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Gli eroi della guerra di Troia

Le storie avvincenti degli eroi cantati da Omero. Il racconto sorprendente di quello che Omero non dice. Chi erano davvero gli eroi e le eroine della guerra di Troia? Quali sono le storie più autentiche e segrete delle figure cantate nell’Iliade e nell’Odissea? Questo libro racconta in modo nuovo i protagonisti della grande epopea omerica che tutti abbiamo studiato a scuola. Ma racconta anche quello che Omero non dice, scavando nella miniera di leggende, spesso frammentarie ed enigmatiche, che gli antichi ci hanno lasciato. Così, intorno agli amori di Achille, agli inganni di Ulisse, alle avventure favolose di Elena, rinasce tutta una costellazione di eroi perduti. «Le storie degli eroi di Ieranò parlano di uomini e donne straordinari e imprevedibili» Francesco Pacifico, LA REPUBBLICA «Ieranò sa raccontare l’antico con intelligenza, competenza, leggerezza» Eva Cantarella, CORRIERE DELLA SERA «A rendere coinvolgente questa grande saga sulla mitologia greca è la capacità dell’autore di coniugare competenza e profondità culturale con una leggerezza che non toglie nulla al fascino del racconto» Anna Folli, GAZZETTA DI PARMA

Le storie avvincenti degli eroi cantati da Omero. Il racconto sorprendente di quello che Omero non dice. Chi erano davvero gli eroi e le eroine della guerra di Troia? Quali sono le storie più autentiche e segrete delle figure cantate nell’Iliade e nell’Odissea? Questo libro racconta in modo nuovo i protagonisti della grande epopea omerica che tutti abbiamo studiato a scuola. Ma racconta anche quello che Omero non dice, scavando nella miniera di leggende, spesso frammentarie ed enigmatiche, che gli antichi ci hanno lasciato. Così, intorno agli amori di Achille, agli inganni di Ulisse, alle avventure favolose di Elena, rinasce tutta una costellazione di eroi perduti. «Le storie degli eroi di Ieranò parlano di uomini e donne straordinari e imprevedibili» Francesco Pacifico, LA REPUBBLICA «Ieranò sa raccontare l’antico con intelligenza, competenza, leggerezza» Eva Cantarella, CORRIERE DELLA SERA «A rendere coinvolgente questa grande saga sulla mitologia greca è la capacità dell’autore di coniugare competenza e profondità culturale con una leggerezza che non toglie nulla al fascino del racconto» Anna Folli, GAZZETTA DI PARMA

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Giustizia come equità

A trent’anni dalla pubblicazione di Una teoria della giustizia, forse il libro più importante, influente e discusso in ambito filosofico di questi tre decenni, John Rawls presenta la versione definitiva della sua teoria, in un’esposizione insieme più accessibile e rifinita. Giustizia come equità è, come scrive Salvatore Veca nella sua Nota introduttiva, “il frutto maturo della lunga e tenace ricerca filosofica di Rawls che dalla metà degli anni Settanta alla fine del secolo appena concluso si è impegnato puntigliosamente nel riformulare ed esplicitare aspetti importanti della teoria della giustizia, rispondendo ai suoi critici e rivedendo in particolare alcuni errori presenti nella prima formulazione della teoria. La riformulazione della giustizia come equità mira in primo luogo a rendere coerente la teoria normativa e i suoi principi di giustizia per l’assetto delle istituzioni di base della società con la questione del pluralismo come tratto persistente delle società democratiche […]. Ancora una volta la filosofia politica di Rawls, nella sua riformulazione, chiama in causa la responsabilità intellettuale di chiunque abbia a cuore la qualità della forma di vita democratica”..

A trent’anni dalla pubblicazione di Una teoria della giustizia, forse il libro più importante, influente e discusso in ambito filosofico di questi tre decenni, John Rawls presenta la versione definitiva della sua teoria, in un’esposizione insieme più accessibile e rifinita. Giustizia come equità è, come scrive Salvatore Veca nella sua Nota introduttiva, “il frutto maturo della lunga e tenace ricerca filosofica di Rawls che dalla metà degli anni Settanta alla fine del secolo appena concluso si è impegnato puntigliosamente nel riformulare ed esplicitare aspetti importanti della teoria della giustizia, rispondendo ai suoi critici e rivedendo in particolare alcuni errori presenti nella prima formulazione della teoria. La riformulazione della giustizia come equità mira in primo luogo a rendere coerente la teoria normativa e i suoi principi di giustizia per l’assetto delle istituzioni di base della società con la questione del pluralismo come tratto persistente delle società democratiche […]. Ancora una volta la filosofia politica di Rawls, nella sua riformulazione, chiama in causa la responsabilità intellettuale di chiunque abbia a cuore la qualità della forma di vita democratica”..

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Furia dall’ignoto

L’oggetto sconosciuto giunge senza preavviso, gettando una spirale di devastazione nel pacifico paesaggio campestre. Reca con sé i resti di un essere stranamente umano, e… una farfalla. Una farfalla che non può esistere.
L’apparizione stessa della capsula è un mistero. Tutto sta a confermare che la furia scaturita dall’ingnoto proviene non dallo spazio ma dal tempo.
Questa è la plausibile teoria di Bowden Karvel. Ma la capsula misteriosa svanisce accidentalmente, di colpo, durante un esperimento. Un’altra ne compare, portando rovina e morte in un villaggio. Non l’accompagna nessuna farfalla, questa volta. E, all’interno, ci sono i resti di un essere extraterrestre.
Che cosa accadrebbe se la furia distruttrice colpisse una città popolosa? Quando la prima capsula torna (per fortuna in un deserto), risulta evidente che qualcuno deve riportarla al punto di provenienza, per far cessare quelle pericolose spedizioni. È una sconvolgente esperienza nel lontano futuro e in un remoto passato terrestre, antecedente alla comparsa dell’uomo.

L’oggetto sconosciuto giunge senza preavviso, gettando una spirale di devastazione nel pacifico paesaggio campestre. Reca con sé i resti di un essere stranamente umano, e… una farfalla. Una farfalla che non può esistere.
L’apparizione stessa della capsula è un mistero. Tutto sta a confermare che la furia scaturita dall’ingnoto proviene non dallo spazio ma dal tempo.
Questa è la plausibile teoria di Bowden Karvel. Ma la capsula misteriosa svanisce accidentalmente, di colpo, durante un esperimento. Un’altra ne compare, portando rovina e morte in un villaggio. Non l’accompagna nessuna farfalla, questa volta. E, all’interno, ci sono i resti di un essere extraterrestre.
Che cosa accadrebbe se la furia distruttrice colpisse una città popolosa? Quando la prima capsula torna (per fortuna in un deserto), risulta evidente che qualcuno deve riportarla al punto di provenienza, per far cessare quelle pericolose spedizioni. È una sconvolgente esperienza nel lontano futuro e in un remoto passato terrestre, antecedente alla comparsa dell’uomo.

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Fuoco amico

“Ruach” in ebraico significa vento, ma anche spirito, e “ruach refaim” è lo spirito dei morti, il fantasma. Il vento, in questo nuovo romanzo di Abraham B. Yehoshua, è quello che si insinua nelle fessure di un grattacielo di recente costruzione a Tel Aviv e provoca sibili e ululati che turbano gli inquilini. Amotz Yaari, il progettista degli ascensori, viene chiamato a indagare e a difendere il buon nome del suo studio dalle accuse che gli vengono rivolte. È la settimana di Hanukkah, una delle feste più amate in Israele, ma non è una settimana facile per Amotz. Sua moglie Daniela, che ama moltissimo è partita per la Tanzania, dove in una specie di esilio volontario vive Yirmiyahu, vedovo della sorella di Daniela. Da quando suo figlio è stato ucciso per sbaglio da un commilitone durante un’azione nei territori occupati, Yirmiyahu non sopporta più di vivere in Israele. Non solo: non vuole più vedere un israeliano o leggere un giornale o un libro scritto in ebraico. Vuole liberarsi dalla storia del suo paese, e per farlo ha accettato un lavoro di contabile al seguito di una spedizione paleoantropologica in Africa. Alla ricerca degli ominidi preistorici, per non rischiare dolorosi incontri con la storia. Al centro del racconto, il ricordo di un giovane ucciso, la rabbia per quelle due parole – “fuoco amico” -, il rifiuto di vivere in un paese continuamente in guerra, ma anche la sete di normalità, l’amore e la testarda volontà di tenere unita la famiglia.

“Ruach” in ebraico significa vento, ma anche spirito, e “ruach refaim” è lo spirito dei morti, il fantasma. Il vento, in questo nuovo romanzo di Abraham B. Yehoshua, è quello che si insinua nelle fessure di un grattacielo di recente costruzione a Tel Aviv e provoca sibili e ululati che turbano gli inquilini. Amotz Yaari, il progettista degli ascensori, viene chiamato a indagare e a difendere il buon nome del suo studio dalle accuse che gli vengono rivolte. È la settimana di Hanukkah, una delle feste più amate in Israele, ma non è una settimana facile per Amotz. Sua moglie Daniela, che ama moltissimo è partita per la Tanzania, dove in una specie di esilio volontario vive Yirmiyahu, vedovo della sorella di Daniela. Da quando suo figlio è stato ucciso per sbaglio da un commilitone durante un’azione nei territori occupati, Yirmiyahu non sopporta più di vivere in Israele. Non solo: non vuole più vedere un israeliano o leggere un giornale o un libro scritto in ebraico. Vuole liberarsi dalla storia del suo paese, e per farlo ha accettato un lavoro di contabile al seguito di una spedizione paleoantropologica in Africa. Alla ricerca degli ominidi preistorici, per non rischiare dolorosi incontri con la storia. Al centro del racconto, il ricordo di un giovane ucciso, la rabbia per quelle due parole – “fuoco amico” -, il rifiuto di vivere in un paese continuamente in guerra, ma anche la sete di normalità, l’amore e la testarda volontà di tenere unita la famiglia.

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Freddo nell’anima

Bill Roberts, un giovane scapestrato che ‘convive’ col cadavere di sua madre per non dover rinunciare alla pensione della donna, dopo una rapina finita male trova rifugio in una carovana dì freaks, che esibiscono la propria deformità per guadagnarsi da vivere. Acrocefali, microcefali, gemelli siamesi, donne barbute, uomini-cane, e l’attrazione principale, l’inquietante Ice Man, adorato come un Cristo ritrovato e la cui sola presenza intimorisce ogni membro del gruppo, percorrono in lungo e in largo il Texas orientale di paese in paese, cercando di vivere una vita così detta ‘normale’. Bill sembra trovare finalmente un proprio ruolo nella nuova dimensione da girovago, ma commette un terribile errore: perdere la testa per Gidget, l’avvenente e provocante moglie di Frost, padre e padrone della compagnia dei mostri da baraccone.
Il suo incubo, che sembrava finito, riprende a tormentarlo giorno dopo giorno fino al momento in cui non potrà più sottrarsi dal destino che lo attende, inesorabile e crudele.
Con *Freddo nell’anima* , Joe R. Lansdale rompe un altro tabù sociale, con una carrellata di personaggi grotteschi e dall’esistenza disperata e una trama più nera della notte, in cui le persone che all’apparenze sembrano normali finiscono per dimostrare una mostruosità d’animo senza fondo.

Bill Roberts, un giovane scapestrato che ‘convive’ col cadavere di sua madre per non dover rinunciare alla pensione della donna, dopo una rapina finita male trova rifugio in una carovana dì freaks, che esibiscono la propria deformità per guadagnarsi da vivere. Acrocefali, microcefali, gemelli siamesi, donne barbute, uomini-cane, e l’attrazione principale, l’inquietante Ice Man, adorato come un Cristo ritrovato e la cui sola presenza intimorisce ogni membro del gruppo, percorrono in lungo e in largo il Texas orientale di paese in paese, cercando di vivere una vita così detta ‘normale’. Bill sembra trovare finalmente un proprio ruolo nella nuova dimensione da girovago, ma commette un terribile errore: perdere la testa per Gidget, l’avvenente e provocante moglie di Frost, padre e padrone della compagnia dei mostri da baraccone.
Il suo incubo, che sembrava finito, riprende a tormentarlo giorno dopo giorno fino al momento in cui non potrà più sottrarsi dal destino che lo attende, inesorabile e crudele.
Con *Freddo nell’anima* , Joe R. Lansdale rompe un altro tabù sociale, con una carrellata di personaggi grotteschi e dall’esistenza disperata e una trama più nera della notte, in cui le persone che all’apparenze sembrano normali finiscono per dimostrare una mostruosità d’animo senza fondo.

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Finché il male non vi separi

Finché morte non ci separi. Il giorno in cui aveva pronunciato quelle parole, colma d’amore per l’uomo meraviglioso che aveva accanto, Helen Baron non immaginava che si sarebbero trasformate in una maledizione. Cordell, lo sposo, si era rivelato uno spietato serial killer e le aveva sterminato senza pietà la famiglia. Da quel giorno Helen vive nascosta, sotto falso nome, protetta dall’FBI. È anche ingrassata sessanta chili, per cancellare ogni traccia di bellezza dal corpo che aveva osato godere delle carezze di un assassino. Ma Cordell non ha ancora finito con lei e le sta dando la caccia, per mettere il sigillo a quel patto rimasto in sospeso. E intanto uccide, scegliendo accuratamente le sue vittime e mettendo in atto un rituale raffinatissimo di seduzione e morte. Cordell non sbaglia, non lascia tracce, ed è inafferrabile. Ma un elemento fuori posto c’è. Su una delle scene del crimine, viene trovato un minuscolo frammento con il DNA di un rarissimo insetto notturno che feconda un solo e unico tipo di orchidea. Senza l’uno l’altro non potrebbe vivere, e viceversa, in una simbiosi nuziale perfetta, ma delicata e difficile da riprodurre. Quella è la traccia da seguire. Un inseguimento tra siti internet e l’omicidio in serie di altre donne, in un avvicendarsi di colpi di scena, in cui ciascuno, dall’agente Doyle alla sua collaboratrice Nina, all’assassino stesso, mette in gioco se stesso per ossessione vendetta o follia. O semplicemente per la bellezza del male. **

Finché morte non ci separi. Il giorno in cui aveva pronunciato quelle parole, colma d’amore per l’uomo meraviglioso che aveva accanto, Helen Baron non immaginava che si sarebbero trasformate in una maledizione. Cordell, lo sposo, si era rivelato uno spietato serial killer e le aveva sterminato senza pietà la famiglia. Da quel giorno Helen vive nascosta, sotto falso nome, protetta dall’FBI. È anche ingrassata sessanta chili, per cancellare ogni traccia di bellezza dal corpo che aveva osato godere delle carezze di un assassino. Ma Cordell non ha ancora finito con lei e le sta dando la caccia, per mettere il sigillo a quel patto rimasto in sospeso. E intanto uccide, scegliendo accuratamente le sue vittime e mettendo in atto un rituale raffinatissimo di seduzione e morte. Cordell non sbaglia, non lascia tracce, ed è inafferrabile. Ma un elemento fuori posto c’è. Su una delle scene del crimine, viene trovato un minuscolo frammento con il DNA di un rarissimo insetto notturno che feconda un solo e unico tipo di orchidea. Senza l’uno l’altro non potrebbe vivere, e viceversa, in una simbiosi nuziale perfetta, ma delicata e difficile da riprodurre. Quella è la traccia da seguire. Un inseguimento tra siti internet e l’omicidio in serie di altre donne, in un avvicendarsi di colpi di scena, in cui ciascuno, dall’agente Doyle alla sua collaboratrice Nina, all’assassino stesso, mette in gioco se stesso per ossessione vendetta o follia. O semplicemente per la bellezza del male. **

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Filosofia Dei Mondi Globali

« *Con il suo appello: “Alle navi, filosofi!”, Nietzsche ha formulato la parola d’ordine della filosofia contemporanea. Tra i pensatori europei di oggi non c’è nessuno che abbia tradotto le sfide della “ragione navigante” in modo così radicale nel linguaggio del presente come Giacomo Marramao. Grazie al suo libro Passaggio a Occidente sappiamo che cosa significhi parlare filosoficamente della globalizzazione.* »
**Peter Sloterdijk**
« *Il lavoro di Giacomo Marramao è tra i maggiori contributi al dibattito filosofico di oggi.* »
**Étienne Balibar**
« *Lo stile intellettuale straordinariamente innovativo di Giacomo Marramao ha allargato gli orizzonti di pensiero della vasta schiera dei suoi ammiratori.* »
**Homi Bhabha**
Un pensiero all’altezza della globalizzazione, ossia in grado di rimodulare le categorie necessarie a comprendere il mutamento di scala che ha sovvertito il nostro spazio-tempo: così, riconoscendole la rara qualità di novum filosofico, è stata subito accolta la riflessione che Giacomo Marramao ha dispiegato nel 2003 in Passaggio a Occidente. La sua risonanza ha valicato ambiti disciplinari e altri confini, mentre il titolo stesso assurgeva a espressione emblematica del transito – costitutivo di un’epoca – verso approdi glocalizzati e mondi plurali affacciati tra le pieghe di sfasature temporali. Negli anni, il saggio ha via via aggiornato il proprio osservatorio teoretico-politico, e nel 2012 con la traduzione inglese, condotta sulla nuova edizione del 2009, ha raggiunto un pubblico planetario. Lo testimoniano le «voci» qui raccolte, che entrano nel vivo delle tesi di Marramao e sanno farsi ascoltare come in un simposio greco. L’oggetto del dibattito è però attualissimo. Riguarda la trama lacerata dell’egemonia occidentale, drammaticamente incapace di produrre una società a partire dall’economia di mercato, e le forme in cui un orizzonte è ricostruibile, o almeno perlustrabile. In dialogo stringente con i suoi interlocutori, Marramao ha l’occasione di ridefinire ancora una volta i contorni dell’universalismo della differenza, che destituisce l’identità dal rango privilegiato che si era riservata, assegna una funzione strategica alla politica della traduzione, considera il conflitto una «dimensione cruciale e generativa», integra la razionalità comunicativa con la narrazione. Nella convinzione che il destino della totalità sia l’incompiutezza, e la sintesi solo una «formula insatura».

« *Con il suo appello: “Alle navi, filosofi!”, Nietzsche ha formulato la parola d’ordine della filosofia contemporanea. Tra i pensatori europei di oggi non c’è nessuno che abbia tradotto le sfide della “ragione navigante” in modo così radicale nel linguaggio del presente come Giacomo Marramao. Grazie al suo libro Passaggio a Occidente sappiamo che cosa significhi parlare filosoficamente della globalizzazione.* »
**Peter Sloterdijk**
« *Il lavoro di Giacomo Marramao è tra i maggiori contributi al dibattito filosofico di oggi.* »
**Étienne Balibar**
« *Lo stile intellettuale straordinariamente innovativo di Giacomo Marramao ha allargato gli orizzonti di pensiero della vasta schiera dei suoi ammiratori.* »
**Homi Bhabha**
Un pensiero all’altezza della globalizzazione, ossia in grado di rimodulare le categorie necessarie a comprendere il mutamento di scala che ha sovvertito il nostro spazio-tempo: così, riconoscendole la rara qualità di novum filosofico, è stata subito accolta la riflessione che Giacomo Marramao ha dispiegato nel 2003 in Passaggio a Occidente. La sua risonanza ha valicato ambiti disciplinari e altri confini, mentre il titolo stesso assurgeva a espressione emblematica del transito – costitutivo di un’epoca – verso approdi glocalizzati e mondi plurali affacciati tra le pieghe di sfasature temporali. Negli anni, il saggio ha via via aggiornato il proprio osservatorio teoretico-politico, e nel 2012 con la traduzione inglese, condotta sulla nuova edizione del 2009, ha raggiunto un pubblico planetario. Lo testimoniano le «voci» qui raccolte, che entrano nel vivo delle tesi di Marramao e sanno farsi ascoltare come in un simposio greco. L’oggetto del dibattito è però attualissimo. Riguarda la trama lacerata dell’egemonia occidentale, drammaticamente incapace di produrre una società a partire dall’economia di mercato, e le forme in cui un orizzonte è ricostruibile, o almeno perlustrabile. In dialogo stringente con i suoi interlocutori, Marramao ha l’occasione di ridefinire ancora una volta i contorni dell’universalismo della differenza, che destituisce l’identità dal rango privilegiato che si era riservata, assegna una funzione strategica alla politica della traduzione, considera il conflitto una «dimensione cruciale e generativa», integra la razionalità comunicativa con la narrazione. Nella convinzione che il destino della totalità sia l’incompiutezza, e la sintesi solo una «formula insatura».

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Fiabe dei nativi americani: Miti e racconti

Questa antologia presenta un frammento dell’immenso patrimonio di narrazioni, leggende, miti, canti e preghiere dei nativi americani raccolto e trascritto, soprattutto a partire dalla fine del XIX secolo, da antropologi, etnologi e linguisti. Leggere questi racconti permette di andare al cuore del mondo che è indispensabile alla terra americana, al suo sogno, alla sua immaginazione e anche al suo destino. In effetti i nativi sono al centro, sono l’essenza dello spirito e dell’esperienza americana, e questo conferisce loro caratteristiche uniche e distinte. Le loro storie sono un punto di partenza insostituibile per iniziare veramente a ”scoprire” quel continente chiamato America. **
### Sinossi
Questa antologia presenta un frammento dell’immenso patrimonio di narrazioni, leggende, miti, canti e preghiere dei nativi americani raccolto e trascritto, soprattutto a partire dalla fine del XIX secolo, da antropologi, etnologi e linguisti. Leggere questi racconti permette di andare al cuore del mondo che è indispensabile alla terra americana, al suo sogno, alla sua immaginazione e anche al suo destino. In effetti i nativi sono al centro, sono l’essenza dello spirito e dell’esperienza americana, e questo conferisce loro caratteristiche uniche e distinte. Le loro storie sono un punto di partenza insostituibile per iniziare veramente a ”scoprire” quel continente chiamato America.

Questa antologia presenta un frammento dell’immenso patrimonio di narrazioni, leggende, miti, canti e preghiere dei nativi americani raccolto e trascritto, soprattutto a partire dalla fine del XIX secolo, da antropologi, etnologi e linguisti. Leggere questi racconti permette di andare al cuore del mondo che è indispensabile alla terra americana, al suo sogno, alla sua immaginazione e anche al suo destino. In effetti i nativi sono al centro, sono l’essenza dello spirito e dell’esperienza americana, e questo conferisce loro caratteristiche uniche e distinte. Le loro storie sono un punto di partenza insostituibile per iniziare veramente a ”scoprire” quel continente chiamato America. **
### Sinossi
Questa antologia presenta un frammento dell’immenso patrimonio di narrazioni, leggende, miti, canti e preghiere dei nativi americani raccolto e trascritto, soprattutto a partire dalla fine del XIX secolo, da antropologi, etnologi e linguisti. Leggere questi racconti permette di andare al cuore del mondo che è indispensabile alla terra americana, al suo sogno, alla sua immaginazione e anche al suo destino. In effetti i nativi sono al centro, sono l’essenza dello spirito e dell’esperienza americana, e questo conferisce loro caratteristiche uniche e distinte. Le loro storie sono un punto di partenza insostituibile per iniziare veramente a ”scoprire” quel continente chiamato America.

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Eva futura

Quando nel 1866 esce Eva futura non si alza nessuna voce né a difenderlo né a combatterlo, eppure questo romanzo può essere letto come un’anticipazione tra le più originali e audaci della nostra attuale civiltà. Allora solo Mallarmé, Huysmans e Baudelaire capirono il genio dello scrittore francese mentre oggi Villiers de l’Isle-Adam è considerato uno dei più importanti narratori francesi. Ecco la storia: il giovane Lord Ewald ama e disprezza una donna bellissima e stolta. Non stupida ma irrimediabilmente mediocre. Una donna che sembrerebbe ideale per la maggior parte dei suoi contemporanei, ma che a lui ha tolto ogni forza di vivere. Thomas Alva Edison (quando il libro uscì, il famoso inventore era in vita) gli offre come soluzione un meraviglioso automa che egli riveste di un corpo identico a quello della donna amata infondendole una nuova intelligenza. A poco a poco i confini che separano la creatura vivente dalla macchina diventano sempre più labili e incerti, e alla fine non è più la macchina che appare terrificante ma l’uomo e i suoi limiti. Villiers de l’Isle-Adam è nato in Bretagna nel 1838 ed è morto poverissimo a Parigi nel 1889. Tra le sue opere ricordiamo: Racconti crudeli (1883), Tribulat Bonhomet (1887), Axël (dramma, 1890).

Quando nel 1866 esce Eva futura non si alza nessuna voce né a difenderlo né a combatterlo, eppure questo romanzo può essere letto come un’anticipazione tra le più originali e audaci della nostra attuale civiltà. Allora solo Mallarmé, Huysmans e Baudelaire capirono il genio dello scrittore francese mentre oggi Villiers de l’Isle-Adam è considerato uno dei più importanti narratori francesi. Ecco la storia: il giovane Lord Ewald ama e disprezza una donna bellissima e stolta. Non stupida ma irrimediabilmente mediocre. Una donna che sembrerebbe ideale per la maggior parte dei suoi contemporanei, ma che a lui ha tolto ogni forza di vivere. Thomas Alva Edison (quando il libro uscì, il famoso inventore era in vita) gli offre come soluzione un meraviglioso automa che egli riveste di un corpo identico a quello della donna amata infondendole una nuova intelligenza. A poco a poco i confini che separano la creatura vivente dalla macchina diventano sempre più labili e incerti, e alla fine non è più la macchina che appare terrificante ma l’uomo e i suoi limiti. Villiers de l’Isle-Adam è nato in Bretagna nel 1838 ed è morto poverissimo a Parigi nel 1889. Tra le sue opere ricordiamo: Racconti crudeli (1883), Tribulat Bonhomet (1887), Axël (dramma, 1890).

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Emozioni Spezzate

Quando precoci esperienze relazionali non consentono di vivere e di esprimere a pieno il proprio potenziale emotivo, l’individuo costruisce uno scudo interiore atto a difendersi continuamente dal vivere relazioni sane che gli consentano di emotivarsi. Questo libro è da intendersi come un co-terapeuta che consente di fornire materiale emotivo al quale sintonizzarsi favorendo la riduzione di alcuni blocchi e freni emotivi del paziente. Il modello risintonico-emotivo si pone come uno strumento di relativamente facile applicazione per risanare la capacità individuale di vivere intensamente le emozioni e ripristinare il desiderio innato di avvicinarsi a modalità sane di relazione.
“Emozioni spezzate non è solo un viaggio nel cuore dell’uomo, ma è anche un validissimo strumento di lavoro per gli psicoterapeuti, un trattato di psicodiagnostica e di pratica psicoterapeutica che può dare utili suggerimenti in varie direzioni, costituendo una rete di collegamento tra varie prospettive di teoria della clinica”.
Il volume è pubblicato nella collana ‘Psicoterapia e…’ di ARPANet, diretta dal dott. Roberto Carnevali.

Quando precoci esperienze relazionali non consentono di vivere e di esprimere a pieno il proprio potenziale emotivo, l’individuo costruisce uno scudo interiore atto a difendersi continuamente dal vivere relazioni sane che gli consentano di emotivarsi. Questo libro è da intendersi come un co-terapeuta che consente di fornire materiale emotivo al quale sintonizzarsi favorendo la riduzione di alcuni blocchi e freni emotivi del paziente. Il modello risintonico-emotivo si pone come uno strumento di relativamente facile applicazione per risanare la capacità individuale di vivere intensamente le emozioni e ripristinare il desiderio innato di avvicinarsi a modalità sane di relazione.
“Emozioni spezzate non è solo un viaggio nel cuore dell’uomo, ma è anche un validissimo strumento di lavoro per gli psicoterapeuti, un trattato di psicodiagnostica e di pratica psicoterapeutica che può dare utili suggerimenti in varie direzioni, costituendo una rete di collegamento tra varie prospettive di teoria della clinica”.
Il volume è pubblicato nella collana ‘Psicoterapia e…’ di ARPANet, diretta dal dott. Roberto Carnevali.

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Dogana d’amore

Sullo sfondo il paesaggio del Ponente Ligure e della Costa Azzurra, fra i Balzi Rossi e Antibes. In primo piano i personaggi e il mare di un’irripetibile estate: Martino, un giovane che il destino ha voluto ai margini della vita; Armida, giovane suora incapace di sostenere il peso di un’incerta vocazione; Margherita, sposa in fuga e maestra in un paese senza bambini. E poi il mare, luogo di incanto e culla di malia, donatore della creatura che nel suo mistero avvolge tutto e tutti. Sarà lei, pesce di luce e d’ombra, a legare i destini di Martino, Armida e Margherita; lei, con la sua ambigua e fascinosa presenza, a guidare la traversata, come in una fiaba o in un mito neoromantico,oltre il “deserto del disamore”, verso una nuova alba dei sentimenti.

Sullo sfondo il paesaggio del Ponente Ligure e della Costa Azzurra, fra i Balzi Rossi e Antibes. In primo piano i personaggi e il mare di un’irripetibile estate: Martino, un giovane che il destino ha voluto ai margini della vita; Armida, giovane suora incapace di sostenere il peso di un’incerta vocazione; Margherita, sposa in fuga e maestra in un paese senza bambini. E poi il mare, luogo di incanto e culla di malia, donatore della creatura che nel suo mistero avvolge tutto e tutti. Sarà lei, pesce di luce e d’ombra, a legare i destini di Martino, Armida e Margherita; lei, con la sua ambigua e fascinosa presenza, a guidare la traversata, come in una fiaba o in un mito neoromantico,oltre il “deserto del disamore”, verso una nuova alba dei sentimenti.

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Disobbedienza civile

Vibrante saggio-pamphlet sul diritto alla ribellione e alla disobbedienza nei confronti dello Stato e delle “leggi ingiuste”, nacque in seguito all’incarcerazione di Thoreau per il suo rifiuto di pagare le tasse e quindi sostenere il governo Usa impegnato nella guerra contro il Messico e ancora permissivo nei confronti dello schiavismo. Un saggio che ha influenzato intere generazioni di protestatari e ribelli, e che conobbe un enorme successo popolare grazie alle battaglie civili di Martin Luther King e del Mahatma Gandhi, che si ispirarono a questo testo per dar vita alle loro “rivoluzioni non-violente”. Nonostante il passare degli anni e delle stagioni politiche “Disobbedienza civile” rappresenta ancora oggi una delle più straordinarie testimonianze di libertà e di coraggio civile mai espresse dalla cultura americana.

Vibrante saggio-pamphlet sul diritto alla ribellione e alla disobbedienza nei confronti dello Stato e delle “leggi ingiuste”, nacque in seguito all’incarcerazione di Thoreau per il suo rifiuto di pagare le tasse e quindi sostenere il governo Usa impegnato nella guerra contro il Messico e ancora permissivo nei confronti dello schiavismo. Un saggio che ha influenzato intere generazioni di protestatari e ribelli, e che conobbe un enorme successo popolare grazie alle battaglie civili di Martin Luther King e del Mahatma Gandhi, che si ispirarono a questo testo per dar vita alle loro “rivoluzioni non-violente”. Nonostante il passare degli anni e delle stagioni politiche “Disobbedienza civile” rappresenta ancora oggi una delle più straordinarie testimonianze di libertà e di coraggio civile mai espresse dalla cultura americana.

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Di carne e di nulla

Il saggio letterario e il reportage hanno segnato, in un contrappunto continuo con le opere narrative, la carriera di David Foster Wallace. Questo corposo volume raccoglie tutta la sua non-fiction inedita, dalle riflessioni sull’arte e il suo ruolo nel mondo di fine millennio, a considerazioni sul cinema e note di costume. E include due importanti interviste, nonché un’esilarante conversazione con il grande regista Gus Van Sant. Un’altra occasione per confrontarsi con il talento ineguagliabile di DFW, e per conoscere nuovi dettagli del suo modo di intendere la letteratura e di ridisegnarne i confini.
* * *
«È spaventoso. Perché a me sembra cristallino che, se dimentichiamo come morire, finiremo col dimenticare come vivere».

Il saggio letterario e il reportage hanno segnato, in un contrappunto continuo con le opere narrative, la carriera di David Foster Wallace. Questo corposo volume raccoglie tutta la sua non-fiction inedita, dalle riflessioni sull’arte e il suo ruolo nel mondo di fine millennio, a considerazioni sul cinema e note di costume. E include due importanti interviste, nonché un’esilarante conversazione con il grande regista Gus Van Sant. Un’altra occasione per confrontarsi con il talento ineguagliabile di DFW, e per conoscere nuovi dettagli del suo modo di intendere la letteratura e di ridisegnarne i confini.
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«È spaventoso. Perché a me sembra cristallino che, se dimentichiamo come morire, finiremo col dimenticare come vivere».

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