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Guida insolita ai misteri, ai segreti, alle leggende e alle curiosità della Sicilia

**Sicilia, una regione tutta da scoprire** Lo sapevate che in Sicilia ci sono trentasette laghi e perfino un fiume navigabile con le chiuse? Che la più bella donna del mondo classico e la più bella del primo Ottocento europeo erano entrambe siciliane? Che la prima capitale d’Italia, nel 1860, è stata una città siciliana? Che gli spaghetti sono stati prodotti in Sicilia prima che altrove e che Marco Polo non li ha affatto portati dalla Cina? Che sull’isola si trovano la prima chiesa cristiana d’Europa, il castello più grande d’Italia, un altro castello interamente scavato nella roccia e un cimitero per i cani? Tantissime le curiosità svelate in queste pagine da Santi Correnti, che con la sua precisa e rigorosa documentazione offre al lettore un quadro dell’isola tra i più completi e interessanti scritti fino a oggi. **In questo volume: La processione armata
Il castagno dei cento cavalli
Il giardino incantato
Il porto di Ulisse
La Madonna sotto la lava
Il più bel promontorio del mondo
…e molto altro!** **Santi Correnti** (Riposto 1924 – Catania 2009), storico, fu il primo a istituire la cattedra di Storia della Sicilia nell’insegnamento universitario italiano, tenendola dal 1970 al 1996 nell’Università di Catania. Fu Medaglia d’Oro della Pubblica Istruzione dal 1977. Con la Newton Compton ha pubblicato anche *Proverbi e modi di dire siciliani di ieri e di oggi*.

Guida insolita ai misteri, ai segreti, alle leggende e alle curiosità della Puglia

**Puglia, una regione tutta da scoprire** Che cosa c’è in una guida insolita della Puglia? Al di là delle tradizioni, dei miti, delle storie che si raccontano da sempre a proposito di questo rettangolo di terra, il volume svela una serie di aspetti forse mai conosciuti del “tacco” dello stivale. Una Puglia diversa, avvincente, incantevole, ma anche la terra che ha dato i natali ad Aldo Moro e a Giuseppe di Vittorio, nonché a personaggi come Mennea o come il mitico Rodolfo Valentino. Così, seguendo l’autrice nei suoi itinerari pugliesi, andremo a scoprire una regione insolita, raccontata con cura: un viaggio dei più straordinari e affascinanti in una terra che magari abbiamo sempre pensato di conoscere ma che si mostra, qui, policroma e caleidoscopica come mai avremmo osato immaginare. **In questo volume: La leggenda di san Nicola a Bari
La leggenda del Pozzo di San Paolo a Galatina
Le streghe della notte di San Giovanni
Mille e una Notte della Taranta:
Eventi, feste e sagre
I monumenti, i personaggi, i piatti tipici
…e molto altro!** **Antonella Lattanzi** (Bari, 1979) vive e lavora a Roma. Tra le sue pubblicazioni, i romanzi *Devozione* e *Prima che tu mi tradisca*. Per la Newton Compton ha scritto anche *Leggende e racconti popolari della Puglia*.

I vagabondi

La narratrice che ci accoglie all’inizio di questo romanzo confida che fin da piccola, quando osservava lo scorrere dell’Oder, desiderava una cosa sola: essere una barca su quel fiume, essere eterno movimento. È questo spirito-guida che ci conduce attraverso le esistenze fluide di uomini e donne fuori dell’ordinario, come la sorella di Chopin, che porta il cuore del musicista da Parigi a Varsavia, per seppellirlo a casa; come l’anatomista olandese scopritore del tendine di Achille che usa il proprio corpo come terreno di ricerca; come Soliman, rapito bambino dalla Nigeria e portato alla corte d’Austria come mascotte, e infine, alla morte, impagliato e messo in mostra; e un popolo di nomadi slavi, i bieguni, i vagabondi del titolo, che conducono una vita itinerante, contando sulla gentilezza altrui. Come tanti affluenti, queste esistenze si raccolgono in una corrente, una prosa che procede secondo un andamento talvolta guizzante, come le rapide, talvolta più lento, come se attraversasse le vaste pianure dell’est, per raccontarci chi siamo stati, chi siamo e forse chi saremo: individui capaci di raccogliere il richiamo al nomadismo che fa parte di noi, ci rende vivi e ci trasforma, perché “il cambiamento è sempre più nobile della stabilità”. **
### Sinossi
La narratrice che ci accoglie all’inizio di questo romanzo confida che fin da piccola, quando osservava lo scorrere dell’Oder, desiderava una cosa sola: essere una barca su quel fiume, essere eterno movimento. È questo spirito-guida che ci conduce attraverso le esistenze fluide di uomini e donne fuori dell’ordinario, come la sorella di Chopin, che porta il cuore del musicista da Parigi a Varsavia, per seppellirlo a casa; come l’anatomista olandese scopritore del tendine di Achille che usa il proprio corpo come terreno di ricerca; come Soliman, rapito bambino dalla Nigeria e portato alla corte d’Austria come mascotte, e infine, alla morte, impagliato e messo in mostra; e un popolo di nomadi slavi, i bieguni, i vagabondi del titolo, che conducono una vita itinerante, contando sulla gentilezza altrui. Come tanti affluenti, queste esistenze si raccolgono in una corrente, una prosa che procede secondo un andamento talvolta guizzante, come le rapide, talvolta più lento, come se attraversasse le vaste pianure dell’est, per raccontarci chi siamo stati, chi siamo e forse chi saremo: individui capaci di raccogliere il richiamo al nomadismo che fa parte di noi, ci rende vivi e ci trasforma, perché “il cambiamento è sempre più nobile della stabilità”.

Misteri segreti e storie insolite di Londra

Londra è la regina delle leggende maledetteDagli enigmi della sua Torre al mondo misterioso e sommerso in cui si aggirava Jack lo SquartatoreTutte le curiosità sulla città del Big BenLondra è una città misteriosa fin dall’origine del suo nome, forse datole dai romani sulla base di uno più antico: lowonida, ovvero “fiume troppo largo da domare”. Un nome che segnava il legame indissolubile tra la metropoli e il suo fiume, il Tamigi, quell’Old Father Thames che ha raccolto nei secoli i cadaveri dei suicidi e quelli dei morti ammazzati che dovevano sparire per sempre. Londra è anche una città dal passato immenso, in cui ogni epoca ha lasciato una traccia, da quelle dei templari a quelle dei servizi segreti di sua maestà. Fra tradizione e innovazione, questo volume, attingendo anche dagli archivi di Stato in parte desecretati, ci racconta i misteri finanziari della City, i monumenti enigmatici, gli efferati delitti e i luoghi oscuri, come il cimitero delle prostitute di Cross Bones. Senza tralasciare il grande mistero di Jack lo Squartatore, del quale ancora non si è detto tutto.Mattia Bernardo BagnoliNasce a Milano nel 1980. Dopo la laurea in Lettere e Storia all’Università di Bologna, nel 2005 si trasferisce a Londra, dove frequenta il master in Giornalismo internazionale presso la City University e dove, dal 2006 al 2013 lavora come corrispondente per l’agenzia Ansa e collabora con altre testate tra cui «La Stampa» e «D di Repubblica». Al momento vive a Roma. È autore del noir Bologna permettendo e della guida Strano ma Londra.

Il giro di Torino in 501 luoghi

**La città come non l’avete mai vista Può suscitare simpatia o antipatia, affascinare o respingere, ma Torino non ispira mai indifferenza. E questo è privilegio di pochi.**
Cosa si può ancora raccontare su Torino? Sembra che sull’argomento sia già stato detto tutto: è la città magica, la culla del Risorgimento, la prima capitale del regno d’Italia, la (ex) capitale italiana dell’automobile, la patria dell’ultima dinastia sabauda, la fucina di infinite invenzioni che nel capoluogo piemontese hanno avuto inizio e molto altro ancora. E invece? Invece Torino riserva sempre qualche sorpresa: dipende da quale angolo la si guarda. Torino è un concentrato di vibrazioni, un’esplosione di colori che solo chi impara ad amarla può avvertire e lo scopo di questo libro è proprio questo: portare in superficie l’anima della città andando a scoprire i suoi infiniti luoghi con occhi nuovi, facendo capolino nei vicoli e nei portoni del centro storico, visitando palazzi, monumenti e musei dei quali si conosce solo l’aspetto raccontato frettolosamente da qualche guida, per rendersi conto di quanto l’agglomerato urbano e il territorio circostante siano stati importanti e addirittura determinanti nella Storia antica e recente. Si partirà dai luoghi, alcuni già noti, che vedremo animarsi di nuova vita, altri sconosciuti, il cui misterioso fascino non tarderà a catturarvi. **Il castello di Moncalieri: una lunga storia?
Reminiscenze medievali in Via dei Mercanti
Piazza delle Erbe e i riti di giustizia
Poltergeist in Via Bava
La stamperia dei francobolli in Via Dora Grossa
L’esorcista di Via Cappel Verde** **Laura Fezia** è nata a Torino, dove vive e lavora. Studiosa del mistero in tutti i suoi aspetti, appassionata di cronaca giudiziaria, esperta di tecniche per il riequilibrio energetico, fa la consulente e la scrittrice. Ha pubblicato *Scuola di magia* ; *Mercanti dell’occulto* ; *Choku rei, riconnettersi con la vita* ; *Mago: se lo conosci, lo eviti* ; *Fatima, un segreto per il futuro prossimo* ; *La magia del gatto* ; *I chakra, teoria e pratica* ; *2012: conto alla rovescia* ; *44 gatti*. Con la Newton Compton ha pubblicato *101 misteri di Torino (che non saranno mai risolti)* e *Misteri, crimini e storie insolite di Torino*.

Sulle Orme Dei Normanni

In questo sesto eBook della collana curata da Nicoletta Salvatori e firmata da uno scrittore-viaggiatore  come Pietro Tarallo,  ecco in 4 Tappe e 3 deviazioni il percorso italiano della Via dei Normanni, da Palermo a Roma, in automobile, per un totale di 1424 chilometri: con dettagliate descrizioni degli Itinerari e le informazioni utili su dove dormire nelle foresterie di Manasteri, conventi etc., che cosa poter comprare e le indicazioni degli Eventi più significativi nelle varie località che si incontrano. Viaggi alla scoperta dei monumenti e della storia del Bel Paese, assaporando i piatti della sua cucina, inebriandosi con i suoi vini. Un intreccio fra sacro e profano fra chiese e abbazie, pievi isolate e monasteri, conventi e santuari, antichi hospitali. Un Grand Tour, religioso e laico nello stesso tempo, che ognuno oggi potrà organizzare secondo i propri gusti e i propri tempi. Un turismo differente, più consapevole e compatibile.

Souvenirs

«Che più triste dei ricordi» scrive Savinio in procinto di pubblicare questi Souvenirs. Ma è pessimismo del poi, di chi guarda con amarezza a quanto è scomparso, travolto dalla bufera bellica. A rileggerli oggi, infatti, quel che colpisce in questi reportage parigini è semmai l’insolente ironia, lo humour acuminato con cui Savinio osserva Parigi – «dama dal passato brillantissimo» che, incapace di rassegnarsi, continua a credere che al di là della sua cinta daziaria gli uomini, «vestiti di rozze pelli», combattono ancora le fiere «con zagaglie di silice» – e i suoi vecchi e nuovi dèi. Fatta eccezione per Apollinaire, «il poeta più profondamente classico che onori di sé il primo quarto del nostro secolo», e per Georges Simenon, un «Dostojewski minore», l’indomabile impertinenza di Savinio non risparmia nulla e nessuno: Max Jacob e Colette, Jean Cocteau e René Clair, l’Opéra e i Salons d’Automne. E tantomeno i surrealisti, il cui carattere dominante è «la puerilità, la quale, di là dalle frontiere dell’infanzia, si chiama scemenza» – non già l’intelligenza satanica. Ma colpiscono soprattutto, e incantano, il talento digressivo, l’erudizione nonchalante, e una scrittura insieme classica e aspramente inventiva, che disegna uomini e paesaggi con visionaria precisione: come nella splendida descrizione della baia del Mont-Saint-Michel, dove il mare «invade le praterie di tozze erbe salate, onde i montoni dagli occhi perlacei e feroci fuggono spaventati, con uno stretto galoppo arcuato». Con una nota di Eugenia Maria Rossi. **

L’uomo ha paura dell’uomo

“La morte non fa più notizia. Pare che oggi la gente, più che della morte dei propri simili in altri paesi, si preoccupi del fatto che, nel suo stesso paese, i suoi simili diventino troppo numerosi e, quindi, di non trovare più lavoro, posti a scuola per i figli, letti negli ospedali, e di finire per morire soffocata nella calca cittadina.” il Sud America visto con gli occhi di un grande cronista alla ricerca del filo conduttore che inesorabilmente lega a triplo filo le dittature con le morti politiche dei rivoluzionari e dell’opposizione, mentre il mondo attorno a lui si alimenta di altre angosce, per dimenticare. Tratto da “Cristo con il fucile in spalla”, pubblicato da Feltrinelli. Numero di caratteri: 108.977

Lasciami volare

«Hailey, scendi dalle nuvole. Per quando sarò pronto a sposarmi, tu sarai sulla soglia dei quaranta» disse in tono di scherno. «E tu su quella dei cinquanta!» urlai. «Guarda, non accadrà mai. Non ti ho mai promesso niente. Ricordiamocelo, va bene?» Gettai il cellulare sul tappeto persiano, ascoltando il soffice rumore sordo di quando atterrò rotolando. Non riuscivo a credere a quello che avevo appena sentito. Com’ero potuta essere tanto stupida? «Hailey?» continuò a gridare fino a quando non mi decisi a recuperare il telefono e riportarlo all’orecchio. «Hai finito?» domandai, con voce tesa.«Mi dispiace che tu ci sia rimasta male. Sto solo cercando di spiegarti come stanno le cose, tutto qui.»«Oh, l’ho capito» replicai, sperando di sembrare forte, pratica e una che ha la situazione sotto controllo, nonostante tutte le prove del contrario. «Senti, Michael, devo passare a impacchettare le mie cose.»«Già fatto. La tua roba è in portineria. Puoi prenderla quando vuoi.» Mi limitai a stare seduta lì col telefono premuto contro l’orecchio. Dopo quattro anni mi aveva già inscatolata reclamando il suo spazio. Come se niente fosse.

Oltre e un cielo in più

Quarantasette anni, un bel lavoro, tanti interessi, eppure qualcosa non va. Di fronte a una quotidianità svuotata, si fa strada il desiderio di lasciare tutto e andare, senza tappe predefinite, per il puro gusto di viaggiare. Partire è un attimo per il giornalista Luca Sciortino, con solo un bagaglio leggero e la sua macchina fotografica, in **un lungo itinerario da Occidente a Oriente**. Quattro mesi e oltre diecimila chilometri, seguendo un’unica regola: niente aerei, per vedere come cambiano i paesaggi, le culture e i popoli dalla Scozia al Giappone. I tetti dorati di Budapest lasciano posto a un’Ucraina ferita dalla guerra; la sconfinata pianura russa si apre sulle montagne del Tien Shan, dove i cacciatori si affidano ancora alle aquile. «This is Asia», gli dicono, e ogni posto, così radicalmente diverso, sembra ripeterlo: il tempo si ferma nei giorni dorati della Siberia, nel sogno accarezzato di una vita altra; nella steppa mongola, fra pastori nomadi, prendono corpo le sue paure ataviche; la Cina, sotto la superficie scintillante, si rivela un mondo contadino e brutale.
In questo libro – corredato da bellissime foto – **Luca Sciortino** racconta l’essenza di Paesi sfuggenti, nei quali si è immerso con sincera curiosità per scoprirne la natura più vera, tagliata fuori da ogni guida turistica. E lungo la strada ritrova il senso profondo del viaggio: nell’incontro con realtà sconosciute, la sua stessa identità si sgretola e si ricostruisce, fino a restituirgli un altro sé e una nuova direzione. **
### Sinossi
Quarantasette anni, un bel lavoro, tanti interessi, eppure qualcosa non va. Di fronte a una quotidianità svuotata, si fa strada il desiderio di lasciare tutto e andare, senza tappe predefinite, per il puro gusto di viaggiare. Partire è un attimo per il giornalista Luca Sciortino, con solo un bagaglio leggero e la sua macchina fotografica, in **un lungo itinerario da Occidente a Oriente**. Quattro mesi e oltre diecimila chilometri, seguendo un’unica regola: niente aerei, per vedere come cambiano i paesaggi, le culture e i popoli dalla Scozia al Giappone. I tetti dorati di Budapest lasciano posto a un’Ucraina ferita dalla guerra; la sconfinata pianura russa si apre sulle montagne del Tien Shan, dove i cacciatori si affidano ancora alle aquile. «This is Asia», gli dicono, e ogni posto, così radicalmente diverso, sembra ripeterlo: il tempo si ferma nei giorni dorati della Siberia, nel sogno accarezzato di una vita altra; nella steppa mongola, fra pastori nomadi, prendono corpo le sue paure ataviche; la Cina, sotto la superficie scintillante, si rivela un mondo contadino e brutale.
In questo libro – corredato da bellissime foto – **Luca Sciortino** racconta l’essenza di Paesi sfuggenti, nei quali si è immerso con sincera curiosità per scoprirne la natura più vera, tagliata fuori da ogni guida turistica. E lungo la strada ritrova il senso profondo del viaggio: nell’incontro con realtà sconosciute, la sua stessa identità si sgretola e si ricostruisce, fino a restituirgli un altro sé e una nuova direzione.
### Dalla seconda/terza di copertina
LUCA SCIORTINO è uno scrittore, viaggiatore e giornalista. Ha ottenuto il dottorato in filosofia alla Open University ed è stato Research Fellow all’Università di Leeds, nel Regno Unito. Alterna il lavoro di giornalista per Panorama con quello di ricerca in filosofia della scienza. Pubblica fotoreportage di viaggio e racconti.

Signori, Si Cambia

Il viaggio più affascinante è un viaggio antico, graduale, privato e sociale insieme: il viaggio in treno. I treni sono teatri, caffè, bazar. L’unico talk-show che non conosce crisi è quello che si replica quotidianamente sulle rotaie. La confidenza genera libertà: ci ha messo insieme il caso, ci dividerà una stazione. I treni aiutano a pensare. Tutti i grandi viaggi – dai pellegrinaggi cattolici al Grand Tour, dalla prima partenza con gli amici al viaggio di nozze – sono, in fondo, una scoperta di se stessi: il panorama che c’interessa sta dentro di noi. Il treno esenta da responsabilità, consente di restare passivi senza sentirsi pigri. Possiamo lavorare e riposare. Possiamo parlare, quando siamo stanchi di leggere. E sognare, quando siamo stanchi di parlare. L’autore ha un nome per tutto questo: la terapia dei binari. Dopo il bestseller La vita è un viaggio Beppe Severgnini ci conduce attraverso gli USA dall’Atlantico al Pacifico (due volte, passando da nord e passando da sud); segue le rotaie da Mosca a Lisbona; taglia l’Europa in verticale (da Berlino a Palermo) e l’Australia in orizzontale (da Sydney a Perth). Tra tutti – confessa – il viaggio più emozionante e istruttivo è quello che apre il volume. Gli USA attraversati col figlio ventenne, Antonio. Da Washington DC a Washington State, 8.000 km in treno, in bus, in automobile. “Un figlio, un papà e l’America: e nessun altro che disturba.”

Gomito di Sicilia

Giacomo Di Girolamo ci racconta un pezzo di Sicilia finora rimasto inesplorato, quell’angolo estremo che è la provincia di Trapani. Dal vino Marsala, un tempo il liquore più famoso al mondo e oggi usato per la carne in scatola, all’abusivismo edilizio che si è mangiato tutta la costa. Dal mare dello Stagnone, che ora si sta prosciugando, ai tentativi quasi comici di costruire un monumento a Garibaldi degno della sua impresa. Dalla mafia che non uccide più ai turisti che si fermano in pellegrinaggio di fronte alla stele commemorativa della strage di Capaci. E ancora, dagli alberi di melograno, che si sostituiscono alle viti cambiando paesaggio e abitudini, ai ragazzini in fuga dall’Africa che riempiono le piazze con i loro giochi. Perché la Sicilia è una sorgente inesauribile di storie che non ci si stanca mai di ascoltare.

Andare per silenzi

Lunghe traversate da un capo all’altro della Norvegia, su isole popolate solo
di nidiate di uccelli, in mezzo a paesaggi rocciosi e selvaggi, per giorni o
settimane, senza compagni e senza mappe, nel silenzio più assoluto. Sembra
un’immersione nel vuoto, invece è un’esperienza totalizzante: non sono gli
altri a segnare la via, siamo noi a sceglierla a ogni passo.
L’attenzione si acuisce, la presenza si fa costante: solo così il cammino è
vero incontro con un ambiente partecipe. Le acque che scorrono tracciano il
percorso, il vento e la pioggia dettano il passo, gli animali si allertano e
seguono l’andare umano. **Franco Michieli** , geografo ed esploratore, da
quasi quarant’anni alterna avventure in solitaria, in coppia e in gruppo, su
strade battute e in luoghi disabitati, affidandosi alle indicazioni della
natura, certo che il varco si rivelerà da sé.
In questo libro ripercorre alcuni dei suoi viaggi – dal whiteout del deserto
lavico islandese alle ascensioni andine tra insediamenti di antica
spiritualità – rimettendo in discussione l’idea di compagnia: siamo più soli
nella folla cittadina, dove la miriade di stimoli si spegne in un
bombardamento fragoroso, che nell’isolamento dei boschi, in cui il silenzio,
per chi sa ascoltare, si fa denso di voci. Qui, lontano dai condizionamenti
tecnologici, riemerge la nostra connessione primordiale e istintiva con la
natura e con i nostri simili: come può esserci solitudine fra tanta animata
bellezza?

Il Senso Della Vita

A cura di Egidio Ernesto MarascoIntroduzione di Pier Luigi PaganiTraduzione di Stefania BonarelliEdizione integraleQuest’opera è un compendio di tutta la teoria individual-psicologica di Adler: indispensabile supporto, dunque, per chi già la conosce e accattivante “invito” per chi non l’ha ancora scoperta. Emerge da queste pagine il grande merito della riflessione adleriana: l’aver colto che il dramma perenne dell’essere umano è nel contrasto inevitabile tra l’ideale dello spirito – e dunque l’aspirazione alla superiorità, alla perfezione – e la consapevolezza della fragilità del proprio corpo. Ma Adler non si limita a esporre i fenomeni, a spiegarne le cause e a delinearne le finalità: egli propone anche una serie di criteri che aiutano a comprenderne i processi intuitivi e interpretativi.«La Psicologia Individuale si situa alla base dell’evoluzione e alla luce della stessa considera l’aspirazione dell’uomo un’aspirazione alla perfezione.»Alfred Adlernacque a Vienna nel 1870 in una famiglia ebrea ungherese. Divenuto medico studiò la base caratteriale delle nevrosi e collaborò con Freud dal 1902 al 1911, quando le sue divergenze teoriche provocarono la prima divisione del gruppo psicoanalitico. La sua Psicologia Individuale si diffuse rapidamente in Europa e in America, dove Adler visse e insegnò dal 1926. Morì ad Aberdeen nel 1937, durante un ciclo di conferenze.

Milano sotterranea

Un viaggio alla scoperta del sottosuolo milanese in luoghi inesplorati custodi di straordinari segreti

Sapevate che sotto il Castello Sforzesco si estende un labirinto di passaggi segreti, cunicoli e gallerie che arrivano fino a Santa Maria delle Grazie? E che nel cuore della città è presente ancora oggi il cosiddetto “bunker di Mussolini”?
La vita della metropoli milanese, indiscussa capitale della moda e del design, si svolge frenetica in superficie. Eppure, nelle viscere del sottosuolo, permangono zone inesplorate, testimonianze di una storia millenaria che la città sembra voler dimenticare. Da più di vent’anni gli speleologi dell’Associazione SCAM (Speleologia Cavità Artificiali Milano) si calano nei sotterranei di Milano per strapparli all’oblio del tempo. E in questo libro ci consegnano il resoconto delle loro esplorazioni: dall’antico Canale Vetra ai ricoveri antiaerei sotto la Stazione Centrale, dal passaggio segreto della chiesa di San Marco al putridarium di San Bernardino alle Ossa, dai sotterranei del manicomio di Mombello ai misteriosi labirinti di Baggio, gli speleologi milanesi vi condurranno in un appassionante viaggio alla scoperta di antichi cunicoli, gallerie, pozzi, cripte e canali sotterranei.

Sotto la città c’è un incredibile spettacolo tutto da scoprire

Tra gli argomenti:

La Roggia Castello
La Strada Segreta Coperta
La Darsena
L’Olona e la Roggia delle Lavandaie
Il passaggio segreto della chiesa di San Marco
Il “putridarium” del Santuario di San Bernardino alle Ossa
Il rifugio antiaereo di via Luini
Il “bunker di Mussolini”
I sotterranei della Stazione Centrale
Il tunnel della Gladio
I misteri di Baggio

Gianluca Padovan
è nato a Verona nel 1959. Da più di vent’anni conduce ricerche nel sottosuolo milanese. Nel 1984 costituisce il Gruppo SCAM (Speleologia Cavità Artificiali Milano) poi diventato Associazione. Nel 2000 fonda la FNCA (Federazione Nazionale Cavità Artificiali). Assieme ad altri soci inaugura la collana Hypogean Archaeology dei British Archaeological Reports di Oxford. Ha pubblicato saggi e organizzato congressi in collaborazione con il Politecnico di Milano.

Ippolito Edmondo Ferrario
Classe 1976, vive e lavora a Milano, dove si occupa dell’organizzazione di eventi e di comunicazione. È stato giornalista e ha pubblicato romanzi e saggi. Nel 2005 ha ricevuto la Cittadinanza Onoraria del Comune di Triora, il borgo medioevale ligure famoso per il processo alle streghe.

(source: Bol.com)

Viaggio in Sardegna

«Ci sono buchi in Sardegna che sono case di fate, morti che sono colpa di donne vampiro, fumi sacri che curano i cattivi sogni e acque segrete dove la luna specchiandosi rivela il futuro e i suoi inganni. Ci sono statue di antichi guerrieri alti come nessun sardo è stato mai, truci culti di santi che i papi si sono scordati di canonizzare, porte di pietra che si aprono su mondi ormai scomparsi, e mari di grano lontani dal mare, costellati di menhir contro i quali le promesse spose si strusciano nel segreto della notte, vegliate da madri e nonne. C’è una Sardegna come questa, o davanti ai camini si racconta che ci sia, che poi è la stessa cosa, perché in una terra dove il silenzio è ancora il dialetto piú parlato, le parole sono luoghi piú dei luoghi stessi, e generano mondi.
Questo è un viaggio in compagnia di dieci parole, dieci percorsi alla ricerca di altrettanti luoghi, piú uno. Undici mete, perché i numeri tondi si addicono solo alle cose che possono essere capite definitivamente. Non è cosí la Sardegna, dove ogni spazio apparentemente conquistato nasconde un oltre che non si fa mai cogliere immediatamente, conservando la misteriosa verginità delle cose solo sfiorate».
(source: Bol.com)