integrale, e il Pronostico del 1534, che tramanda sferzanti giudizi satirici contro il papa e l’imperatore, coinvolgendo i principi e i regnanti di mezza Europa. L’Appendice contiene due scritti burleschi, il Testamento dell’Elefante (1516) e la Farza (1519-1521), tradizionalmente attribuiti all’Aretino: operette godibili e ingiustamente dimenticate la cui pubblicazione conserva il sapore di una riscoperta letteraria e storica.

La corsa più lunga. Obama vs McCain: due visioni, una nazione

La corsa alla Casa Bianca resta uno degli esercizi più alti, complessi (e spettacolari) della moderna democrazia. Questo volume ha due anime: da un lato Samples spiega le regole e i meccanismi delle elezioni (dalla creazione del candidato al suo posizionamento nello schieramento di partito, dalle primarie alle votazioni finali), dall’altro Simoni racconta l’America che in questi mesi è andata alle urne, gli interessi in competizione, e conclude con un’analisi approfondita della storia e del profilo politico dei due sfidanti.
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La conversazione infinita: Scritti sull’«insensato gioco di scrivere»

“La conversazione infinita” è senza dubbio il libro chiave di Maurice Blanchot e uno dei libri più inquieti, singolari e stimolanti di critica letteraria del secondo Novecento. Anche qui, come negli altri libri dell’autore, la riflessione muove da testi, autori, studi, problemi proposti volta a volta dall’attualità. Questi incontri appartengono spesso alla produzione letteraria, a volte sono “recensioni” a libri di sintesi interpretativa trascese in un rapporto libero; ma sempre in una prospettiva generale di pensiero. In confronto agli altri lavori di Blanchot, questo appare dunque più filosofico; più frammentato e insieme più compatto. I singoli testi si susseguono in una fitta polifonia che riprende e sospende, nel tessuto discontinuo delle occasioni critiche, una serie di interrogativi sempre più essenziali. La complessità del discorso viene evidenziata nei capitoli di raccordo stesi in forma di dialogo, dove la polarizzazione della ricerca, nell’alternanza di due voci disincarnate, obbedisce a una funzione organizzativa, all’esigenza di regolare i tempi e i livelli di approfondimento. Tra le parti più intense del volume quella introduttiva in forma di dialogo, coi temi apparentemente misteriosi della “fatica”, della “benevolenza”, dell'”evento”; le pagine sul significato dell’Ebraismo, quelle sui terroristi; su Orfeo, Don Giovanni, Tristano; sul “quotidiano”; sul narrare; sulla critica; e la ricapitolazione finale su “L’assenza di libro”.

La colpa degli altri

Parigi, estate 2011. La notizia dell’arresto di Gilles Neuhart, un impiegato di banca apparentemente innocuo e mite, per un brutale omicidio commesso ventisette anni prima, colpisce immediatamente il giornalista Marc Rappaport. Il test del dna, all’epoca dei fatti inesistente, inchioderebbe il bancario come responsabile delle sevizie e dell’uccisione di Emilie Thévenin, una prostituta di non ancora diciannove anni.
Sembrerebbe un clamoroso caso di vittoria in extremis della giustizia, ma Rappaport non è convinto. Troppi i misteri irrisolti. Qual è il movente? Perché l’incensurato Neuhart si sarebbe dovuto rendere colpevole di atrocità tali su una donna con la quale non aveva mai avuto alcun legame o rapporto? Perché nessuna delle prostitute che furono interrogate nel 1984 ha detto di avere mai visto la giovane «collega»? Che fine ha fatto il registro dei clienti di Emilie? Per Marc è l’occasione per fare luce su una vicenda che tutti, comprese le forze dell’ordine, vogliono lasciarsi alle spalle il più rapidamente possibile. L’indagine lo condurrà dai roventi e svuotati boulevard di Parigi alle anonime strade di Charfeuil, il paese d’origine di Emilie, attraversando le banlieue-prigioni della più recente immigrazione di religione islamica: una pista di violenze e sospetti che lo porterà a confrontarsi con i segreti della Nutricare, il colosso aziendale che da decenni dà lavoro a tutta l’area attorno a Charfeuil.
Ispirandosi al caso della Rhône-Poulenc (azienda chimico-farmaceutica, un tempo molto attiva anche in Italia), uno dei più grossi scandali accaduti oltralpe tra gli anni Ottanta e Novanta, Gila Lustiger ritrae una Francia divisa tra nazionalizzazioni aziendali mal gestite, corruzione politica e incapacità di integrare gli immigrati delle periferie cittadine. E costruisce un thriller dalla trama avvolgente e tesa, che farà scoprire al lettore quali inquietanti fiori del male possono germogliare nella più rassicurante delle province.
La colpa degli altri è molto più di un thriller: è un eccezionale romanzo sociale
Frankfurter Allgemeine Zeitung
«Un sapiente equilibrio tra thriller e cronaca, con personaggi plausibili e momenti di grande tensione. […]. Il ritratto della società francese contemporanea, in cui i legami tra il denaro e il potere, il primato dell’economia sulla politica e il crescente divario sociale mostrano il vero rapporto tra governanti ed emarginati».
Süddeutsche Zeitung
«Lustiger scrive dei piccoli criminali, delle persone emarginate e più vulnerabili alla radicalizzazione e al rifiuto della libertà o, meglio, di ciò che l’Europa chiama libertà e loro, invece, “decadenza” ».
Allgemeine Zeitung

La città è dei bianchi

**NERO RIZZOLI È LA BUSSOLA DEL NOIR FIRMATA RIZZOLI.**
Diceva Faulkner che il Sud bisogna raccontarlo; che bisogna spiegare perché la gente vive lì, e anzi perché vive. Il Sud raccontato qui è quello della città di Atlanta del 1948, l’anno in cui, per la prima volta, a otto afroamericani fu concesso di arruolarsi nelle forze di polizia per pattugliare i quartieri abitati dalla propria gente. Da questo dato storico, Mullen prende spunto e inventa due personaggi profondamente umani, gli agenti Lucius Boggs e Tommy Smith, due poliziotti che, come gli altri sei del loro gruppo, non sono autorizzati a guidare un’auto di pattuglia né a mettere piede negli uffici della centrale né ad arrestare i bianchi.
Quando, in un giorno di luglio, una giovane ragazza di colore viene uccisa e gettata in una discarica, Boggs e Smith, davanti all’indifferenza dei vertici della polizia, avviano un’indagine clandestina. Una decisione temeraria, in aperta sfida alla legge vigente dei bianchi.
La rivoluzione si è appena messa in moto ma ha ingranaggi lenti; la macchina che abolirà la segregazione si inceppa ancora, funziona a scatti, però la caccia non ammette ripensamenti. La terra lungamente offesa e impastata di paura dove vivono i negri reclama giustizia e riscatto sociale. E allora l’indagine di Boggs e Smith sarà implacabile, il loro viaggio incendiario. **
### Sinossi
**NERO RIZZOLI È LA BUSSOLA DEL NOIR FIRMATA RIZZOLI.**
Diceva Faulkner che il Sud bisogna raccontarlo; che bisogna spiegare perché la gente vive lì, e anzi perché vive. Il Sud raccontato qui è quello della città di Atlanta del 1948, l’anno in cui, per la prima volta, a otto afroamericani fu concesso di arruolarsi nelle forze di polizia per pattugliare i quartieri abitati dalla propria gente. Da questo dato storico, Mullen prende spunto e inventa due personaggi profondamente umani, gli agenti Lucius Boggs e Tommy Smith, due poliziotti che, come gli altri sei del loro gruppo, non sono autorizzati a guidare un’auto di pattuglia né a mettere piede negli uffici della centrale né ad arrestare i bianchi.
Quando, in un giorno di luglio, una giovane ragazza di colore viene uccisa e gettata in una discarica, Boggs e Smith, davanti all’indifferenza dei vertici della polizia, avviano un’indagine clandestina. Una decisione temeraria, in aperta sfida alla legge vigente dei bianchi.
La rivoluzione si è appena messa in moto ma ha ingranaggi lenti; la macchina che abolirà la segregazione si inceppa ancora, funziona a scatti, però la caccia non ammette ripensamenti. La terra lungamente offesa e impastata di paura dove vivono i negri reclama giustizia e riscatto sociale. E allora l’indagine di Boggs e Smith sarà implacabile, il loro viaggio incendiario.

La Città Dei Sogni

**Le miss americane** 1
*New York, 1895*
New York, la città dove i sogni possono divenire realtà. Quello di Brandon, Duca di Kingston, è trovare una ricca ereditiera da sposare per mantenere le sue vaste tenute, mentre quello di Miss Adeline Black, una giovane e intraprendente sarta, è di aprire finalmente un negozio da modista tutto suo, dove confezionare innovativi e comodi abiti per signore. Dal primo istante in cui il destino li fa incontrare, tra loro si accende un’attrazione mai provata prima. Consapevoli però che la differenza sociale che li divide è un ostacolo insormontabile, decidono di collaborare per realizzare le loro aspirazioni: lei aiuterà il duca a individuare l’ereditiera più adatta alle sue necessità, mentre Brandon porterà Adeline negli ambienti più eleganti dove potrà mostrare le sue creazioni. Sembra un piano perfetto, ma sapranno accontentarsi e impedire ai loro cuori di reclamare di più?

La chimera di Praga

Karou ha diciassette anni, è una studentessa d’arte e per le strade di Praga, la città in cui vive, non passa inosservata: i suoi capelli sono di un naturale blu elettrico, la sua pelle è ricoperta da un’intrigante filigrana di tatuaggi, parla più di venti lingue e riempie il suo album da disegno di assurde storie di mostri. Spesso scompare per giorni, ma nessuno sospetta che quelle assenze nascondano un oscuro segreto. Figlia adottiva di Sulphurus, il demone chimera, la ragazza attraversa porte magiche disseminate per il mondo per scovare i macabri ingredienti dei riti di Sulphurus: i denti di ogni razza umana e animale. Ma quando Karou scorge il nero marchio di una mano impresso su una di quelle porte, comprende che qualcosa di enorme e pericoloso sta accadendo e che tutto il suo universo, scisso tra l’esistenza umana e quella tra le chimere, è minacciato. Ciò che si sta scatenando è il culmine di una guerra millenaria tra gli angeli, esseri perfetti ma senz’anima, e le chimere, creature orride e grottesche solo nell’aspetto esteriore; è il conflitto tra le figure principi del mito cristiano e quelle dell’immaginario pagano. Nel disperato tentativo di aiutare la sua “famiglia”, Karou si scontra con la terribile bellezza di Akiva, il serafino che per amore le risparmierà la vita. Con questo libro unico, già finalista al National Book Award, tra i più alti riconoscimenti letterari negli USA, e acclamato dalla critica più esigente, Laini Taylor tesse un raffinato modern fantasy permeato dalle intriganti atmosfere praghesi e dalla tradizione mitologica del mondo classico, in cui la ricerca della natura interiore s’accompagna alla scoperta del vero, ma sempre contrastato amore.

La chiesa stregata

Sembrava una chiesa come tante altre, quella di Ponte Romeo, solo molto antica e qua e là diroccata. L’unica cosa strana era che appariva regolarmente nei sogni di Marco. Sogni spaventosi, che lo facevano svegliare in un bagno di sudore, attanagliato dalla paura. Ma un giorno succede qualcosa che sembra un incubo, e invece è realtà. Durante una visita alla chiesa in compagnia di Rico, il becchino del paese, Marco scopre un dipinto che raffigura una donna che brucia su un rogo dalle fiamme altissime. E sotto, una misteriosa iscrizione in latino. Rico capisce subito di che si tratta: è la leggenda di Materia, una strega vissuta nel 1300, e di una maledizione orribile. E avverte: non si devono leggere le maledizioni. Può essere mplto… molto pericoloso! Peccato che nessuno gli creda

La cassa sbagliata

“Nulla vale un po’ di spensieratezza con un po’ di giudizio.” Le parole di uno dei personaggi, scelte da Stevenson come epigrafe al libro (edito nel 1889 e scritto in collaborazione con il figliastro Lloyd Osbourne), esprimono significativamente e in sintesi i succhi e le intenzioni di questo delizioso romanzo. Sullo sfondo di un’Inghilterra vittoriana placida e rispettabile ma, in ultima analisi, ipocrita e meschina, si scatena un’irresistibile “commedia degli equivoci”, che vede coinvolti i più imprevedibili personaggi e dove il macabro e l’ironico, l’assurdo e il ridicolo, l’esilarante e il grottesco si alternano e si mescolano in un continuo divertissement.

La Casa Delle Voci

**Il nuovo geniale romanzo del maestro italiano del thriller.**
*Gli estranei sono il pericolo. Fidati soltanto di mamma e papà.*
Pietro Gerber non è uno psicologo come gli altri. La sua specializzazione è l’ipnosi e i suoi pazienti hanno una cosa in comune: sono bambini. Spesso traumatizzati, segnati da eventi drammatici o in possesso di informazioni importanti sepolte nella loro fragile memoria, di cui polizia e magistrati si servono per le indagini. Pietro è il migliore di tutta Firenze, dove è conosciuto come l’addormentatore di bambini. Ma quando riceve una telefonata dall’altro capo del mondo da parte di una collega australiana che gli raccomanda una paziente, Pietro reagisce con perplessità e diffidenza. Perché Hanna Hall è un’adulta. Hanna è tormentata da un ricordo vivido, ma che potrebbe non essere reale: un omicidio. E per capire se quel frammento di memoria corrisponde alla verità o è un’illusione, ha disperato bisogno di Pietro Gerber. Hanna è un’adulta oggi, ma quel ricordo risale alla sua infanzia. E Pietro dovrà aiutarla a far riemergere la bambina che è ancora dentro di lei. Una bambina dai molti nomi, tenuta sempre lontana dagli estranei e che, con la sua famiglia, viveva felice in un luogo incantato: la «casa delle voci». Quella bambina, a dieci anni, ha assistito a un omicidio. O forse non ha semplicemente visto. Forse l’assassina è proprio lei.

La casa della foresta. Il ciclo di Avalon: 2

Il suo nome è Eilan, figlia di una famiglia druidica e dotata della Vista. Il suo destino, da sempre, è quello di diventare sacerdotessa della Dea, custode della Casa della Foresta e dell’Isola Sacra, il futuro regno di Avalon. Ma Eilan, durante le celebrazioni di Beltane, ha scelto una strada diversa. La strada della ribellione e dell’amore. Si è infatti innamorata di Gaio, un soldato di sangue misto che è arrivato in Britannia con le truppe romane per soggiogare l’antica terra dei Druidi. Ma quando la Somma Sacerdotessa muore, Eilan è designata come sua erede. Dovrà diventare Signora della Casa della Foresta o seguire il suo cuore? Solo il potere della Dea potrà aiutarla a districarsi nella sorte crudele che il Fato sembra aver disegnato per lei… Il secondo volume del Ciclo di Avalon, ambientato ai tempi dell’invasione romana in Britannia nel I secolo d.C., narra eventi avvenuti circa quattrocento anni prima rispetto ai fatti di Le nebbie di Avalon. Dopo Le nebbie di Avalon, anche La Casa della Foresta, precedentemente intitolato “Le querce di Albion”, è ripubblicato per la prima volta in versione integrale nella nuova traduzione di Flavio Santi. **

La Casa Del Poeta

Presentata per la prima volta integralmente in questo volume curato da Andrea Cortellessa, l’opera poetica di Giorgio de Chirico intrattiene con la sua produzione pittorica un dialogo stringente e fecondo, la cui lettura è imprescindibile per comprendere appieno il pensiero del pictor optimus. Questi testi, concepiti nell’arco di più di trent’anni tra il 1911 e il 1942 e molti dei quali fino ad oggi inediti, esprimono la libertà artistica dell’autore a partire dalla forma varia in cui appaiono, tra liriche in versi e componimenti in prosa nell’alternanza di lingua italiana e francese, che qui leggiamo nella traduzione di Valerio Magrelli. Il sodalizio con Apollinaire, il rapporto con i miti classici e il pensiero di Nietzsche e Schopenhauer, i rapporti ostili con la critica del tempo: in queste pagine prende la parola il mondo silenzioso di Giorgio de Chirico, scoprendone la voce suadente e misteriosa. “Il viaggio nel tempo di de Chirico – dovremo ricordarcene sempre – si svolge attraverso la pittura, certo; ma, anche, attraverso la poesia. Il ‘meccanismo del pensiero’ di de Chirico trova la sua prima e più straordinaria formulazione in una sfrenata, spettacolare indeterminazione discorsiva nella quale la scrittura si fa di volta in volta, e insieme, saggio autobiografia e, appunto, lirica: senza alcuna distinzione fra versi e prosa.” Dall’introduzione di Andrea Cortellessa

La casa dei libri

A San Francisco c'è una biblioteca unica al mondo. Lui ci vive da tre anni. La adora. Ci abita come in una cattedrale. Accoglie, con grazia e passione sincera, i dattiloscritti più respinti di questa terra. Bambini in triciclo, vecchiette, motociclisti in pelle consegnano prove d'autore uniche, dai titoli come: Il giradischi e Dio, Ufo contro CBS, Culinaria dostojevskiana. Lei arriva con un dattiloscritto "contro il proprio corpo": si sente schiacciata dal successo dirompente delle sue grazie. Vida è stupenda: i maghi della pubblicità l'avrebbero trasformata in parco nazionale, se fossero riusciti a metterle le mani addosso. Una bellezza che causa incidenti, milioni di lividi, trasforma le altre in esseri invisibili. Fra i due esplode l'amore.

La casa dei Krull

La casa dei Krull è al margine estremo del paese, e loro stessi ne vengono tenuti ai margini. Benché naturalizzati, restano gli stranieri, i diversi. Da sempre, e nonostante gli sforzi fatti per integrarsi. Nel loro emporio non si serve la gente del luogo, neanche i vicini, ma solo le mogli dei marinai che a bordo delle chiatte percorrono il canale. E quando davanti all’emporio viene ripescato il cadavere di una ragazza violentata e uccisa, i sospetti cadono fatalmente su di loro. In un magistrale crescendo di tensione, e con un singolare (e formidabile) rovesciamento, vediamo montare l’ostilità della popolazione francese verso la famiglia tedesca, e l’avversione per una minoranza, che rappresenta un perfetto capro espiatorio, degenerare progressivamente in odio e violenza. Mentre all’interno della casa dei Krull ciascuno deve fare i conti con le proprie colpe e le proprie vergogne nascoste. In questo romanzo oscuramente profetico, scritto alla vigilia della guerra, Simenon affronta un tema che gli sta molto a cuore, e lo fa scegliendo il punto di vista, disincantato e sagace, di un cugino dei Krull, un ospite tanto più inquietante, e imbarazzante, in quanto diverso, per così dire, al quadrato: diverso, come i Krull, dagli abitanti del paese, ma diverso anche da loro stessi, perché dotato di un buonumore «sconosciuto in quella casa», e di una disinvoltura, di una «leggerezza fisica e morale» che la rigida etica protestante paventa e aborre – e sarà proprio questa sua intollerabile estraneità a scatenare la tempesta. **