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La Torre Dei Popoli

La Tour des Peuples, è una delle ultime opere di Han Ryner. Simbolizza l’immane tragedia dei popoli primitivi, illusi e traditi nei loro sogni di pace. La efficace ricostruzione delle età prime dell’uomo, l’interpretazione appassionata dei simboli e delle credenze, l’ampiezza della visione storica, rendono particolarmente attraenti le opere di questo onesto scrittore. Han Ryner fa della letteratura filosofica, forse come reazione alla sovrabbondante produzione amena francese; ma i problemi ch’egli pone sono da lui sentiti al massimo grado, sentiti e vissuti come pochi scrittori oggi fanno. Chi ha letto il Figlio del Silenzio – una geniale rievocazione della Grecia di Pitagora – gusterà vivamente anche questa Torre dei Popoli, e attenderà con impazienza che si traducano anche altre opere del profondo e geniale evocatore. **
### Sinossi
La Tour des Peuples, è una delle ultime opere di Han Ryner. Simbolizza l’immane tragedia dei popoli primitivi, illusi e traditi nei loro sogni di pace. La efficace ricostruzione delle età prime dell’uomo, l’interpretazione appassionata dei simboli e delle credenze, l’ampiezza della visione storica, rendono particolarmente attraenti le opere di questo onesto scrittore. Han Ryner fa della letteratura filosofica, forse come reazione alla sovrabbondante produzione amena francese; ma i problemi ch’egli pone sono da lui sentiti al massimo grado, sentiti e vissuti come pochi scrittori oggi fanno. Chi ha letto il Figlio del Silenzio – una geniale rievocazione della Grecia di Pitagora – gusterà vivamente anche questa Torre dei Popoli, e attenderà con impazienza che si traducano anche altre opere del profondo e geniale evocatore.

La ragazza della palude

I quattro Masiera vivono in un piccolo paesino del Veneto, con poca terra e tanta fame. Una condizione che li spinge a emigrare al Sud, dove c’è bisogno di braccia per la bonifica delle paludi pontine. Una volta giunti a Littoria scopriranno una realtà più ostile del previsto. Persino l’amicizia con i locali non è vista favorevolmente, da chi comanda. La famiglia Masiera rischia dunque di dover lasciare il podere assegnato perché attorno ai coloni vi è uno strano traffico di beni dell’Opera Nazionale Combattenti. Intanto, tra le Città di fondazione e i pantani del Circeo, oltre ai sovrani, a Mussolini e ai balilla in parata, arrivano i tecnici e le maestranze dell’Istituto Luce per girare un colossale film celebrativo. Età di lettura: da 13 anni. **

L’Ultima Vittoria

Babilonia, Seleucia, Ctesifonte: le mitiche città mediorientali che si stagliavano, con i loro edifici regali e la loro storia millenaria, nel cuore di uno dei più grandi imperi del mondo antico. È a quell’impero, l’impero dei Parti, che Marco Ulpio Traiano guarda come al traguardo ultimo per poter fare davvero di Roma la dominatrice incontrastata del mondo conosciuto. E per restare nella Storia da vincitore.
Adesso Traiano è pronto a mettere in atto, dopo lunghi anni di progettazione, la più grande campagna che la storia romana ricordi, la stessa che Giulio Cesare immaginò ma non realizzò mai. Un’impresa di dimensioni tali da ricordare il coraggio e la pazzia di un altro grande uomo della storia antica: Alessandro Magno.
Santiago Posteguillo ci accompagna nell’ultimo, glorioso capitolo della vita leggendaria dell’imperatore Traiano con mano sicura, come sempre, e con la potenza di una narrazione che trae la sua vitalità e la sua forza dal più grande romanzo che esista: la Storia.

Un trono in fiamme

«Bernard Cornwell scrive le migliori scene di battaglia che io abbia mai letto.»
George R.R. Martin, autore delle *Cronache del ghiaccio e del fuoco*
La futura Gran Bretagna è in uno stato di pace inquieta. Il sovrano vichingo della Northumbria, Sigtryggr, e la regina sassone di Mercia, Aethelflaed, hanno concordato una tregua. E così Uhtred, il più grande guerriero d’Inghilterra, ha finalmente la possibilità di riconquistare la fortezza che suo zio gli ha rubato con un tradimento tanti anni fa e che suo cugino occupa ancora oggi. La sua casa: Bebbanburg.
Ma i nemici si schierano per distrarlo dal suo proposito. Nuovi attori entrano in scena nella lotta per il controllo dei regni d’Inghilterra: il temibile Costantino di Scozia coglie un’opportunità di conquista e conduce i suoi eserciti verso sud. La precaria pace britannica minaccia di trasformarsi in una guerra letale. Uhtred però è determinato come mai prima e nulla, né i nuovi né i vecchi avversari che gli si schierano contro, potranno impedirgli di esercitare il suo diritto di nascita.
È il Signore di Bebbanburg, ma avrà bisogno di tutte le forze che ha acquisito in una vita di guerra per realizzare il suo sogno.

Un mondo migliore

Germania, primavera 1945, ultimi giorni di guerra e primi di pace. Michael Hansen, un giovane militare americano nato da genitori tedeschi, viaggia in missione per il paese man mano che procede la conquista. Scopre con incredulità quello che hanno potuto compiere i dodici anni hitleriani e si chiede come sia potuto accadere. Lo domanda ai volti dei tedeschi che incontra. Persone che reclamano rispettabilità, alcuni ancora sprezzanti, tutti convinti di non avere colpe. «Ma vedrà che non troverà neanche un nazista convinto, e nel caso, se ne prenda cura, perché sarà un testimone autentico di come è potuto succedere tutto quello che abbiamo trovato arrivando qui. Tutti gli altri invece sono vittime, vittime del tempo, vittime delle SS, vittime di Hitler».
Ad Hansen i servizi segreti hanno affidato un incarico delicato, interrogare Karl Wagner, il vecchio amico del defunto scienziato Alfred Ploetz. Quest’ultimo, medico genetista arrivato a sfiorare il Nobel, è stato uno dei padri dell’eugenetica razzista e il creatore del progetto «igiene della razza», su cui si fonderanno le pratiche sadiche o sterminatrici del Reich. Assieme a Ploetz, Wagner aveva iniziato il suo cammino di formazione giovanile. Un percorso ideologico che era culminato nell’adesione all’utopia comunitaria del francese Cabet, il fondatore delle comuni «icariane». Ploetz poi aveva dato uno sviluppo perverso a quel solidarismo, finendo coll’aderire al Nazismo. Da ciò la rottura tra i due amici. Wagner deve spiegare ad Hansen come si diventa nazisti, come dal solidarismo possa generarsi l’eliminazione dei deboli, «come sono nate le teorie dell’igiene della razza». Il suo resoconto inizia dalla seconda metà dell’Ottocento e insegue le tracce di un patto faustiano.
Dall’interrogatorio emerge anche il baratro individuale che ha inghiottito un socialdemocratico sotto la tirannia, perseguitato e clandestino. Parallelo, nell’alternarsi dei capitoli, scorre il diario del giovane Hansen, la sua esperienza della Germania anno zero, i suoi amori con donne disperate e travolgenti: «Lo stato d’eccezione in campo erotico».
Il viaggio descritto da Uwe Timm dall’utopia all’inferno riesce a trasmettere la tensione di un dramma pur senza perdere mai una misura di sobrietà. Ad avvincere nella lettura non è una fiera dell’orrore, semmai un’inchiesta che assomiglia a un thriller etico.

La Villa Del Mercante Di Cioccolato

**La giovane figlia di un agiato produttore di cioccolato desidera guidare l’impresa di famiglia, ma il padre la pensa diversamente**
**Stoccarda, 1903.** Judith Rothman è la figlia di uno stimato produttore di cioccolato e vive una vita agiata. Trascorre ogni minuto libero nella cioccolateria sperimentando idee creative per nuovi dolci deliziosi. Non vede l’ora, infatti, di prendere finalmente le redini dell’impresa di famiglia. Il padre di Judith però ha ben altri piani per lei, che prevedono un matrimonio molto vantaggioso con un uomo che la figlia non ama, né potrà mai amare… Judith è disperata all’idea di essere costretta a rinunciare al suo sogno, ma l’incontro con Victor Rheinberger, giovane e carismatico ufficiale appena giunto in città, potrebbe cambiare ogni cosa. Riusciranno Judith e Victor a diventare padroni del loro destino? In un’epoca in cui il progresso ha velocizzato le lancette del tempo all’improvviso, l’amore sembra essere un sentimento ormai destinato solo a libri e favole.
**Oltre 150.000 copie vendute
20 settimane nella classifica dei bestseller in Germania
Il destino di una donna.
L’eredità di una famiglia.
La storia di una passione.**
«Il mix perfetto di cioccolato, storia e amore.»
«Molto ben scritto. Ci trasporta nella Stoccarda di inizio secolo senza rinunciare a un po’ di romanticismo.»
«Dolce preludio a un’imperdibile saga familiare.»
**Maria Nikolai**
è autrice di numerosi romanzi storici. Con *La villa del mercante di cioccolato* è riuscita a coniugare la sua passione per le saghe storiche, il romanticismo e il cioccolato.

La ragazza che cadde dal cielo

Londra, anni Quaranta. Il mondo è in guerra e può capitare che una bella ragazza diciannovenne si ritrovi a colloquio, in un appartamento squallido e quasi vuoto di un ex albergo di Northum¬berland Avenue, con un fantomatico signor Potter appartenente all’altrettanto fantomatico Inter Services Research Bu¬reau. La ragazza, tailleur grigio e camicetta bianca, si chiama Marian Sutro, di padre inglese e madre francese. Fino a qualche tempo fa viveva sulle dolci sponde del lago di Ginevra, città dove il padre era un diplomatico della Società delle Nazioni, l’organizzazione sovranazionale travolta dalla guerra. Il signor Potter è un uomo dall’aspetto comune, con giacca di tweed e panciotto, come si conviene a un membro dell’intelligence britannica. Il suo compito è reclutare agenti da spedire nel sud della Francia occupata dalle truppe tedesche, agenti naturalmente capaci di parlare francese senza inflessione straniera. Giovane donna che non è mai stata in un albergo e neppure in un bar da sola, Marian crede di essere arruolata per la sua perfetta padronanza del francese e per la missione illustrata dalla voce querula e i modi garbati di Potter: fare da corriere, nella vasta area che va da Limoges a Tolosa, per conto di un certo César, che avrebbe il compito di istruire i partigiani sull’uso delle armi e le tecniche di sa¬botaggio. In realtà la sua vera missione, ignota allo stesso Potter, è un’altra e riguarda un fisico del Collège de France: Clément Pelletier. Laureato all’École Normale Supérieu¬re, dove già sembrava un allievo predi¬letto dal Cielo, destinato a diventare un secondo Louis de Broglie, Clément Pelletier non ha mai lasciato la Francia dopo l’occupazione nazista, come invece hanno fatto molti suoi illustri colleghi. Amico fraterno di Ned Sutro, fratello di Marian, fisico che, prima dello scoppio del conflitto, era anche lui al Collège del France, Clément non è stato invaghito soltanto del suo paese, al punto da non poterlo abbandonare nemmeno quando Hitler ha fatto la sua comparsa all’Arc de Triomphe, ma anche di Marian. Venticinquenne, ha spedito alla sedicenne sorella di Ned numerose, infuocate lettere d’amore che hanno fatto sobbalzare il cuore a più di una suora nel collegio svizzero dove provvedevano all’educazione della ragazza. L’intelligence britannica ha deciso di utilizzare i servigi di Marian al solo scopo di mettere le mani sul progetto a cui Clément Pelletier sta lavorando al Collège de France: la costruzione di un ordigno capace di capovolgere le sorti della guerra.

La pazzia di Re Giorgio

È raro il caso di uno scrittore di teatro estremamente sofisticato e complesso che raggiunge in pochi anni una vasta popolarità e vede addirittura una sua commedia, piena di sottili riferimenti storici, diventare un grosso film prodotto da una major di Hollywood. Ma è accaduto ad Alan Bennett con “La pazzia di Re Giorgio”. Prendendo spunto dalla apparente follia di Giorgio III (temporaneamente risolta da un acuto medico di provincia e nel nostro secolo reinterpretata come un caso di porfirìa, malattia rara che nulla ha a che fare con lo squilibrio psichico), Bennett ha dato voce agli intrighi comici e sinistri che in quegli anni si svilupparono rigogliosamente attorno al re. Non vi è traccia, in queste pagine, della penosa cartapesta che di solito contrassegna il teatro di ricostruzione storica. Da Pitt a Fox, da Giorgio III al suo malevolo primogenito, il Principe di Galles, tutti parlano e agiscono con una vivezza che lascia stupefatti e ci fa subito riconoscere l’impronta di uno scrittore vero e quanto mai inusuale. Mentre la vicenda finisce per disegnare un perfetto apologo sul delirio non solo dei potenti, ma innanzitutto di coloro che gli vivono accanto.

La legione degli immortali

55 a. C. Una flotta da guerra giunge in vista di una terra ignota, popolata da feroci guerrieri, capaci di incutere timore persino ai soldati di Giulio Cesare. Di fronte al panico che coglie le truppe, un uomo si lancia nelle acque gelide. È Lucio Petrosidio, aquilifero della Decima Legione. Come un solo uomo, dietro la sua aquila, la legione degli immortali va all’assalto. Per Cesare e per Roma, Lucio e i suoi compagni, Massimo, Quinto, Valerio, si batteranno senza tregua per conquistare la Britannia, e per proteggere Gwynith, la schiava dai capelli rossi che ha conquistato il cuore dell’aquilifero. Fino a un luogo chiamato Atuatuca, dov’è in agguato un destino di sangue… 35 a. C. Dal ponte di una nave, un uomo osserva le coste della grande isola ormai prossima. Al suo fianco il gladio dei legionari, nella mente i ricordi di un’epopea di guerra e di morte, in cui aleggiano i fantasmi dei compagni caduti. È per dar pace a quei fantasmi, e alla sua coscienza, che il vecchio soldato sta tornando in Britannia. Perché da allora c’è una donna in attesa del suo uomo e c’è una battaglia iniziata vent’anni prima che aspetta lui per concludersi definitivamente.

L’uomo di Berlino

Berlino, inverno 1946. La guerra è appena terminata e la città mostra al mondo tutte le sue ferite. Non c’è quasi edificio che sia rimasto in piedi e gli abitanti si aggirano come spettri, in attesa che il cielo plumbeo si apra e accada qualche miracolo che permetta loro di sopravvivere. Anche Pavel Richter non possiede quasi nulla, a parte i tanti libri che tappezzano le pareti del suo appartamento. Con lui c’è Anders, un orfanello che traffica nel mercato nero e procura a Pavel la penicillina di cui ha bisogno per una brutta infezione ai reni. In cambio, Pavel cerca di fare da padre e da insegnante al ragazzino. Al piano di sopra abita Sonia, una donna che come tante altre ha un solo bene da offrire in cambio di ciò che le serve per non morire di stenti: il proprio corpo. Che cosa la unisce a Pavel? Ma soprattutto, chi è veramente, Pavel Richter? Ha il passaporto americano e parla alla perfezione quattro lingue, compreso il russo; legge Dickens ad alta voce e cita a memoria Dostoevskij, ma non batte ciglio quando il suo migliore amico, Boyd White, di professione magnaccia, si presenta alla sua porta con una strana consegna: un cadavere… Un raffinato noir storico, intenso come Le vite degli altri di Florian Henckel e coinvolgente quanto Il terzo uomo di Graham Greene; il romanzo più affascinante sugli orrori della guerra che sia stato scritto dopo Parigi brucia di Dominique Lapierre.

L’Aquila Della Decima Legione

**Un grande romanzo storico
Dall’autore del bestseller *Centurio*
55 a.C. ** Quando le navi della flotta romana giungono sulla costa di una terra sconosciuta, si ritrovano a dover fronteggiare un’armata di guerrieri autoctoni, talmente feroci da intimorire le truppe di Cesare. Soltanto l’aquilifero della Decima Legione, Lucio Petrosidio ha il coraggio di lanciarsi nelle fredde acque dell’oceano, e l’aquila del suo vessillo guida la legione degli immortali nell’assalto. Lucio e i suoi compagni d’armi, Massimo, Quinto, Valerio sono gli eroi che si batteranno nella conquista della Britannia, nel nome di Roma e di Cesare, e che proteggeranno Gwynith, la schiava dai capelli rossi che ha fatto breccia nel cuore dell’aquilifero. Ma il destino, in agguato, li attende ad Atuatuca… 
**35 a.C.** Il passato e i suoi fantasmi, il ricordo dei compagni caduti, il fuoco che brucia la coscienza: è per trovare pace a tutto questo che un vecchio ma ancora impavido soldato torna in Britannia a concludere una battaglia iniziata vent’anni prima. Ma anche per ritrovare la donna che da tanto tempo lo aspetta. L’aquilifero della Decima Legione farà i conti con la propria storia.
**Massimiliano Colombo è il Simon Scarrow italiano**
«La vicenda dell’aquilifero Lucio diventa il pretesto per raccontare la vita della Legione, delle sue battaglie e dei suoi costumi. Una lettura epica.»
«Si legge tutto in un fiato quindi…. respirate a fondo prima di ascoltare le urla dei centurioni che ci spingeranno all’attacco…»
**Un grande romanziere e profondo conoscitore della storia dell’Antica Roma**
**Massimiliano Colombo**
Nato a Bergamo nel 1966, vive a Como, dove da anni coltiva, con dedizione ed entusiasmo, la passione per gli eserciti del passato. Nel 2013 la casa editrice spagnola Ediciones B ha acquistato i diritti dei suoi libri per il mercato mondiale di lingua spagnola e il successo di pubblico e critica di *La legión de los inmortales* lo ha consacrato come una delle voci più interessanti nel panorama europeo del romanzo storico. Con la Newton Compton ha pubblicato *Centurio* e *Stirpe di eroi*. **
### Sinossi
**Un grande romanzo storico
Dall’autore del bestseller *Centurio*
55 a.C. ** Quando le navi della flotta romana giungono sulla costa di una terra sconosciuta, si ritrovano a dover fronteggiare un’armata di guerrieri autoctoni, talmente feroci da intimorire le truppe di Cesare. Soltanto l’aquilifero della Decima Legione, Lucio Petrosidio ha il coraggio di lanciarsi nelle fredde acque dell’oceano, e l’aquila del suo vessillo guida la legione degli immortali nell’assalto. Lucio e i suoi compagni d’armi, Massimo, Quinto, Valerio sono gli eroi che si batteranno nella conquista della Britannia, nel nome di Roma e di Cesare, e che proteggeranno Gwynith, la schiava dai capelli rossi che ha fatto breccia nel cuore dell’aquilifero. Ma il destino, in agguato, li attende ad Atuatuca… 
**35 a.C.** Il passato e i suoi fantasmi, il ricordo dei compagni caduti, il fuoco che brucia la coscienza: è per trovare pace a tutto questo che un vecchio ma ancora impavido soldato torna in Britannia a concludere una battaglia iniziata vent’anni prima. Ma anche per ritrovare la donna che da tanto tempo lo aspetta. L’aquilifero della Decima Legione farà i conti con la propria storia.
**Massimiliano Colombo è il Simon Scarrow italiano**
«La vicenda dell’aquilifero Lucio diventa il pretesto per raccontare la vita della Legione, delle sue battaglie e dei suoi costumi. Una lettura epica.»
«Si legge tutto in un fiato quindi…. respirate a fondo prima di ascoltare le urla dei centurioni che ci spingeranno all’attacco…»
**Un grande romanziere e profondo conoscitore della storia dell’Antica Roma**
**Massimiliano Colombo**
Nato a Bergamo nel 1966, vive a Como, dove da anni coltiva, con dedizione ed entusiasmo, la passione per gli eserciti del passato. Nel 2013 la casa editrice spagnola Ediciones B ha acquistato i diritti dei suoi libri per il mercato mondiale di lingua spagnola e il successo di pubblico e critica di *La legión de los inmortales* lo ha consacrato come una delle voci più interessanti nel panorama europeo del romanzo storico. Con la Newton Compton ha pubblicato *Centurio* e *Stirpe di eroi*.

Io sono la guerra

Giugno 1943 La Seconda guerra mondiale è a un punto di svolta. Hitler concentra le truppe sul fronte orientale e i suoi ingegneri lavorano a un nuovo potente missile che potrebbe rivelarsi l’arma risolutiva. Mentre Stalin e Churchill elaborano strategie politiche e militari, il Vaticano tratta con gli Stati Uniti affinché Roma venga risparmiata dai bombardamenti. Lo sbarco alleato in Italia è alle porte e il regime di Mussolini vacilla, osteggiato da ampi strati della popolazione, dagli stessi “amici” tedeschi, ma soprattutto minacciato da alcuni gerarchi del Partito Nazionale Fascista che, cercando l’accordo con il re, organizzano la definitiva destituzione del Duce. Giorno dopo giorno, un racconto fatto di cablogrammi, dialoghi, dispacci, agenzie e istantanee, ricostruisce il drammatico mese in cui, nelle stanze del potere ma anche nelle case della gente, l’Europa si scopre ferita e non distingue più tra eroi, vittime e carnefici. Perché la guerra è ovunque, la guerra è di tutti. Adelchi Battista ha scritto un romanzo storico in presa diretta, basandosi su notizie e fughe di notizie, tutte vere, tutte accadute. Ha saputo raccontare la storia ai tempi di WikiLeaks, mettendo in scena soltanto fatti e personaggi realmente esistiti, come se non fosse un romanzo, e proprio per questo vincendo la sua sfida con la letteratura.

Il signore delle pianure

«Suo padre Ogedai aveva sognato in grande quando aveva costruito la città bianca, considerò tra sé Guyuk. Lui non aveva dovuto corteggiare i principi della nazione, né corrompere, pregare e minacciare solo per farsi dare il titolo che gli spettava di diritto.»Nel giorno in cui, nella pianura alle porte di Karakorum, i capi di tutte le tribù sono radunati per prestare giuramento al nuovo khan, sono in molti a dubitare che il figlio di Ogedai sia all’altezza del compito. Tra questi, c’è un ragazzo cresciuto con l’amore per i libri e la scrittura, di grande intelligenza e saggezza, che non intende assistere impotente al declino del suo popolo, affidato alla guida di un uomo con così tante ombre dentro di sé. Il suo nome è Kublai, e anche nelle sue vene scorre il sangue di Gengis Khan. Consapevole della responsabilità che il destino gli ha affidato, sogna un impero che si estenda su tutta l’Asia, da un oceano all’altro. Per costruirlo, tuttavia, deve prima imparare l’arte della guerra e condurre i guerrieri della sua nazione fino ai confini del mondo conosciuto. E quando sarà esausto, ferito, dovrà affrontare i suoi stessi fratelli in una sanguinosa guerra civile. Solo allora la storia sarà davvero pronta ad accogliere il suo nome.

Focolari di pietra

Era Glaciale. Dopo un lungo viaggio, durante il quale ha conosciuto la coraggiosa e affascinante Ayla, Giondalar torna al suo popolo, la Nona Caverna degli Zelandoni, che per cinque anni lo ha atteso. Ma la festosa accoglienza a lui riservata viene offuscata dal timore per la straniera al suo fianco. Mentre la Caverna la studia con apprensione e qualcuno la considera già una nemica, Ayla si rende conto che il suo futuro dipende da ciò che lei sarà in grado di offrire agli Zelandoni: la capacità di accendere il fuoco e di addomesticare gli animali, l’abilità di maneggiare le armi e di curare le ferite. Per Ayla comincia un viaggio ben più impegnativo di quello concluso: un viaggio verso la conoscenza di un popolo ostile che la considera “diversa”.