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Football clan. Perché il calcio è diventato lo sport più amato dalle mafie

Il calcio è un affare. E dove girano i soldi, le mafie allungano i tentacoli. Partite combinate e scommesse clandestine in combutta con le centrali asiatiche del gioco online, racket a bordo campo, merchandising tarocco, appalti sui nuovi stadi sono solo alcune voci di un bilancio miliardario. E molto sporco. Ma non è solo una questione di denaro: il football è anche potere. I clan acquistano squadre per comprare il consenso, per sedersi in tribuna e stringere mani importanti; attingono manovalanza dai vivai giovanili e usano gli ultras come massa di manovra per tenere le città sotto scacco. E intanto le arene si svuotano e nel cuore di molti tifosi la passione viene scalzata da delusione e disgusto. Dalla scalata dei casalesi per conquistare la Lazio alle foto di Maradona e Hamsik usati come testimonial abbracciati a padrini; dalla cordata di riciclatori che stava acquistando la Roma al giro delle pizzerie-lavanderia di capitali criminali che aveva tra i soci Cannavaro e altri campioni. Dalla gita a Scampia di Balotelli alle frequentazioni malavitose di Sculli, dalle promozioni in cambio di bazooka nella Locride al sistemone ali inclusive della camorra stabiese, Cantone e Di Feo raccontano storie inquietanti e spesso inedite. Intrecciando in un’unica voce lo scrupolo del cronista e l’esperienza del magistrato, mettono a nudo i fatti ma anche le falle dei sistemi di controllo e di sanzione della giustizia sportiva (emanazione di un’associazione di privati ispirata a logiche di trattativa). **

Football Clan

Partite combinate, scommesse clandestine, merchandising tarocco, appalti sugli stadi, incontri tra boss e giocatori: quello tra calcio e criminalità organizzata è un rapporto sedimentato da decenni, una questione di affari e di potere che getta un’ombra inquietante sul mondo del pallone. In un’inchiesta impietosa che unisce l’esperienza del magistrato e lo scrupolo del cronista, Cantone e Di Feo raccontano crimini e illegalità che continuano a coinvolgere clan e società, dalla scalata dei Casalesi per conquistare la Lazio alle promozioni in cambio di bazooka nella Locride, fino all’uso degli ultras come strumento di minaccia per tenere le città sotto scacco. In questa versione aggiornata che raccoglie gli ultimi scandali avvenuti dentro e fuori dagli stadi – fino al tragico apice della morte di Ciro Esposito –, gli autori spiegano perché il nostro campionato rischia sempre più di essere soffocato dagli interessi economici e malavitosi e, soprattutto, avanzano proposte concrete per prevenire i reati e rendere più efficienti i sistemi di indagine. Perché il calcio è un bene comune e deve tornare a essere il gioco pulito che da sempre unisce gli italiani. EDIZIONE AGGIORNATA

Alpini

**Con il patrocinio dell’Associazione Nazionale Alpini nel centenario (1919-2019)** Costituito nel 1872 agli albori dell’Italia unitaria, il corpo degli Alpini è da sempre un esempio di valore militare e civile, ed è parte costitutiva dell’identità italiana e del sentimento nazionale.
Dalla nascita delle prime «compagnie alpine», fino agli odierni impegni per la pace in Afghanistan e in Medio Oriente, le truppe alpine hanno attraversato quasi un secolo e mezzo scrivendo pagine di storia famose in Italia e nel mondo. Il gelo della ritirata di Russia e il caldo torrido di Adua, le battaglie sull’Adamello e le Tre Cime nella Prima guerra mondiale e la guerra partigiana del 1943-’45, quando migliaia di soldati e ufficiali si sono trasformati in combattenti per la libertà dell’Italia. Le truppe alpine si sono battute con onore in Etiopia e in Libia, sulle Alpi, e poi in Grecia, in Albania e sull’Appennino; durante la Guerra Fredda hanno formato lo schieramento avanzato della NATO. Questo libro, com’è giusto, tocca anche i momenti oscuri di questa storia, dall’attacco alla Francia nel 1940 fino alla scelta di alcuni gruppi di aderire alla Repubblica di Salò. Tuttavia la storia degli alpini non è solo storia di guerra: dalla lotta al terrorismo, alle missioni internazionali di pace, al sostegno alla protezione civile, gli alpini sono scesi in campo dopo l’alluvione del Vajont, e dopo i terremoti in Irpinia, in Friuli, in Abruzzo.
In questo volume che ripercorre le vicende di uno dei corpi più amati dell’esercito italiano, Stefano Ardito, attraverso episodi, luoghi e uomini, racconta, nel centenario della fondazione dell’Associazione Nazionale Alpini nata a Milano nel 1919, un pezzo della storia dell’Italia migliore.

La coda del drago

Da giorni e giorni il Giro ormai mi appartiene, è un po’ anche mio, lo difendo. Domenica la nostra effimera famiglia andrà dispersa, ci lasceremo in fretta, ma noi che per l’Italia ci incontravamo per salutarci con grandi gesti tutte le volte che ci incontravamo, così come fanno le navi sul mare, perderemo la nostra aria ciondolona di mozzi che non sanno dove passare la giornata di libera uscita, dimenticheremo negli armadi le divise azzurre e bianche, i berrettini rossi, le insegne, le coccarde. Mai forse nella vita avremo tanti uomini, tante donne, tanti bambini a fare ala al nostro passaggio, noi che non siamo capi di stato o di governo, generali o cardinali, noi che non siamo rispettati o temuti ma invidiati per la nostra stessa felicità di correre dietro ad un sogno. La nuvola colorata all’improvviso invade la strada, ti passa vicino, ti sfiora. E poi c’è il rumore speciale delle biciclette, in gruppo, una cicalata meccanica. Pochi secondi e non c’è più niente da vedere. Tutto è consumato, ma nella retina rimangono quei mille colori, nell’orecchio il ronzio dei mosconi di ferro. Il Giro d’Italia è così, da vedere con gli occhi, ma solo per pochi secondi.

100 storie del giro

La leggenda ed il mito di Coppi e Bartali, Binda e Merckx, sino a Pantani, sino a Contador, all’insegna delle imprese più belle. Ma non soltanto i trionfi: anche le folli avventure di strada dei pionieri, nel cuor della notte all’inizio del novecento, la leggenda di Bottecchia nata da un rifiuto, il sabotaggio al tedesco Buse in rosa, il giallo di Guerra, il mistero della Cuneo-Pinerolo di Coppi. E il tradimento dello Stelvio. Il Bondone ed il Gavia, le lacrime di Mas-signan e le pazzie di Venturelli, le avventure di Taccone ed il genio di Zavoli, il cuore malato di Merckx, i litigi fra Moser e Saronni, quelli fra Visentini e Roche, la grandezza di Hinault e la saggezza di Indurain, la favola amara di un grande Pantani.

Running: Attività fisica e benessere alla portata di tutti

Il volume ha un approccio molto pratico e visuale, con numerosi immagini, tabelle e fotografie che illustrano gli esercizi fondamentali per la tecnica e la preparazione fisica e mentale che ogni runner dovrebbe intraprendere. Al suo interno sono riportati programmi completi di allenamento per passare dall’inattività assoluta fino al raggiungimento di obiettivi come correre una mezza maratona senza rischi. Nella seconda parte sono presenti utili consigli sulla nutrizione e salute e la prevenzione, con una descrizione delle patologie per le quale la corsa ha un approccio terapeutico. La prefazione al testo è stata scritta da Pietro Trabucchi, psicologo che si occupa da sempre di prestazione sportiva, in particolare di discipline di resistenza.

Nuove avventure nell’ignoto

Celebri racconti del mistero scelti dall’Associazione degli Scrittori Americani di SF e Fantasy (SFWA) a cura di Robert Silverberg. Lettore, benvenuto. Eccoti l’antologia che, in coppia con Avventure nell’ignoto (da noi pubblicato lo scorso anno), completa la rassegna dedicata al senso del mistero della fantascienza. Insieme al sense of wonder, infatti, c’è sempre stata un’altra componente fondamentale della sf: il gusto di ciò che è radicalmente nuovo, ai confini tra i mondi della scienza e quelli dell’ignoto. Questa antologia dimostra che tutti i più grandi autori di fantascienza ne hanno subito il fascino, producendo racconti e romanzi ricchi di enigmi che sfuggono a qualsiasi classificazione. Oggi, Robert Silverberg ha raccolto gli esempi più appassionanti di questa produzione e il presente volume ti offre altri 16 capolavori dal 1939 ai giorni nostri. Spazia anche tu nell’altrove in tempi antichissimi e dimenticati o in strani universi paralleli, insieme ai perfetti racconti di: Philip K. Dick, Fritz Leiber, Clifford D. Simak, Harlan Allison, Roger Zelazny, Ursula K. Le Guin, J.G. Ballard, Robert Bloch, Lucius Shepard, R.A. Lafferty, Tanith Lee, Robert Silverberg, Gene Wolfe e altri.

Giorni di zucchero, fragole e neve

Josey ha tre certezze: l’inverno è la sua stagione preferita; lei non è il classico esempio di bellezza del Sud; i dolci è meglio mangiarli di nascosto. Vive a Bald Slope, il paesino di montagna dov’è nata, rinchiusa nell’antica casa di famiglia ad accudire la vecchia madre. Ma di notte Josey ha una vita segreta. Si rifugia in camera a divorare scorte di dolcetti e pile di romanzi rosa. Finché un bel giorno, misteriosamente, nello stanzino nascosto dal guardaroba, dove l’aria profuma di zucchero, spunta un’esuberante signora che dice di essere venuta per aiutarla. Chi è quella donna? Perché il suo corpo odora di fumo di sigaretta e acqua stagnante? Perché sembra scappare da qualcosa o da qualcuno? Josey non farà in tempo a chiederselo, che il suo piccolo mondo sarà messo sottosopra. Scoprirà che in amore e in amicizia le certezze non esistono e che le persone, anche le più care, possono nascondere qualcosa di inconfessabile. Accettare questa sfida è la grande prova che Josey dovrà superare. E per lei sarà l’inizio di una nuova vita: la sua.

Almandal

Qualunque sia l’origine dei suoi poteri – eredità, un dono dell’invisibile o un lungo apprendistato –, il mago non può sperare di raggiungere altre dimensioni senza un paziente allenamento compiuto in solitudine. Chiamato a percorrere le vie del cosmo, il mago deve conoscerle perfettamente per non smarrirvisi; destinato a un costante confronto con gli spiriti che le abitano, bisogna che egli ne abbia imparato le formule di richiamo, evocative; agendo con fi ni precisi, bisogna che sappia come raggiungerli, custode com’è di una saggezza millenaria e di un’arte sottile che disvelano improvvisi passaggi tra le soglie del corpo e il limitare dell’anima, lì dove l’apparenza diviene verità e l’illusione mondo, e che costituiscono mappe di accesso ai mondi invisibili ereditate da antichi culti astrali propiziati da Ermete Trismegisto, l’iniziatore di una sapienza ‘proibita’, interdetta, i cui esiti saranno devastanti: agli inizi del Seicento, i Gesuiti creeranno nel collegio di Dillingen, in Baviera, una scuola di specializzazione in magia, dove si sperimenteranno esorcismi, evocazioni e incantamenti tesi a controbilanciare e neutralizzare il potere magico dei loro avversari ermetici.

(source: Bol.com)

Il Tennis È Musica

Tutto comincia nel 1968, l’anno in cui, insieme a tanti importanti cambiamenti, nasce il tennis Open, aperto a dilettanti e professionisti: d’ora in poi ogni gara sarà una sfida fra i giocatori più forti. Adriano Panatta è solo un diciottenne che si fa strada nei tornei juniores, ma a Wimbledon disputa «uno splendido match, perdendo in semifinale contro l’australiano John Alexander», come scrive Gianni Clerici nella cronaca del 5 luglio. E l’anno dopo assiste alla vittoria di Rod Laver, che conquista il primo Grande Slam dell’era Open. Con questi ricordi si apre il racconto di Panatta, una storia lunga cinquant’anni dove si intrecciano le sfide leggendarie, le sconfitte brucianti, i colpi impossibili, i segreti e le bizzarie dei campioni, che sono avversari e amici, i mille aneddoti raccolti dentro e fuori dal campo. Ci sono Connors incitato dalla battagliera madre e Nastase che recita al pubblico le poesie di Vilas, la rivalità fra l’orso Borg e l’antipatico McEnroe e i record delle sorelle Williams, le giocate cristalline di Federer e il furore agonistico di Nadal. Un racconto appassionato e scanzonato, epico e ironico, che fa ritrovare l’atmosfera delle grandi competizioni, rivivere l’emozione del match point, riassaporare il suono inconfondibile di un bel colpo piatto.
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### Sinossi
Tutto comincia nel 1968, l’anno in cui, insieme a tanti importanti cambiamenti, nasce il tennis Open, aperto a dilettanti e professionisti: d’ora in poi ogni gara sarà una sfida fra i giocatori più forti. Adriano Panatta è solo un diciottenne che si fa strada nei tornei juniores, ma a Wimbledon disputa «uno splendido match, perdendo in semifinale contro l’australiano John Alexander», come scrive Gianni Clerici nella cronaca del 5 luglio. E l’anno dopo assiste alla vittoria di Rod Laver, che conquista il primo Grande Slam dell’era Open. Con questi ricordi si apre il racconto di Panatta, una storia lunga cinquant’anni dove si intrecciano le sfide leggendarie, le sconfitte brucianti, i colpi impossibili, i segreti e le bizzarie dei campioni, che sono avversari e amici, i mille aneddoti raccolti dentro e fuori dal campo. Ci sono Connors incitato dalla battagliera madre e Nastase che recita al pubblico le poesie di Vilas, la rivalità fra l’orso Borg e l’antipatico McEnroe e i record delle sorelle Williams, le giocate cristalline di Federer e il furore agonistico di Nadal. Un racconto appassionato e scanzonato, epico e ironico, che fa ritrovare l’atmosfera delle grandi competizioni, rivivere l’emozione del match point, riassaporare il suono inconfondibile di un bel colpo piatto.

Il romanzo della grande Inter

Dal 1908 a oggi la storia del mito nerazzurro L’appassionante racconto della favola nerazzurra La favola dell’Inter inizia il 9 marzo 1908 con la fondazione al ristorante “L’Orologio” in via Mengoni da parte di un gruppo di soci dissidenti del Milan e prosegue oggi con Erick Thohir, l’ultimo presidente in ordine di tempo della Beneamata. In questi oltre 100 anni, di storie da raccontare ce ne sono molte e tutte legate a doppio filo a quella della capitale lombarda. Un romanzo sulla società che non ha mai conosciuto l’onta della retrocessione, ma ha fatto esultare (e soffrire) i suoi tifosi, dai periodi vincenti della “Grande Inter” di Helenio Herrera negli anni Sessanta fino al Triplete di José Mourinho nel 2010. Le origini, le evoluzioni, gli intrecci, i personaggi principali e quelli secondari, le partite memorabili, il tifo organizzato, i successi strabilianti e le sconfitte più cocenti. C’è tutto questo e molto altro nel Romanzo della grande Inter, un racconto accurato, completo e accattivante, frutto di una ricerca effettuata su numerosi testi e negli archivi storici, che ricostruisce le vicende della meravigliosa squadra meneghina. Vito Galassoè giornalista pubblicista e scrittore. Con la Newton Compton ha pubblicato 1001 storie e curiosità sulla grande Inter che dovresti conoscere, I campioni che hanno fatto grande l’Inter e L’Inter dalla A alla Z. Tutto quello che devi sapere sul mito nerazzurro e Il romanzo della grande Inter.

(source: Bol.com)

Guida completa al Survival

Guida completa al Survival: Come sopravvivere in ogni ambiente e situazione by Roberto Lorenzani
Autentica bibbia per sapere tutto in tema di Survival, il volume è ampiamente corredato di illustrazioni e disegni.Suddiviso per zone climatiche, ambienti e situazioni, il testo spiega come allenarsi e prepararsi sia psicologicamente che fisicamente a situazioni critiche in cui le proprie abilità diventano fondamentali.• Psicologia• L’essenziale• Sopravvivere in zone deserte• Sopravvivenza nella giungla• Sopravvivenza in mare• Sopravvivere alle catastrofi naturali

Come (Non) Farsi Venire Un Infarto

Tutto quello che dovete sapere per avere un cuore sano e forte.«Provocatorio, ironico, diretto. Cambierà il vostro approccio alla prevenzione. »Marie ClaireTutti sanno, grazie ai mezzi di informazione sempre più accessibili, che per condurre uno stile di vita sano è necessario limitare il sale, gli zuccheri, i grassi e fare esercizio fisico, nonché, naturalmente, assumere i giusti farmaci in caso di patologie conclamate. Il dottor Guez, però, ha capito che avere accesso all’informazione non significa necessariamente essere ben informati. Da vent’anni, infatti, spiega queste semplici regole ai suoi pazienti che ascoltano educatamente e poi ignorano tutti i suoi suggerimenti e le sue prescrizioni una volta usciti dallo studio. Stufo di fare prediche, Guez ha quindi cambiato metodo e ha scritto un decalogo per farsi venire un bell’infarto: fumare, condurre una vita sedentaria, bere smodatamente, lavorare su mille cose in contemporanea, non fare esercizio fisico, rimpinzarsi di zuccheri… una ricetta semplicissima e praticamente infallibile. Il risultato è a tal punto garantito da mettere il lettore di fronte all’evidenza e, con garbata ironia, da instradarlo sulla «retta via».

Andiamo a correre

Tutti possono correre: non solo gli sportivi, ma anche chi è alle prime armi, chi non è più giovanissimo o si trova un po’ fuori forma. Fulvio Massini, da trent’anni allenatore di maratoneti, svela i segreti di questo meraviglioso sport: la tecnica, l’allenamento in base alla preparazione fisica e agli obiettivi, l’alimentazione più adatta e gli integratori più diffusi, l’abbigliamento e gli accessori, come evitare gli infortuni e come riprendersi se dovessero capitare. Ampio spazio è dedicato agli esercizi, tutti illustrati, da svolgere prima, dopo o in sostituzione alla corsa. Il libro è arricchito da capitoli dedicati in modo specifico alla donna, a chi è giovanissimo e a chi non lo è più. Con una scrittura chiara, da cui emerge l’esperienza e passione di Fulvio, il libro offre tutti gli strumenti per imparare a correre per stare bene. Prefazione di Linus.

(source: Bol.com)

Piedi nudi: Calcio e sesso, scopate e pallonate

Il mondo pallonaro è un concentrato di falsità e ipocrisia in tutto, anche in fatto di sesso: sono lì a dimostrarlo i tanti calciatori gay e bisessuali ancora oggi costretti a recitare fidanzamenti, a nascondersi dietro matrimoni di facciata…>>

La fine del calcio italiano. Perché siamo fuori dai Mondiali e come possiamo tornarci da protagonisti

Il calcio italiano è stato contaminato da tutte le nefandezze che hanno attraversato e rovinato l’Italia negli ultimi decenni. La serie A avrebbe potuto essere la prima lega a dotarsi di stadi all’avanguardia, pensati per il calcio e il suo business, e invece l’appuntamento storico di Italia ’90 si è trasformato in un disastro nazionale, con un fiume di soldi e corruttele che ha partorito impianti, nel migliore dei casi, inadeguati. I miliardi piovuti sul campionato italiano grazie alle pay tv non sono stati impiegati in investimenti a lungo termine, nella costruzione di strutture sportive e vivai in grado di garantire il futuro del football tricolore. Si sono invece riversati su giocatori e procuratori, oppure sono stati sottratti dalle casse dei club per coprire i dissesti delle aziende. Una débâcle finanziaria che scaturisce non solo dalle carenze gestionali delle società. Alla luce delle ultime sentenze giudiziarie e dopo la mancata qualificazione della Nazionale ai Mondiali, non possiamo più ignorare che il calcio italiano è nel profondo di una crisi da cui sarà difficile uscire. La diagnosi è fatta. Ma c’è ancora speranza per guarire e rimettersi in sesto. Come dicono i medici in questi casi, ci vuole anche la buona volontà del paziente. E la domanda fondamentale è questa: esiste questa buona volontà?