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I Racconti

Nei due estremi e intensissimi anni della sua vita (1955-1957) Giuseppe Tomasi di Lampedusa mise insieme non solo le otto parti del Gattopardo, ma anche tre racconti e uno scritto di carattere autobiografico. Solo di recente, però, in seguito al ritrovamento di alcuni manoscritti originali, è stato possibile sottoporre i testi brevi a una rigorosa verifica filologica e, in particolare, è stato possibile ricostruire nella loro interezza i Ricordi d’infanzia, che ora acquistano una maggiore corposità. Il presente volume si apre appunto con i Ricordi d’infanzia, scritti nell’estate del 1955, che come spiega Gioacchino Lanza Tomasi nella prefazione “ci schiudono il laboratorio dello scrittore al tempo del suo capolavoro”. Segue La gioia e la legge, un breve apologo, perfetto di tono e di misura. Ma il racconto più celebre della raccolta è La sirena (precedentemente con il titolo Lighea, imposto dalla vedova dell’autore), scritto dopo una gita lungo la costa meridionale della Sicilia. Al centro della favola, al limite tra il reale e il surreale, spicca un personaggio formidabile: il vecchio professor La Ciura, che da giovane conobbe l’amore della Sirena e non poté più gustarne altro. Chiude il libro I gattini ciechi, dei tre racconti il più vicino come materia al Gattopardo, sebbene fosse nato come capitolo iniziale di un nuovo romanzo del quale ha mantenuto il titolo.

Nei due estremi e intensissimi anni della sua vita (1955-1957) Giuseppe Tomasi di Lampedusa mise insieme non solo le otto parti del Gattopardo, ma anche tre racconti e uno scritto di carattere autobiografico. Solo di recente, però, in seguito al ritrovamento di alcuni manoscritti originali, è stato possibile sottoporre i testi brevi a una rigorosa verifica filologica e, in particolare, è stato possibile ricostruire nella loro interezza i Ricordi d’infanzia, che ora acquistano una maggiore corposità. Il presente volume si apre appunto con i Ricordi d’infanzia, scritti nell’estate del 1955, che come spiega Gioacchino Lanza Tomasi nella prefazione “ci schiudono il laboratorio dello scrittore al tempo del suo capolavoro”. Segue La gioia e la legge, un breve apologo, perfetto di tono e di misura. Ma il racconto più celebre della raccolta è La sirena (precedentemente con il titolo Lighea, imposto dalla vedova dell’autore), scritto dopo una gita lungo la costa meridionale della Sicilia. Al centro della favola, al limite tra il reale e il surreale, spicca un personaggio formidabile: il vecchio professor La Ciura, che da giovane conobbe l’amore della Sirena e non poté più gustarne altro. Chiude il libro I gattini ciechi, dei tre racconti il più vicino come materia al Gattopardo, sebbene fosse nato come capitolo iniziale di un nuovo romanzo del quale ha mantenuto il titolo.

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I Promessi sposi e Storia della colonna infame

La storia nota di un curato di campagna pauroso e vile che, minacciato dai bravi, si rifiuta di sposare due giovani, è il capolavoro della letteratura italiana dell’Ottocento. Manzoni trova la forma e la lingua perfette solo alla terza edizione, a cui aggiunge *Storia della colonna infame* : ideale conclusione del romanzo, racconta il processo contro due presunti untori, ulteriore esempio di oppressione dei potenti nei confronti degli umili. *I promessi sposi* sono, in questo senso, affresco e sintesi della società italiana di ogni tempo: la prepotenza di don Rodrigo, l’ingenuità di Renzo, l’innocenza di Lucia, il coraggio di padre Cristoforo… Ma soprattutto la vigliaccheria di don Abbondio: un brav’uomo che fa quel che deve; ma a fare di piú, se c’è da mettersi in mezzo, proprio non ci sta. Studiati, parodiati, usati come modello, *I promessi sposi* raccontano un’Italia che non è cambiata mai. 

La storia nota di un curato di campagna pauroso e vile che, minacciato dai bravi, si rifiuta di sposare due giovani, è il capolavoro della letteratura italiana dell’Ottocento. Manzoni trova la forma e la lingua perfette solo alla terza edizione, a cui aggiunge *Storia della colonna infame* : ideale conclusione del romanzo, racconta il processo contro due presunti untori, ulteriore esempio di oppressione dei potenti nei confronti degli umili. *I promessi sposi* sono, in questo senso, affresco e sintesi della società italiana di ogni tempo: la prepotenza di don Rodrigo, l’ingenuità di Renzo, l’innocenza di Lucia, il coraggio di padre Cristoforo… Ma soprattutto la vigliaccheria di don Abbondio: un brav’uomo che fa quel che deve; ma a fare di piú, se c’è da mettersi in mezzo, proprio non ci sta. Studiati, parodiati, usati come modello, *I promessi sposi* raccontano un’Italia che non è cambiata mai. 

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I Geni Manipolati Di Adamo

Le origini della vita sulla Terra e in modo particolare dell’essere umano sono, allo stato dell’arte, argomento di discussione di due scuole di pensiero dominanti da sempre contrapposte: tenaci sostenitori dell’evoluzionismo da una parte e altrettanto irremovibili seguaci della tradizione religiosa creazionista, dall’altra.Liberato da quella chiave di lettura teologica forse mai appartenuta agli antichi autori biblici, il libro della Genesi ci racconta una storia molto diversa da quella comunemente tramandata. Una storia tutta fisica in cui la presenza dell’essere umano sulla Terra potrebbe non ripercorre i sentieri di un divino atto creazionistico né quelli di un naturale processo evolutivo ma quelli di una “terza via” che collega le nostre origini a ciò che oggi definiremmo un “interventismo biogenetico”.In questo saggio l’autore analizza il dibattuto tema cercando di compendiare in modo logico l’insieme di informazioni bibliche portate a sostegno della sopracitata ipotesi con diverse acquisizioni scientifiche a noi contemporanee, in modo da esplorare eventuali relazioni tra questi due mondi apparentemente così distanti.Tra i principali temi trattati:Genesi – la creazione miracolistica dell’uomo è un falso teologico? Diversi elementi sembrano respingere gli scenari proposti dalla religione dogmatica in favore di qualcos’altro.Clonazione umana – i testi antichi ne parlano?Oltre le specie naturali – quando l’evoluzione diventa espressione di un intervento esterno.Ingegneria genetica – dove ci porterà?All’interno del genoma per comprendere cosa ci ha reso umani.… e molto altro ancora.”La nostra filogenesi è stata caratterizzata da una eccezionale rapidità e da tre importanti “balzi evolutivi” sui quali la scienza ufficiale ancora si interroga. Proviamo ad introdurre ipotesi alternative a quelle comunemente veicolate.”-Pietro Buffa

Le origini della vita sulla Terra e in modo particolare dell’essere umano sono, allo stato dell’arte, argomento di discussione di due scuole di pensiero dominanti da sempre contrapposte: tenaci sostenitori dell’evoluzionismo da una parte e altrettanto irremovibili seguaci della tradizione religiosa creazionista, dall’altra.Liberato da quella chiave di lettura teologica forse mai appartenuta agli antichi autori biblici, il libro della Genesi ci racconta una storia molto diversa da quella comunemente tramandata. Una storia tutta fisica in cui la presenza dell’essere umano sulla Terra potrebbe non ripercorre i sentieri di un divino atto creazionistico né quelli di un naturale processo evolutivo ma quelli di una “terza via” che collega le nostre origini a ciò che oggi definiremmo un “interventismo biogenetico”.In questo saggio l’autore analizza il dibattuto tema cercando di compendiare in modo logico l’insieme di informazioni bibliche portate a sostegno della sopracitata ipotesi con diverse acquisizioni scientifiche a noi contemporanee, in modo da esplorare eventuali relazioni tra questi due mondi apparentemente così distanti.Tra i principali temi trattati:Genesi – la creazione miracolistica dell’uomo è un falso teologico? Diversi elementi sembrano respingere gli scenari proposti dalla religione dogmatica in favore di qualcos’altro.Clonazione umana – i testi antichi ne parlano?Oltre le specie naturali – quando l’evoluzione diventa espressione di un intervento esterno.Ingegneria genetica – dove ci porterà?All’interno del genoma per comprendere cosa ci ha reso umani.… e molto altro ancora.”La nostra filogenesi è stata caratterizzata da una eccezionale rapidità e da tre importanti “balzi evolutivi” sui quali la scienza ufficiale ancora si interroga. Proviamo ad introdurre ipotesi alternative a quelle comunemente veicolate.”-Pietro Buffa

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Holden, Lolita, Zivago E Gli Altri. Piccola Enciclopedia Dei Personaggi Letterari (1946-1999)

Non esistono grandi storie senza grandi personaggi: in questo personalissimo vademecum Fabio Stassi, narratore a sua volta (per minimum fax ha pubblicato “È finito il nostro carnevale” e “La rivincita di Capablanca”), ha creato duecento ritratti di protagonisti e comprimari dei migliori romanzi italiani e stranieri del secondo Novecento: ciascuno si presenta al lettore in prima persona, rituffandolo nelle pagine che ha già conosciuto e amato o invitandolo a scoprirne di nuove.

Non esistono grandi storie senza grandi personaggi: in questo personalissimo vademecum Fabio Stassi, narratore a sua volta (per minimum fax ha pubblicato “È finito il nostro carnevale” e “La rivincita di Capablanca”), ha creato duecento ritratti di protagonisti e comprimari dei migliori romanzi italiani e stranieri del secondo Novecento: ciascuno si presenta al lettore in prima persona, rituffandolo nelle pagine che ha già conosciuto e amato o invitandolo a scoprirne di nuove.

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Hannah

“Non avrei mai scordato cosa mi aveva fatto, ma neanche fino a che punto lo avevo amato”.
A volte scappare non basta.
Ad Hannah è stata data l’opportunità per fuggire, Kaelan l’ha lasciata andare, ma la voce dell’uomo che ha amato sembra seguirla dovunque vada.
Lei non riesce a dimenticarlo, e sebbene lo voglia non è capace di spezzare quel legame che ancora sente nei confronti di chi ha portato tanto dolore nella sua vita.
Il terrore, la distanza, la sicurezza che vorrebbe darle Roy, un coetaneo conosciuto nel periodo più orribile della sua esistenza, ad Hannah non bastano per dimenticare Kaelan.
A volte l’unica cosa che puoi fare è tornare.

“Non avrei mai scordato cosa mi aveva fatto, ma neanche fino a che punto lo avevo amato”.
A volte scappare non basta.
Ad Hannah è stata data l’opportunità per fuggire, Kaelan l’ha lasciata andare, ma la voce dell’uomo che ha amato sembra seguirla dovunque vada.
Lei non riesce a dimenticarlo, e sebbene lo voglia non è capace di spezzare quel legame che ancora sente nei confronti di chi ha portato tanto dolore nella sua vita.
Il terrore, la distanza, la sicurezza che vorrebbe darle Roy, un coetaneo conosciuto nel periodo più orribile della sua esistenza, ad Hannah non bastano per dimenticare Kaelan.
A volte l’unica cosa che puoi fare è tornare.

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GRAZIE ecco perchè senza gli immigrati saremmo perduti 2010

“Provate a depennare questi nomi: Ibrahimovic, Kakà, Milito, Trezeguet, Pato, Mutu, Crespo, Zanetti, Lavezzi… Immaginate che dalla prossima partita nessuno di loro scenda in campo. Sarebbe un disastro. Oggi su 933 calciatori della serie A ben 322 sono stranieri. Un esempio da solo rivelatore. La realtà è che senza gli immigrati (compresi i clandestini) tutta l’Italia andrebbe a rotoli. Quasi il IO per cento del Pil italiano arriva dagli immigrati, una famiglia su dieci dipende da una badante straniera. Anche la Chiesa, anche gli ospedali. In Trentino, nella Val di Non, le mele le raccolgono i senegalesi, in Veneto i nigerini conciano le pelli per la preparazione dei giubbotti destinati a Hollywood, a Vedelago, nel cuore del leghismo veneto, sono loro ad assicurare il 90 per cento di riciclaggio dei rifiuti. A Reggio Emilia i facchini sono per lo più indiani, in Campania i sikh allevano le bufale, in Sicilia, senza i pescatori tunisini, la flotta di Mazara del Vallo non prenderebbe il mare. E i camionisti? Nel Nordest i due terzi sono albanesi e romeni, nessun italiano è capace di fare i loro turni. E chi terrebbe i nostri vecchi e i nostri bambini? E gli uffici chi li pulirebbe? E il pacco da consegnare? Gli immigrati non vengono a rubarci il lavoro ma a fare i mestieri che noi rifiutiamo. Basta raccontare una giornata di lavoro in italia per verificare che cosa realmente succede. Da nord a sud.”

“Provate a depennare questi nomi: Ibrahimovic, Kakà, Milito, Trezeguet, Pato, Mutu, Crespo, Zanetti, Lavezzi… Immaginate che dalla prossima partita nessuno di loro scenda in campo. Sarebbe un disastro. Oggi su 933 calciatori della serie A ben 322 sono stranieri. Un esempio da solo rivelatore. La realtà è che senza gli immigrati (compresi i clandestini) tutta l’Italia andrebbe a rotoli. Quasi il IO per cento del Pil italiano arriva dagli immigrati, una famiglia su dieci dipende da una badante straniera. Anche la Chiesa, anche gli ospedali. In Trentino, nella Val di Non, le mele le raccolgono i senegalesi, in Veneto i nigerini conciano le pelli per la preparazione dei giubbotti destinati a Hollywood, a Vedelago, nel cuore del leghismo veneto, sono loro ad assicurare il 90 per cento di riciclaggio dei rifiuti. A Reggio Emilia i facchini sono per lo più indiani, in Campania i sikh allevano le bufale, in Sicilia, senza i pescatori tunisini, la flotta di Mazara del Vallo non prenderebbe il mare. E i camionisti? Nel Nordest i due terzi sono albanesi e romeni, nessun italiano è capace di fare i loro turni. E chi terrebbe i nostri vecchi e i nostri bambini? E gli uffici chi li pulirebbe? E il pacco da consegnare? Gli immigrati non vengono a rubarci il lavoro ma a fare i mestieri che noi rifiutiamo. Basta raccontare una giornata di lavoro in italia per verificare che cosa realmente succede. Da nord a sud.”

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Gli adulteranti

Ray è piú vicino ai 35 che ai 30, troppo vecchio per definirsi *millennial* , non abbastanza per non comportarsi come tale. Ha una moglie e un figlio in arrivo, e un lavoro da fame come giornalista hi-tech, eppure le responsabilità dell’età adulta gli appaiono remote e nebulose quanto il possesso di una casa di proprietà a Londra città: niente che una bella battuta e una gran dose di arguzia non sappiano ridimensionare. Sempre che un giorno di follia urbana nell’agosto del 2011 non lo metta di fronte al suo maggior talento: cacciarsi in guai ben piú adulti di lui.
Oh, quanto la sa lunga il nostro Ray… D’altra parte è giovane, arguto, fulminante nella battuta e brillante in società: non sono forse questi i passepartout del nostro tempo? *Xennial* spiantato e creativo, si prepara all’imminente nascita del suo primo figlio fingendo che delle responsabilità basti farsi gioco. Da giornalista tecnologico freelance, scrive per Techtracker.co.uk articoli che gli fruttano dieci pence a parola, una miseria di cui si vendica infilando in ogni pezzo una frase composta solo di parole brevissime, di cui poi si compiace cosí: «Quell’inciso vale quasi quattro pence a lettera, gonzi». Eh no, a Ray non la si fa! Certo, difficile potersi permettere una casa di proprietà con quegli introiti, non nella Londra del Ventunesimo secolo, non se si viene continuamente scalzati da fantomatici acquirenti per pronta cassa. Ma a quella vecchia volpe di Ray quell’uva interessa tanto poco da definirla «l’orribile villetta a schiera» (salvo poi spingersi fino all’effrazione pur di garantirsi una chance di raggiungerla). Se l’amata moglie Garthene, infermiera con i piedi per terra e un pancione di otto mesi, ha un turno di notte in ospedale, vorrà dire che Ray ci andrà da solo alla festa. Fingerà di annoiarsi e flirterà con la comune amica Marie, ma senza levarsi le scarpe, «il che, moralmente parlando, faceva una certa differenza». E che importa se quella è Londra, è l’agosto del 2011 e fuori infuriano i peggiori disordini che il Paese ricordi? Si può comunque uscire per strada, accettare un paio di birre di dubbia provenienza e lasciarsi immortalare, sorridente e compiaciuto, in uno scatto fatale. Ray la sa tanto lunga da surfare sulla vita come nel web che è la sua seconda casa (e forse la sola, giacché un’altra non l’avrà mai…). Ma possibile che nessuno gli abbia mai detto che se una cosa può andar male, lo farà?

Ray è piú vicino ai 35 che ai 30, troppo vecchio per definirsi *millennial* , non abbastanza per non comportarsi come tale. Ha una moglie e un figlio in arrivo, e un lavoro da fame come giornalista hi-tech, eppure le responsabilità dell’età adulta gli appaiono remote e nebulose quanto il possesso di una casa di proprietà a Londra città: niente che una bella battuta e una gran dose di arguzia non sappiano ridimensionare. Sempre che un giorno di follia urbana nell’agosto del 2011 non lo metta di fronte al suo maggior talento: cacciarsi in guai ben piú adulti di lui.
Oh, quanto la sa lunga il nostro Ray… D’altra parte è giovane, arguto, fulminante nella battuta e brillante in società: non sono forse questi i passepartout del nostro tempo? *Xennial* spiantato e creativo, si prepara all’imminente nascita del suo primo figlio fingendo che delle responsabilità basti farsi gioco. Da giornalista tecnologico freelance, scrive per Techtracker.co.uk articoli che gli fruttano dieci pence a parola, una miseria di cui si vendica infilando in ogni pezzo una frase composta solo di parole brevissime, di cui poi si compiace cosí: «Quell’inciso vale quasi quattro pence a lettera, gonzi». Eh no, a Ray non la si fa! Certo, difficile potersi permettere una casa di proprietà con quegli introiti, non nella Londra del Ventunesimo secolo, non se si viene continuamente scalzati da fantomatici acquirenti per pronta cassa. Ma a quella vecchia volpe di Ray quell’uva interessa tanto poco da definirla «l’orribile villetta a schiera» (salvo poi spingersi fino all’effrazione pur di garantirsi una chance di raggiungerla). Se l’amata moglie Garthene, infermiera con i piedi per terra e un pancione di otto mesi, ha un turno di notte in ospedale, vorrà dire che Ray ci andrà da solo alla festa. Fingerà di annoiarsi e flirterà con la comune amica Marie, ma senza levarsi le scarpe, «il che, moralmente parlando, faceva una certa differenza». E che importa se quella è Londra, è l’agosto del 2011 e fuori infuriano i peggiori disordini che il Paese ricordi? Si può comunque uscire per strada, accettare un paio di birre di dubbia provenienza e lasciarsi immortalare, sorridente e compiaciuto, in uno scatto fatale. Ray la sa tanto lunga da surfare sulla vita come nel web che è la sua seconda casa (e forse la sola, giacché un’altra non l’avrà mai…). Ma possibile che nessuno gli abbia mai detto che se una cosa può andar male, lo farà?

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Giap. L’archivio e la strada

Giap è il blog del collettivo di scrittori Wu Ming, autori di Q, 54 e svariati altri libri, collettivi e “solisti”. Ma non è solo un blog: è il crocevia di una libera comunità di scrittori, lettori e cantastorie. Giap dà voce a un ragionamento corale intorno all’arte del narrare, alla cultura di massa, ai comportamenti sociali, alle pratiche dell’agire politico, agli effetti dell’innovazione tecnologica.
Questo libro raccoglie i più significativi post pubblicati da Wu Ming tra il 2010 e il 2012. Divisi in sezioni tematiche, i materiali di “Giap. L’archivio e la strada” raccontano il passaggio tra due decadi, compongono le cronache dell’età del grande crack e del crash della democrazia, dell’austerity e della guerra al debito, mentre sull’altra sponda del Mediterraneo il vento sta girando. Tra saggi informali, appunti diseguali e note sparse, echi del passato e visioni del futuro, cinema e tv, letteratura e storia, si snoda una riflessione sullo statuto delle narrazioni, il lavoro culturale nell’epoca del touch screen, il “Che fare?” nella stagione dei social network, la natura della tecnica, l’ipnotico potere degli orologi e gli imprevisti granelli di sabbia che possono ancora incepparne i congegni. Di pagina in pagina, nelle pieghe di un’indagine che disseziona questo tempo, s’incontrano familisti amorali, sadici italiani e minatori cileni sepolti vivi, il dottor Balanzone e il dinamitardo Guy Fawkes, Pier Paolo Pasolini e Ugo Tognazzi, Michel Foucault e Vladimir Majakovskij, Henry Jenkins e Roberto Benigni, carbonari, colonialisti, fotografi visionari, pittori allucinati, rivoltosi e rivoluzionari.
Non un semplice greatest hits, ma la verifica collettiva d’un sapere pratico e trasformativo all’incrocio tra pixel, “C’era una volta” e selciato della via.

Giap è il blog del collettivo di scrittori Wu Ming, autori di Q, 54 e svariati altri libri, collettivi e “solisti”. Ma non è solo un blog: è il crocevia di una libera comunità di scrittori, lettori e cantastorie. Giap dà voce a un ragionamento corale intorno all’arte del narrare, alla cultura di massa, ai comportamenti sociali, alle pratiche dell’agire politico, agli effetti dell’innovazione tecnologica.
Questo libro raccoglie i più significativi post pubblicati da Wu Ming tra il 2010 e il 2012. Divisi in sezioni tematiche, i materiali di “Giap. L’archivio e la strada” raccontano il passaggio tra due decadi, compongono le cronache dell’età del grande crack e del crash della democrazia, dell’austerity e della guerra al debito, mentre sull’altra sponda del Mediterraneo il vento sta girando. Tra saggi informali, appunti diseguali e note sparse, echi del passato e visioni del futuro, cinema e tv, letteratura e storia, si snoda una riflessione sullo statuto delle narrazioni, il lavoro culturale nell’epoca del touch screen, il “Che fare?” nella stagione dei social network, la natura della tecnica, l’ipnotico potere degli orologi e gli imprevisti granelli di sabbia che possono ancora incepparne i congegni. Di pagina in pagina, nelle pieghe di un’indagine che disseziona questo tempo, s’incontrano familisti amorali, sadici italiani e minatori cileni sepolti vivi, il dottor Balanzone e il dinamitardo Guy Fawkes, Pier Paolo Pasolini e Ugo Tognazzi, Michel Foucault e Vladimir Majakovskij, Henry Jenkins e Roberto Benigni, carbonari, colonialisti, fotografi visionari, pittori allucinati, rivoltosi e rivoluzionari.
Non un semplice greatest hits, ma la verifica collettiva d’un sapere pratico e trasformativo all’incrocio tra pixel, “C’era una volta” e selciato della via.

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GialloZafferano – Primi

Cucinare è raccontare una storia: quella della ricetta, delle infinite versioni elaborate in luoghi diversi e in momenti lontani, dei passaggi attraverso i quali è arrivata fino a chi la prepara. È una storia nella quale non credo ci debbano essere segreti, altrimenti si rischia che non ci sia più nessuno in grado di continuarla. GialloZafferano è il mio modo di raccontare quella storia: ho raccolto le migliori ricette di primi piatti pescandole dal grande archivio che è diventato il mio blog e dalla mia creatività. Ci sono le mie preferite, i miei cavalli di battaglia, una decina di piatti “insospettabili” per stupire, tantissime idee per suscitare meraviglia e per preparare piatti espresso (ma da urlo), quelle che proprio non si può non cucinare una volta nella vita, le più ricercate dagli utenti e quelle che faranno impazzire i vostri bambini. Oltre, naturalmente, ai miei “segreti”: da madre di tre figlie posso dire senza incertezze che la cucina è bella se è condivisa, se il tavolo sul quale si mangia può accogliere tante persone, se è occasione di confronto e di ascolto. Tutto, con un paio di doverose eccezioni, è rigorosamente italiano: perché la nostra è la cucina più appassionante al mondo e perché, prima di partire per esplorare, vale la pena essere consapevoli dell’infinita varietà di possibilità, mescolanze, aromi, incroci e sapori che possiamo creare con gli ingredienti della nostra terra. Ogni ricetta dei primi è stata preparata, fotografata e gioiosamente testata dalla redazione di GialloZafferano appositamente per questo libro, che amo e a cui mi sono dedicata come se fosse uno dei miei piatti: con amore, golosità, impegno e curiosità. Sbizzarritevi, poi scrivetemi e raccontatemi com’è andata.  Mi trovate su [GialloZafferano](http://www.giallozafferano.it). Sonia Peronaci

Cucinare è raccontare una storia: quella della ricetta, delle infinite versioni elaborate in luoghi diversi e in momenti lontani, dei passaggi attraverso i quali è arrivata fino a chi la prepara. È una storia nella quale non credo ci debbano essere segreti, altrimenti si rischia che non ci sia più nessuno in grado di continuarla. GialloZafferano è il mio modo di raccontare quella storia: ho raccolto le migliori ricette di primi piatti pescandole dal grande archivio che è diventato il mio blog e dalla mia creatività. Ci sono le mie preferite, i miei cavalli di battaglia, una decina di piatti “insospettabili” per stupire, tantissime idee per suscitare meraviglia e per preparare piatti espresso (ma da urlo), quelle che proprio non si può non cucinare una volta nella vita, le più ricercate dagli utenti e quelle che faranno impazzire i vostri bambini. Oltre, naturalmente, ai miei “segreti”: da madre di tre figlie posso dire senza incertezze che la cucina è bella se è condivisa, se il tavolo sul quale si mangia può accogliere tante persone, se è occasione di confronto e di ascolto. Tutto, con un paio di doverose eccezioni, è rigorosamente italiano: perché la nostra è la cucina più appassionante al mondo e perché, prima di partire per esplorare, vale la pena essere consapevoli dell’infinita varietà di possibilità, mescolanze, aromi, incroci e sapori che possiamo creare con gli ingredienti della nostra terra. Ogni ricetta dei primi è stata preparata, fotografata e gioiosamente testata dalla redazione di GialloZafferano appositamente per questo libro, che amo e a cui mi sono dedicata come se fosse uno dei miei piatti: con amore, golosità, impegno e curiosità. Sbizzarritevi, poi scrivetemi e raccontatemi com’è andata.  Mi trovate su [GialloZafferano](http://www.giallozafferano.it). Sonia Peronaci

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Gabbia: Libro Primo Della Saga Dell’Eterna Notte

Lean McLyr ha diciassette anni, è un promettente modello ed indossatore, ha un QI più alto della media ed è solo al mondo, chiuso in una gabbia dalla quale non è interessato ad uscire. Per tutta la sua vita sua madre ha tentato di tenerlo lontano da un mondo popolato di mostri, che potrebbero volerlo per sfruttarne le capacità. In una realtà in cui le creature sovrannaturali di tutti i tipi esistono, sono riconosciute ed hanno diritti, il suo sangue fatato può essere una risorsa così come una condanna. Alexander è antico, scaltro, ed è sopravvissuto nella società vampirica donando le sue doti di intuizione e di abilità politica a re e principi, sempre alla mercè di Volòs più potenti. Quando salva la vita al giovane Lean, mette però in moto una serie di eventi che cambieranno l’esistenza di entrambi in maniera radicale. **
### Sinossi
Lean McLyr ha diciassette anni, è un promettente modello ed indossatore, ha un QI più alto della media ed è solo al mondo, chiuso in una gabbia dalla quale non è interessato ad uscire. Per tutta la sua vita sua madre ha tentato di tenerlo lontano da un mondo popolato di mostri, che potrebbero volerlo per sfruttarne le capacità. In una realtà in cui le creature sovrannaturali di tutti i tipi esistono, sono riconosciute ed hanno diritti, il suo sangue fatato può essere una risorsa così come una condanna. Alexander è antico, scaltro, ed è sopravvissuto nella società vampirica donando le sue doti di intuizione e di abilità politica a re e principi, sempre alla mercè di Volòs più potenti. Quando salva la vita al giovane Lean, mette però in moto una serie di eventi che cambieranno l’esistenza di entrambi in maniera radicale.

Lean McLyr ha diciassette anni, è un promettente modello ed indossatore, ha un QI più alto della media ed è solo al mondo, chiuso in una gabbia dalla quale non è interessato ad uscire. Per tutta la sua vita sua madre ha tentato di tenerlo lontano da un mondo popolato di mostri, che potrebbero volerlo per sfruttarne le capacità. In una realtà in cui le creature sovrannaturali di tutti i tipi esistono, sono riconosciute ed hanno diritti, il suo sangue fatato può essere una risorsa così come una condanna. Alexander è antico, scaltro, ed è sopravvissuto nella società vampirica donando le sue doti di intuizione e di abilità politica a re e principi, sempre alla mercè di Volòs più potenti. Quando salva la vita al giovane Lean, mette però in moto una serie di eventi che cambieranno l’esistenza di entrambi in maniera radicale. **
### Sinossi
Lean McLyr ha diciassette anni, è un promettente modello ed indossatore, ha un QI più alto della media ed è solo al mondo, chiuso in una gabbia dalla quale non è interessato ad uscire. Per tutta la sua vita sua madre ha tentato di tenerlo lontano da un mondo popolato di mostri, che potrebbero volerlo per sfruttarne le capacità. In una realtà in cui le creature sovrannaturali di tutti i tipi esistono, sono riconosciute ed hanno diritti, il suo sangue fatato può essere una risorsa così come una condanna. Alexander è antico, scaltro, ed è sopravvissuto nella società vampirica donando le sue doti di intuizione e di abilità politica a re e principi, sempre alla mercè di Volòs più potenti. Quando salva la vita al giovane Lean, mette però in moto una serie di eventi che cambieranno l’esistenza di entrambi in maniera radicale.

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Fuga nei mondi accanto

Stai rincasando di notte, dopo un turno di lavoro ingrato, con una delle ultime corse della metropolitana. Sei il solo a scendere alla tua stazione. Sulla banchina non c’è nessun altro. Ma l’unica uscita è bloccata da due figuri dall’aria bieca e feroce, che sembrano portare scritta in fronte la parola “rapina”. Tu non sei un coraggioso, la violenza fisica ti ha sempre fatto paura. E sei già abbastanza avvilito per conto tuo. Questa non ci voleva proprio… O sì?… I rapinatori (lo vedrai subito) sono rapinatori davvero, ma il viaggio cominciato nella metropolitana della tua città, ti condurrà verso stazioni che non avresti mai immaginato.

Urania n. 785 del 27-05-1979
*Fugitive From Time* , 1979

Stai rincasando di notte, dopo un turno di lavoro ingrato, con una delle ultime corse della metropolitana. Sei il solo a scendere alla tua stazione. Sulla banchina non c’è nessun altro. Ma l’unica uscita è bloccata da due figuri dall’aria bieca e feroce, che sembrano portare scritta in fronte la parola “rapina”. Tu non sei un coraggioso, la violenza fisica ti ha sempre fatto paura. E sei già abbastanza avvilito per conto tuo. Questa non ci voleva proprio… O sì?… I rapinatori (lo vedrai subito) sono rapinatori davvero, ma il viaggio cominciato nella metropolitana della tua città, ti condurrà verso stazioni che non avresti mai immaginato.

Urania n. 785 del 27-05-1979
*Fugitive From Time* , 1979

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Freddo come la pietra

Layla Shaw deve rimettere insieme la sua vita andata in pezzi: impresa non facile per una ragazza di diciassette anni, praticamente certa che le cose non possano andare peggio di così. Il suo migliore amico, Zayne, straordinariamente bello, è da considerare off-limits, a causa del misterioso potere che da sempre affligge Layla: il suo bacio è in grado di rubare l’anima di chi lo riceve. Fuori questione, quindi, l’idea di poterlo baciare. Inoltre, il clan dei Warden, che l’ha sempre protetta, comincia a nascondere segreti pericolosi. E per finire, Layla non vuole pensare a Roth, sexy e trasgressivo principe dei demoni, che riusciva a capirla come nessun altro. Ma talvolta toccare il fondo è solo l’inizio. Perché all’improvviso i poteri di Layla iniziano a crescere e le viene concesso un assaggio di ciò che finora le era sempre stato proibito. Poi, quando meno se lo aspetta, Roth ritorna, con notizie che potrebbero cambiare il suo mondo per sempre. Sta finalmente per ottenere quello che ha sempre desiderato ma il prezzo potrebbe essere più alto di quanto Layla è disposta a pagare. Serie “The Dark Elements” – Vol. 2 **
### Sinossi
Layla Shaw deve rimettere insieme la sua vita andata in pezzi: impresa non facile per una ragazza di diciassette anni, praticamente certa che le cose non possano andare peggio di così. Il suo migliore amico, Zayne, straordinariamente bello, è da considerare off-limits, a causa del misterioso potere che da sempre affligge Layla: il suo bacio è in grado di rubare l’anima di chi lo riceve. Fuori questione, quindi, l’idea di poterlo baciare. Inoltre, il clan dei Warden, che l’ha sempre protetta, comincia a nascondere segreti pericolosi. E per finire, Layla non vuole pensare a Roth, sexy e trasgressivo principe dei demoni, che riusciva a capirla come nessun altro. Ma talvolta toccare il fondo è solo l’inizio. Perché all’improvviso i poteri di Layla iniziano a crescere e le viene concesso un assaggio di ciò che finora le era sempre stato proibito. Poi, quando meno se lo aspetta, Roth ritorna, con notizie che potrebbero cambiare il suo mondo per sempre. Sta finalmente per ottenere quello che ha sempre desiderato ma il prezzo potrebbe essere più alto di quanto Layla è disposta a pagare. Serie “The Dark Elements” – Vol. 2

Layla Shaw deve rimettere insieme la sua vita andata in pezzi: impresa non facile per una ragazza di diciassette anni, praticamente certa che le cose non possano andare peggio di così. Il suo migliore amico, Zayne, straordinariamente bello, è da considerare off-limits, a causa del misterioso potere che da sempre affligge Layla: il suo bacio è in grado di rubare l’anima di chi lo riceve. Fuori questione, quindi, l’idea di poterlo baciare. Inoltre, il clan dei Warden, che l’ha sempre protetta, comincia a nascondere segreti pericolosi. E per finire, Layla non vuole pensare a Roth, sexy e trasgressivo principe dei demoni, che riusciva a capirla come nessun altro. Ma talvolta toccare il fondo è solo l’inizio. Perché all’improvviso i poteri di Layla iniziano a crescere e le viene concesso un assaggio di ciò che finora le era sempre stato proibito. Poi, quando meno se lo aspetta, Roth ritorna, con notizie che potrebbero cambiare il suo mondo per sempre. Sta finalmente per ottenere quello che ha sempre desiderato ma il prezzo potrebbe essere più alto di quanto Layla è disposta a pagare. Serie “The Dark Elements” – Vol. 2 **
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Layla Shaw deve rimettere insieme la sua vita andata in pezzi: impresa non facile per una ragazza di diciassette anni, praticamente certa che le cose non possano andare peggio di così. Il suo migliore amico, Zayne, straordinariamente bello, è da considerare off-limits, a causa del misterioso potere che da sempre affligge Layla: il suo bacio è in grado di rubare l’anima di chi lo riceve. Fuori questione, quindi, l’idea di poterlo baciare. Inoltre, il clan dei Warden, che l’ha sempre protetta, comincia a nascondere segreti pericolosi. E per finire, Layla non vuole pensare a Roth, sexy e trasgressivo principe dei demoni, che riusciva a capirla come nessun altro. Ma talvolta toccare il fondo è solo l’inizio. Perché all’improvviso i poteri di Layla iniziano a crescere e le viene concesso un assaggio di ciò che finora le era sempre stato proibito. Poi, quando meno se lo aspetta, Roth ritorna, con notizie che potrebbero cambiare il suo mondo per sempre. Sta finalmente per ottenere quello che ha sempre desiderato ma il prezzo potrebbe essere più alto di quanto Layla è disposta a pagare. Serie “The Dark Elements” – Vol. 2

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Frasi di Marilyn Monroe: Le 65+ frasi più belle e celebri di Marilyn Monroe

Le più belle frasi e citazioni di Marilyn Monroe
Marilyn Monroe, icona e simbolo di bellezza, è stata anche autrice di frasi e aforismi folgoranti. Una di questi aforismi “Sono egoista, impaziente e insicura. Faccio degli errori, sono fuori controllo e a volte difficile da gestire. Ma se non puoi gestire la mia parte peggiore, allora sicuro come l’inferno non mi meriti quando sono al mio meglio” è stato votato dal pubblico americano come il secondo aforisma più bello di sempre. **
### Sinossi
Le più belle frasi e citazioni di Marilyn Monroe
Marilyn Monroe, icona e simbolo di bellezza, è stata anche autrice di frasi e aforismi folgoranti. Una di questi aforismi “Sono egoista, impaziente e insicura. Faccio degli errori, sono fuori controllo e a volte difficile da gestire. Ma se non puoi gestire la mia parte peggiore, allora sicuro come l’inferno non mi meriti quando sono al mio meglio” è stato votato dal pubblico americano come il secondo aforisma più bello di sempre.

Le più belle frasi e citazioni di Marilyn Monroe
Marilyn Monroe, icona e simbolo di bellezza, è stata anche autrice di frasi e aforismi folgoranti. Una di questi aforismi “Sono egoista, impaziente e insicura. Faccio degli errori, sono fuori controllo e a volte difficile da gestire. Ma se non puoi gestire la mia parte peggiore, allora sicuro come l’inferno non mi meriti quando sono al mio meglio” è stato votato dal pubblico americano come il secondo aforisma più bello di sempre. **
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Le più belle frasi e citazioni di Marilyn Monroe
Marilyn Monroe, icona e simbolo di bellezza, è stata anche autrice di frasi e aforismi folgoranti. Una di questi aforismi “Sono egoista, impaziente e insicura. Faccio degli errori, sono fuori controllo e a volte difficile da gestire. Ma se non puoi gestire la mia parte peggiore, allora sicuro come l’inferno non mi meriti quando sono al mio meglio” è stato votato dal pubblico americano come il secondo aforisma più bello di sempre.

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