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Breve storia della nuova scienza

**«Bynum è uno di quei divulgatori meravigliosi che credono sia più importante incoraggiare la voglia di fare domande che dare risposte»**.
*History Today* **«Un succedersi di capitoli snelli e illuminanti su telescopi, gas, motori, orbite planetarie, cellule, magnetismo, deriva dei continenti…»**
*The Guardian* **«A cominciare dai babilonesi per finire con il World Wide Web, Bynum spiega tutti i concetti e le scoperte essenziali della scienza, prendendone in esame le principali discipline… Confesso con piacere di aver imparato moltissimo»**.
*New Scientist* **«Il primo passo superaccessibile per avvicinarsi alla scienza»**.
*Booklist* **«Per lettori curiosi di tutte le età».**
*Publishers Weekly* **«Lo stile di Bynum si riassume nella prima riga del libro: ‘La scienza è speciale’!»**
*Kirkus Reviews* La scienza è un’avventura meravigliosa: ci racconta di spazi infinitamente grandi e di organismi microscopici, di come funziona il nostro corpo e della storia del nostro pianeta. Dai tempi dell’antica Babilonia, i suoi protagonisti, gli scienziati, hanno fatto ipotesi, esperimenti, calcoli e scoperte capaci, in molti casi, di scuotere sin dalle fondamenta le certezze dei loro contemporanei, rivoluzionando a più riprese l’intera visione del mondo.
Con il suo stile avvincente, sempre venato di sottile umorismo, **William Bynum ci accompagna alla scoperta di quest’avventura lunga tremila anni affrontando in modo originale tutti gli argomenti** , anche i più complessi. Ci avviciniamo così alle stelle grazie ai telescopi, mentre il Sole prende il posto della Terra al centro dell’universo; ci immergiamo al di sotto della crosta terrestre; scopriamo l’evoluzione della tavola periodica degli elementi, il cammino della fisica alla scoperta dell’elettricità, della gravità e della struttura degli atomi e la ricerca che ha svelato la molecola del DNA. E soprattutto, ci spingiamo sino alle scoperte più recenti, quelle che nei primi anni del Terzo millennio stanno aprendo nuovi e, fino a poco tempo fa, inimmaginabili territori di esplorazione.

**«Bynum è uno di quei divulgatori meravigliosi che credono sia più importante incoraggiare la voglia di fare domande che dare risposte»**.
*History Today* **«Un succedersi di capitoli snelli e illuminanti su telescopi, gas, motori, orbite planetarie, cellule, magnetismo, deriva dei continenti…»**
*The Guardian* **«A cominciare dai babilonesi per finire con il World Wide Web, Bynum spiega tutti i concetti e le scoperte essenziali della scienza, prendendone in esame le principali discipline… Confesso con piacere di aver imparato moltissimo»**.
*New Scientist* **«Il primo passo superaccessibile per avvicinarsi alla scienza»**.
*Booklist* **«Per lettori curiosi di tutte le età».**
*Publishers Weekly* **«Lo stile di Bynum si riassume nella prima riga del libro: ‘La scienza è speciale’!»**
*Kirkus Reviews* La scienza è un’avventura meravigliosa: ci racconta di spazi infinitamente grandi e di organismi microscopici, di come funziona il nostro corpo e della storia del nostro pianeta. Dai tempi dell’antica Babilonia, i suoi protagonisti, gli scienziati, hanno fatto ipotesi, esperimenti, calcoli e scoperte capaci, in molti casi, di scuotere sin dalle fondamenta le certezze dei loro contemporanei, rivoluzionando a più riprese l’intera visione del mondo.
Con il suo stile avvincente, sempre venato di sottile umorismo, **William Bynum ci accompagna alla scoperta di quest’avventura lunga tremila anni affrontando in modo originale tutti gli argomenti** , anche i più complessi. Ci avviciniamo così alle stelle grazie ai telescopi, mentre il Sole prende il posto della Terra al centro dell’universo; ci immergiamo al di sotto della crosta terrestre; scopriamo l’evoluzione della tavola periodica degli elementi, il cammino della fisica alla scoperta dell’elettricità, della gravità e della struttura degli atomi e la ricerca che ha svelato la molecola del DNA. E soprattutto, ci spingiamo sino alle scoperte più recenti, quelle che nei primi anni del Terzo millennio stanno aprendo nuovi e, fino a poco tempo fa, inimmaginabili territori di esplorazione.

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Bravo, burro!

«È un libro per ragazzi. Ma nel modo più schietto e genuino conserva il tocco delizioso e inconfondibile di John Fante, quel misto di travolgente vitalità e di note patetiche che ne è cosí caratteristico».
Dall’introduzione di Francesco Durante
Ecco finalmente, in prima edizione italiana, «il libro meno conosciuto di John Fante». È la storia, allegra e toccante, di un bambino e del suo asinello coraggioso. E di una formidabile alleanza che permetterà di ricondurre al suo recinto un meraviglioso toro da combattimento e redimere un padre alla deriva. Ambientata in un Messico da favola, bonario e festevole, trafelato e pittoresco e, in fondo, anche un po’ «italiano», in origine avrebbe dovuto servire da base per un episodio di It’s All True, il grande progetto cinematografico interrotto di Orson Welles, e fu scritta da Fante in collaborazione con lo sceneggiatore Rudolph Borchert e arricchita dalle bellissime illustrazioni di Marilyn Hirsh. Un Fante «diverso», in apparenza. In realtà, un testo che piú fantiano sarebbe difficile immaginare: centrato, come nella saga di Bandini, sul difficile rapporto tra padre e figlio, e di pieno umorismo, di commovente umanità.

«È un libro per ragazzi. Ma nel modo più schietto e genuino conserva il tocco delizioso e inconfondibile di John Fante, quel misto di travolgente vitalità e di note patetiche che ne è cosí caratteristico».
Dall’introduzione di Francesco Durante
Ecco finalmente, in prima edizione italiana, «il libro meno conosciuto di John Fante». È la storia, allegra e toccante, di un bambino e del suo asinello coraggioso. E di una formidabile alleanza che permetterà di ricondurre al suo recinto un meraviglioso toro da combattimento e redimere un padre alla deriva. Ambientata in un Messico da favola, bonario e festevole, trafelato e pittoresco e, in fondo, anche un po’ «italiano», in origine avrebbe dovuto servire da base per un episodio di It’s All True, il grande progetto cinematografico interrotto di Orson Welles, e fu scritta da Fante in collaborazione con lo sceneggiatore Rudolph Borchert e arricchita dalle bellissime illustrazioni di Marilyn Hirsh. Un Fante «diverso», in apparenza. In realtà, un testo che piú fantiano sarebbe difficile immaginare: centrato, come nella saga di Bandini, sul difficile rapporto tra padre e figlio, e di pieno umorismo, di commovente umanità.

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Bokeh

Sono passati due mesi da quando Ray Mayer è andato a vivere in casa Campbell ma, dopo l’incidente che ha costretto Jason in un letto d’ospedale, il loro rapporto si è raffreddato, e non certo per l’arrivo dell’inverno.
Se dopo una vita solitaria Ray è spaventato dall’idea di un legame stabile, dopo aver provocato la morte di Carson e il coma di Maria, Jason ha più bisogno che mai della vicinanza del suo uomo.
Allontanarsi da San Francisco e trascorrere il periodo natalizio nella tranquilla campagna georgiana, potrebbe far allentare la tensione a entrambi, se non fosse proprio da lì che Ray era scappato, dodici anni prima, portandosi dietro un bagaglio di dubbi e delusioni.
Quando il passato sembra offrire una via di fuga per non affrontare le incertezze del futuro, qualsiasi legame può essere messo di nuovo in discussione. **
### Sinossi
Sono passati due mesi da quando Ray Mayer è andato a vivere in casa Campbell ma, dopo l’incidente che ha costretto Jason in un letto d’ospedale, il loro rapporto si è raffreddato, e non certo per l’arrivo dell’inverno.
Se dopo una vita solitaria Ray è spaventato dall’idea di un legame stabile, dopo aver provocato la morte di Carson e il coma di Maria, Jason ha più bisogno che mai della vicinanza del suo uomo.
Allontanarsi da San Francisco e trascorrere il periodo natalizio nella tranquilla campagna georgiana, potrebbe far allentare la tensione a entrambi, se non fosse proprio da lì che Ray era scappato, dodici anni prima, portandosi dietro un bagaglio di dubbi e delusioni.
Quando il passato sembra offrire una via di fuga per non affrontare le incertezze del futuro, qualsiasi legame può essere messo di nuovo in discussione.

Sono passati due mesi da quando Ray Mayer è andato a vivere in casa Campbell ma, dopo l’incidente che ha costretto Jason in un letto d’ospedale, il loro rapporto si è raffreddato, e non certo per l’arrivo dell’inverno.
Se dopo una vita solitaria Ray è spaventato dall’idea di un legame stabile, dopo aver provocato la morte di Carson e il coma di Maria, Jason ha più bisogno che mai della vicinanza del suo uomo.
Allontanarsi da San Francisco e trascorrere il periodo natalizio nella tranquilla campagna georgiana, potrebbe far allentare la tensione a entrambi, se non fosse proprio da lì che Ray era scappato, dodici anni prima, portandosi dietro un bagaglio di dubbi e delusioni.
Quando il passato sembra offrire una via di fuga per non affrontare le incertezze del futuro, qualsiasi legame può essere messo di nuovo in discussione. **
### Sinossi
Sono passati due mesi da quando Ray Mayer è andato a vivere in casa Campbell ma, dopo l’incidente che ha costretto Jason in un letto d’ospedale, il loro rapporto si è raffreddato, e non certo per l’arrivo dell’inverno.
Se dopo una vita solitaria Ray è spaventato dall’idea di un legame stabile, dopo aver provocato la morte di Carson e il coma di Maria, Jason ha più bisogno che mai della vicinanza del suo uomo.
Allontanarsi da San Francisco e trascorrere il periodo natalizio nella tranquilla campagna georgiana, potrebbe far allentare la tensione a entrambi, se non fosse proprio da lì che Ray era scappato, dodici anni prima, portandosi dietro un bagaglio di dubbi e delusioni.
Quando il passato sembra offrire una via di fuga per non affrontare le incertezze del futuro, qualsiasi legame può essere messo di nuovo in discussione.

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Bambini in fuga: I giovanissimi ebrei braccati da nazisti e fondamentalisti islamici e gli eroi italiani che li salvarono

«Un’autrice capace di dare nuove interpretazioni a momenti cruciali della vicenda culturale nazionale.»Corriere della Sera – Pierluigi Battista«Mirella Serri conosce l’arte di riscrivere la storia senza però cedere all’ideologia.»Io Donna – Aldo CazzulloPer sottrarsi alle persecuzioni naziste dopo aver perso i genitori nei campi di concentramento, settantatré giovanissimi ebrei, tra i sei e i diciassette anni, attraversano la Germania e la Slovenia e riescono ad arrivare in Italia, a Nonantola, un paese in provincia di Modena. Qui, a dispetto del fascismo e delle campagne razziali, l’intera popolazione si mobilita per aiutarli, offrendo loro protezione per un anno intero.Ma l’8 settembre del 1943 la situazione precipita: Nonantola viene occupata dai nazisti e i ragazzi devono essere messi in salvo in fretta e tenuti nascosti, con la speranza di farli espatriare in Svizzera. Ripercorrendo la storia rocambolesca dei ragazzini in fuga dal Reich, Mirella Serri riporta alla luce anche il segreto e tenace lavorio di un personaggio poco conosciuto ma centrale nella Shoah: il gran Muftī di Gerusalemme, Amīn al-Ḥusaynī, esponente dell’islamismo più radicale. Da Berlino, dove si era rifugiato lavorando a fianco di Hitler e di Eichmann, al-Ḥusaynī cercò in ogni modo di bloccare l’espatrio e la salvezza degli ebrei, inclusi i ragazzi che si rifugiarono a Nonantola, arrivando perfino a costituire una divisione autonoma di SS musulmane nei Balcani per precludere l’ultima via di scampo. Quella dei ragazzi di Nonantola e dei loro salvatori è una storia di eroi dimenticati o trascurati, una storia di ribellione corale alle dittature, una storia tutta italiana e al tempo stesso universale di generosità e di profonda umanità, in una lotta contro il male che si rivela, con altri volti e altri nomi, drammaticamente attuale.

«Un’autrice capace di dare nuove interpretazioni a momenti cruciali della vicenda culturale nazionale.»Corriere della Sera – Pierluigi Battista«Mirella Serri conosce l’arte di riscrivere la storia senza però cedere all’ideologia.»Io Donna – Aldo CazzulloPer sottrarsi alle persecuzioni naziste dopo aver perso i genitori nei campi di concentramento, settantatré giovanissimi ebrei, tra i sei e i diciassette anni, attraversano la Germania e la Slovenia e riescono ad arrivare in Italia, a Nonantola, un paese in provincia di Modena. Qui, a dispetto del fascismo e delle campagne razziali, l’intera popolazione si mobilita per aiutarli, offrendo loro protezione per un anno intero.Ma l’8 settembre del 1943 la situazione precipita: Nonantola viene occupata dai nazisti e i ragazzi devono essere messi in salvo in fretta e tenuti nascosti, con la speranza di farli espatriare in Svizzera. Ripercorrendo la storia rocambolesca dei ragazzini in fuga dal Reich, Mirella Serri riporta alla luce anche il segreto e tenace lavorio di un personaggio poco conosciuto ma centrale nella Shoah: il gran Muftī di Gerusalemme, Amīn al-Ḥusaynī, esponente dell’islamismo più radicale. Da Berlino, dove si era rifugiato lavorando a fianco di Hitler e di Eichmann, al-Ḥusaynī cercò in ogni modo di bloccare l’espatrio e la salvezza degli ebrei, inclusi i ragazzi che si rifugiarono a Nonantola, arrivando perfino a costituire una divisione autonoma di SS musulmane nei Balcani per precludere l’ultima via di scampo. Quella dei ragazzi di Nonantola e dei loro salvatori è una storia di eroi dimenticati o trascurati, una storia di ribellione corale alle dittature, una storia tutta italiana e al tempo stesso universale di generosità e di profonda umanità, in una lotta contro il male che si rivela, con altri volti e altri nomi, drammaticamente attuale.

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Baciami senza rete

«Questo libro nasce da una scritta vista su un muro di Roma: SPEGNETE FACEBOOK E BACIATEVI. Fantastica sintesi di un pensiero non conformista, un’idea appesa come una cornice in mezzo al fumo degli scappamenti, una finestra abusiva, una sfida all’arrancare quotidiano di milioni di formiche, tra casa e ufficio, tra palestra e centri commerciali, obbligate a connettersi e a essere connesse senza requie, senza pensiero, senza dubbio. Una protesta probabilmente vana, sommersa dalla forzata consapevolezza di poter comunicare solo attraverso la lettura di uno schermo o lo scorrere di parole scarne o di immagini che uno strumento tecnologico può e deve trasmettere senza soluzione di continuità.» È con queste parole che Paolo Crepet introduce la sua analisi appassionata e libera da pregiudizi della condizione dell’individuo e dei rapporti interpersonali nel mondo digitale e interconnesso in cui oggi tutti viviamo, ma dal quale le giovani generazioni sembrano letteralmente rapite. Quasi che solo attraverso l’uso delle nuove tecnologie e dei social network sentissero di poter interagire, informarsi, far parte di una comunità, in una parola *esserci*. Ma come sarà, da adulto, un bambino che ha comunicato sempre e soltanto attraverso un device? Che ne sarà della sua abilità nell’utilizzare e sviluppare il proprio apparato sensoriale? Quali cambiamenti interverranno nel suo modo di vivere i sentimenti e le relazioni sociali, nella sua capacità empatica? Rispondendo a questi cruciali e sempre più stringenti interrogativi che assillano in particolare genitori, insegnanti e educatori dei cosiddetti «nativi digitali», Crepet evita i toni apocalittici e la fin troppo facile demonizzazione del lato oscuro presente in ogni forma di progresso, perché «questo libro non è un atto di accusa, non è contro qualcosa. Il mio scopo fondamentale è cercare di continuare a discutere sulle conseguenze, volute o indesiderate, del grande cambiamento che le nuove tecnologie digitali stanno imprimendo alla nostra quotidianità. È il tentativo di sottolineare contraddizioni ed effetti collaterali di un nuovo mondo che si presenta non solo come l’ultima e più stupefacente rivoluzione industriale – quella digitale – ma, soprattutto, come una strabiliante e inattesa mutazione antropologica».

«Questo libro nasce da una scritta vista su un muro di Roma: SPEGNETE FACEBOOK E BACIATEVI. Fantastica sintesi di un pensiero non conformista, un’idea appesa come una cornice in mezzo al fumo degli scappamenti, una finestra abusiva, una sfida all’arrancare quotidiano di milioni di formiche, tra casa e ufficio, tra palestra e centri commerciali, obbligate a connettersi e a essere connesse senza requie, senza pensiero, senza dubbio. Una protesta probabilmente vana, sommersa dalla forzata consapevolezza di poter comunicare solo attraverso la lettura di uno schermo o lo scorrere di parole scarne o di immagini che uno strumento tecnologico può e deve trasmettere senza soluzione di continuità.» È con queste parole che Paolo Crepet introduce la sua analisi appassionata e libera da pregiudizi della condizione dell’individuo e dei rapporti interpersonali nel mondo digitale e interconnesso in cui oggi tutti viviamo, ma dal quale le giovani generazioni sembrano letteralmente rapite. Quasi che solo attraverso l’uso delle nuove tecnologie e dei social network sentissero di poter interagire, informarsi, far parte di una comunità, in una parola *esserci*. Ma come sarà, da adulto, un bambino che ha comunicato sempre e soltanto attraverso un device? Che ne sarà della sua abilità nell’utilizzare e sviluppare il proprio apparato sensoriale? Quali cambiamenti interverranno nel suo modo di vivere i sentimenti e le relazioni sociali, nella sua capacità empatica? Rispondendo a questi cruciali e sempre più stringenti interrogativi che assillano in particolare genitori, insegnanti e educatori dei cosiddetti «nativi digitali», Crepet evita i toni apocalittici e la fin troppo facile demonizzazione del lato oscuro presente in ogni forma di progresso, perché «questo libro non è un atto di accusa, non è contro qualcosa. Il mio scopo fondamentale è cercare di continuare a discutere sulle conseguenze, volute o indesiderate, del grande cambiamento che le nuove tecnologie digitali stanno imprimendo alla nostra quotidianità. È il tentativo di sottolineare contraddizioni ed effetti collaterali di un nuovo mondo che si presenta non solo come l’ultima e più stupefacente rivoluzione industriale – quella digitale – ma, soprattutto, come una strabiliante e inattesa mutazione antropologica».

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Attacco All’occidente

1992: vent’anni dopo la morte di Mussolini, il nuovo Duce non è stato ancora proclamato. Un Triumvirato, espressione delle varie correnti del Partito Nazionale Fascista, regge l’Impero, nell’attesa di un difficile accordo che risolva il grave nodo della successione a Mussolini. Nonostante l’incertezza politica, l’Italia continua ad essere una superpotenza che estende il suo dominio dalla Russia alla Somalia. Nel Medio Oriente, però, la situazione precipita. A Baghdad, Yasser Arafat, presidente della Federazione Araba, costituita da un potente gruppo di nazioni musulmane, cade ucciso in seguito ad un attentato messo in atto da un partito estremista, che ha per simbolo la mezzaluna nera, guidato da uno sceicco imprendibile e sanguinario. I seguaci della Mezzaluna Nera assumono il potere nella Federazione e provocano insurrezioni in tutto il mondo arabo, poco prima che, in un convento, l’OVRA trovi le tracce dello scienziato Ettore Majorana, inspiegabilmente scomparso nel 1938. Al largo di Cipro la Sesta Flotta americana è proditoriamente attaccata e in gran parte distrutta, grazie ad un’arma potentissima, di natura sconosciuta, utilizzata dagli eserciti arabi, che invadono e conquistano Israele. La guerra si estende in poco tempo a tutto il Medio Oriente, finché gli eserciti della Mezzaluna Nera minacciano d’invadere l’Europa. Il comando supremo delle Forze Armate dell’Impero è affidato a Romano Tebaldi, nominato di recente Triumviro, mentre tutti i paesi occidentali fanno fronte comune per impedire l’invasione. Ancora una volta, però, Tebaldi deve confrontarsi, oltre che con i nemici palesi, con inafferrabili presenze, detentrici di un potere occulto, che sembra governare nascostamente gli eventi. Saprà svelare il segreto custodito da un papa morto cinquecento anni addietro e ritrovare le tracce di una misteriosa terra oltre l’Oceano? Con quale mezzo potrà fermare la super-arma della Mezzaluna Nera e sconfiggere l’imprendibile sceicco? Sarà degno di ritornare in possesso delle insegne dell’Impero d’Occidente? Infine: di quali ineffabili conoscenze era depositario Majorana? Nel secondo episodio della saga di “Occidente”, due civiltà si affrontano in uno scontro sanguinoso e senza esclusione di colpi, che ha come posta il dominio sull’intero pianeta.

1992: vent’anni dopo la morte di Mussolini, il nuovo Duce non è stato ancora proclamato. Un Triumvirato, espressione delle varie correnti del Partito Nazionale Fascista, regge l’Impero, nell’attesa di un difficile accordo che risolva il grave nodo della successione a Mussolini. Nonostante l’incertezza politica, l’Italia continua ad essere una superpotenza che estende il suo dominio dalla Russia alla Somalia. Nel Medio Oriente, però, la situazione precipita. A Baghdad, Yasser Arafat, presidente della Federazione Araba, costituita da un potente gruppo di nazioni musulmane, cade ucciso in seguito ad un attentato messo in atto da un partito estremista, che ha per simbolo la mezzaluna nera, guidato da uno sceicco imprendibile e sanguinario. I seguaci della Mezzaluna Nera assumono il potere nella Federazione e provocano insurrezioni in tutto il mondo arabo, poco prima che, in un convento, l’OVRA trovi le tracce dello scienziato Ettore Majorana, inspiegabilmente scomparso nel 1938. Al largo di Cipro la Sesta Flotta americana è proditoriamente attaccata e in gran parte distrutta, grazie ad un’arma potentissima, di natura sconosciuta, utilizzata dagli eserciti arabi, che invadono e conquistano Israele. La guerra si estende in poco tempo a tutto il Medio Oriente, finché gli eserciti della Mezzaluna Nera minacciano d’invadere l’Europa. Il comando supremo delle Forze Armate dell’Impero è affidato a Romano Tebaldi, nominato di recente Triumviro, mentre tutti i paesi occidentali fanno fronte comune per impedire l’invasione. Ancora una volta, però, Tebaldi deve confrontarsi, oltre che con i nemici palesi, con inafferrabili presenze, detentrici di un potere occulto, che sembra governare nascostamente gli eventi. Saprà svelare il segreto custodito da un papa morto cinquecento anni addietro e ritrovare le tracce di una misteriosa terra oltre l’Oceano? Con quale mezzo potrà fermare la super-arma della Mezzaluna Nera e sconfiggere l’imprendibile sceicco? Sarà degno di ritornare in possesso delle insegne dell’Impero d’Occidente? Infine: di quali ineffabili conoscenze era depositario Majorana? Nel secondo episodio della saga di “Occidente”, due civiltà si affrontano in uno scontro sanguinoso e senza esclusione di colpi, che ha come posta il dominio sull’intero pianeta.

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Atlante occidentale

L’enorme acceleratore nucleare nel cuore dell’Europa, dove Pietro Brahe lavora sugli elementi ultimi della materia, è un vortice da cui stanno per nascere nuovi oggetti e nuovi linguaggi: accelerazione di un mondo dove le cose perdono la loro natura di cose e diventano pura immaginazione, pura energia, pura luce. È su questa luce, ancora da fermare e da scrivere, che lavora Epstein, sapendo che non potrà più «accucciarsi tra le parole», che dovrà partire da quella inedita consistenza per cercare il proprio tempo, per raccontare una geografia mobile nella quale «io» e «qui» sono soltanto un punto precario sulla carta, un singolare Atlante degli oggetti, dei corpi, dei sentimenti.
L’incontro tra i due diventa fascinazione reciproca, desiderio di confrontarsi, di mettersi alla prova, e darà il suo frutto: esperimento riuscito, come quello di Del Giudice, che con *Atlante occidentale* ha aperto la narrazione contemporanea all’insorgere del non previsto, misurandosi con le mutazioni radicali del nostro tempo.

L’enorme acceleratore nucleare nel cuore dell’Europa, dove Pietro Brahe lavora sugli elementi ultimi della materia, è un vortice da cui stanno per nascere nuovi oggetti e nuovi linguaggi: accelerazione di un mondo dove le cose perdono la loro natura di cose e diventano pura immaginazione, pura energia, pura luce. È su questa luce, ancora da fermare e da scrivere, che lavora Epstein, sapendo che non potrà più «accucciarsi tra le parole», che dovrà partire da quella inedita consistenza per cercare il proprio tempo, per raccontare una geografia mobile nella quale «io» e «qui» sono soltanto un punto precario sulla carta, un singolare Atlante degli oggetti, dei corpi, dei sentimenti.
L’incontro tra i due diventa fascinazione reciproca, desiderio di confrontarsi, di mettersi alla prova, e darà il suo frutto: esperimento riuscito, come quello di Del Giudice, che con *Atlante occidentale* ha aperto la narrazione contemporanea all’insorgere del non previsto, misurandosi con le mutazioni radicali del nostro tempo.

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Argo il cieco ovvero i sogni della memoria

Scrive Leopardi in un luogo della sua Storia del genere umano: «E Giove seguitò dicendo: avranno tuttavia qualche mediocre conforto da quel fantasma che chiamano Amore». Non diversamente il protagonista di queste pagine (lo stesso autore, forse; ma forse no, a dispetto delle coincidenza onomastica), assediato dall’inverno in un albergo romano, rievoca, per medicina dei suoi accessi d’angoscia, antiche venture di cuore nel Sud, al tempo della gioventù. Ne risulta uno sdoppiarsi dell’io parlante in due città ed età diverse sotto due maschere alterne, in altalena perpetua fra abbandono e impostura, sfogo ingenuo e farnetico astuto. Un diario-romanzo, insomma, che via via può leggersi come ballata delle dame del tempo che fu, o come Mea Culpa di un vecchio che vanamente si ostina a promuovere in leggenda, attraverso ilarotragici ingranaggi di parole, la sua povera «vita nova».

Scrive Leopardi in un luogo della sua Storia del genere umano: «E Giove seguitò dicendo: avranno tuttavia qualche mediocre conforto da quel fantasma che chiamano Amore». Non diversamente il protagonista di queste pagine (lo stesso autore, forse; ma forse no, a dispetto delle coincidenza onomastica), assediato dall’inverno in un albergo romano, rievoca, per medicina dei suoi accessi d’angoscia, antiche venture di cuore nel Sud, al tempo della gioventù. Ne risulta uno sdoppiarsi dell’io parlante in due città ed età diverse sotto due maschere alterne, in altalena perpetua fra abbandono e impostura, sfogo ingenuo e farnetico astuto. Un diario-romanzo, insomma, che via via può leggersi come ballata delle dame del tempo che fu, o come Mea Culpa di un vecchio che vanamente si ostina a promuovere in leggenda, attraverso ilarotragici ingranaggi di parole, la sua povera «vita nova».

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Appunti di meccanica celeste

Sono passati gli anni, e a Girifalco le vite seguitano a orbitare come corpi celesti, traiettorie che s’intersecano e si allontanano rispondendo alle misteriose leggi dell’universo. Tutte le vite tranne alcune, a cui un fato beffardo sembra aver sottratto il movimento e le illusioni.
Lulù il pazzo vaga per il paese suonando le foglie, in attesa che màmmasa ritorni per ascoltare il suo valzer. Archidemu Crisippu coltiva l’indifferenza verso il mondo, che a don Venanzio, invece, interessa soltanto coltivare il piacere dei sensi. Cuncettina ‘a sìcca sospira al figlio mai nato, mentre Angeliaddu desidera il padre che non ha mai avuto. E non c’è giorno che Mararosa non maledica Rorò, per averle rubato l’amore della vita.
La mattina dopo san Lorenzo, notte delle stelle, arriva a Girifalco un circo. Non è di quelli che si fermano di tanto in tanto; è una carovana avvolta da un’aura incantata, un corteo sfavillante di elefanti e domatori, trapezisti, lanciatori di coltelli e illusionisti. La novità scuote la gente ed eccita gli animi, e cambierà per sempre le sorti dei sette protagonisti del romanzo.
Domenico Dara torna nel luogo del suo fortunato esordio – Girifalco, paese reale e insieme suggestiva Macondo magnogreca – per raccontare una storia di destini sovvertiti e miracoli terreni, una fiaba letteraria che invita a guardare la realtà oltre le comuni apparenze.

Sono passati gli anni, e a Girifalco le vite seguitano a orbitare come corpi celesti, traiettorie che s’intersecano e si allontanano rispondendo alle misteriose leggi dell’universo. Tutte le vite tranne alcune, a cui un fato beffardo sembra aver sottratto il movimento e le illusioni.
Lulù il pazzo vaga per il paese suonando le foglie, in attesa che màmmasa ritorni per ascoltare il suo valzer. Archidemu Crisippu coltiva l’indifferenza verso il mondo, che a don Venanzio, invece, interessa soltanto coltivare il piacere dei sensi. Cuncettina ‘a sìcca sospira al figlio mai nato, mentre Angeliaddu desidera il padre che non ha mai avuto. E non c’è giorno che Mararosa non maledica Rorò, per averle rubato l’amore della vita.
La mattina dopo san Lorenzo, notte delle stelle, arriva a Girifalco un circo. Non è di quelli che si fermano di tanto in tanto; è una carovana avvolta da un’aura incantata, un corteo sfavillante di elefanti e domatori, trapezisti, lanciatori di coltelli e illusionisti. La novità scuote la gente ed eccita gli animi, e cambierà per sempre le sorti dei sette protagonisti del romanzo.
Domenico Dara torna nel luogo del suo fortunato esordio – Girifalco, paese reale e insieme suggestiva Macondo magnogreca – per raccontare una storia di destini sovvertiti e miracoli terreni, una fiaba letteraria che invita a guardare la realtà oltre le comuni apparenze.

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Anime Eterne

Romania, XV secolo. Il principe Vlad Tepes Dracula III detto l’Impalatore, regna nella Valacchia e da tempo combatte per mantenere l’ordine politico e religioso della sua terra, ma non tutti approvano i suoi metodi estremi. Soprattutto il suo nipote prediletto Stefan, avendo un cuore puro e pacifista, ritiene le sue leggi eccessivamente severe e non appena ha la possibilità di diventare re perché Vlad viene rinchiuso per anni in prigione a causa di un complotto politico, riforma ogni legge abolendo perfino la pena di morte per impalazione… al suo ritorno però Vlad non è più lo stesso di un tempo. La guerra e la morte della prima moglie lo hanno incattivito così tanto da avergli fatto scegliere di diventare un demonio. Vlad rinchiude Stefan nei sotterranei del suo castello e solo quando si ammala di tubercolosi ha dei rimorsi e tenta di salvarlo trasformandolo in quello che è lui: un vampiro, ma prima che la metamorfosi si completi, Stefan si uccide. Sua moglie Serafine impazzisce dal dolore e si uccide anch’ella e questa tragica serie di eventi, causa che una maledizione incomba sulle loro anime che si ritroveranno a vivere reincarnandosi in altri luoghi, in altri tempi e in circostanze molto avverse. Cosa succede infatti quando un figlio della luce diventa un figlio delle tenebre generando un karma che lo condanna alla maledizione della giovinezza eterna? Lei è bella, innocente e umana… lui è affascinante, tenebroso ed è un vampiro… un vampiro sul quale vengono diffuse molte leggende orribili… nella sua ultima incarnazione lei è tormentata da alcuni incubi ricorrenti di cui neppure suo fratello che è uno psichiatra, riesce a comprendere la provenienza; incubi che le mostrano come un’ossessione, gli squarci più significativi delle sue vite precedenti affinché si renda conto di essere tornata dal passato per riequilibrare il karma molto doloroso generatosi tra lei ed il suo antico amore Stefan. Sono ormai fatalmente diversi, eppure così fatalmente innamorati… Viene così compiuto in questa storia un lunghissimo viaggio dalla Romania medievale all’America degli anni ’50 e dall’Inghilterra degli anni ’90 fino di nuovo al regno di Dracula e al suo castello rumeno che nasconde una serie di segreti agghiaccianti… Una storia di amanti e rinnegati e di spettri, demoni ed eroi questa che mostra la figura del vampiro in maniera atipica e diversa rispetto a come l’han spesso mostrata le antiche leggende…

Romania, XV secolo. Il principe Vlad Tepes Dracula III detto l’Impalatore, regna nella Valacchia e da tempo combatte per mantenere l’ordine politico e religioso della sua terra, ma non tutti approvano i suoi metodi estremi. Soprattutto il suo nipote prediletto Stefan, avendo un cuore puro e pacifista, ritiene le sue leggi eccessivamente severe e non appena ha la possibilità di diventare re perché Vlad viene rinchiuso per anni in prigione a causa di un complotto politico, riforma ogni legge abolendo perfino la pena di morte per impalazione… al suo ritorno però Vlad non è più lo stesso di un tempo. La guerra e la morte della prima moglie lo hanno incattivito così tanto da avergli fatto scegliere di diventare un demonio. Vlad rinchiude Stefan nei sotterranei del suo castello e solo quando si ammala di tubercolosi ha dei rimorsi e tenta di salvarlo trasformandolo in quello che è lui: un vampiro, ma prima che la metamorfosi si completi, Stefan si uccide. Sua moglie Serafine impazzisce dal dolore e si uccide anch’ella e questa tragica serie di eventi, causa che una maledizione incomba sulle loro anime che si ritroveranno a vivere reincarnandosi in altri luoghi, in altri tempi e in circostanze molto avverse. Cosa succede infatti quando un figlio della luce diventa un figlio delle tenebre generando un karma che lo condanna alla maledizione della giovinezza eterna? Lei è bella, innocente e umana… lui è affascinante, tenebroso ed è un vampiro… un vampiro sul quale vengono diffuse molte leggende orribili… nella sua ultima incarnazione lei è tormentata da alcuni incubi ricorrenti di cui neppure suo fratello che è uno psichiatra, riesce a comprendere la provenienza; incubi che le mostrano come un’ossessione, gli squarci più significativi delle sue vite precedenti affinché si renda conto di essere tornata dal passato per riequilibrare il karma molto doloroso generatosi tra lei ed il suo antico amore Stefan. Sono ormai fatalmente diversi, eppure così fatalmente innamorati… Viene così compiuto in questa storia un lunghissimo viaggio dalla Romania medievale all’America degli anni ’50 e dall’Inghilterra degli anni ’90 fino di nuovo al regno di Dracula e al suo castello rumeno che nasconde una serie di segreti agghiaccianti… Una storia di amanti e rinnegati e di spettri, demoni ed eroi questa che mostra la figura del vampiro in maniera atipica e diversa rispetto a come l’han spesso mostrata le antiche leggende…

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Anime di luce: Miracoli ad Atlantide

Ad Atlantide, regno fondato da Poseidone che dimora sul Monte Atlas insieme a Zeus e agli altri Dei che vegliano da millenni sul destino degli uomini, si raccontano le vite di diversi personaggi che a un certo punto finiranno tutte con l’incrociarsi… Una parte della storia racconta di Illia, una bambina molto sfortunata la cui vita cambia completamente il giorno in cui incontra un uomo molto speciale: Orthros, che figlio di un mortale e di una ninfa, possiede degli speciali poteri psichici… L’altra parte della storia invece racconta di tre fratelli greci che imbarcandosi alla ricerca di Atlantide, vivranno delle avventure oscure finche due di loro non incontreranno alcuni guerrieri di Atena che li aiuteranno. Tra loro spicchera la figura di Perseo, il bel figlio mortale di Zeus che riuscira a uccidere Medusa e a compiere diverse altre buone azioni. *Anime di luce e il titolo di una saga ibrido di tematiche basate sulla mitologia greca e tematiche basate sulla leggendaria Atlantide. “Miracoli ad Atlantide” e la prima parte di una duologia che ne rappresenta solo un episodio ed e simile in fondo a una fiaba un po’ malinconica che attraverso una narrazione semplice e fluida, parla di speranza, di miracoli, di malattie terribili, di conflitti civili e lotte per il potere, di abusi scientifici e tecnologici, di viaggi nell’aldila, di mari infestati da sirene dal bell’aspetto ma possedute da anime dannate e di esperimenti effettuati su esseri umani che vengono tramutati nel Tempio della Magia di Meruvia, in orrendi mostri con caratteristiche semi-animali.* ***** * CONTATTO DELL’AUTRICE: https: //[www.facebook.com/linagiudettiautrice/…](http://www.facebook.com/linagiudettiautrice/?fref=ts) ******

Ad Atlantide, regno fondato da Poseidone che dimora sul Monte Atlas insieme a Zeus e agli altri Dei che vegliano da millenni sul destino degli uomini, si raccontano le vite di diversi personaggi che a un certo punto finiranno tutte con l’incrociarsi… Una parte della storia racconta di Illia, una bambina molto sfortunata la cui vita cambia completamente il giorno in cui incontra un uomo molto speciale: Orthros, che figlio di un mortale e di una ninfa, possiede degli speciali poteri psichici… L’altra parte della storia invece racconta di tre fratelli greci che imbarcandosi alla ricerca di Atlantide, vivranno delle avventure oscure finche due di loro non incontreranno alcuni guerrieri di Atena che li aiuteranno. Tra loro spicchera la figura di Perseo, il bel figlio mortale di Zeus che riuscira a uccidere Medusa e a compiere diverse altre buone azioni. *Anime di luce e il titolo di una saga ibrido di tematiche basate sulla mitologia greca e tematiche basate sulla leggendaria Atlantide. “Miracoli ad Atlantide” e la prima parte di una duologia che ne rappresenta solo un episodio ed e simile in fondo a una fiaba un po’ malinconica che attraverso una narrazione semplice e fluida, parla di speranza, di miracoli, di malattie terribili, di conflitti civili e lotte per il potere, di abusi scientifici e tecnologici, di viaggi nell’aldila, di mari infestati da sirene dal bell’aspetto ma possedute da anime dannate e di esperimenti effettuati su esseri umani che vengono tramutati nel Tempio della Magia di Meruvia, in orrendi mostri con caratteristiche semi-animali.* ***** * CONTATTO DELL’AUTRICE: https: //[www.facebook.com/linagiudettiautrice/…](http://www.facebook.com/linagiudettiautrice/?fref=ts) ******

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Angeli Terribili

**«La lapide che tutti raccontano e che nessuno ha visto è scomparsa, inghiottita dal tempo che non vuole memoria e dagli uomini che non vogliono pace.»**

«Qui giace Cruchi, uomo iniquo e perverso, pregare per lui è tempo perso.» È il feroce epitaffio sulla lapide di un uomo morto sul finire della Seconda guerra mondiale, la cui memoria era tramandata di bocca in bocca dai vecchi che avevano vissuto quegli anni tormentati, e che riemerge ora tra i ricordi dell’infanzia dell’autore. Ma chi era Cruchi, al secolo Amadio De Stalis, e che cosa aveva fatto per guadagnarsi quel giudizio crudele, per non meritare neppure una preghiera? Era forse un partigiano? Una spia fascista? O una vittima innocente? Gianni Barbacetto indaga tra le pieghe di testi storici, relazioni di polizia, memoriali politici e privati per portare alla luce una vicenda mai raccontata prima, e con talento di autentico narratore ricostruisce un pezzo della sua storia personale e della nostra storia collettiva, nel mezzo di una guerra di tutti contro tutti che ha diviso i fascisti dai resistenti e i resistenti tra loro. E, sullo sfondo, dipinge con affetto e disincanto quel pezzo d’Italia a nord del Nordest, al confine con l’Austria, quella Carnia ferita, lacerata da divisioni profonde e attraversata da eserciti stranieri, nel bel mezzo della confusa, eroica, sanguinosa epopea della Resistenza.

**«La lapide che tutti raccontano e che nessuno ha visto è scomparsa, inghiottita dal tempo che non vuole memoria e dagli uomini che non vogliono pace.»**

«Qui giace Cruchi, uomo iniquo e perverso, pregare per lui è tempo perso.» È il feroce epitaffio sulla lapide di un uomo morto sul finire della Seconda guerra mondiale, la cui memoria era tramandata di bocca in bocca dai vecchi che avevano vissuto quegli anni tormentati, e che riemerge ora tra i ricordi dell’infanzia dell’autore. Ma chi era Cruchi, al secolo Amadio De Stalis, e che cosa aveva fatto per guadagnarsi quel giudizio crudele, per non meritare neppure una preghiera? Era forse un partigiano? Una spia fascista? O una vittima innocente? Gianni Barbacetto indaga tra le pieghe di testi storici, relazioni di polizia, memoriali politici e privati per portare alla luce una vicenda mai raccontata prima, e con talento di autentico narratore ricostruisce un pezzo della sua storia personale e della nostra storia collettiva, nel mezzo di una guerra di tutti contro tutti che ha diviso i fascisti dai resistenti e i resistenti tra loro. E, sullo sfondo, dipinge con affetto e disincanto quel pezzo d’Italia a nord del Nordest, al confine con l’Austria, quella Carnia ferita, lacerata da divisioni profonde e attraversata da eserciti stranieri, nel bel mezzo della confusa, eroica, sanguinosa epopea della Resistenza.

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Amori perduti di gioventù: Un caso per Isabel Dalhousie, filosofa e investigatrice

«Alexander McCall Smith è una ventata di aria fresca nella detective story: supera le convenzioni, snobba i cliché e sovverte i pregiudizi.»The Sunday TelegraphLa routine quotidiana di Isabel Dalhousie, filosofa e direttrice della «Rivista di Etica Applicata», viene improvvisamente interrotta: Jane Cooper, una filosofa australiana che si trova a Edimburgo per rintracciare i suoi veri genitori, le chiede di darle una mano. Isabel non si tira certo indietro, il suo spirito investigativo e la sua curiosità si uniscono al piacere di aiutare una nuova amica. Oltre a questa, ci sono altre piccole, grandi questioni con cui la nostra filosofa-investigatrice deve fare i conti: il figlio Charlie che cresce e diventa sempre più impegnativo, la sua governante e amica Grace che si dà a rischiose speculazioni finanziarie, la nuova fiamma della nipote Cat… e, infine, quella più urgente di tutte: quando e come lei e il giovane fidanzato Jamie riusciranno finalmente a sposarsi?Una nuova avventura dell’amatissima Isabel Dalhousie, che mescola filosofia e quotidiano, e coglie anche l’occasione per riflettere sul tema quanto mai attuale di cosa significhi davvero la parola «famiglia».

«Alexander McCall Smith è una ventata di aria fresca nella detective story: supera le convenzioni, snobba i cliché e sovverte i pregiudizi.»The Sunday TelegraphLa routine quotidiana di Isabel Dalhousie, filosofa e direttrice della «Rivista di Etica Applicata», viene improvvisamente interrotta: Jane Cooper, una filosofa australiana che si trova a Edimburgo per rintracciare i suoi veri genitori, le chiede di darle una mano. Isabel non si tira certo indietro, il suo spirito investigativo e la sua curiosità si uniscono al piacere di aiutare una nuova amica. Oltre a questa, ci sono altre piccole, grandi questioni con cui la nostra filosofa-investigatrice deve fare i conti: il figlio Charlie che cresce e diventa sempre più impegnativo, la sua governante e amica Grace che si dà a rischiose speculazioni finanziarie, la nuova fiamma della nipote Cat… e, infine, quella più urgente di tutte: quando e come lei e il giovane fidanzato Jamie riusciranno finalmente a sposarsi?Una nuova avventura dell’amatissima Isabel Dalhousie, che mescola filosofia e quotidiano, e coglie anche l’occasione per riflettere sul tema quanto mai attuale di cosa significhi davvero la parola «famiglia».

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Amore In Camice – Parte 3

Charity sta vivendo la sua vita e il Dottor Elijah Bennet si sta dimostrando una tentazione cui è incapace di resistere.
Quando il gala per il compleanno di suo padre si avvicina, Charity cerca in tutti i modi di dimostrargli quanto valga e che la sua scelta di abbandonare la scuola di medicina non sia stata un errore. 
La relazione con Elijah è continuamente messa a dura prova, nonostante i suoi sentimenti per lui continuino a crescere.
L’amore riuscirà a trionfare? O la vita di Charity verrà stravolta da eventi imprevedibili? 
**
### Sinossi
Charity sta vivendo la sua vita e il Dottor Elijah Bennet si sta dimostrando una tentazione cui è incapace di resistere.
Quando il gala per il compleanno di suo padre si avvicina, Charity cerca in tutti i modi di dimostrargli quanto valga e che la sua scelta di abbandonare la scuola di medicina non sia stata un errore. 
La relazione con Elijah è continuamente messa a dura prova, nonostante i suoi sentimenti per lui continuino a crescere.
L’amore riuscirà a trionfare? O la vita di Charity verrà stravolta da eventi imprevedibili?

Charity sta vivendo la sua vita e il Dottor Elijah Bennet si sta dimostrando una tentazione cui è incapace di resistere.
Quando il gala per il compleanno di suo padre si avvicina, Charity cerca in tutti i modi di dimostrargli quanto valga e che la sua scelta di abbandonare la scuola di medicina non sia stata un errore. 
La relazione con Elijah è continuamente messa a dura prova, nonostante i suoi sentimenti per lui continuino a crescere.
L’amore riuscirà a trionfare? O la vita di Charity verrà stravolta da eventi imprevedibili? 
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### Sinossi
Charity sta vivendo la sua vita e il Dottor Elijah Bennet si sta dimostrando una tentazione cui è incapace di resistere.
Quando il gala per il compleanno di suo padre si avvicina, Charity cerca in tutti i modi di dimostrargli quanto valga e che la sua scelta di abbandonare la scuola di medicina non sia stata un errore. 
La relazione con Elijah è continuamente messa a dura prova, nonostante i suoi sentimenti per lui continuino a crescere.
L’amore riuscirà a trionfare? O la vita di Charity verrà stravolta da eventi imprevedibili?

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Altissima Poverta’

Che cos’è una regola, se essa sembra confondersi senza residui con la vita? E che cos’è una vita umana, se in ogni suo gesto, in ogni sua parola, in ogni suo silenzio non può più essere distinta dalla regola?
È a queste domande che il nuovo libro di Agamben cerca di dare una risposta attraverso un’appassionata rilettura di quel fenomeno affascinante e sterminato che è il monachesimo occidentale da Pacomio a San Francesco. Se il libro ricostruisce nei particolari la vita dei monaci nella loro ossessiva attenzione alla scansione temporale e alla regola, alle tecniche ascetiche e alla liturgia, la tesi di Agamben è, però, che la vera novità del monachesimo non sta nella confusione fra la vita e la norma, ma nella scoperta di una nuova dimensione, in cui forse per la prima volta la «vita» come tale si afferma nella sua autonomia e la rivendicazione dell’«altissima povertà» e dell’«uso» lancia al diritto una sfida con cui il nostro tempo deve ancora fare i conti.
«Come pensare una forma-di-vita, cioè una vita umana del tutto sottratta alla presa del diritto e un uso dei corpi e del mondo che non si sostanzi mai in un’appropriazione? Come pensare la vita come ciò di cui non si dà mai proprietà, ma soltanto un uso comune?».
«L'”altissima povertà”, col suo uso delle cose, è la forma-di-vita che comincia quando tutte le forme di vita dell’Occidente sono giunte alla loro consumazione storica».

Che cos’è una regola, se essa sembra confondersi senza residui con la vita? E che cos’è una vita umana, se in ogni suo gesto, in ogni sua parola, in ogni suo silenzio non può più essere distinta dalla regola?
È a queste domande che il nuovo libro di Agamben cerca di dare una risposta attraverso un’appassionata rilettura di quel fenomeno affascinante e sterminato che è il monachesimo occidentale da Pacomio a San Francesco. Se il libro ricostruisce nei particolari la vita dei monaci nella loro ossessiva attenzione alla scansione temporale e alla regola, alle tecniche ascetiche e alla liturgia, la tesi di Agamben è, però, che la vera novità del monachesimo non sta nella confusione fra la vita e la norma, ma nella scoperta di una nuova dimensione, in cui forse per la prima volta la «vita» come tale si afferma nella sua autonomia e la rivendicazione dell’«altissima povertà» e dell’«uso» lancia al diritto una sfida con cui il nostro tempo deve ancora fare i conti.
«Come pensare una forma-di-vita, cioè una vita umana del tutto sottratta alla presa del diritto e un uso dei corpi e del mondo che non si sostanzi mai in un’appropriazione? Come pensare la vita come ciò di cui non si dà mai proprietà, ma soltanto un uso comune?».
«L'”altissima povertà”, col suo uso delle cose, è la forma-di-vita che comincia quando tutte le forme di vita dell’Occidente sono giunte alla loro consumazione storica».

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Altare della patria

Roma, anno del Signore 1978. Nel cuore della città eterna si consuma una sfida impensabile, che soltanto le scritture sacre o la letteratura tentano di raccontare. In una sfida all’Ok Corral più vertiginoso, Dio e Satana si fronteggiano come è sempre accaduto – scommettendo sugli umani. A interpretare il ruolo che fu di Giobbe,con opportune variazioni e aggiornamenti sconcertanti, Paolo vi e Aldo Moro. Sono sagome gemelle nella lotta contro il Male, anime incarnate in corpi smunti, una sul trono spirituale e l’altra caduta dal trono temporale. Uno è il vicario di Cristo e l’altro è il vicario di Cesare. Aldo Moro, rapito, chiede l’aiuto del Santo Padre, che non riesce a scongiurarne l’esecuzione e finisce con il celebrare i funerali dell’uomo politico che in lui aveva confidato. Come nei miti che diedero impulso alle tragedie classiche, si conosce tutto della storia a cui si va ad assistere, ma si resta perturbati da come viene narrata.Satana prova a incrinare la fede assoluta di due personaggi altrettanto assoluti in location impossibili: la cupola di San Pietro e l’Altare della Patria. In questa danza macabra, che Ferruccio Parazzoli registra con il contegno dello scriba, si scatena un vortice di apparizioni e fantasmi.Incubi della storia, nomi altolocati e leggende urbane sono convocati per via medianica a comporre la vicenda italiana: Romano Prodi a una seduta spiritica, le Brigate Rosse nel loro covo, Giulio Andreotti che profetizza, la Democrazia cristiana e la storia tutta, che sfugge dalla mano guantata di Paolo vi e da quella ingiallita di Aldo Moro. Riprendendo ed estendendo la narrazione di Adesso viene la notte, Ferruccio Parazzoli compone un atlante del male in cui Città di Dio e Città terrena collassano una nell’altra. Western metafisico, romanzo storico, parabola sapienziale, sceneggiatura per un film irrealizzabile – la forma dell’oggetto narrativo nel nostro tempo è un libro magro e terribile, capace di interrogarci nuovamente sulle ragioni del cielo e i fondamenti della terra.

Roma, anno del Signore 1978. Nel cuore della città eterna si consuma una sfida impensabile, che soltanto le scritture sacre o la letteratura tentano di raccontare. In una sfida all’Ok Corral più vertiginoso, Dio e Satana si fronteggiano come è sempre accaduto – scommettendo sugli umani. A interpretare il ruolo che fu di Giobbe,con opportune variazioni e aggiornamenti sconcertanti, Paolo vi e Aldo Moro. Sono sagome gemelle nella lotta contro il Male, anime incarnate in corpi smunti, una sul trono spirituale e l’altra caduta dal trono temporale. Uno è il vicario di Cristo e l’altro è il vicario di Cesare. Aldo Moro, rapito, chiede l’aiuto del Santo Padre, che non riesce a scongiurarne l’esecuzione e finisce con il celebrare i funerali dell’uomo politico che in lui aveva confidato. Come nei miti che diedero impulso alle tragedie classiche, si conosce tutto della storia a cui si va ad assistere, ma si resta perturbati da come viene narrata.Satana prova a incrinare la fede assoluta di due personaggi altrettanto assoluti in location impossibili: la cupola di San Pietro e l’Altare della Patria. In questa danza macabra, che Ferruccio Parazzoli registra con il contegno dello scriba, si scatena un vortice di apparizioni e fantasmi.Incubi della storia, nomi altolocati e leggende urbane sono convocati per via medianica a comporre la vicenda italiana: Romano Prodi a una seduta spiritica, le Brigate Rosse nel loro covo, Giulio Andreotti che profetizza, la Democrazia cristiana e la storia tutta, che sfugge dalla mano guantata di Paolo vi e da quella ingiallita di Aldo Moro. Riprendendo ed estendendo la narrazione di Adesso viene la notte, Ferruccio Parazzoli compone un atlante del male in cui Città di Dio e Città terrena collassano una nell’altra. Western metafisico, romanzo storico, parabola sapienziale, sceneggiatura per un film irrealizzabile – la forma dell’oggetto narrativo nel nostro tempo è un libro magro e terribile, capace di interrogarci nuovamente sulle ragioni del cielo e i fondamenti della terra.

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