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Nietzsche, il politeismo e la parodia

Nella sterminata serie di esegeti di Nietzsche che si sono susseguiti, Klossowski ha qualcosa di unico: per la libertà, per la capacità rabdomantica con cui si inoltra negli ingannevoli meandri degli scritti di Nietzsche. Qui, con gesto risoluto, sgom­bera subito il campo da interpretazioni tanto diffuse quanto fuorvianti, come quella erronea «del “superuomo” deliberatamente separato dal suo corollario, ossia la dottrina dell’eterno ritorno»: occorre infatti, anzitutto, «liberare opportunamente l’esperienza che porta il nome di Nietzsche sia dal suo contesto storico sia dalle manipolazioni di cui è stata fatalmente oggetto presso la posterità» – l’inevitabile prezzo che doveva pagare «un’anima condotta all’incandescenza». E incandescenti sono anche queste pagine di Klossowski, in una lettura di Nietz­sche dove s’intrecciano il recupero della dimensione mitica, il legame di reversibilità tra verità e finzione, la tensione tra il poeta, il filosofo e il profeta. Una lettura contrassegnata dalla complicità, e dalla piena identi­ficazione con un aforisma della «Gaia scienza»: «Noi senza patria siamo per razza e provenienza troppo multiformi e ibridi» – vale a dire, precisa Klossowski, «troppo legati a tutto ciò che è stato vissuto nel corso del tempo, esperito in luoghi diversi; insomma, troppo ricchi e quindi troppo liberi per rinunciare a questa ricchezza e a questa libertà in favore di un’appartenenza concretamente determinata dal tempo e dallo spazio». **
### Sinossi
Nella sterminata serie di esegeti di Nietzsche che si sono susseguiti, Klossowski ha qualcosa di unico: per la libertà, per la capacità rabdomantica con cui si inoltra negli ingannevoli meandri degli scritti di Nietzsche. Qui, con gesto risoluto, sgom­bera subito il campo da interpretazioni tanto diffuse quanto fuorvianti, come quella erronea «del “superuomo” deliberatamente separato dal suo corollario, ossia la dottrina dell’eterno ritorno»: occorre infatti, anzitutto, «liberare opportunamente l’esperienza che porta il nome di Nietzsche sia dal suo contesto storico sia dalle manipolazioni di cui è stata fatalmente oggetto presso la posterità» – l’inevitabile prezzo che doveva pagare «un’anima condotta all’incandescenza». E incandescenti sono anche queste pagine di Klossowski, in una lettura di Nietz­sche dove s’intrecciano il recupero della dimensione mitica, il legame di reversibilità tra verità e finzione, la tensione tra il poeta, il filosofo e il profeta. Una lettura contrassegnata dalla complicità, e dalla piena identi­ficazione con un aforisma della «Gaia scienza»: «Noi senza patria siamo per razza e provenienza troppo multiformi e ibridi» – vale a dire, precisa Klossowski, «troppo legati a tutto ciò che è stato vissuto nel corso del tempo, esperito in luoghi diversi; insomma, troppo ricchi e quindi troppo liberi per rinunciare a questa ricchezza e a questa libertà in favore di un’appartenenza concretamente determinata dal tempo e dallo spazio».

Nella sterminata serie di esegeti di Nietzsche che si sono susseguiti, Klossowski ha qualcosa di unico: per la libertà, per la capacità rabdomantica con cui si inoltra negli ingannevoli meandri degli scritti di Nietzsche. Qui, con gesto risoluto, sgom­bera subito il campo da interpretazioni tanto diffuse quanto fuorvianti, come quella erronea «del “superuomo” deliberatamente separato dal suo corollario, ossia la dottrina dell’eterno ritorno»: occorre infatti, anzitutto, «liberare opportunamente l’esperienza che porta il nome di Nietzsche sia dal suo contesto storico sia dalle manipolazioni di cui è stata fatalmente oggetto presso la posterità» – l’inevitabile prezzo che doveva pagare «un’anima condotta all’incandescenza». E incandescenti sono anche queste pagine di Klossowski, in una lettura di Nietz­sche dove s’intrecciano il recupero della dimensione mitica, il legame di reversibilità tra verità e finzione, la tensione tra il poeta, il filosofo e il profeta. Una lettura contrassegnata dalla complicità, e dalla piena identi­ficazione con un aforisma della «Gaia scienza»: «Noi senza patria siamo per razza e provenienza troppo multiformi e ibridi» – vale a dire, precisa Klossowski, «troppo legati a tutto ciò che è stato vissuto nel corso del tempo, esperito in luoghi diversi; insomma, troppo ricchi e quindi troppo liberi per rinunciare a questa ricchezza e a questa libertà in favore di un’appartenenza concretamente determinata dal tempo e dallo spazio». **
### Sinossi
Nella sterminata serie di esegeti di Nietzsche che si sono susseguiti, Klossowski ha qualcosa di unico: per la libertà, per la capacità rabdomantica con cui si inoltra negli ingannevoli meandri degli scritti di Nietzsche. Qui, con gesto risoluto, sgom­bera subito il campo da interpretazioni tanto diffuse quanto fuorvianti, come quella erronea «del “superuomo” deliberatamente separato dal suo corollario, ossia la dottrina dell’eterno ritorno»: occorre infatti, anzitutto, «liberare opportunamente l’esperienza che porta il nome di Nietzsche sia dal suo contesto storico sia dalle manipolazioni di cui è stata fatalmente oggetto presso la posterità» – l’inevitabile prezzo che doveva pagare «un’anima condotta all’incandescenza». E incandescenti sono anche queste pagine di Klossowski, in una lettura di Nietz­sche dove s’intrecciano il recupero della dimensione mitica, il legame di reversibilità tra verità e finzione, la tensione tra il poeta, il filosofo e il profeta. Una lettura contrassegnata dalla complicità, e dalla piena identi­ficazione con un aforisma della «Gaia scienza»: «Noi senza patria siamo per razza e provenienza troppo multiformi e ibridi» – vale a dire, precisa Klossowski, «troppo legati a tutto ciò che è stato vissuto nel corso del tempo, esperito in luoghi diversi; insomma, troppo ricchi e quindi troppo liberi per rinunciare a questa ricchezza e a questa libertà in favore di un’appartenenza concretamente determinata dal tempo e dallo spazio».

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Neuronarrazioni

Le narrazioni sono utensili cognitivi che appaiono fin dagli albori dell’umanità. A partire dal narrative turn della seconda metà degli anni Novanta, alcuni dei più svariati ambiti tradizionalmente anarrativi (come la politica, il marketing, l’advertising, la medicina) hanno “inglobato” la narrazione all’interno del loro impianto teorico-metodologico, riconoscendone dunque il valore e le potenzialità. Uscendo dall’impasse che la legava a un alveo strettamente letterario, la narratologia sta trovando sempre più stimoli nella psicologia genetica e cognitivista, nelle teorie della mente e nelle neuroscienze. Il libro discute i più recenti orientamenti scientifici all’interno dei suddetti ambiti che mostrano le nostre reazioni neuro-fisiologiche durante la lettura/visione di una storia; quali abilità cognitive stimola la fruizione di serial TV, romanzi, film e docufiction; l’esistenza di differenze gender-related nella formattazione del racconto e nella scelta dei generi narrativi e letterari; e infine, il benessere cognitivo derivante dall’utilizzo delle narrazioni in soggetti con disturbi da stress post-traumatico, affetti da patologie neurodegenerative e con disturbi autistici.

Le narrazioni sono utensili cognitivi che appaiono fin dagli albori dell’umanità. A partire dal narrative turn della seconda metà degli anni Novanta, alcuni dei più svariati ambiti tradizionalmente anarrativi (come la politica, il marketing, l’advertising, la medicina) hanno “inglobato” la narrazione all’interno del loro impianto teorico-metodologico, riconoscendone dunque il valore e le potenzialità. Uscendo dall’impasse che la legava a un alveo strettamente letterario, la narratologia sta trovando sempre più stimoli nella psicologia genetica e cognitivista, nelle teorie della mente e nelle neuroscienze. Il libro discute i più recenti orientamenti scientifici all’interno dei suddetti ambiti che mostrano le nostre reazioni neuro-fisiologiche durante la lettura/visione di una storia; quali abilità cognitive stimola la fruizione di serial TV, romanzi, film e docufiction; l’esistenza di differenze gender-related nella formattazione del racconto e nella scelta dei generi narrativi e letterari; e infine, il benessere cognitivo derivante dall’utilizzo delle narrazioni in soggetti con disturbi da stress post-traumatico, affetti da patologie neurodegenerative e con disturbi autistici.

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Neoliberismo e manipolazione di massa: Storia di una bocconiana redenta

“Neoliberismo e manipolazione di massa” è rivolto a tutti coloro che vogliano affrontare un percorso di disvelamento delle menzogne che si celano dietro l’attuale modello socio-economico.
Rinnegando gli insegnamenti dell’Università “Bocconi”, dove si è formata come economista, l’autrice guida i lettori attraverso il proprio cammino di comprensione dell’inganno neoliberista.
Sentiamo spesso parlare di neoliberismo, ma in modo confuso e approssimativo, per lo più stigmatizzato come la causa di tutti i mali attuali.
Per capire appieno di cosa si tratti, è necessario scrollarsi di dosso le categorie tradizionali e adottare un approccio interdisciplinare. Tale teoria, infatti, non può essere compresa limitandosi a un’analisi economica, liquidata semplicisticamente come la supremazia totale del libero mercato e della concorrenza.
Esso rappresenta piuttosto una scienza immanente, una teoria del tutto, che permea ogni aspetto della società contemporanea con la potenza di una religione.
Attraverso la sua indiscussa egemonia, realizzata con un’abile e capillare propaganda, le élite sono riuscite a realizzare definitivamente il loro sempiterno progetto: dominare i popoli e le masse.
L’economia è stata snaturata dalla sua natura di scienza sociale rivolta all’uomo e dal suo legame diretto con l’economia reale, virando verso la finanza che, nata come supporta all’attività di produzione, è divenuta il fulcro del sistema neoliberista. Perché un modello sempre più lontano dalla realtà potesse prendere il sopravvento si è operato attraverso un costante e invisibile lavoro di manipolazione dell’opinione pubblica, fino alla sua totale interiorizzazione.
Il libro introduce la storia della psicologia delle folle, partendo dall’opera imprescindibile di Le Bon, studiata e amata dai grandi dittatori del Novecento, e di Bernays, nipote di Freud e inventore dell’ingegneria del consenso, fino allo sviluppo del capitalismo consumistico.
Poste le premesse sociologiche e storico-culturali, viene analizzato lo sviluppo del pensiero liberista prima e neoliberista poi, inteso come una degenerazione del primo, attraverso il pensiero di Von Hayek e Milton Friedman.
Il testo, che arriva ai giorni nostri, adotta un registro divulgativo e accessibile a tutti, con approfondimenti sia di carattere economico che filosofico, ma sempre estraneo a tecnicismi e sofismi accademici.
Dopo aver condotto il lettore attraverso un cammino conoscitivo e introspettivo, l’autrice propone le proprie soluzioni per operare un cambiamento reale, a livello individuale e collettivo.

“Neoliberismo e manipolazione di massa” è rivolto a tutti coloro che vogliano affrontare un percorso di disvelamento delle menzogne che si celano dietro l’attuale modello socio-economico.
Rinnegando gli insegnamenti dell’Università “Bocconi”, dove si è formata come economista, l’autrice guida i lettori attraverso il proprio cammino di comprensione dell’inganno neoliberista.
Sentiamo spesso parlare di neoliberismo, ma in modo confuso e approssimativo, per lo più stigmatizzato come la causa di tutti i mali attuali.
Per capire appieno di cosa si tratti, è necessario scrollarsi di dosso le categorie tradizionali e adottare un approccio interdisciplinare. Tale teoria, infatti, non può essere compresa limitandosi a un’analisi economica, liquidata semplicisticamente come la supremazia totale del libero mercato e della concorrenza.
Esso rappresenta piuttosto una scienza immanente, una teoria del tutto, che permea ogni aspetto della società contemporanea con la potenza di una religione.
Attraverso la sua indiscussa egemonia, realizzata con un’abile e capillare propaganda, le élite sono riuscite a realizzare definitivamente il loro sempiterno progetto: dominare i popoli e le masse.
L’economia è stata snaturata dalla sua natura di scienza sociale rivolta all’uomo e dal suo legame diretto con l’economia reale, virando verso la finanza che, nata come supporta all’attività di produzione, è divenuta il fulcro del sistema neoliberista. Perché un modello sempre più lontano dalla realtà potesse prendere il sopravvento si è operato attraverso un costante e invisibile lavoro di manipolazione dell’opinione pubblica, fino alla sua totale interiorizzazione.
Il libro introduce la storia della psicologia delle folle, partendo dall’opera imprescindibile di Le Bon, studiata e amata dai grandi dittatori del Novecento, e di Bernays, nipote di Freud e inventore dell’ingegneria del consenso, fino allo sviluppo del capitalismo consumistico.
Poste le premesse sociologiche e storico-culturali, viene analizzato lo sviluppo del pensiero liberista prima e neoliberista poi, inteso come una degenerazione del primo, attraverso il pensiero di Von Hayek e Milton Friedman.
Il testo, che arriva ai giorni nostri, adotta un registro divulgativo e accessibile a tutti, con approfondimenti sia di carattere economico che filosofico, ma sempre estraneo a tecnicismi e sofismi accademici.
Dopo aver condotto il lettore attraverso un cammino conoscitivo e introspettivo, l’autrice propone le proprie soluzioni per operare un cambiamento reale, a livello individuale e collettivo.

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Nemici miei

Nelle nostre relazioni quotidiane respiriamo un clima sempre più offuscato da intolleranza, facile offesa e una fin troppo vivace propensione all’accusa. Il crescendo di espressioni di ira e insofferenza va di pari passo con il rifiuto di fare i conti con le proprie fragilità, utilizzando gli altri come proiezione di parti scomode di sé. A partire dalle inimicizie interiori costruiamo così un mondo popolato da tanti presunti nemici esterni a cui addossare la colpa di scontento e malumori. La difficoltà a mettersi in discussione ben si evidenzia nell’attività psicoterapeutica, ma è anzitutto nella vita di tutti i giorni che i sentimenti negativi proiettati alimentano spirali di rabbia e divisioni. Riconoscere in se stessi ciò che troppo facilmente viene attribuito agli altri, assumersene la responsabilità, è l’unica strada per conoscersi, rispettarsi e ricercare forme pacifiche di convivenza, sottraendosi al rischio che la rabbia sia strumentalizzata dai giochi di potere e della politica.

Nelle nostre relazioni quotidiane respiriamo un clima sempre più offuscato da intolleranza, facile offesa e una fin troppo vivace propensione all’accusa. Il crescendo di espressioni di ira e insofferenza va di pari passo con il rifiuto di fare i conti con le proprie fragilità, utilizzando gli altri come proiezione di parti scomode di sé. A partire dalle inimicizie interiori costruiamo così un mondo popolato da tanti presunti nemici esterni a cui addossare la colpa di scontento e malumori. La difficoltà a mettersi in discussione ben si evidenzia nell’attività psicoterapeutica, ma è anzitutto nella vita di tutti i giorni che i sentimenti negativi proiettati alimentano spirali di rabbia e divisioni. Riconoscere in se stessi ciò che troppo facilmente viene attribuito agli altri, assumersene la responsabilità, è l’unica strada per conoscersi, rispettarsi e ricercare forme pacifiche di convivenza, sottraendosi al rischio che la rabbia sia strumentalizzata dai giochi di potere e della politica.

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Nemesi

Il vecchio miliardario Jason Rafiel ha lasciato una lettera ai suoi esecutori testamentari da consegnare a Miss Marple dopo la sua morte. Nella lettera si invita l’arzilla zitella di St. Mary Mead ad investigare su un omicidio senza specificare quale. Miss Marple riuscirà nell’intento ma dovrà passare attraverso una gita turistica per l’Inghilterra, la conoscenza di tre vecchie sorelle, un incidente di montagna con morto e la storia di una fanciulla deceduta dieci anni prima. **
### Sinossi
Il vecchio miliardario Jason Rafiel ha lasciato una lettera ai suoi esecutori testamentari da consegnare a Miss Marple dopo la sua morte. Nella lettera si invita l’arzilla zitella di St. Mary Mead ad investigare su un omicidio senza specificare quale. Miss Marple riuscirà nell’intento ma dovrà passare attraverso una gita turistica per l’Inghilterra, la conoscenza di tre vecchie sorelle, un incidente di montagna con morto e la storia di una fanciulla deceduta dieci anni prima.

Il vecchio miliardario Jason Rafiel ha lasciato una lettera ai suoi esecutori testamentari da consegnare a Miss Marple dopo la sua morte. Nella lettera si invita l’arzilla zitella di St. Mary Mead ad investigare su un omicidio senza specificare quale. Miss Marple riuscirà nell’intento ma dovrà passare attraverso una gita turistica per l’Inghilterra, la conoscenza di tre vecchie sorelle, un incidente di montagna con morto e la storia di una fanciulla deceduta dieci anni prima. **
### Sinossi
Il vecchio miliardario Jason Rafiel ha lasciato una lettera ai suoi esecutori testamentari da consegnare a Miss Marple dopo la sua morte. Nella lettera si invita l’arzilla zitella di St. Mary Mead ad investigare su un omicidio senza specificare quale. Miss Marple riuscirà nell’intento ma dovrà passare attraverso una gita turistica per l’Inghilterra, la conoscenza di tre vecchie sorelle, un incidente di montagna con morto e la storia di una fanciulla deceduta dieci anni prima.

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Nel paese delle nebbie

Il professor Challenger, campione della scienza e della razionalità, è un inveterato nemico del nuovo fenomeno dello spiritismo. Quando la sua amata figlia Enid e il suo futuro genero Edward Malone vengono coinvolti dallo spiritismo, realizza che l’unico modo per salvarli è dimostrar loro che si tratta di una truffa ma…. Dopo aver creato il famosissimo personaggio di Sherlock Holmes Doyle decise di penetrare nell’incredibile regno del soprannaturale, affidando al burbero ma simpaticissimo Professor Challenger il ruolo di protagonista di ben cinque dei sette suoi romanzi fantastici e fantascientifici: affascinanti peregrinazioni tra fenomeni paranormali, orrori, spiritismi e stranezze di ogni sorta. Il romanzo, scritto nel 1926, è fortemente influenzato dalla crescente convinzione dell’autore nello spiritismo, convinzione scaturitagli dopo la morte del figlio, del fratello e di due nipoti nella prima guerra mondiale.

Il professor Challenger, campione della scienza e della razionalità, è un inveterato nemico del nuovo fenomeno dello spiritismo. Quando la sua amata figlia Enid e il suo futuro genero Edward Malone vengono coinvolti dallo spiritismo, realizza che l’unico modo per salvarli è dimostrar loro che si tratta di una truffa ma…. Dopo aver creato il famosissimo personaggio di Sherlock Holmes Doyle decise di penetrare nell’incredibile regno del soprannaturale, affidando al burbero ma simpaticissimo Professor Challenger il ruolo di protagonista di ben cinque dei sette suoi romanzi fantastici e fantascientifici: affascinanti peregrinazioni tra fenomeni paranormali, orrori, spiritismi e stranezze di ogni sorta. Il romanzo, scritto nel 1926, è fortemente influenzato dalla crescente convinzione dell’autore nello spiritismo, convinzione scaturitagli dopo la morte del figlio, del fratello e di due nipoti nella prima guerra mondiale.

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Nedda

“‘Povera figliuola raggomitolata sull.ultimo gradino della scala umana’ – la raccoglitrice di olive / Nedda / la varannisa / emblema di un destino / sapore amaro della beffa. Il ‘bozzetto siciliano’ che Giovanni Verga scrisse in tre giorni, e che uscì nella Rivista Italiana di Scienze, Lettere ed Arti, il 15 giugno del 1874, fece un gran rumore tra critici e lettori. Verga fu in grado di dipingere un’autenticità psicologica attraverso la sola credibilità espressiva dei personaggi.” Dall’introduzione di Rosario Castelli. **

“‘Povera figliuola raggomitolata sull.ultimo gradino della scala umana’ – la raccoglitrice di olive / Nedda / la varannisa / emblema di un destino / sapore amaro della beffa. Il ‘bozzetto siciliano’ che Giovanni Verga scrisse in tre giorni, e che uscì nella Rivista Italiana di Scienze, Lettere ed Arti, il 15 giugno del 1874, fece un gran rumore tra critici e lettori. Verga fu in grado di dipingere un’autenticità psicologica attraverso la sola credibilità espressiva dei personaggi.” Dall’introduzione di Rosario Castelli. **

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Nata sotto il segno della sfiga

Beatrice Bordin è una (quasi) trentatreenne romana, che non ha mai avuto una relazione sentimentale degna di questo nome. Il suo migliore amico, Anthony, cerca di spronarla a darsi una mossa; la classifica settimanale di Paolo Fox è, per loro, un momento irrinunciabile e si dà il caso che l’astrologo abbia previsto un nuovo anno favorevole al segno zodiacale di Beatrice, che si ritroverà a fare i conti con più di una novità. Nel giro di una giornata conosce, infatti, due uomini, Emiliano e Luca, molto diversi tra loro ma entrambi interessati a lei. Senza rendersene pienamente conto, Beatrice resta invischiata in un triangolo amoroso difficile da gestire. Dopo aver rovinato tutto con entrambi, è costretta ad affrontare la propria precarietà sentimentale, mentre la fede in Paolo Fox inizia a vacillare. Il pronostico dell’astrologo si è dimostrato fallace, e oltre a essere ancora single, Beatrice è sull’orlo del licenziamento per non aver consegnato il manoscritto a cui stava lavorando. Insomma, un disastro su tutti i fronti… Attenzione: seconda edizione (precedentemente pubblicata in self dall’autrice con il titolo “Dal vangelo secondo Paolo Fox”).

Beatrice Bordin è una (quasi) trentatreenne romana, che non ha mai avuto una relazione sentimentale degna di questo nome. Il suo migliore amico, Anthony, cerca di spronarla a darsi una mossa; la classifica settimanale di Paolo Fox è, per loro, un momento irrinunciabile e si dà il caso che l’astrologo abbia previsto un nuovo anno favorevole al segno zodiacale di Beatrice, che si ritroverà a fare i conti con più di una novità. Nel giro di una giornata conosce, infatti, due uomini, Emiliano e Luca, molto diversi tra loro ma entrambi interessati a lei. Senza rendersene pienamente conto, Beatrice resta invischiata in un triangolo amoroso difficile da gestire. Dopo aver rovinato tutto con entrambi, è costretta ad affrontare la propria precarietà sentimentale, mentre la fede in Paolo Fox inizia a vacillare. Il pronostico dell’astrologo si è dimostrato fallace, e oltre a essere ancora single, Beatrice è sull’orlo del licenziamento per non aver consegnato il manoscritto a cui stava lavorando. Insomma, un disastro su tutti i fronti… Attenzione: seconda edizione (precedentemente pubblicata in self dall’autrice con il titolo “Dal vangelo secondo Paolo Fox”).

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Napoletano? E famme ‘na pizza

Dici Vincenzo Salemme, dici Napoli. Infatti non c’è sua opera, sia essa teatrale o cinematografica, e recentemente anche narrativa, che non ci cali nell’atmosfera del Golfo e, soprattutto, che non ce ne trasmetta i colori vividi, la filosofia, il modo di intendere la vita. A volte però essere napoletani è difficile: bisogna farsi piacere il caffè bollente, mangiare il ragù la domenica e il capitone a Natale, saper raccontare barzellette, suonare il mandolino e cantare perfettamente intonati i grandi classici della canzone partenopea, amare la pizza sopra ogni cosa, saper nuotare e fare il bagno in ogni stagione dell’anno…
Ma come mai, si è chiesto Vincenzo, tutte queste pretese le subisce soltanto chi è napoletano mentre chi nasce da un’altra parte è in fin dei conti più libero di essere e fare quel che gli pare? È da una domanda come questa che nasce il suo nuovo libro, una confessione sincera ed esilarante che ci mostra un altro volto di Napoli e dei suoi abitanti. Attraverso un viaggio negli stereotipi e nei luoghi comuni più duri a morire, Salemme ci racconta quanta “fatica” comporta essere sempre all’altezza delle aspettative e quanto è liberatorio, invece, rompere ogni tanto gli schemi, per essere soltanto se stessi. In parte autobiografia ironica e venata da un pizzico di appocundria, in parte passeggiata entusiasmante e tutta da gustare all’ombra del Vesuvio, questo libro è un ritratto che conquisterà napoletani e non. Perché, in fondo, un po’ di Napoli è dentro ognuno di noi… **
### Sinossi
Dici Vincenzo Salemme, dici Napoli. Infatti non c’è sua opera, sia essa teatrale o cinematografica, e recentemente anche narrativa, che non ci cali nell’atmosfera del Golfo e, soprattutto, che non ce ne trasmetta i colori vividi, la filosofia, il modo di intendere la vita. A volte però essere napoletani è difficile: bisogna farsi piacere il caffè bollente, mangiare il ragù la domenica e il capitone a Natale, saper raccontare barzellette, suonare il mandolino e cantare perfettamente intonati i grandi classici della canzone partenopea, amare la pizza sopra ogni cosa, saper nuotare e fare il bagno in ogni stagione dell’anno…
Ma come mai, si è chiesto Vincenzo, tutte queste pretese le subisce soltanto chi è napoletano mentre chi nasce da un’altra parte è in fin dei conti più libero di essere e fare quel che gli pare? È da una domanda come questa che nasce il suo nuovo libro, una confessione sincera ed esilarante che ci mostra un altro volto di Napoli e dei suoi abitanti. Attraverso un viaggio negli stereotipi e nei luoghi comuni più duri a morire, Salemme ci racconta quanta “fatica” comporta essere sempre all’altezza delle aspettative e quanto è liberatorio, invece, rompere ogni tanto gli schemi, per essere soltanto se stessi. In parte autobiografia ironica e venata da un pizzico di appocundria, in parte passeggiata entusiasmante e tutta da gustare all’ombra del Vesuvio, questo libro è un ritratto che conquisterà napoletani e non. Perché, in fondo, un po’ di Napoli è dentro ognuno di noi…

Dici Vincenzo Salemme, dici Napoli. Infatti non c’è sua opera, sia essa teatrale o cinematografica, e recentemente anche narrativa, che non ci cali nell’atmosfera del Golfo e, soprattutto, che non ce ne trasmetta i colori vividi, la filosofia, il modo di intendere la vita. A volte però essere napoletani è difficile: bisogna farsi piacere il caffè bollente, mangiare il ragù la domenica e il capitone a Natale, saper raccontare barzellette, suonare il mandolino e cantare perfettamente intonati i grandi classici della canzone partenopea, amare la pizza sopra ogni cosa, saper nuotare e fare il bagno in ogni stagione dell’anno…
Ma come mai, si è chiesto Vincenzo, tutte queste pretese le subisce soltanto chi è napoletano mentre chi nasce da un’altra parte è in fin dei conti più libero di essere e fare quel che gli pare? È da una domanda come questa che nasce il suo nuovo libro, una confessione sincera ed esilarante che ci mostra un altro volto di Napoli e dei suoi abitanti. Attraverso un viaggio negli stereotipi e nei luoghi comuni più duri a morire, Salemme ci racconta quanta “fatica” comporta essere sempre all’altezza delle aspettative e quanto è liberatorio, invece, rompere ogni tanto gli schemi, per essere soltanto se stessi. In parte autobiografia ironica e venata da un pizzico di appocundria, in parte passeggiata entusiasmante e tutta da gustare all’ombra del Vesuvio, questo libro è un ritratto che conquisterà napoletani e non. Perché, in fondo, un po’ di Napoli è dentro ognuno di noi… **
### Sinossi
Dici Vincenzo Salemme, dici Napoli. Infatti non c’è sua opera, sia essa teatrale o cinematografica, e recentemente anche narrativa, che non ci cali nell’atmosfera del Golfo e, soprattutto, che non ce ne trasmetta i colori vividi, la filosofia, il modo di intendere la vita. A volte però essere napoletani è difficile: bisogna farsi piacere il caffè bollente, mangiare il ragù la domenica e il capitone a Natale, saper raccontare barzellette, suonare il mandolino e cantare perfettamente intonati i grandi classici della canzone partenopea, amare la pizza sopra ogni cosa, saper nuotare e fare il bagno in ogni stagione dell’anno…
Ma come mai, si è chiesto Vincenzo, tutte queste pretese le subisce soltanto chi è napoletano mentre chi nasce da un’altra parte è in fin dei conti più libero di essere e fare quel che gli pare? È da una domanda come questa che nasce il suo nuovo libro, una confessione sincera ed esilarante che ci mostra un altro volto di Napoli e dei suoi abitanti. Attraverso un viaggio negli stereotipi e nei luoghi comuni più duri a morire, Salemme ci racconta quanta “fatica” comporta essere sempre all’altezza delle aspettative e quanto è liberatorio, invece, rompere ogni tanto gli schemi, per essere soltanto se stessi. In parte autobiografia ironica e venata da un pizzico di appocundria, in parte passeggiata entusiasmante e tutta da gustare all’ombra del Vesuvio, questo libro è un ritratto che conquisterà napoletani e non. Perché, in fondo, un po’ di Napoli è dentro ognuno di noi…

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Mussolini razzista: dal socialismo al fascismo, la formazione di un antisemita

Storico e giornalista culturale di “Panorama”, Giorgio Fabre analizza i testi mussoliniani dimostrando la falsità del luogo comune che vede il “bonario” Mussolini trascinato nella deriva razzista dal “malvagio” e antisemita Hitler. In realtà il Duce – sostiene l’autore – strutturò ben presto una ideologia razzista, articolata e coerente. Preferì non renderla pubblica per opportunità politica, ma il Partito Nazionale Fascista e il regime epurarono subito tutti gli ebrei, fin dal 1922.

Storico e giornalista culturale di “Panorama”, Giorgio Fabre analizza i testi mussoliniani dimostrando la falsità del luogo comune che vede il “bonario” Mussolini trascinato nella deriva razzista dal “malvagio” e antisemita Hitler. In realtà il Duce – sostiene l’autore – strutturò ben presto una ideologia razzista, articolata e coerente. Preferì non renderla pubblica per opportunità politica, ma il Partito Nazionale Fascista e il regime epurarono subito tutti gli ebrei, fin dal 1922.

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Musiche per immagini

Questo libro è una guida all’ascolto di 70 musiche del repertorio classico relative al periodo che va dal Barocco al primo ’900. La selezione segue un criterio che dà senso al titolo: 70 brani di musica strumentale che descrivono qualcosa che sta al di fuori di sé, un qualche “mondo”, sia esso materialmente tangibile o più legato all’universo della vita interiore. Da Beethoven a Mahler, da Vivaldi a Händel, da Debussy a Schönberg – e poi Čajkovskij, Dvořák, Ives, Mendelssohn, Chopin, Mozart, Šostakovič, Liszt, Verdi, Janáček, Rossini, Haydn, Berlioz, Schumann, Wagner, Strauss, Skrjabin, Musorgskij –, Roberto Favaro ci fa vivere e immaginare paesaggi e paesi, figure di eroi e personaggi letterari, architetture e sogni, dipinti e ambienti sonori.

Questo libro è una guida all’ascolto di 70 musiche del repertorio classico relative al periodo che va dal Barocco al primo ’900. La selezione segue un criterio che dà senso al titolo: 70 brani di musica strumentale che descrivono qualcosa che sta al di fuori di sé, un qualche “mondo”, sia esso materialmente tangibile o più legato all’universo della vita interiore. Da Beethoven a Mahler, da Vivaldi a Händel, da Debussy a Schönberg – e poi Čajkovskij, Dvořák, Ives, Mendelssohn, Chopin, Mozart, Šostakovič, Liszt, Verdi, Janáček, Rossini, Haydn, Berlioz, Schumann, Wagner, Strauss, Skrjabin, Musorgskij –, Roberto Favaro ci fa vivere e immaginare paesaggi e paesi, figure di eroi e personaggi letterari, architetture e sogni, dipinti e ambienti sonori.

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Moya: La Serie Completa

Per Alexander Volkov, mafioso russo di trent’anni non esiste il rifiuto. Mai avrebbe immaginato che una dolce ragazza Spagnola, gli avrebbe scombussolato la vita. Un colpo di fulmine, o meglio dire, uno scontro. Crystal ha appena compiuto diciotto anni, ed è in occasione di una festa in suo onore che conosce il misterioso Alexander. Ancora deve scoprire il mondo, e un uomo come lui non è di certo ciò che cerca nella vita. I due fanno scintille dal primo momento che i loro occhi si scontrano, e quando tutto sembra essere svanito, l’uomo prende una decisione importante che cambierà le loro vite per sempre. Lui la vuole a ogni costo, non importa quanto rischia, lei deve essere sua. Inizia cosi una storia tra amore e odio. Il diavolo e l’acqua santa.Volume unico che contiene A OGNI COSTO, SEI SOLO MIA e DISPOSTO A TUTTO.SITO **

Per Alexander Volkov, mafioso russo di trent’anni non esiste il rifiuto. Mai avrebbe immaginato che una dolce ragazza Spagnola, gli avrebbe scombussolato la vita. Un colpo di fulmine, o meglio dire, uno scontro. Crystal ha appena compiuto diciotto anni, ed è in occasione di una festa in suo onore che conosce il misterioso Alexander. Ancora deve scoprire il mondo, e un uomo come lui non è di certo ciò che cerca nella vita. I due fanno scintille dal primo momento che i loro occhi si scontrano, e quando tutto sembra essere svanito, l’uomo prende una decisione importante che cambierà le loro vite per sempre. Lui la vuole a ogni costo, non importa quanto rischia, lei deve essere sua. Inizia cosi una storia tra amore e odio. Il diavolo e l’acqua santa.Volume unico che contiene A OGNI COSTO, SEI SOLO MIA e DISPOSTO A TUTTO.SITO **

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Mondoviaterra

“Nostalgia di casa?””No.””Ti manca qualcuno?” “No, nessuno.””Stai trovando in questo viaggio quello che sognavi?””Ho la completa libertà, il mondo come orizzonte. Il sogno si sta avverando.”Lui è grande e grosso, una matassa di riccioli ingovernabili, e proprio non riesce a stare fermo. Non sopporta i tour operator ma non ama neanche chi si improvvisa avventuriero perché stufo della città. Per lui la porta di casa è solo il confine facilmente valicabile tra sé e il mondo. Basta un passo e il viaggio comincia.Mondoviaterra parla di un sogno: fare il giro del mondo via terra, senza prendere aerei. In solitaria. Pulito, lento e circolare. Un’avventura daltri tempi per sentire la terra cambiare sotto i piedi giorno dopo giorno, a contatto con la Natura, senza bucare il cielo. Eddy Cattaneo racconta il suo giro del mondo via terra con orecchie e occhi sempre ben aperti, pronti a cogliere sguardi, suoni, sapori, musiche. Vite.

“Nostalgia di casa?””No.””Ti manca qualcuno?” “No, nessuno.””Stai trovando in questo viaggio quello che sognavi?””Ho la completa libertà, il mondo come orizzonte. Il sogno si sta avverando.”Lui è grande e grosso, una matassa di riccioli ingovernabili, e proprio non riesce a stare fermo. Non sopporta i tour operator ma non ama neanche chi si improvvisa avventuriero perché stufo della città. Per lui la porta di casa è solo il confine facilmente valicabile tra sé e il mondo. Basta un passo e il viaggio comincia.Mondoviaterra parla di un sogno: fare il giro del mondo via terra, senza prendere aerei. In solitaria. Pulito, lento e circolare. Un’avventura daltri tempi per sentire la terra cambiare sotto i piedi giorno dopo giorno, a contatto con la Natura, senza bucare il cielo. Eddy Cattaneo racconta il suo giro del mondo via terra con orecchie e occhi sempre ben aperti, pronti a cogliere sguardi, suoni, sapori, musiche. Vite.

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Mondo Temporale

Sei splendidi racconti dell’autore di Mondi alla Rovescia, vincitore del premio per il miglior romanzo inglese 1974. Sei perfette riuscite narrative che fondono come meglio non si potrebbe componenti scientifiche, fantasia, e felicità di scrittura. La prova di come la formula di fantascienza possa, nel piacere di narrare, non abdicare davanti ai problemi della realtà umana.

Sei splendidi racconti dell’autore di Mondi alla Rovescia, vincitore del premio per il miglior romanzo inglese 1974. Sei perfette riuscite narrative che fondono come meglio non si potrebbe componenti scientifiche, fantasia, e felicità di scrittura. La prova di come la formula di fantascienza possa, nel piacere di narrare, non abdicare davanti ai problemi della realtà umana.

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