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Il Manoscritto Di Zatarra: La Spada Nera

Il Manoscritto di Zatarra, l’artefatto leggendario è ora libero dai suoi sigilli. Lo stregone della Tela d’Ombra lo brama, ma il destino l’ha affidato alle mani di Kimo, un giovane contadino con sogni e desideri del tutto diversi. Con l’aiuto di Kithro Nod, guerriero dal passato oscuro, possessore di una spada maledetta, comincerà un pericoloso viaggio attraverso le Terre Note per sfuggire alle forze dello spietato stregone e tenere lontano da lui il terribile artefatto.Contemporaneamente un gruppo si muove dalla capitale delle Terre del Carmam per salvare le Terre Note da una guerra che rischia di coinvolgere tutti quanti.
LA SPADA NERA è il primo libro della trilogia IL MANOSCRITTO DI ZATARRA

Il Manoscritto di Zatarra, l’artefatto leggendario è ora libero dai suoi sigilli. Lo stregone della Tela d’Ombra lo brama, ma il destino l’ha affidato alle mani di Kimo, un giovane contadino con sogni e desideri del tutto diversi. Con l’aiuto di Kithro Nod, guerriero dal passato oscuro, possessore di una spada maledetta, comincerà un pericoloso viaggio attraverso le Terre Note per sfuggire alle forze dello spietato stregone e tenere lontano da lui il terribile artefatto.Contemporaneamente un gruppo si muove dalla capitale delle Terre del Carmam per salvare le Terre Note da una guerra che rischia di coinvolgere tutti quanti.
LA SPADA NERA è il primo libro della trilogia IL MANOSCRITTO DI ZATARRA

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Il manifesto del libero lettore

“I libri sono strumenti di piacere, come la droga, l’alcol, il sesso, non il fine ultimo della vita.” Questo l’assunto da cui muove *Il manifesto del libero lettore*. Un grido di gioia, un’invocazione al capriccio, alla voluttà, ma anche all’indolenza e all’insubordinazione: perché leggere è un vizio, mica una virtù; diritto, intima necessità, non certo un obbligo istituzionale. Ecco chi è il *libero lettore* : un individuo un po’ strambo, allo stesso tempo credulone e diffidente, squisito e volgare, sentimentale e cinico, devoto e apostata; un rompiscatole che diffida della gente ma ha un debole per i personaggi, che alle fauste bellezze della natura preferisce le gioie segrete della fantasia, convinto com’è che non c’è verità senza eleganza, né arte senza rigore. È così che Alessandro Piperno ripercorre la storia di un precoce amore mai venuto meno, quello per i romanzi, lungo le rotte tracciate da otto giganti della narrativa universale: Austen, Dickens, Stendhal, Flaubert, Tolstoj, Proust, Svevo, Nabokov. Affrontandoli “con amore, certo, ma senza alcun ossequio, con il piglio del guastafeste ansioso di svelare i segreti del prestigiatore”. Del resto, il genio letterario è un mago spregiudicato e immaginifico. Jane Austen ha creato dal nulla un genere tutto suo, tra fiaba e romanzo, che non smette di incantarci; l’arte di Tolstoj di introdurre i personaggi non ha precedenti né epigoni all’altezza; l’ossessione di Proust per i tempi verbali illustra come nient’altro la dedizione a un passato irrecuperabile. *Il manifesto del libero lettore* è un libro atteso e formidabile, un’eccitante trasvolata verso il magico paese della letteratura, sotto la guida di uno dei più grandi scrittori italiani. Un’opera che esprime l’entusiasmo di chi, non dimenticando le ragioni per cui, appena adolescente, contrasse il vizio di leggere, ritiene che i grandi romanzi, per essere assaporati, pretendano il piglio, l’ironia e il disincanto della maturità.

“I libri sono strumenti di piacere, come la droga, l’alcol, il sesso, non il fine ultimo della vita.” Questo l’assunto da cui muove *Il manifesto del libero lettore*. Un grido di gioia, un’invocazione al capriccio, alla voluttà, ma anche all’indolenza e all’insubordinazione: perché leggere è un vizio, mica una virtù; diritto, intima necessità, non certo un obbligo istituzionale. Ecco chi è il *libero lettore* : un individuo un po’ strambo, allo stesso tempo credulone e diffidente, squisito e volgare, sentimentale e cinico, devoto e apostata; un rompiscatole che diffida della gente ma ha un debole per i personaggi, che alle fauste bellezze della natura preferisce le gioie segrete della fantasia, convinto com’è che non c’è verità senza eleganza, né arte senza rigore. È così che Alessandro Piperno ripercorre la storia di un precoce amore mai venuto meno, quello per i romanzi, lungo le rotte tracciate da otto giganti della narrativa universale: Austen, Dickens, Stendhal, Flaubert, Tolstoj, Proust, Svevo, Nabokov. Affrontandoli “con amore, certo, ma senza alcun ossequio, con il piglio del guastafeste ansioso di svelare i segreti del prestigiatore”. Del resto, il genio letterario è un mago spregiudicato e immaginifico. Jane Austen ha creato dal nulla un genere tutto suo, tra fiaba e romanzo, che non smette di incantarci; l’arte di Tolstoj di introdurre i personaggi non ha precedenti né epigoni all’altezza; l’ossessione di Proust per i tempi verbali illustra come nient’altro la dedizione a un passato irrecuperabile. *Il manifesto del libero lettore* è un libro atteso e formidabile, un’eccitante trasvolata verso il magico paese della letteratura, sotto la guida di uno dei più grandi scrittori italiani. Un’opera che esprime l’entusiasmo di chi, non dimenticando le ragioni per cui, appena adolescente, contrasse il vizio di leggere, ritiene che i grandi romanzi, per essere assaporati, pretendano il piglio, l’ironia e il disincanto della maturità.

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Il mago e la figlia del boia

Baviera, 1666. A vent’anni circa dalla fine della guerra dei Trent’anni, il flusso di pellegrini verso il celebre monastero bavarese di Andechs, rinomato per le sue antichissime reliquie miracolose, nonché per la sua birra capace di donare l’oblio, è il più intenso a memoria d’uomo. In un’epoca di carestie, calamità naturali, lupi affamati e bande di briganti, la gente cerca con particolare slancio la protezione della chiesa e, sulla strada per Andechs, ci sono anche Simon, medico di Schongau, e sua moglie Magdalena, la figlia del boia Jakob Kuisl. Manca ancora una settimana alla solennità delle Tre Ostie, considerata una delle feste religiose più importanti della Baviera, ma l’abate Maurus Rambeck ha già inviato messaggeri nei paesi del circondario per invitare i pellegrini a presentarsi in anticipo al Sacro Monte. Quattro mesi prima un fulmine ha colpito il campanile della chiesa del monastero, la copertura del tetto è stata distrutta dalle fiamme e gran parte della navata meridionale è crollata. Eppure Magdalena sembra di scorgere, proprio lassù, una minuscola luce che segnala la presenza di qualcuno. Desiderosa di indagare, la figlia del boia non esita a raggiungere la vetta del campanile, quando una figura vestita di nero sfreccia verso di lei, aggredendola e facendola quasi precipitare nel vuoto. Nel frattempo, Simon si trova ad avere a che fare con la morte improvvisa dell’assistente di frate Johannes, il farmacista del villaggio, un uomo con la faccia del diavolo e la tonaca di un monaco. Quando viene ritrovato il cadavere di un altro novizio e il frate orologiaio, Virgilius, noto tra i confratelli per i suoi esperimenti al limite della moralità, scompare misteriosamente, i sospetti cadono proprio sul frate farmacista, che è subito imprigionato e consegnato al tribunale regionale. Magdalena riesce a parlare con l’accusato e scopre così che si tratta di un carissimo amico di gioventù del padre. L’intervento del boia di Schongau si rende perciò necessario. Cosa collega le morti misteriose, la scomparsa del frate «stregone» e la sinistra luce che ogni notte illumina il campanile del monastero di Andechs? E chi si cela sotto la tonaca nera dell’uomo che vigila da lassù? Toccherà al boia Kuisl e a sua figlia Magdalena indagare alla ricerca della verità. Impreziosito da una trama ricca di sorprendenti colpi di scena, Il mago e la figlia del boia è il quarto avvincente capitolo di una delle serie più amate e lette nel mondo, un’altra esaltante avventura dell’impavido boia di Schongau Jakob Kuisl. «Un romanzo storico di magnifica inventiva e con un protagonista sorprendente: un boia fornito di anima che lotta contro i pregiudizi e i tornaconti politici». Scott Turow «Oliver Pötzsch, nel cui albero genealogico sono presenti diversi boia, mestiere che si tramandava di padre in figlio, ci offre un avvincente romanzo storico ricco di dettagli sul tessuto sociale e sulla struttura del potere politico nella Baviera del XVII secolo». Publishers Weekly «La ricostruzione storica è accurata, l’intreccio giallo avvincente e l’atmosfera è quella da brivido di una fiaba dei Grimm». Lara Crinò, il Venerdì di Repubblica

Baviera, 1666. A vent’anni circa dalla fine della guerra dei Trent’anni, il flusso di pellegrini verso il celebre monastero bavarese di Andechs, rinomato per le sue antichissime reliquie miracolose, nonché per la sua birra capace di donare l’oblio, è il più intenso a memoria d’uomo. In un’epoca di carestie, calamità naturali, lupi affamati e bande di briganti, la gente cerca con particolare slancio la protezione della chiesa e, sulla strada per Andechs, ci sono anche Simon, medico di Schongau, e sua moglie Magdalena, la figlia del boia Jakob Kuisl. Manca ancora una settimana alla solennità delle Tre Ostie, considerata una delle feste religiose più importanti della Baviera, ma l’abate Maurus Rambeck ha già inviato messaggeri nei paesi del circondario per invitare i pellegrini a presentarsi in anticipo al Sacro Monte. Quattro mesi prima un fulmine ha colpito il campanile della chiesa del monastero, la copertura del tetto è stata distrutta dalle fiamme e gran parte della navata meridionale è crollata. Eppure Magdalena sembra di scorgere, proprio lassù, una minuscola luce che segnala la presenza di qualcuno. Desiderosa di indagare, la figlia del boia non esita a raggiungere la vetta del campanile, quando una figura vestita di nero sfreccia verso di lei, aggredendola e facendola quasi precipitare nel vuoto. Nel frattempo, Simon si trova ad avere a che fare con la morte improvvisa dell’assistente di frate Johannes, il farmacista del villaggio, un uomo con la faccia del diavolo e la tonaca di un monaco. Quando viene ritrovato il cadavere di un altro novizio e il frate orologiaio, Virgilius, noto tra i confratelli per i suoi esperimenti al limite della moralità, scompare misteriosamente, i sospetti cadono proprio sul frate farmacista, che è subito imprigionato e consegnato al tribunale regionale. Magdalena riesce a parlare con l’accusato e scopre così che si tratta di un carissimo amico di gioventù del padre. L’intervento del boia di Schongau si rende perciò necessario. Cosa collega le morti misteriose, la scomparsa del frate «stregone» e la sinistra luce che ogni notte illumina il campanile del monastero di Andechs? E chi si cela sotto la tonaca nera dell’uomo che vigila da lassù? Toccherà al boia Kuisl e a sua figlia Magdalena indagare alla ricerca della verità. Impreziosito da una trama ricca di sorprendenti colpi di scena, Il mago e la figlia del boia è il quarto avvincente capitolo di una delle serie più amate e lette nel mondo, un’altra esaltante avventura dell’impavido boia di Schongau Jakob Kuisl. «Un romanzo storico di magnifica inventiva e con un protagonista sorprendente: un boia fornito di anima che lotta contro i pregiudizi e i tornaconti politici». Scott Turow «Oliver Pötzsch, nel cui albero genealogico sono presenti diversi boia, mestiere che si tramandava di padre in figlio, ci offre un avvincente romanzo storico ricco di dettagli sul tessuto sociale e sulla struttura del potere politico nella Baviera del XVII secolo». Publishers Weekly «La ricostruzione storica è accurata, l’intreccio giallo avvincente e l’atmosfera è quella da brivido di una fiaba dei Grimm». Lara Crinò, il Venerdì di Repubblica

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Il mago dei templari

Intrighi, sospetti e cospirazioni
Chi ha tradito l’Ordine dei templari?
La pericolosa ambizione di un uomo minaccia il Sacro Ordine dall’interno
Anno del Signore 1152. L’Inghilterra è sconvolta dalla sanguinosa guerra per il trono tra re Stefano II di Blois e Enrico II detto “Fitzempress”. Nel contempo a Gerusalemme i Cavalieri Templari continuano a difendere la città dalla minaccia degli infedeli.
Il leggendario Ordine, fondato cinquant’anni prima da Ugo di Payens, è ora tentato da ricchezze e opulenza e insidiato da striscianti guerre di potere. In questo clima di sospetti e cospirazioni Edmondo di Payens, francese, nipote di Eleonora, una delle fondatrici del Sacro Ordine, e l’inglese Filippo Mayele si ritrovano a dover risolvere un difficile mistero: il brutale assassinio di Raimondo, conte di Tripoli. Chi poteva volere la sua morte? Il Gran Maestro dei Templari manda Edmondo e Filippo in avanscoperta dall’Uomo della Montagna, il capo della setta degli Assassini, che crede responsabile dell’omicidio. Ma il segreto si nasconde proprio all’interno dell’Ordine dei Templari, dove qualcuno è deciso a usare ogni mezzo pur di raggiungere i propri scopi… Dalla torrida Gerusalemme alle città d’Inghilterra, Edmondo e altri cavalieri si troveranno ad affrontare pericoli e battaglie sanguinose per scoprire l’identità di colui che minaccia di sgretolare l’Ordine dall’interno, mettendo a rischio le sorti della monarchia inglese.
Mistero, sangue e poteri occulti minacciano l’Ordine dei Templari
Un thriller storico degno della migliore tradizione inglese
Temibile assassino
Potente occultista
Chi è l’uomo che sparì dalla storia?
«Grazie al talento di Doherty ciò che è accaduto nel passato rivive davanti agli occhi del lettore.»
Library Journal
Paul Doherty
È nato a Middlesbrough nel 1946. Insegnante di Storia, dirige la prestigiosa Trinity School. Ha firmato una lunga lista di bestseller tradotti in tutto il mondo, tra cui Il Templare. I segreti della città santa; Alessandro Magno e la vittoria impossibile; Alessandro Magno e le porte degli inferi, tutti pubblicati dalla Newton Compton.

Intrighi, sospetti e cospirazioni
Chi ha tradito l’Ordine dei templari?
La pericolosa ambizione di un uomo minaccia il Sacro Ordine dall’interno
Anno del Signore 1152. L’Inghilterra è sconvolta dalla sanguinosa guerra per il trono tra re Stefano II di Blois e Enrico II detto “Fitzempress”. Nel contempo a Gerusalemme i Cavalieri Templari continuano a difendere la città dalla minaccia degli infedeli.
Il leggendario Ordine, fondato cinquant’anni prima da Ugo di Payens, è ora tentato da ricchezze e opulenza e insidiato da striscianti guerre di potere. In questo clima di sospetti e cospirazioni Edmondo di Payens, francese, nipote di Eleonora, una delle fondatrici del Sacro Ordine, e l’inglese Filippo Mayele si ritrovano a dover risolvere un difficile mistero: il brutale assassinio di Raimondo, conte di Tripoli. Chi poteva volere la sua morte? Il Gran Maestro dei Templari manda Edmondo e Filippo in avanscoperta dall’Uomo della Montagna, il capo della setta degli Assassini, che crede responsabile dell’omicidio. Ma il segreto si nasconde proprio all’interno dell’Ordine dei Templari, dove qualcuno è deciso a usare ogni mezzo pur di raggiungere i propri scopi… Dalla torrida Gerusalemme alle città d’Inghilterra, Edmondo e altri cavalieri si troveranno ad affrontare pericoli e battaglie sanguinose per scoprire l’identità di colui che minaccia di sgretolare l’Ordine dall’interno, mettendo a rischio le sorti della monarchia inglese.
Mistero, sangue e poteri occulti minacciano l’Ordine dei Templari
Un thriller storico degno della migliore tradizione inglese
Temibile assassino
Potente occultista
Chi è l’uomo che sparì dalla storia?
«Grazie al talento di Doherty ciò che è accaduto nel passato rivive davanti agli occhi del lettore.»
Library Journal
Paul Doherty
È nato a Middlesbrough nel 1946. Insegnante di Storia, dirige la prestigiosa Trinity School. Ha firmato una lunga lista di bestseller tradotti in tutto il mondo, tra cui Il Templare. I segreti della città santa; Alessandro Magno e la vittoria impossibile; Alessandro Magno e le porte degli inferi, tutti pubblicati dalla Newton Compton.

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Il lottatore di sumo che non diventava grosso

Selvaggio, arrabbiato, Jun vaga con i suoi quindici anni per le strade di Tokyo, lontano da una famiglia della quale si rifiuta di parlare. Il suo incontro con un maestro di sumo che vede in lui un “grosso”, nonostante il suo fisico emaciato, lo coinvolge nella pratica della più misteriosa delle arti marziali. Con lui Jun scopre il mondo sconosciuto della forza, dell’intelligenza e dell’accettazione di sé. Ma come raggiungere lo zen quando non si è altro che dolore e violenza? Come diventare lottatore di sumo se non si riesce a diventare grossi? Nell’affollata metropoli giapponese l’anziano Shomintsu guiderà il ragazzo lungo un percorso iniziatico che mescolando infanzia e spiritualità accompagna anche il lettore alla sorgente del buddhismo.

Selvaggio, arrabbiato, Jun vaga con i suoi quindici anni per le strade di Tokyo, lontano da una famiglia della quale si rifiuta di parlare. Il suo incontro con un maestro di sumo che vede in lui un “grosso”, nonostante il suo fisico emaciato, lo coinvolge nella pratica della più misteriosa delle arti marziali. Con lui Jun scopre il mondo sconosciuto della forza, dell’intelligenza e dell’accettazione di sé. Ma come raggiungere lo zen quando non si è altro che dolore e violenza? Come diventare lottatore di sumo se non si riesce a diventare grossi? Nell’affollata metropoli giapponese l’anziano Shomintsu guiderà il ragazzo lungo un percorso iniziatico che mescolando infanzia e spiritualità accompagna anche il lettore alla sorgente del buddhismo.

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Il Gladiatore. Vendetta

Il quarto imperdibile libro della serie “Il Gladiatore” che ha conquistato gli appassionati del genere storico. Marco, finalmente libero, è ancora alla ricerca di sua madre. Insieme agli amici Festo e Lupo, e con una lettera da parte di Cesare che intima a chiunque incontrano di aiutarli, comincia il suo viaggio. Sta per tornare nelle terre dove ha vissuto quando era piccolo: la lontana tenuta agricola di proprietà del terribile Decimo. Ma anche la Grecia è governata da inganno e corruzione. E sono in molti a voler ostacolare Marco. Altri avrebbero preferito vederlo morto. Sembra che gli uomini più potenti del paese complottino contro di lui. Quando termineranno le disavventure per il figlio di Spartaco? Titolo originale: Gladiator: Vengeance (2014).

Il quarto imperdibile libro della serie “Il Gladiatore” che ha conquistato gli appassionati del genere storico. Marco, finalmente libero, è ancora alla ricerca di sua madre. Insieme agli amici Festo e Lupo, e con una lettera da parte di Cesare che intima a chiunque incontrano di aiutarli, comincia il suo viaggio. Sta per tornare nelle terre dove ha vissuto quando era piccolo: la lontana tenuta agricola di proprietà del terribile Decimo. Ma anche la Grecia è governata da inganno e corruzione. E sono in molti a voler ostacolare Marco. Altri avrebbero preferito vederlo morto. Sembra che gli uomini più potenti del paese complottino contro di lui. Quando termineranno le disavventure per il figlio di Spartaco? Titolo originale: Gladiator: Vengeance (2014).

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Il Gladiatore. La lotta per la libertà

Il primo libro della serie “Il Gladiatore” scritta da un noto autore di romanzi storici per adulti, ambientata nell’affascinante mondo dell’Impero Romano: la storia di un ragazzino reso schiavo che combatte per salvare dalla schiavitù se stesso e la madre.
Marco ha 10 anni e viene fatto schiavo con la madre dopo la morte del padre. Il ragazzino riesce a fuggire e giura di tornare a liberare la madre e rivalutare il nome del padre ma, durante il viaggio, viene catturato e venduto ad un addestratore di gladiatori che lo porta con sé nella sua scuola dove lo aspetta una vita durissima fatta di allenamenti, botte e soprusi. Un giorno viene scelto per battersi contro il bullo nemico davanti ad un pubblico privato. Marco vince ma non uccide il concorrente e, per questo, viene graziato a patto che combatta anche contro i lupi. Esce vittorioso anche da questo incontro durante il quale salva la vita ad una ragazzina del pubblico caduta nell’arena. È Porzia, nipote di Cesare e Marco, che come premio diventa la sua guardia del corpo. Durante il viaggio per Roma uno schiavo fuggito lo raggiunge e gli rivela la verità sulle sue origini… Titolo originale: Gladiator – Fight for Freedom (2011).

Il primo libro della serie “Il Gladiatore” scritta da un noto autore di romanzi storici per adulti, ambientata nell’affascinante mondo dell’Impero Romano: la storia di un ragazzino reso schiavo che combatte per salvare dalla schiavitù se stesso e la madre.
Marco ha 10 anni e viene fatto schiavo con la madre dopo la morte del padre. Il ragazzino riesce a fuggire e giura di tornare a liberare la madre e rivalutare il nome del padre ma, durante il viaggio, viene catturato e venduto ad un addestratore di gladiatori che lo porta con sé nella sua scuola dove lo aspetta una vita durissima fatta di allenamenti, botte e soprusi. Un giorno viene scelto per battersi contro il bullo nemico davanti ad un pubblico privato. Marco vince ma non uccide il concorrente e, per questo, viene graziato a patto che combatta anche contro i lupi. Esce vittorioso anche da questo incontro durante il quale salva la vita ad una ragazzina del pubblico caduta nell’arena. È Porzia, nipote di Cesare e Marco, che come premio diventa la sua guardia del corpo. Durante il viaggio per Roma uno schiavo fuggito lo raggiunge e gli rivela la verità sulle sue origini… Titolo originale: Gladiator – Fight for Freedom (2011).

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Il Gladiatore. Il figlio di Spartaco

Il terzo libro della serie “Il Gladiatore” che ha conquistato i giovani lettori. Grazie al suo valore e al suo coraggio, che gli hanno permesso di sventare un complotto contro il console Cesare, Marco è stato liberato dalla schiavitù. Ora vuole soltanto liberare la madre rapita. Ma Cesare gli chiede aiuto per distruggere le bande di schiavi che si sono sollevati. Sono capeggiati da Brixus, che li ha chiamati alla ribellione nel nome di Spartaco. Marco però è legato a Brixus e condivide con lui un segreto mortale. È lacerato tra la lealtà nei confronti dell’amico e il dovere verso l’ex padrone. Riuscirà a convincere Brixus che non è ancora il momento di scatenare una rivolta all’ultimo sangue? Sarà in grado di portare Cesare a un negoziato con gli schiavi, prima che si arrivi a una carneficina? Titolo originale: Gladiator – Son of Spartacus (2013).

Il terzo libro della serie “Il Gladiatore” che ha conquistato i giovani lettori. Grazie al suo valore e al suo coraggio, che gli hanno permesso di sventare un complotto contro il console Cesare, Marco è stato liberato dalla schiavitù. Ora vuole soltanto liberare la madre rapita. Ma Cesare gli chiede aiuto per distruggere le bande di schiavi che si sono sollevati. Sono capeggiati da Brixus, che li ha chiamati alla ribellione nel nome di Spartaco. Marco però è legato a Brixus e condivide con lui un segreto mortale. È lacerato tra la lealtà nei confronti dell’amico e il dovere verso l’ex padrone. Riuscirà a convincere Brixus che non è ancora il momento di scatenare una rivolta all’ultimo sangue? Sarà in grado di portare Cesare a un negoziato con gli schiavi, prima che si arrivi a una carneficina? Titolo originale: Gladiator – Son of Spartacus (2013).

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Il Gladiatore. Guerra di strada

Il secondo libro della serie “Il Gladiatore”. Roma, 61 a.C. Il giovane Marco, il ragazzino romano ingiustamente fatto schiavo, è riuscito a farsi assumere dal potente Giulio Cesare e a lasciare la durissima scuola per gladiatori di Capua. Adesso si trova a Roma, nel sontuoso palazzo del suo protettore e il suo incarico ufficiale è guardia del corpo di Porzia, la giovane nipote di Cesare. Il suo addestramento continua: non solo deve imparare le arti del gladiatore, ma anche quelle della guerra di strada. Roma, la grande capitale del mondo antico, è infatti una città pericolosissima in cui si sfidano fazioni rivali, e la vita di Giulio Cesare è costantemente minacciata. Marco viene a sapere di un complotto contro di lui ed è l’unico che può scoprirne i dettagli, infiltrandosi nella banda rivale. Ma il rischio è enorme: se scoperto non ne esce vivo. I bassifondi di Roma, le bande di strada, i complotti e i raggiri del mondo romano, i rapporti all’interno dei casati degli uomini più potenti: questo volume offre una suggestiva e realistica descrizione di Roma. Si odono i rumori, si sentono gli odori e i profumi, si percepiscono l’ansia e la minaccia, il tutto mitigato dall’eroismo di un ragazzino. Titolo originale: Gladiator – Street Fighter (2012).

Il secondo libro della serie “Il Gladiatore”. Roma, 61 a.C. Il giovane Marco, il ragazzino romano ingiustamente fatto schiavo, è riuscito a farsi assumere dal potente Giulio Cesare e a lasciare la durissima scuola per gladiatori di Capua. Adesso si trova a Roma, nel sontuoso palazzo del suo protettore e il suo incarico ufficiale è guardia del corpo di Porzia, la giovane nipote di Cesare. Il suo addestramento continua: non solo deve imparare le arti del gladiatore, ma anche quelle della guerra di strada. Roma, la grande capitale del mondo antico, è infatti una città pericolosissima in cui si sfidano fazioni rivali, e la vita di Giulio Cesare è costantemente minacciata. Marco viene a sapere di un complotto contro di lui ed è l’unico che può scoprirne i dettagli, infiltrandosi nella banda rivale. Ma il rischio è enorme: se scoperto non ne esce vivo. I bassifondi di Roma, le bande di strada, i complotti e i raggiri del mondo romano, i rapporti all’interno dei casati degli uomini più potenti: questo volume offre una suggestiva e realistica descrizione di Roma. Si odono i rumori, si sentono gli odori e i profumi, si percepiscono l’ansia e la minaccia, il tutto mitigato dall’eroismo di un ragazzino. Titolo originale: Gladiator – Street Fighter (2012).

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Il Gioco Del Sospetto

Inghilterra, 1806 – Svegliarsi in una stanza che non conosce, senza avere idea di come ci sia arrivato è solo la prima di una serie di sorprese che Lucius si trova ad affrontare un mattino, e di certo non è la più disarmante. Un gentiluomo infatti lo accusa di aver compromesso sua sorella ed esige riparazione. La fanciulla in questione, che indossa calzoni e stivali da uomo, non è certo la tipica bellezza femminile, ma la sua chioma lunga e scura e i luminosi occhi grigi sono fuor di dubbio quelli di una donna. Così il misterioso Conte di Venmore accetta di buon grado l’idea di un matrimonio riparatore. Al contrario, Miss Harriette Lydyard ne rimane sorpresa e vorrebbe rifiutare, anche perché sospetta che il fascinoso sconosciuto nasconda più di un segreto.

Inghilterra, 1806 – Svegliarsi in una stanza che non conosce, senza avere idea di come ci sia arrivato è solo la prima di una serie di sorprese che Lucius si trova ad affrontare un mattino, e di certo non è la più disarmante. Un gentiluomo infatti lo accusa di aver compromesso sua sorella ed esige riparazione. La fanciulla in questione, che indossa calzoni e stivali da uomo, non è certo la tipica bellezza femminile, ma la sua chioma lunga e scura e i luminosi occhi grigi sono fuor di dubbio quelli di una donna. Così il misterioso Conte di Venmore accetta di buon grado l’idea di un matrimonio riparatore. Al contrario, Miss Harriette Lydyard ne rimane sorpresa e vorrebbe rifiutare, anche perché sospetta che il fascinoso sconosciuto nasconda più di un segreto.

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Il Genio e la Musa

Quando Kate Mitchell decide di indagare sul misterioso ritratto esposto nella galleria degli ex studenti, non ha la minima idea di come la sua vita sia in procinto di cambiare.
Pensa di sapere ciò che vuole nella vita: ha un ragazzo meraviglioso, una carriera promettente e un percorso chiaro per il suo futuro.
Come potrebbe un semplice ritratto cambiare tutto questo?
Una fotografia. Una scultura. Un dipinto… un indizio dopo l’altro, Kate impara che frammenti del passato potrebbero lasciare segni inaspettati anche sul suo stesso futuro.
Ed esattamente, com’è finita nello studio di un irascibile scultore?
Un ritratto potrebbe avere tutte le risposte, ma apprenderne i segreti cambierà tutto ciò che Kate pensa di sapere sull’amore, l’arte e la vita.
Una singola immagine può raccontare più di una storia e, alla fine, una giovane artista scoprirà che ogni vera storia d’amore è un’opera d’arte unica.

Quando Kate Mitchell decide di indagare sul misterioso ritratto esposto nella galleria degli ex studenti, non ha la minima idea di come la sua vita sia in procinto di cambiare.
Pensa di sapere ciò che vuole nella vita: ha un ragazzo meraviglioso, una carriera promettente e un percorso chiaro per il suo futuro.
Come potrebbe un semplice ritratto cambiare tutto questo?
Una fotografia. Una scultura. Un dipinto… un indizio dopo l’altro, Kate impara che frammenti del passato potrebbero lasciare segni inaspettati anche sul suo stesso futuro.
Ed esattamente, com’è finita nello studio di un irascibile scultore?
Un ritratto potrebbe avere tutte le risposte, ma apprenderne i segreti cambierà tutto ciò che Kate pensa di sapere sull’amore, l’arte e la vita.
Una singola immagine può raccontare più di una storia e, alla fine, una giovane artista scoprirà che ogni vera storia d’amore è un’opera d’arte unica.

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Il gatto venuto dal cielo

Nell’ampio giardino di un’antica dimora, protetta dall’ombra di un grande olmo, un giorno appare una nuvola, un minuscolo lembo di cielo bianco caduto sulla terra: è un piccolo gatto, anzi una gatta. Anzi è Chibi: sí, perché Chibi ha un carattere tutto suo, indipendente, curioso, vivace. A volte sa essere anche brusca, soprattutto quando vuole afferrare quel pesce che le state cucinando, e può mordere se provate a prenderla in braccio, ma sa anche essere affettuosa e riempire di dolcezza i suoi silenzi (nessuno l’ha mai sentita miagolare!) Ecco, Chibi è cosí, prendere o lasciare. Giorno dopo giorno la sua testolina spunta alla finestra della coppia che da poco si è trasferita nella dépendance dell’antica dimora. Chibi deve passare per la loro casa prima di lanciarsi nei suoi rocamboleschi inseguimenti e misteriose esplorazioni nel magnifico giardino della villa. Marito e moglie sono giovani, ma sembra che già non abbiano piú nulla da dirsi: forse è l’abitudine, forse è qualcosa di oscuro che serpeggia tra loro, ma sono piú i silenzi quelli che si scambiano che non i gesti d’affetto. Ma le visite di Chibi costruiscono nuove abitudini, piccoli riti capaci di riavvicinare marito e moglie. Pur non facendosi mai adottare dalla coppia – fiera della sua autonomia, rimarrà sempre «il gatto ospite» – Chibi, come un piccolo spirito celeste, saprà cambiare per sempre la vita di chi l’ha conosciuta. Hiraide Takashi è riuscito come pochi altri a fare di un animale un personaggio a tutto tondo, sorprendente, assolutamente indimenticabile. Con una sensibilità tutta giapponese, l’osservazione di Chibi e della sua saggezza è capace di rasserenare i cuori, di illuminare anche la malinconia piú buia. Di donare nuova vita a un amore ritrovato. *** «Quello di Hiraide è uno di quei libri che ti fanno dire “Come c’è riuscito?” mentre ti asciughi gli occhi e lo sguardo si perde malinconicamente in lontananza». «The Guardian» «Il gatto venuto dal cielo è una gemma rara: che voi siate amanti dei gatti o no, non fatevelo scappare». National Public Radio

Nell’ampio giardino di un’antica dimora, protetta dall’ombra di un grande olmo, un giorno appare una nuvola, un minuscolo lembo di cielo bianco caduto sulla terra: è un piccolo gatto, anzi una gatta. Anzi è Chibi: sí, perché Chibi ha un carattere tutto suo, indipendente, curioso, vivace. A volte sa essere anche brusca, soprattutto quando vuole afferrare quel pesce che le state cucinando, e può mordere se provate a prenderla in braccio, ma sa anche essere affettuosa e riempire di dolcezza i suoi silenzi (nessuno l’ha mai sentita miagolare!) Ecco, Chibi è cosí, prendere o lasciare. Giorno dopo giorno la sua testolina spunta alla finestra della coppia che da poco si è trasferita nella dépendance dell’antica dimora. Chibi deve passare per la loro casa prima di lanciarsi nei suoi rocamboleschi inseguimenti e misteriose esplorazioni nel magnifico giardino della villa. Marito e moglie sono giovani, ma sembra che già non abbiano piú nulla da dirsi: forse è l’abitudine, forse è qualcosa di oscuro che serpeggia tra loro, ma sono piú i silenzi quelli che si scambiano che non i gesti d’affetto. Ma le visite di Chibi costruiscono nuove abitudini, piccoli riti capaci di riavvicinare marito e moglie. Pur non facendosi mai adottare dalla coppia – fiera della sua autonomia, rimarrà sempre «il gatto ospite» – Chibi, come un piccolo spirito celeste, saprà cambiare per sempre la vita di chi l’ha conosciuta. Hiraide Takashi è riuscito come pochi altri a fare di un animale un personaggio a tutto tondo, sorprendente, assolutamente indimenticabile. Con una sensibilità tutta giapponese, l’osservazione di Chibi e della sua saggezza è capace di rasserenare i cuori, di illuminare anche la malinconia piú buia. Di donare nuova vita a un amore ritrovato. *** «Quello di Hiraide è uno di quei libri che ti fanno dire “Come c’è riuscito?” mentre ti asciughi gli occhi e lo sguardo si perde malinconicamente in lontananza». «The Guardian» «Il gatto venuto dal cielo è una gemma rara: che voi siate amanti dei gatti o no, non fatevelo scappare». National Public Radio

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Il Futuro È Il Mio Mestiere

Filippo è un sedicenne come tanti, non ha mai dato problemi. Sveglio, simpatico, intelligente: eppure, in seconda superiore smette di studiare. Si disperde, si ferma, resta imbambolato mentre la sua vita gli scorre accanto. Nessuno, neppure lui, sa il perché. Intorno alla sua indolenza cominciano ad agitarsi mamma, papà, compagni, insegnanti. Lui li guarda apatico e indifferente, fingendo una spavalderia dietro la quale si cela il desiderio universale di essere ascoltato, preso sul serio. È la sua professoressa a presentarcelo alla fine di quest’anno difficile, davanti ai tabelloni. Al fischio finale, Filippo scopre di essersi salvato per il rotto della cuffia: non è stato bocciato, ma ha due materie a settembre, i tempi supplementari tutti da giocare. Come siamo arrivati fin qui? Dove stiamo andando? Elena Inzaghi, che nella scuola lavora da trent’anni, ripercorre sotto forma di lettera il primo e il secondo tempo di questa lunga partita, con le sue cadute ed epiche rimonte. Sono pagine lievi e appassionate, ironiche e profonde, che raccontano la nostra scuola dal di dentro e parlano al cuore dei ragazzi, dei docenti, dei genitori. La scuola che descrive è piena di contraddizioni, sempre in mezzo a mille fuochi. Ma è anche dotata di energie e risorse incredibili, che vanno riscoperte.

Filippo è un sedicenne come tanti, non ha mai dato problemi. Sveglio, simpatico, intelligente: eppure, in seconda superiore smette di studiare. Si disperde, si ferma, resta imbambolato mentre la sua vita gli scorre accanto. Nessuno, neppure lui, sa il perché. Intorno alla sua indolenza cominciano ad agitarsi mamma, papà, compagni, insegnanti. Lui li guarda apatico e indifferente, fingendo una spavalderia dietro la quale si cela il desiderio universale di essere ascoltato, preso sul serio. È la sua professoressa a presentarcelo alla fine di quest’anno difficile, davanti ai tabelloni. Al fischio finale, Filippo scopre di essersi salvato per il rotto della cuffia: non è stato bocciato, ma ha due materie a settembre, i tempi supplementari tutti da giocare. Come siamo arrivati fin qui? Dove stiamo andando? Elena Inzaghi, che nella scuola lavora da trent’anni, ripercorre sotto forma di lettera il primo e il secondo tempo di questa lunga partita, con le sue cadute ed epiche rimonte. Sono pagine lievi e appassionate, ironiche e profonde, che raccontano la nostra scuola dal di dentro e parlano al cuore dei ragazzi, dei docenti, dei genitori. La scuola che descrive è piena di contraddizioni, sempre in mezzo a mille fuochi. Ma è anche dotata di energie e risorse incredibili, che vanno riscoperte.

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Il fiume al centro del mondo

Vi sono fiumi che racchiudono simbolicamente la storia del paese che attraversano: uno di questi è certamente lo Yangtze, che scorre per tutta la sua lunghezza in territorio cinese. Il «Lungo Fiume» – così lo chiamano i cinesi – nasce tra le montagne ai margini del Tibet e percorre circa 6300 chilometri in terra aspra prima di sfociare nelle acque del Mar Cinese Orientale. Lungo il suo corso, incontra i paesaggi più disparati – incomparabili bellezze naturali insieme con spettrali reperti industriali – e accoglie le etnie più varie. Collegando il cuore interno della terra cinese a Shanghai, la metropoli della costa, lo Yangtze è la porta aperta della Cina sul mondo.
Seguendo il sogno del suo autore (risalire la corrente dello Yangtze – da Shanghai su per le pianure centrali fino alle pendici della catena himalayana – e ripercorrere a ritroso la millenaria storia cinese), questo libro ci conduce nell’anima stessa del Regno di Mezzo. Di volta in volta reportage, cronaca di costume, narrazione storica e racconto d’avventura, nelle sue pagine riviviamo, per esempio, gli anni dei difficili rapporti tra le compagnie commerciali europee e i mandarini manchu, l’atmosfera peccaminosa della Shanghai dominata dai gangster, lo stupro di Nanchino (il massacro perpetrato dagli invasori giapponesi nel ’37), e le feroci lotte all’interno del Partito Comunista durante la Rivoluzione Culturale.
Accanto a ritratti d’ambiente e racconti d’epica quotidiana (come la straordinaria caccia ai baiji, i delfini del fiume, la lotta immane per arginare le grandi piene estive, il tentativo di dominare lo Yangtze erigendo una nuova Grande Muraglia sulle sue acque, la grandiosa e contestatissima Diga delle Tre Gole) s’incontrano personaggi tragici o buffi ma sempre «veri», e luoghi di «culto» come il guado di Jiaopingdu, una delle tappe fondamentali della Lunga Marcia di Mao. Sempre, il racconto scorre tranquillo o turbinoso come il grande fiumeche lo ispira, creando a sua volta un paesaggio di uomini, eventi e leggende che compongono il ritratto vivo e palpitante di un «pianeta» la cui Storia si specchia nelle acque del «suo» grande fiume.

Vi sono fiumi che racchiudono simbolicamente la storia del paese che attraversano: uno di questi è certamente lo Yangtze, che scorre per tutta la sua lunghezza in territorio cinese. Il «Lungo Fiume» – così lo chiamano i cinesi – nasce tra le montagne ai margini del Tibet e percorre circa 6300 chilometri in terra aspra prima di sfociare nelle acque del Mar Cinese Orientale. Lungo il suo corso, incontra i paesaggi più disparati – incomparabili bellezze naturali insieme con spettrali reperti industriali – e accoglie le etnie più varie. Collegando il cuore interno della terra cinese a Shanghai, la metropoli della costa, lo Yangtze è la porta aperta della Cina sul mondo.
Seguendo il sogno del suo autore (risalire la corrente dello Yangtze – da Shanghai su per le pianure centrali fino alle pendici della catena himalayana – e ripercorrere a ritroso la millenaria storia cinese), questo libro ci conduce nell’anima stessa del Regno di Mezzo. Di volta in volta reportage, cronaca di costume, narrazione storica e racconto d’avventura, nelle sue pagine riviviamo, per esempio, gli anni dei difficili rapporti tra le compagnie commerciali europee e i mandarini manchu, l’atmosfera peccaminosa della Shanghai dominata dai gangster, lo stupro di Nanchino (il massacro perpetrato dagli invasori giapponesi nel ’37), e le feroci lotte all’interno del Partito Comunista durante la Rivoluzione Culturale.
Accanto a ritratti d’ambiente e racconti d’epica quotidiana (come la straordinaria caccia ai baiji, i delfini del fiume, la lotta immane per arginare le grandi piene estive, il tentativo di dominare lo Yangtze erigendo una nuova Grande Muraglia sulle sue acque, la grandiosa e contestatissima Diga delle Tre Gole) s’incontrano personaggi tragici o buffi ma sempre «veri», e luoghi di «culto» come il guado di Jiaopingdu, una delle tappe fondamentali della Lunga Marcia di Mao. Sempre, il racconto scorre tranquillo o turbinoso come il grande fiumeche lo ispira, creando a sua volta un paesaggio di uomini, eventi e leggende che compongono il ritratto vivo e palpitante di un «pianeta» la cui Storia si specchia nelle acque del «suo» grande fiume.

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Il fiume

Tutto ha inizio da una scena che è come un pugno: padre e figlio camminano sugli argini di un fiume, il bambino cade in acqua, il padre resta paralizzato a guardarlo sparire. È uno sconosciuto a buttarsi per salvarlo, poi si dilegua nel nulla. Quell’uomo va ritrovato, dice il bambino. Il padre vorrebbe solo dimenticare quanto è successo, ma è in gioco il senso di tutto… Occorre affrontare una notte che finirà soltanto all’alba, sul fiume, là dove ogni cosa ha avuto inizio.
Damiano ha dieci anni e vede suo padre una volta alla settimana: una partita a tennis, una camminata lungo il Tevere. Ma un giorno si sporge per osservare le anatre e cade nel fiume, ed è uno sconosciuto – e non suo padre – a tuffarsi nell’acqua e riportarlo in superficie. Tu sei mio padre e hai avuto paura, ecco quello che Damiano non dice ma Alessandro sente. Morivo e tu guardavi come si guarda un tramonto, un film, un minuto che passa e scompare. Solo ritrovando quello sconosciuto potranno, forse, ritrovare un appiglio per il pensiero che annaspa nel vuoto. Comincia cosí un peregrinare trasognato nella notte, con il figlio che si addormenta sul sedile della macchina e il padre che attraversa la città da un punto all¿altro, sulla scia degli indizi che gli vengono forniti da una galleria di personaggi stralunati: medici clandestini, diseredati, e un piccolo circo che porta in scena uno spettacolo immaginario per un bambino cieco. L’identità della persona che Alessandro sta cercando cambierà ogni volta, come spesso accade quando inseguiamo qualcosa o qualcuno. Perché non si può restare immobili e in disparte a osservare la vita mentre scorre via da noi. Perché la vita è tutta qui, tra la pena e l’amore.

Tutto ha inizio da una scena che è come un pugno: padre e figlio camminano sugli argini di un fiume, il bambino cade in acqua, il padre resta paralizzato a guardarlo sparire. È uno sconosciuto a buttarsi per salvarlo, poi si dilegua nel nulla. Quell’uomo va ritrovato, dice il bambino. Il padre vorrebbe solo dimenticare quanto è successo, ma è in gioco il senso di tutto… Occorre affrontare una notte che finirà soltanto all’alba, sul fiume, là dove ogni cosa ha avuto inizio.
Damiano ha dieci anni e vede suo padre una volta alla settimana: una partita a tennis, una camminata lungo il Tevere. Ma un giorno si sporge per osservare le anatre e cade nel fiume, ed è uno sconosciuto – e non suo padre – a tuffarsi nell’acqua e riportarlo in superficie. Tu sei mio padre e hai avuto paura, ecco quello che Damiano non dice ma Alessandro sente. Morivo e tu guardavi come si guarda un tramonto, un film, un minuto che passa e scompare. Solo ritrovando quello sconosciuto potranno, forse, ritrovare un appiglio per il pensiero che annaspa nel vuoto. Comincia cosí un peregrinare trasognato nella notte, con il figlio che si addormenta sul sedile della macchina e il padre che attraversa la città da un punto all¿altro, sulla scia degli indizi che gli vengono forniti da una galleria di personaggi stralunati: medici clandestini, diseredati, e un piccolo circo che porta in scena uno spettacolo immaginario per un bambino cieco. L’identità della persona che Alessandro sta cercando cambierà ogni volta, come spesso accade quando inseguiamo qualcosa o qualcuno. Perché non si può restare immobili e in disparte a osservare la vita mentre scorre via da noi. Perché la vita è tutta qui, tra la pena e l’amore.

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Il ferro da stiro: I casi di Petri e Miceli

Ormai in odor di pensione, il commissario Miceli, che, tra una cena di commiato e le ultime consegne alla Bruni, chiamata a succedergli, sarebbe felice di chiudere la carriera in tutta calma e serenità, lâultima cosa che si aspetta a due settimane dal meritato riposo è che proprio il suo più caro amico, lâex giudice Petri, gli piombi in ufficio con una rogna. Ma Petri, al contrario di Miceli, non perde occasione per inseguire il colpevole di turno, e questa volta il pretesto gli giunge davvero per caso: un ferro da stiro preso in prestito presso un elettricista, in sostituzione di quello guasto di Anna, sul quale spiccano alcune piccole macchioline rosse. Ruggine o sangue? Attraverso una rapida analisi della Scientifica, non è difficile avere la risposta: con quel ferro da stiro è stato colpito qualcuno, forse ucciso. Da qui prende lâavvio una complicata indagine per ricostruire a ritroso la strana storia di quel ferro da stiro e, soprattutto, dei suoi proprietari. Ã un caso di omicidio? Riusciranno i due a chiarire tutti gli aspetti di una vicenda intricata e dolorosa, prima che Miceli debba passare il testimone?

Ormai in odor di pensione, il commissario Miceli, che, tra una cena di commiato e le ultime consegne alla Bruni, chiamata a succedergli, sarebbe felice di chiudere la carriera in tutta calma e serenità, lâultima cosa che si aspetta a due settimane dal meritato riposo è che proprio il suo più caro amico, lâex giudice Petri, gli piombi in ufficio con una rogna. Ma Petri, al contrario di Miceli, non perde occasione per inseguire il colpevole di turno, e questa volta il pretesto gli giunge davvero per caso: un ferro da stiro preso in prestito presso un elettricista, in sostituzione di quello guasto di Anna, sul quale spiccano alcune piccole macchioline rosse. Ruggine o sangue? Attraverso una rapida analisi della Scientifica, non è difficile avere la risposta: con quel ferro da stiro è stato colpito qualcuno, forse ucciso. Da qui prende lâavvio una complicata indagine per ricostruire a ritroso la strana storia di quel ferro da stiro e, soprattutto, dei suoi proprietari. Ã un caso di omicidio? Riusciranno i due a chiarire tutti gli aspetti di una vicenda intricata e dolorosa, prima che Miceli debba passare il testimone?

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