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Viva la grammatica

Grammatica: ecco la parola innominabile e antipatica, che evoca pagine polverose e noiose, fitte di regole ferree, a volte inutili, a volte incomprensibili, che sembrano inventate apposta per far passare la voglia di studiare. Sarà per questo che i ragazzi continuano a infarcire di errori ortografici i temi di maturità, che adulti laureati costellano di svarioni i test dei concorsi, che i politici scivolano sui congiuntivi nei discorsi pubblici? E se è così, bisogna allora rassegnarsi a un linguaggio sempre più approssimativo e trascurato? Valeria Della Valle e Giuseppe Patota, da tempo impegnati a smantellare il modello di una lingua inappuntabile ma astratta e inespressiva, proposto per molto tempo dalla scuola, presentano una grammatica tutta nuova: un percorso fra articoli, preposizioni, nomi e verbi che, mettendo da parte schemi, prescrizioni e divieti, racconta e spiega il perché delle regole e insegna i semplici principi che permettono di sciogliere i dubbi ed evitare le trappole più insidiose. Una guida amichevole, basata su esempi tratti dalla comunicazione quotidiana, dalle espressioni usate nei giornali, in televisione, nei romanzi, nelle canzoni, nei film. Un’occasione per avvicinarsi all’appassionante, avventurosa storia dell’italiano e per scoprire – una rivelazione davvero inaspettata! – il lato divertente della grammatica.

Serene Cruz o la vera giustizia

Scrivo questo breve libro perché sia ricordata la storia di Serena Cruz, a tutti quelli che ieri la leggevano sui giornali, e perché ne sia data notizia a quelli che non ne sanno nulla. Poi lo scrivo perché siano ricordati altri fatti, che riguardano le adozioni e i bambini, altri fatti che sul momento hanno suscitato scalpore e che sono stati rapidamente dimenticati. Abbiamo tutti la memoria corta. E infine lo scrivo per testimoniare solidarietà alle persone a cui sono stati strappati i bambini, che esse avevano fino a quel giorno amato e accudito. Per testimoniare solidarietà alle persone, genitori e bambini, che hanno visto, come Serena Cruz e i suoi primi genitori adottivi, distrutta in un attimo la tranquillità famigliare, traditi e calpestati gli affetti, e che acerbamente hanno sofferto devastazioni, separazioni e perdite

Le rivoluzioni del libro

Nell’affrontare il tema dei mutamenti portentosi indotti nella civiltà occidentale dall’invenzione della stampa, la Eisenstein fissa la sua attenzione sulle tre grandi rivoluzioni che fra il XV e il XVII secolo hanno dato forma all’età moderna: il Rinascimento, la Riforma protestante e la Rivoluzione scientifica. Ognuna di esse si dimostra influenzata nel profondo dall’invenzione della tipografia, nel senso che la diffusione dei libri originata dalla scoperta di Gutenberg sta al cuore stesso delle tre rivoluzioni. La riscoperta e la diffusione degli autori antichi, base del Rinascimento, presuppone l’esistenza della tipografia; senza l’effetto moltiplicatore della stampa, che disseminò 300.000 copie delle opere di Lutero e infinite edizioni tradotte della Bibbia, la frattura della Cristianità operata dalla Riforma sarebbe stata impensabile; e senza i testi a stampa gli scienziati non avrebbero diretto lo sguardo al «libro della natura» dando inizio alla scienza moderna.

Il matematico e il detective

Può l’osservazione di un banale irrigatore da giardino incastrare un serial killer che semina il terrore a Los Angeles? Sì, se chi osserva è un giovane e geniale matematico che aiuta nelle indagini il fratello, agente speciale dell’FBI. È quanto succede nella puntata pilota di NUMB3RS, la fortunata serie poliziesca della CBS, prodotta da Tony e Ridley Scott, le cui prime serie sono state trasmesse anche in Italia. Filo conduttore degli episodi, spesso ispirati a fatti reali, è l’impiego della matematica al servizio della legge per risolvere e, se possibile, prevenire i delitti. Sull’onda del successo ottenuto, Keith Devlin e Gary Lorden (consulente scientifico del primo) si sono proposti di analizzare, al di là delle forzature imposte dal piccolo schermo, le potenzialità che le scienze del calcolo offrono agli investigatori. Con esiti sorprendenti: molti metodi d’indagine, infatti, sono il risultato dell’applicazione di ricerche nate per tutt’altri scopi. Ma neanche il crimine sembra ignorare le insospettabili potenzialità insite in equazioni e algoritmi… Divulgatori di razza, Devlin e Lorden accompagnano il lettore in un universo – statistica, data mining, tecniche di ricostruzione delle immagini, teoria dei giochi – molto più vicino all’esperienza quotidiana di quanto si creda, e che rivela inaspettati legami con questioni morali e pratiche che ci riguardano in prima persona.

Imbarazzismi

Ogni nero che vive in Italia ha un proprio ricco repertorio di “imbarazzismi”. Questo fortunato neologismo, ideato da Kossi Komla-Ebri, sta a indicare situazioni che non rientrano nei casi di discriminazione crudele, violenta o quantomeno intenzionale, ma si tratta di episodi di razzismo di piccolo calibro, che avvengono senza che il loro autore se ne sia reso propriamente conto. L’imbarazzismo, come una gaffe sconveniente, crea disagio. Come un lapsus freudiano, svela giudizi e pregiudizi rimossi. Ma per quanto ciascuno di questi episodi non sia grave, gli imbarazzismi feriscono le loro vittime, perché sono quotidiani e perché illustrano una mentalità diffusa popolata di stereotipi. Come superarla? Il primo passo per sconfiggere i pregiudizi è quello di saperli riconoscere. Bisogna ammettere che ciascuno di noi ne ha diversi, quindi dobbiamo imparare a vederli e poi essere disposti a rivederli, ampliando le nostre conoscenze e mettendoli a confronto con la realtà dei fatti. Questa raccolta di aneddoti divertenti, amari e folgoranti ci aiuta a smascherare l’etnocentrismo e gli stereotipi con ironia, un’arma gentile ma efficace contro il razzismo latente.

Discorsi alla nazione tedesca

I temi dell’Europa, del suo assetto costituzionale, della sua forma di governo; il rapporto tra identità europea e identità nazionali, regionali, locali; il tema della cittadinanza e dei diritti a questa collegati; il tema dello straniero, dell’originario, dell’ospitalità: questi i nodi concettuali presenti nel volume. E’ proprio attraverso il concetto di nazione che Fichte critica la concezione moderna del potere, centrata sul concetto di sovranità statale territoriale e ipotizza un assetto politico dell’Europa che tenga conto delle differenze linguistiche e culturali, irriducibili al modello statuale uscito dalla Rivoluzione francese.

Della dignità della morte

Il famoso teologo svizzero del dissenso interviene sul tema fortemente discusso della decisione sulla fine della vita. L’analisi di Küng è teologica e politica ed investe il diritto inalienabile di ogni uomo a decidere che la fine della sua vita sia degna e umana. L’uomo ha il diritto di vivere e di morire degnamente. E questa scelta compete solo a lui. Un libro di grande impatto sociale e religioso per la forza delle tesi sostenute e l’autorità teologica di Küng. Un contributo decisamente laico di un autorevole cattolico alla tematica dell’eutanasia, dell’accanimento terapeutico, della libertà di scelta di fronte alla dignità della morte.

Contro Ratzinger 2.0

Sei mesi dopo Contro Ratzinger, il clima è cambiato. Le sortite del papa provocano infervorati battimani e contestazioni sempre più fanatiche. In questo libro assisterete alla correzione del discorso di Ratisbona e al chiarimento del suo significato profondo, ma leggerete anche della folle storia d’amore tra un parroco e una perpetua, fronteggerete un Uomo vitruviano di Leonardo evirato e scoprirete che il Comune di Roma non garantisce più la libertà di parola. Presenzierete, infine, a un’epocale joint venture tra leader monoteisti. A tutti voi, buona lettura.

La congettura di Poincarè

Henry Poincaré è stato uno dei più grandi geni della storia della matematica: i suoi studi hanno aperto la strada a innumerevoli ricerche sviluppate nel corso del XX secolo. In particolare, la celebre congettura da lui enunciata, in grado di dirci molto sulla possibile natura e sulla forma del nostro universo, ha impegnato le maggiori menti matematiche del Novecento ed è stata inclusa nella lista dei sette “problemi del millennio’, per la cui soluzione è in palio un premio di un milione di dollari. Nel 2002, questa sfida è stata raccolta con successo dal matematico russo Grigori Perelman, che però — classica incarnazione del binomio “genio e follia’ — continua a rifiutare denaro e onori, Nell’estate del 2006 non si è nemmeno presentato al Congresso internazionale dei matematici, a Madrid, per ritirare la medaglia Fields, l’equivalente del premio Nobel per la matematica, suscitando dibattiti sulla stampa, anche in Italia.

Chi è l’assassino

Come lavora, e ragiona, una criminologa? Quali tracce osserva sulla scena del delitto? Come conduce un interrogatorio? Da quali elementi risale al movente di un omicidio? Come ricostruisce il profilo dell'assassino? Come riconosce i tentativi di depistaggio? Roberta Bruzzone, criminologa, psicologa forense ed esperta di analisi e ricostruzione della scena del crimine, è stata consulente tecnico in alcuni degli episodi di cronaca nera più rilevanti degli ultimi anni, dalla strage di Erba all'omicidio di Sarah Scazzi. In questo libro ripercorre in prima persona tutte le tappe dei suoi casi più significativi: gli interrogatori, lo studio degli incartamenti, le analisi delle tracce sul luogo del delitto, i ragionamenti per entrare nella testa dell'assassino e risalire, passo dopo passo, al colpevole. I racconti della Bruzzone portano il lettore nel cuore delle dinamiche investigative più sofisticate, e negli anfratti più oscuri dell'animo umano.

Cacciatori di corpi

Questo libro è un atto di coraggio da parte di chi lo ha scritto e dei suoi editori – John Le Carré Un vecchio motto dell’industria farmaceutica recita è bene avere una pillola che cura la malattia, ma è ancora meglio avere una pillola che va presa tutti i giorni. Affinché questi farmaci – spesso inutili, spesso semplici fotocopie di medicinali già esistenti e ancor più spesso pericolosi – vengano approvati e quindi immessi sul mercato, le case farmaceutiche devono dimostrare di averli sperimentati sull’uomo. Ed è così che i giganti de! farmaco sgomitano alle porte dell’India, del Brasile, della Russia, della Cina e persino delle cliniche e dei campus universitari americani ed europei alla ricerca di cavie umane, spesso inconsapevoli, su cui testare nuovi prodotti. Farmaci per abbassare il colesterolo, per combattere la depressione e per alleviare la disfunzione erettile maschile, ma anche medicinali killer come il Contergan che, prescritto alle donne incinta, fece nascere ondate di bimbi focomelici o il recentissimo anticolesterolo Lipobay, ritirato perchè ha causato decine di morti.

C’era una volta il paradosso

Questo libro contiene almeno un errore. Ci si potrebbe aspettare che per verificare la cosa sia necessario leggere l’intero volume. E invece lo sappiamo già fin d’ora. Infatti, se ci sono errori, ci sono. E se non ce ne sono, c’è quello che dice: «Questo libro contiene almeno un errore». Dunque sappiamo che in questo libro un errore c’è, anche se non sappiamo ancora qual è. A scanso di equivoci, l’errore non sta nel leggerlo. In questo singolare libro, Piergiorgio Odifreddi ci invita a sederci accanto al caminetto con lui, per raccontarci storie sulle illusioni dei sensi, le ambiguità dell’arte, le contraddizioni della religione, i tranelli della filosofia, le insidie della politica, i rompicapi della logica e le difficoltà della matematica. Sono storie che mettono in dubbio nozioni comuni, eppure sorprendentemente insidiose, come la realtà, la verità, l’infinito e la democrazia. Ogni paradosso è un labirinto e ogni storia di questo libro vi si aggira fino a quando ne trova la soluzione. Perché, come diceva Amleto a Ofelia: «C’era una volta un paradosso, ma ora il tempo l’ha risolto»

L’arte di trattar le donne

Fin dai tempi antichi, come insegna il caso di Socrate e Santippe, il rapporto tra il filosofo e le donne è stato conflittuale. E, se ripercorriamo la lunga storia di questo conflitto, ne ricaviamo l’impressione che la filosofia sia una faccenda prettamente maschile. La necessità di estirpare siffatto pregiudizio si impone con le grandi figure femminili dell’Illuminismo e del Romanticismo, quando prende avvio quella che sarà l’emancipazione della donna. Scottato dall’esperienza patita in casa con la madre, gran dama salottiera, Schopenhauer avverte con lungimirante intuito l’incombente pericolo, e oppone resistenza. Leva quindi la sua voce irriverente per mettere in guardia il sesso maschile dalle suadenti insidie, dai fatali pericoli e dagli snervanti contrasti che inevitabilmente riserva il rapporto con le donne. Le sue riflessioni su questo tema si configurano come un’«Arte di trattare adeguatamente il gentil sesso»: un’arte che, se negli intenti di Schopenhauer mirava soprattutto a tenerne a bada le intemperanze, offre a noi, uomini e donne di oggi, una lettura ricca di inconfutabili intuizioni e di tenaci, e spesso esilaranti, capricci maschili.

101 cose da fare nella Venezia Giulia almeno una volta nella vita

Stretta tra le Alpi e il mare, la Venezia Giulia è la terra di confine per antonomasia, ambita e contesa. Eppure basta pensare al suo capoluogo, Trieste, da sempre fucina di storia e di letteratura, patria natia e d’adozione di scrittori e poeti, per rendersi conto di come questa zona abbia saputo conservare una forte identità. Attraverso i 101 itinerari proposti in questo libro, sfileranno davanti ai vostri occhi tutti i volti di un piccolo mondo estremamente ricco e vario: vi sentirete viaggiatori cosmopoliti, cittadini internazionali, forse persino un po’ irredentisti. Potrete fingervi intenditori di caffè ammirando il mare da piazza dell’Unità a Trieste, o chiedere alla vostra dolce metà di sposarvi con il rito delle nozze carsiche. Male che vada, potrete attaccarvi al tram (di Opicina) o vagare per la città sospinti dalla bora e dal ricordo di Italo Svevo e di James Joyce. Tra i canyon mozzafiato e le grotte giganti del suggestivo paesaggio carsico, avrete anche modo di sentirvi avventurieri: esploratori di una terra unica che vi sorprenderà. Come vi sorprenderà scoprire che in Venezia Giulia è davvero facile sentirsi a casa.

Scrittori di uno scrittore: Modi di guardare e di sentire

«Il mio intento in questo libro non è la critica letteraria né la biografia … Voglio soltanto, e in maniera del tutto personale, passare in rassegna i tipi di scrittura che mi hanno influenzato nel corso della mia evoluzione. Ho detto scrittura, ma intendo più precisamente visione, modo di guardare e di sentire». È dunque un viaggio quello che Naipaul ci propone, il suo viaggio: dalla natia Trinidad («un puntino sul mappamondo») agli ambienti letterari della Londra anni Cinquanta, dall’India alla Cartagine di Polibio e di Flaubert, e alla Roma di Cicerone e di Virgilio. Così la scrittura, che è sempre «prodotto di una specifica visione storica e culturale», permette di esplorare il tempo oltre che lo spazio – e di affiancare Derek Walcott a un materassaio analfabeta, Nirad Chaudhuri e Anthony Powell a un politicante con velleità letterarie («lo Stalin di Trinidad»), Gandhi a Giulio Cesare. E nel corso del viaggio ogni incontro si rivela decisivo: per una inesausta ricerca di precisione, per il nitore dell’espressione, e soprattutto per una percezione originale del mondo. **
### Sinossi
«Il mio intento in questo libro non è la critica letteraria né la biografia … Voglio soltanto, e in maniera del tutto personale, passare in rassegna i tipi di scrittura che mi hanno influenzato nel corso della mia evoluzione. Ho detto scrittura, ma intendo più precisamente visione, modo di guardare e di sentire». È dunque un viaggio quello che Naipaul ci propone, il suo viaggio: dalla natia Trinidad («un puntino sul mappamondo») agli ambienti letterari della Londra anni Cinquanta, dall’India alla Cartagine di Polibio e di Flaubert, e alla Roma di Cicerone e di Virgilio. Così la scrittura, che è sempre «prodotto di una specifica visione storica e culturale», permette di esplorare il tempo oltre che lo spazio – e di affiancare Derek Walcott a un materassaio analfabeta, Nirad Chaudhuri e Anthony Powell a un politicante con velleità letterarie («lo Stalin di Trinidad»), Gandhi a Giulio Cesare. E nel corso del viaggio ogni incontro si rivela decisivo: per una inesausta ricerca di precisione, per il nitore dell’espressione, e soprattutto per una percezione originale del mondo.

Praga al tempo di Kafka

In un’esperienza di viaggio confluiscono esigenze anche molto diverse, come differenti possono essere gli esiti che da essa scaturiscono. Il viaggio che Patrizia Runfola ci propone è molto particolare: sul filo di un racconto suggestivo e intenso rivive un momento preciso nella storia di Praga, cioè quelli che potremmo definire gli anni di Kafka. Si tratta di un periodo di grande vivacità creativa, nato dalla magia dell’incrocio di lingue e tradizioni diverse (ceche, tedesche ed ebraiche), e dall’interesse appassionato per quanto avviene nel resto d’Europa in ambito letterario, artistico e poetico. Insieme a Kafka, Max Brod, ai fratelli Capek, a Jaroslav Hasek, a poeti come Nezval e Werfel, ma anche ad architetti, pittori e scenografi, entriamo nelle case, nei circoli letterari, nelle redazioni delle riviste, nei caffè e nei teatri della città, diventando spettatori partecipi di amicizie, amori e storie, molto spesso destinate a concludersi con la morte o la fuga in Palestina e in America. Il tramonto dell’impero austro-ungarico, la prima guerra mondiale e il montare della furia devastatrice di Hitler incombono infatti sulla vita di tutti. Quella che l’autrice ci propone è una felice immersione in un mondo che sarà presto cancellato dalle tragiche vicende della storia. Con una conversazione con Claudio Magris e un testo di Gérard-Georges Lemaire. **