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La sfida del Numero Cinque: Lorien Legacies

Eravamo sicuri di vincere, e invece abbiamo rischiato di perdere tutto. Perché non eravamo pronti. Dal giorno del nostro arrivo sulla Terra, siamo rimasti nascosti, lontani gli uni dagli altri, in attesa di sviluppare i nostri poteri. Adesso ci siamo riuniti, ma uno di noi manca ancora all’appello: il Numero Cinque. Non sappiamo chi sia né dove si trovi, tuttavia una cosa è certa: ha bisogno di noi. Perché loro hanno preso il Numero Uno in Malesia. Il Numero Due in Inghilterra. Il Numero Tre in Kenya. E li hanno uccisi. Io sono il Numero Quattro. Sono il prossimo della lista, ma i nostri nemici non oseranno darmi la caccia ora che non sono più solo. Perciò dobbiamo trovare il Numero Cinque. Prima che lo facciano loro. Senza di lui, non abbiamo nessuna speranza. Con lui, saremo imbattibili. Abbiamo perso una battaglia. Ma vinceremo la guerra… **

La scienza e l’Europa. Dalle origini al XIII secolo

Pochi lo ammettono. Ma l’Europa è l’ultimo dei continenti connessi a scoprire la scienza. Quando nell’anno 1202 scrive il Liber abaci, il pisano Leonardo Fibonacci non porta nel piccolo continente solo i numeri arabi e la numerazione posizionale indiana – vale a dire il moderno sistema di calcolo -, ma propone nuova conoscenza matematica. Prima di lui in Europa non lo aveva fatto nessuno. Eppure la scienza era nata da almeno millecinquecento anni, nel mondo ellenico. Si era diffusa in Cina e in India. Era stata ripresa e sviluppata dall’Islam. Ma fino a quando Fibonacci non scrive il suo Liber abaci nessuno nelle terre europee aveva mai prodotto nuovo sapere scientifico. Perché? L’incontro con la scienza, seppure giunta in ritardo nell’estremità più occidentale dell’Eurasia, ha effetti dirompenti: aiuta l’Europa a nascere e a consolidare progressivamente la sua identità. Cosa succede, però, durante la grande crisi del Trecento? Questo volume, primo di una trilogia, ripercorre la storia del continente europeo dalle origini al XIII secolo mostrando come la scienza abbia giocato il ruolo di collante culturale nell’Europa nascente. **

La saga di Amon. L’evocatore

All’età di soli sei anni, Daniel era già in grado di evocare creature dalla dimensione demoniaca: da allora il demone Baal cammina al suo fianco, inseparabile, tormentando ogni sua giornata finché il ragazzo non sarà in grado di restituirle i poteri persi durante il rito. Spaventato e allo stesso tempo affascinato dalla magia, Daniel è impegnato nella ricerca di altre persone con poteri simili ai suoi, così quando dei misteriosi druidi rapiscono la sua amica Claire si troverà costretto a intraprendere il sentiero dell’evocazione, un oscuro percorso che unisce diversi piani dimensionali attraverso dei templi nascosti, al fine di stanare i druidi e ritrovare la ragazza. Braccato e sempre più sopraffatto dall’energia sanguinaria di Baal, Daniel scoprirà il segreto della propria natura e del misterioso essere dal quale sembra dipendano i suoi poteri: Amon, il primo evocatore, responsabile di una guerra occulta che ormai perdura da millenni, in cui non esistono confini tra verità e menzogna, così come tra bene e male. Ma soprattutto Daniel dovrà imparare ad accettare che la strada di un evocatore di demoni è sempre, inevitabilmente, legata alla morte. **

La Sacra Bibbia

La Bibbia (dal greco antico βιβλίον, plur. βιβλία “biblìa” che significa “libri”) è il testo sacro della religione ebraica e di quella cristiana. È formata da libri differenti per origine, genere, composizione, lingua e datazione, scritti in un lasso di tempo abbastanza ampio, preceduti da una tradizione orale più o meno lunga e comunque difficile da identificare, racchiusi in un canone stabilito a partire dai primi secoli della nostra era. La critica biblica si interroga ormai da più di un secolo sulla datazione delle varie opere che compongono la Bibbia. Cristiano Grottanelli, riassumendo, fa presente che: «Oggi un certo consenso è raggiunto, ma chiaramente in via provvisoria, su alcuni punti. Mentre la scomposizione della Genesi e anche di altri libri o di parti di essi, in fonti di diverse età è sempre più problematica, sembrano resistere alcuni elementi acquisiti a partire dalle ricerche di biblisti tedeschi del secolo scorso, ma non senza modifiche e ripensamenti. Fra questi spiccano: la datazione in età monarchica di alcuni Salmi e di certi libri o parti di libri profetici; l’attribuzione a età relativamente tardiva (secondo molti nettamente post-esilica) di una redazione finale del Pentateuco; la visione unitaria dei libri narrativi detti “Profeti anteriori” come opera di una personalità o scuola detta “deutoronimistica” per i suoi rapporti di impostazione ideologica con il Deuteronomio, ultimo libro del Pentateuco; la datazione post-esilica, e certo successiva a quella Deutoronimista, dei due libri delle Cronache. Tuttavia, anche questi punti fermi secondo la maggioranza degli studiosi sono posti oggi in discussione da alcuni studiosi che propongono date più basse, per esempio, per il Pentateuco, e collocano il Deuteronomio in età post-esilica con (ma in altri casi senza) un relativo abbassamento della fonte detta “deutoronimistica”» Diversamente dal Tanakh (Bibbia ebraica), il Cristianesimo ha riconosciuto nel suo canone ulteriori libri suddividendo lo stesso in: Antico Testamento (o Vecchia Alleanza), i cui testi sono stati scritti prima del “ministero” di Gesù (tranne Sapienza) e Nuovo Testamento (o Nuova Alleanza) che descrive l’avvento del Messia. La parola “Testamento” presa singolarmente significa “patto”, un’espressione utilizzata dai cristiani per indicare il patto stabilito da Dio con gli uomini per mezzo di Gesù e del suo messaggio

La rivolta dei Titani

Coi suoi 4500 chilometri dì diametro, Titanus è di gran lunga il maggiore dei satelliti di Saturno, pìù grande della stessa Luna e quasi rivale di Mercurio. Le sue affinità coi Pianeti minori non cessano qui, tuttavia, perché Titano è il solo satellite che si conosca dotato, di atmosfera. Una atmosfera tuttavia pestìlenziale, composta com’è prevalentemente di metano, e poì ammoniaca, cianogeno e vapor acqueo. Essenziale mondo di rocce e metalli, dunque, questo Titano, è con una temperatura che difficilmente,sale al disopra di -250° C. Ma gli uomini del ventiduesimo secolo sanno che sul desolato satellite si trovano le miniere più importanti del Sistema Solare: quelle miniere che da 150 anni ormai forniscono il prezioso rutenio ., il metallo affine al platino di cui l’umanità del duemiladuecento non può più fare a meno. Una colonia di minatori vive su Titano, nelle viscere dell’astro, sotto una grande cupola che da molte generazioni ormai protegge la città mineraria dalla esiziale atmosfera. Ma le cose si complicano paurosamente: i Titani minacciano di non produrre più rutenio, né per la Terra né per il Sistema Solare; la rivolta si annuncia tragicamente: ecco perché il veterano Colonnello Benedict è costretto a partire in fretta e furia per il lontano satellite, con ordini precisi. Sorprese di ogni specie attendono lui e il giovane figlio Tuck nel gelido mondo dei Titani, sotto l’onnipresente trofeo degli anelli di Saturno. Ma è sempre la causa della giustizia che trionfa, almeno nei romanzi di Urania: Benedict e David Torm potranno finalmente abbracciarsi, uniti dalle stesso ideale di collaborazione cosmìco!
Copertina di Curt Caesar

La rivolta dei nani

La razza umana – che ormai, dopo un grande cataclisma universale si riproduce soltanto artificialmente, in laboratorio – è coplita da un nuovo, implacabile, quanto misterioso morbo: la cancilosi. Un giovane scienziato, Dox Gavnor, scopre che la cancilosi non è una malattia, ma un tentativo di mutazione della natura a cui, purtroppo, il corpo umano, così come è costituito, non sa adattarsi. Perciò l’umanità è condannata. Come nell’antichità i piccoli, deboli prototipi dei mammiferi sostituiscono i rettili nel dominio della Terra, ora altre forme ancora sconosciute sostituiranno l’Uomo.. Ma Dox Gavnor non si rassegna: studia, ricerca, esperimenta. Il risultato è una nuova razza di uomini, adatta al mutato ambiente, perciò immune dalla cancilosi: un popolo di nani, non esseri mostruosi, ma veri e propri uomini in miniatura. Il genio di Dox Gavnor ha creato la nuova razza, il popolo dei Vitaliani. Ma la Grande Razza, l’uomo antico, si rassegnerà a cedere senza lotte il suo potere alle minuscole creature? E’ questo che l’autore, Jean Gaston Vandel, con metodo narrativo vivace, sobrio, fluido, ci racconta in questo appassionante romanzo. Di chi sarà la vittoria finale? Dei nai o degli uomini? Chi dominerà il mondo del futuro? È una domanda alla quale l’autore risponde: una risposta che potrebbe diventare, nel tempo, realtà.
Copertina di Curt Caesar

La rinascita del marine

Una profonda cicatrice sulla guancia è il ricordo indelebile che i rapitori colombiani hanno lasciato sul corpo di Bree. Nel suo cuore alberga ancora la paura, ma la tenacia non le manca e ora che è di nuovo in pericolo ha una certezza in più: sa che può contare – ancora una volta – su Afsling. O meglio, Travis O’Connely. Sopravvissuto a un tragico incidente, il misterioso Marine, diventato un Navy SEAL e comandante dello squadrone Renegade, ha ormai una sola missione: proteggere Breanna e mantenere il proprio cuore e la propria anima nera al riparo dai ricordi di un passato che ancora lo tormenta. Ma l’amore è più forte di tutto. E chi ama protegge. E proteggere è la più bella voce del verbo amare. **
### Sinossi
Una profonda cicatrice sulla guancia è il ricordo indelebile che i rapitori colombiani hanno lasciato sul corpo di Bree. Nel suo cuore alberga ancora la paura, ma la tenacia non le manca e ora che è di nuovo in pericolo ha una certezza in più: sa che può contare – ancora una volta – su Afsling. O meglio, Travis O’Connely. Sopravvissuto a un tragico incidente, il misterioso Marine, diventato un Navy SEAL e comandante dello squadrone Renegade, ha ormai una sola missione: proteggere Breanna e mantenere il proprio cuore e la propria anima nera al riparo dai ricordi di un passato che ancora lo tormenta. Ma l’amore è più forte di tutto. E chi ama protegge. E proteggere è la più bella voce del verbo amare.

La regina d’Africa

No ISBN
Nel 1914, con lo scoppiare della Prima Guerra Mondiale, le colonie tedesche dell’Africa centrale vengono mobilitate per far fronte alla minaccia britannica. Tra i residenti stranieri, Rose Sayer, la giovane sorella di un missionario, si trova improvvisamente sola nella Foresta Equatoriale. Raggiunta dal meccanico inglese Charlie Allnutt, lo coinvolge nell’ambiziosa impresa di risalire il fiume Ulanga a bordo di una vecchia e malandata barca a vapore, la “Regina d’Africa”. Inizia così una grande, indimenticabile avventura portata sullo schermo da John Huston, con Humphrey Bogart e Katherine Hepburn.

La redenzione dell’Italia: Saggio sul “Principe” di Machiavelli

Niccolò Machiavelli ha scritto il Principe per disegnare, invocare e formare un redentore politico in grado, con l’aiuto di Dio, con la forza della profezia e quella delle armi, di liberare l’Italia dal dominio straniero. La sua opera più famosa, di cui ricorre quest’anno il cinquecentesimo anniversario della composizione, non contraddice affatto le idee repubblicane di Machiavelli ma ne costituisce la necessaria integrazione. Non è neppure, come molti autorevoli studiosi hanno ritenuto, il manifesto del realismo, né il testo che inaugura la moderna scienza della politica, né quello che proclama la dottrina dell’autonomia della politica dall’etica. È, invece, una splendida orazione sulla redenzione dell’Italia, scritta da un uomo che sapeva trovare la sua rinascita spirituale nel pensiero delle ‘grandi cose’. Questo è il significato del Principe, e in questo sta la sua attualità. Quando nessuno lo leggerà più, vorrà dire che è morta l’aspirazione alla grande politica che sa redimere i popoli, e che ci siamo rassegnati alla penosa politica dei mediocri politici. **
### Sinossi
Niccolò Machiavelli ha scritto il Principe per disegnare, invocare e formare un redentore politico in grado, con l’aiuto di Dio, con la forza della profezia e quella delle armi, di liberare l’Italia dal dominio straniero. La sua opera più famosa, di cui ricorre quest’anno il cinquecentesimo anniversario della composizione, non contraddice affatto le idee repubblicane di Machiavelli ma ne costituisce la necessaria integrazione. Non è neppure, come molti autorevoli studiosi hanno ritenuto, il manifesto del realismo, né il testo che inaugura la moderna scienza della politica, né quello che proclama la dottrina dell’autonomia della politica dall’etica. È, invece, una splendida orazione sulla redenzione dell’Italia, scritta da un uomo che sapeva trovare la sua rinascita spirituale nel pensiero delle ‘grandi cose’. Questo è il significato del Principe, e in questo sta la sua attualità. Quando nessuno lo leggerà più, vorrà dire che è morta l’aspirazione alla grande politica che sa redimere i popoli, e che ci siamo rassegnati alla penosa politica dei mediocri politici.

La razza senza fine

In un mondo popolato da quattro bilioni di esseri umani, ai quali la legge dettata da un infallibile Cervello impone di spostarsi continuamente da un luogo all’altro, in un mondo diviso rigidamente in categorie sottoposte a periodici controlli, Kill Bruner occupa un posto di favore poiché appartiene a una Classe privilegiata: la classe A.E. vive felice, finché una notte un vecchio dallo sguardo severo viene a portargli via sua moglie. E Kil, paralizzato da una forza sconosciuta, non può reagire. Poi, nonostante appartenga alla Classe dei Capi, nessuno vuole aiutarlo a ritrovare Ellen. Il Capo della Polizia rifiuta di occuparsi del suo caso. Un re dei bassifondi gli chiede una cifra che Kil non possiede per sguinzagliare i suoi uomini. Un agente privato declina l’incarico adducendo un sacco di scuse. E qualcuno gli dice che sarebbe meglio per lui e per il mondo considerare Ellen come morta. Addirittura per il mondo? Ma allora la scomparsa di Ellen è legata a qualcosa di enormemente importante…. Qualcosa strettamente connessa all’evoluzione della razza umana, questa razza condannata a una corsa continua quasi fosse perennemente alla ricerca di se stessa e del proprio avvenire.
Copertina di: Carlo Jacono