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Trump

The election of Donald Trump as president of the United States sent shockwaves across the globe. How was such an outcome even possible? In two lectures given at American universities in the immediate aftermath of the election, the leading French philosopher Alain Badiou helps us to make sense of this extraordinary occurrence. He argues that Trump’s victory was the symptom of a global crisis made up of four characteristics: the triumph of a brutal form of global capitalism, the decomposition of the established political elite, the growing frustration and disorientation that many people feel today, and the absence of a compelling alternative vision. It was in this context that Trump could emerge as a new kind of political figure that was both inside and outside the political order, a member of the Republican Party who, at the same time, represents something outside the system. The progressive political challenge now is to create something new that offers people a real choice, a radical alternative based on principles of universality and equality.    This concise account of the meaning of Trump should be read by everyone who wants to understand what is happening in our world today.

La Morte Della Verità

Mentre per più di trent’anni decideva sulle colonne del New York Times le sorti di autori del calibro di Ian McEwan, Jonathan Franzen, Norman Mailer, Michiko Kakutani non ha mai smesso di riflettere
sul concetto di verità.
Che valore ha la certezza dei fatti in una società in cui le teorie complottiste imperano, le ideologie risorgono, l’attendibilità della ricerca scientifica è continuamente messa in discussione, le fake news dilagano ovunque? E in una politica in cui il voto di milioni di americani ha portato alla Casa Bianca un presidente con una cronica e riconosciuta abitudine alla menzogna?
La sua analisi è spietata, quasi un’autopsia. Michiko Kakutani decreta la morte della verità e ci accompagna nel percorso storico, sociale, culturale che ci ha portato al punto in cui siamo. Una vicenda cominciata qualche decennio fa, con il relativismo e il decostruzionismo, proseguita con il culto narcisistico del sé, il complottismo, la riscrittura in soggettiva della storia, il discredito della scienza, e propagata alla velocità della luce dalle nuove tecnologie.
L’assalto alla verità non ha colore politico, viene sia da destra sia da sinistra, è una minaccia globale, perché senza verità, non ci può essere fiducia, e senza fiducia, la democrazia zoppica. In questo libro agile e pungente come la sua prosa giornalistica, Michiko Kakutani mette in campo le sue sterminate letture e frequentazioni per lanciare un provocatorio appello alla forza salvifica della ragione. **
### Sinossi
Mentre per più di trent’anni decideva sulle colonne del New York Times le sorti di autori del calibro di Ian McEwan, Jonathan Franzen, Norman Mailer, Michiko Kakutani non ha mai smesso di riflettere
sul concetto di verità.
Che valore ha la certezza dei fatti in una società in cui le teorie complottiste imperano, le ideologie risorgono, l’attendibilità della ricerca scientifica è continuamente messa in discussione, le fake news dilagano ovunque? E in una politica in cui il voto di milioni di americani ha portato alla Casa Bianca un presidente con una cronica e riconosciuta abitudine alla menzogna?
La sua analisi è spietata, quasi un’autopsia. Michiko Kakutani decreta la morte della verità e ci accompagna nel percorso storico, sociale, culturale che ci ha portato al punto in cui siamo. Una vicenda cominciata qualche decennio fa, con il relativismo e il decostruzionismo, proseguita con il culto narcisistico del sé, il complottismo, la riscrittura in soggettiva della storia, il discredito della scienza, e propagata alla velocità della luce dalle nuove tecnologie.
L’assalto alla verità non ha colore politico, viene sia da destra sia da sinistra, è una minaccia globale, perché senza verità, non ci può essere fiducia, e senza fiducia, la democrazia zoppica. In questo libro agile e pungente come la sua prosa giornalistica, Michiko Kakutani mette in campo le sue sterminate letture e frequentazioni per lanciare un provocatorio appello alla forza salvifica della ragione.

Chicago – Edizione Italiana

**Il primo romanzo da oltre vent’anni del «migliore scrittore americano della sua generazione» ( *Sunday Mail* ).** **Chicago** a cavallo fra gli **anni Venti e Trenta** : una città divisa fra il **North Side** controllato dagli irlandesi e il **South Side** di **Al Capone** ; sullo sfondo, i vizi e le perversioni dell’alta società, la corruzione dei politici. **Mike Hodge** , veterano della Prima guerra mondiale e giornalista di cronaca al Tribune, e i suoi colleghi fanno un quotidiano sfoggio di cinismo e si mantengono fedeli al voto fatto alla Verità, per quanto essa sia quasi sempre impubblicabile; e si danno, come tutti, a colossali bevute di alcol di contrabbando. Ma quando Mike si troverà coinvolto nell’assassinio della donna che ama, la sua vita e il fragile equilibrio su cui si reggeva verranno travolti… **David Mamet** ci catapulta nell’America di cento anni fa con una naturalezza stupefacente. Raffiche di dialoghi spumeggianti, un’incredibile galleria di personaggi memorabili, invenzioni narrative brillanti, una cura dei dettagli che sfida l’attenzione del lettore.  *Chicago*  è un romanzo da divorare, un giallo, un noir, ma anche molto di più: una giostra di passioni che possono sconvolgere la vita di un uomo, amore e desolazione, colpa e vendetta, perdizione e riscatto. Mamet si conferma un autentico Maestro della parola: è impossibile non farsi trascinare, impossibile resistere al vortice frenetico di  *Chicago*.

L’Ultimo Sapiens

Saremo in grado di fermarci a tempo nella nostra corsa col turbocompressore verso le Colonne d’Ercole, come si chiedeva Primo Levi? *Homo faber fortunae suae* , dicevano i latini, l’uomo è artefice della propria sorte. Non ci resta che scoprire quale. Immaginiamo un futuro in cui *sapiens* supertecnologici controlleranno, con le loro intelligenze aumentate, il mondo; mentre altri *sapiens* desueti, saranno relegati a un ruolo marginale. Uno scenario solo fantascientifico? Oggi l’intelligenza artificiale, le neuroscienze, le nanotecnologie, la genetica modificano in modo sempre più vertiginoso il rapporto tra l’uomo e la natura. Nella storia dell’umanità sta succedendo qualcosa che potrebbe anche portare alla fine di *Homo sapiens*. Intrecciato ai racconti fantastici di Primo Levi ecco dipanarsi in queste pagine un altro racconto, tanto avvincente e ironico quanto inquietante: quello del nuovo ecosistema – mai visto prima – in cui vivranno i nostri discendenti.

Mammamia!

Paola e Alessandra, una di Milano l’altra di Roma, hanno in totale cinque figli tra i 4 e i 15 anni e tre mariti, due dei quali ex, con cui (a fasi alterne) sono in ottimi rapporti. Giornaliste da una vita, madri da lustri, hanno scritto centinaia di inchieste sui problemi e le sfide che mamme, papà e famiglie affrontano ogni giorno. Sanno citare anche bendate gli studi su allattamento, educazione digitale, disturbi alimentari, problemi di sonno, capricci, buone maniere e tic; in più, nel tempo hanno capito che non c’è teoria che non venga aggiustata, arricchita e, a volte, smentita dalla pratica. Tra il self-help e la docu-fiction autobiografica, Mammamia! È un manuale insolito: 88 racconti caldi e croccanti come i tasti del pianoforte, attinti senza remore dal ricordo, dal privato e dalla vita quotidiana delle autrici, che raccontano in prima persona gioie e dolori di essere mamma e papà. Dalle notti in bianco alle battaglie sui minestroni, dalle chat di classe al (cyber)bullismo, dall’educazione digitale agli scomodi favoritismi tra fratelli, dal pudore improvviso di una figlia teenager fino ai timidi approcci con alcol & varie che l’adolescenza, puntualissima, porta con sé. Dai loro studi e dalla loro lunga (e rocambolesca) esperienza, Paola e Alessandra hanno tratto preziosi insegnamenti che condensano anni di sbagli, urla, tentativi, fallimenti e – finalmente – successi. Nascono così le 88 intense storie che trovate qui dentro: tutte personali, rapide da leggere, facili da ricordare. Flash di vita condensati, accorati, veri. Per imparare, riconoscersi, emozionarsi, commuoversi. E ridere fino alle lacrime.

I Bambini Di Asperger

Cinque anni fa Edith Sheffer, da genitore costretto a scontrarsi con la realtà di una diagnosi di autismo, per documentarsi lesse tutto il possibile, ma, da storica, scelse di non accontentarsi e volle ripercorrere le vicissitudini personali e professionali dello psichiatra infantile Hans Asperger nella Vienna a cavallo tra gli anni trenta e quaranta. La verità emersa dai suoi studi si rivelò profondamente inquietante, tanto da spingerla a farla conoscere al mondo. Asperger non appoggiò mai apertamente il nazismo: dopo la guerra affermò di aver rischiato in prima persona per salvare i disabili dallo sterminio e fu dipinto come una sorta di Oskar Schindler della psichiatria. Ma la ricostruzione di Sheffer racconta una storia ben diversa: Asperger fu infatti profondamente influenzato dalla medicina nazista e arrivò a disporre per molti bambini il trasferimento allo Spiegelgrund, l’ospedale psichiatrico infantile divenuto sotto il Terzo Reich un «centro dell’orrore». Mentre svela il terribile scenario dietro la vicenda di Asperger, Sheffer fa riflettere su come le diagnosi subiscano una decisiva influenza dalle forze sociali e politiche in campo, e quanto queste manipolazioni possano essere difficili da percepire e ancor di più da combattere.

Malevisione. Gli orrori catodici generano mostri

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*Malevisione* è un’indagine letteraria attraverso gli abissi della nostra televisione. Reality show che si trasformano in stragi, principi che cantano nel più seguito festival canoro del Bel Paese, telegiornali infarciti di sciocchezze e gossip, programmi culinari con imprevedibili ricette: questi racconti si spingono verso il paradossale, ma dimostrano che tutto è lecito pur di mantenere l’audience. 
E alla fine della fiera occorre porsi alcune domande. Nessuno dice niente? E se l’utente, attraverso un nemmeno troppo sofisticato sistema di lavaggio del cervello e assuefazione, venisse cannibalizzato? Se ciò che in televisione ci viene propinato per bellezza non fosse altro che orrore? Un viaggio grottesco nel piccolo schermo che vi farà divertire ma anche rabbrividire: certo qualcuno, se già non se ne era liberato prima, ora sceglierà di non accendere più la TV.

Il Mondo Dell’illuminismo

Che cosa è stato l’Illuminismo? Una rivoluzione culturale che ha lasciato sul campo un’eredità di valori che vive ancora oggi: un laboratorio della modernità che ha mutato la storia dell’Occidente e della prima globalizzazione; la creazione di un formidabile potere intellettuale, e di quella radicale critica epistemologica di tutti i saperi allora dominanti realizzata dall’opera-manifesto dei Lumi, l’ *Encyclopédie*. Il mondo dell’Illuminismo reinterpretò metodi e compiti della rivoluzione scientifica e li allargò alle scienze dell’uomo, interrogandosi però con spirito critico sulle loro potenzialità emancipatorie e discriminatorie, sulle perverse logiche di dominio e di esclusione corporativa che da esse potevano derivare. Ne nacque un nuovo empirismo scientifico organicamente legato a un umanesimo dei moderni che teneva al centro l’individuo e i suoi diritti, come pure le sue facoltà – memoria, ragione, immaginazione. L’Illuminismo fu un progetto universalistico di ricerca e promozione dell’«umanità dell’uomo» che, durante la sua stagione piú matura e feconda (il Tardo Illuminismo), sperimentò i propri valori e i propri ideali politici libertari, repubblicani e costituzionali nel dramma della lotta contro l’Antico Regime, contro la tratta degli schiavi, contro il moderno imperialismo coloniale e i tradimenti inattesi delle rivoluzioni atlantiche.

Giornale Di Viaggio in Calabria

Nel pieno della tempesta scatenata dalla rivoluzione francese, mentre tra Napoli e le province si orchestra un piano per sovvertire le istituzioni dello Stato, il governo assegna a uno dei suoi uomini migliori, Giuseppe M. Galanti, la missione di visitare la regione dove l’eco delle suggestioni rivoluzionarie sembra sia più clamorosa: la Calabria inizia così un viaggio che porta uno dei maggiori illuministi italiani di fronte alla desolazione di una terra devastata dalla natura, ma ancor più dai suoi abitanti e da un governo incapace di rispondere con riforme efficaci al disfacimento del tessuto politico e sociale. Galanti incontra molti di quelli che saranno i protagonisti della rivoluzione del 1799 e resta affascinato dalla modernità di quei «gran talenti» veri autori dell’opera che gli descrivono le piaghe di una terra martoriata e pronta a esplodere. Autentica opera collettiva, Il giornale di viaggio è una straordinaria testimonianza sulla percezione che della Calabria avevano i suoi abitanti più critici e consapevoli, di lì a poco coinvolti nell’incendio rivoluzionario. Un quadro a tinte forti, che mostra gli enormi progressi compiuti dalla Calabria in oltre due secoli, ma che svela anche molteplici e inquietanti tracce di un gravido passato ancora troppo attuale.

Il Fascismo Dalle Mani Sporche

Truffe, tangenti, arricchimenti inspiegabili, legami con la mafia: il fascismo tutto fu tranne che una ‘dittatura degli onesti’. Un regime, che pretendeva di forgiare un ‘uomo nuovo’ e di correggere i mali dello Stato liberale, vedeva in realtà estendersi il malaffare fino ai gangli centrali dello Stato. Un vero e proprio salto di qualità nel rapporto tra politica, corruzione e affarismo che spiega il successo e le rapide fortune personali di alcuni protagonisti di questi anni: dal caso del magnate dell’industria elettrica privata, Giuseppe Volpi, a quello del capo di Stato maggiore Ugo Cavallero. Ma ‘mani sporche’ sono anche quelle di alcuni degli esponenti più importanti del regime come Costanzo Ciano, Roberto Farinacci, Carlo Scorza o il giovane marchigiano rampante Raffaello Riccardi. Pratiche tanto comuni da diventare tragicomiche se guardiamo alle vicende dei ‘pesci piccoli’ a caccia di buone occasioni nelle colonie dell’Africa orientale dopo la conquista dell’Etiopia. Un iceberg,quello della corruzione, di cuiMussolini era pienamente consapevole tanto da dedicare costanti attenzioni al suo occultamento attraverso censura e propaganda.

Facebook, Internet E I Digital Media. Una Guida Per Genitori Ed Educatori

Una guida al mondo dei social network pensata per genitori ed educatori.Facebook è ormai una realtà nella vita di ciascuno di noi. Questa affermazione è particolarmente vera per le giovani generazioni, i nativi digitali. Ma come devono comportarsi i genitori di fronte a un mondo che a volte non comprendono appieno? Questo volume si propone come un aiuto concreto che risponde alle domande più frequenti delle mamme e dei papà: Mio figlio trascorre troppo tempo su Internet? Come gestire un profilo Facebook? Devo “chiedere l’amicizia” a mio figlio? Come funzionano gli altri social network? Con un linguaggio chiaro e concreto, Padrini conduce il lettore per mano nella selva oscura della rete fino a riveder le stelle.

Breve Storia Dei Sentimenti Umani

“La storia dei sentimenti umani ci può aiutare a capire che l’economia, la politica e le altre forme di organizzazione umana che paiono vivere di leggi, algoritmi e regole, in realtà sono figlie dei nostri sentimenti. Ve ne sono stati di meravigliosi nel corso della storia. Studiamoli, copiamoli e vivremo più felici.” Dalla scoperta del fuoco alla rivoluzione industriale, dalla democrazia ateniese all’intelligenza artificiale, lo spirito di ogni grande salto della storia dell’uomo si può racchiudere in un sentimento prevalente, in un’emozione collettiva che ha mosso i nostri antenati verso nuove invenzioni. Oscar Farinetti intreccia le storie del passato con l’Italia e il mondo di oggi per invitarci a guardare alle energie positive chiuse dentro di noi, un potenziale enorme di cui abbiamo un grande bisogno, e che aspetta di essere liberato. **
### Sinossi
“La storia dei sentimenti umani ci può aiutare a capire che l’economia, la politica e le altre forme di organizzazione umana che paiono vivere di leggi, algoritmi e regole, in realtà sono figlie dei nostri sentimenti. Ve ne sono stati di meravigliosi nel corso della storia. Studiamoli, copiamoli e vivremo più felici.” Dalla scoperta del fuoco alla rivoluzione industriale, dalla democrazia ateniese all’intelligenza artificiale, lo spirito di ogni grande salto della storia dell’uomo si può racchiudere in un sentimento prevalente, in un’emozione collettiva che ha mosso i nostri antenati verso nuove invenzioni. Oscar Farinetti intreccia le storie del passato con l’Italia e il mondo di oggi per invitarci a guardare alle energie positive chiuse dentro di noi, un potenziale enorme di cui abbiamo un grande bisogno, e che aspetta di essere liberato.

Dove Nasce La Nuova Fisica

Albert Einstein aveva simpaticamente denominato i ritrovi dei fisici del XX secolo “witches’ Sabbath” (incontri delle streghe). Questo libro racconta lo spirito che li animava, introducendo il lettore ai contenuti di base e alle discussioni che hanno una rilevanza fondamentale nella fisica e nella società di oggi. Nati nel 1911, i Congressi Solvay sono il luogo dove i dibattiti, le prese di posizione, gli intuiti, le scintille geniali dei partecipanti danno vita alla nascita e allo sviluppo della fisica moderna, in particolare di quella quantistica e nucleare. Facendoci accompagnare da Planck, da Lorentz, da Einstein, da Poincaré, da Schrödinger, questo libro ripercorre le svolte della storia della fisica partendo proprio da questi eccezionali ritrovi dei fisici più importanti a livello mondiale a Bruxelles; quei fisici che con le loro teste hanno cambiato la nostra visione del mondo e talvolta anche il nostro mondo reale.

WEB e manipolazione delle MASSE: Come Social e Motori di ricerca alterano la percezione cognitiva

Una delle più grandi promesse di internet relativamente alle possibilità di espressione e alla capacità di poter raggiungere potenzialmente grandi masse di persone, oggi lo si può dire, è stata tradita. Vedremo a breve i motivi che ci portano a questa affermazione, che per il momento appare definitiva, ma ancora prima occorre restringere il campo di azione. Per promessa tradita ci riferiamo a entrambi i soggetti che con la comunicazione hanno a che fare: chi emette e chi riceve. Il tradimento è duplice, perché intanto non è affatto vero che chiunque emetta, cioè pubblichi, un qualsiasi contenuto, che sia di informazione o di intrattenimento oppure un mero messaggio, sia in grado di accedere alle grandi platee tanto quanto lo sono altri, e poi perché, altro lato della medaglia, a chi è teoricamente pronto a ricevere i messaggi, questi semplicemente non arrivano. O meglio: non arrivano tutti i messaggi tra i quali sceglierne solo alcuni e fare la propria selezione. Per dirla con uno slogan: alcuni contenuti sono più contenuti di altri.
Per il semplice motivo che c’è qualcuno – e vedremo chi – che questi contenuti filtra. E che è in posizione dominante per farlo, cioè per arrogarsi il diritto di decidere quali siano i messaggi degni, o utili, di attenzione e diffusione e quali invece vadano ignorati, se non proprio rimossi, dal web. Per ognuno di noi.
Un ruolo, quest’ultimo, che una volta spettava invece agli editori, dai quali si doveva passare per pubblicare qualcosa, perché i macchinari e le strutture necessarie a pubblicare, su qualsiasi formato, erano molto costose, dunque esclusivo appannaggio di chi aveva ingenti disponibilità economiche per averli e utilizzarli.
Il tema è pertanto quello della disintermediazione, e in particolare della disintermediazione del web, che avrebbe consentito a chiunque, questa la promessa, di poter disporre di tecnologie simili per poter poter produrre da sé, e diffondere, qualunque cosa avesse deciso di pubblicare.
Grande rivoluzione, dunque: più nessun collo di bottiglia, più nessuna lobby da cui passare, più nessuno da dover convincere per accedere alle possibilità di diffondere le proprie capacità espressive. Rivoluzione tradita, ribadiamo, a maleficio dei due soggetti appena citati (emittente e ricevente), che ha delle notevoli implicazioni. E a beneficio, questo il punto, di nuovi soggetti che, praticamente in regime di monopolio, non hanno fatto altro che sostituirsi agli editori e ai grandi gruppi di una volta, prendendo per sé tutte le potenzialità del caso. E usandole per disinnescare, di fatto, le possibilità notevoli della rivoluzione tradita di cui abbiamo detto.
Se ne facciano una ragione primariamente gli esaltati del web, che questo aspetto continuano a ignorare o a giustificare, perché il punto non è tecnico, anche se da questo dipende, ma tutto sociologico. Persino antropologico.
Lo diciamo perché qualche tempo addietro avevamo abbozzato qualche brevissima riflessione, in un video pubblicato da Claudio Messora sul suo sito, e ci erano state sollevate obiezioni di carattere tecnico francamente molto ingenue (e le vedremo) con una arroganza fintamente ironica. Mentre il tema è di importanza fondamentale e non consente, almeno a nostro avviso, nessuna ironia. Sempre che ne si capisca la portata. Sempre, cioè, che si capisca che il punto, lo ribadiamo, non è affatto tecnico, ma ha delle implicazioni sociali di notevole spessore, ai fini del macro tema generale della informazione. E del suo controllo.
Google e Facebook, e gli altri motori di ricerca, sono in grado di manipolare le masse che li utilizzano? O meglio: i risultati che appaiono in pagina dopo aver digitato una richiesta sul motore di ricerca più utilizzato, e nel caso di Facebook gli articoli che compaiono quando vi accediamo, come sono scelti? Con quali criteri? E soprattutto: sono uguali per tutti oppure si differenziano da caso a caso?
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### Sinossi
Una delle più grandi promesse di internet relativamente alle possibilità di espressione e alla capacità di poter raggiungere potenzialmente grandi masse di persone, oggi lo si può dire, è stata tradita. Vedremo a breve i motivi che ci portano a questa affermazione, che per il momento appare definitiva, ma ancora prima occorre restringere il campo di azione. Per promessa tradita ci riferiamo a entrambi i soggetti che con la comunicazione hanno a che fare: chi emette e chi riceve. Il tradimento è duplice, perché intanto non è affatto vero che chiunque emetta, cioè pubblichi, un qualsiasi contenuto, che sia di informazione o di intrattenimento oppure un mero messaggio, sia in grado di accedere alle grandi platee tanto quanto lo sono altri, e poi perché, altro lato della medaglia, a chi è teoricamente pronto a ricevere i messaggi, questi semplicemente non arrivano. O meglio: non arrivano tutti i messaggi tra i quali sceglierne solo alcuni e fare la propria selezione. Per dirla con uno slogan: alcuni contenuti sono più contenuti di altri.
Per il semplice motivo che c’è qualcuno – e vedremo chi – che questi contenuti filtra. E che è in posizione dominante per farlo, cioè per arrogarsi il diritto di decidere quali siano i messaggi degni, o utili, di attenzione e diffusione e quali invece vadano ignorati, se non proprio rimossi, dal web. Per ognuno di noi.
Un ruolo, quest’ultimo, che una volta spettava invece agli editori, dai quali si doveva passare per pubblicare qualcosa, perché i macchinari e le strutture necessarie a pubblicare, su qualsiasi formato, erano molto costose, dunque esclusivo appannaggio di chi aveva ingenti disponibilità economiche per averli e utilizzarli.
Il tema è pertanto quello della disintermediazione, e in particolare della disintermediazione del web, che avrebbe consentito a chiunque, questa la promessa, di poter disporre di tecnologie simili per poter poter produrre da sé, e diffondere, qualunque cosa avesse deciso di pubblicare.
Grande rivoluzione, dunque: più nessun collo di bottiglia, più nessuna lobby da cui passare, più nessuno da dover convincere per accedere alle possibilità di diffondere le proprie capacità espressive. Rivoluzione tradita, ribadiamo, a maleficio dei due soggetti appena citati (emittente e ricevente), che ha delle notevoli implicazioni. E a beneficio, questo il punto, di nuovi soggetti che, praticamente in regime di monopolio, non hanno fatto altro che sostituirsi agli editori e ai grandi gruppi di una volta, prendendo per sé tutte le potenzialità del caso. E usandole per disinnescare, di fatto, le possibilità notevoli della rivoluzione tradita di cui abbiamo detto.
Se ne facciano una ragione primariamente gli esaltati del web, che questo aspetto continuano a ignorare o a giustificare, perché il punto non è tecnico, anche se da questo dipende, ma tutto sociologico. Persino antropologico.
Lo diciamo perché qualche tempo addietro avevamo abbozzato qualche brevissima riflessione, in un video pubblicato da Claudio Messora sul suo sito, e ci erano state sollevate obiezioni di carattere tecnico francamente molto ingenue (e le vedremo) con una arroganza fintamente ironica. Mentre il tema è di importanza fondamentale e non consente, almeno a nostro avviso, nessuna ironia. Sempre che ne si capisca la portata. Sempre, cioè, che si capisca che il punto, lo ribadiamo, non è affatto tecnico, ma ha delle implicazioni sociali di notevole spessore, ai fini del macro tema generale della informazione. E del suo controllo.
Google e Facebook, e gli altri motori di ricerca, sono in grado di manipolare le masse che li utilizzano? O meglio: i risultati che appaiono in pagina dopo aver digitato una richiesta sul motore di ricerca più utilizzato, e nel caso di Facebook gli articoli che compaiono quando vi accediamo, come sono scelti? Con quali criteri? E soprattutto: sono uguali per tutti oppure si differenziano da caso a caso?

Malevisione. Gli orrori catodici generano mostri

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*Malevisione* è un’indagine letteraria attraverso gli abissi della nostra televisione. Reality show che si trasformano in stragi, principi che cantano nel più seguito festival canoro del Bel Paese, telegiornali infarciti di sciocchezze e gossip, programmi culinari con imprevedibili ricette: questi racconti si spingono verso il paradossale, ma dimostrano che tutto è lecito pur di mantenere l’audience. 
E alla fine della fiera occorre porsi alcune domande. Nessuno dice niente? E se l’utente, attraverso un nemmeno troppo sofisticato sistema di lavaggio del cervello e assuefazione, venisse cannibalizzato? Se ciò che in televisione ci viene propinato per bellezza non fosse altro che orrore? Un viaggio grottesco nel piccolo schermo che vi farà divertire ma anche rabbrividire: certo qualcuno, se già non se ne era liberato prima, ora sceglierà di non accendere più la TV.

Diavolo Di Una Particella

Stefano si stava godendo un aperitivo sulla terrazza mentre il sole tramontava in un glorioso tripudio di colori. Il mondo pareva quieto e tranquillizzante. Non sospettava minimamente di essere costantemente colpito da radiazioni o che il suo corpo fosse attraversato da miliardi di neutrini ogni secondo e che i suoi piedi poggiassero sul vuoto cosmico invece di quel che appariva un solido pavimento di granito…. La scienza ci ha fatto scoprire che il mondo fisico è molto diverso da come ci appare: la storia della scoperta del bosone di Higgs è un esempio istruttivo di quanto possa essere affascinante il comportamento della natura e di quanto sia stato bravo l’uomo a sollevare i veli della quale spesso si circonda. Tutti osserviamo ammirati la gloria dell’universo, ma pochi sanno illustrare quello che vedono con una spiegazione del perché le cose si comportano in un certo modo. Questo libro tenta di farlo, accompagnandoci per mano in un mondo per certi versi pieno di incredibili sorprese, di realtà sorprendenti e di segreti ancora inesplorati.