16417–16432 di 74503 risultati

Il cieco di Ortakos

«Avevo capito che nessuno ama la vita quanto un non vedente che la odia.» Salvatore Niffoi ci rapisce una volta di più con un romanzo breve e un racconto, due storie di cecità vissute nel paesino di Ortakos su due sentieri paralleli, ma percorsi in direzioni opposte. La prima, quella di Damianu Isperanzosu, su mastru tzecu de Ortakos, cieco dalla nascita e odiato dal padre violento e possessivo per questa sua invalidità. Una pesante croce che si aggiunge alla lunga sequela di rovesci e disgrazie da cui la sua famiglia è afflitta da generazioni. L’unica salvezza, oltre il bene viscerale che gli vuole la madre, sarà l’intelligente carità del medico e del prete del paese: Damianu andrà a scuola, imparerà a leggere con le dita, e grazie alla passione per la letteratura – che fa «immaginare i colori nascosti del mondo degli altri» – potrà andare a cercare fortuna «in continente». Ma il richiamo della propria terra, delle proprie radici, sarà irreprimibile. Un’esistenza vista con gli occhi di un cieco, intrisa di buio masticato inghiottendo dolore e rabbia, ma anche di tutto il calore e l’amore che tatto e destino gli faranno incontrare sulla strada. Fino alla notte del miracolo. La seconda, quella di Paolo, ragazzo soprannominato Pasodoble a causa della sua mania per il tango, che sceglie sin da piccolo «di non vivere la propria vita, per vivere tutte quelle degli altri attraverso i libri», e poi recludersi in convento. Ambientate in una Barbagia infera eppure meravigliosa, e narrate con una lingua cruda, lirica, sismica, due storie che hanno la propria chiave nel mistero della visione. Di chi, mettendo a rischio ogni giorno la propria vita, forse riacquista la vista perché attraverso il dolore ne ha maturata una più profonda, e di chi, come Paolo, alla fine deve perderla, perché troppo sicuro di «aver visto tutto quello che c’era da vedere».

Cialtroni

«Credi forse che gli uomini, e specialmente quelli di forte personalità, siano riassumibili in un giudizio solo? Se così fosse, ti sfiderei a formulare quello su Giulio Cesare. Cosa fu Cesare: il più grande generale e statista, o la più grande canaglia di tutti i tempi? Fu, credi a me, entrambe le cose. Gli uomini, te ne accorgerai, sono, anzi, siamo sempre un coacervo di contraddizioni.» Un coacervo di contraddizioni, sì: dal Risorgimento all’altroieri, un personaggio dopo l’altro. Questo volume raccoglie una serie di articoli dedicati da Indro Montanelli, nel corso degli anni Novanta, ai protagonisti della storia politica italiana: da Garibaldi, “onesto pasticcione”, a Grillo, “incubo esilarante”, da Mussolini a Craxi a Berlusconi e D’Alema, fra demagoghi, guappi di cartone, statisti latitanti. Il formidabile ritrattista che fu Montanelli picchia furiosamente i tasti della proverbiale Olivetti e sembra in uno stato di grazia: arriva sulla pagina il distillato di una lunghissima carriera, con un ritmo e una velocità perfetti per il Ventunesimo secolo. Leggi sorridendo, con il divertimento di chi assiste all’azione dell’anarchico buono che se la spassa a prendere di mira i monumenti. Pensi di essere solo uno spettatore, ma via via hai il sospetto che tutto ti riguardi più del previsto. Un po’ come spiegava Balzac ai lettori della sua Commedia umana: «Voi che vi sprofondate in una molle poltrona dicendo: forse mi svagherà. Dopo avere letto, cenerete con appetito e scaricherete l’insensibilità vostra sulle spalle dell’autore, tacciandolo di esagerare». Eh no, precisa il grande scrittore francese, «tutto è vero, è talmente vero, che ognuno potrà ritrovarne gli elementi dentro di sé». E visto che qui si tratta di politici, Montanelli, da par suo, aggiunge la domanda delle domande, la più scomoda: ma il Paese è davvero meglio della classe politica? Cioè, noi siamo meglio della classe politica?

La Chimica Dell’amore

**«Un’autrice che sa emozionare.» Kirkus Reviews**
Maya ha solo diciassette anni ma crede di aver trovato la formula perfetta per
la felicità: un tirocinio estivo al MIT, la più prestigiosa università
scientifica degli Stati Uniti, due nuovi amici, appassionati di scienze almeno
quanto lei, e un ragazzo perfetto. L’estate si annuncia come  indimenticabile.
Ma quando Whit, il suo ragazzo, la lascia all’improvviso, tutte le sue
certezze vacillano. E se la soluzione alle sue pene d’amore risiedesse in una
ricerca lasciata incompiuta da sua madre? Era una famosa scienziata che,
attraverso la manipolazione dei feromoni, si proponeva di attivare
l’attrazione tra due persone. Maya è convinta che, riuscendo a concludere lo
studio su cui era impegnata la madre, riuscirà a riavere Whit indietro. Il
destino, però, sembra avere altri piani e il suo esperimento non farà che
complicare le cose. Forse Maya capirà che l’amore non può essere manovrato, né
spiegato con formule scientifiche…
**Esiste la formula perfetta per la felicità?**
«Maya è una protagonista intelligente, spiritosa e adorabile.»
**Booklist**
«È l’ironia a dare a questo romanzo una marcia in più.»
**Kirkus Reviews**
«Una lettura imprescindibile per tutti i lettori di rosa, specialmente quelli
che adorano Sarah Dessen.»
**School Library Journal**
**Meredith Goldstein**
autrice di numerosi romanzi, è una redattrice del Boston Globe. La sua rubrica
Love Letters è attiva dal 2009 ed è diventata un punto di riferimento per
tutte le questioni amorose che affliggono i cuori infranti.

Chicago

Chicago a cavallo fra gli anni Venti e Trenta: una città divisa fra il North
Side controllato dagli irlandesi e il South Side di Al Capone; sullo sfondo, i
vizi e le perversioni dell’alta società, la corruzione dei politici. Mike
Hodge, veterano della Prima guerra mondiale e giornalista di cronaca al
Tribune, e i suoi colleghi fanno un quotidiano sfoggio di cinismo e si
mantengono fedeli al voto fatto alla Verità, per quanto essa sia quasi sempre
impubblicabile; e si danno, come tutti, a colossali bevute di alcol di
contrabbando. Ma quando Mike si troverà coinvolto nell’assassinio della donna
che ama, la sua vita e il fragile equilibrio su cui si reggeva verranno
travolti… David Mamet ci catapulta nell’America di cento anni fa con una
naturalezza stupefacente. Raffiche di dialoghi spumeggianti, un’incredibile
galleria di personaggi memorabili, invenzioni narrative brillanti, una cura
dei dettagli che sfida l’attenzione del lettore. Chicago è un romanzo da
divorare, un giallo, un noir, ma anche molto di più: una giostra di passioni
che possono sconvolgere la vita di un uomo, amore e desolazione, colpa e
vendetta, perdizione e riscatto. Mamet si conferma un autentico Maestro della
parola: è impossibile non farsi trascinare, impossibile resistere al vortice
frenetico di Chicago.

La Chiave Di Tutto

Un senzatetto, un etiope, una spogliarellista: una catena di delitti
sinistramente logica. Sembra proprio che il killer che nel giro di poche ore
ha disseminato Rimini di cadaveri abbia in mente di “fare pulizia”. Ma il vice
questore Costanza Confalonieri Bonnet, l’investigatrice più bella mai apparsa
in una Questura (calendari compresi), non è convinta, la pista ideologica
secondo lei non è quella giusta. Altrimenti perché Vagano, misterioso barbone
quasi felliniano, si sarebbe preso la briga di ingoiare una chiave prima di
morire? Quella, secondo Costanza, è la chiave di tutto. Ma cosa apre?
Affiancata da una squadra irresistibile – l’ispettore latinista Orlando
Appicciafuoco, l’assai meno intellettuale vice sovrintendente Emerson Leichen
Palmer Balducci e l’agente scelto nonché nerd Cecilia Cortellesi – Costanza
indaga, tra le strade di una Rimini ammantata di neve e dall’alto della sua
suite al Grand Hotel.
Una magistrale caccia all’assassino per un romanzo che riesce a restituire
echi di Simenon e di Campanile, alternando senza tregua tensione e umorismo,
colpi di scena e atmosfere suggestive.
Il primo romanzo da “solista” di Gino Vignali, che coniuga una convincente
trama gialla con uno stile di pirotecnico umorismo.

Chi è fascista

A 100 anni dalla nascita del movimento fascista, a oltre 70 dalla fine del regime, ‘il fascismo è tornato’. In rete e nei media l’allarme è al massimo livello. Caratteristiche del nuovo fascismo sarebbero: la sublimazione del popolo come collettività virtuosa contrapposta a politicanti corrotti, il disprezzo della democrazia parlamentare, l’appello alla piazza, l’esigenza dell’uomo forte, il primato della sovranità nazionale, l’ostilità verso i migranti. Fra i nuovi fascisti sono annoverati Trump, Erdogan, Bolsonaro, Di Maio, Salvini. Insomma, all’inizio del XXI secolo, trapassato il comunismo, disperso il socialismo, rarefatto il liberalismo, il fascismo avrebbe oggi una straordinaria rivincita sui nemici che lo avevano sconfitto nel 1945. Ma cos’è stato il fascismo? È stato un fenomeno internazionale, che si ripete aggiornato e mascherato? Oppure il ‘pericolo fascista’ distrae dalle cause vere della crisi democratica?

Il centenario che voleva salvare il mondo

Tutto comincia al largo di Bali, con una mongolfiera e quattro bottiglie di champagne. Allan Karlsson si appresta a festeggiare il suo centunesimo compleanno con il fidato complice Julius, quando è costretto a un ammaraggio d’emergenza nel mezzo dell’oceano. Salvati da una nave nordcoreana che trasporta clandestinamente uranio per conto di Kim Jong-un, i due vengono fermati con l’accusa di spionaggio. Dopo lo sbarco, Allan si finge uno specialista di tecnologia nucleare per riuscire a fuggire con una valigetta dal contenuto esplosivo. Allan e Julius si ritrovano così al centro di una vertiginosa crisi diplomatica tra Manhattan, l’Europa e la savana africana. Sul loro cammino incontrano Angela Merkel e Donald Trump, stringono amicizia con un truffatore indiano e un taxista masai, entrano in società con una venditrice di bare che inganna un feroce neonazista, frequentano una spia con la passione per gli asparagi. Torna in una nuova esilarante avventura il protagonista del best seller mondiale Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve. A 101 anni, Allan Karlsson ha deciso di tornare in servizio per un missione da nulla: salvare il mondo. Il centenario ha un anno in più, e ancora molti assi nella manica. “Difficile non farsi conquistare da questo arzillo incrocio tra Mr. Bean e Forrest Gump.” Cristina Taglietti, Corriere della Sera

Il censimento dei radical chic

In un’Italia ribaltata – eppure estremamente familiare –, le complicazioni del pensiero e della parola sono diventate segno di corruzione e malafede, un trucco delle élite per ingannare il popolo, il quale, in mancanza di qualcosa in cui sperare, si dà a scoppi di rabbia e applausi liberatori, insulti via web e bastonate, in un’ininterrotta caccia alle streghe: i clandestini per cominciare, poi i rom, quindi i raccomandati e gli omosessuali. Adesso tocca agli intellettuali. Il primo a cadere, linciato sul pianerottolo di casa, è il professor Prospero, colpevole di aver citato Spinoza in un talk show, peraltro subito rimbrottato dal conduttore: “Questo è uno show per famiglie, e chi di giorno si spacca la schiena ha il diritto di rilassarsi e di non sentirsi inferiore”. Cogliendo l’occasione dell’omicidio dell’accademico, il ministro degli Interni istituisce il Registro Nazionale degli Intellettuali e dei Radical Chic per censire coloro che “si ostinano a credersi più intelligenti degli altri”. La scusa è proteggerli, ma molti non ci cascano e, per non essere schedati, si affrettano a svuotare le librerie e far sparire dagli armadi i prediletti maglioni di cachemire… Intanto Olivia, la figlia del professore, che da anni vive a Londra, rientrando per il funerale, trova un paese incomprensibile. In un crescendo paradossale e grottesco – desolatamente, lucidamente divertentissimo –, Olivia indaga le cause che hanno portato all’assassinio del padre. Attraverso i suoi occhi, facendo scattare come una tagliola il meccanismo del più affilato straniamento letterario, Giacomo Papi ci costringe a vedere, più che il futuro prossimo, il nostro sobbollente presente. Con spietata intelligenza e irrefrenabili risate. “Questo libro non contiene parole difficili.” Autorità Garante per la Semplificazione della Lingua Italiana DL, 17/6, n. 1728

Il Castello della Verità

ROMANZO STORICO.
L’ambientazione è nella Milano dei Visconti.
Un uomo scompare. Rapito? Fuggito? Ucciso?
L’episodio misterioso si verifica praticamente sotto gli occhi del figlio che
non si dà pace: il ragazzo – deciso a trovare una risposta – affronta una
serie di avventure e incontra tutta una serie di strani personaggi, fino ad
arrivare a Milano, alla corte dei Visconti, nel celebre Castello.
Il romanzo è una ricostruzione storicamente fedele per personaggi, situazioni
e ambienti ed è un tuffo nella Milano che precede questa dei grattacieli.
Molti di quei luoghi sono tutt’ora riscontrabili e spesso anche nei nomi (Via
Orefici, via Armorari, via Speronari, via Spadari…)

Un Caso Speciale Per La Ghostwriter

**Ha scelto i libri come amici. Anche se a volte sono pieni di segreti.**
« *Una nuova avventura di Vani, ghostwriter e collaboratrice di un affascinante commissario.* »
**Tuttolibri La Stampa**
« *Una protagonista, un po’ asociale, che ha il dono di capire al volo le persone e di anticiparne le azioni.* »
**Robinson la Repubblica – Stefania Parmeggiani**
« *Dopo il successo dei primi quattro libri della serie che la vedono protagonista, torna la ghostwriter più misantropa di sempre.* »
**Grazia.it – Giulia Caterina Trucano**
« *Vani Sarca ricorda Raymond Chandler e Dashiell Hammett, con un po’ di Agatha Christie e Patricia Highsmith.* »
**F – Anna Tagliacarne**
« *Se ami i libri gialli, le investigatrici dalla battuta pronta e sei attratta dal mondo delle case editrici non puoi non diventare addicted di Vani Sarca.* »
**Cosmopolitan – Adelaide Barigozzi**
Per Vani le parole sono importanti. Nel modo in cui una persona le sceglie o le usa, Vani sa leggere abitudini, indole, manie. E sa imitarlo. Infatti Vani è una ghostwriter: riempie le pagine bianche di scrittori di ogni genere con storie, articoli, saggi che sembrino scaturiti dalla loro penna. Una capacità innata che le ha permesso di affermarsi nel mondo dell’editoria, non senza un debito di gratitudine nei confronti dell’uomo che, per primo, ha intuito la sua bravura: Enrico Fuschi, il suo capo. Non sempre i rapporti tra i due sono stati idilliaci, ma ora Vani, anche se non vorrebbe ammetterlo, è preoccupata per lui. Da quando si è lasciato sfuggire un progetto importantissimo non si è più fatto vivo: non risponde al telefono, non si presenta agli appuntamenti, nessuno sa dove sia. Enrico è sparito. Vani sa che può chiedere l’aiuto di una sola persona: il commissario Berganza. Dopo tante indagini condotte fianco a fianco, Vani deve ammettere di sentirsi sempre più legata all’uomo che l’ha scelta come collaboratrice della polizia per il suo intuito infallibile. Insieme si mettono sulle tracce di Enrico. Tracce che li porteranno fino a Londra, tra le pagine senza tempo di Lewis Carroll e Arthur Conan Doyle. Passo dopo passo, i due scoprono che Enrico nasconde segreti che mai avrebbero immaginato e, soprattutto, che ha bisogno del loro aiuto. E non solo lui. Vani ha di fronte a sé un ultimo caso da risolvere e fra le mani, dalle unghie rigorosamente smaltate di viola, le vite di tutte le persone cui ha imparato a volere bene. Alice Basso ha creato un personaggio fantastico. Una protagonista originale che i suoi lettori chiamano per nome come un’amica. Una protagonista che vive in mezzo ai libri, da cui ha imparato quasi tutto quello che sa. Intorno a lei, altri personaggi indimenticabili cui affezionarsi romanzo dopo romanzo. Un universo in cui calarsi per ricordarsi che il piacere della lettura è questo: una storia che incanta e uno stile impeccabile.   **
### Sinossi
**Ha scelto i libri come amici. Anche se a volte sono pieni di segreti.**
« *Una nuova avventura di Vani, ghostwriter e collaboratrice di un affascinante commissario.* »
**Tuttolibri La Stampa**
« *Una protagonista, un po’ asociale, che ha il dono di capire al volo le persone e di anticiparne le azioni.* »
**Robinson la Repubblica – Stefania Parmeggiani**
« *Dopo il successo dei primi quattro libri della serie che la vedono protagonista, torna la ghostwriter più misantropa di sempre.* »
**Grazia.it – Giulia Caterina Trucano**
« *Vani Sarca ricorda Raymond Chandler e Dashiell Hammett, con un po’ di Agatha Christie e Patricia Highsmith.* »
**F – Anna Tagliacarne**
« *Se ami i libri gialli, le investigatrici dalla battuta pronta e sei attratta dal mondo delle case editrici non puoi non diventare addicted di Vani Sarca.* »
**Cosmopolitan – Adelaide Barigozzi**
Per Vani le parole sono importanti. Nel modo in cui una persona le sceglie o le usa, Vani sa leggere abitudini, indole, manie. E sa imitarlo. Infatti Vani è una ghostwriter: riempie le pagine bianche di scrittori di ogni genere con storie, articoli, saggi che sembrino scaturiti dalla loro penna. Una capacità innata che le ha permesso di affermarsi nel mondo dell’editoria, non senza un debito di gratitudine nei confronti dell’uomo che, per primo, ha intuito la sua bravura: Enrico Fuschi, il suo capo. Non sempre i rapporti tra i due sono stati idilliaci, ma ora Vani, anche se non vorrebbe ammetterlo, è preoccupata per lui. Da quando si è lasciato sfuggire un progetto importantissimo non si è più fatto vivo: non risponde al telefono, non si presenta agli appuntamenti, nessuno sa dove sia. Enrico è sparito. Vani sa che può chiedere l’aiuto di una sola persona: il commissario Berganza. Dopo tante indagini condotte fianco a fianco, Vani deve ammettere di sentirsi sempre più legata all’uomo che l’ha scelta come collaboratrice della polizia per il suo intuito infallibile. Insieme si mettono sulle tracce di Enrico. Tracce che li porteranno fino a Londra, tra le pagine senza tempo di Lewis Carroll e Arthur Conan Doyle. Passo dopo passo, i due scoprono che Enrico nasconde segreti che mai avrebbero immaginato e, soprattutto, che ha bisogno del loro aiuto. E non solo lui. Vani ha di fronte a sé un ultimo caso da risolvere e fra le mani, dalle unghie rigorosamente smaltate di viola, le vite di tutte le persone cui ha imparato a volere bene. Alice Basso ha creato un personaggio fantastico. Una protagonista originale che i suoi lettori chiamano per nome come un’amica. Una protagonista che vive in mezzo ai libri, da cui ha imparato quasi tutto quello che sa. Intorno a lei, altri personaggi indimenticabili cui affezionarsi romanzo dopo romanzo. Un universo in cui calarsi per ricordarsi che il piacere della lettura è questo: una storia che incanta e uno stile impeccabile.

La casa delle farfalle

Anita ha trent’anni e insegna biologia all’Università di Colonia. Non ama gli
aerei e soffre di vertigini, ma non saprebbe spiegarne il motivo. Quando la
sua vita viene sconvolta da un tragico evento, in crisi lascia Hans, il suo
compagno, per tornare nei luoghi dov’è cresciuta – in treno naturalmente. Lì,
sul lago di Como, è decisa a ritrovare se stessa. Mentre passeggia cullata
dallo sciabordio delle onde, incontra una bambina dai tratti giapponesi e
dalla voce meravigliosa. Si chiama Yoko e, proprio come lei, è segnata da una
ferita difficile da rimarginare. Presto Anita, leggendo il diario della nonna
Lucrezia, scoprirà di essere legata a Yoko da una storia rimasta sepolta per
anni, che unisce le loro famiglie. Tutto ha origine nel 1943, quando la casa
di Lucrezia, la villa delle Farfalle, viene occupata da alcuni ufficiali
tedeschi. Tra lei e Will, uno degli ufficiali, nasce un sentimento dirompente,
ma la guerra sembra ostacolarli… In questo romanzo ricco di grazia e
femminilità si intrecciano due storie mozzafiato, dal passato ai giorni
nostri. Perché la forza dell’amore, quello vero, non si dissolve con il
trascorrere degli anni ma perdura nel tempo.

Carabinieri Per La Democrazia

«Molti anni dovranno ancora trascorrere, prima che si possa considerare chiusa
definitivamente la lunga stagione del terrorismo italiano» scrive Paolo Mieli
nella prefazione a questo volume.
Una stagione cruenta, gli «anni di piombo», durante la quale l’Arma dei
carabinieri ha pagato un tributo di sangue altissimo. Sotto i proiettili dei
terroristi di destra e di sinistra, che miravano a sovvertire a colpi di mitra
quello Stato che da sempre gli uomini con gli alamari rappresentano, sono
caduti in trentasei: investigatori di esperienza, scelti per la loro azione
efficace e coraggiosa, e semplici carabinieri colpiti a caso, per il solo
fatto di indossare un’uniforme, tutte vittime sacrificali della violenza
cieca, senza pietà né appello, che tra la fine degli anni Settanta e l’inizio
degli anni Ottanta ha seminato odio, avvelenando il clima sociale nel nostro
Paese.
In questa antologia, che raccoglie i contributi di Giovanni Bianconi, Piero
Colaprico, Andrea Galli, Carlo Lucarelli, Massimo Lugli, Roberto Riccardi,
Valerio Varesi, vengono ripercorse le storie di ognuno di loro, e insieme
delle diverse fasi del terrorismo politico in Italia: dalle bombe ai tralicci
in Alto Adige già negli anni Sessanta alla strage di Peteano nel 1972 a firma
di Ordine nuovo, dalle spietate azioni di fuoco delle Brigate rosse, che
arrivarono a rapire e assassinare Aldo Moro uccidendo tutti gli uomini della
scorta, a quelle firmate da Prima linea e da altri gruppi della sinistra
eversiva, passando per la violenza di segno opposto dei Nuclei armati
rivoluzionari.
Ma soprattutto viene data voce a mogli, figli, fratelli che videro un giorno
le proprie famiglie spezzarsi e i propri cari – come scrive il comandante
generale dell’Arma Tullio Del Sette nell’introduzione – «diventare eroi di una
guerra che non avevano dichiarato».

Cani e lupi

Un libro della serie L’inverno dei lupiIl mondo non finisce con uno schianto, ma con un diluvio. I tornado invadono il cuore di Londra, New York soffoca sotto un’ondata di calore che fa sciogliere persino l’asfalto, mentre la Russia congela sotto uno spesso strato di permafrost. All’inizio le persone si uniscono, paracadutando aiuti dal cielo e facendo evacuare la popolazione, ma il clima non fa che peggiorare. A Durham, il mite professore universitario Danny Fennick si prepara ad affrontare la tempesta. È cresciuto nelle Highlands scozzesi, perciò ha già vissuto inverni rigidi in passato. Inoltre, ha un vantaggio. È un lupo mutaforma. O, per essere precisi, un cane mutaforma. Meno impressionante, ma sempre utile. Tuttavia gli altri lupi mutaforma non credono che quello sia un inverno qualsiasi e stanno attraversando il Vallo per marcare il loro nuovo territorio. Tra loro ci sono l’ex di Danny, Jack, Principe Ereditario del branco del Numitor, inseguito dal fratello che vuole ucciderlo. L’inverno dei lupi non è bianco. È rosso come il sangue.

La Caduta Delle Consonanti Intervocaliche

La caduta delle consonanti intervocaliche, avvenuta tra il X e l’XI secolo nella regione dove sarebbe poi nato il Portogallo, è il fenomeno linguistico che ha cominciato a separare il portoghese dallo spagnolo. Un passaggio importante per Heliseu da Motta e Silva, professore brasiliano di filologia romanza: la nascita della sua lingua, il fondamento del suo lavoro e, curiosamente, anche il motivo per cui ha conosciuto sua moglie. Ormai in pensione, Heliseu si sveglia il giorno in cui l’università si appresta a omaggiarlo e inizia a preparare mentalmente il discorso di ringraziamento. Alla sua età, s’impone un bilancio. Ed ecco allora venirgli in mente la possibilità di ripercorrere la propria carriera attraverso gli avvenimenti, anche quelli più intimi, di un’esistenza apparentemente perfetta: l’inizio negli anni Sessanta, quando il paese (come il resto del mondo) era tutto un fermento libertario; il matrimonio con Mônica, il figlio maschio, lo stipendio fisso, il bell’appartamento, gli inizi della dittatura, l’infatuazione per una giovane dottoranda francese, la pubblicazione importante e, infine, il buen ritiro tranquillo e soddisfatto di chi ha avuto una vita piena. Ma è andata veramente così? Nell’organizzazione del ricordo, dei ricordi, nella scelta delle cose da dire e da tacere, si insinuano continuamente dubbi, altre possibilità di racconto, deviazioni nella narrazione. Di perfetto, nella vita di Heliseu, c’è ben poco. Il disprezzo dei colleghi, l’estraneità del figlio, la tragica morte della moglie: tra fallimenti, mistificazioni, sensi di colpa, è andato tutto storto, ed è il momento di riconoscerlo. In questo romanzo toccante, di grande bellezza e di sottile poesia, Cristovão Tezza ci racconta con grande maestria una storia universale: la storia della nostra umana incapacità alla vita. «Un libro da maestro». «Veja» «Una delle voci più importanti, rispettate e creative della letteratura brasiliana attuale». «Diário da Região» «Le sue sconfitte, le vittorie e i conflitti sono gli stessi di tutti noi». «Estado de Minas» «Nel più proustiano dei suoi romanzi, Tezza ci presenta un uomo in lotta con le colpe e i rimpianti di una vita intera». «Bem Paraná» «Una scrittura dalle innumerevoli voci, quasi rielaborasse Machado de Assis con una maschera folle, ma senza mai perdere la rotta della chiarezza». «Bravo»