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Ruy Blas

Un vero e proprio dramma di cappa e spada, con colpi di scena, travestimenti e duelli. Questo spiega il favore popolare di cui questo testo ha sempre goduto in Francia, dove è stato portato sulla scena da attori famosi, da Sarah Bernhardt a Gérard Philipe, protagonista di un memorabile spettacolo del 1954. Ma a un livello più profondo il dramma affronta temi di estrema modernità, sia dal punto di vista psicologico sia da quello politico e sociologico. La lingua talvolta enfatica è alleggerita da sottintesi e da un ritmo trascinante, ma pone gravi problemi al traduttore, che deve salvaguardare le altezze stilistiche dell’originale e al tempo stesso renderlo dicibile per il palcoscenico. L’impresa è stata qui affrontata da Giovanni Raboni. **

Ritorno a Cold mountain: romanzo

Ferito dagli orrori della guerra civile, un soldato sudista, Imman, fugge dall’ospedale in cui è stato ricoverato e si mette in viaggio, a piedi, verso casa. Verso Cold Mountain, nel North Carolina, dove Ada, la donna che amava prima di partire, lo aspetta, mandando avanti con grandi sacrifici la fattoria lasciatale in eredità dal padre. Molto tempo è passato ed entrambi ignorano se l’altro sia ancora vivo, ma la speranza di rivedersi, pur tra i disastri e le quotidiane incertezze, alimenta la loro trepida attesa…

Risonanza cosmica

Su Andromeda la vita è a “base azotica”. Partendo da questo presupposto N. H. Laurentìx, autore di Risonanza Cosmica, svolge le fila del suo scientifico, fantastico, appassionante romanzo. Questa è la storia di una Umanità extra-terrestre alla quale la particolare base organica vieta la violenza. Ma non le passioni, ché in tal caso sarebbe difficile creare motivi di interesse. E questo non è assolutamente, il caso di Risonanza Cosmica, né dei suoi protagonisti, umanissimi tutti, con i loro difetti e le loro virtù, i loro entusiasmi, o la loro saggezza. Da Yamsa, la bella moglie dello scienziato Marwis, che sogna di conoscere altri mondi a Othén Sura, il simpatico e geniale studioso ribelle alle limitazioni; da Al-sen, l’aitante cacciatore che fa sognare tutte le fanciulle del suo mondo come un autentico divo dei nostri giorni, ad Olèn, la ragazza dai capelli azzurri e dalle prodigiose virtù telepatiche tanto utili, quanto, a volte, dannose, tutti questi personaggi si, muovono in un mondo proiettato nel futuro e nuovo per i lettori di Urania.
Copertina di Curt Caesar

Retief Ambasciatore Galattico

Insettoidi intelligenti, ondine che si chiamano Nudine, razze di tutte le specie e un branco di esseri umani niente affatto addomesticabili: è la fauna di U-784-a, pianeta dimenticato dalla burocrazia per un banale errore di classificazione. Oggi, duecento anni dopo, il Corpo diplomatico terrestre manda i suoi uomini migliori a scoprire cosa sia successo e ad allacciare rapporti costruttivi con il pianeta. Ma forse è troppo tardi: non per nulla U-784-a è anche detto Spookworld, Mondospettro, e per Jame Retief, Magnan e gli altri terrestri comincia un’avventura che rischia di degenerare in un incubo. I lettori di “Urania”, invece, rischiano una ricca dose di suspense e intelligenza grazie al ritorno del maestro Keith Laumer.

Resistenze. Sul concetto di analisi

Lavorando nei margini de L’interpretazione dei sogni, Jacques Derrida penetra tra le pieghe del testo freudiano portando in luce la natura disseminale del concetto di resistenza all’analisi. Ma, se non si dà una nozione univoca di resistenza, anche il concetto di analisi vacilla, si decostruisce, esponendosi alla possibilità del suo al di là. La psicoanalisi diviene così per Derrida il luogo strategico a partire dal quale ripensare tutta la tradizione della ragione analitica, anche nel suo rapporto con la dimensione etico-politica. Resistenze è un testo fondamentale non solo per ricostruire il confronto derridiano con la psicoanalisi, ma anche per comprendere il ruolo che questo confronto ha svolto nell’evoluzione del pensiero del maestro della decostruzione. **
### Sinossi
Lavorando nei margini de L’interpretazione dei sogni, Jacques Derrida penetra tra le pieghe del testo freudiano portando in luce la natura disseminale del concetto di resistenza all’analisi. Ma, se non si dà una nozione univoca di resistenza, anche il concetto di analisi vacilla, si decostruisce, esponendosi alla possibilità del suo al di là. La psicoanalisi diviene così per Derrida il luogo strategico a partire dal quale ripensare tutta la tradizione della ragione analitica, anche nel suo rapporto con la dimensione etico-politica. Resistenze è un testo fondamentale non solo per ricostruire il confronto derridiano con la psicoanalisi, ma anche per comprendere il ruolo che questo confronto ha svolto nell’evoluzione del pensiero del maestro della decostruzione.

Reincantare Il Mondo. Il Valore Spirito Contro Il Populismo Industriale

Reincantare il mondo incrocia coraggiosamente teorie diverse, come il processo di individuazione di Simondon, la psicanalisi freudiana, certi aspetti della fenomenologia di Husserl, la grammatologia di Derrida e le riflessioni foucaultiane sugli hypomnémata, al fine di promuovere il valore spirito e contrastare il populismo industriale – ossia la dissociazione e la captazione dell’attenzione divenute sistema. Grazie a queste coordinate, Stiegler disegna una filosofia e un pensiero che devono ritornare ad essere forti, in un certo senso più del “pensiero forte”. Per l’autore di questo libro, infatti, il reincanto del mondo è la costruzione di un’alternativa all’esito più nefasto del disincanto del mondo descritto da Max Weber. Se il disincanto del mondo è l’espressione del predominio delle logiche di efficienza e produttività, e si poggia sulla convinzione che tutti i fenomeni possano essere dominati dalla ragione, abbandonando perciò ogni riferimento a elementi magici, metafisici o religiosi, per Stiegler tale disincanto si è rivelato sempre più nocivo a misura della costante e pressoché illimitata ipertrofia delle nuove tecnologie, veicolata da un capitalismo ormai palesemente tossico. Di fronte a ciò, piuttosto che opporsi al divenire tecnologico, si rende necessario «un nuovo progetto industriale che bisogna inventare e che miri a intensificare la singolarità in quanto incalcolabile, socializzando dei dati che non possano essere ridotti a oggetti di un mero calcolo economico. Si tratta di inventare l’industria del calcolo che impedisca di calcolare (sul)le esistenze – ma inventarla con gli strumenti digitali. Si tratta, in effetti, di reincantare il mondo, ossia di edificare i modi di sussistenza e di esistenza che sostengono l’altro piano, il piano delle consistenze, che è quello del canto – il canto di quelle Sirene senza le quali non c’è nulla». **
### Sinossi
Reincantare il mondo incrocia coraggiosamente teorie diverse, come il processo di individuazione di Simondon, la psicanalisi freudiana, certi aspetti della fenomenologia di Husserl, la grammatologia di Derrida e le riflessioni foucaultiane sugli hypomnémata, al fine di promuovere il valore spirito e contrastare il populismo industriale – ossia la dissociazione e la captazione dell’attenzione divenute sistema. Grazie a queste coordinate, Stiegler disegna una filosofia e un pensiero che devono ritornare ad essere forti, in un certo senso più del “pensiero forte”. Per l’autore di questo libro, infatti, il reincanto del mondo è la costruzione di un’alternativa all’esito più nefasto del disincanto del mondo descritto da Max Weber. Se il disincanto del mondo è l’espressione del predominio delle logiche di efficienza e produttività, e si poggia sulla convinzione che tutti i fenomeni possano essere dominati dalla ragione, abbandonando perciò ogni riferimento a elementi magici, metafisici o religiosi, per Stiegler tale disincanto si è rivelato sempre più nocivo a misura della costante e pressoché illimitata ipertrofia delle nuove tecnologie, veicolata da un capitalismo ormai palesemente tossico. Di fronte a ciò, piuttosto che opporsi al divenire tecnologico, si rende necessario «un nuovo progetto industriale che bisogna inventare e che miri a intensificare la singolarità in quanto incalcolabile, socializzando dei dati che non possano essere ridotti a oggetti di un mero calcolo economico. Si tratta di inventare l’industria del calcolo che impedisca di calcolare (sul)le esistenze – ma inventarla con gli strumenti digitali. Si tratta, in effetti, di reincantare il mondo, ossia di edificare i modi di sussistenza e di esistenza che sostengono l’altro piano, il piano delle consistenze, che è quello del canto – il canto di quelle Sirene senza le quali non c’è nulla».