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Piccola filosofia volatile

Ci sono molti modi di osservare gli uccelli. Possiamo studiarne i comportamenti o semplicemente ammirarne la bellezza. Ma in realtà, queste preziose creature nascondono molto di più: per noi che conduciamo esistenze stressate all’inseguimento di qualcosa che sembra sempre sfuggirci, gli uccelli possono essere anche veri e propri maestri di vita.
Non a caso, nella letteratura e nel mito, il loro ruolo è spesso quello di iniziatori, messaggeri, fonte di saggezza. Le 22 lezioni di serenità di questo piccolo libro, lievi e spontanee come i volatili che le hanno ispirate, ci danno molti spunti per riconsiderare noi stessi, i nostri più intimi bisogni, gli istinti. Possiamo tornare a noi attraverso la natura e i suoi modelli, e trovare i consigli giusti per affrontare le nostre giornate, con i dolori che le destabilizzano o le gioie che, all’improvviso, le illuminano.
I piccoli filosofi con le ali ci insegnano ad accettare le nostre fragilità, ad apprezzare le buone abitudini, a riscoprire il vero senso della famiglia e a rivalutare la curiosità come forza motrice della creatività. Non si pongono, loro, come tanta filosofia «umana», il problema della felicità. La vivono. Quando tutto va bene sono felici e basta. Non è forse questa la felicità? **
### Sinossi
Ci sono molti modi di osservare gli uccelli. Possiamo studiarne i comportamenti o semplicemente ammirarne la bellezza. Ma in realtà, queste preziose creature nascondono molto di più: per noi che conduciamo esistenze stressate all’inseguimento di qualcosa che sembra sempre sfuggirci, gli uccelli possono essere anche veri e propri maestri di vita.
Non a caso, nella letteratura e nel mito, il loro ruolo è spesso quello di iniziatori, messaggeri, fonte di saggezza. Le 22 lezioni di serenità di questo piccolo libro, lievi e spontanee come i volatili che le hanno ispirate, ci danno molti spunti per riconsiderare noi stessi, i nostri più intimi bisogni, gli istinti. Possiamo tornare a noi attraverso la natura e i suoi modelli, e trovare i consigli giusti per affrontare le nostre giornate, con i dolori che le destabilizzano o le gioie che, all’improvviso, le illuminano.
I piccoli filosofi con le ali ci insegnano ad accettare le nostre fragilità, ad apprezzare le buone abitudini, a riscoprire il vero senso della famiglia e a rivalutare la curiosità come forza motrice della creatività. Non si pongono, loro, come tanta filosofia «umana», il problema della felicità. La vivono. Quando tutto va bene sono felici e basta. Non è forse questa la felicità?

Medici Nella Storia D’Italia

Uno dei problemi più dibattuti, nell’ambito della tipologia delle professioni, è quello della nascita, dell’affermazione, del consolidamento e dell’eventuale declino di questa o quella figura professionale. Questo libro, attraverso una galleria di personaggi, descrive come si sono configurati via via, dal Settecento al Novecento, in Italia, il patologo e il clinico, il medico alternativo e il medico di famiglia, il medico di laboratorio e il radiologo, l’ostetrico-ginecologo e il neuropsichiatra, il ricercatore-scienziato e il grande chirurgo. Più in generale, delinea i caratteri originali’ del medico d’oggi. Inoltre, attraverso l’analisi storica dei nessi tra professione e società, contribuisce a chiarire gli antefatti della questione sanitaria odierna. **
### Sinossi
Uno dei problemi più dibattuti, nell’ambito della tipologia delle professioni, è quello della nascita, dell’affermazione, del consolidamento e dell’eventuale declino di questa o quella figura professionale. Questo libro, attraverso una galleria di personaggi, descrive come si sono configurati via via, dal Settecento al Novecento, in Italia, il patologo e il clinico, il medico alternativo e il medico di famiglia, il medico di laboratorio e il radiologo, l’ostetrico-ginecologo e il neuropsichiatra, il ricercatore-scienziato e il grande chirurgo. Più in generale, delinea i caratteri originali’ del medico d’oggi. Inoltre, attraverso l’analisi storica dei nessi tra professione e società, contribuisce a chiarire gli antefatti della questione sanitaria odierna.

Come Un Ladro in Pieno Giorno

**Lo stato del mondo secondo Žižek. Un libro fondamentale per comprendere l’attualità.**
È vero, negli ultimi anni il nostro mondo è cambiato in modo rapidissimo, e lo sviluppo tecno-scientifico ci ha fatto approdare in un’epoca che Slavoj Žižek, in questo suo nuovo libro, non esita a definire di postumanità. Ma la forza che soggiace a questo cambiamento è sempre la stessa, solo meno visibile e al contempo più pervasiva che mai: il capitalismo, il quale, ancora una volta, come preconizzato da Marx dimostra appieno la sua capacità di dissolvere nell’aria tutto ciò che è solido.
Zizek prende in analisi tutti i nodi e le sfide del presente: l’automazione del lavoro, l’impassecostituita dal populismo da un lato e dalla sinistra moderata dall’altro, il nesso tra «progresso» tecnologico e controllo digitale, quello tra (auto)vittimizzazione e presa di parola, la minaccia ecologica nell’epoca dell’Antropocene, la virtualizzazione del denaro, la falsa libertà della Rete, le ipocrisie del *politically correct* , il crescente consumo di oppiacei (e il conseguente aumento su scala globale delle dipendenze): tratteggiando così un lucidissimo affresco dell’epoca postumana, colto, ironico e informatissimo.
Ma può ancora avvenire un cambiamento radicale? In che direzione e con quali mezzi lavorare per favorirne l’avvento? Se aprissimo gli occhi, ci accorgeremmo che il capitalismo, lungi dall’essere in una fase trionfante, si sta in realtà trasformando in qualcos’altro. Non sappiamo ancora in cosa: ma sta a noi individuare le avvisaglie dei tempi nuovi, amplificarle, farle durare.

Popolo E Populismo

Dove stanno andando l’Italia e l’Europa? Le politiche del rigore degli ultimi anni hanno creato un diffuso malcontento nei vari Paesi del vecchio continente e la crisi economica iniziata nel 2008 ha dato la spinta definitiva al risentimento contro i tagli operati dalla Commissione europea, identificata come l’origine di tutti i mali. I partiti socialisti sono stati travolti dal nuovo populismo antiestablishment. L’euro ha favorito prevalentemente il mercato tedesco, mentre l’austerità «espansiva» è stata la regola nelle politiche economiche europee, con tagli alla spesa pubblica anche nei momenti di crisi: queste politiche hanno aggravato la recessione anziché mitigarla, riducendo i consumi e il PIL. Il surplus commerciale tedesco si regge dunque sui debiti degli altri Stati europei, provocando effetti devastanti come la crisi greca e la nascita del populismo su scala globale. Molti Paesi sentono la necessità di un nuovo realismo politico. La globalizzazione ha favorito una convergenza tra economie del Primo e del Terzo Mondo, per esempio con l’ascesa della Cina, aumentando le diseguaglianze all’interno dei singoli Stati, soprattutto ai danni della classe media. Senza dimenticare, sullo sfondo, i cambiamenti dell’America di Trump, con la fine dell’atlantismo come lo abbiamo conosciuto negli ultimi settant’anni. Popolo e populismo affronta con metodo e attenzione tutte queste problematiche, e racconta con lucidità la situazione politica italiana e internazionale, gettando uno sguardo sul futuro che ci attende

L’uomo con il cervello in tasca

L’evoluzione tecnologica sta portando un grande progresso in molti campi della vita dell’uomo ma anche un impatto pericoloso sul suo comportamento.
Gli smartphone su cui passiamo la maggior parte del nostro tempo sono oggi vere e proprie protesi di corpo e mente e stanno conducendo a una divisione tra due cervelli: il nostro e quello che «portiamo in tasca».
Una relazione pericolosa, secondo Vittorino Andreoli, che in queste pagine ricostruisce origini e funzioni dell’organo naturale mettendolo a confronto con quello artificiale, che ne è figlio, per comprendere i rischi psicologici e sociali che la rivoluzione digitale, dal computer ai tablet, dall’invenzione del web all’avanzata della robotica, ha innescato per giovani e adulti, in famiglia, nei legami e sul lavoro.
La nostra identità rischia uno sdoppiamento? L’intelligenza artificiale da appendice diventerà parte integrante del nostro corpo prendendo alla fine il sopravvento? Sono solo alcune delle domande cui questo saggio cerca di dare una risposta con un’analisi affascinante sulle nostre origini e il futuro prossimo che ci aspetta. **
### Sinossi
L’evoluzione tecnologica sta portando un grande progresso in molti campi della vita dell’uomo ma anche un impatto pericoloso sul suo comportamento.
Gli smartphone su cui passiamo la maggior parte del nostro tempo sono oggi vere e proprie protesi di corpo e mente e stanno conducendo a una divisione tra due cervelli: il nostro e quello che «portiamo in tasca».
Una relazione pericolosa, secondo Vittorino Andreoli, che in queste pagine ricostruisce origini e funzioni dell’organo naturale mettendolo a confronto con quello artificiale, che ne è figlio, per comprendere i rischi psicologici e sociali che la rivoluzione digitale, dal computer ai tablet, dall’invenzione del web all’avanzata della robotica, ha innescato per giovani e adulti, in famiglia, nei legami e sul lavoro.
La nostra identità rischia uno sdoppiamento? L’intelligenza artificiale da appendice diventerà parte integrante del nostro corpo prendendo alla fine il sopravvento? Sono solo alcune delle domande cui questo saggio cerca di dare una risposta con un’analisi affascinante sulle nostre origini e il futuro prossimo che ci aspetta.

Una storia commestibile dell’umanità

Nel corso dei secoli il cibo ha rappresentato per l’uomo molto più che un semplice mezzo di sostentamento. E stato di volta in volta la causa di cambiamenti epocali (l’agricoltura è di fatto l’invenzione umana che ha permesso la nascita della civiltà moderna), strumento di potere, apripista delle prime reti commerciali globali, collante tra le società, arma ideologica e causa di conflitti. La sua influenza sulla storia mondiale può essere paragonata, scrive Tom Standage, a una “forchetta” invisibile che ha pungolato l’umanità, segnandone e cambiandone talvolta il destino. Un impatto storico e sociale che ancora oggi non smette di far sentire il suo peso. L’osservatorio privilegiato di Tom Standage offre infatti nuove prospettive e nuovi scorci sui nostri tempi, e permette di affrontare con occhio diverso temi attuali e caldissimi come la crisi alimentare, le cause e gli effetti del vertiginoso sviluppo demografico del xx secolo, l’uso delle colture per ottenere biocarburanti, i tanto discussi OGM e la nascita del movimento alimentare locale. **
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Nel corso dei secoli il cibo ha rappresentato per l’uomo molto più che un semplice mezzo di sostentamento. E stato di volta in volta la causa di cambiamenti epocali (l’agricoltura è di fatto l’invenzione umana che ha permesso la nascita della civiltà moderna), strumento di potere, apripista delle prime reti commerciali globali, collante tra le società, arma ideologica e causa di conflitti. La sua influenza sulla storia mondiale può essere paragonata, scrive Tom Standage, a una “forchetta” invisibile che ha pungolato l’umanità, segnandone e cambiandone talvolta il destino. Un impatto storico e sociale che ancora oggi non smette di far sentire il suo peso. L’osservatorio privilegiato di Tom Standage offre infatti nuove prospettive e nuovi scorci sui nostri tempi, e permette di affrontare con occhio diverso temi attuali e caldissimi come la crisi alimentare, le cause e gli effetti del vertiginoso sviluppo demografico del xx secolo, l’uso delle colture per ottenere biocarburanti, i tanto discussi OGM e la nascita del movimento alimentare locale.

L’enigma di Attilio Manca

La Sicilia è straordinariamente bella. Ma anche “l’inizio di qualcosa di terribile”, come ricorda Rilke. La morte dell’urologo Attilio Manca è un crimine che diventa un mistero, un delitto che si trasforma nell’enigma che sconvolge da anni l’esistenza dei suoi familiari. Sullo sfondo di una terra dove la mafia ammazza e umilia, la lotta per la verità e la giustizia fa emergere un segreto inconfessabile, legato alla latitanza di Bernardo Provenzano. Una rete di complicità. Un intervento chirurgico che non esige testimoni.

Tra poche parole

Lo scrivere breve non è per Gómez Dávila solo un’arte o un genere letterario, ma un modo di pensare: l’unica forma, cioè, capace di restituire al pensiero la semplicità che il discorso gli toglie. L’unica in grado di dire il vero, che in una realtà lacerata risiede necessariamente nel frammento, oppure non è. Gómez Dávila concepisce i propri aforismi come “tocchi cromatici di una composizione pointilliste” che sfida il lettore a scorgere la totalità loro sottesa, e dunque a riconoscere il “testo implicito”, l’opera ideale a cui alludono. In questo volume viene presentata una seconda parte del grande libro degli “Escolios”, cui Gómez Dávila si è dedicato per l’intera vita e che nell’edizione originale comprende cinque tomi, tutti composti esclusivamente di brevi, fulminanti sentenze.

Storia medievale

I caratteri principali del volume rispondono alle necessità di chiarezza, sinteticità, completezza indispensabili a un testo che si rivolge in primo luogo agli studenti universitari dei corsi di base. Sul piano dei contenuti, il manuale si segnala per l’individuazione dei temi essenziali della storia medievale, a ciascuno dei quali è dedicata una lezione monografica completa e autonoma; per lo sviluppo coerente delle lezioni secondo un piano cronologico in capitoli compatti e non dispersivi; per l’attenzione rivolta ai meccanismi, ai processi, alle dinamiche storiche e ai risultati delle più recenti conoscenze storiografiche; per la presenza di cartine che aiutano a collocare gli avvenimenti storici nello spazio e nel tempo. L’obiettivo è quello di fornire uno strumento di studio concettualmente chiaro, conciso e aggiornato con uno stile scorrevole e un uso rigoroso dei termini storiografici.

Sorte dell’Europa

Dal 25 luglio 1943 alla fine del 1944 Savinio pubblicò una serie di articoli politici, che poi raccolse in volume l’anno dopo. Mai più ristampati da allora, questi testi, in cui si respira dappertutto l’euforia della liberazione dal fascismo, si rivelano oggi consolante esempio di come un grande scrittore, imprendibile per natura e dilettante per elezione, possa dare prova di una chiaroveggenza e lucidità politica che in ben rari casi troveremmo negli storici e uomini politici suoi contemporanei. Saltando le alternative opprimenti dei blocchi e irridendo le varie borie nazionali, Savinio sembra già parlarci dell’«Europa di oggi», quell’Europa che si è faticosamente costruita negli ultimi decenni – e deve ancora costruirsi. Si direbbe, anzi, che la prospettiva di Savinio rimanga tuttora da recuperare: consapevole dello stato di inermità e cecità politica verso cui l’Europa delle nazioni si stava avviando, Savinio infatti concludeva questi scritti augurandosi addirittura che il movimento della resistenza partigiana trovasse il suo sbocco in un’Europa unita: «L’appello che chiude il manifesto del comunismo va aggiornato così: “Partigiani di tutta l’Europa, unitevi!”, intendendo per partigiani e partigianismo l’elemento dell’Europa che opera per impulso proprio, e non per ordine o ispirazione altrui». Se così non è stato, nessuno ha buone ragioni per rallegrarsene – e la prospettiva è sempre aperta.

Nero Su Nero

Molto si parlò di questo libro, quando apparve nel 1979. Ma allora notando soprattutto ciò che Sciascia vi dice della realtà pubblica che lo circondava: l’Italia come paese «senza verità», dal caso del bandito Giuliano all’affare Moro, la cui ombra si stende sulle ultime pagine di *Nero su nero*. Leggendolo oggi, affiora però con altrettanta evidenza la sua altra faccia, più segreta: quella del libro dove Sciascia ha consegnato, con scrupolosa precisione, pagine essenziali sul suo modo di intendere lo scrivere e la letteratura, che proprio qui viene mirabilmente definita quale «sistema di “oggetti eterni” … che variamente, alternativamente, imprevedibilmente splendono, si eclissano, tornano a splendere e ad eclissarsi – e così via – alla luce della verità». (Parole che vanno lette accostandole ad altre, significativamente fra parentesi, dove si dice che la letteratura «è la più assoluta forma che la verità possa assumere»). Si direbbe dunque che, in questo momento, ciò che per Sciascia era più personale e nascosto venisse naturalmente a mescolarsi con i fatti della cronaca. Così nacque *Nero su nero* , accumulandosi per dieci anni torbidi, fra il 1969 e 1979, ma obbedendo sempre a un imperativo di chiarezza e nettezza – libro indispensabile per capire Sciascia in genere e soprattutto il suo ultimo periodo. E, di fatto, già il titolo risponde parodisticamente alla banale accusa di pessimismo che tanto spesso gli fu rivolta in quel decennio e anche dopo, offrendoci «la nera scrittura sulla nera pagina della realtà».

Mobilitazione totale

La profonda riflessione di Ferraris ruota tutta intorno a una semplice, inquietante, ironica domanda: chi ce lo fa fare ad essere sempre connessi? Nell’era della sorveglianza digitale di massa ragionare sulla radice del problema significa mettere a fuoco, identificare, dare un nome al problema stesso. Per Maurizio Ferraris il problema si chiama mobilitazione totale. Fabio Chiusi, “la Repubblica” Con penna divertita, sgombrando la strada da banalità e frasi fatte, Maurizio Ferraris continua ad aggiornare la filosofia. ‘Connessa’, l’umanità non è semplicemente ‘alienata’, come pretende il filosofo benpensante, ma è ‘mobilitata’. Il web è l”alienazione 2.0′: panopticon diffuso, macchina bellica e burocratica estesa sull’intero pianeta che non schiaccia ma esalta la natura umana. “Sette – Corriere della Sera” Tutti sappiamo cosa significhi ricevere una notifica email in piena notte: quel trillo non è solo una comunicazione, è un invito individuale all’azione che non riusciamo a lasciare inevaso. Il risultato è una condizione di militarizzazione della vita di milioni di mobilitati, un’incessante certificazione di ordini cui ognuno si sottopone senza difendersi. Anna Li Vigni, “Il Sole 24 Ore”

La mente che mente

Il Dhammapada, o ‟Sentiero della Legge”, è uno dei testi più conosciuti di tutta la letteratura buddhista e uno dei più antichi del Canone pali: un’antologia di oltre quattrocento detti di Gautama il Buddha che è diventato testo di riferimento e oggetto di studio e interpretazioni. Contiene le parole, trascritte secoli dopo la sua morte, del Buddha, il quale insegna che tutte le sofferenze originano da illusione e desiderio, che è necessario purificare il cuore e seguire la via della verità per conseguire l’autentica libertà. Buddha non predicò una religione, né insegnò una filosofia come sistema di pensiero, offrì invece una spiegazione dell’infelicità umana e mostrò una pratica per liberarsene: ‟la Via del Buddha”. La liberazione, che è essenzialmente libertà da se stessi, si realizza attraverso la meditazione e il risveglio dal sonno della coscienza. Le parole del Maestro del VI sec. a.C. sono qui commentate dal Maestro moderno Osho che rende così accessibile ai lettori, anche occidentali, di oggi la profonda saggezza dell’insegnamento buddhista.