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Dylan Dog. Il sorriso dell’Oscura Signora

Nel febbraio del 2000 usciva in edicola il centosessantunesimo albo di Dylan Dog. Lo disegnava Nicola Mari, per la prima volta alle prese con uno stile grafico che sarebbe rapidamente evoluto nel segno per il quale ora il disegnatore ferrarese è famoso in tutto il mondo. Quello che nessuno sapeva però era che Mari aveva disegnato le prime ottanta tavole della storia di Tiziano Sclavi in uno stile completamente diverso, così tetro, così crepuscolare, così materico e sporco da indurre lo stesso artista a chiedere di poter ricominciare, per timore di non essere capito dai lettori. Ora BAO Publishing ripubblica la versione ufficiale della storia, con una copertina inedita di Nicola Mari e una ricca sezione in appendice con la comparazione tra le vignette che furono originariamente stampate e quelle mai viste, direttamente dagli archivi della Bonelli e dell’artista stesso. Un codice QR in fondo al volume permette di scaricare tutte le pagine della versione scartata accanto alla sceneggiatura di Sclavi, per un’affascinante lettura parallela del testo originale e della prima interpretazione grafica che ne fu data. Imperdibile.
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### Sinossi
Nel febbraio del 2000 usciva in edicola il centosessantunesimo albo di Dylan Dog. Lo disegnava Nicola Mari, per la prima volta alle prese con uno stile grafico che sarebbe rapidamente evoluto nel segno per il quale ora il disegnatore ferrarese è famoso in tutto il mondo. Quello che nessuno sapeva però era che Mari aveva disegnato le prime ottanta tavole della storia di Tiziano Sclavi in uno stile completamente diverso, così tetro, così crepuscolare, così materico e sporco da indurre lo stesso artista a chiedere di poter ricominciare, per timore di non essere capito dai lettori. Ora BAO Publishing ripubblica la versione ufficiale della storia, con una copertina inedita di Nicola Mari e una ricca sezione in appendice con la comparazione tra le vignette che furono originariamente stampate e quelle mai viste, direttamente dagli archivi della Bonelli e dell’artista stesso. Un codice QR in fondo al volume permette di scaricare tutte le pagine della versione scartata accanto alla sceneggiatura di Sclavi, per un’affascinante lettura parallela del testo originale e della prima interpretazione grafica che ne fu data. Imperdibile.

Dylan Dog n. 248: Anima d’acciaio

Un vecchio armaiolo, amico di Dylan, è convinto che le pistole abbiano un’anima e, a chi le sa ascoltare, possano persino suggerire il nome delle loro prossime vittime. L’Indagatore dell’Incubo è scettico, ma dovrà ricredersi quando il vecchio artigiano verrà trovato morto, ucciso proprio dalla fedele pistola di Dylan e, forse, dai sensi di colpa riapparsi all’improvviso come spettri dal passato. Questo è però solo il primo di una lunga catena di delitti che impegneranno l’investigatore di Craven Road e Jessie James, la sua nuova cliente, in una frenetica corsa contro il tempo per svelare il sanguinario piano concepito da un assassino freddo… come l’acciaio.

Dylan Dog n. 247: Tutti gli amori di Sally

Sally è convinta che un solo uomo non possa dare a una ragazza tutto ciò che il suo cuore, il suo cervello e il suo corpo desiderano. Ce ne vogliono almeno tre: un marito, un amante e un vero amico. Una situazione apparentemente ideale che si frantuma quando compare Mort Haggarth, un violento assassino che cancella i volti della sue vittime a martellate e che reclama Sally solo per sé. E quando Dylan accetta di aiutare l’amica a sfuggire al suo persecutore, anche l’Indagatore dell’Incubo diviene per Mort un pericoloso rivale da togliere di mezzo…

Dylan Dog n. 246: La locanda alla fine del mondo

L’”Indagatore dell’Incubo” si perde in una tormenta di neve proprio mentre si sta dirigendo a Thetford, un minuscolo paese della campagna inglese. Dylan è stato chiamato in quel posto dimenticato da un vecchio collega di quando vestiva ancora la divisa da poliziotto: c’è bisogno del suo quinto senso e mezzo per risolvere il caso di due ragazzi misteriosamente svaniti senza lasciare traccia. E anche Dylan rischia di sparire per sempre, nel momento in cui mette piede nella locanda alla fine del mondo.

Dylan Dog n. 245: Il cimitero dei freaks

Al cimitero dei freaks, negli ultimi tempi non è insolito trovare una tomba profanata… Magari scoperchiata da chi non riesce a trattenere la sua curiosità morbosa e vuole ammirare questi “scherzi della natura”, anche una volta defunti. Oppure da qualcuno in vena di divertirsi compiendo atti vandalici, disturbando il sonno eterno di chi, in genere, a causa della sua deformità, ha già dovuto sopportare fin troppe angherie nel corso della vita… Uno di questi indesiderati visitatori notturni, viene però orrendamente ucciso a morsi. I segni sul corpo della vittima sono inconfondibili e riconducono all’impronta dei denti di Clive “Mouthy” Geller, il cui cadavere, stranamente, manca all’appello degli ospiti del cimitero…