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L’Atlantide svelata

E’ dunque veramente esistita l’Atlantide, il leggendario continente che, ricordato da Platone, sarebbe sprofondato negli abissi dell’oceano dieci o dodocimila anni fa? Emilio Walesko ha tutta l’aria di crederlo; e in questo suo, veramente affascinante, romanzo, ci narra come due valorosi esploratori scoprano, navigando nel loro batiscafo, gli abissi oceanici, l’Atlantide e la sua meravigliosa civiltà. Gli Atlanti conoscono da millenni l’energia nucleare e conservano gelosamente, sotto il mare, il segreto di una civiltà a cui l’umanità giungerà forse tra migliaia di anni. Fu quando il Diluvio… ma sarà meglio leggere il libro. E’ il primo romanzo italiano del genere, e i ROMANZI DI URANIA sono orgogliosi di offrire ai lettori questo limpido e geniale capolavoro di autentica fantascienza.
Copertina di Curt Caesar.

L’Astronave Immortale

Scampato per miracolo alla battaglia di Gallipoli del 1915, Jacob Brewer non sa capacitarsi di essere vivo e illeso. Quando riapre gli occhi, nulla è più come sembra. Ma il soprannaturale non c’entra: siamo a bordo dell’astronave *Aspera* , in un viaggio che durerà mille anni, e l’immortalità è praticamente garantita. Quanto alla guerra, Jacob l’ha combattuta solo nella realtà virtuale, un passatempo come un altro. Ma è proprio vero che ormai gli uomini *non possono più morire*? E allora, come si spiega l’epidemia di semi-cadaveri che serpeggia a bordo dell’astronave? L’enigma sembra insolubile, finché la Macchina che governa la nave lo chiama a rapporto. Sono tre parole soltanto, eppure fanno temere il peggio: “Noi dobbiamo parlare…”.
**INDICE**

**JOE HALDEMAN – Autore tecnologico ma civilmente impegnato, Haldeman sta conoscendo una nuova età d’oro – l’Autore**
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GIUSEPPE LIPPI
**”GALASSIA”: UN PREMIO PER LA FANTASCIENZA – I concorsi letterari sono molti, quelli seri e affidabili ben pochi. Tra questi… – Editoriale**
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GIUSEPPE LIPPI
**VOCI E SCHERMI – Parla il padre di King Kong (quello vero) e lo incalza Carlos Aguilar, *el rey* del cinepop madrileno – Cinema**
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LORENZO CODELLI
**L’ANTENATO GIAPPONESE DI KAREL THOLE – Il maestro Hokusai e l’arte fantastica d’oggi – Interventi**
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DARIO RIVAROSSA

L’astronave fantasma

Da circa un secolo, un relitto delle astrovie gravita, tutto bucherellato dai “ciottoli dei ciclo”, nel sistema solare: tragico scheletro metallico a ricordo dell’audacia degli uomini. E’ l’antica astronave Anomalia, tutto quanto resta della spedizione tra i pianeti esterni dei comandante Dearborn, scomparso con tutta la sua ciurma da circa un secolo, il mistero dell’Anomalia e del suo equipaggio scomparso nel nulla colma d’un terrore superstizioso gli astronauti del 2.200, che narrano come sul lato invisibile della Luna si diano spesso convegno gli spiriti degli astronauti perdutisi con le loro navi negli spazi cosmici. E’ quando una spedizione modernissima è allestita per penetrare finalmente il mistero dell’Anomalia, con l’esplorazione sistematica delle molte lune di Saturno, le cose più incredibili avvengono su ognuno dei satelliti: e Dale, l’audace protagonista del romanzo, si trova a un tratto faccia a faccia col fantasma.. Chi leggerà saprà. Per la prima volta, i lettori di Urania conosceranno gli abitanti dì Saturno (secondo la fantasia di Philip Latham, pseudonimo in realtà di un astronomo di vaglia) e avranno la soluzione dell’altro mistero (scientifico, questo) della scomparsa di Themis decimo satellite di Saturno, scoperto mezzo secolo fa dal famoso Pickering mediante fotografie prese col potente telescopio di Arequipa. Data l’orbita molto allungata del satellite, Pickering, nel dare comunicazione della sua scoperta, disse che c’erano molte probabilità di una collisione di Themis con la grossa luna Titano. Siccome nessuno è più riuscito a vedere il decimo satellite e grande confusione regna in merito all’enigma, l’A. desidera dichiarare che, a suo parere, Themis non era che un asteroide attratto dal campo gravitazionale di Saturno: e che la collisione prevista da Pickering, è un fatto compiuto. Quanto agli 11 satelliti di cui si parla, Latham ritiene probabile entro un paio di secoli, la scoperta di almeno altri due satelliti di Saturno… Philip Latham diverte, commuove, spaventa, istruisce: un romanzo di Latham è sempre una perla di Urania!
Copertina di Curt Caesar

L’astrofisica è facile!

Molti astrofili ritengono che l’astrofisica sia un argomento difficile, che richiede conoscenze matematiche almeno a livello universitario. Non è necessariamente così. L’approccio quantitativo adottato da Mike Inglis riesce a spiegare tutti gli aspetti dell’astrofisica in termini semplici, evitando i tecnicismi matematici con i quali questa disciplina viene spesso associata. L’astrofisica è facile! inizia considerando il diagramma H-R e altri strumenti di base dell’astrofisico, poi spazia nell’Universo, trattando del mezzo interstellare, delle nebulose, della nascita, dell’evoluzione e della morte delle stelle, fino a considerare la fisica delle galassie e degli ammassi di galassie. Per ogni argomento, l’autore elenca una lista di oggetti che si prestano ad essere osservati con strumenti amatoriali, di modo che l’astrofilo può uscire ad ammirare sulla volta celeste le stelle, le nebulose, le galassie di cui il libro sta trattando.

L’astro lebbroso

Una terribile malattia flagella un gruppo di ambiziosi terrestri che, nonostante il divieto impartito dalla presidenza della Nazioni Unite Terrestri, si sono avventurati su Saturno allo scopo di organizzare una rivolta degli abitanti di quel pianeta contro i terrestri, i seleniti e i marziani che vivono concordi. Un’astronave lascia la Terra col proposito di fermare la criminale marcia dei ribelli e di neutralizzare le cause del morbo, le cui origini risiedono nelle radiazioni di uncorpo celeste rotante nel’orbita di Saturno. Il viaggio nello spazio è lungo e pieno di appassionanti imprevisti, non escluso quello della scoperta a bordo di un saturniano deciso a disturbare la traversata. Ma un uomo fa parte della spedizione, un terrestre astuto e temerario, al quale il governo delle Nazioni Unite Terrestri ha dato pieni poteri. Costui, infatti, grazie al valido aiuto di un marziano amico, riesce a portare felicemente a termine la missione, per poi cadere – per la prima volta vinto – tra le braccia della donna amata. Franco Enna ha saputo dare in modo impareggiabile l’illusione della realtà, rivelandosi, anche in questo genere di narrativa, scrittore robusto e provveduto. Con <> comincerete ad amarlo.
Copertina di Curt Caesar

L’artefice

«Un giorno il mio amico Carlos Frías, di Emecé, mi chiese un nuovo libro per la serie della mia cosiddetta opera completa. Risposi che non avevo nulla da dargli, ma Frías insistette, dicendo: “Ogni scrittore ha un libro da qualche parte, se soltanto si dà la pena di cercarlo”. Una domenica oziosa, frugando nei cassetti di casa, scovai delle poesie sparse e dei brani di prosa … Questi frammenti, scelti e ordinati e pubblicati nel 1960, divennero “L’artefice”». Così, con somma sprezzatura, Borges racconta la genesi di quello che è forse il libro più ricco e personale della sua maturità, quello in cui la sua scrittura raggiunge una misura e una classicità destinate a rimanere insuperate. Qui il lettore troverà alcuni degli scritti che meglio esprimono il sentimento borgesiano dell’esistenza, il suo continuo interrogarsi sul mistero dell’identità, della realtà, del tempo e, naturalmente, sull’essenza della parola e della letteratura. **
### Sinossi
«Un giorno il mio amico Carlos Frías, di Emecé, mi chiese un nuovo libro per la serie della mia cosiddetta opera completa. Risposi che non avevo nulla da dargli, ma Frías insistette, dicendo: “Ogni scrittore ha un libro da qualche parte, se soltanto si dà la pena di cercarlo”. Una domenica oziosa, frugando nei cassetti di casa, scovai delle poesie sparse e dei brani di prosa … Questi frammenti, scelti e ordinati e pubblicati nel 1960, divennero “L’artefice”». Così, con somma sprezzatura, Borges racconta la genesi di quello che è forse il libro più ricco e personale della sua maturità, quello in cui la sua scrittura raggiunge una misura e una classicità destinate a rimanere insuperate. Qui il lettore troverà alcuni degli scritti che meglio esprimono il sentimento borgesiano dell’esistenza, il suo continuo interrogarsi sul mistero dell’identità, della realtà, del tempo e, naturalmente, sull’essenza della parola e della letteratura.

L’arte della menzogna politica

Il primo dei due brevi scritti che qui vengono raccolti è un articolo dal titolo “The art of political lying” scritto da Jonathan Swift (1667-1745) e pubblicato sul numero del 2 novembre 1710 del giornale “The Examiner”, che proprio in quel periodo lo scrittore angloirlandese era stato chiamato a curare con il preciso intento di utilizzarlo come strumento di propaganda in diretta polemica contro i Whigs, che prima di quel momento avevano dominato e indirizzato per quasi due decenni la vita politica inglese.
Il secondo è un saggio che con ironia si riallaccia idealmente al precedente, “Proposals for printing a very curious discourse, intitled Pseudologia politikè, or The art of political lying”, scritto da un amico di Swift, lo scrittore e matematico John Arbuthnot (1667-1735), membro insieme al primo dello Scriblerus Club, e che fu dato alle stampe anonimo sul finire del 1712 da Swift stesso, e che per tali ragioni all’inizio fu invece erroneamente ritenuto opera dell’autore de “I viaggi di Gulliver”.

L’altra dimensione

Abbiamo presentato di questo autore, due romanzi che ebbero molto successo tra i nostri lettori: Il Pianeta dimenticato e Bivi nel tempo. In questo, l’autore riprende l’argomento dello spazio-tempo e della «quarta dimensione», argomento che appassiona gli scienziati in questo secolo di rapido progresso e che matematica e fisica considerano già come scienza in sede teorica. Infatti la matematica considera spazi astratti a più dimensioni; la fisica (teoria della relatività) considera il tempo come una quarta dimensione dopo le tre dimensioni spaziali e inseparabili da esso. Lucy, la figlia di uno scienziato che, come parecchi altri,è improvvisamente scomparso, è amata da due giovani. Uno di questi che apparentemente sembra simile a qualsiasi altro uomo vivente sulla Terra, viene in realtà da un’altra dimensione, ossia da un mondo che è molto simile al nostro, ma dove la civiltà è ancora regredita e vige un duro sistema di dittatura che asservisce la classe degli «Inferiori». L’altro innamorato di Lucy, Waldron, è un giovane biolego pieno di coraggio e di iniziativa, che solo per un caso riesce a capire che cosa si stia preparando al nostro mondo: l’invasione degli uomini da una «quarta dimensione». Uno strano fenomeno colpisce alcuni sobborghi di New York: la gente rimane improvvisamente paralizzata. Waldron è, dalla voce popolare, creduto responsabile della diffusione di questo terribile e strano morbo. Perseguitato, fugge con Lucy, ed è durante questa fuga che riesce a scoprire i segreti degli uomini della «quarta dimensione» e a salvare la sua donna e la Terra. Il romanzo si legge dalla prima parola all’ultima senza un attimo di stanchezza.
Copertina di: Curt Caesar

L’Alchimista Delle Stelle – Vvolume 2: Il Nemico

Grazie ai rapporti giunti da Lalonde, la Confederazione si è finalmente resa conto della minaccia, ma incontra difficoltà a fermare la rivolta dei posseduti. Il “virus di energia” sembra inarrestabile ed è giunto a impadronirsi di pianeti ad alta tecnologia. Particolarmente minacciosa è l’Organizzazione che cerca di giungere a una convivenza con gli uomini normali e che si è procurata una vasta flotta stellare, ma altri posseduti proseguono nel loro originale progetto di isolarsi dall’universo. E già i primi pianeti cominciano a sparire…

INDICE
PETER F. HAMILTON – l’Autore
GIUSEPPE LIPPI

L’Alchimista Delle Stelle – Volume 3: Il Collasso

La guerra dei posseduti, la strenua lotta che oppone da un capo all’altro della galassia le razze della Confederazione contro un nemico atroce e invincibile, è arrivata al culmine. L’Aldilà è reale, i combattenti sono angosciati dalla prospettiva di entrare a far parte essi stessi delle forze nemiche: perchè questo avvenga è sufficiente morire. Per la razza umana si profila l’ora della resa dei conti: altri popoli si sono già suicidati, consapevoli che alla Crisi della Realtà non è possibile resistere!

L’albero della vita

Lasciamo che a presentare questo intelligente ed interessante romanzo che potrebbe chiamarsi di scienza poetica più che di fantascienza, sia il protagonista: “Sono il dottor Henry Gallatin. L’Operazione Nettuno cominciò ad interessarmi fino dal 1961, quale simbolo di quello che la scienza potrebbe fare in un mondo felice e pacifico. Da allora ho dedicato la mia vita a questa impresa, grazie alla quale le acque del Pacifico vengono convogliate e purificate onde possano irrigare e rendere fertili le immense zone deserte dell’ovest. Madeline Angus, esperta di microbiologia, era la mia assistente, e fu lei la prima a notare gli effetti dell’Acqua Vivente. Quest’acqua aveva il potere di far crescere le piante con un vigore fuori del normale, ma ignoravamo quali potessero esserne gli effetti sull’uomo… Un giorno però cominciammo a ricevere rapporti da Imperial Valley, ed erano rapporti allarmanti, che parlavano di pazzia e di morte. Allora dovemmo subire un’inchiesta governativa, imposta da un uomo che voleva distruggere tutto il nostro lavoro per saziare la sua ambizione di potere e di fama. Ignoravamo come si potesse controllare l’Acqua Vivente, né sapevamo donde veniva e come agiva. Sapevamo solo che dovevamo trovar la risposta a queste domande… e presto, perché il timore e il sospetto che avevano permeato di sé l’uomo nel recente passato non erano ancora morti… non ancora”.
Copertina di Curt Caesar