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Seduzione illegale

Questo libro contiene scandalose scene di sesso molto esplicito. Si consiglia la lettura ad un solo pubblico di maggiorenni.
Mia Parker è una giovane praticante avvocato del prestigioso Studio Legale newyorkese Moonlight & Co. Quando incontra un bellissimo e tenebroso sconosciuto al bar, non immagina nemmeno lontanamente che sia il suo capo, lo spietato Carver Moonlight, il più ricco e sexy scapolo di New York. Da quel giorno, la sua patetica vita di timida verginella cambierà per sempre. Carver comincia un insistente e conturbante corteggiamento, che sfocerà in un vortice di sesso travolgente e proibito. Ma ben presto Mia scoprirà che dietro il magnetico sguardo e gli addominali scolpiti di Carver si cela un’anima tormentata da un passato oscuro e segreto… **
### Sinossi
Questo libro contiene scandalose scene di sesso molto esplicito. Si consiglia la lettura ad un solo pubblico di maggiorenni.
Mia Parker è una giovane praticante avvocato del prestigioso Studio Legale newyorkese Moonlight & Co. Quando incontra un bellissimo e tenebroso sconosciuto al bar, non immagina nemmeno lontanamente che sia il suo capo, lo spietato Carver Moonlight, il più ricco e sexy scapolo di New York. Da quel giorno, la sua patetica vita di timida verginella cambierà per sempre. Carver comincia un insistente e conturbante corteggiamento, che sfocerà in un vortice di sesso travolgente e proibito. Ma ben presto Mia scoprirà che dietro il magnetico sguardo e gli addominali scolpiti di Carver si cela un’anima tormentata da un passato oscuro e segreto…

Questo libro contiene scandalose scene di sesso molto esplicito. Si consiglia la lettura ad un solo pubblico di maggiorenni.
Mia Parker è una giovane praticante avvocato del prestigioso Studio Legale newyorkese Moonlight & Co. Quando incontra un bellissimo e tenebroso sconosciuto al bar, non immagina nemmeno lontanamente che sia il suo capo, lo spietato Carver Moonlight, il più ricco e sexy scapolo di New York. Da quel giorno, la sua patetica vita di timida verginella cambierà per sempre. Carver comincia un insistente e conturbante corteggiamento, che sfocerà in un vortice di sesso travolgente e proibito. Ma ben presto Mia scoprirà che dietro il magnetico sguardo e gli addominali scolpiti di Carver si cela un’anima tormentata da un passato oscuro e segreto… **
### Sinossi
Questo libro contiene scandalose scene di sesso molto esplicito. Si consiglia la lettura ad un solo pubblico di maggiorenni.
Mia Parker è una giovane praticante avvocato del prestigioso Studio Legale newyorkese Moonlight & Co. Quando incontra un bellissimo e tenebroso sconosciuto al bar, non immagina nemmeno lontanamente che sia il suo capo, lo spietato Carver Moonlight, il più ricco e sexy scapolo di New York. Da quel giorno, la sua patetica vita di timida verginella cambierà per sempre. Carver comincia un insistente e conturbante corteggiamento, che sfocerà in un vortice di sesso travolgente e proibito. Ma ben presto Mia scoprirà che dietro il magnetico sguardo e gli addominali scolpiti di Carver si cela un’anima tormentata da un passato oscuro e segreto…

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Se Tutta L’Africa

In questi dieci reportage narrativi apparsi tra il 1962 e il 1966 sul settimanale “Polityka”, con l’occhio attento e la profondità di giudizio che gli sono propri Kapus´cin´ski descrive il periodo di rottura nella storia del continente: la nascita di nuovi stati, i capi che li hanno guidati, la crisi dei primi sistemi politici e le storie della gente comune. Ma la cosa più straordinaria è che a distanza di quarant’anni questo libro continua a essere fondamentale per chiarire i problemi dell’Africa e, per varie ragioni, resta una delle più importanti testimonianze mondiali della decolonizzazione africana.

In questi dieci reportage narrativi apparsi tra il 1962 e il 1966 sul settimanale “Polityka”, con l’occhio attento e la profondità di giudizio che gli sono propri Kapus´cin´ski descrive il periodo di rottura nella storia del continente: la nascita di nuovi stati, i capi che li hanno guidati, la crisi dei primi sistemi politici e le storie della gente comune. Ma la cosa più straordinaria è che a distanza di quarant’anni questo libro continua a essere fondamentale per chiarire i problemi dell’Africa e, per varie ragioni, resta una delle più importanti testimonianze mondiali della decolonizzazione africana.

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Se i gatti scomparissero dal mondo

Di lavoro fa il postino, mette in comunicazione le persone consegnando ogni giorno decine di lettere, ma il protagonista della nostra storia non ha nessuno con cui comunicare. La sua unica compagnia è un gatto, Cavolo, con cui divide un piccolo appartamento. I giorni passano pigri e tutti uguali, fin quando quello che sembrava un fastidioso mal di testa si trasforma nell’annuncio di una malattia incurabile. Che fare nella settimana che gli resta da vivere? Riesce a stento a compilare la lista delle dieci cose da provare prima di morire… Non resta nulla da fare, se non disperarsi: ma ecco che ci mette lo zampino il Diavolo in persona. E come ogni diavolo che si rispetti, anche quello della nostra storia propone un patto, anzi un vero affare. Un giorno di più di vita in cambio di qualcosa. Solo che la cosa che il Diavolo sceglierà scomparirà dal mondo. Rinunciare ai telefonini, ai film, agli orologi? Ma certo, in fondo si può fare a meno di tutto, soprattutto per ventiquattr’ore in più di vita. Se non fosse che per ogni oggetto c’è un ricordo. E che ogni concessione al Diavolo implica un distacco doloroso e cambia il corso della vita del protagonista e dei suoi cari. Soprattutto quando il Diavolo chiederà di far scomparire dalla faccia della terra loro, i nostri amati gatti. Kawamura Genki ci costringe a pensare a quello che davvero è importante: alle persone che abbiamo accanto, a quello che lasceremo, al mondo che costruiamo intorno a noi. **

Di lavoro fa il postino, mette in comunicazione le persone consegnando ogni giorno decine di lettere, ma il protagonista della nostra storia non ha nessuno con cui comunicare. La sua unica compagnia è un gatto, Cavolo, con cui divide un piccolo appartamento. I giorni passano pigri e tutti uguali, fin quando quello che sembrava un fastidioso mal di testa si trasforma nell’annuncio di una malattia incurabile. Che fare nella settimana che gli resta da vivere? Riesce a stento a compilare la lista delle dieci cose da provare prima di morire… Non resta nulla da fare, se non disperarsi: ma ecco che ci mette lo zampino il Diavolo in persona. E come ogni diavolo che si rispetti, anche quello della nostra storia propone un patto, anzi un vero affare. Un giorno di più di vita in cambio di qualcosa. Solo che la cosa che il Diavolo sceglierà scomparirà dal mondo. Rinunciare ai telefonini, ai film, agli orologi? Ma certo, in fondo si può fare a meno di tutto, soprattutto per ventiquattr’ore in più di vita. Se non fosse che per ogni oggetto c’è un ricordo. E che ogni concessione al Diavolo implica un distacco doloroso e cambia il corso della vita del protagonista e dei suoi cari. Soprattutto quando il Diavolo chiederà di far scomparire dalla faccia della terra loro, i nostri amati gatti. Kawamura Genki ci costringe a pensare a quello che davvero è importante: alle persone che abbiamo accanto, a quello che lasceremo, al mondo che costruiamo intorno a noi. **

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Scomparsi

Nessuno sa spiegare che cosa è successo, come o perché, semplicemente un attimo prima gli adulti c’erano e quello dopo non c’erano più. Nessuno sa spiegare che cosa sia la forza impenetrabile che impedisce a chiunque di lasciare la città. I telefoni non funzionano e chiedere aiuto (ma a chi, poi?) è impossibile. Abbandonati a se stessi, i ragazzi, tutti al di sotto dei quindici anni, si riuniscono in bande, litigano, eleggono capi. Occorre ricostruire un ordine, ma non è facile in un mondo che non è più quello che conoscevano. E quando alcuni di loro si accorgono di avere strani, pericolosi poteri, si rendono ben presto conto che la cosa più difficile sarà difendersi da loro stessi. **
### Sinossi
Nessuno sa spiegare che cosa è successo, come o perché, semplicemente un attimo prima gli adulti c’erano e quello dopo non c’erano più. Nessuno sa spiegare che cosa sia la forza impenetrabile che impedisce a chiunque di lasciare la città. I telefoni non funzionano e chiedere aiuto (ma a chi, poi?) è impossibile. Abbandonati a se stessi, i ragazzi, tutti al di sotto dei quindici anni, si riuniscono in bande, litigano, eleggono capi. Occorre ricostruire un ordine, ma non è facile in un mondo che non è più quello che conoscevano. E quando alcuni di loro si accorgono di avere strani, pericolosi poteri, si rendono ben presto conto che la cosa più difficile sarà difendersi da loro stessi.

Nessuno sa spiegare che cosa è successo, come o perché, semplicemente un attimo prima gli adulti c’erano e quello dopo non c’erano più. Nessuno sa spiegare che cosa sia la forza impenetrabile che impedisce a chiunque di lasciare la città. I telefoni non funzionano e chiedere aiuto (ma a chi, poi?) è impossibile. Abbandonati a se stessi, i ragazzi, tutti al di sotto dei quindici anni, si riuniscono in bande, litigano, eleggono capi. Occorre ricostruire un ordine, ma non è facile in un mondo che non è più quello che conoscevano. E quando alcuni di loro si accorgono di avere strani, pericolosi poteri, si rendono ben presto conto che la cosa più difficile sarà difendersi da loro stessi. **
### Sinossi
Nessuno sa spiegare che cosa è successo, come o perché, semplicemente un attimo prima gli adulti c’erano e quello dopo non c’erano più. Nessuno sa spiegare che cosa sia la forza impenetrabile che impedisce a chiunque di lasciare la città. I telefoni non funzionano e chiedere aiuto (ma a chi, poi?) è impossibile. Abbandonati a se stessi, i ragazzi, tutti al di sotto dei quindici anni, si riuniscono in bande, litigano, eleggono capi. Occorre ricostruire un ordine, ma non è facile in un mondo che non è più quello che conoscevano. E quando alcuni di loro si accorgono di avere strani, pericolosi poteri, si rendono ben presto conto che la cosa più difficile sarà difendersi da loro stessi.

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Scambi, equivoci eppiù torbidi inganni

Che cos’è la fortuna? Un fluido etereo, un magnetismo sulfureo? Dio che ci sorride dall’alto o il demonio che ci dà di gomito dagli inferi?
Ma qualunque cosa sia, non c’è bisogno d’essere metafisici per sapere che esiste. E lo scrittore Lorenzo Dalré lo sa meglio di tutti. Ha, infatti, tutto quello che ognuno potrebbe desiderare.
Un mestiere invidiabile, una casa confortevole, due deliziosi figlioletti, un allegro bichon frisé e, soprattutto, una magnifica moglie che mantenendolo, gli permette di fare il suo lavoro senza troppo affaticarsi. Così è da tempo che, invece di dedicarsi al suo fantomatico capolavoro, si trastulla in fantasiose acrobazie sessuali con una favolosamente bella, sebbene assai burina, amica della consorte. E tutto funziona alla perfezione finché, scoperta la tresca e trovatosi improvvisamente senza un soldo fuori di casa, Dalré cercherà rifugio dal padre Anacleto, generale ed eroe della patria, eppoi nuove distrazioni tra le braccia della sfrenata Sandra Bonsanti, cinica matrimonialista e moglie del deputato inquisito Filippo Torregrossa, inciampando, per un terribile equivoco, nell’inchiesta che interessa il politico ma, soprattutto,in Mauro Spaltro, l’inetto magistrato che farà del caso il trampolino di lancio verso l’ambita carriera politica.
E questo tra i quartieri borghesi, le palestre vip, i covi per scambisti e i salotti più o meno intellettuali della Roma dei nostri giorni, alla vigilia dell’inchiesta “Mafia Capitale”, popolata da una galleria di coloratissimi personaggi come l’ex imprenditore e ora idraulico “per signore”, Paride Matelica; o Riccarda, la Bovary di Tor Bella Monaca, che legge le Cinquanta sfumature ma declama colte citazioni rubate da internet; o don Ario, missionario in Nigeria, afflitto dal senso di colpa per aver avuto tra i suoi scolari il fondatore di Boko Haram; o lo strampalato Lip, capace di vendere le sue idee da fattone ai grandi marchi di moda. Evocati insieme a molti altri ancora, metteranno in moto il perfetto meccanismo a orologeria di una di quelle ironiche, irriverenti, scorrettissime commedie che hanno fatto di Gaetano Cappelli uno dei nostri più amati scrittori. **
### Sinossi
Che cos’è la fortuna? Un fluido etereo, un magnetismo sulfureo? Dio che ci sorride dall’alto o il demonio che ci dà di gomito dagli inferi?
Ma qualunque cosa sia, non c’è bisogno d’essere metafisici per sapere che esiste. E lo scrittore Lorenzo Dalré lo sa meglio di tutti. Ha, infatti, tutto quello che ognuno potrebbe desiderare.
Un mestiere invidiabile, una casa confortevole, due deliziosi figlioletti, un allegro bichon frisé e, soprattutto, una magnifica moglie che mantenendolo, gli permette di fare il suo lavoro senza troppo affaticarsi. Così è da tempo che, invece di dedicarsi al suo fantomatico capolavoro, si trastulla in fantasiose acrobazie sessuali con una favolosamente bella, sebbene assai burina, amica della consorte. E tutto funziona alla perfezione finché, scoperta la tresca e trovatosi improvvisamente senza un soldo fuori di casa, Dalré cercherà rifugio dal padre Anacleto, generale ed eroe della patria, eppoi nuove distrazioni tra le braccia della sfrenata Sandra Bonsanti, cinica matrimonialista e moglie del deputato inquisito Filippo Torregrossa, inciampando, per un terribile equivoco, nell’inchiesta che interessa il politico ma, soprattutto,in Mauro Spaltro, l’inetto magistrato che farà del caso il trampolino di lancio verso l’ambita carriera politica.
E questo tra i quartieri borghesi, le palestre vip, i covi per scambisti e i salotti più o meno intellettuali della Roma dei nostri giorni, alla vigilia dell’inchiesta “Mafia Capitale”, popolata da una galleria di coloratissimi personaggi come l’ex imprenditore e ora idraulico “per signore”, Paride Matelica; o Riccarda, la Bovary di Tor Bella Monaca, che legge le Cinquanta sfumature ma declama colte citazioni rubate da internet; o don Ario, missionario in Nigeria, afflitto dal senso di colpa per aver avuto tra i suoi scolari il fondatore di Boko Haram; o lo strampalato Lip, capace di vendere le sue idee da fattone ai grandi marchi di moda. Evocati insieme a molti altri ancora, metteranno in moto il perfetto meccanismo a orologeria di una di quelle ironiche, irriverenti, scorrettissime commedie che hanno fatto di Gaetano Cappelli uno dei nostri più amati scrittori.

Che cos’è la fortuna? Un fluido etereo, un magnetismo sulfureo? Dio che ci sorride dall’alto o il demonio che ci dà di gomito dagli inferi?
Ma qualunque cosa sia, non c’è bisogno d’essere metafisici per sapere che esiste. E lo scrittore Lorenzo Dalré lo sa meglio di tutti. Ha, infatti, tutto quello che ognuno potrebbe desiderare.
Un mestiere invidiabile, una casa confortevole, due deliziosi figlioletti, un allegro bichon frisé e, soprattutto, una magnifica moglie che mantenendolo, gli permette di fare il suo lavoro senza troppo affaticarsi. Così è da tempo che, invece di dedicarsi al suo fantomatico capolavoro, si trastulla in fantasiose acrobazie sessuali con una favolosamente bella, sebbene assai burina, amica della consorte. E tutto funziona alla perfezione finché, scoperta la tresca e trovatosi improvvisamente senza un soldo fuori di casa, Dalré cercherà rifugio dal padre Anacleto, generale ed eroe della patria, eppoi nuove distrazioni tra le braccia della sfrenata Sandra Bonsanti, cinica matrimonialista e moglie del deputato inquisito Filippo Torregrossa, inciampando, per un terribile equivoco, nell’inchiesta che interessa il politico ma, soprattutto,in Mauro Spaltro, l’inetto magistrato che farà del caso il trampolino di lancio verso l’ambita carriera politica.
E questo tra i quartieri borghesi, le palestre vip, i covi per scambisti e i salotti più o meno intellettuali della Roma dei nostri giorni, alla vigilia dell’inchiesta “Mafia Capitale”, popolata da una galleria di coloratissimi personaggi come l’ex imprenditore e ora idraulico “per signore”, Paride Matelica; o Riccarda, la Bovary di Tor Bella Monaca, che legge le Cinquanta sfumature ma declama colte citazioni rubate da internet; o don Ario, missionario in Nigeria, afflitto dal senso di colpa per aver avuto tra i suoi scolari il fondatore di Boko Haram; o lo strampalato Lip, capace di vendere le sue idee da fattone ai grandi marchi di moda. Evocati insieme a molti altri ancora, metteranno in moto il perfetto meccanismo a orologeria di una di quelle ironiche, irriverenti, scorrettissime commedie che hanno fatto di Gaetano Cappelli uno dei nostri più amati scrittori. **
### Sinossi
Che cos’è la fortuna? Un fluido etereo, un magnetismo sulfureo? Dio che ci sorride dall’alto o il demonio che ci dà di gomito dagli inferi?
Ma qualunque cosa sia, non c’è bisogno d’essere metafisici per sapere che esiste. E lo scrittore Lorenzo Dalré lo sa meglio di tutti. Ha, infatti, tutto quello che ognuno potrebbe desiderare.
Un mestiere invidiabile, una casa confortevole, due deliziosi figlioletti, un allegro bichon frisé e, soprattutto, una magnifica moglie che mantenendolo, gli permette di fare il suo lavoro senza troppo affaticarsi. Così è da tempo che, invece di dedicarsi al suo fantomatico capolavoro, si trastulla in fantasiose acrobazie sessuali con una favolosamente bella, sebbene assai burina, amica della consorte. E tutto funziona alla perfezione finché, scoperta la tresca e trovatosi improvvisamente senza un soldo fuori di casa, Dalré cercherà rifugio dal padre Anacleto, generale ed eroe della patria, eppoi nuove distrazioni tra le braccia della sfrenata Sandra Bonsanti, cinica matrimonialista e moglie del deputato inquisito Filippo Torregrossa, inciampando, per un terribile equivoco, nell’inchiesta che interessa il politico ma, soprattutto,in Mauro Spaltro, l’inetto magistrato che farà del caso il trampolino di lancio verso l’ambita carriera politica.
E questo tra i quartieri borghesi, le palestre vip, i covi per scambisti e i salotti più o meno intellettuali della Roma dei nostri giorni, alla vigilia dell’inchiesta “Mafia Capitale”, popolata da una galleria di coloratissimi personaggi come l’ex imprenditore e ora idraulico “per signore”, Paride Matelica; o Riccarda, la Bovary di Tor Bella Monaca, che legge le Cinquanta sfumature ma declama colte citazioni rubate da internet; o don Ario, missionario in Nigeria, afflitto dal senso di colpa per aver avuto tra i suoi scolari il fondatore di Boko Haram; o lo strampalato Lip, capace di vendere le sue idee da fattone ai grandi marchi di moda. Evocati insieme a molti altri ancora, metteranno in moto il perfetto meccanismo a orologeria di una di quelle ironiche, irriverenti, scorrettissime commedie che hanno fatto di Gaetano Cappelli uno dei nostri più amati scrittori.

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Saggio sulla negazione. Per un’antropologia linguistica

In ogni momento ricorriamo a una particella grammaticale dimessa e priva di blasone, senza sospettare che nella sua inappariscenza sia all’opera un dispositivo così potente da orchestrare l’intera significazione, e con essa il mondo. Quel connettivo sintattico è il ‘non’, di portata eguagliabile soltanto all’universale dello scambio, ossia il denaro. È la negazione a separare il pensiero verbale dalle prestazioni cognitive taciturne, come le sensazioni o le immagini mentali. Parlando di ciò che ‘non’ accade qui e ora o di proprietà ‘non’ riferibili a un certo oggetto, l’animale umano disattiva l’originaria empatia neurale, prelinguistica, si distanzia dalle prescrizioni del proprio corredo istintuale e accede a una socialità di secondo livello, negoziata e instabile, che istituisce la sfera pubblica. Il parlante infatti impara presto che l’enunciato negativo non è la controfigura linguistica di realtà sgradevoli o sentimenti distruttivi: mentre li rifiuta, dà loro un nome, li include. Effetto di incivilimento sempre esposto ad altre, insorgenti retroazioni antropologiche, secondo Paolo Virno, che sulla costitutiva negatività del linguaggio scrive un saggio-spartiacque. Da una paroletta riesce a dispiegare una inaspettata fenomenologia della coscienza negatrice. **

In ogni momento ricorriamo a una particella grammaticale dimessa e priva di blasone, senza sospettare che nella sua inappariscenza sia all’opera un dispositivo così potente da orchestrare l’intera significazione, e con essa il mondo. Quel connettivo sintattico è il ‘non’, di portata eguagliabile soltanto all’universale dello scambio, ossia il denaro. È la negazione a separare il pensiero verbale dalle prestazioni cognitive taciturne, come le sensazioni o le immagini mentali. Parlando di ciò che ‘non’ accade qui e ora o di proprietà ‘non’ riferibili a un certo oggetto, l’animale umano disattiva l’originaria empatia neurale, prelinguistica, si distanzia dalle prescrizioni del proprio corredo istintuale e accede a una socialità di secondo livello, negoziata e instabile, che istituisce la sfera pubblica. Il parlante infatti impara presto che l’enunciato negativo non è la controfigura linguistica di realtà sgradevoli o sentimenti distruttivi: mentre li rifiuta, dà loro un nome, li include. Effetto di incivilimento sempre esposto ad altre, insorgenti retroazioni antropologiche, secondo Paolo Virno, che sulla costitutiva negatività del linguaggio scrive un saggio-spartiacque. Da una paroletta riesce a dispiegare una inaspettata fenomenologia della coscienza negatrice. **

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Saggio Sulla Negazione

In ogni momento ricorriamo a una particella grammaticale dimessa e priva di blasone, senza sospettare che nella sua inappariscenza sia all’opera un dispositivo così potente da orchestrare l’intera significazione, e con essa il mondo. Quel connettivo sintattico è il ‘non’, di portata eguagliabile soltanto all’universale dello scambio, ossia il denaro. È la negazione a separare il pensiero verbale dalle prestazioni cognitive taciturne, come le sensazioni o le immagini mentali. Parlando di ciò che ‘non’ accade qui e ora o di proprietà ‘non’ riferibili a un certo oggetto, l’animale umano disattiva l’originaria empatia neurale, prelinguistica, si distanzia dalle prescrizioni del proprio corredo istintuale e accede a una socialità di secondo livello, negoziata e instabile, che istituisce la sfera pubblica. Il parlante infatti impara presto che l’enunciato negativo non è la controfigura linguistica di realtà sgradevoli o sentimenti distruttivi: mentre li rifiuta, dà loro un nome, li include. Effetto di incivilimento sempre esposto ad altre, insorgenti retroazioni antropologiche, secondo Paolo Virno, che sulla costitutiva negatività del linguaggio scrive un saggio-spartiacque. Da una paroletta riesce a dispiegare una inaspettata fenomenologia della coscienza negatrice.

In ogni momento ricorriamo a una particella grammaticale dimessa e priva di blasone, senza sospettare che nella sua inappariscenza sia all’opera un dispositivo così potente da orchestrare l’intera significazione, e con essa il mondo. Quel connettivo sintattico è il ‘non’, di portata eguagliabile soltanto all’universale dello scambio, ossia il denaro. È la negazione a separare il pensiero verbale dalle prestazioni cognitive taciturne, come le sensazioni o le immagini mentali. Parlando di ciò che ‘non’ accade qui e ora o di proprietà ‘non’ riferibili a un certo oggetto, l’animale umano disattiva l’originaria empatia neurale, prelinguistica, si distanzia dalle prescrizioni del proprio corredo istintuale e accede a una socialità di secondo livello, negoziata e instabile, che istituisce la sfera pubblica. Il parlante infatti impara presto che l’enunciato negativo non è la controfigura linguistica di realtà sgradevoli o sentimenti distruttivi: mentre li rifiuta, dà loro un nome, li include. Effetto di incivilimento sempre esposto ad altre, insorgenti retroazioni antropologiche, secondo Paolo Virno, che sulla costitutiva negatività del linguaggio scrive un saggio-spartiacque. Da una paroletta riesce a dispiegare una inaspettata fenomenologia della coscienza negatrice.

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Safari a La Paz (Segretissimo SAS)

Il miglior agente operativo spedito sulle tracce di un pacifico cittadino boliviano? Niente di strano se l’obiettivo è Klaus Muller alias Klaus Heinkel, ex ufficiale delle SS ricercato per crimini di guerra. Di lui la CIA si è servita finché ha potuto, come di tanti altri nazisti riparati in Sudamerica, ma ora che la stampa ha acceso i riflettori sul suo caso, da preziosa risorsa il personaggio potrebbe trasformarsi in una presenza ingombrante. La missione di Malko Linge è all’apparenza fin troppo semplice: consegnare alle autorità locali le impronte digitali di Heinkel, necessarie a dimostrarne la vera identità. Il guaio è che questa primula rossa del Terzo Reich ha un mucchio di conoscenze negli ambienti governativi, molto compiacenti con rifugiati del suo stampo. E in uno scenario dove ogni alleato può rivelarsi un nemico, la faccenda non tarderà a complicarsi. Ma il Principe delle Spie è abituato a diffidare dei viaggi di piacere offerti dall’Agenzia.

L’autore incoronato dal “New York Times” come il più grande scrittore di spy story del mondo, con oltre 100 milioni di copie vendute!

Il miglior agente operativo spedito sulle tracce di un pacifico cittadino boliviano? Niente di strano se l’obiettivo è Klaus Muller alias Klaus Heinkel, ex ufficiale delle SS ricercato per crimini di guerra. Di lui la CIA si è servita finché ha potuto, come di tanti altri nazisti riparati in Sudamerica, ma ora che la stampa ha acceso i riflettori sul suo caso, da preziosa risorsa il personaggio potrebbe trasformarsi in una presenza ingombrante. La missione di Malko Linge è all’apparenza fin troppo semplice: consegnare alle autorità locali le impronte digitali di Heinkel, necessarie a dimostrarne la vera identità. Il guaio è che questa primula rossa del Terzo Reich ha un mucchio di conoscenze negli ambienti governativi, molto compiacenti con rifugiati del suo stampo. E in uno scenario dove ogni alleato può rivelarsi un nemico, la faccenda non tarderà a complicarsi. Ma il Principe delle Spie è abituato a diffidare dei viaggi di piacere offerti dall’Agenzia.

L’autore incoronato dal “New York Times” come il più grande scrittore di spy story del mondo, con oltre 100 milioni di copie vendute!

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Rosso Rubino (eLit)

**ROMANZO INEDITO**
**Le vigne Degli Olivieri** 1
Synna sta percorrendo una strada assolata, nelle narici ancora l’odore intenso del vino rosso, nella mente una sola idea: trovare una nuova bottiglia di Amarone del Cinquantotto che ripaghi l’amato nonno della perdita di quel vino da collezione, proprio a causa sua. Grazie all’etichetta, è riuscita a trovare l’azienda vinicola e ora che è quasi arrivata si sente disposta a tutto pur di non tornare a mani vuote. Ma l’accoglienza glaciale del proprietario e il rifiuto a cederle l’Amarone fiaccano i propositi di Synna, che si vede costretta ad accettare un ricatto pur di ottenere ciò che vuole: restare nella tenuta ad accudire i nipoti del conte Degli Olivieri per tutta l’estate. A lei, che insegna in una scuola pugliese, sembra in fin dei conti un lieve scotto da pagare, se non fosse che tra lei e Tomaso è scattata immediatamente una scintilla. E mentre per lei sotto quel fuoco sembra covare l’amore, lui, arrogante aristocratico, sembra accendersi solo per una frivola notte di passione…

**ROMANZO INEDITO**
**Le vigne Degli Olivieri** 1
Synna sta percorrendo una strada assolata, nelle narici ancora l’odore intenso del vino rosso, nella mente una sola idea: trovare una nuova bottiglia di Amarone del Cinquantotto che ripaghi l’amato nonno della perdita di quel vino da collezione, proprio a causa sua. Grazie all’etichetta, è riuscita a trovare l’azienda vinicola e ora che è quasi arrivata si sente disposta a tutto pur di non tornare a mani vuote. Ma l’accoglienza glaciale del proprietario e il rifiuto a cederle l’Amarone fiaccano i propositi di Synna, che si vede costretta ad accettare un ricatto pur di ottenere ciò che vuole: restare nella tenuta ad accudire i nipoti del conte Degli Olivieri per tutta l’estate. A lei, che insegna in una scuola pugliese, sembra in fin dei conti un lieve scotto da pagare, se non fosse che tra lei e Tomaso è scattata immediatamente una scintilla. E mentre per lei sotto quel fuoco sembra covare l’amore, lui, arrogante aristocratico, sembra accendersi solo per una frivola notte di passione…

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Riverdale

“La nostra è la storia di una città, una piccola città. E delle persone che in quella città ci vivono, incrociando i rispettivi cammini come palline da flipper impazzite. Vista da lontano, si presenta come tante altre identiche cittadine sparse nel mondo: sicura, ordinata, innocente. Ma appena ti avvicini, cominci a intravedere delle ombre nascoste sotto la superficie. Ogni piccola cittadina ha i suoi segreti. Una delle storie di Riverdale – di molti di noi a Riverdale – raggiunse il clou la notte prima della Festa dell’Indipendenza, quando gli eventi finirono per convergere in catastrofici punti di flessione da cui non ci saremmo mai ripresi; senza saperlo, eravamo tutti a un punto di svolta. A noi sembrò che fosse la fine di qualcosa.” Ma che cosa è accaduto di preciso durante quella notte? Perché Jughead e Archie, che per tantissimo tempo sono stati praticamente fratelli, hanno quasi smesso di parlarsi? Com’era la vita newyorkese della viziata e capricciosa Veronica Lodge prima del suo arrivo a Riverdale? E da quanto tempo la dolcissima Betty, la perfetta ragazza della porta accanto, è innamorata del suo vicino dai capelli rossi? Attraverso l’alternarsi di molteplici punti di vista, *Riverdale – Il giorno prima* racconta i segreti dell’estate che condusse a quel fatidico 4 luglio, l’estate che cambiò tutto nella vita di Archie, Jughead, Betty e Veronica, e dell’intera comunità di Riverdale. Un romanzo che non potrà che appassionare i tanti amanti della serie americana ispirata ai fumetti di Archie Comics e che sta spopolando in tutto il mondo. **
### Sinossi
“La nostra è la storia di una città, una piccola città. E delle persone che in quella città ci vivono, incrociando i rispettivi cammini come palline da flipper impazzite. Vista da lontano, si presenta come tante altre identiche cittadine sparse nel mondo: sicura, ordinata, innocente. Ma appena ti avvicini, cominci a intravedere delle ombre nascoste sotto la superficie. Ogni piccola cittadina ha i suoi segreti. Una delle storie di Riverdale – di molti di noi a Riverdale – raggiunse il clou la notte prima della Festa dell’Indipendenza, quando gli eventi finirono per convergere in catastrofici punti di flessione da cui non ci saremmo mai ripresi; senza saperlo, eravamo tutti a un punto di svolta. A noi sembrò che fosse la fine di qualcosa.” Ma che cosa è accaduto di preciso durante quella notte? Perché Jughead e Archie, che per tantissimo tempo sono stati praticamente fratelli, hanno quasi smesso di parlarsi? Com’era la vita newyorkese della viziata e capricciosa Veronica Lodge prima del suo arrivo a Riverdale? E da quanto tempo la dolcissima Betty, la perfetta ragazza della porta accanto, è innamorata del suo vicino dai capelli rossi? Attraverso l’alternarsi di molteplici punti di vista, *Riverdale – Il giorno prima* racconta i segreti dell’estate che condusse a quel fatidico 4 luglio, l’estate che cambiò tutto nella vita di Archie, Jughead, Betty e Veronica, e dell’intera comunità di Riverdale. Un romanzo che non potrà che appassionare i tanti amanti della serie americana ispirata ai fumetti di Archie Comics e che sta spopolando in tutto il mondo.

“La nostra è la storia di una città, una piccola città. E delle persone che in quella città ci vivono, incrociando i rispettivi cammini come palline da flipper impazzite. Vista da lontano, si presenta come tante altre identiche cittadine sparse nel mondo: sicura, ordinata, innocente. Ma appena ti avvicini, cominci a intravedere delle ombre nascoste sotto la superficie. Ogni piccola cittadina ha i suoi segreti. Una delle storie di Riverdale – di molti di noi a Riverdale – raggiunse il clou la notte prima della Festa dell’Indipendenza, quando gli eventi finirono per convergere in catastrofici punti di flessione da cui non ci saremmo mai ripresi; senza saperlo, eravamo tutti a un punto di svolta. A noi sembrò che fosse la fine di qualcosa.” Ma che cosa è accaduto di preciso durante quella notte? Perché Jughead e Archie, che per tantissimo tempo sono stati praticamente fratelli, hanno quasi smesso di parlarsi? Com’era la vita newyorkese della viziata e capricciosa Veronica Lodge prima del suo arrivo a Riverdale? E da quanto tempo la dolcissima Betty, la perfetta ragazza della porta accanto, è innamorata del suo vicino dai capelli rossi? Attraverso l’alternarsi di molteplici punti di vista, *Riverdale – Il giorno prima* racconta i segreti dell’estate che condusse a quel fatidico 4 luglio, l’estate che cambiò tutto nella vita di Archie, Jughead, Betty e Veronica, e dell’intera comunità di Riverdale. Un romanzo che non potrà che appassionare i tanti amanti della serie americana ispirata ai fumetti di Archie Comics e che sta spopolando in tutto il mondo. **
### Sinossi
“La nostra è la storia di una città, una piccola città. E delle persone che in quella città ci vivono, incrociando i rispettivi cammini come palline da flipper impazzite. Vista da lontano, si presenta come tante altre identiche cittadine sparse nel mondo: sicura, ordinata, innocente. Ma appena ti avvicini, cominci a intravedere delle ombre nascoste sotto la superficie. Ogni piccola cittadina ha i suoi segreti. Una delle storie di Riverdale – di molti di noi a Riverdale – raggiunse il clou la notte prima della Festa dell’Indipendenza, quando gli eventi finirono per convergere in catastrofici punti di flessione da cui non ci saremmo mai ripresi; senza saperlo, eravamo tutti a un punto di svolta. A noi sembrò che fosse la fine di qualcosa.” Ma che cosa è accaduto di preciso durante quella notte? Perché Jughead e Archie, che per tantissimo tempo sono stati praticamente fratelli, hanno quasi smesso di parlarsi? Com’era la vita newyorkese della viziata e capricciosa Veronica Lodge prima del suo arrivo a Riverdale? E da quanto tempo la dolcissima Betty, la perfetta ragazza della porta accanto, è innamorata del suo vicino dai capelli rossi? Attraverso l’alternarsi di molteplici punti di vista, *Riverdale – Il giorno prima* racconta i segreti dell’estate che condusse a quel fatidico 4 luglio, l’estate che cambiò tutto nella vita di Archie, Jughead, Betty e Veronica, e dell’intera comunità di Riverdale. Un romanzo che non potrà che appassionare i tanti amanti della serie americana ispirata ai fumetti di Archie Comics e che sta spopolando in tutto il mondo.

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Ricordi del futuro

S. H. ha ventritre anni e nel cassetto l’idea per un romanzo. Con l’intenzione di scriverlo, lascia le pianure del Midwest per un minuscolo appartamento nell’esuberante New York degli anni settanta. L’inizio in città è difficile e per molto tempo le fanno compagnia solo i libri e la voce della vicina, Lucy Brite, che, oltre la parete, ripete a tutte le ore una nenia triste e angosciante… La protagonista allora non può sapere cosa rappresenterà quel passato, quasi un prologo alla vita, per la S. H. di un futuro anteriore, o per quella di oggi, sessantenne al capezzale della madre morente. Ma la verità di un’esperienza vissuta è nel ricordo che ne conserviamo o nella versione che scegliamo di raccontare?
In un giorno d’agosto del 1978 S. H. arriva a New York. Nel suo bagaglio di ventitreenne che non ha mai lasciato il Minnesota porta la laurea in lettere a pieni voti, un romanzo da scrivere, e la voglia di quelle avventure che solo la Grande Mela può offrirle. Dal suo minuscolo e squallido appartamento di Manhattan ogni giorno la ragazza parte all’esplorazione della città in compagnia di un taccuino e degli eroi del suo romanzo che prende forma. Finalmente può percepire con tutti i sensi quel mondo che sembrava esistere solo attraverso le parole dei suoi autori preferiti, e che ora è a portata di metropolitana. Anche se i primi giorni sono difficili, complice una dolceamara solitudine, S. H. sa che sta per vivere esperienze straordinarie, di quelle che hanno il sapore inconfondibile delle cene senza pretese tra amici, degli amori tormentati della giovinezza, della meraviglia di quotidiane iniziazioni. Quelle esperienze che, restituite a una pagina di diario, conservano la loro intensità per chi ne ha scritto il racconto. Proprio come succede a una S. H. oggi sessantenne, che ritrova il suo taccuino mentre riempie gli scatoloni per il trasloco dell’anziana madre in una casa di riposo. I resoconti autentici del suo «io di un tempo» liberano ricordi che S. H. credeva imprigionati nelle segrete della memoria: le chiacchierate con Whitney, l’amica che la chiamava «Minnesota», la tragica fine dell’amore con Malcolm Silver – era poi amore? -, le indagini di Ian e Isadora, i suoi personaggi rimasti per sempre nel limbo dei romanzi potenziali. E, in un sottofondo ostinato, le cantilene struggenti della vicina Lucy Brite, un’entità fatta di sole parole, fino alla sera in cui la donna irrompe nell’appartamento di S. H. e la salva da un’aggressione, determinando il futuro corso degli eventi. «Ricordare è cambiare», scrive Siri Hustvedt, consapevole che il passato è incostante, e assume una sfumatura diversa ogni volta che ci giriamo a guardarlo. *Ricordi del futuro* è il racconto di quelle sfumature, effimere perché solo attraverso la narrazione possono svelarci qualcosa di piú sul presente. E su ciò che siamo.
«Siri Hustvedt sovrappone un “io” immaginario al suo “io” reale: osservati l’uno e l’altro in controluce svelano verità inaspettate».
**«The Guardian»**

S. H. ha ventritre anni e nel cassetto l’idea per un romanzo. Con l’intenzione di scriverlo, lascia le pianure del Midwest per un minuscolo appartamento nell’esuberante New York degli anni settanta. L’inizio in città è difficile e per molto tempo le fanno compagnia solo i libri e la voce della vicina, Lucy Brite, che, oltre la parete, ripete a tutte le ore una nenia triste e angosciante… La protagonista allora non può sapere cosa rappresenterà quel passato, quasi un prologo alla vita, per la S. H. di un futuro anteriore, o per quella di oggi, sessantenne al capezzale della madre morente. Ma la verità di un’esperienza vissuta è nel ricordo che ne conserviamo o nella versione che scegliamo di raccontare?
In un giorno d’agosto del 1978 S. H. arriva a New York. Nel suo bagaglio di ventitreenne che non ha mai lasciato il Minnesota porta la laurea in lettere a pieni voti, un romanzo da scrivere, e la voglia di quelle avventure che solo la Grande Mela può offrirle. Dal suo minuscolo e squallido appartamento di Manhattan ogni giorno la ragazza parte all’esplorazione della città in compagnia di un taccuino e degli eroi del suo romanzo che prende forma. Finalmente può percepire con tutti i sensi quel mondo che sembrava esistere solo attraverso le parole dei suoi autori preferiti, e che ora è a portata di metropolitana. Anche se i primi giorni sono difficili, complice una dolceamara solitudine, S. H. sa che sta per vivere esperienze straordinarie, di quelle che hanno il sapore inconfondibile delle cene senza pretese tra amici, degli amori tormentati della giovinezza, della meraviglia di quotidiane iniziazioni. Quelle esperienze che, restituite a una pagina di diario, conservano la loro intensità per chi ne ha scritto il racconto. Proprio come succede a una S. H. oggi sessantenne, che ritrova il suo taccuino mentre riempie gli scatoloni per il trasloco dell’anziana madre in una casa di riposo. I resoconti autentici del suo «io di un tempo» liberano ricordi che S. H. credeva imprigionati nelle segrete della memoria: le chiacchierate con Whitney, l’amica che la chiamava «Minnesota», la tragica fine dell’amore con Malcolm Silver – era poi amore? -, le indagini di Ian e Isadora, i suoi personaggi rimasti per sempre nel limbo dei romanzi potenziali. E, in un sottofondo ostinato, le cantilene struggenti della vicina Lucy Brite, un’entità fatta di sole parole, fino alla sera in cui la donna irrompe nell’appartamento di S. H. e la salva da un’aggressione, determinando il futuro corso degli eventi. «Ricordare è cambiare», scrive Siri Hustvedt, consapevole che il passato è incostante, e assume una sfumatura diversa ogni volta che ci giriamo a guardarlo. *Ricordi del futuro* è il racconto di quelle sfumature, effimere perché solo attraverso la narrazione possono svelarci qualcosa di piú sul presente. E su ciò che siamo.
«Siri Hustvedt sovrappone un “io” immaginario al suo “io” reale: osservati l’uno e l’altro in controluce svelano verità inaspettate».
**«The Guardian»**

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Richard Wagner. Genio e antisemitismo

Pochi musicisti sono così controversi come Richard Wagner, figura emblematica, nel bene e nel male, della cultura nazionale tedesca. In particolare continua a essere molto discusso il suo supposto antisemitismo che, visto con gli occhi dell’oggi, dopo il nazismo e la Shoah, appare un peccato mortale. La vicinanza del cosiddetto circolo di Bayreuth al nascente partito nazionalsocialista, la passione di Hitler per la sua musica, l’appropriazione di simboli wagneriani da parte del regime e il pesante coinvolgimento della famiglia Wagner nelle vicende del Terzo Reich hanno stimolato infatti, dopo la seconda guerra mondiale, un’abbondante letteratura in cui il musicista viene presentato come un campione dell’odio razziale e un precursore del nazismo. Quanto è corretto e argomentabile questo giudizio se ci si basa sui suoi scritti e sulla sua immensa opera musicale? Alberto Defanti guida il lettore attraverso l’intero corpus di opere del Maestro, analizzando vicende e idee spesso gravate da un pregiudizio ostile e cercando di dare una risposta credibile a una questione che da sempre intriga e inquieta. **
### Sinossi
Pochi musicisti sono così controversi come Richard Wagner, figura emblematica, nel bene e nel male, della cultura nazionale tedesca. In particolare continua a essere molto discusso il suo supposto antisemitismo che, visto con gli occhi dell’oggi, dopo il nazismo e la Shoah, appare un peccato mortale. La vicinanza del cosiddetto circolo di Bayreuth al nascente partito nazionalsocialista, la passione di Hitler per la sua musica, l’appropriazione di simboli wagneriani da parte del regime e il pesante coinvolgimento della famiglia Wagner nelle vicende del Terzo Reich hanno stimolato infatti, dopo la seconda guerra mondiale, un’abbondante letteratura in cui il musicista viene presentato come un campione dell’odio razziale e un precursore del nazismo. Quanto è corretto e argomentabile questo giudizio se ci si basa sui suoi scritti e sulla sua immensa opera musicale? Alberto Defanti guida il lettore attraverso l’intero corpus di opere del Maestro, analizzando vicende e idee spesso gravate da un pregiudizio ostile e cercando di dare una risposta credibile a una questione che da sempre intriga e inquieta.

Pochi musicisti sono così controversi come Richard Wagner, figura emblematica, nel bene e nel male, della cultura nazionale tedesca. In particolare continua a essere molto discusso il suo supposto antisemitismo che, visto con gli occhi dell’oggi, dopo il nazismo e la Shoah, appare un peccato mortale. La vicinanza del cosiddetto circolo di Bayreuth al nascente partito nazionalsocialista, la passione di Hitler per la sua musica, l’appropriazione di simboli wagneriani da parte del regime e il pesante coinvolgimento della famiglia Wagner nelle vicende del Terzo Reich hanno stimolato infatti, dopo la seconda guerra mondiale, un’abbondante letteratura in cui il musicista viene presentato come un campione dell’odio razziale e un precursore del nazismo. Quanto è corretto e argomentabile questo giudizio se ci si basa sui suoi scritti e sulla sua immensa opera musicale? Alberto Defanti guida il lettore attraverso l’intero corpus di opere del Maestro, analizzando vicende e idee spesso gravate da un pregiudizio ostile e cercando di dare una risposta credibile a una questione che da sempre intriga e inquieta. **
### Sinossi
Pochi musicisti sono così controversi come Richard Wagner, figura emblematica, nel bene e nel male, della cultura nazionale tedesca. In particolare continua a essere molto discusso il suo supposto antisemitismo che, visto con gli occhi dell’oggi, dopo il nazismo e la Shoah, appare un peccato mortale. La vicinanza del cosiddetto circolo di Bayreuth al nascente partito nazionalsocialista, la passione di Hitler per la sua musica, l’appropriazione di simboli wagneriani da parte del regime e il pesante coinvolgimento della famiglia Wagner nelle vicende del Terzo Reich hanno stimolato infatti, dopo la seconda guerra mondiale, un’abbondante letteratura in cui il musicista viene presentato come un campione dell’odio razziale e un precursore del nazismo. Quanto è corretto e argomentabile questo giudizio se ci si basa sui suoi scritti e sulla sua immensa opera musicale? Alberto Defanti guida il lettore attraverso l’intero corpus di opere del Maestro, analizzando vicende e idee spesso gravate da un pregiudizio ostile e cercando di dare una risposta credibile a una questione che da sempre intriga e inquieta.

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Rete padrona: Amazon, Apple, Google & co. 
Il volto oscuro della rivoluzione digitale

“Sono i nuovi Padroni dell’Universo. Ognuno di noi deve conoscerli per imparare a difendersi”
“Mi trasferii a San Francisco nel 2000 per vivere nel cuore della Silicon Valley la prima rivoluzione di Internet. Ci ritorno oggi da New York e ho le vertigini, e un senso d’inquietudine. La velocità del cambiamento digitale è stata superiore a quello che ci aspettavamo e ormai la Rete penetra in ogni angolo della nostra vita: il lavoro, il tempo libero, l’organizzazione del dibattito politico e della protesta sociale, perfino le nostre relazioni sociali e i nostri affetti. Ma la Rete padrona ha gettato la maschera. La sua realtà quotidiana è molto diversa dalle visioni degli idealisti libertari che progettavano un nuovo mondo di sapere e opportunità alla portata di tutti. I nuovi Padroni dell’Universo si chiamano Apple e Google, Facebook, Amazon e Twitter. Al loro fianco, la National Security Agency, il Grande Fratello dell’era digitale. E poi i regimi autoritari, dalla Cina alla Russia, che hanno imparato a padroneggiare a loro volta le tecnologie e ormai manipolano la natura stessa di Internet. Sia chiaro: guai a disprezzare i benefici a cui ci siamo assuefatti, nessuno di noi vorrebbe veramente tornare indietro. Ma il tecno-totalitarismo che avanza non è neutro né innocente; […] capire quel che sta diventando la Rete è ormai indispensabile per cogliere la vera natura del capitalismo contemporaneo.” Federico Rampini **
### Sinossi
“Sono i nuovi Padroni dell’Universo. Ognuno di noi deve conoscerli per imparare a difendersi”
“Mi trasferii a San Francisco nel 2000 per vivere nel cuore della Silicon Valley la prima rivoluzione di Internet. Ci ritorno oggi da New York e ho le vertigini, e un senso d’inquietudine. La velocità del cambiamento digitale è stata superiore a quello che ci aspettavamo e ormai la Rete penetra in ogni angolo della nostra vita: il lavoro, il tempo libero, l’organizzazione del dibattito politico e della protesta sociale, perfino le nostre relazioni sociali e i nostri affetti. Ma la Rete padrona ha gettato la maschera. La sua realtà quotidiana è molto diversa dalle visioni degli idealisti libertari che progettavano un nuovo mondo di sapere e opportunità alla portata di tutti. I nuovi Padroni dell’Universo si chiamano Apple e Google, Facebook, Amazon e Twitter. Al loro fianco, la National Security Agency, il Grande Fratello dell’era digitale. E poi i regimi autoritari, dalla Cina alla Russia, che hanno imparato a padroneggiare a loro volta le tecnologie e ormai manipolano la natura stessa di Internet. Sia chiaro: guai a disprezzare i benefici a cui ci siamo assuefatti, nessuno di noi vorrebbe veramente tornare indietro. Ma il tecno-totalitarismo che avanza non è neutro né innocente; […] capire quel che sta diventando la Rete è ormai indispensabile per cogliere la vera natura del capitalismo contemporaneo.” Federico Rampini

“Sono i nuovi Padroni dell’Universo. Ognuno di noi deve conoscerli per imparare a difendersi”
“Mi trasferii a San Francisco nel 2000 per vivere nel cuore della Silicon Valley la prima rivoluzione di Internet. Ci ritorno oggi da New York e ho le vertigini, e un senso d’inquietudine. La velocità del cambiamento digitale è stata superiore a quello che ci aspettavamo e ormai la Rete penetra in ogni angolo della nostra vita: il lavoro, il tempo libero, l’organizzazione del dibattito politico e della protesta sociale, perfino le nostre relazioni sociali e i nostri affetti. Ma la Rete padrona ha gettato la maschera. La sua realtà quotidiana è molto diversa dalle visioni degli idealisti libertari che progettavano un nuovo mondo di sapere e opportunità alla portata di tutti. I nuovi Padroni dell’Universo si chiamano Apple e Google, Facebook, Amazon e Twitter. Al loro fianco, la National Security Agency, il Grande Fratello dell’era digitale. E poi i regimi autoritari, dalla Cina alla Russia, che hanno imparato a padroneggiare a loro volta le tecnologie e ormai manipolano la natura stessa di Internet. Sia chiaro: guai a disprezzare i benefici a cui ci siamo assuefatti, nessuno di noi vorrebbe veramente tornare indietro. Ma il tecno-totalitarismo che avanza non è neutro né innocente; […] capire quel che sta diventando la Rete è ormai indispensabile per cogliere la vera natura del capitalismo contemporaneo.” Federico Rampini **
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“Sono i nuovi Padroni dell’Universo. Ognuno di noi deve conoscerli per imparare a difendersi”
“Mi trasferii a San Francisco nel 2000 per vivere nel cuore della Silicon Valley la prima rivoluzione di Internet. Ci ritorno oggi da New York e ho le vertigini, e un senso d’inquietudine. La velocità del cambiamento digitale è stata superiore a quello che ci aspettavamo e ormai la Rete penetra in ogni angolo della nostra vita: il lavoro, il tempo libero, l’organizzazione del dibattito politico e della protesta sociale, perfino le nostre relazioni sociali e i nostri affetti. Ma la Rete padrona ha gettato la maschera. La sua realtà quotidiana è molto diversa dalle visioni degli idealisti libertari che progettavano un nuovo mondo di sapere e opportunità alla portata di tutti. I nuovi Padroni dell’Universo si chiamano Apple e Google, Facebook, Amazon e Twitter. Al loro fianco, la National Security Agency, il Grande Fratello dell’era digitale. E poi i regimi autoritari, dalla Cina alla Russia, che hanno imparato a padroneggiare a loro volta le tecnologie e ormai manipolano la natura stessa di Internet. Sia chiaro: guai a disprezzare i benefici a cui ci siamo assuefatti, nessuno di noi vorrebbe veramente tornare indietro. Ma il tecno-totalitarismo che avanza non è neutro né innocente; […] capire quel che sta diventando la Rete è ormai indispensabile per cogliere la vera natura del capitalismo contemporaneo.” Federico Rampini

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