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Ti mangio il cuore

Da tempo in Italia non esistono più soltanto la mafia siciliana, la camorra e la ’ndrangheta. C’è una quarta mafia, che oggi è la meno raccontata e conosciuta. Eppure, dopo la ’ndrangheta è la più potente. E anche la più feroce. Nelle terre che si estendono dal promontorio del Gargano a Cerignola, fino a Foggia e San Severo, la Società foggiana ha il proprio centro operativo, ma i suoi tentacoli sono ormai estesi in un enorme giro d’affari internazionale.
La sua violenza è arcaica e bestiale. I suoi membri firmano gli omicidi sparando al volto della vittima, perché deturpare le sue sembianze significa cancellarne la memoria. Della vittima, poi, leccano il sangue. Fanno sparire i cadaveri dandoli in pasto ai porci – per forza predatoria e per omertà. Si nasce, si cresce e si muore nel culto della vendetta. Sangue chiama sangue.
Dagli anni settanta a oggi gli omicidi irrisolti sono 280. Trentacinque solo nel biennio 2015-2016. Diciotto nel 2017. Negli ultimi dieci anni, dunque, il pedaggio di sangue è stato di due morti ammazzati al mese.
La Società foggiana è oscenamente ricca. Ha il monopolio dell’industria agroalimentare. I silos di grano più grandi d’Europa sono qui. Da molti anni gestisce per la camorra e la ’ndrangheta i traffici di droga, cocaina ed erba, e ora anche di rifiuti. E la politica è subalterna.
Un’inchiesta inedita che intreccia le dichiarazioni di investigatori, magistrati e semplici testimoni di questo inferno, per smascherare una catastrofe civile che è stata ignorata troppo a lungo.

Da tempo in Italia non esistono più soltanto la mafia siciliana, la camorra e la ’ndrangheta. C’è una quarta mafia, che oggi è la meno raccontata e conosciuta. Eppure, dopo la ’ndrangheta è la più potente. E anche la più feroce. Nelle terre che si estendono dal promontorio del Gargano a Cerignola, fino a Foggia e San Severo, la Società foggiana ha il proprio centro operativo, ma i suoi tentacoli sono ormai estesi in un enorme giro d’affari internazionale.
La sua violenza è arcaica e bestiale. I suoi membri firmano gli omicidi sparando al volto della vittima, perché deturpare le sue sembianze significa cancellarne la memoria. Della vittima, poi, leccano il sangue. Fanno sparire i cadaveri dandoli in pasto ai porci – per forza predatoria e per omertà. Si nasce, si cresce e si muore nel culto della vendetta. Sangue chiama sangue.
Dagli anni settanta a oggi gli omicidi irrisolti sono 280. Trentacinque solo nel biennio 2015-2016. Diciotto nel 2017. Negli ultimi dieci anni, dunque, il pedaggio di sangue è stato di due morti ammazzati al mese.
La Società foggiana è oscenamente ricca. Ha il monopolio dell’industria agroalimentare. I silos di grano più grandi d’Europa sono qui. Da molti anni gestisce per la camorra e la ’ndrangheta i traffici di droga, cocaina ed erba, e ora anche di rifiuti. E la politica è subalterna.
Un’inchiesta inedita che intreccia le dichiarazioni di investigatori, magistrati e semplici testimoni di questo inferno, per smascherare una catastrofe civile che è stata ignorata troppo a lungo.

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Straniero Che Viene

Prefazione all’edizione italiana di Adriano Favole La condizione di straniero è destinata a diffondersi. Ma la mobilità che ci piace celebrare si scontra con le frontiere che gli Stati nazione erigono contro i “migranti”, trattati più come nemici che come ospiti. Spinti a compensare l’ostilità dei loro governi, molti cittadini si sono trovati costretti a fare qualcosa: accogliere, sfamare o trasportare viaggiatori in difficoltà. Hanno così ridestato un’antica tradizione antropologica che sembrava sopita: l’ospitalità. Questo modo di entrare in politica aprendo la porta di casa rivela però i suoi limiti. Ogni sistemazione è una goccia d’acqua nell’oceano del peregrinare globale e la benevolenza alla base di questi gesti non può fungere da salvacondotto permanente. Michel Agier ci invita a ripensare l’ospitalità attraverso la lente dell’antropologia, della filosofia e della storia. Se da un lato ne sottolinea le ambiguità, dall’altro ne rivela la capacità di scompaginare l’immaginario nazionale, perché lo straniero che arriva ci obbliga a vedere in modo diverso il posto che occupa ciascuno di noi nel mondo.

Prefazione all’edizione italiana di Adriano Favole La condizione di straniero è destinata a diffondersi. Ma la mobilità che ci piace celebrare si scontra con le frontiere che gli Stati nazione erigono contro i “migranti”, trattati più come nemici che come ospiti. Spinti a compensare l’ostilità dei loro governi, molti cittadini si sono trovati costretti a fare qualcosa: accogliere, sfamare o trasportare viaggiatori in difficoltà. Hanno così ridestato un’antica tradizione antropologica che sembrava sopita: l’ospitalità. Questo modo di entrare in politica aprendo la porta di casa rivela però i suoi limiti. Ogni sistemazione è una goccia d’acqua nell’oceano del peregrinare globale e la benevolenza alla base di questi gesti non può fungere da salvacondotto permanente. Michel Agier ci invita a ripensare l’ospitalità attraverso la lente dell’antropologia, della filosofia e della storia. Se da un lato ne sottolinea le ambiguità, dall’altro ne rivela la capacità di scompaginare l’immaginario nazionale, perché lo straniero che arriva ci obbliga a vedere in modo diverso il posto che occupa ciascuno di noi nel mondo.

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Quando Mussolini non era il duce

**«La storia, opera dell’uomo, talvolta compie salti catastrofici improvvisi e imprevedibili.»**
A marzo del **1912** , il **ventinovenne** **Benito Mussolini** è solo un **marxista di provincia**. Appena quattro mesi dopo irrompe sulla scena nazionale, a capo della corrente rivoluzionaria che conquista la guida del partito socialista. Nei mesi successivi, come direttore dell’«Avanti! *»* , è idolatrato dalle masse. Ma nell’autunno del **1914 sostiene l’intervento nella Grande Guerra** : allora, in pochi giorni, perde ogni sostegno e viene bollato col marchio del traditore. Quando fonda i **Fasci di combattimento** , nel marzo del **1919** , raduna poche centinaia di affiliati: quel fascismo è un **movimento rumoroso ma marginale**. Nelle elezioni politiche di novembre, infatti, Mussolini prende meno di cinquemila voti, e ha la tentazione di abbandonare la politica. Emilio Gentile racconta la storia di un Mussolini per molti aspetti sconosciuto: non rivoluzionario, non anticapitalista, e neppure « **duce** »: un politico isolato, che si autodefinisce «avventuriero di tutte le strade». E che tre anni dopo, con spregiudicatezza, è pronto a rinnegarsi pur di conquistare il potere.

**«La storia, opera dell’uomo, talvolta compie salti catastrofici improvvisi e imprevedibili.»**
A marzo del **1912** , il **ventinovenne** **Benito Mussolini** è solo un **marxista di provincia**. Appena quattro mesi dopo irrompe sulla scena nazionale, a capo della corrente rivoluzionaria che conquista la guida del partito socialista. Nei mesi successivi, come direttore dell’«Avanti! *»* , è idolatrato dalle masse. Ma nell’autunno del **1914 sostiene l’intervento nella Grande Guerra** : allora, in pochi giorni, perde ogni sostegno e viene bollato col marchio del traditore. Quando fonda i **Fasci di combattimento** , nel marzo del **1919** , raduna poche centinaia di affiliati: quel fascismo è un **movimento rumoroso ma marginale**. Nelle elezioni politiche di novembre, infatti, Mussolini prende meno di cinquemila voti, e ha la tentazione di abbandonare la politica. Emilio Gentile racconta la storia di un Mussolini per molti aspetti sconosciuto: non rivoluzionario, non anticapitalista, e neppure « **duce** »: un politico isolato, che si autodefinisce «avventuriero di tutte le strade». E che tre anni dopo, con spregiudicatezza, è pronto a rinnegarsi pur di conquistare il potere.

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Nazisti in Fuga

**Che fine hanno fatto i criminali del Terzo Reich?**
**Primavera 1945.** Il Terzo Reich è allo sbando. In che modo si può sfuggire alla forca o al plotone di esecuzione? Che avvenga tramite cianuro o revolver, il suicidio sembra la via d’uscita migliore: soluzione scelta, tra gli altri, da Himmler e Göring, da Hitler e Goebbels. Chi non riesce a togliersi la vita scompare, come Heinrich Müller, il capo della Gestapo. Alcuni, come Wernher von Braun o Reinhard Gehlen, si mettono a disposizione degli Alleati. Altri, come Alois Brunner, Adolf Eichmann, Klaus Barbie e Josef Mengele, riescono a fuggire in Egitto, Siria o Sud America. Il numero di coloro che hanno pagato per i crimini con la vita, dopo la caduta di Hitler, è irrisorio: solo ottantuno impiccagioni di alti funzionari. Studiando gli archivi della Stasi e quelli della Germania federale, Jean-Paul Picaper è riuscito a seguire le tracce dei criminali di guerra e a ricostruire la loro disfatta, scomparsa e morte. Questo libro è il risultato di una lunga inchiesta, supportata da testimonianze e rivelazioni, che getta anche ombre sinistre sulle istituzioni che hanno offerto protezione ai criminali nazisti.
**Suicidi, in fuga all’estero, condannati alla pena capitale: il destino dei più feroci criminali nazisti in un saggio documentato e scioccante**
**All’interno del volume:**
Una disamina dettagliata del crollo del terzo reich
Un’indagine sulla scomparsa di molti ufficiali nazisti la ricostruzione dei molti suicidi che li hanno coinvolti
La storia dei sequestri di ex ufficiali nazisti da parte del Mossad
La storia della collaborazione degli ex ufficiali con gli Alleati

**Che fine hanno fatto i criminali del Terzo Reich?**
**Primavera 1945.** Il Terzo Reich è allo sbando. In che modo si può sfuggire alla forca o al plotone di esecuzione? Che avvenga tramite cianuro o revolver, il suicidio sembra la via d’uscita migliore: soluzione scelta, tra gli altri, da Himmler e Göring, da Hitler e Goebbels. Chi non riesce a togliersi la vita scompare, come Heinrich Müller, il capo della Gestapo. Alcuni, come Wernher von Braun o Reinhard Gehlen, si mettono a disposizione degli Alleati. Altri, come Alois Brunner, Adolf Eichmann, Klaus Barbie e Josef Mengele, riescono a fuggire in Egitto, Siria o Sud America. Il numero di coloro che hanno pagato per i crimini con la vita, dopo la caduta di Hitler, è irrisorio: solo ottantuno impiccagioni di alti funzionari. Studiando gli archivi della Stasi e quelli della Germania federale, Jean-Paul Picaper è riuscito a seguire le tracce dei criminali di guerra e a ricostruire la loro disfatta, scomparsa e morte. Questo libro è il risultato di una lunga inchiesta, supportata da testimonianze e rivelazioni, che getta anche ombre sinistre sulle istituzioni che hanno offerto protezione ai criminali nazisti.
**Suicidi, in fuga all’estero, condannati alla pena capitale: il destino dei più feroci criminali nazisti in un saggio documentato e scioccante**
**All’interno del volume:**
Una disamina dettagliata del crollo del terzo reich
Un’indagine sulla scomparsa di molti ufficiali nazisti la ricostruzione dei molti suicidi che li hanno coinvolti
La storia dei sequestri di ex ufficiali nazisti da parte del Mossad
La storia della collaborazione degli ex ufficiali con gli Alleati

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La Bibbia Scomparsa

Il 14 ottobre 1950, senza clamore né misure di sicurezza, per via aerea, come un normale pacco postale, arriva da Londra a Los Angeles una scatola di legno contenente uno dei libri più preziosi al mondo. Nome in codice *commode* , «comò». Si tratta di una delle migliori copie della Bibbia stampata da Johann Gutenberg alla metà del Quattrocento e sopravvissute fino a noi, la cosiddetta Numero 45.
La destinataria è Estelle Betzold Doheny. Vedova di uno degli uomini più ricchi d’America, è la prima donna collezionista ad aggiungere il libro alla sua biblioteca nonché il suo ultimo proprietario privato.
Ma dalla sua creazione sono in tanti coloro che hanno cercato, acquistato, venerato la Numero 45, non solo collezionisti ma anche venditori, consulenti e studiosi. Rimasta nascosta per secoli nelle biblioteche di aristocratici e monasteri, la copia ha visto succedersi diversi proprietari in un’odissea che dall’Europa e dal primo dei suoi possessori conosciuti, il III conte di Gosford, arriva agli Stati Uniti d’America, passando per il Giappone. Un racconto che attraversa cinque secoli e che Margaret Leslie Davis ricostruisce in queste pagine.
Esplorando i libri come oggetti di ossessione, *La Bibbia scomparsa* è la storia di uno straordinario manufatto culturale e religioso, ma anche una storia del mondo e un originale sguardo dentro i segreti tecnici ed estetici dell’officina di Gutenberg e di un sistema di produzione che è all’origine della civiltà moderna.
Una lettura obbligata per gli appassionati di storia, i collezionisti, i bibliofili e chiunque abbia mai desiderato possedere un libro straordinario.

Il 14 ottobre 1950, senza clamore né misure di sicurezza, per via aerea, come un normale pacco postale, arriva da Londra a Los Angeles una scatola di legno contenente uno dei libri più preziosi al mondo. Nome in codice *commode* , «comò». Si tratta di una delle migliori copie della Bibbia stampata da Johann Gutenberg alla metà del Quattrocento e sopravvissute fino a noi, la cosiddetta Numero 45.
La destinataria è Estelle Betzold Doheny. Vedova di uno degli uomini più ricchi d’America, è la prima donna collezionista ad aggiungere il libro alla sua biblioteca nonché il suo ultimo proprietario privato.
Ma dalla sua creazione sono in tanti coloro che hanno cercato, acquistato, venerato la Numero 45, non solo collezionisti ma anche venditori, consulenti e studiosi. Rimasta nascosta per secoli nelle biblioteche di aristocratici e monasteri, la copia ha visto succedersi diversi proprietari in un’odissea che dall’Europa e dal primo dei suoi possessori conosciuti, il III conte di Gosford, arriva agli Stati Uniti d’America, passando per il Giappone. Un racconto che attraversa cinque secoli e che Margaret Leslie Davis ricostruisce in queste pagine.
Esplorando i libri come oggetti di ossessione, *La Bibbia scomparsa* è la storia di uno straordinario manufatto culturale e religioso, ma anche una storia del mondo e un originale sguardo dentro i segreti tecnici ed estetici dell’officina di Gutenberg e di un sistema di produzione che è all’origine della civiltà moderna.
Una lettura obbligata per gli appassionati di storia, i collezionisti, i bibliofili e chiunque abbia mai desiderato possedere un libro straordinario.

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Buonisti Un Cazzo

“Me ne batto alla grandissima se dico o scrivo cose buone per lo zerovirgola elettorale. Perché non sono un politico, e per questo ho la presunzione infantile del contagio del buono. O almeno del migliore. Che due o tre cose di civiltà le dirà e proverà a farle sempre, e comunque. Perché ritiene di avere molti fratelli in sonno, sparsi per questo sfortunato Paese che non ha bisogno di eroi e nel caso se li sceglie di merda. O ci sputa sopra. Perché sono quella roba lì. Buonista un cazzo.” A sentire le urla sovraniste, il pezzo di Paese che ne rifiuta il fascino è un esercito di ricchi, comunisti col Rolex, privilegiati. I famigerati buonisti. Che però, coi loro difetti, saranno sempre meglio dei cattivisti. Non è vero che c’è da vergognarsi per aver studiato. Pagare le tasse non è da sfigati. L’Europa non è una prigione. Non dobbiamo aiutarli a casa loro: dobbiamo accogliere chi abbiamo contribuito ad affamare. Imitare i populisti non farà vincere le elezioni a nessuno. E non siamo Gretini, siete cretini voi. Luca Bottura ha scritto una biografia collettiva di quel pezzo di Paese, un racconto autoironico, demoralizzato ma non vinto, pronto a ridere dei propri nemici e dei propri amici. Sperando che restino tali.

“Me ne batto alla grandissima se dico o scrivo cose buone per lo zerovirgola elettorale. Perché non sono un politico, e per questo ho la presunzione infantile del contagio del buono. O almeno del migliore. Che due o tre cose di civiltà le dirà e proverà a farle sempre, e comunque. Perché ritiene di avere molti fratelli in sonno, sparsi per questo sfortunato Paese che non ha bisogno di eroi e nel caso se li sceglie di merda. O ci sputa sopra. Perché sono quella roba lì. Buonista un cazzo.” A sentire le urla sovraniste, il pezzo di Paese che ne rifiuta il fascino è un esercito di ricchi, comunisti col Rolex, privilegiati. I famigerati buonisti. Che però, coi loro difetti, saranno sempre meglio dei cattivisti. Non è vero che c’è da vergognarsi per aver studiato. Pagare le tasse non è da sfigati. L’Europa non è una prigione. Non dobbiamo aiutarli a casa loro: dobbiamo accogliere chi abbiamo contribuito ad affamare. Imitare i populisti non farà vincere le elezioni a nessuno. E non siamo Gretini, siete cretini voi. Luca Bottura ha scritto una biografia collettiva di quel pezzo di Paese, un racconto autoironico, demoralizzato ma non vinto, pronto a ridere dei propri nemici e dei propri amici. Sperando che restino tali.

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Vite Parallele. Alessandro E Cesare

**Cura e traduzione di Mario Scaffidi Abbate
Edizione integrale**
Le *Vite parallele* sono come una grande galleria di quadri, che illustrano quasi tutta la storia di Roma e della Grecia attraverso i ritratti dei loro più celebri protagonisti. Ma sono anche l’immagine dell’eterna lotta fra il bene e il male, in un alternarsi di luci e di ombre, di vizi e di virtù, di vittorie e di sconfitte. A questa legge non sfuggirono Alessandro e Cesare, due condottieri che dominarono il mondo ma non le proprie passioni, ondeggiando fra sentimenti contrapposti, fra generosità e crudeltà, fra rispetto della tradizione e innovazione, e aspirando ad un potere assoluto, il primo per realizzare una monarchia universale capace di unire popoli diversi in un grande organismo multirazziale, il secondo per poter operare il riscatto politico, militare, intellettuale e morale della sua patria.
*«Come i pittori nell’eseguire un ritratto si curano principalmente del volto e dell’espressione degli occhi, da cui traspare la personalità, e pochissimo delle altre parti del corpo, così io preferisco interessarmi di più dei segni interiori e attraverso questi rappresentare la vita dei personaggi, lasciando ad altri il racconto delle grandi contese.»*
**Plutarco**
nacque intorno al 46 d.C. a Cheronea, in Beozia, da famiglia ricca e di buona cultura. Recatosi ad Atene nel 60, fu discepolo di Ammonio, filosofo di origine egiziana, che lo introdusse alla filosofia di Platone, il cui influsso sarà sempre presente nella sua opera. Compì numerosi viaggi in Asia, in Egitto, ma soprattutto a Roma; morì nella sua città natale intorno al 120 d.C. Le opere pervenuteci, ordinate in un corpus in età bizantina, comprendono le *Questioni conviviali* , i *Moralia* , dialoghi e trattati, e le *Vite parallele* , la sua opera maggiore e più conosciuta. Di Plutarco la Newton Compton ha pubblicato anche le *Vite parallele* di *Alessandro e Cesare*.

**Cura e traduzione di Mario Scaffidi Abbate
Edizione integrale**
Le *Vite parallele* sono come una grande galleria di quadri, che illustrano quasi tutta la storia di Roma e della Grecia attraverso i ritratti dei loro più celebri protagonisti. Ma sono anche l’immagine dell’eterna lotta fra il bene e il male, in un alternarsi di luci e di ombre, di vizi e di virtù, di vittorie e di sconfitte. A questa legge non sfuggirono Alessandro e Cesare, due condottieri che dominarono il mondo ma non le proprie passioni, ondeggiando fra sentimenti contrapposti, fra generosità e crudeltà, fra rispetto della tradizione e innovazione, e aspirando ad un potere assoluto, il primo per realizzare una monarchia universale capace di unire popoli diversi in un grande organismo multirazziale, il secondo per poter operare il riscatto politico, militare, intellettuale e morale della sua patria.
*«Come i pittori nell’eseguire un ritratto si curano principalmente del volto e dell’espressione degli occhi, da cui traspare la personalità, e pochissimo delle altre parti del corpo, così io preferisco interessarmi di più dei segni interiori e attraverso questi rappresentare la vita dei personaggi, lasciando ad altri il racconto delle grandi contese.»*
**Plutarco**
nacque intorno al 46 d.C. a Cheronea, in Beozia, da famiglia ricca e di buona cultura. Recatosi ad Atene nel 60, fu discepolo di Ammonio, filosofo di origine egiziana, che lo introdusse alla filosofia di Platone, il cui influsso sarà sempre presente nella sua opera. Compì numerosi viaggi in Asia, in Egitto, ma soprattutto a Roma; morì nella sua città natale intorno al 120 d.C. Le opere pervenuteci, ordinate in un corpus in età bizantina, comprendono le *Questioni conviviali* , i *Moralia* , dialoghi e trattati, e le *Vite parallele* , la sua opera maggiore e più conosciuta. Di Plutarco la Newton Compton ha pubblicato anche le *Vite parallele* di *Alessandro e Cesare*.

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Sparta

Sulla base delle testimonianze letterarie e archeologiche disponibili, il volume ricostruisce sinteticamente la vicenda storica, sociale e culturale dell’antica Sparta dal X secolo al 146 a.C. Viene tracciato lo sviluppo della città dalla sua fondazione ad opera dei dori attorno al 900 a.C, attraverso la creazione del sistema politico e militare attribuito al grande legislatore Licurgo, fino all’ascesa di Sparta come potenza egemone in Grecia (VIII-V sec. a.C). È poi affrontata tematicamente l’organizzazione della vita sociale di Sparta (l’educazione, la religione, il diritto). Infine vengono trattati gli anni della lega peloponnesiaca e della guerra contro Atene (431-404 a.C.) e la successiva decadenza della città come potenza indipendente. Il volume si chiude con un capitolo dedicato al mito di Sparta nella cultura europea. Ernst Baltrusch insegna Storia antica alla Freie Universität di Berlino. Tra le sue opere: «Symmachie und Spondai. Untersuchungen zum griechischen Völkerrecht der archaischen und klassischen Zeit (8.-5. Jahrhundert v. Chr.)» (1994), e «Regimen morum. Die Reglementierung des Privatlebens der Senatoren und Ritter in der römischen Republik und frühen Kaiserzeit» (1996).

Sulla base delle testimonianze letterarie e archeologiche disponibili, il volume ricostruisce sinteticamente la vicenda storica, sociale e culturale dell’antica Sparta dal X secolo al 146 a.C. Viene tracciato lo sviluppo della città dalla sua fondazione ad opera dei dori attorno al 900 a.C, attraverso la creazione del sistema politico e militare attribuito al grande legislatore Licurgo, fino all’ascesa di Sparta come potenza egemone in Grecia (VIII-V sec. a.C). È poi affrontata tematicamente l’organizzazione della vita sociale di Sparta (l’educazione, la religione, il diritto). Infine vengono trattati gli anni della lega peloponnesiaca e della guerra contro Atene (431-404 a.C.) e la successiva decadenza della città come potenza indipendente. Il volume si chiude con un capitolo dedicato al mito di Sparta nella cultura europea. Ernst Baltrusch insegna Storia antica alla Freie Universität di Berlino. Tra le sue opere: «Symmachie und Spondai. Untersuchungen zum griechischen Völkerrecht der archaischen und klassischen Zeit (8.-5. Jahrhundert v. Chr.)» (1994), e «Regimen morum. Die Reglementierung des Privatlebens der Senatoren und Ritter in der römischen Republik und frühen Kaiserzeit» (1996).

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Realismo Capitalista

Un celebre adagio (di volta in volta attribuito a Slavoj Žižek o a Fredric Jameson) recita che è più facile immaginare la fine del mondo che la fine del capitalismo. Lo slogan There Is No Alternative tanto caro a Margaret Thatcher è stato infine adottato anche dalla sinistra liberale, e nemmeno la crisi del 2008 è riuscita a scalfire la generalizzata convinzione che, fuori dal capitalismo, sia impossibile ipotizzare strade altre. Ma qual è l’effetto di questo «realismo capitalista» sul nostro immaginario? E qual è il suo ruolo nel diffuso sentimento di rassegnazione e infelicità che permea le nostre vite?In questo breve ma fondamentale testo che ha avuto un impatto enorme sugli ambienti culturali in primo luogo anglofoni, il critico e teorico Mark Fisher ragiona su come il realismo capitalista abbia occupato ogni area della nostra esperienza quotidiana, e si interroga su come sia possibile combatterlo. E lo fa attraverso esempi presi non solo dalla politica, ma anche dai film e dalla narrativa di fantascienza, dalla musica pop e dalla televisione.Con Realismo capitalista, Fisher ha firmato una delle più penetranti, illuminanti e dolorose analisi del mondo in cui viviamo. Ma Realismo capitalista è anche un testo che apre all’idea di possibilità, e che ribadisce che un’alternativa c’è. Leggerlo, per dirla con lo scrittore e poeta Alex Niven, è come «tornare a respirare dopo tanto, troppo tempo trascorso sott’acqua».Mark Fisher (1968-2017) è stato scrittore, critico musicale, filosofo e attivista. Ha scritto tra gli altri per il Guardian, il New Statesman e per il mensile The Wire, oltre ad aver tenuto per anni K-Punk, uno dei più seguiti blog di cultural theory in lingua inglese.

Un celebre adagio (di volta in volta attribuito a Slavoj Žižek o a Fredric Jameson) recita che è più facile immaginare la fine del mondo che la fine del capitalismo. Lo slogan There Is No Alternative tanto caro a Margaret Thatcher è stato infine adottato anche dalla sinistra liberale, e nemmeno la crisi del 2008 è riuscita a scalfire la generalizzata convinzione che, fuori dal capitalismo, sia impossibile ipotizzare strade altre. Ma qual è l’effetto di questo «realismo capitalista» sul nostro immaginario? E qual è il suo ruolo nel diffuso sentimento di rassegnazione e infelicità che permea le nostre vite?In questo breve ma fondamentale testo che ha avuto un impatto enorme sugli ambienti culturali in primo luogo anglofoni, il critico e teorico Mark Fisher ragiona su come il realismo capitalista abbia occupato ogni area della nostra esperienza quotidiana, e si interroga su come sia possibile combatterlo. E lo fa attraverso esempi presi non solo dalla politica, ma anche dai film e dalla narrativa di fantascienza, dalla musica pop e dalla televisione.Con Realismo capitalista, Fisher ha firmato una delle più penetranti, illuminanti e dolorose analisi del mondo in cui viviamo. Ma Realismo capitalista è anche un testo che apre all’idea di possibilità, e che ribadisce che un’alternativa c’è. Leggerlo, per dirla con lo scrittore e poeta Alex Niven, è come «tornare a respirare dopo tanto, troppo tempo trascorso sott’acqua».Mark Fisher (1968-2017) è stato scrittore, critico musicale, filosofo e attivista. Ha scritto tra gli altri per il Guardian, il New Statesman e per il mensile The Wire, oltre ad aver tenuto per anni K-Punk, uno dei più seguiti blog di cultural theory in lingua inglese.

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Nudge. La Spinta Gentile

“Questo libro migliorerà le nostre decisioni” Daniel Kahneman, premio Nobel per l’Economia Ogni giorno prendiamo decisioni sui temi più disparati: come investire i nostri soldi, cosa mangiare per cena, con che mezzo di trasporto raggiungere il centro della città. Purtroppo facciamo spesso scelte sbagliate. Mangiamo troppo, usiamo la macchina quando potremmo andare a piedi o scegliamo il mutuo meno conveniente. Siamo esseri umani, non calcolatori perfettamente razionali, e siamo condizionati da troppe informazioni contrastanti, dall’inerzia e dalla limitata forza di volontà. È per questo che abbiamo bisogno di un “pungolo”, di una spinta gentile che ci indirizzi verso la scelta giusta: di un nudge, come l’hanno battezzato l’economista Richard Thaler e il giurista Cass Sunstein in questo libro che negli Stati Uniti è stato un vero e proprio bestseller. L’idea di Thaler e Sunstein è semplice ma geniale: per introdurre pratiche di buona cittadinanza, occorre imparare a usare a fin di bene l’irrazionalità umana. I campi d’applicazione sono potenzialmente illimitati: dal sistema pensionistico allo smaltimento dei rifiuti, con conseguenze non da poco anche per la politica, soprattutto in tempi di scarsità. Perché una buona architettura della scelta può consentire ai governi di tutelare la libertà dei cittadini, incoraggiandoli però a prendere decisioni più sagge.

“Questo libro migliorerà le nostre decisioni” Daniel Kahneman, premio Nobel per l’Economia Ogni giorno prendiamo decisioni sui temi più disparati: come investire i nostri soldi, cosa mangiare per cena, con che mezzo di trasporto raggiungere il centro della città. Purtroppo facciamo spesso scelte sbagliate. Mangiamo troppo, usiamo la macchina quando potremmo andare a piedi o scegliamo il mutuo meno conveniente. Siamo esseri umani, non calcolatori perfettamente razionali, e siamo condizionati da troppe informazioni contrastanti, dall’inerzia e dalla limitata forza di volontà. È per questo che abbiamo bisogno di un “pungolo”, di una spinta gentile che ci indirizzi verso la scelta giusta: di un nudge, come l’hanno battezzato l’economista Richard Thaler e il giurista Cass Sunstein in questo libro che negli Stati Uniti è stato un vero e proprio bestseller. L’idea di Thaler e Sunstein è semplice ma geniale: per introdurre pratiche di buona cittadinanza, occorre imparare a usare a fin di bene l’irrazionalità umana. I campi d’applicazione sono potenzialmente illimitati: dal sistema pensionistico allo smaltimento dei rifiuti, con conseguenze non da poco anche per la politica, soprattutto in tempi di scarsità. Perché una buona architettura della scelta può consentire ai governi di tutelare la libertà dei cittadini, incoraggiandoli però a prendere decisioni più sagge.

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Mare E Sardegna

Lawrence è uno dei nomi più importanti della letteratura europea fra ‘800 e ‘900. Pubblicato nel 1921, Mare e Sardegna è uno dei libri più affascinanti che siano mai stati scritti sulla realtà paesaggistica e antropologica dell’Isola: una terra dai colori accesi, ricca di contrasti fra la solarità africana della costa e le aspre montagne dell’interno, popolate da gente rude ma diretta, in particolare le donne, sfrontate ma non prive di grazia, e dotate di una conturbante sensualità.

Lawrence è uno dei nomi più importanti della letteratura europea fra ‘800 e ‘900. Pubblicato nel 1921, Mare e Sardegna è uno dei libri più affascinanti che siano mai stati scritti sulla realtà paesaggistica e antropologica dell’Isola: una terra dai colori accesi, ricca di contrasti fra la solarità africana della costa e le aspre montagne dell’interno, popolate da gente rude ma diretta, in particolare le donne, sfrontate ma non prive di grazia, e dotate di una conturbante sensualità.

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Svezia

“Lande ghiacciate, intimi cottage, foreste vergini, isole rocciose, allevatori di renne e tradizioni vichinghe: la Svezia offre tutto questo, oltre a uno stile impeccabile e a un’ottima cucina”. Dritti al cuore del paese: Esperienze straordinarie: foto suggestive; i consigli degli autori e la vera essenza dei luoghi. Personalizza il tuo viaggio: gli strumenti e gli itinerari per pianificare il viaggio che preferisci. Scelte d’autore: i luoghi più famosi e quelli meno noti per rendere unico il tuo viaggio. In questa guida: cucina svedese; attività all’aperto; i sami; design e architettura.

“Lande ghiacciate, intimi cottage, foreste vergini, isole rocciose, allevatori di renne e tradizioni vichinghe: la Svezia offre tutto questo, oltre a uno stile impeccabile e a un’ottima cucina”. Dritti al cuore del paese: Esperienze straordinarie: foto suggestive; i consigli degli autori e la vera essenza dei luoghi. Personalizza il tuo viaggio: gli strumenti e gli itinerari per pianificare il viaggio che preferisci. Scelte d’autore: i luoghi più famosi e quelli meno noti per rendere unico il tuo viaggio. In questa guida: cucina svedese; attività all’aperto; i sami; design e architettura.

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Miti Maya E Inca

Non solo sacrifici umani: la visione religiosa dei Maya era incentrata sul Sole come base del mistero della vita e insieme simbolo dell’illuminazione della coscienza. L’altrettanto affascinante mitologia del popolo Inca, che pure adorava il Sole, aveva una concezione della Terra come grande organismo vivente, al quale partecipano tutti i fenomeni naturali. I miti di questi popoli precolombiani restituiscono grandezza e modernità a due civiltà troppo a lungo ignorate.

Non solo sacrifici umani: la visione religiosa dei Maya era incentrata sul Sole come base del mistero della vita e insieme simbolo dell’illuminazione della coscienza. L’altrettanto affascinante mitologia del popolo Inca, che pure adorava il Sole, aveva una concezione della Terra come grande organismo vivente, al quale partecipano tutti i fenomeni naturali. I miti di questi popoli precolombiani restituiscono grandezza e modernità a due civiltà troppo a lungo ignorate.

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Manuale D’Imbrocco

Cacciare sottane è una delle più belle attività che esistano al mondo. Studieremo la storia di questa importante arte, esaminando anche come sfruttare ogni occasione favorevole, valutando a fondo l’oggetto dei nostri desideri fino al “come si fa la prima volta”.Chi preferisce fare da solo, tuttavia, è libero di non leggerlo. **
### Sinossi
Cacciare sottane è una delle più belle attività che esistano al mondo. Studieremo la storia di questa importante arte, esaminando anche come sfruttare ogni occasione favorevole, valutando a fondo l’oggetto dei nostri desideri fino al “come si fa la prima volta”.Chi preferisce fare da solo, tuttavia, è libero di non leggerlo.

Cacciare sottane è una delle più belle attività che esistano al mondo. Studieremo la storia di questa importante arte, esaminando anche come sfruttare ogni occasione favorevole, valutando a fondo l’oggetto dei nostri desideri fino al “come si fa la prima volta”.Chi preferisce fare da solo, tuttavia, è libero di non leggerlo. **
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Cacciare sottane è una delle più belle attività che esistano al mondo. Studieremo la storia di questa importante arte, esaminando anche come sfruttare ogni occasione favorevole, valutando a fondo l’oggetto dei nostri desideri fino al “come si fa la prima volta”.Chi preferisce fare da solo, tuttavia, è libero di non leggerlo.

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Ma cos’hai nella testa?

• Quante volte ti sei scoraggiato di fronte alle insidie che vengono tese ai ragazzi, chiedendoti come contrastarle?
• Quante volte hai temuto che nella loro testa non ci fossero le necessarie risorse per crescere liberi?
• Quante volte, di fronte alle domande incalzanti degli adolescenti sul sesso, sulla rete e sulla libertà, non sei riuscito a trovare risposte adeguate?
L’autore, apprezzato in tutta Italia come psicologo e grande comunicatore, ha scritto queste pagine per aiutarti a comprendere il mondo dell’adolescenza, indicando una serie di valori e di suggerimenti da fornire ai ragazzi per aiutarli a crescere liberi.

• Quante volte ti sei scoraggiato di fronte alle insidie che vengono tese ai ragazzi, chiedendoti come contrastarle?
• Quante volte hai temuto che nella loro testa non ci fossero le necessarie risorse per crescere liberi?
• Quante volte, di fronte alle domande incalzanti degli adolescenti sul sesso, sulla rete e sulla libertà, non sei riuscito a trovare risposte adeguate?
L’autore, apprezzato in tutta Italia come psicologo e grande comunicatore, ha scritto queste pagine per aiutarti a comprendere il mondo dell’adolescenza, indicando una serie di valori e di suggerimenti da fornire ai ragazzi per aiutarli a crescere liberi.

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L’umanità in Pericolo

Per anni, le élite politiche e finanziarie hanno nascosto la verità. Senza una drastica riduzione delle emissioni di CO2, entro il 2100 fino al 75% degli abitanti del pianeta potrebbe essere annientata da ondate di calore. Cambiare non è solo auspicabile, spiega Fred Vargas, ma necessario. Dobbiamo modificare la nostra dieta per incidere sempre meno sul cambiamento climatico; ridurre drasticamente la produzione di rifiuti e passare all’energia pulita. Lavorando insieme, riflettendo e immaginando soluzioni, l’umanità può ancora cambiare rotta e salvare sé stessa e il pianeta.

Per anni, le élite politiche e finanziarie hanno nascosto la verità. Senza una drastica riduzione delle emissioni di CO2, entro il 2100 fino al 75% degli abitanti del pianeta potrebbe essere annientata da ondate di calore. Cambiare non è solo auspicabile, spiega Fred Vargas, ma necessario. Dobbiamo modificare la nostra dieta per incidere sempre meno sul cambiamento climatico; ridurre drasticamente la produzione di rifiuti e passare all’energia pulita. Lavorando insieme, riflettendo e immaginando soluzioni, l’umanità può ancora cambiare rotta e salvare sé stessa e il pianeta.

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