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La leggenda del mostro di Limehouse

Alla fine dell'Ottocento una serie di raccapriccianti omicidi sconvolge l'East End londinese, in particolare il quartiere povero e malfamato di Limehouse, dove abitano ladri ed emarginati. Le vittime sono due prostitute, un erudito ebreo e un'intera famiglia di commercianti. Si mormora che l'assassino sia un Golem, un essere fantastico e mostruoso che si nutre di sangue umano. Intanto, in un altro punto della città, una giovane donna viene accusata di aver avvelenato il marito…

La gladiatrice

Unica sopravvissuta a un naufragio sulle coste dell’Asia Minore, la spartana Lysandra finisce nelle mani di Lucio Balbo, il proprietario di un ludus nei pressi di Alicarnasso, nel cuore dell’impero romano d’Oriente, dove vengono addestrate giovani gladiatrici. La fiera Lysandra, discendente da un antico ordine di sacerdotesse guerriere, non accetta il suo nuovo status di schiava. Costretta a combattere nell’arena per riottenere la libertà, grazie alla sua straordinaria abilità nell’arte gladiatoria, conquista l’adorazione delle folle, esibendosi con il nome di battaglia di Achilla, e si guadagna il rispetto del lanista, il proprietario della scuola. Dotata di un carisma da leader, grazie all’eccezionale destrezza con le armi, la gladiatrice sconfigge una dopo l’altra le avversarie più temibili, fino alla sua nemica giurata, Sorina, a capo del clan barbarico del ludus. Nell’ultimo spettacolare combattimento, organizzato in onore dell’emissario imperiale in visita alla città, Lysandra affronterà la sua prova più difficile: una sfida all’ultimo sangue.
Le avvincenti descrizioni dei combattimenti e l’appassionante ricostruzione della vita all’interno del campo, tra la durezza dell’addestramento, le umiliazioni subite dalle schiave, lo spirito di squadra che unisce tra loro le lottatrici, non senza qualche incursione dell’amore saffico, fanno di questo romanzo un affascinante affresco storico che rivela aspetti inediti dell’antica Roma al tempo di Domiziano.

La Fuga in Egitto

In “La fuga in Egitto” di Grazia Deledda, dopo quarant’anni di onorato servizio come maestro elementare Giuseppe De Nicola riceve dal figlio adottivo Antonio, ragazzo dall’indole avventurosa e selvaggia, scappato di casa diversi anni prima, e di sua moglie Marga che si sono stabiliti da tempo in un paesino ad di là dell’Adriatico. La narrazione si apre con l’invito suo, a trasferirsi presso di lui, per iniziare una nuova vita insieme.
Arrivato nel continente, Giuseppe scopra una situazione torbida, alla rivelazione della colpa che lega Antonio, figlio di Giuseppe, e la serva di casa, Ornella. I due, infatti, hanno una relazione clandestina e presto la donna darà alla luce un figlio, frutto di questo rapporto.
Giuseppe, il cui animo è macchiato anch’esso da una colpa tremenda, che nasconde da una vita, affronta la situazione cercando di agire con accortezza e delicatezza, muovendosi con accorta gravità tra i personaggi implicati nella vicenda e proteggendo con tutto il suo affetto la bambina di casa.
Colpa, delitto, peccato, espiazione: tutto crolla rovinosamente e l’uomo giace sotto il peso della penitenza da sopportare e patire con quel sentimento religioso che pervade ogni aspetto dell’umana esistenza e che sono i grandi temi della narrativa Deleddiana.
Maria Grazia Cosima Deledda è nata a Nuoro, penultima di sei figli, in una famiglia benestante, il 27 settembre 1871. E’ stata la seconda donna a vincere il Premio Nobel per la letteratura, nel 1926. Morirà a Roma, all’età di 64 anni, il 15 agosto 1936.

La Freccia Nel Fianco

La freccia nel fianco è un romanzo di Luciano Zuccoli, pseudonimo del romanziere italo svizzero Luciano Von Ingenheim (1868 – 1929), pubblicato nel 1913.
Il romanzo uscì dapprima a puntate su *La Lettura* , rivista mensile del Corriere della sera, illustrato da *Vittorio Corcos*. Fu pubblicato lo stesso anno in volume dall’editore *Treves* e ristampato costantemente ogni anno, per lo meno fino al 1929, anno della morte dell’autore. Dimenticato, fu riscoperto negli anni settanta, «nell’ambito del più generale recupero, da parte di alcuni studiosi, del romanzo d’appendice».
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La felicità in America: Storie, ballate, leggende degli Stati Uniti a uso di giovani, vecchi, ostili ed entusiasti

“La ricerca della felicità venne aggiunta da Thomas Jefferson ai diritti inalienabili (vita, libertà) nella Dichiarazione di indipendenza americana del 1776. Ma quella felicità, oggetto del desiderio, non veniva definita: aveva a che fare con Dio o lo sostituiva? Era nella natura? Era individuale o collettiva? Valeva anche per i neri? Che fare quando la si fosse trovata? Ogni mezzo era valido, nella caccia al tesoro?”
In cento storie, ballate e leggende, un testimone curioso e appassionato racconta la sua America, dove tutti sono condannati a cercare la felicità – e qualcuno la trova.

La depressione e il corpo: La base biologica della fede e della realtà

Il fondatore dell’analisi bioenergetica propone in questo libro un nuovo approccio a una delle più controverse malattie mentali: la depressione.
La teoria e la pratica di un trattamento teso allo scioglimento dell’aggressività e dei conflitti irrisolti che bloccano la salute e la capacità di espansione del paziente depresso.

La dea della caccia

Come Diana, dea della caccia, Lucy Waltham non esita a lottare per ottenere quello che vuole. E ora vuole sir Toby, l’unico uomo che ha sempre sognato di sposare, e che sta per fidanzarsi con un’altra. Tuttavia per sperare di conquistarlo, Lucy deve prima mettere alla prova le proprie arti seduttive. Così, nottetempo, bussa alla porta di Jeremy Trescott, amico del fratello e loro ospite, ma bastano tre baci per accendere in lei un’inattesa passione che manda in fumo i suoi piani. Lui fa del proprio meglio per mantenere il controllo, però Lucy è una donna sensuale e irresistibile. Al punto che Jeremy, ben presto, si scopre pronto a tutto pur di farle dimenticare Toby.

La Danza Della Collana

La corteccia dell’inverno si screpola: vene rosse fra il nero delle nuvole e sfumature verdi sulla terra scura annunziano il ritorno della buona stagione. Verso il tramonto la luna nuova appare sull’occidente schiarito, come una barca che dopo un viaggio fortunoso rientra felicemente in porto; e il suo chiarore glauco si riflette sul verde cupo degli allori laggiú negli avanzi dei parchi invasi dalla marea delle nuove costruzioni.
Su questo sfondo di orizzonte si delinea la città nuova, coi suoi palazzi bianchi, le terrazze aeree festonate di panni tesi ad asciugare; con qualche cipresso nero che ravviva intorno a sé il colore liquido del cielo: e da questa montagna di costruzioni, che dà all’aria umidiccia un sapore di calce e di ragia, scendono i fiumi delle strade ancora non terminate; fiumi di selci arginati dai marciapiedi di granito, che solcano i prati ancora nudi e vanno a perdersi fra i canneti e le ginepraie della campagna.

La creazione. Un appello per salvare la vita sulla terra

Il ruolo delle formiche nella biosfera – ci dice Edward Wilson – è così importante che l’umanità forse non potrebbe sopravvivere senza di esse. E di certo non potrebbe sopravvivere senza batteri e archei, l’invisibile e onnipresente «materia oscura» dell’universo vivente della Terra. Ma l’umanità, prigioniera della propria strategia arcaica della sopravvivenza a breve termine, è ancora troppo concentrata su se stessa e sui propri bisogni, e sta distruggendo la natura con la forza di un meteorite. Entro la fine del secolo, metà di tutte le specie potrebbero essere definitivamente uscite di scena. Avrà allora inizio quella che potrebbe venire ricordata un giorno come l’Era eremozoica – l’Età della Solitudine. I costi materiali e spirituali per le generazioni future rischierebbero di essere sbalorditivi, ma a scongiurare tutto questo non bastano mere considerazioni utilitaristiche. Per risultare realmente efficace, la strategia di conservazione deve tentare di collegare l’approccio razionale tipico della scienza con quello più emotivo e spirituale offerto dalla nostra innata «biofilia», tendenza che permane, seppure atrofizzata, persino nei bozzoli artificiali in cui scorre la nostra esistenza urbana e che potrebbe diventare il fondamento di una nuova etica. La battaglia ecologista è spesso poco più di un kit ideologico; ma qui a condurla è uno scienziato della statura di Wilson, capace di inesorabili affondi e di analisi precise: la messa a fuoco del rapporto tra natura selvatica e psiche; l’individuazione di specie invasive come una delle principali cause di estinzione e l’estensione del concetto di «alieno» alla stessa attività umana; l’affermazione della discrasia adattativa fra Homo sapiens e un ambiente che muta troppo rapidamente. Uno scienziato, per di più, che per la sua appassionata perorazione ha scelto la singolare forma di una lettera indirizzata a un immaginario uomo di chiesa, nella speranza che religione e scienza, «le forze più potenti nel mondo di oggi», possano incontrarsi «al di qua della metafisica» per salvare il futuro della vita sulla Terra. Come ha scritto Oliver Sacks a proposito di questo libro, non potremo allora «non sentirci tutti coinvolti».

La città delle ragazze

Feste strepitose, attori seducenti, dive egocentriche e poi musica, risate, luci che si accendono. Vivian Morris ha novantacinque anni, ma se chiude gli occhi torna a essere la diciannovenne che dopo un fallimentare tentativo al college si è ritrovata a sbirciare dietro le quinte del vivace e sgangherato tea-tro gestito da sua zia Peg. L’anno è il 1940, la città New York, gli ambienti sono quelli del Lily Playhouse, un odeon pazzo dove le ragazze in cerca di fortuna si offrono al mondo, all’arte, agli uomini. Vivian inciampa in questo fiume in piena e ne è trascinata via, complice il fascino di Celia, soubrette dal corpo meraviglioso e con la voce cupa da gatta randagia. Mentre la ragazza scopre di avere un talento come costumista, zia Peg la accoglie nel suo regno esploso, al centro della città più sognata e ai margini della sua ricchezza. Dove bisogna scrollarsi di dosso la provincia impressa nel passo e negli occhi. La città delle ragazze è la storia di un’educazione sentimentale gioiosa, la rappresentazione di un universo che non teme di mostrarsi famelico, rumoroso, fragile e mosso da un’inquietudine costante. Amato dalla migliore critica americana, che ha trovato in questa scrittura uno sguardo illuminante e onesto sulla natura e il carattere del desiderio femminile, ecco il nuovo romanzo di Elizabeth Gilbert. **
### Sinossi
Feste strepitose, attori seducenti, dive egocentriche e poi musica, risate, luci che si accendono. Vivian Morris ha novantacinque anni, ma se chiude gli occhi torna a essere la diciannovenne che dopo un fallimentare tentativo al college si è ritrovata a sbirciare dietro le quinte del vivace e sgangherato tea-tro gestito da sua zia Peg. L’anno è il 1940, la città New York, gli ambienti sono quelli del Lily Playhouse, un odeon pazzo dove le ragazze in cerca di fortuna si offrono al mondo, all’arte, agli uomini. Vivian inciampa in questo fiume in piena e ne è trascinata via, complice il fascino di Celia, soubrette dal corpo meraviglioso e con la voce cupa da gatta randagia. Mentre la ragazza scopre di avere un talento come costumista, zia Peg la accoglie nel suo regno esploso, al centro della città più sognata e ai margini della sua ricchezza. Dove bisogna scrollarsi di dosso la provincia impressa nel passo e negli occhi. La città delle ragazze è la storia di un’educazione sentimentale gioiosa, la rappresentazione di un universo che non teme di mostrarsi famelico, rumoroso, fragile e mosso da un’inquietudine costante. Amato dalla migliore critica americana, che ha trovato in questa scrittura uno sguardo illuminante e onesto sulla natura e il carattere del desiderio femminile, ecco il nuovo romanzo di Elizabeth Gilbert.

La Città Dei Labirinti Senza Fine

**N° 1 in Inghilterra
Un’autrice da 5 milioni di copie
Tradotta in 42 paesi**
**Carcassonne, 1562.** Minou Joubert ha diciannove anni e passa le sue giornate rintanata nella bottega di suo padre, un libraio cattolico. Un giorno riceve una misteriosa lettera anonima, sigillata con un timbro di ceralacca che le è familiare in un modo che non sa spiegare. Dentro la lettera sono scritte solo cinque enigmatiche parole: “Lei sa che sei viva”. Mentre Minou si arrovella per decifrare il senso di quell’avvertimento, l’incontro con il giovane ugonotto Piet Reydon stravolge completamente la sua vita. Piet, infatti, ha una missione pericolosissima da portare a termine e ha un disperato bisogno dell’aiuto della ragazza per uscire vivo dalla città. Mentre le tensioni religiose si fanno sempre più violente in tutto il Sud della Francia, Minou e Piet dovranno fare affidamento solo su loro stessi per sopravvivere alle minacce che si moltiplicano. Perché segreti antichissimi stanno allungando la loro ombra su tutta la regione.
**Una delle autrici di romanzi storici più vendute nel mondo
I segreti di una famiglia malvagia.
I misteri di un libraio.
Quali enigmi si celano nella città dei labirinti?**
«Una storia straordinaria fatta di misteri, amore e tradimento.»
**The Times**
«Kate Mosse riesce nell’obiettivo del romanziere storico: far percepire il fascino misterioso del passato senza mitizzarlo rispetto alla realtà.»
**The Independent**
«Un romanzo coraggioso e ambizioso che racconta di segreti di famiglia e fanatismo religioso. I lettori lo adoreranno.»
**The Daily Mail**
«Un magistrale viaggio nella storia, una storia d’amore appassionante e soprattutto un thriller che non lascia respiro, ricco di inganni e di pericoli, di atmosfera e di bellezza. Lasciatevi rapire da questo libro.» 
**A.J. Finn, autore di *La donna alla finestra ** *
«Una narratrice straordinaria e dalla ricca immaginazione.»
* *The Daily Telegraph**
«Il lirismo narrativo, i bellissimi personaggi femminili e la ricostruzione storica rendono Kate Mosse la migliore.»
**Scotland on Sunday**
**Kate Mosse**
È un’autrice bestseller internazionale che ha venduto più di cinque milioni di copie in 38 lingue. I suoi romanzi includono la trilogia *I codici del labirinto* , *L’ottavo arcano* , *La notte degli innocenti*. È tra i nomi fondatori del Premio Orange per la narrativa ed è co-founder dell’associazione Women’s Prize for Fiction. Ha ricevuto l’Onorificienza dell’Impero britannico per il suo contributo alla letteratura. Nel novembre del 2019, insieme ai colleghi e amici Ken Follett, Jojo Moyes e Lee Child, l’autrice sarà impegnata nel Friendship Tour, un viaggio che toccherà Milano e le maggiori città europee.

La Casa Della Moschea

Da secoli la famiglia di Aga Jan, ricco mercante di tappeti e capo del bazar, ha legato i suoi destini alla moschea di Senjan, nel cuore della Persia. La dimora adiacente alla moschea è pervasa da miti e antiche tradizioni, immagine armoniosa di una società che sta per essere attraversata dagli sconvolgimenti del presente, come fa presagire la massa di formiche che invade il cortile della casa nell’incipit del romanzo. Il piccolo centro religioso di Senjan rischia di rimanere lontano sia dalla modernizzazione filo-occidentale imposta dallo scià che dall’intransigente reazione oscurantista che si prepara nella roccaforte degli ayatollah di Qom. Proprio da Qom arriva un giorno il giovane imam Ghalghal, per prendere in moglie Seddiq, figlia dell’imam Alsaberi e, quando questi muore accidentalmente sarà lui a sostituirlo. Se dapprima sembra che la moschea abbia finalmente trovato una guida forte, all’entusiasmo succede presto lo sgomento: le sue parole si fanno sempre più arroganti e tentano di sfociare nell’azione violenta, quando Farah Diba, moglie dello scià e immagine dell’emancipazione femminile, arriva in città per inaugurare un cinema e si trova assediata da una folla sobillata da Ghalghal, che dopo la mancata sommossa, sfugge alla polizia e raggiunge Khomeini per preparare la rivoluzione dall’esilio. Sospesa tra un mitico passato e un drammatico presente, il romanzo è un cuore pulsante di vite e di storia, da cui si osservano gli eventi che cambieranno il volto dell’Iran.

La bottega dello speziale. Venetia 1118 d. C.

In una Venezia medievale sconvolta da una carestia devastante e dai festeggiamenti di un carnevale dominato da istinti primordiali ed eccessi di ogni genere, i protagonisti della Bottega dello speziale inseguono un sogno di rinascita, l’illusione millenaria di sconfiggere la morte. La giovane Costanza, della nobile famiglia Grimani, scompare nel nulla. Lo scriba, Edgardo, promette che la riporterà alla sua famiglia e si mette alla ricerca della fanciulla. Medici, speziali, becchini, mercanti orientali, fiolari, molti sembrano coinvolti nel mistero della sparizione. Magister Abella, ambigua alleata di Edgardo, unica donna che svolge la professione di medico nella Venezia del 1118, ci accompagna alla scoperta dei segreti e delle pratiche mediche di quell’epoca. Insieme a lei entreremo nella bottega dello speziale Sabbatai, dove si preparano rimedi e intrugli di ogni sorta. Edgardo vive nel ricordo di un amore perduto, la schiava Kallis, scomparsa nelle acque della laguna durante una terribile tempesta. In seguito al ritrovamento di un corpo perfettamente conservato sotto i fanghi di un’isola sommersa, Edgardo farnetica di una rinascita della sua amata e accarezza l’illusione di aver sconfitto la morte. **