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Tutti mi danno del bastardo

‘*Nessuno è brillante e coinvolgente come Nick Hornby nel ritrarre i sentimenti e i problemi di ognuno.*’
Bookseller

‘*Lo scrittore migliore della sua generazione.*’
The Sunday Times

‘*Hornby è uno scrittore che sa essere al tempo stesso brillante, arguto ed emotivamente generoso.*’
The New York Times

‘*Il miracolo di Hornby sta nel descrivere un ‘mondo piccolo’ con il distacco dell’ironia vera e con compassione profonda.*’
Michele Serra

‘*I libri di Nick Hornby ci guardano dritti negli occhi e ci dicono la verità su vite che, a essere sinceri, non sono molto diverse dalle nostre… Hornby scommette tutto sull’autenticità.*’
The Observer Review

Elaine Harris, stimata giornalista, ha sempre raccontato il suo matrimonio con Charlie in una rubrica, molto apprezzata dal direttore del giornale e da un vasto seguito di lettori. Nessuno, però, e men che meno il marito, si sarebbe aspettato gli articoli al veleno che Elaine inizia a scrivere appena una settimana dopo che i due hanno deciso di divorziare. Per Charlie anche solo andare in ufficio diventa un problema, visto che tutti leggono quei pezzi in cui Elaine racconta, con dovizia di particolari, le sue innumerevoli e innegabili mancanze come marito, come padre, come amante… Charlie può solo sperare che l’ex moglie si stanchi presto di pubblicare il ‘Bastardo!’ Soltanto un autore come Nick Hornby poteva regalarci un ritratto così riuscito della fine di un amore, il racconto tragicomico, brillante e molto umano, di quanto assurdamente complicata possa diventare la relazione tra due persone.

‘Spassoso, vero e profondo.’
Roddy Doyle

‘*Nick Hornby, che si è conquistato il titolo di portavoce di una generazione, sa scrivere in modo sincero e deliziosamente autoironico tanto da rendere impossibile non riconoscersi almeno in parte nei suoi personaggi.*’
Livia Manera

‘Una voce davvero autentica.’
The Guardian

‘*Hornby mi piace perché è uno di quegli scrittori vicini alla gente normale. Sembra sempre che parli a te. È uno che ha la capacità di sparare nel mucchio e insieme di colpire bersagli precisi, dunque di passarti emozioni precise… La sua bravura è che è uno scrittore profondo e ironico…*’
Giuseppe Cederna, la Repubblica
(source: Bol.com)

Fiore di neve e il ventaglio segreto

Ottuagenaria e tormentata dai rimorsi, Giglio Bianco ripensa al proprio passato e a Fiore di Neve, l’amica scomparsa da molti anni che ha avuto un ruolo cruciale nella sua esistenza. Poiché le rimane solo il dono del tempo, vuole onorarlo raccontando la storia della sua lao-tong – la compagna di parole segrete – e del tragico equivoco che ha amaramente segnato un legame lungo una vita. Ha inizio così una vicenda di intensa drammaticità ambientata nella Cina del XIX secolo, quando mogli e figlie ancora avevano i piedi bendati e vivevano in uno stato di isolamento pressoché totale. Allora le donne di una remota contea dello Hunan ricorrevano a un codice segreto per comunicare tra loro. Si scambiavano lettere tracciate a pennello sui ventagli o messaggi ricamati sui fazzoletti, e inventavano racconti, sfuggendo così alla propria reclusione per condividere speranze, sogni e conquiste. Un viaggio a ritroso verso un periodo della storia cinese commovente e doloroso insieme, che all’attenzione ai particolari storici e di costume fonde capacità evocativa.
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L’occhio del leopardo

Figlio di una donna che non ha mai conosciuto e di un tagliaboschi con l’anima del marinaio, dal nord della Svezia Hans Olofson è arrivato nello Zambia inseguendo un sogno altrui. Profondamente colpito dall’immensa bellezza dell’Africa, decide di fermarsi, convinto di avere trovato una nuova casa. Per la fattoria che ha rilevato a Lusaka insegue ambiziosi piani di riforma, ma in quella terra ignota, completamente priva di punti di riferimento e proprio per questo così seducente, impara presto a conoscere il disprezzo dei bianchi e il sospetto dei neri, mentre la tensione e le minacce continuano a crescere intorno a lui. Un giorno, anche i suoi vicini vengono barbaramente uccisi, e Hans Olofson comincia ad avere paura, assalito dalla stessa impotenza che provava da bambino, quando il gelo faceva gemere le travi della sua casa vicino al fiume. Negli anni, il sogno africano si trasforma in una lotta per la vita e la morte. Intrecciando passato e presente, dai campi ghiacciati della Svezia alla soffocante calura dei tropici, “L’occhio del leopardo” è un viaggio non sentimentale alla scoperta di due culture inconciliabilmente diverse, un romanzo psicologico che scava nella mente di un uomo perduto in un mondo sconosciuto.
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Un’occasione per Rachel

Chi non ha mai immaginato di vincere alla lotteria o ereditare una fortuna e poter lasciare il vecchio impiego e trasferirsi altrove? Per Rachel Waring il sogno è finalmente diventato realtà: sbucata dal nulla, una prozia le ha lasciato una splendida casa nella quale si trasferisce immediatamente. Al diavolo il lavoro, il guardaroba deprimente e la coinquilina guastafeste! Da questo momento Rachel si trasforma in una donna di mondo, devota alla bellezza, all’arte e all’amore. Si dedica al suo giardino, inizia a scrivere e colpisce chiunque la incontri con il suo straordinario ottimismo. Ma mentre Rachel canta e si gode la vita con leggerezza, la sua percezione della realtà si incrina gradualmente, e il lettore inizia a domandarsi se questa trasformazione così radicale non si stia spingendo un po’ troppo oltre…
(source: Bol.com)

Il giardino sospeso

Gilbert e Eirene: inglese lui, orfano in fuga dall’Europa devastata dalla seconda guerra mondiale; inglese di madre greca ed egocentrica lei. Due ragazzini allo sbando, sullo sfondo di un’Australia sconosciuta e insidiosa per degli stranieri senza guida e tutela. Conosceranno le umiliazioni scolastiche, la solitudine e un amore semplice e insieme complesso, figlio dei loro travagli interiori, disperato e tenero come loro. L’ultimo romanzo di uno dei più grandi narratori del Ventesimo secolo, l’autore di L’occhio dell’uragano e Premio Nobel 1973 per la letteratura. Un’opera totale, in cui il flusso di coscienza dei personaggi, la cura estrema dei dettagli, l’attenzione spasmodica al trascorrere del tempo, e l’esplorazione dei segreti e delle emozioni famigliari, fanno emergere una piccola epopea di vita quotidiana, dove ciò che può sembrare banale e dimesso diventa momento rivelatore di quella verità esistenziale che ama sempre nascondersi.
(source: Bol.com)

Il dolore, le ombre, la magia

L’amico Kaede ha lasciato il Giappone per l’Italia e Yoshie si ritrova di nuovo da sola. Stavolta, però, la vita in città sembra farle meno paura. Il quartiere le è amico, e le giornate scorrono nella continua scoperta di piccoli motivi di felicità. La giovane impara a leggere nel cuore delle persone, a scorgerne l’anima fragile oltre la maschera di durezza che indossano nella loro quotidianità troppo indaffarata. Riuscirà a lasciare anche qui una traccia lieve, a trovare le parole giuste per portare conforto agli abitanti soli e affaticati della città? E che ne sarà della sua storia con Shin’ichiro? Saprà resistere alla nostalgia di Kaede e della nonna? La storia di Yoshie continua, alla ricerca di una città diversa, in cui vivere ogni giorno l’incantesimo dell’amicizia e dell’amore.
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Il custode della luce

Nell’India del XVII secolo vive e commercia Idris, mercante somalo ed «eterno viaggiatore alla ricerca dei confini della terra e dell’uomo». Arrivato nel Malabar in occasione dei festeggiamenti in onore dello zamorin, nel grande tumulto di quei giorni incontra Kandavar, un ragazzino di nove anni, e capisce subito che è suo figlio, il figlio che non sapeva di avere, frutto di una fugace relazione proibita. Idris vuole imparare a conoscere Kandavar e provare a insegnargli quello che sa, nel tentativo di sottrarlo al destino della sua casta, quello di diventare un guerriero suicida. Ma soffocare la propria natura è impossibile, e Idris deve imbarcarsi di nuovo, questa volta insieme a Kandavar – senza però rivelargli di essere suo padre –, per un lungo viaggio costellato di luoghi e persone che segneranno il loro futuro. L’incontro con Thilothamma, una donna fiera e libera come lui, fa scoprire a Idris per la prima volta il desiderio di fermarsi e di mettere radici, ponendolo di fronte a una scelta.
Anita Nair ha scritto un romanzo denso di avventure e passioni, sullo sfondo di un’India che non c’è più, ma che non è mai stata così vivida e vera.
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### Sinossi
Nell’India del XVII secolo vive e commercia Idris, mercante somalo ed «eterno viaggiatore alla ricerca dei confini della terra e dell’uomo». Arrivato nel Malabar in occasione dei festeggiamenti in onore dello zamorin, nel grande tumulto di quei giorni incontra Kandavar, un ragazzino di nove anni, e capisce subito che è suo figlio, il figlio che non sapeva di avere, frutto di una fugace relazione proibita. Idris vuole imparare a conoscere Kandavar e provare a insegnargli quello che sa, nel tentativo di sottrarlo al destino della sua casta, quello di diventare un guerriero suicida. Ma soffocare la propria natura è impossibile, e Idris deve imbarcarsi di nuovo, questa volta insieme a Kandavar – senza però rivelargli di essere suo padre –, per un lungo viaggio costellato di luoghi e persone che segneranno il loro futuro. L’incontro con Thilothamma, una donna fiera e libera come lui, fa scoprire a Idris per la prima volta il desiderio di fermarsi e di mettere radici, ponendolo di fronte a una scelta.
Anita Nair ha scritto un romanzo denso di avventure e passioni, sullo sfondo di un’India che non c’è più, ma che non è mai stata così vivida e vera.

La casa nell’ombra

Un settantenne ancora affascinante, Jacob Lind, viene trovato morto dopo una festa del centro ricreativo per anziani di Hamar, piccola cittadina norvegese apparentemente tranquilla. Il caso potrebbe essere archiviato sotto la voce morte naturale, se non fosse per una serie di dettagli piuttosto singolari: Jacob Lind all’anagrafe non esiste e ben due donne dichiarano di esserne le fidanzate. Sul caso indagano il commissario Valmann – vedovo di mezza età dalla vita solitaria – e la sua giovane assistente. Tutto sembra ruotare attorno a Elise Valmoe, una delle sedicenti fidanzate di Jacob e alla casa in cui vive. Che cosa si nasconde dietro l’antico quadro della deposizione di Cristo, appeso nella camera di Elise, su cui si concentrano le sue ossessive fantasie e gli ambigui interessi di chi la circonda? Titolo originale: Turneren (2004).

(source: Bol.com)

Arcobaleno

Nata in una regione marina, orfana di padre, Eiko vive con la madre e la nonna, che gestiscono un ristorante. Finito il liceo, la giovane decide di trasferirsi a Tokyo dove trova lavoro come cameriera in un ristorante indonesiano, l’Arcobaleno. Alla morte di madre e nonna, si ritrova completamente sola. Per vincere il dolore della perdita, Eiko si concentra sul lavoro e si impegna così tanto che un giorno, addirittura, sviene per la stanchezza. Il signor Takada, proprietario dell’Arcobaleno, si dimostra molto solidale e comprensivo con lei, e le propone di aiutare la moglie incinta a occuparsi del giardino, degli animali e della conduzione domestica. Questo nuovo impegno, a contatto con la natura e con un ambiente in apparenza tranquillo, consente a Eiko di riprendersi. Ma presto si accorge di quanto siano orribili i rapporti tra marito e moglie, fatti di bugie e tradimenti. Quando poi Takada le dichiara il proprio amore, Eiko parte per Tahiti: vuole stare sola e capire cosa fare della sua vita. Da una storia apparentemente semplice si snodano, in tutta la loro profondità, alcuni temi che disegnano la filigrana di una narrazione nitida ed elegante: la difficoltà di coltivare un amore sulle macerie del dolore o del tradimento, la forza di costruire una nuova identità senza abbandonarsi alla precarietà degli incontri, la possibilità di custodire il ricordo dei morti senza farsi sommergere dalla loro assenza, la capacità di attingere alla natura l’energia per ritrovare se stessi..

(source: Bol.com)

L’amore fragile

Nel Cile di Allende, pieno di speranze ma anche di sotterranea violenza, Sophie è un’artista che elabora i suoi silenzi nei dipinti e nelle poesie. E nell’amicizia con Morgana, l’amica più grande, più scaltra, più estroversa. E poi c’è Diego, padre di Sophie, donnaiolo e sognatore, che lavora con passione al fianco di Allende. Ma quando tra lui e Morgana nasce un amore travolgente, Sophie vede tutti i suoi equilibri spezzarsi e, spaventata dalla propria fragilità, scappa, il più lontano possibile. Molti anni dopo, quando Diego e Morgana saranno due nomi in una lista di vittime – vittime del regime di Pinochet e dei loro stessi, incauti sogni – Sophie tenderà una mano al passato. E tornerà a casa, a cercare Antonia, la sorella mai conosciuta, la figlia di Morgana e Diego, nata da quello che solo ora Sophie riesce a chiamare “amore”.
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L’agenzia dei desideri

Delphine sa che le persone hanno bisogno di illusioni, perfino di bugie, purché rendano la vita migliore. Lo ha capito quando ha incontrato l’anziana signora Derovitski che, dando da leggere alla giovane e povera ma giè scaltra Delphine avvincenti romanzi rosa, la educa alla difficile arte della finzione. Così, quando madame Derovitski muore, lasciandole una cospicua ereditè, Delphine, trentacinque anni, decide di fare della sua capacitè di ascolto dei bisogni altrui una professione. Apre così una agenzia dei desideri, dal nome inequivocabile: “Per voi”. Nell’agenzia “Per voi” Delphine mette pienamente a frutto il suo senso degli affari e la sua capacitè di finzione appresi dai romanzi rosa della signora Derovitski. La giovane vende felicitè a chi la chiede: si finge di volta in volta madre, amante, badante. Offre a tutti la realizzazione di un sogno. Ma un sogno a tempo. E a pagamento. In una galleria di personaggi, vicende e desideri bizzarri da cui la nostra protagonista riesce a sgusciare fuori con l’abilitè di un gatto, Delphine incontrerè un solo nemico capace di minare il suo cinismo: l’amore, che si offrirè a lei, proprio a lei che non ne ha mai avuto, senza volere nulla in cambio. Un romanzo divertente e commovente; una favola moderna che ha conquistato i lettori e che i librai francesi hanno decretato miglior romanzo del 2009.
(source: Bol.com)